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Mercoledì, 08 Luglio 2015 16:01

A Modena la mostra Strange Worlds

Presso il Foro Boario di Modena una nuova mostra tratta dalle collezioni permanenti della Fondazione Cassa di risparmio di Modena. Dal 9 luglio - 6 settembre 2015. -

Modena, 8 luglio 2015 -

Fondazione Fotografia è lieta di annunciare l'apertura al pubblico del Foro Boario di Modena per tutta la stagione estiva: dal 9 luglio al 6 settembre 2015 gli spazi espositivi ospiteranno infatti Strange Worlds, una nuova mostra tratta dalle collezioni permanenti della Fondazione Cassa di risparmio di Modena e organizzata in collaborazione con il Comune di Modena nell'ambito del programma di iniziative estive collegate ad Expo 2015, in partnership con UniCredit.

Il percorso, a cura del direttore di Fondazione Fotografia Filippo Maggia, comprende circa 70 opere, tra fotografie, video e installazioni, di 26 artisti provenienti da ogni parte del mondo: Claudia Andujar (Svizzera/Brasile), Philip Kwame Apagya (Ghana), Marika Asatiani (Georgia), Yto Barrada (Francia), Jodi Bieber (Sudafrica), Nikhil Chopra (India), Cao Fei (Cina), Yang Fudong (Cina), Laura Glusman (Argentina), David Goldblatt (Sudafrica), Pieter Hugo (Sudafrica), Amar Kanwar (India), Anastasia Khoroshilova (Russia), Goddy Leye (Camerun), Ma Liuming (Cina), Daniel Naudè (Sudafrica), George Osodi (Nigeria), Marco Pando (Perù), Rosangela Renno (Brasile), Mauro Restiffe (Brasile), Ketaki Sheth (India), Ahlam Shibli (Palestina), Raghubir Singh (India), Sebastian Szyd (Argentina), Guy Tillim (Sudafrica), David Zynk Yi (Perù).

Tema declinato dalla mostra è il racconto di altri mondi, vicini e lontani, dove le dinamiche sociali, culturali, religiose in atto si intrecciano dando vita a storie inedite: "un susseguirsi emozionante di volti e costumi", "un mosaico interattivo", come spiega il curatore Maggia, in grado di comporre una "fotografia reale e tangibile della nostra contemporaneità".

La mostra invita il pubblico a soffermarsi su immagini, talvolta scioccanti, che spesso scorrono veloci davanti ai nostri occhi nei telegiornali senza percepirne a fondo il dramma: i soldati di origine palestinese di Ahlam Shibli, che prestano servizio nell'esercito israeliano; i ritratti delle madonne sudamericane di Sebastian Szyd, vedove tristi e rassegnate di minatori boliviani; i cani di Daniel Naudé, un tempo guardiani fidati delle fattorie degli afrikaner e oggi randagi, dopo che queste sono state abbandonate e i proprietari sono tornati in Europa.
E ancora: le campagne sudafricane di David Goldblatt, vere e proprie pagine di storia dell'apartheid, e la Soweto di oggi di Jodie Bieber, dove bianchi e neri convivono nella povertà e nell'incertezza; il piccolo villaggio georgiano di confine, un tempo baluardo dell'impero sovietico, oggi soggetto ai venti di cambiamento che spirano dalla Turchia, nei ritratti femminili di Marika Asatiani; l'installazione onirica di Nikil Chopra, che combina ricordi e icone del post colonialismo inglese in India.

In altri casi, i mondi descritti dalle immagini hanno a che fare con sogni, o illusioni, come nel caso delle ambientazioni organizzate da Philip Kwame Apagya; sono momenti di liberazione e di gratificazione di sé, come per i ballerini improvvisati di Cao Fei o per Goddy Leye che, sdraiato a terra, canta ironicamente "We Are The World" e s'ingozza di frutti tropicali o, ancora, Ma Liuming, che cammina nudo sulla Grande Muraglia, sfidando l'avversione culturale cinese nei confronti della diversità di genere.

Alludono ad icone e metafore di tradizioni millenarie le figure posizionate su diversi piani prospettici di Raghubir Singh, le sapienti dita che scorrono l'arpa incantatrice in un pueblo andino riprese da David Zink Yi, la terra battuta che sembra uscire da un racconto di Paul Bowles e l'aria che sa di spezie nei tondi marocchini di Yto Barrada; il cantante resuscitato nel film di Marco Pando, idolo degli indios andini.

La natura non è mai solo sfondo, ambientazione, ma parte integrante della vita quotidiana, con la quale è necessario confrontarsi, come fa Laura Glusman, nuotando e lottando contro la corrente impetuosa del rio color terra, o Mauro Restiffe, che inserisce come in un quadro i componenti di un gruppo di famiglia, protetti dalla foresta brasiliana. Si muovono sicuri nella natura anche i due soggetti a cavallo di Anastasia Khoroshilova, dai tratti così differenti, eppure entrambi sovietici, quasi a ricordarci quanto sia sconfinata la sua terra. Appaiono invece incerti e insicuri, sulla cima di un altopiano della Cina, gli attori di Yang Fudong. È una natura sfigurata e violentata dall'uomo, infine, quella delle fotografie di George Osodi, in una delle quali un ragazzino guarda preoccupato il cielo grigio e fumoso domandandosi se un pozzo petrolifero valga tanta devastazione.

