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I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Parma hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del locale Tribunale, su richiesta di questo Ufficio di Procura, nei confronti di una società di capitali della provincia di Parma attiva nel settore della produzione di macchine per imballaggio.

Pubblicato in Cronaca Parma

Nei giorni scorsi, a conclusione di una complessa attività d’indagine, i Carabinieri della Stazione di San Pancrazio Parmense hanno denunciato alla locale Procura della Repubblica un 33enne e una 60enne italiani ritenuti, in concorso tra loro, i presunti responsabili di truffa e frode informatica.

Pubblicato in Cronaca Parma

Lo ha rilevato una ricerca di CRIF -Mister Credit. I casi in regione sono 15.400 con un importo medio di € 4700 (+26,9%). In testa Bologna, con 176 casi, seguono Modena, con 175, e Reggio Emilia, con 133.

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Polizia di Stato: denunciato a piede libero cittadino nigeriano per falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche, autoriciclaggio e sostituzione di persona a seguito di truffa ai danni di un uomo residente a Ferrara.


Parma 30 agosto 2019 - Un cittadino nigeriano sfruttando la tecnica del cosiddetto “man in the middle” ha cercato di frodare un ignaro cittadino residente a Ferrara convinto di aver effettuato un bonifico ad un concessionario di automobili per acquistare un’autovettura.

Il meccanismo della frode informatica è semplice. L’hacker si introduce nello scambio di corrispondenza telematico tra una concessionaria ed un cliente. Dissimulando l’invio di una mail da parte della concessionaria, trasmette alla vittima una fattura contenente la somma necessaria per l’acquisto di un’automobile, indicando tuttavia coordinate bancarie diverse da quelle originali del mittente. Di conseguenza, la vittima ignara effettua regolarmente il pagamento e si accorge che qualcosa non quadra, quando i beneficiari reali rappresentano di non aver ricevuto il compenso pattuito.

È questo quanto verificatosi nella giornata di ieri quando la vittima si è recata a presentare denuncia alla Polizia di Stato. A seguito delle attività investigative condotte, ieri pomeriggio, personale della Polizia Postale ha segnalato la presenza di un cittadino extracomunitario che, trovandosi presso un istituto bancario della città, ha cercato di effettuare alcune operazioni a suo vantaggio. L’uomo, al cui iban era stata versata la somma dalla vittima, ha cercato di prelevare del denaro contante ed effettuare, senza riuscirvi, una serie di bonifici a terze persone.


Allertato il 113, in brevissimo tempo, i componenti della Volante hanno raggiunto l’Istituto di Credito e, dopo aver preso contatti con i dipendenti della banca, hanno appreso che un uomo di nazionalità africana era entrato all’interno della filiale e, dopo aver tentato di effettuare alcune operazioni senza riuscirvi, si era da poco allontanato a piedi. Gli agenti a questo punto hanno iniziato a perlustrare tutte le vie limitrofe all’Istituto di credito e sulla base delle descrizioni ricevute hanno individuato poco dopo il sospetto.
Immediatamente gli Agenti di Polizia, scesi dall’autovettura di servizio, hanno bloccato l’uomo. Nella circostanza è sopraggiunto anche il personale della Polizia Postale. Il soggetto fermato è stato accompagnato dalla Volante in Questura per essere sottoposto alla sua identificazione. Si tratta di un 31enne nigeriano incensurato.


Alla luce di quanto accertato e così come disposto dal Pubblico Ministero di turno, l’uomo è stato deferito all’A.G. in stato di libertà per i reati di falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche, autoriciclaggio e sostituzione di persona.


Proteggersi contro questo tipo di cyber attacchi è abbastanza semplice. Se non si dispone di elevate conoscenze informatiche è sufficiente una telefonata. Quando si riceve una fattura o la riemissione della stessa, è sufficiente chiamare l’emittente per confermare i dati riportati prima di procedere al pagamento. Soprattutto è importante verificare i beneficiari, gli importi e le coordinate bancarie di destinazione. Per qualsiasi dubbio gli operatori della Polizia Postale sono sempre a disposizione per meglio indirizzare e guidare chi dovesse incappare in queste truffe informatiche. Ulteriori dettagli verranno forniti sulla pagina Facebook della Questura di Parma nello spazio appositamente dedicato chiamato “Sportello Virtuale”.

