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L'assessore Mezzetti: "Un progetto che ha portato l'opera di Verdi e l'Emilia-Romagna nel mondo" -

Bologna, 27 gennaio 2014 -

Più di 15mila persone collegate sul web e a teatro per assistere gratuitamente alle opere del Cartellone Verdi200, a cui si aggiungono circa 7000 spettatori nelle sedi all'estero nelle sedi delle rappresentanze diplomatiche e culturali. Oltre 350 eventi nella nostra regione e 1200 nel mondo segnalati nel calendario del sito www.giuseppeverdi.it, con approfondimenti e materiali multimediali. Sul sito una media di 850 visitatori al giorno, con punte di 10mila il 10 ottobre, per la nascita del Maestro. Dal 9 marzo (data di avvio del sito) al 31 dicembre, circa 850 mila pagine viste.Sono alcuni dati del progetto Verdi200 realizzato dalla Regione Emilia-Romagna nel bicentenario della nascita del grande compositore, di cui ricorre il 27 gennaio l'anniversario della morte.
"Un progetto – ha commentato l'assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti - che ha visto la Regione Emilia-Romagna impegnata su più fronti per commemorare il cigno di Busseto: un nuovo sito ufficiale www.giuseppeverdi.it, un vero e proprio cartellone verdiano sul web e poi mostre, pubblicazioni, un video dedicato al compositore. Sono state molte le iniziative che hanno, varcato i confini della nostra Regione, portando Verdi , e con lui l'Emilia-Romagna, il suo territorio, la sua cultura e tradizioni, all'attenzione di molti, con oltre 50 Paesi che hanno realizzato eventi proposti dalla Regione". "Molto positivi anche i risultati – ha aggiunto l'Assessore - sia sul fronte del coinvolgimento del pubblico che della collaborazione tra teatri, che hanno portato le loro produzioni sul web ed aperto le loro sale gratuitamente in occasione degli spettacoli, con l'obiettivo di far conoscere sempre di più l'opera verdiana e di creare nuovo pubblico". "Un ringraziamento va quindi ai teatri e a tutti gli enti culturali che hanno collaborato con il progetto regionale – ha concluso Mezzetti - che continuerà a vivere con l'aggiornamento del sito, e in particolare con l'arricchimento dei materiali di archivio provenienti dalle istituzioni del territorio".


Il cartellone Verdi 200
Il progetto Verdi200, realizzato dall'Assessorato alla Cultura con TeatroNet, (la rete dei teatri regionali collegati in fibra ottica da Lepida spa), il coordinamento del Teatro Comunale di Bologna e il supporto tecnico di Lepida spa e Cineca, ha trasmesso in streaming nel corso dell'anno 12 eventi verdiani, prodotti dai teatri del territorio. Gli eventi sono stati trasmessi in streaming in diretta e differita sul sito www.giuseppeverdi.it e su altri 4 siti regionali, in tv , nel canale regionale 118 del digitale terrestre di LepidaTV e in varie sedi teatrali della regione, sale comunali , e nell'Ospedale IRST di Meldola oltre che all'estero in collaborazione con la rete mondiale delle Rappresentanze Diplomatiche e Culturali. Inoltre, a conclusione dell'anno, è stata realizzata una Maratona verdiana dal 27 al 29 dicembre, con 30 ore di spettacolo (10 al giorno), con la trasmissione in streaming di 7 opere, presentate nel corso dell'anno nel cartellone Verdi200, corredate da interviste e conferenze di approfondimento. Alla Maratona hanno assistito circa 4500 utenti.

