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Parma, 18 giugno 2020. I Carabinieri Forestali della Stazione di Colorno hanno individuato e sequestrato un appezzamento di terra adibito a discarica abusiva in comune di Busseto.

L'assessore Elisa Guareschi fa chiarezza in Consiglio Comunale: "L'Amministrazione non ha competenze dirette; stiamo aspettando le linee guida chiare e univoche del Ministero, poi saremo a disposizione per collaborare con l'Istituto

Lunedì, 08 Giugno 2020 11:22

Olimpiadi Verdiane: sospese per Covid-19

Il Sindaco Giancarlo Contini: "Pronti a rivivere questa manifestazione che porta a Busseto il fior fiore della gioventù"

Pubblicato in Cronaca Emilia


"Ci eravamo salutati domenica scorsa, al telefono, io e il maestro Bosso. Aveva ancora nel cuore la gioia della serata nella quale Busseto gli conferì la Cittadinanza onoraria, il 23 di febbraio". "Città luminosa - mi disse - è dovunque il fascino del Maestro Verdi: devo ritornare al più presto, sto troppo bene in quelle campagne!".

L'Amministrazione Comunale di Busseto ha pubblicato il secondo avviso finalizzato all'erogazione dei buoni spesa destinati ai residenti del Comune in difficoltà a causa dell'emergenza Covid: il modulo è già scaricabile sul sito e potrà essere inviato fino al 18 maggio;dopo il primo avviso sui buoni spesa e i contributi di ASP per il sostegno per l'affitto e le bollette,

Busseto, 05 marzo 2020 | Il Sindaco Giancarlo Contini, sentite le Autorità Sanitarie Competenti, comunica che è confermata la presenza di un nuovo caso di Coronavirus nel territorio comunale: si tratta di un uomo di 47 anni, residente a Busseto. Il malato presenta i sintomi tipici di questa infezione virale e si trova attualmente ricoverato nel reparto di Lungodegenza dell’Ospedale Maggiore di Parma, dove è stato posto in isolamento come previsto dalle procedure nazionali e regionali per il contenimento infettivo.

L’Azienda Usl e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, in raccordo con le autorità sanitarie regionali, hanno attivato per questo nuovo caso positivo tutte le procedure previste di isolamento ospedaliero, durante il ricovero, e di isolamento domiciliare per i suoi famigliari. Questi ultimi sono stati sottoposti anche alle misure previ-ste dai protocolli regionali e nazionali di controllo di positività alla malattia e di sorveglianza costante da parte dei professionisti dell’Azienda Usl di Parma. Al momento non sono necessarie altre misure di prevenzione o controllo. “Al nostro concittadino auguriamo una pronta guarigione e un veloce e positivo decorso della malattia”, afferma l’Amministrazione Comunale.

“Ricordiamo a tutti - aggiunge il sindaco di Busseto Giancarlo Contini - di seguire le indicazioni del Ministero: non recatevi al Pronto Soccorso o negli ambulatori dei medici di famiglia, ma contattate il 118 in caso di sintomi”. Il sindaco ricorda che l’Ausl di Parma ha attivato il numero 0521.396436 per avere informazioni sul virus e sulle precauzione ed è attivo anche il numero verde regionale 800462340. Per chi rientra dalle zone rosse avvisare il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl al 339 6862220.

“Come Amministrazione Comunale - sottolinea l’assessore alla Sanità Elisa Guareschi - unitamente alla Protezione Civile, all’Asl, alla Pubblica Assistenza e al Settore Servizi alla Persona siamo pronti ad intervenire qualora ci fossero casi di emergenza. Per ora non risulta necessario adottare ulteriori provvedi-menti. Importante anche selezionare le notizie e fare attenzione alle Fake News: attenevi sempre a fonti ufficiali, provenienti da Autorità sanitarie o Istituzioni. Ricordiamo - conclude - ai cittadini che è importante collaborare con le Autorità attenendosi alle indicazioni dei Servizi Sanitari e delle Amministrazioni pubbliche. A chi, in questi giorni, ha appuntamenti medici prenotati alla Casa della Salute chiediamo di rispettare gli orari e di non sostare nelle sale d’attesa per ridurre - come da disposizioni del Decreto del Consiglio dei Ministri - assembra-menti di persone. Un ringraziamento sentito a tutto il personale sanitario e me-dico e ai volontari della Pubblica Assistenza in questi giorni di lavoro intenso. In caso di nuovi aggiornamenti provvederemo a darne tempestiva comunicazione”.