Emblema della stranezza, infine, sono i mondi evocati dai gemelli di Ketaki Sheth, che disegnano l'India e le sue gerarchie sociali; i ritratti ritoccati manualmente - secondo la tradizione sudamericana - dei campesinos di Rosangela Renno; l'uomo con la iena al guinzaglio di Pieter Hugo, emblema di un'Africa dura e feroce.

Avviata nel 2007, la collezione di fotografia contemporanea della Fondazione Cassa di risparmio di Modena si è progressivamente arricchita nel corso degli anni attraverso una serie di campagne di acquisizioni riferite a diverse aree geografiche: dall'Africa all'Estremo Oriente, dagli Stati Uniti al Sud America, all'India e all'Europa dell'Est. Attualmente comprende oltre milleduecento opere di quasi duecento artisti: un patrimonio culturale che Fondazione Fotografia, in qualità di società strumentale, ha il compito di esporre e valorizzare attraverso un'accurata opera di catalogazione, conservazione e divulgazione.

La mostra Strange Worlds è promossa da Fondazione Fotografia Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con il Comune di Modena e in partnership con UniCredit, da sempre impegnata in favore dell'arte e delle iniziative culturali dei territori in cui è presente.

"Siamo convinti - sottolinea Giuseppe Zanardi, Area Manager Modena di UniCredit - che cultura e sviluppo vadano di pari passo. Il sostegno all'arte è un impegno che ci assumiamo nei confronti del patrimonio artistico e, più in generale, del territorio in cui operiamo, consapevoli che questo supporto deve passare anche attraverso la promozione di iniziative culturali capaci di alimentare una crescita sociale ed economica sostenibile e duratura nel tempo".

(Fonte: ufficio stampa Unicredit)

Sestante è promossa da Fondazione Fotografia Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena con il sostegno di UniCredit. Venerdì 19 giugno, alle 19, al Foro Boario di Modena, si inaugura la mostra di fine anno degli studenti del master di Fondazione Fotografia. -

Modena, 17 giugno 2015 -

Per gli allievi del master di Fondazione Fotografia l'arrivo dell'estate rappresenta uno dei momenti più importanti dell'anno: dopo aver ospitato nel corso della stagione le mostre di grandi maestri dell'immagine, dal 19 giugno al 5 luglio gli spazi del Foro Boario di Modena saranno finalmente a loro disposizione per The Summer Show, la rassegna di fine anno in cui si presentano al pubblico i progetti artistici elaborati durante gli studi.
Giunta alla quarta edizione, The Summer Show 2015 comprende due mostre in una: un percorso dedicato alle opere degli studenti che terminano il biennio 2013/14, intitolato Sestante, e un'esposizione mid-term riservata ai progetti ancora in corso degli studenti del primo anno.

Per secoli esploratori e naviganti hanno affidato la ricerca della propria rotta al sestante, antico strumento basato su un doppio gioco di specchi che consente di misurare la distanza di un corpo celeste rispetto all'orizzonte e determinare in questo modo la propria posizione. Allo stesso carattere di ricerca e di scoperta tipico di questi viaggi allude Sestante, che raccoglie gli esiti delle indagini sviluppate durante il master di alta formazione sull'immagine contemporanea da Wissam Andraos (1990, Haret Al Naameh, Libano), Daniele Casciari (1978, Perugia), Valentina Leonelli (1985, Lanciano, CH), Irene Pinardi (1988, Ponte dell'Olio, PC), Giulia Solia (1990, Torino), Jacopo Tomassini (1979, Roma), studenti del biennio 2013/2015.

Risultato di un importante percorso di crescita personale oltre che formativa, le opere esposte muovono da una visione tradizionale per approdare a nuovi e molteplici linguaggi, nati dalla capacità di combinare consapevolmente i diversi mezzi, dalla fotografia al ready made, dal video all'installazione e alle azioni performative.

Espongono inoltre nella sezione dedicata agli studenti del primo anno: Simone Bulgarelli (1991, Carpi, MO), Orlando Callegaro (1974, Dolo, VE), Elena Canevazzi (1991, Carpi, MO), Francesco Cardarelli (1981, Offida, AP), Francesca Ferrari (1961, Modena), Giulia Fini (1995, Modena), Alessio Gianardi (1983, La Spezia), Andrea Luporini (1984, La Spezia), Simone Pellegrini (1993, Modena), Sara Savorelli (1991, Rimini), Livia Sperandio (1991, Foligno).

Come ad ogni edizione di The Summer Show, una commissione, per quest'anno composta da Mario Cresci (artista), Francesca Fabiani (curatrice Maxxi, Roma), Alessandro Malerba (collezionista), Andrea Landi (presidente Fondazione CRMO) e Filippo Maggia (direttore Fondazione Fotografia Modena), selezionerà i lavori migliori del biennio 2013-15, che entreranno nella collezione di Fondazione Cassa di risparmio di Modena. Agli studenti selezionati andrà inoltre un premio in denaro.

