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Marina Burani - Nero – 2019 | 1969 La mostra personale dell’artista inaugurerà a Palazzo Pigorini venerdì 10 maggio alle 18. Oltre cinquanta opere esposte con una particolare attenzione alla persistenza del colore nero. 

Parma -

Inaugurerà venerdì 10 maggio, alle ore 18, a Palazzo Pigorini l’esposizione “Marina Burani - Nero – 2019 / 1969”: la prima personale di Marina Burani a Parma, sua città d’adozione, è una rassegna retrospettiva dei lavori realizzati durante cinquant’anni di carriera.

La mostra, realizzata dall’associazione Alphacentauri e curata da Didi Bozzini con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Parma, presenta il percorso multiforme dell’artista sottolineandone un aspetto particolare, che è quello della persistenza fisica e simbolica del colore nero tra disegno e pittura.

Sui due piani di Palazzo Pigorini, cinquantasette opere che vanno a ritroso dagli specchi neri degli anni 2000 alle matite degli anni ’60 e testimoniano di un universo creativo nel quale il rapporto tra la figura e la sua assenza - la sua formazione e la sua scomparsa - occupa una posizione centrale e di fondamentale importanza.

 

La mostra, ad ingresso libero, rimarrà aperta sino al 16 giugno.

 

Marina Burani, nata a Reggio Emilia, vive e lavora a Parma. Ha frequentato l’istituto d’Arte Paolo Toschi a Parma e l’Accademia di Brera a Milano.

Nel 1991 fonda l’Associazione Culturale Alphacentauri con Andrea Vettori, dal 1994 pubblica il Giornale Alphacentauri che viene presentato alla Biennale di Venezia nello stesso anno.

Pubblica due libri “Lento a tempo” e “Coleotterofobia”.

A Reggio Emilia partecipa al premio Tricolore e l’opera viene premiata ed acquistata dal Museo Civico.

Dal 1972 ad oggi partecipa a numerosissime mostre collettive e personali, in Italia e all’estero.

 

Marina Burani - Nero – 2019 | 1969

Palazzo Pigorini | 10 maggio – 16 giugno

Orari di apertura:

mercoledì, giovedì e venerdì dalle 16.30 alle 19.30

sabato e domenica dalle 10.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30

ingresso libero

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Domenica 5 maggio in Galleria San Ludovico sarà possibile acquistare le illustrazioni degli artisti in mostra: il ricavato sosterrà le attività di ColoriAmo Vivere di Colori Onlus, che opera prevalentemente nel reparto di Oncoematologia Pediatrica dell'Ospedale dei Bambini di Parma.

Parma, 2 maggio 2019 

Domenica 5 maggio sarà l’ultimo giorno di apertura in Galleria San Ludovico di Pinocchio, prima mostra della rassegna espositiva “Abecedario 2019, organizzata dall’associazione Culturale TØRØ, con il sostegno dell’assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili del Comune di Parma e il patrocinio di Fondazione Nazionale Carlo Collodi e Gaer

In questa giornata sarà possibile acquistare le illustrazioni degli artisti in mostra: per ogni opera venduta parte del ricavato (e, in alcuni casi, l’intera somma) sarà destinata a Coloriamo vivere di colori, associazione Onlus impegnata nel reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Maggiore di Parma, dove offre laboratori di disegno e vetrofania ai bambini ricoverati e alle loro famiglie.

L’Associazione Culturale TØRØ invita la cittadinanza a visitare la mostra in occasione del finissage. L’esposizione sarà aperta, ad ingresso libero, al mattino dalle 10 alle 13 e nel pomeriggio con apertura prolungata straordinaria dalle 15 fino alle 21.30.

 

ColoriAmo Vivere di Colori Onlus è una piccola Associazione di volontariato artistico che opera prevalentemente nel reparto di Oncoematologia Pediatrica dell'Ospedale dei Bambini di Parma. L'attività principale è l’organizzazione di laboratori per i piccoli pazienti e le loro famiglie per la creazione di vetrofanie, cioè immagini plastificate che si realizzano con speciali colori liquidi che possono essere attaccate a vetri, mobili e superfici lisce. I kit di colori vengono forniti alle stanze di degenza per permettere alle famiglie di lavorare in autonomia o di continuare l'attività anche durante i trasferimenti in altri ospedali. Lo scopo dell’Associazione, che collabora con numerose realtà del territorio, fra cui molte scuole, è quello di sostenere le famiglie più bisognose nel momento di trasferte in altre città e anche nell’acquisto di prodotti fondamentali nel momento della guarigione e del rientro a casa.