I soggetti che hanno contributo attivamente al progetto, mettendo gratuitamente a disposizione, per la diretta o la differita streaming, le loro produzioni sono: Fondazione Teatro Comunale di Bologna con 3 opere (Macbeth, Nabucco, Traviata), 1 concerto (Messa di Requiem) e 1 balletto in coproduzione con la compagnia Artemis Danza/Monica Casadei (La Doppia Notte: Aida e Tristan); Fondazione Ravenna Manifestazioni con 4 opere (Rigoletto, Trovatore, Traviata, Falstaff); la Fondazione Teatro Comunale di Modena con 1 opera (Otello), Fondazione Teatro Municipale di Piacenza con 1 opera (Luisa Miller), Comune di Busseto con 1 evento (Concorso Internazionale di Voci Verdiane Città di Busseto).

 

I dati del sito
Il sito www.giuseppeverdi.it è costituito da 4.000 pagine, con circa 1.000 immagini, e offre la possibilità di ascoltare oltre 500 file musicali e vedere 150 video di documentazione e intere opere di Verdi. Il sito ha raggiunto dall'avvio al 31 dicembre 245.017 visite (841 al giorno) ,185.291 visitatori unici, 801.893 pagine viste (2755 al giorno). Cifre che permetteranno di arrivare ad un milione di visite nell'arco dell'anno di vita del sito.
Secondo le segnalazioni pervenute sono 200 le città nei cinque Continenti che hanno celebrato Verdi, con 433 opere, 354 concerti, 210 conferenze e incontri, 100 proiezioni, 65 mostre, 31 rappresentazioni teatrali, 18 spettacoli di danza e balletto, per un totale di oltre 1200 eventi, di cui più di 350 in Emilia-Romagna.
Il sito è realizzato dalla Regione (Assessorato alla Cultura, Agenzia Informazione e Comunicazione, Istituto Beni Culturali, in collaborazione con l'Assessorato regionale al Turismo e Commercio e l'Assessorato Scuola, Formazione professionale, Università e ricerca, Lavoro) e dalla Provincia di Parma con il contributo di enti e istituzioni locali e privati.

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

 

Sarà dedicata alla grande scrittrice catanese Goliarda Sapienza la serata di lunedì 27 gennaio al Kinodromo di Bologna -

Bologna, 25 gennaio 2014 -

Alle ore 19.30 PopCorn_Hour con 'Goliarda' Live Set Reading in cui Cristiana Raggi e Piergiuseppe Francione interpretano alcuni passi tratti dai romanzi di Goliarda Sapienza "L'arte della gioia" e "Il filo di mezzogiorno", accompagnati dalle atmosfere sonore di Giovanni Frezza in un suggestivo live set reading.
A completare la performance sarà la proiezione di un estratto video a cura di Liviana Davì dello spettacolo cineteatrale GOLIARDA (di e con Cristiana Raggi) basato sulla vita e le opere della scrittrice catanese, che sarà prossimamente in scena al Teatro Verdi di Milano, dal 6 al 16 febbraio. Lo spettacolo muove proprio dai due testi della scrittrice: L'Arte della Gioia, suo capolavoro e importante testimonianza della cultura italiana del secolo appena trascorso, per la pubblicazione del quale si è ridotta in povertà, e Il Filo di Mezzogiorno, che narra invece degli anni vissuti in terapia dopo l'elettroshock. Il filo narrativo si basa sull'alternanza della loro trasposizione teatrale: senza la terapia e il processo di ricostruzione del "sè" e della memoria come meta fondante dell'individuo raccontati nell'uno, non avrebbero preso vita i personaggi dell'altro. La convinzione che trasmettere la memoria sia fondamentale per il presente e il futuro, hanno portato Cristiana Raggi a incontrare e approfondire l'opera di Goliarda Sapienza, attraverso una ricerca durata due anni e che oggi restituisce al pubblico con lo spettacolo.
La serata al Kinodromo prosegue alle ore 21 con la presentazione, in anteprima, del documentario 'I Fantasmi di San Berillo' di Edoardo Morabito (74′, ITA, 2013). Il documentario scava tra le vite, presenti e passate, che popolano San Berillo, antico e martoriato quartiere al centro di Catania. Edoardo Morabito, nel suo esordio alla regia, mescola linguaggi diversi, facendo ricorso a letteratura, fotografie d'epoca, immagini d'archivio e immagini di oggi, per scavare nella frattura storica avvenuta in questo angolo di città e incontrarne i fantasmi che lo popolano, e l'hanno sempre popolato, sopravvivendo all'aggressiva azione uniformatrice della politica. Ad accompagnare nel film i testi di Goliarda Sapienza, la voce narrante di un'altra catanese: l'attrice Donatella Finocchiaro. A presentare il documentario sarà il regista, Edoardo Morabito.

