Mercoledì, 08 Aprile 2026 07:41

Rezza-Mastrella al Teatro Ariosto con "Metadietro", nuovo lavoro sull'ammutinamento, la volontà e la scomparsa dell'eroe In evidenza

Scritto da Guglielmo Mauti

Emilia Flavia Mastrella e Antonio Rezza tornano oggi e domani alle ore 20, 30 al Teatro Ariosto di Reggio Emilia, con il loro ultimo lavoro: Metadietro — E vissero tutti relitti e portenti.

Di Guglielmo Mauti, 8 aprile 2026 - In scena, un ammiraglio vestito di blu è alle prese con il salvataggio della sua nave, ma deve fare i conti con l’equipaggio che lo accompagna, accecato da logiche di mercato e interessi individuali.

Ironico, caustico e irriverente, Metadietro è uno spettacolo che lavora per sottrazione e accumulo insieme: personaggi invisibili, un eco pentagono che provoca il vuoto, la crudeltà tecnologica che permea i corpi. Mastrella costruisce lo spazio — un habitat che non è scenografia ma estensione del pensiero — e Rezza lo abita con la consueta fisicità irriducibile a qualsiasi genere.

Quello che si consuma in scena è un espatrio: non la migrazione di un popolo, ma qualcosa di più intimo e più duro — l'allontanamento dalla propria volontà. La realtà, però, non è mai uniforme. Scombina i programmi e nutre la fantasia in modo imprevedibile. È la scomparsa dell'eroe.

Flavia Mastrella e Antonio Rezza lavorano insieme dal 1987. Lei scultrice, artista visiva e costruttrice di habitat scenici; lui performer, scrittore, voce e corpo senza genere assegnabile. Insieme hanno dato vita a oltre quindici opere teatrali e a una produzione cinematografica che spazia dai cortometraggi ai lungometraggi, a partire da Escoriandoli, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1996.

Il loro metodo sfugge a qualsiasi categoria: Mastrella plasma lo spazio — stoffe, strutture, architetture effimere che Rezza abita con una fisicità schizoide e travolgente, paragonata da alcuni critici all'anarchia di Carmelo Bene e Antonin Artaud. Quello che producono lo definiscono loro stessi "comunicazione involontaria".

Nel 2018 la coppia ha ricevuto il Leone d'Oro alla carriera per il Teatro dalla Biennale di Venezia — il riconoscimento più alto nel panorama teatrale internazionale.

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