Dalla piramide al cerchio

Dalla piramide al cerchio

Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016).
 
Bibliografia:
  1. Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) -
  2. La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) -
  3. Finestre di casa nostra (2013) -  
  4. Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016).

Telefono: +39 347 6005873

«Ho solo tolto il marmo in eccesso». La Pietà vaticana realizzata da Michelangelo nel 1497 e terminata due anni dopo nel 1499, è stata seguita nel 1501 dalla statua del re David, un’opera di rara bellezza collocata definitivamente al centro della piazza della Signoria, quale crocevia delle relazioni economiche e sociali della città di Firenze.


Di Guido Zaccarelli Mirandola, 29 settembre 2019 - Di giovane età, Michelangelo era molto ambizioso e amava le sfide, non scoraggiandosi innanzi agli ostacoli, come nel caso della scarsa qualità del marmo che era stato scelto per realizzare la statua del re David. Non per questo abbandonò l’incarico, sul quale aveva riposto il futuro della sua identità valoriale di artista straordinario, stupendo gli osservatori del tempo anche con risposte che rimasero alla storia: «ho solo tolto il marmo in eccesso», perché il marmo conteneva la forma della statua. “La materia è una sostanza viva tenuta in vita dal respiro della sua anima che si rivela in tutta la sua maestosità quando l’uomo s’appresta a scostare il velo trasparente che l’avvolge.


L’abilità dell’artista è immaginare la forma dell’anima oltre l’intreccio di fili bianchi che adorna la materia”. La materia prende forma per sottrazione, come l’arte del vasaio che riesce con la mani a dare forma ad un blocco di terra, togliendo tutto ciò che è in eccesso. Il cosmo ha dato origine alla scomposizione della materia dando forma alla vita delle persone. Lo stesso demiurgo platonico (il divino artigiano) che lo stesso Platone ha definito per plasmare la materia sul modello delle idee. L’artista è un divino artigiano, che contempla nella stessa figura l’arte manuale dell’artigiano, che modella la materia in base alle proprie conoscenze e competenze, ciò che ha in testa, e il guardare oltre nel mondo delle idee, dalle quali trarre la linfa per imprimere alla materia nuove forme di energia.


La materia non prende solo forma per sottrazione, al pari dell’uomo quando si toglie la maschera per illuminare se stesso con la luce dell’esistenza, dispiegata al momento per favorire la relazione di fiducia con gli altri. La materia prende forma anche aggiungendo, come la terra si è formata negli anni attraverso continue stratificazioni, che nei millenni hanno permesso di raggiungere la forma attuale, come la conoscenza che avanza ogni giorno, attraverso un processo di continuo apporto e consolidamento quotidiano, frutto dell’interazione sociale e dell’approccio sistemico verso la cultura e la scienza.


Nell’era del terzo millennio la stampa 3D consente di dare forma alla materia grazie al continuo contributo di materiale che si dispone orizzontale su livelli successivi, finemente disposti uno sopra l’altro, fino ad ottenere l’oggetto progettato. Una tecnologia evoluta che ha mosso i primi passi nel 1982 grazie al suo inventore, l’ingegnere e imprenditore americano Chuck Hull che ha inventato la stereolitografia, una tecnica che consente di realizzare prodotti tridimensionali, gli assi cartesiani x,y,z,, leggendo i dati digitali presenti in un sistema informatico tipicamente CAD/CAM, Computer-Aided Design/Computer-Aided Manufacturing, (progettazione assistita dall'elaboratore/produzione assistita da computer).

L’arte, finemente a se stessa, è l’espressione autentica del valore dell’uomo che si apre al mondo grazie all’apporto sinergico della scienza e della tecnologia che consentono di aggiungere in ogni circostanza contesti utili a migliorare gli stili di vita delle persone e ammirare il mondo nella sua grandiosità. Da una prospettiva puramente economica, tutto questo comporta un profondo capovolgimento di fronte rispetto alle consuetudini pregresse, e di come la produzione ha mosso i propri passi. Aggiungere in questo caso, soddisfa la possibilità di realizzare una varietà elevata di prodotti in breve tempo, di osservarli nella loro realizzazione finale, con notevoli risparmi economici per le aziende e per le persone che devono accedere all’acquisto e al consumo.

Togliere il marmo in eccesso, o aggiungere polvere per dare forma alla materia, sono azioni tra loro complementari impiegate dall’uomo, in alternativa l’una all’altra, per osservare la realtà da punti di vista differenti, entrambi coinvolti nel raggiungere l’essenza dell’anima, illuminata a festa dalla luce dello Spirito, l’unico luogo deputato ad accompagnare le persone verso il loro destino per sostenerne l’azione a stretto contatto con l’arte della vita.

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.

Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 
https://www.objectsmag.it/storia-completa-della-stampa-3d/ 
http://www.filosofico.net/demiurgo.html 

 

 Pietà Michelangelo.jpg

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Un drone, a volo di colomba, simbolo di purezza e di speranza, ha accompagnato sabato 21 settembre 2019, l’apertura del Duomo di Santa Maria Maggiore in Mirandola. Riprese fatte dall’alto del Duomo e della Città in festa, sono state proiettate sul maxischermo posizionato per l’occasione nella piazza antistante il tempio, per offrire ai cittadini la possibilità di condividere la bellezza dei luoghi e l’emozione per una giornata che rimarrà nella storia della comunità mirandolese, e di quanti hanno vissuto il dramma del sisma del 2012.

di Guido Zaccarelli Mirandola, 22 settembre 2019 - Il Duomo è tornato al suo antico splendore, grazie al lavoro sinergico delle istituzioni, delle persone che con saggezza, competenza e passione hanno dedicato tutte le loro energie per ottenere un risultato che illumina gli sguardi delle persone accorse all’evento. La grande attesa è terminata e tra i presenti si respirava il profumo della nostalgia, e di una grande emozione, dopo sette lunghi anni trascorsi nell’attesa del compimento da vivere con gioia, da quando il 22 e il 29 maggio l’Emilia è stata colpita dal terremoto che ha visto spazzare via aziende, scuole e i luoghi del culto, che ha tentato invano di affossare la cultura e di piegare la schiena degli uomini. La rinascita è fonte di vita, simbolo della ripartenza e della speranza che rende l’uomo mai domo innanzi alle avversità che si ergono innanzi all’improvviso e ai quali corre l’urgenza di dare una risposta ferma e risoluta. L’occasione giunge propizia, come il volo di una colomba, durante la visita del Santo Padre Papa Francesco in visita nei luoghi del sisma. In quel preciso istante il Vescovo Emerito S.E. Mons. Francesco Cavina ha espresso la volontà di ridare alla città di Mirandola il Duomo, posando la pietra sulla terra ferma che contraddistingue l’identità delle gente, che ha permesso, oggi, di vedere brillare gli occhi di tutta la comunità innanzi alla luce del Duomo illuminato a festa.

L’arcivescovo di Modena e Amministratore Apostolico della Diocesi di Carpi, S.E. Mons. Don Erio Castellucci ha inviato un messaggio ben augurante a tutta la comunità mirandolese, e anche a coloro che non potendo partecipare seguivano in collegamento televisione l’evento, ringraziando Mons. Francesco Cavina per il lavoro svolto e l’impegno per restituire alla città di Mirandola il suo Duomo. Non sono mancati i ringraziamenti ai sacerdoti, alle maestranze e alle istituzioni che hanno condiviso l’ambito progetto di ricostruzione: «è arrivata d'Alba della Resurrezione e la chiesa è restituita al popolo di Dio nel suo splendore».

La cerimonia è stata particolarmente toccante quando l’ing. Marco Soglia della Diocesi di Carpi ha consegnato le chiavi del tempio al Vescovo emerito, S.E. Mons. Francesco Cavina che ha posto successivamente nelle mani del parroco Don Flavio Segalina come simbolo del passaggio verso il nuovo che avanza. Un gesto simbolico che unisce il desiderio di vedere la grandezza dell’uomo espressa nell’arte del fare a stretto contatto con l’armonia, e il silenzio, della propria anima. Presenti le istituzioni che hanno espresso vivo apprezzamento per il lavoro svolto per raggiungere questo importante traguardo. Il sindaco di Mirandola, avv. Alberto Greco ha messo in evidenza il lavoro compiuto da tutte le persone coinvolte nel progetto di ricostruzione e ha donato un quadro fiammingo di una scuola modenese raffigurante la Spoliazione di Gesù. Il Presidente della Regione Emilia Romagna e commissario straordinario alla ricostruzione e terremoto Stefano Bonacini, ha ringraziato e ricordato che il terremoto dell’Emilia ha colpito l’economia, le scuole, le chiese ma non ha piegato l’azione dell’uomo, dando prova del valore della gente che hanno immediatamente capito che bisognava ripartire.

Lo scopo era di portare le persone a lavorare vivere e studiare a pregare esattamente nei luoghi dove lo facevano prima di fronte ad una tragedia, ed eccoci ora qui ad osservare la bellezza del Duomo di Mirandola. Per i mirandolesi l’attesa è terminata e a detta di molti non è stato invano: è stato speso per dare continuità alla comunità di Mirandola e alla cultura che è l’energia che spinge l’uomo ad avanzare nel suo cammino di vita quotidiano.

 

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)


Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

La tecnologia 4.0 punta sull’utilizzo crescente della intelligenza artificiale volta a simulare ogni aspetto dell’apprendimento dell’uomo, con lo scopo di elaborare in modo rapido i dati e predire stati situazionali nei quali la tecnologia è in grado di intervenire al pari dell’uomo.