Info
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.kinodromo.org
www.cristianaraggi.com
(Fonte: ufficio stampa progetto Goliarda)

 

"Di essere un popolo libero nella nostra terra" è il nuovo spettacolo della compagnia "NovaTeatro" in programma lunedì 27 gennaio -

Boretto, 25 gennaio 2014 -

Mettere in scena la memoria per non dimenticare quanto successo nei campi di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. Sarà questo il filo conduttore dello spettacolo "Di essere un popolo libero nella nostra terra" in programma presso il Teatro del Fiume di Boretto lunedì 27 gennaio alle 21.00 in occasione delle celebrazioni organizzate per il Giorno della Memoria.
A 69 anni dall'apertura dei cancelli di Auschwitz, sembra impossibile dimenticare l'Olocausto, ma il rischio del negazionismo è sempre in agguato. "È possibile dimenticare l'Olocausto? Sembra di no, se si guarda alla mole di testimonianze a cui oggi possiamo accedere. Eppure le parole dei sopravvissuti allo sterminio degli Ebrei d'Europa rischiano costantemente di diventare discorsi vuoti, destino inevitabile di ogni traccia immateriale del passato. Nel produrre un nuovo spettacolo per la Giornata della Memoria" dice Domenico Ammendola, curatore dell'allestimento "abbiamo deciso di far parlare gli oggetti, le cose comuni usate da vittime e carnefici. E dalle prove concrete dello sterminio, torneremo alle testimonianze artistiche di quel periodo". Un occhio di riguardo sarà riservato alla musica concentrazionaria, nella cui diffusione il pianista Luigi Pagliarini e il Coro degli Amici di Reggio Children "Aurora Giovanni" sono da tempo impegnati. Perché più forte delle parole è la musica.

«Il ricordo di quanto successo nei campi di concentramento è un dovere per tutti noi» spiega l'Assessore alla Cultura del Comune di Boretto Giorgia Bia. «La memoria ha il compito di essere la nostra sentinella perché fenomeni come il razzismo e l'antisemitismo non rappresentino più un pericolo. Come Amministrazione Comunale siamo profondamente convinti della necessità di promuovere, soprattutto tra i giovani, la conoscenza della nostra storia perché quanto accaduto non si ripeta mai più e affermare i principi della Costituzione Repubblicana».

Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21:00: l'ingresso è libero.
Per informazioni è possibile contattare la Biblioteca di Boretto: 0522/963758

(Fonte: ufficio stampa Comune di Boretto)

 

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Prosegue la mostra fotografica di Norman H. Gershman promossa da Istoreco "Besa: un codice d'onore. Albanesi musulmani che salvarono gli ebrei durante la Shoah", visitabile tutte le domeniche fino alle 2 febbraio presso il Museo Gonzaga all'interno della Rocca di Novellara (orario d'apertura 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.30). Ingresso gratuito.