Tra i pochi corsi di fotografia in Italia ad offrire un'alta formazione in campo artistico, il master di Fondazione Fotografia Modena è da considerarsi come una vera e propria fabbrica creativa, dove sperimentare le proprie pratiche a contatto con artisti e curatori da tutto il mondo, mettendo in discussione i generi tradizionali ed esplorando nuovi territori dell'immagine. Nata nel 2011, la scuola ha raggiunto in pochi anni un ampio riconoscimento, arrivando a includere nella propria rete di collaborazioni importanti istituzioni straniere, tra cui il Royal College of Art di Londra, Centro de la Imagen di Lima, Stills-Scotland Center for Photography di Edimburgo, la Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam, l' École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi e la fondazione giordana Darat al Funun di Amman. Le iscrizioni al prossimo biennio, che prenderà in via in ottobre, sono aperte fino al 30 giugno.

Allestita al Foro Boario di Modena dal 19 giugno al 5 luglio, The Summer Show 2015 - Sestante è promossa da Fondazione Fotografia Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena con il sostegno di UniCredit, da sempre impegnata in favore dell'arte e delle iniziative culturali dei territori in cui è presente: "Siamo convinti che la cultura sia una delle leve dello sviluppo del territorio - sottolinea Giuseppe Zanardi, Responsabile Area Commerciale Modena UniCredit - e siamo ben lieti di dare il nostro contributo affinché nuovi talenti possano emergere. Il master della Fondazione Fotografia di Modena, nello specifico, si contraddistingue per l'affermata capacità di offrire un'alta formazione in campo artistico. Una preziosa opportunità per le giovani promesse dell'arte che UniCredit intende sostenere nell'ambito di un impegno più ampio, assunto da tempo nei confronti del patrimonio culturale dei territori in cui operiamo".

La mostra Sestante sarà accompagnata da un catalogo edito da Fondazione Fotografia Modena, corredato dalle immagini delle opere in mostra e da testi di approfondimento.

SCHEDA TECNICA

titolo
The Summer Show 2015 - Sestante

periodo
19 giugno - 5 luglio 2015

sede
Foro Boario
Modena, Via Bono da Nonantola, 2

press preview
mercoledì 17 giugno 2015, ore 11.30

inaugurazione
venerdì 19 giugno 2015, ore 19

orari di apertura
giovedì e venerdì 15-19
sabato e domenica 11-19

ingresso libero

promossa da
Fondazione Fotografia Modena
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

catalogo
Fondazione Fotografia Modena, 2015

informazioni
Fondazione Fotografia Modena
Via Emilia Centro 283, Modena
tel. 059 239888 - 335 1621739
fQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.fondazionefotografia.org 

(Fonte: ufficio stampa Unicredit)

Composto da esperti di livello internazionale, ha il compito di indirizzare l'attività dell'ente. Darà nuovo impulso alla didattica e suggerirà strategie per acquisizioni e mostre future. -

Modena, 8 giugno 2015 -

Michiko Kasahara, curatore capo del Metropolitan Museum of Photography di Tokyo, Sandra Phillips, curatore senior di fotografia del Museo d'Arte Moderna di San Francisco (SFMOMA), Olivier Richon, capo del Dipartimento di fotografia del Royal College of Art di Londra, Bas Vroege, direttore dell'istituzione olandese Paradox: è un team di grandi esperti di livello internazionale quello chiamato ad indirizzare l'attività di Fondazione Fotografia Modena.

Insediatosi all'inizio del 2015 e presieduto da Filippo Maggia, già direttore della Fondazione, il Comitato Scientifico ha il compito di dettare le linee guida e le strategie future dell'ente, fornendo un contributo determinante alla programmazione nell'ambito della didattica, dell'attività espositiva, così come delle nuove acquisizioni, della gestione delle collezioni di fotografia e degli archivi storici: un patrimonio che Fondazione Fotografia Modena, in qualità di società strumentale della Fondazione Cassa di risparmio e del Comune di Modena, ha il compito di valorizzare.

I membri del Comitato si sono incontrati a Modena in occasione della prima riunione ufficiale, dal 5 al 6 giugno: in quest'occasione, hanno potuto conoscere da vicino la realtà di Fondazione Fotografia, attiva dal 2007, visitandone la sede didattica, in via Giardini 160, e quella espositiva, il Foro Boario.

Momento centrale dell'incontro è stata la discussione su come impostare le attività future dell'ente. Se per quanto riguarda le nuove acquisizioni si è proposto di coprire le aree geografiche del mondo fino ad ora non comprese nelle collezioni (Europa centrale e sudovest, Oceania, Centro America, Canada e Stati Uniti d'America, dagli anni ottanta al contemporaneo), la novità più importante suggerita dal Comitato Scientifico è stata di dar vita a una serie di 'missioni' affidate a fotografi internazionali e italiani. A loro verrà richiesto di lavorare in specifiche aree del mondo in collaborazione con organizzazioni, associazioni e istituzioni locali che sviluppino progetti di sostegno e divulgazione del sapere, secondo forme di integrazione di culture ed esperienze artistiche diverse per origine, ma convergenti nella ricerca di una comune e libera interpretazione artistica. Fondazione Fotografia coprirà la produzione delle opere per ogni missione, parte delle quali entrerà poi in collezione secondo precisi accordi di volta in volta stabiliti con gli artisti.