 

Abecedario d’Artista

Pinocchio

Galleria San Ludovico – Borgo del Parmigianino 2, Parma

Dal 25 aprile al 5 maggio

Orari di visita: da Giovedì a Domenica: 10:00 - 13:00 / 15:00 - 19:00

Ingresso Gratuito

Contatti:

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L'ingresso è libero e gratuito.

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"L'Effimero e L'Eterno, in casa del Vate" è la mostra fotografica collettiva realizzata a conclusione del laboratorio LAB Di Cult 053 Fiaf.

“Siamo partiti con questo progetto dopo il ColornoFhotoLife, - spiega Gigi Montali presidente di Color’s Light. Abbiamo coinvolto il Vittoriale degli Italiani a Gardone, che ci ha dato il permesso di entrare e fare foto nel luoghi in cui ha vissuto D’Annunzio.” Tre uscite fotografiche e altrettanti incontri di studio realizzati con Eles Iotti, curatrice della mostra, per indagare la figura di D’Annunzio.

I 55 scatti in mostra sono stati selezionati dalla curatrice e da Gigi Montali di Color's Light, in qualità di tutor del gruppo, basandosi sulla bellezza dal punto di vista tecnico ma anche la capacità espressiva in relazione al tema affidato al laboratorio (L’effimero e L’eterno). 

Collaborano all'iniziativa il museo Renato Brozzi e il Comune di Traversetolo.

Gli autori delle fotografie esposte sono Antonella Artoni, Paolo Barbieri, Corrado Brianti, Andrea Calestani, Giovanna Cavazzini, Cristina Cozzini, Daniela Dall'Aglio, Cesara De Micheli, Antonio Fazio, Laura Lazzarini, Gigi Montali, Stefano Monteverdi, Katty Nucera, Franco Schianchi, Enrico Volpi.  

Lunedì di Pasqua, 22 Aprile, gli autori saranno in mostra dalle 17,30 alle 19,00 con il direttore del dipartimento cultura della FIAF, Silvano Bicocchi, per scambiare impressione con i visitatori.

La mostra rimarrà aperta fino al 1° maggio. Ingresso libero. Sabato 15-18, domenica e festivi 9-12,30 e 15-18,30. 

 

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Inaugurata da Iva Zanicchi, la mostra in corso presso Spazio Gerra a Reggio Emilia, dedicata alla canzone italiana femminile degli anni ‘70 e facente parte del circuito Fotografia Europea.  

Reggio Emilia -

Confessare un sentimento, esprimerlo per liberarsene o per riuscire a rileggerlo, cercare le parole per tradurlo e interpretarlo. Questo è ciò che la canzone ha saputo fare più e meglio di qualsiasi altra espressione artistica, diventando per almeno cinquant’anni il principale strumento di identificazione popolare per intere generazioni di italiani.

Nei primi anni '70, cantanti che hanno dominato la scena televisiva e discografica si sono esibite in disarmanti interpretazioni, intense, profonde e talmente sincere da abbattere talvolta i confini fra performance e vita reale. Mia Martini, Mina, Iva Zanicchi, Ornella Vanoni, Patti Pravo… hanno saputo esprimere stati d’animo e sentimenti intensamente legati alla sensibilità femminile, impossessandosi in prima persona di melodie e testi, trasformandoli appunto in vita vissuta. Brani scritti però – sia nella composizione musicale che nei testi – esclusivamente da uomini, quali Mogol, Franco Califano, Paolo Limiti, Cristiano Malgioglio e molti altri. Brani nei quali si è quasi magicamente creata un’irripetibile fusione tra il sentire maschile e femminile, quasi non ci fossero resistenze preconcette o separazioni di genere nel momento in cui si parlava d’amore.