Novellara (RE) 23 gennaio 2014 –

BESA racconta , con immagini e parole, i testimoni diretti della solidarietà dell'Albania della guerra, concentrandosi su chi allora era bambino e oggi può raccontare quanto accaduto. A partire dai numeri. Nel 1933 l'Albania contava 803mila abitanti, fra cui solamente 200 ebrei. Ma quasi duemila profughi arrivarono dalla Germania dopo il 1933 e l'arrivo di Hitler al potere, ed altre migliaia vi cercarono rifugio dopo il conflitto. Nel 1943, quando il paese è stato occupato dai nazisti e comprende porzioni di territorio montenegrino, kosovaro e macedone, arriva un gesto di enorme coraggio. La popolazione albanese si rifiuta di obbedire all'ordine degli occupanti di consegnare le liste degli ebrei che risiedono entro i confini nazionali. Inoltre varie agenzie governative forniscono a molte famiglie ebree documenti falsi, con cui mischiarsi nel resto della comunità, senza far distinzione fra ebrei "albanesi" e profughi.
"Mio padre diceva che i tedeschi avrebbero dovuto sterminare la sua famiglia, prima che lui permettesse loro di uccidere gli ebrei ospiti a casa nostra". Sono parole splendide, di coraggio e umanità, che descrivono il fortissimo obbligo morale che c'è alla base di BESA, un codice d'onore ancora oggi ritenuto il più elevato codice etico dell'Albania. "Besa" significa letteralmente "mantenere una promessa": colui che agisce secondo il "Besa" è una persona che mantiene la parola data, qualcuno a cui si può affidare la propria vita e quella dei propri cari.
L'Albania, un paese europeo a maggioranza musulmana, ha successo dove altre nazioni europee falliscono. Tutti gli ebrei residenti in Albania durante l'occupazione tedesca, sia quelli di origine locale, sia quelli provenienti dall'estero, si salvano ad esclusione di una sola famiglia. Nel paese ci sono più ebrei alla fine della guerra che prima del suo inizio.

(fonte: ufficio stampa Comune di Novellara)

 

La Compagnia Balletto Classico Liliana Cosi – Marinel Stefanescu si esibisce sabato 25 gennaio ore 21.00 nel Teatro della Rocca Franco Tagliavini per un'imperdibile omaggio al balletto classico -

Novellara (RE) 23 gennaio 2014 –

"Omaggio al classico" è una produzione caratterizzata da una vivace varietà espressiva, che propone capolavori di musica classica e sinfonica, anche non strettamente legati al repertorio del balletto, nel suadente intreccio tra sogno e realtà. Frutto maturo, indubbiamente, di una Compagnia che in più di trent'anni di lavoro ha saputo allestire 2.000 spettacoli in 410 città italiane e 57 all'estero. Sullo spettacolo Liliana Cosi afferma "Non intendiamo il classico come un ricordo del passato, ma riconosciamo in questo genere una tensione verso la perfezione e l'armonia". Dunque il classico come qualcosa di eternamente moderno, un'educazione permanente alla bellezza in grado di catturare l'attenzione dei giovani, e stasera ce ne sono tanti".
La danza resta quindi una tra le espressioni dell'arte e della cultura, quale strumento di elevazione e di liberazione oltre ogni confine sociale e nazionale.

La magia nasce dalla capacità dei danzatori di vestire le note immortali di celebri compositori, da Enescu a Chopin, da Albinoni a Ciaikovski, grazie alla direzione di Liliana Cosi e ai costumi di Marinel Stefanescu e Hristofenia Cazacu.

Ingresso in Fascia A:
Intero € 15 - ridotto € 13 (under 21 e over 65)
Agevolato € 10 (Soci Coop, Soci di NoveTeatro, iscritti Scuole Comunali di Musica Danza, Aziende convenzionate)

Vendita biglietti presso la Biblioteca Comunale
martedì, giovedì, sabato 9/13 e 15/19 - mercoledì e venerdì 15/19

Presso il Teatro Comunale 1 ora prima dello spettacolo

INFO: Uff. Teatro 0522-655407 - Biblioteca Comunale 0522-655419
www.comunedinovellara.gov.it

www.ballettoclassicocosistefanescu.it

(Fonte: ufficio stampa Comune di Novellara)

 

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Tante le superfici urbane individuate per la street art ancora disponibili rivolgendosi all'Ufficio Politiche Giovanili -