Per quanto riguarda l'attività didattica, è significativa l'attivazione di un nuovo corso, che andrà ad affiancare quelli già collaudati (master e corso curatori): si chiama High PROfile e si rivolge a chi desidera sviluppare le competenze necessarie per fare della fotografia una vera e propria professione. Obiettivo del corso, la cui prima edizione partirà a gennaio 2016, sarà formare figure professionali in grado di muoversi nei diversi ambiti della fotografia commerciale: dalla fotografia di moda e pubblicitaria al reportage, dalla fotografia di architettura all'utilizzo della tecnologia video, senza dimenticare forme attuali e contemporanee della figura del fotografo di oggi, come la fotografia di eventi e l'impiego dell'immagine fotografica nei new media.

Fondamentale per l'attività di Fondazione Fotografia Modena per la stagione 2015/2016 sarà il sostegno di UniCredit. Con il gruppo bancario, da sempre impegnato in favore dell'arte e delle iniziative culturali dei territori in cui è presente, è stato sottoscritto un accordo di partnership che accompagnerà l'attività espositiva e didattica per tutto il periodo.

Nel corso della stagione 2015/2016 entreranno nel vivo inoltre i progetti speciali in collaborazione con Sky Arte HD: il Premio Internazionale per la Fotografia, il Premio per la Fotografia Italiana Under40 e il tutorial televisivo Foto Factory Modena. Mentre per quest'ultimo è stata appena definita la classe dei nove candidati che parteciperanno alla prima edizione e partiranno a breve le riprese, l'iter di selezione dei vincitori dei Premi è tuttora in corso e avrà il suo culmine nelle mostre della prossima primavera.

(Fonte: ufficio stampa Unicredit)

Gli scatti del fotografo parmigiano Fabrizio Piscopo nel cuore pulsante dalla Costa Azzurra. In mostra all'interno del palazzo del Festival, nell'area riservata al casinò Barrièrre la Croisette sino alla fine del mese. -

Parma, 22 maggio 2015 - le fotografie in galleria -

L'Emilia è talmente famosa nel mondo da non aver bisogno di presentazioni e di tanto in tanto in qualche parte del globo spunta un emiliano con qualcosa d'interessante che porta l'orgoglio Made in Italy in un oceano sempre più internazionale.
Il luogo è Cannes, cuore pulsante dalla Costa Azzurra, centro nevralgico del mercato del cinema internazionale. L'emiliano, il fotografo di moda Fabrizio Piscopo. Trentenne, di Parma, intraprendente e tenace nel portare avanti la sua passione per la fotografia, ha avuto l' onore di esporre direttamente all'interno del palazzo del festival, nell'area riservata al casinò Barrièrre la Croisette.

Una mostra fotografica inserita all'interno di una collaborazione con altri fotografi internazionali, allestita per celebrare la città di Cannes in tutto il suo splendore sotto l'organizzazione di Alberto Garbelli coordinatore del Business Development Côte D'Azur-Expo Milan 2015 project per Alessandro Rosso Group.
Otto scatti che celebrano la città Francese attraverso l'eleganza degli abiti SAVE THE QUEEN!, il prestigio delle pietre preziose I Garbelli e la bellezza della Miss Mondo Italiana 2013 Sarah Baderna. Foto di moda che portano la firma inconfondibile di Fabrizio Piscopo, amante della perfezione, capace di catturare momenti unici e comporli in uno scatto, parte di una storia, senza tempo.

Fabrizio Piscopo 12rid

"Abbiamo cercato di ricreare un'ambientazione anni '60, ci siamo ispirati a Brigitte Bardot e Gigi Rizzi, figure iconiche di un periodo storicamente passato, ma decisamente vivo nel cuore delle persone." - ci racconta entusiasta Fabrizio.

Nelle sue foto la propensione a lanciare un chiaro messaggio è palese, grazie alla sua formazione artistica nell'ambito pubblicitario e alle prima gavetta iniziata ormai più di 12 anni fa, come giornalista e poi come fotografo. 

Un grande professionista che ci tiene a sottolineare l'importanza del lavoro d'equipe. "Arrivare ad esporre a Cannes durante il festival è stata una grandissima soddisfazione, merito della mia squadra composta da maestranze imprescindibili per un lavoro di altra qualità", conclude il fotografo parmigiano, che ci tiene a precisare nome e ruolo di ogni singolo collaboratore: Modella Sarah Baderna, Stylist Federica Caggiati, Make-up Artist Elisa Buraia, Hair Stylist Antuan, Video Federico Meneghini, Ludovico Csalone, Jacopo Castelletti, Press PR: Pietro Razzini, Fine Art Print: Eliofototecnicabarbieri.

L'esposizione e il backstage saranno visitabili all'interno del Casinò Barrière la Croisette sino a fine mese e sul sito www.fabriziopiscopo.com

mostra slide

 

Pubblicato in Cultura Emilia

Il mondo osservato attraverso l'ottica della giovane parmigiana DOC Alessia Leporati. La mostra fotografica, inaugurata sabato scorso, resterà aperta al Chourmo EnoLibreria di Parma, almeno per altri 10 giorni. -

- di Giada Andrea Rusciano - Parma 20 aprile 2015 -

"Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni" diceva Shakespeare nel 1600 e le foto di Alessia Leporati, giovanissima fotografa di Parma, catturano la parte onirica della nostra umanità.
Attiva già da diversi anni come designer e fotografa, Alessia riesce a comunicare tramite i suoi ritratti la bellezza delle cose semplici.
Abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere con lei in occasione della sua mostra fotografica "Home" allestita presso la libreria Chourmo Enolibreria di Parma (via Imbriani, 56).

