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Lo scrittore pugliese Martino Sgobba porta a Modena la sua “Stanza dei racconti” In evidenza

Lo scrittore pugliese Martino Sgobba porta a Modena la sua “Stanza dei racconti”. Sabato 16 marzo, alle ore 17.30, presso la libreria Ubik di via dei Tintori 22 la presentazione dell’ultima fatica dello scrittore. L’evento a ingresso libero, è organizzato dall’Associazione “I Semi Neri”. Conduce la giornalista Manuela Fiorini. Abbiamo incontrato l’autore.

MODENA -

Luca, sul limitare della sua età più matura, sceglie di chiudersi in una stanza d'albergo a Belluno. Quella stessa città, fredda e tagliente, lo aveva accolto molto tempo prima, quando, insegnante alle prime armi, vi si era trasferito dal Sud. Nella solitudine della stanza 125, l'uomo intraprende una coraggiosa indagine retrospettiva sul proprio vissuto. Agli appuntamenti con la sua memoria si presentano tanti personaggi: i colleghi, gli incontri casuali, gli amici, gli amori, catturati in episodi quotidiani o straordinari, adesso lontani e perduti, ma narrati con una squillante vividezza capace di renderli presenza ancora attuale. 

È questa la trama del “La stanza dei racconti”, l’ultimo romanzo dello scrittore pugliese Martino Sgobba, che sabato 16 marzo, alla 17.30, sarà alla libreria Ubik di via dei Tintori 22, per presentare la sua ultima fatica letteraria. Abbiamo incontrato l’autore.

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La stanza dei racconti” è un romanzo che si legge a più livelli. Le esperienze di Luca, i suoi ricordi, potrebbero essere quelli di qualcuno di noi. Quanto c’è invece dell’autore in Luca, e quanto invece non c’è?

“Il libro è diviso in tre parti. La prima è la parte costruita sulla memoria e in questa l’autore è molto presente. Per dichiarazione esplicita, Luca è l’autore da giovane; è evidente pertanto che l’autore racconti se stesso. Ricordare però è un rivelare nel senso di svelare, ma anche nel senso etimologico di velare nuovamente. Inoltre, nella memoria ci si espone, ma è facile anche che si finga un’esistenza che non si è avuta”.

“La stanza dei racconti” è la numero 125 dell’hotel dove Luca si ritira per scrivere. Ma la stanza è anche un luogo della memoria. C’è un capitolo, tuttavia, in cui essa assume una personalità propria e sembra sentirsi sollevata dal fatto che il suo ospite se ne vada. I ricordi fanno male?

“I ricordi possono far male, donare gioia e riconciliazione; possono cogliere il passato ormai come indifferente. Nella stanza 125 si realizzano tutte le possibilità del ricordo. La stanza assume personalità propria perché è tipico della mia tecnica letteraria dare voce agli oggetti, ai luoghi: in tal modo i personaggi vengono narrati da una prospettiva che può situarli in una luce diversa e più chiara” 

Attraverso il “ricordare”, Luca accetta di invecchiare e si riappropria del proprio presente. Nella seconda parte, il protagonista va a coabitare con persone “fragili”. Accettare di invecchiare significa anche accettare la decadenza del corpo e della mente?

“Luca dichiara che, mediante il ricordo del passato, vuole diventare vecchio, cioè vuole finalmente prenderne distanza e in tal modo si ritrova in un presente non più zavorrato dalla memoria: può raccogliere le forze, accettarne i limiti, e iniziare una nuova vita. Vale per tutti: il tempo non può essere negato, ma può offrire nuove opportunità”.

La narrazione passa dalla terza alla prima persona nella prima parte, per poi passare alla prima persona nella seconda parte, e alla terza nell’ultima parte. Come mai questa scelta?

“Il libro ha anche una struttura metaletteraria. L’autore gioca con la scrittura e in questo gioco coinvolge anche il lettore. Il cambio di persona è il tentativo di gestire al meglio la problematica identificazione dell’autore con il personaggio”.  

La figura di Valeria, che potenzialmente potrebbe essere la figlia di Luca, ma non lo è, fa da contraltare al protagonista. Luca e Valeria sono due personaggi speculari, ma assai differenti, come mai questa scelta narrativa?

“Valeria è un personaggio che si è imposto nella scrittura del romanzo; ha conquistato sempre più rilevanza e infine si è impadronito della narrazione. Naturalmente, anche Valeria ha dovuto accettare la condizione fondamentale posta dall’autore: il nuovo presente può nascere solo dalle ferite del passato”. 

Nella terza parte: Luca ha fatto il suo percorso e ha accettato di invecchiare, ma questo per lui non vuol dire rassegnarsi, sentirsi inutile…il suo nuovo compito è prendersi cura di Valeria. Qual è il messaggio che hai voluto lasciare ai lettori?

“La scrittura del romanzo non ha mai voluto lanciare o proporre messaggi. In realtà, il finale sostanzialmente positivo è stato una sorpresa anche per me, perché ero partito immaginando un esito alquanto drammatico. Il lettore darà la sua interpretazione in piena libertà e coglierà significati eventualmente ignoti anche a me”.

L’evento a ingresso libero è organizzato dall’Associazione “I Semi Neri”. Conduce la giornalista Manuela Fiorini.

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L’AUTORE

Martino Sgobba, nato a Monopoli (Bari), classe 1957, ha insegnato Filosofia e Storia nei licei, ora è dirigente scolastico del Polo Liceale di Putignano (BA). Oltre alla Stanza dei Racconti ha al suo attivo un altro romanzo Un liceo da suicidio (Robin Edizioni, Roma 2013) e due raccolte di racconti: Le Parole Restano (Lucca, Giovane Holden Ed. 2010), Il mare è soltanto acqua (Lucca, Giovane Holden Edizioni 2011). Nel 2013 ha vinto Primo premio al concorso Letterario San Domenichino per narrativa edita e nel 2011 il Concorso Letterario Nazionale Premio Vigonza per racconti brevi inediti. 

SCHEDA DEL LIBRO

Martino Sgobba

La stanza dei racconti

Giovane Holden Edizioni

280 pag. 15 euro

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