Piacenza, 21 gennaio 2014 -

Si chiama "Evoluzione della vita" e misura tre metri in larghezza per due in altezza, il graffito realizzato nei giorni scorsi dal giovane artista Matteo Fralli sulla parete del sottopasso di via XXI Aprile, una delle superfici destinate alla libera espressione della creatività nell'ambito del progetto "Mi piace graffiare", approvato dall'Amministrazione comunale nel marzo 2010.
In accordo con l'Ufficio Politiche Giovanili – cui tutti i ragazzi interessati a simili iniziative possono rivolgersi, contattando lo 0523/492579 – Matteo ha disegnato la sua opera utilizzando bombolette spray, stencil e pennello. Diplomato al liceo artistico Cassinari e quindi specializzatosi in pittura all'Accademia di Belle Arti di Bologna, si è trasferito a Valencia dove ha frequentato il Master di "Produccion Artistica" della locale Universidad Politecnica. "Qui – spiega – il mio interesse ha iniziato a incentrarsi più sulla Land Art e sulla Street Art. Anche nel caso del graffito appena concluso a Piacenza, come in altri miei progetti, l'obiettivo è quello di richiamare e sensibilizzare un pubblico che non sia quello selezionato delle gallerie, ovvero un pubblico che non sia immerso in un'esperienza artistica pilotata bensì, colto lungo la strada, concentrato sui propri pensieri e problemi quotidiani. Di qui l'idea di creare in spazi aperti a tutti, intervenendo in particolare su tematiche sociali".
Le superfici urbane individuate per la street art ancora disponibili, oltre al sottopasso che da via XXI Aprile porta al Genio Pontieri (esclusivamente dal lato della pista ciclabile) sono il muro di cinta dello stadio di rugby "Beltrametti", il muro antistante gli uffici dell'Anagrafe nella sede comunale di viale Beverora, il sottopasso di via dei Pisoni e alcuni spazi all'interno del giardino di padre Gherardo.
I giovani writers che fossero interessati ad ottenere lo spazio da "graffiare" potranno farlo rivolgendosi all'Ufficio Politiche Giovanili al numero sopraccitato o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per essere autorizzati.

(fonte: ufficio stampa Comune di PIacenza)

 

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S'intitola "Viaggio ad Auschwitz a/r" lo spettacolo che si svolgerà domani mercoledì 22 gennaio 2014 presso il Teatro del Fiume -

Boretto, 21 gennaio 2014 -

Uno spettacolo per ricordare il dramma dei campi di concentramento e non dimenticare. Si svolgerà mercoledì 22 gennaio 2014 alle ore 10.00, presso il Teatro del Fiume, la rappresentazione "Viaggio ad Auschwitz a/r" patrocinato dalle Amministrazioni Comunali di Boretto, Brescello, Gualtieri e Poviglio.
Lo spettacolo, dedicato alle classi terze delle Scuole Secondarie di Primo Grado del territorio ma aperto alla cittadinanza intera, rientra nel programma delle celebrazioni per il Giorno della Memoria, ed è scritto e interpretato da Gimmi Basilotta per la regia di Luciano Nattino e la collaborazione di Lino Lantermino, con le musiche del Kohelet 3.
Al centro della rappresentazione, la storia del lungo cammino di deportazione di ventisei ebrei cuneesi catturati nel 1944, da Borgo San Dalmazzo ad Auschwitz, dal Piemonte alla Polonia. Un modo per ragionare e per parlare di memoria, scoprendo e toccando con mano quanto essa sia ora una necessità e un dovere, non solo per il rispetto della Storia, di chi l'ha vissuta, l'ha subita, ne ha sofferto e ne è stato sopraffatto, ma per poter vivere il presente in modo consapevole .

Lo spettacolo fa parte del progetto Passodopopasso, che rientra nell'ambito della programmazione del "Teatro ragazzi" ed è promosso dall'associazione culturale Mirart, che opera nei comuni dell'Unione della Bassa Reggiana e che da sempre è impegnata nella selezione accurata e competente dei contenuti legati all'infanzia e all'adolescenza.