Raccontaci un po' la tua storia, come ti sei avvicinata alla fotografia?

Mi sono avvicinata alla fotografia circa 13 anni fa, per caso, con una macchina russa vecchissima su cui non funzionava l'esposimetro. All'inizio ho usato pellicole in bianco e nero e, tra i primi scatti, uno di mia nonna mi colpì particolarmente. Da lì ho iniziato ad appassionarmi e ad amare il ritratto.
Mia nonna la fotografo tutt'ora, quasi tutte le settimane.

Da dove nasce l'istinto di fotografare?

Io fotografo perché ho paura di dimenticare. Non ho molte foto della mia infanzia e vorrei averne di più; magari di momenti in famiglia, magari anche foto venute male, ma cmq spontanee.

Qual'è il lavoro artistico c'è dietro ai tuoi lavori?

Le mie foto nascono in modo diverso a seconda della situazione. Alcune nascono per caso e altre sono più "studiate".

La mostra resterà esposta per almeno altri 10 giorni.

Pubblicato in Dove andiamo? Parma

Il percorso, a cura del direttore di Fondazione Fotografia Modena Filippo Maggia, ripercorre l'intera carriera dell'artista, presentando alcune pietre miliari della sua ricerca. La mostra è promossa da Fondazione Fotografia Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena con il sostegno di UniCredit, da sempre impegnato in favore dell'arte e delle iniziative culturali dei territori in cui è presente -

Modena, 7 marzo 2015 -

Dall'8 marzo al 7 giugno 2015 Fondazione Fotografia Modena presenta negli spazi espositivi del Foro Boario di Modena una mostra antologica dedicata a Hiroshi Sugimoto, tra i più autorevoli interpreti della fotografia contemporanea internazionale. Il percorso, a cura del direttore di Fondazione Fotografia Modena Filippo Maggia, ripercorre l'intera carriera dell'artista, presentando alcune pietre miliari della sua ricerca.

Attivo dalla metà degli anni settanta, Hiroshi Sugimoto (Tokyo, 1948) utilizza il mezzo fotografico per indagare le tracce della storia nel nostro presente. In particolare, nel ritrarre soggetti che ricreano o replicano momenti di un passato distante e luoghi geograficamente lontani, Sugimoto critica la presunta capacità della fotografia di ritrarre la storia con accuratezza. A quest'impostazione concettuale, l'artista unisce un rigore metodologico tipicamente orientale: la meticolosa perfezione delle sue stampe è il risultato di un lavoro imponente, che include un'ampia ricerca preliminare, l'uso di fotocamere di grande formato e delle tradizionali tecniche del bianco e nero.

UniCredit per l'arte al fianco della Fondazione Fotografia Modena

Sostenere l'arte e la cultura è da sempre uno dei modi con cui UniCredit ha scelto di contribuire alla crescita e allo sviluppo economico e sociale del nostro Paese. L'impegno di UniCredit ha l'obiettivo di promuovere il patrimonio e gli eventi artistici dei territori in cui opera valorizzando diverse forme di valorizzazione del patrimonio culturale, confermando il suo ruolo di istituto di dimensioni internazionali ma che mantiene un'attenta vocazione locale, non soltanto da un punto di vista strettamente bancario. La promozione di progetti dedicati all'arte e alla cultura costituisce per UniCredit una preziosa risorsa per mantenere vivo il legame con il territorio e con la comunità.

"Riteniamo - sottolinea Giuseppe Zanardi, Area Manager Modena di UniCredit - che l'arte e la cultura nelle sue diverse manifestazioni siano fondamentali e propedeutiche per una crescita sociale ed economica sostenibile e duratura nel tempo. Sostenere la cultura non è solo un piacere per UniCredit ma è al tempo stesso, un dovere, un impegno che ci assumiamo nei confronti del patrimonio artistico in generale e, nello specifico, del territorio in cui operiamo. Ma soprattutto è un'inestimabile risorsa per guardare al futuro, forti e consapevoli delle esperienze e della memoria di un passato prezioso, da tutelare e da esaltare".

Per queste ragioni UniCredit conferma anche quest'anno il suo impegno a supporto della Fondazione Fotografia Modena che ha presentato al Foro Boario di Modena la mostra "Hiroshi Sugimoto. Stop Time". Un impegno per il territorio, per la società e per la cultura.