Pubblicato in Cronaca Emilia

Personale del Commissariato di P.S. di Sassuolo ha denunciato in stato di libertà una italiana di anni 22, residente a Napoli, incensurata, per il reato di tentata frode informatica ai danni di due aziende operanti del settore ceramico.

Una delle parti offese, per concludere una compravendita, aveva inoltrato tramite mail la fattura riportante il codice IBAN del conto corrente della propria società.

La ventiduenne, intervenendo sull'account della casella di posta elettronica dell'azienda aveva fatto in modo che il sistema generasse un IBAN diverso da quello inserito dal venditore e relativo ad un conto corrente, che successivamente si è accertato essere intestato alla stessa truffatrice, la quale avrebbe così beneficiato dell'accredito.

La transazione a favore della donna è stata bloccata prima che la somma di denaro, pari a 20.000 euro, le venisse accredita.

Accurate indagini hanno permesso agli agenti di risalire all'identità della truffatrice.

(Modena 15 marzo 2018)

Pubblicato in Cronaca Modena

Una società operante nel settore delle lavorazioni grafiche ed elaborazioni elettroniche di dati operante a Rubiera (RE) ha nascosto parte rilevante dei propri redditi conseguiti negli ultimi sette anni, presentando al fisco dichiarazioni dei redditi "infedeli", anche mediante l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

E' questa la sintesi di quanto accertato dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Correggio (RE) al termine di un'operazione avviata a seguito del rilevamento di numerosi indizi di pericolosità fiscale e condotta facendo ricorso massiccio alle banche dati in uso al Corpo, alle indagini bancarie ed a controlli incrociati con clienti e fornitori della società verificata.

I soci ed il legale rappresentante della società sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia per dichiarazioni fiscali infedeli e frode fiscale, si tratta di tre persone tra i 41 ed i 46 anni, tutti reggiani, anche se uno di origini modenesi. Più in particolare è stato accertato che detta società, in questo lungo lasso di tempo, ha nascosto al fisco redditi per oltre 3 milioni di euro (dei quali quasi 500.000 euro relativi all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti) e commesso violazioni all'IVA per circa 2 milioni di euro.

Le indagini dei Finanzieri proseguiranno per individuare eventuali contribuenti che hanno cooperato con la società verificata per consentirle di attuare l'ingente frode e per l'individuazione di eventuali patrimoni illeciti accumulati dai soci della medesima società.

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

Una società operante nel settore delle lavorazioni grafiche ed elaborazioni elettroniche di dati operante a Rubiera (RE) ha nascosto parte rilevante dei propri redditi conseguiti negli ultimi sette anni, presentando al fisco dichiarazioni dei redditi "infedeli", anche mediante l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

E' questa la sintesi di quanto accertato dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Correggio (RE) al termine di un'operazione avviata a seguito del rilevamento di numerosi indizi di pericolosità fiscale e condotta facendo ricorso massiccio alle banche dati in uso al Corpo, alle indagini bancarie ed a controlli incrociati con clienti e fornitori della società verificata.
I soci ed il legale rappresentante della società sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia per dichiarazioni fiscali infedeli e frode fiscale, si tratta di tre persone tra i 41 ed i 46 anni, tutti reggiani, anche se uno di origini modenesi.

Più in particolare è stato accertato che la società, in questo lungo lasso di tempo, ha nascosto al fisco redditi per oltre 3 milioni di euro (dei quali quasi 500.000 euro relativi all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti) e commesso violazioni all'IVA per circa 2 milioni di euro.
Le indagini dei Finanzieri proseguiranno per individuare eventuali contribuenti che hanno cooperato con la società verificata per consentirle di attuare l'ingente frode e per l'individuazione di eventuali patrimoni illeciti accumulati dai soci della medesima società.

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

GDF Bologna: Imola - operazione congiunta Guardia di Finanza e Polizia di Stato. Confiscati immobili e autovetture per un valore di oltre 400.000 euro a un ex dipendente infedele dell'INPS.

Nei giorni scorsi la Squadra Mobile della Questura di Bologna e la Compagnia della Guardia di Finanza di Imola, in prosecuzione di attività congiunte già svolte nel 2013, hanno dato esecuzione a un provvedimento del Tribunale di Bologna con cui è stata disposta la confisca di due immobili e due autovetture, per un valore complessivo di oltre 400.000 euro.