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Questo il tema, della mostra in corso presso Spazio Gerra a Reggio Emilia, dedicata alla canzone italiana femminile degli anni ‘70 e facente parte del circuito Fotografia Europea, fino al 9 giugno 2019.

Ad inaugurare l'esposizione, a cura di Associazione ICS – Innovazione Cultura Società, venerdì sera, una delle protagoniste di quegli anni: Iva Zanicchi, in un incontro in cui si é racconatata ai presenti.

In mostra, oltre a fotografie e filmati d’epoca e testimonianze dei protagonisti, i testi e le emozioni trasmesse dalle canzoni sono stati interpretati dai lavori di due giovani fotografe, Giulia Bersani e Alessia Leporati, che si interrogano su quanto la sincera e non filtrata confessione di sé possa essere elemento generatore di legami, relazioni e intimità tra le persone.

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ORARI

dal 20 aprile al 9 giugno
sabato e domenica › 10-19

Aperture straordinarie
22, 25, 26 aprile › 10-19
1, 2, 3 maggio › 10-19

Aperture serali
27 aprile › 10-23
4 e 25 maggio › 10-23
1 e 8 giugno › 10-23


INGRESSO GRATUITO
 
Spazio Gerra, Piazza XXV Aprile 2 – Reggio Emilia
 
Foto a cura di Francesca Bocchia
 
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Sabato 13 aprile inaugurazione al Centro Culturale Mavarta della mostra fotograficaRelazioni & Connessioni” di Fiammetta Mamoli. Un progetto a forte impatto emotivo frutto di oltre 3000 scatti: sono ritratti di uomini e donne che “raccontano” se stessi, il proprio ruolo, le proprie emozioni. La mostra, aperta fino al 10 maggio, è inserita nel circuito Off del festival Fotografia Europea di Reggio Emilia. Ingresso libero

Reggio Emlia - 

Sabato 13 aprile (ore 11.45) inaugurazione al Centro Culturale Mavarta della mostra fotograficaRelazioni & Connessioni” di Fiammetta Mamoli. La mostra, aperta fino al 10 maggio, fa parte dell’itinerario provinciale del Circuito Off del festival Fotografia Europea 2019 di Reggio Emilia.

Può la macchina fotografica essere uno strumento per entrare in contatto e stabilire connessioni intime, consapevoli e condivise tra fotografo e soggetto? Fino a che punto si è disposti a lasciarsi guardare accettando di mettersi a nudo? Il ritratto è un’immagine fotografica che restituisce la realtà oppure è una forma di rappresentazione?

Per cercare risposte a queste domande nei primi mesi del 2018 Fiammetta Mamoli ha individuato persone potenzialmente adatte ad essere coinvolte in un progetto a forte impatto emotivo, soggetti a cui ho chiesto di raccontare, meglio ancora rappresentare davanti all’obbiettivo il loro modo di intendere e vivere la relazione interpersonale. Nel corso della primavera/estate del 2018 ha ritratto 36 donne e uomini, raccogliendo più di 3000 scatti tutti effettuati con luce naturale in luoghi esterni ed interni scelti di volta in volta insieme a chi veniva fotografato. Un’esperienza molto coinvolgente sul piano emotivo in cui a colpire l’autrice è stata la sincerità priva di riserve con cui queste donne e questi uomini hanno raccontano se stessi e la propria vita, in certi casi con l’urgenza di una confessione. I legami sentimentali, gli affetti familiari, le amicizie, la vita domestica, il lavoro, le debolezze, le insicurezze, le sofferenze, le inclinazioni personali, le passioni, le paure. Sono gli scenari entro cui stabiliamo relazioni e intrecciamo legami e che fanno di noi quello che siamo.

Fiammetta Mamoli vive a Parma dove, fino al 2015, è stata responsabile del Sistema bibliotecario dell’Università. Da sempre appassionata di fotografia, nel 2018 ha esposto al Museo Cervi di Gattatico la mostra “Movi_Menti. Gli spazi del cambiamento”.
Questo progetto ha fornito l’occasione a W4W/Women for Women, l’Associazione di promozione culturale della quale Fiammetta Mamoli fa parte, di dare corso ad alcune iniziative rivolte agli adolescenti delle scuole di Parma finalizzate a promuovere la cultura contro la violenza sulle donne.