(Fonte: ufficio stampa UniCredit)

Un'importante partnership che vede al centro il mondo della fotografia. Sky Arte HD e Fondazione Fotografia Modena daranno vita a tre grandi progetti: il Premio Internazionale per la Fotografia, il Premio Fotografia Italiana Under 40 e Foto Factory Modena, nuovo format televisivo che porta la firma del canale Sky dedicato all'arte -

Modena, 5 febbraio 2015 - di Sara Bondani -

Per la prima volta a diventare protagonista di un reality, sarà il talento e l'impegno di giovani fotografi, che verrano messi alla prova in un format completamente nuovo nel panorama televisivo italiano; un programma-laboratorio di sei puntate dal titolo Foto Factory Modena. Una scuola che vedrà crescere grandi talenti dell'immagine, grazie a sei docenti d'eccezione. In ogni puntata i nove studenti che compongono la classe dovranno realizzare un lavoro fotografico sul tema scelto e a fare da cornice sarà la città di Modena e il suo territorio, oltre agli spazi della sede didattica di Fondazione Fotografia Modena. Tra i docenti coinvolti, alcuni importanti nomi della fotografia italiana: Pino Musi, Toni Thorimbert, Davide Monteleone, Francesca Moscheni e Vincenzo Castella, molti dei quali già attivamente coinvolti nelle attività formative della Fondazione.
Gli studenti che parteciperanno al Foto Factory Modena saranno selezionati attraverso una open call che resterà aperta fino al prossimo 24 aprile. Maggiori informazioni e bando completo sono disponibili sul sito internet www.fondazionefotografia.org.

Questo è solo uno dei progetti nati dall'intesa fra Sky Arte HD - canale 120 e 400 di Sky - e Fondazione Fotografia Modena. Due premi di livello internazionale a cadenza biennale - il Premio Internazionale per la Fotografia e il Premio Fotografia Italiana Under 40 - realizzati grazie al contributo di sponsor come Unicredit, assegneranno rispettivamente 70 mila e 15 mila euro ai due vincitori.

Premio Internazionale per la Fotografia

La prima edizione del Premio affronta il tema dell'Identità, argomento che fin dagli esordi della fotografia ha rivestito grande interesse quando, grazie all'arte del ritratto e al fiorire dei primi atelier, fu possibile su larga scala la registrazione visiva di una memoria individuale, ma anche tema di grande attualità. "Argomento stimolante e di attualita' con molte sfaccettature, dal sesso al nazionalismo", sottolinea Olivier Richon, celebre fotografo svizzero e membro del board di Fondazione Fotografia Modena.

A settembre una giuria si riunira' per selezionare 5 finalisti in una rosa di candidati scelta fra i massimi esponenti della fotografia contemporanea da 12 esperti del settore a cui si aggiungono i 5 candidati nominati dal Board Scientifico di Fondazione Fotografia Modena, per un totale massimo di 29 candidature. In concomitanza con la cerimonia di premiazione che si terrà a Modena il 5 marzo 2016, Fondazione Fotografia Modena presenterà la mostra personale del fotografo vincitore e Sky Arte HD produrrà due speciali che racconteranno il premio nelle sue diverse fasi, dalle selezioni alla proclamazione in mostra del vincitore.

Premio Fotografia Italiana Under40

Questo premio è dedicato agli artisti emergenti, che potranno partecipare inviando un progetto artistico in forma di serie fotografica, opera video, film, installazione o libro fotografico. E' possibile inviare la propria candidatura fino al 30 giugno 2015: informazioni e bando completo sono disponibili sul sito www.fondazionefotografia.org

Il vincitore oltre al premio di 15.000 Euro, vedrà le sue opere entrare a far parte della collezione di fotografia italiana contemporanea della Fondazione. In concomitanza con la cerimonia di premiazione, che si terrà a Modena sempre il 5 marzo 2016, Fondazione Fotografia Modena presenterà la mostra personale del vincitore e Sky Arte HD produrrà uno speciale che racconterà il premio nelle sue diverse fasi, dalle selezioni alla proclamazione in mostra del vincitore.

Pubblicato in Cultura Modena
Lunedì, 22 Dicembre 2014 10:33

Mirandola - Il Biomedicale in una foto

Indetta a Mirandola la seconda edizione di "Fotomed": una ghiotta occasione per fotografi e creativi per mettere in mostra le proprie qualità sul tema del biomedicale -

Modena, 22 dicembre 2014 - di Federico Bonati

È stato indetto un concorso fotografico, gratuito ed aperto a tutti, per promuovere la conoscenza del Distretto Biomedicale Mirandolese. Si tratta di "Fotomed", concorso promosso da Comune di Mirandola, Mobimed e Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola e con la partecipazione di Lean, Braun, Le Quattro Stagioni e Gruppo RPM Media.
Dopo il successo della prima edizione, che ha visto il trionfo assoluto di Massimo Secchi con la foto "N° 3 s.t." e la seguente vittoria dei primi premi di Paolo Rovatti con "Bic-art", Federico Cortiglia con "Dosatori at-tenti" e Marianna Pretto e la sua "Sotto i riflettori", la rassegna torna nella sua interezza, pronta a scovare nuovi talenti dietro l'obiettivo.
A "Fotomed" saranno premiate le migliori foto relative al comparto biomedicale, con tre sezioni di concorso: Persone ed ambienti, Disposable, ossia materiale usa e getta, e Macchine.

Ogni partecipante potrà presentare fino ad un massimo di tre fotografie, con altrettanti moduli, a colori o in bianco e nero, entro e non oltre il 15 gennaio 2015.
È molto importante che i partecipanti al concorso dichiarino di possedere la paternità ed i diritti di utilizzo delle immagini presentate e le eventuali necessarie liberatorie. A tale riguardo, difatti, ogni autore si renderà responsabile del contenuto delle immagini inviate e sarà garante dei diritti d'uso delle stesse.
Dove sarà possibile ammirare le fotografie di "Fotomed"?
Il materiale iscritto al concorso sarà selezionato da una commissione esaminatrice, e i migliori scatti verranno esposti presso il Foyer del Teatro di Mirandola, in Piazza della Costituente, dal 21 febbraio al 1 marzo 2015, con premiazione il 22 febbraio nella medesima location.
Per partecipare al concorso è possibile scaricare il regolamento dal sito www.distrettobiomedicale.it.

