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“La nuova restrizione dettata dal DPCM del 25 ottobre us relativamente a convegni, eventi congressuali e fieristici rappresenta un'ulteriore drammatica battuta d’arresto per la categoria degli alberghi. 

Nessun obbligo di chiusura per gli hotel italiani molti hanno chiuso per mancanza di clienti, tanti altri proseguono l’attività al servizio della comunità

Il decreto adottato nei giorni scorsi dal Presidente del Consiglio dei Ministri, che impone la sospensione di alcune attività economiche, non menziona in alcun modo gli alberghi e le strutture ricettive.
Federalberghi, anche alla luce delle fake news circolate nelle ultime ore, ritiene opportuno chiarire che NON è PREVISTO alcun obbligo di sospensione dell’attività ricettiva, ma che questa resta una libera scelta dell’imprenditore come accaduto in questi giorni dove molti alberghi, preso atto della totale mancanza di clienti, sia italiani che stranieri, hanno deciso di chiudere i battenti, in attesa di tempi migliori.

Non mancano tuttavia le strutture, su tutto il territorio nazionale, che continuano ad erogare il servizio, lavorando in perdita, con spirito di responsabilità, per fornire il necessario supporto alle persone che ne hanno bisogno.

A titolo meramente esemplificativo, in queste ore gli alberghi italiani stanno accogliendo squadre di tecnici ed operai impegnati in cantieri e nella fornitura di servizi di assistenza tecnica, persone che viaggiano per motivi di salute, connessi all’esigenza di curare se stessi o di accudire i familiari ricoverati in ospedale, equipaggi degli aerei, dei treni e dei pullman che alla sera concludono il turno in una località diversa da quella di residenza, persone che per motivi di servizio sono abitualmente alloggiate presso i residence, turisti che avevano iniziato il proprio viaggio in Italia la settimana scorsa e sono in attesa di far rientro a casa e tanti altri.

 

Pubblicato in Comunicati Turismo Parma

Diffusa preoccupazione per gli albergatori. Il turismo non decolla e in primavera si è ridotta la presenza di turisti nazionali. La richiesta di Federalberghi rimane la riduzione delle imposte che ha raggiunto livelli insostenibili.

di LGC Parma, 24 maggio 2015 –

I dati sull'andamento del turismo alberghiero rivelano che il calo di marzo/aprile è stato pari al 3,4% per gli italiani a fronte di un poco utile incremento dello 0,4% nelle presenze degli stranieri.

A lanciare il grido d'allarme sono stati gli operatori di settore alberghiero riuniti nei giorni scorsi a Como in occasione dell'annuale assemblea generale di Federalberghi. Un sentimento di diffusa preoccupazione, peraltro ricorrente in questo lungo periodo id crisi, di cui si è fatto portavoce il presidente di Fedralberghi, Bernabò Bocca, il quale ha chiesto di "intervenire con urgenza con misure che riguardino l'estensione della deduzione dalla base imponibile Irap introdotta dalla legge di stabilità anche con riferimento ai contratti di lavoro stagionali e la revisione della nuova assicurazione sociale per l'impiego (Naspi) che nella sua attuale formulazione comporta una drastica riduzione della copertura assicurativa per i lavoratori soprattutto quelli che verranno impegnati nell'ormai imminente stagiona estiva".

Una delle leve sulla quale Federalberghi insiste sta nella necessità di ridurre il tasso impositivo a carico delle strutture alberghiere. "Il peso che ha raggiunto la tassazione sugli immobili, - sottolinetao il Presidente Bocca - nelle sue diverse componenti, è ormai insostenibile. Stimiamo che nel 2014 gli alberghi italiani abbiano pagato circa 893 milioni di euro solo di Imu e Tasi". Sul fronte dei lavoratori, già nel 2013 l'Inps aveva rilevato un calo dell'occupazione del 4,1% rispetto all'anno prima: si tratta di circa 220mila dipendenti, di cui 50mila part time.

Pubblicato in Economia Emilia