Ingresso libero. Info: Centro Culturale Mavarta, via Piave 2, Sant’Ilario d’Enza (RE). Tel. 0522 671858 – www.mavarta.it

Fiammetta Mamoli
“Relazioni & Connessioni” 
Dal 12 aprile al 10 maggio 2019 -  Centro Culturale Mavarta

Inaugurazione: sabato 13 aprile, ore 11.45
orari di apertura: lunedì, mercoledì, venerdì 15.00-19.00 (22 e 24 aprile, 1 maggio chiuso).

Inaugurerà domenica 14 Aprile alle ore 16.30 al Museo Guatelli la mostra fotografica “Custodi del tempo” di Gigi Montali e che vede la collaborazione di Fondazione Museo Ettore Guatelli, Colorno Photo Life, FIAF, il contributo di Coop Alleanza 3.0, Confcooperative, e il patrocinio di Parchi del Ducato, Associazione Comuni Virtuosi  e Associazione Festival della Lentezza di Colorno. 

Parma -

Una vera e propria esplorazione quella di Gigi Montali, nata dall’incontro e successiva collaborazione con Margherita Bernier, responsabile del Museo Storia e Civiltà di Varano de Melegari, prima indagatrice dei raccoglitori di oggetti parmensi attraverso la sua tesi di laurea. 

Nasce così un progetto fotografico, che è prima di tutto una scoperta di mondi e realtà con l’intento di scovare umanità anche attraverso gli oggetti che popolano e hanno popolato il nostro quotidiano

L’indagine fotografica di Montali condotta nel territorio della provincia di Parma, rivela una sorprendente presenza e vitalità: quella dei raccoglitori e dei collezionisti degli oggetti del quotidiano popolare e delle loro espressioni di vita. Un mondo, quello dei collezionisti, fatto di ricerca, di attese, di pazienza e a volte anche di ossessioni del raccogliere, ma soprattutto fatto di oggetti. 

Zibello, Bazzano, Sissa, Soragna, Sala Baganza, Coenzo…sono solo alcune delle tappe del viaggio di Gigi Montali attraverso i musei e le collezioni etnografiche del parmense. 28 immagini a colori corredate dal catalogo curato da Gigi Montali ed edito da Arti Grafiche Parma, a restituire volti, oggetti e riflessioni di uno straordinario territorio. 

Il pomeriggio di domenica 14 aprile vedrà alle 16.30 la presentazione e inaugurazione della mostra fotografica alla presenza dell’autore, Gigi Montali. 

Dalle ore 16.00 saranno i più piccoli i protagonisti del Museo con “Un mondo di storie al Museo Guatelli” una speciale visita guidata dedicata ai più piccoli al mondo di Ettore Guatelli  e letture a cura dell’Associazione Amici di Ettore Guatelli e del Museo.  La prenotazione è gradita ai recapiti del Museo Guatelli tel. 0521.333601 oppure tramite e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (posti limitati). La partecipazione è gratuita.  

Per tutto il giorno saranno previste le visite guidate al Museo a cura dell’Associazione Amici di Ettore Guatelli. Le visite si svolgeranno dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00. La prenotazione non è  necessaria. 

Sempre a partire dalle 15.00 lo spazio ristoro “La Cantina del Museo Guatelli”, proporrà merende dolci e salate, per un piacevole spuntino pomeridiano. 

Per informazioni: Fondazione Museo Ettore Guatelli tel. 0521.333601, e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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Modena rende omaggio a Franco Fontana (1933), uno dei suoi artisti più importanti e tra i più conosciuti a livello internazionale.

Fino al 25 agosto 2019, FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE, nelle tre sedi della Palazzina dei Giardini, del MATA - Ex Manifattura Tabacchi e della Sala Grande di Palazzo Santa Margherita, ospita la mostra, dal titolo Sintesi, che ripercorre oltre sessant’anni di carriera dell’artista modenese e traccia i suoi rapporti con alcuni dei più autorevoli autori della fotografia del Novecento.

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Le sue fotografie sono state spesso associate alla pittura astratta modernista, per la quale il colore è un elemento centrale, mentre le linee geometriche delle forme dissimulano la rappresentazione della realtà. Questo suo innovativo approccio si è imposto, a partire dagli anni sessanta del secolo scorso, come una carica innovatrice nel campo della fotografia creativa a colori.