Coloro che decideranno di partecipare dovranno inviare le foto in formato JPG, accompagnate dal modulo d'iscrizione compilato e firmato, all'indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o, in alternativa, consegnare il tutto, su CD o chiavetta USB, all'Ufficio Cultura del Comune di Mirandola, in Via G. Giolitti, 22.

Una grande occasione, per tutti i fotografi, di mettere in mostra le proprie qualità e la propria arte, su un argomento di grande importanza nella città di Pico: il biomedicale.

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Pubblicato in Cronaca Modena

La località modenese doppiamente protagonista alla premiazione di Wiki Loves Monuments 2014 che assegna a Vignola due premi. Menzione speciale per Parma. Grazie a questi tre riconoscimenti ottenuti in finale, l'Emilia Romagna si distingue come la prima regione italiana in ambito nazionale -

Parma, 25 novembre 2014 -

Quarta posizione per l'Emilia Romagna alla finale nazionale, avvenuta a Pompei sabato 22 Novembre, del più grande photo contest internazionale al mondo promosso da Wikimedia dedicato ai patrimoni architettonici locali. Premiata, su 470 finaliste Italia preselezionate dalla giuria tra le oltre 20.000 immagini caricate on line da oltre 1000 uploaders, la foto raffigurante la Scala di Vignola di Palazzo Boncompagni (MO). Ancora Vignola protagonista, inoltre, con il Premio Euronics attribuito a un'immagine raffigurante la Rocca.

Un'ulteriore medaglia per l'Emilia Romagna, in assoluto la regione italiana che ha ottenuto il maggior numero di riconoscimenti per la ricchezza e l'attrattiva del suo patrimonio artistico in questa edizione del contest, con la Menzione Speciale Euronics che è andata al Parco Ducale di Parma. Nel complesso l'Emilia Romagna è stata rappresentata in finale da ben 57 soggetti artistici-architettonici sui 2208 scatti inerenti la regione complessivamente in concorso quest'anno grazie alla partecipazione di 160 fotografi emiliano-romagnoli.

Il contest internazionale digitale Wiki Loves Monuments www.wikilovesmonuments.it intende catalogare on line le meraviglie artistiche globali e contribuire alla valorizzazione dei patrimoni locali. Promosso da Wikimedia, associazione senza fini di lucro che opera nel
 settore della cultura e del sapere per la diffusione della
 conoscenza libera, per lo più nota per il suo progetto Wikipedia, si è svolto in Italia, e in contemporanea in quaranta Paesi nel mondo, dal 1° al 30 settembre.

In Emilia Romagna sono stati coinvolti 57 comuni, 2 province e una nutrita serie di enti ed istituzioni locali (in totale 85) nella condivisione di questo progetto culturale a valenza turistica. Un'interessante opportunità di promozione colta e condivisa per il terzo anno dall'Unione Prodotto Città d'Arte, Cultura e Affari e APT Servizi regionali che hanno individuato in Wiki Loves Monuments uno strumento funzionale al supporto della comunicazione della propria offerta e valorizzazione territoriale nel contesto competitivo globale dell'era 2.0. Wiki Loves Monuments è il più grande concorso fotografico del mondo", secondo il Guinness Book of Records www.guinnessworldrecords.com/records-6000/largest-photography-competition/.

Ecco gli scatti fotografici relativi al patrimonio dell'Emilia Romagna premiati sabato 22 novembre a Pompei.

4° classificata – Antonella Sacconi Scala del Vignola. Palazzo Boncompagni (Modena) https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Ombra.jpg

PREMIO SPECIALE EURONICS - Lara Zanarini Castello – Rocca di Vignola (Modena) https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Castello_-_Rocca_di_Vignola.jpg

Menzione speciale Euronics - Giacomo Moceri – Viale Parco Ducale (Parma) https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Viale_1.jpg

(Fonte: Ufficio Stampa Apt Servizi)

Sabato, 15 Novembre 2014 09:45

Il fotografo rock innamorato dell'Emilia

Intervista al fotografo correggese Jarno Iotti, emiliano purosangue, verace, amante di una terra rappresentata in tutto il suo splendore nelle sue foto - 

Reggio Emilia, 15 novembre 2014 - di Federico Bonati -

Emiliano purosangue, verace, amante di una terra rappresentata in tutto il suo splendore nelle sue foto. Che si tratti di cibo, paesaggi, persone, musicisti o dettagli della vita quotidiana, Jarno Iotti riesce ad imprimere l'energia del momento all'interno dei suoi scatti. Tutto questo è Jarno Iotti.