Il costo dell'ingresso allo spettacolo è di € 4,50. Per informazioni e adesioni Biblioteca Comunale di Boretto 0522-963759, oppure Associazione Culturale Mirart 338-6690117 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.30.

(Fonte: ufficio stampa Comune di Boretto)

 

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Lunedì, 20 Gennaio 2014 12:52

E' morto il grande maestro Claudio Abbado

Si è spento a Bologna il grande maestro, nominato ad agosto senatore a vita da Giorgio Napolitano -

Bologna, 20 gennaio 2014 -

Il maestro malato da tempo, è venuto a mancare questa mattina, a Bologna, all'età di 80 anni. Grande direttore d'orchestra era stato nominato a fine agosto senatore a vita da Giorgio Napolitano. Una vita di successi, iniziata dal debutto alla Scala di Milano all'età di soli 27 anni, che diresse poi per quasi vent'anni con maestria ed innovazione, sino al 1986. Lasciato il teatro che lo rese celebre nel mondo, assunse il prestigioso incarico di direttore musicale della Staatsoper di Vienna e fondò la Gustav Mahler Jugendorchester. Assume poi la direzione artistica della Berliner Philharmonie, sino al 2002, con grande impatto sulla vita culturale berlinese. Nel 2004 promosse nella città di Bologna la nascita dell'Orchestra Mozart, di cui divenne direttore musicale ed artistico e nel 2009 gli venne conferita dal Comune di Bologna la cittadinanza onoraria. Fondò inoltre numerose orchestre giovanili ed ebbe registrazioni discografiche di grande rilievo.

A Parma era stato protagonista di un evento eccezionale nel giugno 2011 con l'Orchestra Mozart. Il Teatro Farnese dopo oltre due secoli aveva accolto il maestro, nella sua splendida e unica sala lignea con oltre millecinquecento spettatori, per la prima volta nella storia recente, in platea e anche sulle sue maestose gradinate.

Il saluto dell'Assemblea Legislativa

"Un grande uomo di cultura, un simbolo dell'Italia nel mondo, che da un anno a questa parte dava lustro anche alle nostre istituzioni, dopo la nomina a senatore a vita. Un grande uomo che credeva nella musica come via per il riscatto sociale, soprattutto per i ragazzi e i giovani. E un uomo che aveva scelto anche la nostra regione, l'Emilia-Romagna, lui, direttore artistico dell'Orchestra Mozart di Bologna. E voglio ricordare il concerto per raccogliere fondi per le popolazioni emiliane colpite dal terremoto del 2012, al Teatro Manzoni di Bologna. Tutta l'Assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna ricorda il maestro Abbado e si stringe attorno ai suoi famigliari e amici".
Così la presidente dell'Assemblea legislativa regionale, Palma Costi, insieme all'intero Ufficio di Presidenza, dopo la morte di Claudio Abbado, questa mattina a Bologna.

Il cordoglio del presidente della Regione e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani e dell'assessore alla Cultura, Massimo Mezzetti

"Diciamo addio con commozione e dolore al maestro e senatore Claudio Abbado, la cui scomparsa è una perdita incalcolabile per tutti noi, per il mondo della cultura, per quello della musica, per quanti pensano che promuovere l'arte sia sempre una grande prova di democrazia e impegno civile". E' quanto ha affermato il presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, appresa la notizia della scomparsa del grande direttore d'orchestra. "Piangiamo un uomo – ha aggiunto Errani - che ha tenuto alto il nome dell'Italia nel mondo, che ha saputo coniugare con dedizione e generosità l'impegno artistico e culturale con l'impegno sociale, con uno sguardo sempre rivolto alle giovani generazioni, ottenendo risultati di straordinario valore che restano patrimonio e orgoglio del nostro Paese e di questa regione".
"Claudio Abbado – ha commentato l'assessore regionale alla Cultura dell'Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti – è stato una figura fondamentale per il nostro Paese e a maggior ragione per l'Emilia-Romagna e Bologna, sua città d'adozione, residenza e sede dell'Orchestra Mozart di cui è stato fino all'ultimo direttore e fulcro. Esprimiamo la nostra commozione e riconoscenza per quanto questo grande artista ci ha dato nella sua vita".