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FRANCO FONTANA 

Franco Fontana è nato a Modena nel 1933, dove vive e lavora. Tra le principali personali si ricordano Vita Nova, Palazzo Ducale, Genova (2014); La luz del paisaje, IVAM, Valencia (2011); Franco Fontana, Museo de Bellas Artes, Buenos Aires (2007); Ombre e colori, Palazzo Reale, Milano (2004); Franco Fontana, Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino (2001); Sorpresi nella luce americana, Galleria Civica, Modena (2000); Varivalokuvia fargfotografier, Finnish Museum of Photography, Helsinki (1990). Le sue opere fanno parte di importanti collezioni museali internazionali tra le quali Maison Européenne de la Photographie, Parigi; International Museum of Photography, Rochester, NY; Museum of Modern Art, San Francisco; Ludwig Museum, Colonia; Pushkin Museum, Mosca; Stedelijk Museum, Amsterdam; Metropolitan Museum, Tokyo; Musée d'Art moderne, Parigi; Victoria & Albert Museum, Londra. Ha tenuto workshop e conferenze al Guggenheim Museum di New York, all’Institute of Technology di Tokyo, all’Académie Royale des Beaux-Arts di Bruxelles, all’Università di Toronto. Ha collaborato con il Centre Georges Pompidou, il Ministero della Cultura giapponese e il Ministero della Cultura francese.

FRANCO FONTANA. SINTESI
Modena, FMAV - FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE 23 marzo - 25 agosto 2019

Sedi espositive

Palazzo Santa Margherita, Sala Grande, Corso Canalgrande 103, Modena Palazzina dei Giardini, Corso Cavour 2, Modena MATA - Ex Manifattura Tabacchi, via della Manifattura dei Tabacchi 83, Modena

Ulteriori informazioni  

Foto a cura di Francesca Bocchia 

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Internationart: mostra internazionale di fotografia a Venezia, da sabato 6 aprile a sabato 13 aprile 2019 presso il Circolo Artistico di Venezia, che é sede prestigiosa di innumerevoli mostre ed installazioni ed ospita ogni anno il Padiglione Taiwan come evento collaterale della Biennale di Venezia. 

La mostra sarà allestita presso Palazzo delle Prigioni Castello, affacciato sul bacino di San Marco, al di là del Ponte della Paglia e unito a Palazzo Ducale dal celeberrimo Ponte dei Sospiri

Fra gli artisti che esporranno le loro opere più importanti in un contesto unico, pieno di fascino ed attrazione, nella splendida Venezia, segnaliamo la presenza della fotografa parmigiana Francesca Bocchia, con cui abbiamo il piacere di collaborare.

L'ingresso per tutto il periodo della mostra é libero e gratuito.

Di seguito i nomi di tutti i partecipanti: 

CAMILLA BIELLA 

MAURIZIO LIGABUE

FIAMMETTA MAMOLI

GIOVANNA DE FRANCHI

THOLOZAN ISABELLA

BARBARA ARMANI

GIUSEPPE GALLI

ORIETTA BAY

DARIO CEOLDO

MONICA MAZZOLINI

ELENA NICOLETTI

FRANCESCA BOCCHIA

NICOLETTA PRANDI

ROSSANA ZOPPI

DANIELA DE LUCIA

DANIELA DALL'AGLIO

ROBERTO MONTANARI

GIGI MONTALI

FAUSTO BROZZI

CAMELIA OTERO

LOREDANA GIANNUZZI

MIRTA DIMINIC

STEFANO SELMI

MIRELLA VERILE

MASSIMO TURLINELLI

GIULIANO BANDIERI

ANTONIO BARBUTO

PAOLA NICOSIA

BRUNA VIETRI  - PH

GRAZIA NOVELLI - MODEL

PATRIZIA FALCONETTI - make up

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"Com’eri vestita?" - Una mostra itinerante per riflettere sulla violenza di genere presso l'ex Oratorio di San Quirino di Parma.
 