Di Guido Zaccarelli Mirandola 15 settembre 2019 - Scienza o fantascienza, oggi la ricerca scientifica è impegnata nel dotare, ogni tipo di macchina, di programmi evoluti il cui comportamento sia prossimo all’agire dell’essere umano, cercando di prevedere gli eventi e confezionare soluzioni in grado di risolvere problemi.

Per raggiungere questo importante traguardo, le persone devono possedere un sapere evoluto in grado di modificare in modo dinamico i punti di osservazione con i quali guardano la realtà, per migliorare gli stili di vita e il benessere delle persone nel mondo del lavoro e in ogni ambito della società civile. Le mani sono nate per misurare, per preparare, per costruire e ogni risultato ottenuto è frutto delle abilità, dell’intelligenza dell’uomo e della padronanza riposta nel sapere fare bene il proprio mestiere. Grazie alle mani sono state realizzate opere d’arti straordinarie e il progresso tecnologico, scientifico e sociale, è nelle mani dell’uomo e nel suo sapere fare cogliendo nella etimologia della parola “arte” il senso profondo del fare ordinato della vita e della sua stessa esistenza che inizia dal cosmo: il cosmo è “fatto ad arte” in ogni suo aspetto, corpo, sostanza e potenza capace di esprimere l’insieme coordinato di ogni forma di energia che si dispone per raggiungere il bene comune.

L’uomo diventa un artista disponendo di strumenti che uniti all’ideazione, alla creatività e alla messa in opera, definiscono l’identità dell’uomo e della sua capacità di sapere essere. Il passaggio dal mondo analogico, l’arte del fare manuale al mondo digitale, l’arte di usare il computer, ha dato uno scossone importante alle arti manuali deponendo a favore di una manualità digitale che opera ad arte per sviluppare sistemi digitali intelligenti. Le mani passano da un “utilizzo manuale intelligente ad un utilizzo digitale intelligente” che necessitano di nuove abilità esposte alle influenze globali con le quali devono interagire alla pari per soddisfare i bisogni crescenti dell’intera umanità. Il sapere fare migra all’interno di una sapere digitale dove cammina insieme ai bit e condivide la strada verso l’intelligenza artificiale. Lascia dietro di sé la polvere della bottega e gli strumenti da banco dell’arte antica del fare manuale, per traslocare nella moderna bottega digitale in simbiosi con i computer, ai quali fornisce istruzioni per realizzare macchine che lavorano da sole e realizzano prodotti ad elevato contenuto tecnologico, con una maggiore rapidità e perfezione. In entrambi i casi la passione governa l’azione dell’uomo dove mette l’Anima per realizzare i propri sogni.

L’intelligenza artificiale necessita della presenza costante dell’uomo e non può prescindere dall’essere costantemente osservata perché è comunque espressione della razionalità limitata dell’uomo, definita tale dal pioniere dell’intelligenza artificiale Herbert Alexander Simon: «l’uomo decide in base a scelte economicamente più vantaggiose non disponendo nello stesso istante di tutte le condizioni per compiere la scelta in assoluto migliore».

L’intelligenza artificiale consente di elaborare più velocemente i dati e di accedere ad un patrimonio digitale molto vasto ma sempre in termini di razionalità limitata, e non assoluti. La ricerca scientifica avanza ma sono ancora lontani i tempi nei quali potrà raggiungere l’Assoluto. Occorre investire nel capitale umano, non solo da un punto di vista professionale, ma anche morale, per il significativo contributo che può portare allo sviluppo di una società che impiega una tecnologia eticamente sostenibile, fondata sui valori e sui principi che governano e presiedono l’educazione civica.

Papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’, ricorda che il rischio, se l’uomo prende il largo, è quello di una progressiva erosione del «capitale sociale ossia di quell’insieme di relazioni di fiducia, di affidabilità e di rispetto delle regole indispensabili ad ogni convivenza civile». Gary Baker, premio Nobel 1982, afferma che «il capitale umano riveste un ruolo centrale nello sviluppo del sistema economico di ogni paese». I governi devono porre massima attenzione allo sviluppo della intelligenza artificiale, che diventa il miglior modo per impostare un nuovo paradigma dell’etica, per dare un nuovo volto all’umanità. In questa direzione si è mossa la Comunità Europea che nel 2019 ha elaborato una serie di adempimenti ai quali si devono conformare le aziende che progettano sistemi di Intelligenza Artificiale affinché siano orientati al bene comune: la persona al centro del’ecosistema organizzativo.

Non basta quindi investire e disporre della migliore tecnologia, occorre saperla progettare e impiegare al meglio. E il modo migliore per farlo è investire sulle persone e sulle loro conoscenze, facendo in modo che queste risorse si dispieghino etiche in forma circolare, a vantaggio dell’organizzazione e della società futura.

Grazie al Dr. Alberto Nicolini per aver suggerito l’unione di “mani intelligenti”, utili per ideare e scrivere l’articolo.

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.

Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 

  

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)