 

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I giovani disegnano un fondale di 12x8 metri al Teatro Comunale di Modena: perché ci si può ribellare con maestria e non soltanto protestando in piazza o facendo la rivoluzione con Twitter o su Facebook -

Modena, 20 gennaio 2014 -

Un enorme cielo azzurro di 12 per 8 metri con cinque fili tesi su cui sono appesi dei volti, i particolari di una corpo, un fiore, una scritta, un tratto colorato o anche solo una lettera. La ribellione dei giovani è un insieme di voci e di immagini casuali che, una volta unite, danno forma a una poesia; perché ci si può ribellare con maestria e non soltanto protestando in piazza o facendo la rivoluzione con Twitter o su Facebook. Questo è il frutto del lavoro di quindici studenti dell'Istituto Superiore d'Arte Adolfo Venturi e dell'Istituto Grazia Deledda di Modena che hanno realizzato dal 13 al 18 gennaio 2014 un fondale, di quelli che si usano in scena a teatro, sotto la direzione e la supervisione di Rinaldo Rinaldi, scenografo, insegnante di pittura di scena all'Accademia di Belle Arti di Bologna e di Urbino.

Il laboratorio "Ribellarsi con maestria",  fa parte del progetto "RiBelli" promosso dal Centro culturale Francesco Luigi Ferrari, dall'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea di Modena e dall'Istituto Superiore d'Arte Venturi, per celebrare il centesimo anniversario della nascita di don Elio Monari, partigiano nato a Spilamberto e fucilato dai nazisti a Firenze nel 1944.

«In questo preciso contesto storico ognuno si deve ribellare a tutte le forme di dipendenza, per arrivare ad essere delle persone libere – ha spiegato il presidente del Centro culturale F.L. Ferrari, Gianpietro Cavazza –. Per i giovani è un fatto molto importante avere dei "maestri" che gratuitamente mettono a disposizione la propria arte, la propria esperienza, la propria cultura per accompagnarli in questo percorso di ribellione».

La tela gigante verrà esposta al Palazzo Europa di Modena in occasione del convegno conclusivo del progetto "RiBelli!" il prossimo 6 marzo e, successivamente, verrà suddivisa e collocata nelle scuole e presso enti e istituzioni modenesi. «Ribellarsi non può essere un gesto fine a se stesso – ha aggiunto Cavazza – per questo anche il frutto del lavoro dei ragazzi deve essere diviso e distribuito anche a chi non ha partecipato al progetto direttamente. Il fondale non è un oggetto di consumo, ma è un simbolo che deve durare nel tempo».

Il senso di questo progetto è "fare memoria" anche di coloro che in passato si sono ribellati e hanno sacrificato la propria vita per la libertà, ha ricordato Enrico Ferri, scrittore e professore all'Istituto Venturi: «non è soltanto un "guardare indietro", ma una memoria rivolta al futuro. Il laboratorio a cui hanno partecipato questi 15 studenti arricchisce il loro percorso scolastico ma gli ha consentito anche di fare un'esperienza straordinaria: non è di tutti i giorni, infatti, poter lavorare accanto a un professionista, in un Teatro. Infatti sono tutti entusiasti dell'esperienza».

«I primi giorni i ragazzi erano impauriti davanti a questa tela vuota da riempire, erano un po' "legati" – ha spiegato il maestro Rinaldo Rinaldi –. Poi hanno cominciato ad aprirsi, ad abbozzare alcuni simboli della loro ribellione, e man mano il fondale ha preso forma. È una specie di poesia automatica, fatta di immagini casuali e solo alla fine, quando vengono unite, si comprenderà il significato. Quello che ho cercato di spiegare ai giovani è che ribellarsi è prendere coscienza del fatto che hanno a disposizione uno spazio, che hanno degli strumenti e delle informazioni acquisite a scuola: possono essere utilizzare per fare qualcosa di "diverso", qualcosa che sentono loro. Non è importante il risultato finale che sono riusciti ad ottenere, ma la possibilità che hanno avuto di vivere questo tipo di esperienza per ottenere un risultato più grande di loro in quanto singoli».

