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L'etologo Marchesini a Carpi per parlare dell' Identità del cane e del gatto

Venerdì 16 marzo, alle 18.30, presso la libreria La Fenice lo studioso presenta i suoi recenti volumi e ci invita a riflettere sulla personalità, sull'indole e intelligenza dei nostri amici a quattro zampe.

 

Condividono con noi la vita quotidiana, sono considerati veri e propri membri della famiglia e sono sempre di più le strutture, dagli hotel ai supermercati, e persino uffici e ospedali, consentono l'ingresso dei nostri amici a quattro zampe. Secondo il rapporto 2017 di Assalco – Zoomark, nelle famiglie italiane vivono 7 milioni di cani e 7,5 milioni di gatti. Animali che, spesso, e senza che noi ce ne accorgiamo, sono trattati come figli, amati e un po' viziati. Non si rischia allora, che ne vada della loro identità?

Se ne parla, venerdì 16 marzo, alle 18.30, presso la libreria La Fenice di via Mazzini 15, a Carpi con l'etologo e filosofo Roberto Marchesini, direttore di SIUA (Scuola di Interazione Uomo-Animale) con sede a Bologna. Marchesini presenterà i suoi recenti volumi l'Identità del gatto e l'Identità del cane, in una versione ampliata e rivista dopo dodici anni dalla prima edizione, entrambi editi da Apeiron, e dialogherà con l'etologa e scrittrice Linda Guerra.

Abbiamo incontrato l'autore.

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Cani e gatti, perché oggi bisogna parlare di queste due identità?
"Cane e gatto sono animali a noi prossimi, condividono con noi la casa ma non sempre ci sono effettivamente vicini. L'effettiva vicinanza è data dal capire i loro bisogni, i loro desideri, comprendere come percepiscono il mondo. La vicinanza a mio avviso nasce dal desiderio di costruire con loro relazioni che siano in linea con le loro attese e con le loro aspettative. La società urbana ha perduto completamente il senso della relazione con il cane e il gatto intesi come animali che possiedono una loro identità; questa identità il più delle volte viene negata e questi animali vengono trasformati in peluche o in surrogati affettivi, in quei figli che non siamo riusciti ad avere o in feticci che ostentano lo status sociale al pari dell'orologio o dell'automobile, insomma vengono trasformati in qualsiasi cosa ma non in animali".

Il nostro amore può "soffocare" l'identità dei nostri amici animali?
"Si parla di identità negate dove si parla di amore per dire qualcos'altro, poiché esiste un amore rivolto all'altro che si basa sulla conoscenza e sul rispetto, ed esiste invece un amore egoistico che serve a provare soddisfazione alle nostre mancanze: ami te stesso attraverso gli altri ed è quest'ultimi tipo di "amore" che spesso riversiamo su cani e gatti. Purtroppo questo svuotamento delle identità del cane e del gatto è fonte di questo secondo tipo di amore, un sentimento narcisistico che ha poco a che fare con il rispetto".

Chi sono allora cani e gatti?
"Intanto non sono due mondi contrapposti. Spesso si utilizza l'uno per misurare l'altro della serie: è più affettuoso il cane o il gatto? Noto che si tende a utilizzare sempre la comparazione nel ragionare su questi animali come se fossero una sorta di yin & yang. Comparazione che però non regge perché sono due animali diversi che hanno caratteristiche cognitive, sociali e comportamentali molto differenti tra di loro per cui l'uno non può essere unità di misura dell'altro".

Partiamo dal cane.
"Si tratta di un animale che instaura con l'uomo una relazione di tipo collaborativo: per lui il fulcro della relazione e il massimo della realizzazione è fare cose insieme al proprietario, uscire dall'ambiente domestico, esplorare con il suo partner umano il non conosciuto. Il cane si realizza fuori dalla dimensione domestica e se può partecipare operativamente a una relazione condivisa".

Il gatto, invece?
"La dimensione del gatto invece è domestica, conviviale e si realizza nello stare insieme quando si sono terminate le reciproche attività. Il gatto ci cerca quando non c'è niente da fare, né noi né lui siamo indaffarati e allora si può condividere: il silenzio, l'inattività, la regressione, il gioco svagato. Questo prendersi un aperitivo, una pausa dal mondo, e farlo in compagnia è una vetta sociale insuperabile, se solo sappiamo comprenderne il significato e non andiamo a rovinarla con stucchevoli e reiteranti profusioni-richieste affettive. Sarebbe come pretendere di fare l'aperitivo con la minestra di fagioli: il gatto si volta schifato, si allontana o ci maledice con una zampata che significa: «guastafeste... possibile che non sai goderti un momento di simpatia rilassata!». Ma attenzione, il gatto non è asociale ma un solista, ovvero che quando entra in attività opera da solo".

A questo punto, non ha più senso chiedersi, come molti fanno, chi sia l'animale più intelligente?
"Esatto, si tratta di due intelligenze molto differenti, il cane è un politico, maestro nel negoziare le situazioni, lavora sulla mediazione e sulla relazione per capire chi deve guidare il gruppo, come implementare la sua efficacia, la sua è un'intelligenza sociale. Quella del gatto è un'intelligenza solutiva, interpreta la casa dando significati differenti agli spazi, vede e risolve problemi come un grande enigmista, si tratta di un'intelligenza che ho definito appunto enigmistica, che prende possesso dell'elemento che lo circonda".

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INFO
Libreria La Fenice
Via Mazzini 15, Carpi, Mo
Tel 059/641900
Venerdì 16 marzo, ore 18.30
Ingresso libero

L'identità del gatto
Apeiron Editore
Pagg 272 - € 15

L'identità del cane
Apeiron Editore
Pagg 270 - € 15

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