In particolare i finanzieri Imolesi e il personale della Squadra Mobile della Questura felsinea, avevano portato a termine una complessa indagine di polizia giudiziaria che aveva permesso di smascherare un infedele dipendente dell'I.N.P.S., che, abusando della propria funzione di addetto al pagamento delle pensioni, con la complicità di altri due soggetti, si era indebitamente appropriato di ratei di pensione non riscossi dai familiari di persone decedute, per circa 400 mila euro.

Nello specifico, i responsabili, tutti condannati per "Frode informatica" con pene che variano da un anno e due mesi a due anni e 8 mesi di reclusione, si fingevano eredi legittimi di persone defunte e, in tal modo, intascavano, in maniera truffaldina, i ratei pensionistici non dovuti.

Le indagini avevano portato all'esecuzione di numerose perquisizioni e di un'ordinanza di arresti domiciliari nei confronti del dipendente dell'ente pubblico.

Dando esecuzione alla sentenza definitiva di condanna, emessa dal Tribunale di Bologna, i beni in precedenza sequestrati sono stati confiscati, sottraendoli definitivamente alla disponibilità dei soggetti condannati.

L'attività condotta dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza, costituisce un'ulteriore testimonianza del costante presidio esercitato dalle Forze dell'Ordine felsinee volto alla "Tutela dei Cittadini" ed alla "Tutela dell'Ordine e della Sicurezza Pubblica".

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Denunciato un 40enne originario di Parma, quale responsabile della frode e di numerosi reati tributari, cui facevano capo un gruppo di società collegate tra loro, aventi sede legale a Roma ma effettiva a Poviglio (RE).

Reggio Emilia, 19 dicembre 2017

Il Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Reggio Emilia ha individuato un soggetto cui facevano capo un gruppo di società collegate tra loro, aventi sede legale a Roma ma effettiva a Poviglio (RE), operanti nel settore delle costruzioni meccaniche ma dedite stabilmente alle frodi fiscali (da qui il nome dell'operazione: "fabbrica del nero").

Le indagini dei Finanzieri sono durate alcuni mesi ed hanno preso in esame l'operatività di alcune società che venivano costituite per poi trasferire, dopo poco tempo, fittiziamente la sede in altre provincie; acquistavano beni in esenzione di I.V.A. e li rivendevano senza dichiarare i proventi al fisco; distruggevano sistematicamente le scritture contabili; facevano ricorso anche ad emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, al fine di consentire ad altre società collegate di ottenere ulteriori indebiti risparmi di imposte.

L'ammontare complessivo degli imponibili sottratti a tassazione è di oltre 60 milioni di euro e le violazioni all'IVA oltre 15 milioni di euro. Come se non bastasse, a tale forma di frode fiscale le società coinvolte hanno aggiunto anche un ulteriore meccanismo truffaldino capace di assicurare un ingente "risparmio" fiscale: utilizzando falsi crediti IVA, quantificati in oltre 3 milioni di euro, maturati anche attraverso l'annotazione di fatture per operazioni inesistenti, le imprese controllate attestavano falsamente di versare all'Erario qualsiasi onere derivante dall'attività svolta, mediante il sistema delle compensazioni tributarie.

Con lo stesso meccanismo tali società dichiaravano di aver versato contributi previdenziali ed assistenziali relativi ai propri dipendenti per oltre 2 milioni di euro, quando in realtà tali oneri non risultavano essere stati corrisposti né all'INPS nè all'INAIL.

Le indagini hanno consentito di rilevare una ingente frode fiscale che, tra imposte dirette ed IVA, supera gli 80 milioni di euro sottratti a tassazione, oltre a numerose altre irregolarità fiscali. Attraverso mirate verifiche e controlli fiscali sono stati definiti i contorni del meccanismo fraudolento individuando, tra l'altro, 2 evasori totali, cioè soggetti completamente sconosciuti al fisco, avendo omesso di presentare qualsiasi dichiarazione reddituale.

Allo stato attuale la Guardia di Finanza di Reggio Emilia ha denunciato alla competente A.G. un 40enne originario della Provincia di Parma, quale responsabile della frode e di numerosi reati tributari, ma molte sono le posizioni ancora sottoposte ad accertamenti di natura fiscale al fine di definire compiutamente i contorni dell'ingente frode.

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia
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