(Fonte: Ufficio stampa del Centro culturale Francesco Luigi Ferrari)

 

La seconda ricorrenza celebrata al Teatro Municipale sarà la Giornata della Memoria lunedì 27 gennaio alle ore 15,30 con il concerto "Il canto di Israele" con musiche composte ed eseguite dal maestro Riccardo Joshua Moretti e Spazi Sonori Ensemble -

Piacenza, 18 gennaio 2014 -

Narrazione, musica e canto per un viaggio nella musica ebraica. Nel giorno in cui ricorre l'anniversario dell'apertura dei cancelli di Auschwitz, il Teatro Municipale di Piacenza dedica un concerto con musiche di e con Riccardo Joshua Moretti, attualmente uno dei massimi compositori di musica ebraica, per la celebrazione della Giornata della Memoria.
Lunedì 27 gennaio ore 15.30 si terrà dunque , nell'ambito della Stagione "Ricorrenze in musica – Festività al Municipale", il concerto dal titolo Il canto di Israele, omonima incisione discografica del maestro Moretti, voce narrante e interprete al pianoforte insieme a Spazi Sonori Ensemble, formato dai solisti della Filarmonica Toscanini: Sandu Nagy (flauto), Daniele Titti (clarinetto), Mihaela Costea (violino), Diana Cahanescu (violoncello), Luca Reverberi (fagotto), Alberto Farolfi (contrabbasso) e Gianni Giangrasso (percussioni).
«È sempre stato molto arduo definire la musica ebraica – afferma Riccardo Joshua Moretti - perché, come in ogni cultura, in essa si possono individuare innumerevoli sfaccettature sia di genere che di contaminazione. Per questo motivo il programma spazierà dal misticismo alle sonorità del Niggun, una forma musicale che si caratterizza per l'assenza del testo che, secondo alcuni rabbini, avrebbe potuto limitare il profondo significato mistico della pura melodia. Verranno eseguite alcune danze chassidiche, legate cioè al quel movimento, nato nell'Europa dell'Est nel VIII secolo, che si identificava all'interno dell'ebraismo ortodosso come cultore della preghiera del canto e della danza».
In questo concerto Moretti, artista eclettico e carismatico, eccezionalmente canterà inoltre la preghiera Eli, Eli con la quale riesce a creare un pathos che ha sempre ammaliato la platea.

IL CANTO D'ISRAELE
Musiche composte ed eseguite
dal maestro Riccardo Joshua Moretti
e Spazi Sonori Ensemble, formato dai solisti dell'Orchestra Filarmonica A. Toscanini

SOLISTI

Sandu Nagy, Flauto
Daniele Titti, Clarinetto
Mihaela Costea, Violino
Diana Cahanescu, Violoncello
Luca Reverberi, Fagotto
Alberto Farolfi, Contrabbasso
Gianni Giangrasso, Percussioni

Riccardo Joshua Moretti
Pianoforte e voce narrante

PROGRAMMA

Danza Chassidica 1 per ensemble

La notte della Shoah per violino e pianoforte

Chassidica Trio per violino, violoncello e pianoforte

Niggun per Ensemble

Melodika per flauto e pianoforte

Bambola meccanica per violino, violoncello, contrabbasso e pianoforte

Mitzvà per Ensemble

Shalom per violino e pianoforte

Elì, Elì per canto e pianoforte

Danza Chassidica 3 per ensemble

Per info e biglietti è possibile rivolgersi alla biglietteria del Teatro Municipale di Piacenza, in via Verdi 41, al numero di telefono 0523.492251 o al fax 0523.320365 o all'indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

(Fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)

 

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