Parma -
 
Ha inaugurato sabato scorso,nell'ex Oratorio di San Quirino, "Com’eri vestita?", una mostra itinerante per riflettere sulla violenza di genere, alla presenza di Nicoletta Paci, assessora alla Partecipazione e ai Diritti dei Cittadini. 

La mostra, inserita nel programma del Comune di Parma “30 giorni in città per raccontare le donne”, è stata portata in città dal Centro Antiviolenza di Parma e realizzata da Cerchi d'Acqua Centro antiviolenza di Milano, grazie al sostegno di Casone e con il patrocinio del Comune di Parma.

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L’Associazione Centro Antiviolenza ha voluto l’installazione della mostra a Parma soprattutto per i temi di grande attualità che porta con sé e in ragione degli eventi che, in particolare, negli ultimi mesi hanno avuto luogo nella nostra città. 

Infatti “Com’eri vestita?” è un’installazione in cui gli abiti esposti rappresentano, simbolicamente, quelli indossati durante le violenze subite da parte di donne e sono accompagnati da brevi suggestioni che le donne hanno voluto condividere, raccontando alcuni elementi della loro esperienza. Nasce dal bisogno di scuotere l’attenzione del pubblico e sfatare gli stereotipi sulla violenza sessuale. Troppo spesso infatti, la domanda "Cosa indossavi? Com’eri vestita?“ sottende una sfumatura accusatoria, come a dire "te la sei cercata...", puntando i riflettori su chi subisce violenza e non su chi la agisce. 

Uno spunto per riflettere, e per farlo in maniera consapevole e rispettosa. 

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INFORMAZIONI 

Com’eri vestita? 16-24 marzo, Ex-oratorio di San Quirino, via Ospizi Civili 1, Parma. 

Orari di apertura: 10.00-12.30; 17.00-19.30 

La mostra s’inserisce nelle attività di informazione, sensibilizzazione e prevenzione che il Centro Antiviolenza svolge da sempre con le proprie operatrici e volontarie allo scopo di poter continuare a creare momenti di riflessione sui temi della violenza in un contesto come quello del nostro territorio in cui il numero di donne che chiedono aiutano non accenna a diminuire: infatti, le donne accolte nel 2018 sono state 326, di cui 290 hanno subito violenza. La maggior parte italiane, le straniere sono 90. 

La violenza psicologica (196) e quella fisica (169) sono quelle più diffuse mentre le donne che hanno subito anche violenza sessuale sono 40 e quella economica 88. 

La richiesta principale fatta dalle donne alle operatrici è quella di poter fare un colloquio di accoglienza, hanno poi chiesto per la maggior parte sfogo, ed informazioni ma anche informazioni specifiche di tipo legale.

 

Galleria fotografica a cura di Francesca Bocchia

 

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Venerdì 15 marzo alle ore 18.00 presso Torrefazione Gallo, piazzale San Bartolomeo (Parma) si inaugura la mostra fotografica “Milano_Parma_A/R” di Piermichele Borraccia.

La mostra racconta un viaggio di andata e ritorno sulla tratta Milano-Parma, che inizia alle prime luci dell’alba e si chiude nel crepuscolo della sera, rinnovandosi immutato nelle sue coordinate geografiche ogni giorno per 6 anni.

Milano_Parma_A/R è un viaggio da pendolare fra pendolari, ma che a poco a poco dà voce a nuove inaspettate storie attraverso un linguaggio fotografico che alterna il ritratto al documentario sociale. Protagonisti degli scatti sono le persone che con i loro volti e le loro storie diventano non più estranei ma compagni di viaggio, uomini e donne che anche senza parlare condividono le loro esistenze solitarie.

Nel bianco e nero, che il fotografo materano utilizza non come vezzo artistico ma come precisa scelta stilistica, il pubblico riconosce meglio i contorni di questa interiorità, da cui inevitabilmente non può più chiamarsi fuori. Come per il fotografo, anche lo spettatore alla fine ne uscirà cambiato.

“Oggi non sono più solo – racconta Piermichele Borraccia, classe 1982 –, ma accompagnato dallo sguardo di coloro che negli anni ho incrociato e che certamente mi hanno arricchito”.

La mostra è gratuita e si può visitare da sabato 9 marzo a giovedì 4 aprile.

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