Jarno, tutto comincia con una foto scattata, a undici anni durante una gita sul Po, con la Olympus di tuo padre. È li che nasci come fotografo?
In realtà no, ma forse quello era un segnale del destino. Ho iniziato a scattare fotografie nel 1999 per lo staff per il quale lavoro oggi. Poi, col passare del tempo, sono migliorato, a forza di scattare e scattare e scattare. Da quel momento in poi ho sempre cercato di stare in movimento, scattando foto di qualunque genere in qualunque momento, cogliendo attimi ed immortalandoli. Perché, in fondo, è questo che mi fa stare bene.

Che tipo di studi hai fatto in seguito? E quali sono state le prime esperienze professionali?
Di per sé, io sono completamente autodidatta. Il momento più importante, per la mia formazione, è stato quando ho seguito un workshop tenuto da Chico De Luigi, che ha cambiato in modo radicale la visuale delle mie foto e del mio modo di fotografare.

Arriviamo al tuo sito www.jarnoiotti.com, nato nel 2011 . Sembra di notare, nelle tue foto, che l'essenza stessa di esse è il dettaglio, il particolare. Ce ne puoi parlare? Parto da quello che vedono i miei occhi e cerco di comporre l'inquadratura in base a ciò che vedo. Mi piace fotografare tutte quelle cose, anche le piccole cose, che mi piacciono veramente, cercando di cogliere tutte quelle sfumature che non siamo più abituati a notare a causa dei ritmi frenetici odierni.

Una carrellata di nomi che hai fotografato: Ben Harper, Marlene Kuntz, Allevi, Caparezza, Skin, Patty Pravo, Renga, AC/DC, Springsteen, Cristiano De Andrè, Litfiba, Verdena. Perché sembra che le tue foto rappresentino il genere musicale degli artisti da te immortalati?
Perché c'è in me una grande passione per la musica, forse sono più innamorato della musica che della fotografia. La musica è capace di donare emozioni fortissime, emozioni che cerco di ripagare attraverso i miei scatti. Questo permette di riuscire a leggere in una foto tutte le emozioni che quel tipo di musica esprime.

Rapporto foto-musica: che genere musicale è una foto di Jarno Iotti?
Decisamente rock. In fondo a me piace pensare che le mie foto siano "musicali", che posseggano insite in se un certo ritmo.

Da tanti anni sei anche il fotografo ufficiale di Ligabue: in tutti questi anni c'è una foto alla quale sei più legato rispetto alle altre? Ce ne sono diverse. Ma quella per la quale ho ricevuto i complimenti più graditi è quella nel cofanetto del "Nome e Cognome Tour" del 2006, con Luciano che fissa l'obiettivo dietro i suoi occhiali da sole, come se stesse guardando dritto negli occhi chi ha in mano il cofanetto.

Tu sei emiliano purosangue, figlio di una terra ricca di bellezze ed eccellenze. Dove ritrovano la bellezza di questa terra gli occhi, o in questo caso, l'obiettivo di un emiliano?
Ovunque. Alcuni giorni fa, di ritorno dagli Stati Uniti, ho preso la bici e sono andato a fare un giro sulle colline sopra Casina. Lì ho scattato una foto con le colline avvolte nella nebbia, che poi ho postato su Instagram. Quel luogo aveva una bellezza da togliere il fiato. Perché, in realtà, la bellezza di questa terra è ovunque: nei portici tipici dell'Emilia, nelle signore al mercato, nel cibo, negli anziani alla bocciofila. È in ogni dove. Sì, sono decisamente un fan dell'Emilia.

Molte tue foto rappresentano il quotidiano, la vita di paese, le gite domenicali. È quindi possibile trovare il bello nella vita di tutti i giorni, anche nella quotidianità e nella routine. Questione di individuare il dettaglio giusto o di sensibilità di chi guarda e vive il momento?
Entrambi. Si parte dalla sensibilità di chi si guarda intorno. Sta poi a questa sensibilità cogliere, o meno, la bellezza che c'è intorno a noi, che sia davanti a un monumento o nella via dietro casa. La bellezza è lì, bisogna saperla guardare e saperne cogliere i dettagli.

Sta prendendo sempre più piede la passione per la fotografia. Che consigli ti senti di dare a chi intraprende questa passione?
Ti rispondo con massima umiltà, perché più che dare un consiglio mi sento di fare un invito: scattate, scattate, scattate! A coloro che intraprendono questa passione dico questo. Li invito a portare sempre con sé una macchina fotografica, qualunque essa sia, e con essa scattare ogni giorno, per mesi. E poi saranno i loro occhi e la loro sensibilità a far loro comprendere se sono portati per intraprendere la strada della fotografia.

Ultima domanda: Jarno c'è una foto storica che vorresti aver scattato tu?
Io ammiro molto le foto di Anton Corbijn. Ha fotografato artisti del calibro di Depeche Mode, U2, Coldplay, Joy Division, REM, Nirvana, Red Hot Chili Peppers. Le sue foto sono espressione assoluta della musica degli artisti fotografati.

Mentre usciamo dagli uffici nei quali lavora Jarno, passeggiando sotto i portici di Correggio, lo vedo osservare la piazza davanti a noi. E sorridere. Come se la bellezza dell'Emilia avesse affascinato ancora una volta lui, fotografo rock'n roll.

Ecco dove potete seguire Jarno Iotti:
Sito web: www.jarnoiotti.com; Tumblr: jarnoiotti.tumblr.com; Instagram: jarnoiotti;

Foto 1 intera rid

 

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