Pubblicato in Comunicati Sanità Parma

Parma 2 marzo 2020 - Diverse le iniziative giudiziarie  coordinate dalla Procura di Parma e portate ad esecuzione, in relazione a procedimenti penali differenti, con la collaborazione di diversi organi di Polizia Giudiziaria: Nucleo Operativo e Radiomobile di Parma; Carabinieri di Busseto e Nucleo Operativo e Radiomobile di Fidenza; Carabinieri Delle Stazioni di San Pancrazio e di Parma Centro.

Vicenda n° 1 – Truffe agli anziani in Busseto
I Carabinieri della Stazione di Busseto, coadiuvati dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Fidenza, hanno dato esecuzione a due misure cautelari emesse dal GIP del Tribunale di Parma a carico di due cittadini italiani, provenienti dalla regione Campania, D.K. di anni 31 e L.D. di anni 27, ritenuti responsabili del reato di truffa pluriaggravata in concorso.
I fatti risalgono alla fine del mese di novembre 2019 quando un’anziana donna residente a Busseto era stata contattata telefonicamente da un sedicente “maresciallo dei carabinieri di Busseto” il quale la informava che la figlia aveva causato un grave incidente stradale e nella circostanza aveva investito una persona che doveva essere sottoposta da un delicato intervento chirurgico. Il falso carabiniere invitava l’anziana donna a consegnare 7000 euro ad un avvocato che l’avrebbe raggiunta presso la propria abitazione. La donna, in effetti, pochi minuti dopo era stata raggiunta da un sedicente avvocato che asseriva di essere incaricato dall’assicurazione per riscuotere la somma necessaria per l’intervento chirurgico.
L’anziana donna, destabilizzata dalla rapida azione truffaldina dei malviventi, non avendo la disponibilità di denaro in casa e convinta dal falso avvocato, consegnava a quest’ultimo tutti i gioielli che aveva presso la propria abitazione.
Le complesse indagini svolte dai carabinieri, con il prezioso supporto della Polizia Locale di Busseto, già dopo poche ore permettevano di individuare, tramite il sistema di telecamere di sorveglianza, il mezzo usato dagli autori della truffa ed inoltre di identificare gli autori e recuperare parte dei gioielli truffati. La successiva analisi dei tabulati telefonici del telefono dell’abitazione, permetteva altresì di ottenere ulteriori indizi a carico degli indagati e delineare un grave quadro indiziario che consentiva alla Procura della Repubblica di Parma di chiedere al G.I.P. presso il Tribunale di Parma una misura cautelare personale.
Il G.I.P., nella circostanza, emetteva ordinanza di obbligo di dimora nel comune di Napoli nei confronti dei due truffatori.
Nei giorni scorsi la misura è stata eseguita nel comune di Napoli dai Carabinieri di Busseto, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile di Fidenza e di quelli della Stazione Carabinieri Napoli Stella.
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Le indagini -condotte secondo una metodica moderna e dinamica- hanno consentito di dare una risposta ad un fenomeno odioso ormai diffusosi su buona parte del territorio nazionale, e che ha come bersaglio persone anziane, come tali facilmente suggestionabili.

Vicenda n° 2 – Violenza intrafamiliare in Parma
I Carabinieri della Stazione di Parma Centro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal Gip di Parma in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere nei confronti di:
• U. A., nato in Nigeria, classe 1992, residente a Parma.
Al predetto viene contestato il reato di maltrattamenti ai danni della ex compagna, anch’essa nigeriana, classe 95.
Il procedimento trae origine a seguito di querela orale sporta, presso la Stazione Carabinieri di Parma Centro, nei primi di febbraio per maltrattamenti in famiglia da parte della vittima, che ha chiesto di essere collocata in una struttura protetta gestita da un centro antiviolenza.
In sede di querela la donna ha dichiarato di essere arrivata in Italia da pochissimi anni e di aver conosciuto poco più di un anno fa l’attuale indagato, dalla relazione col quale è nato un bambino.
A seguito della nascita del figlio il comportamento del compagno sarebbe degenerato drammaticamente, tanto che in qualsiasi circostanza quotidiana una lite per futili motivi si sarebbe trasformata in un’aggressione violenta nei confronti della donna.
Al rientro dall’ospedale, subito dopo la nascita del figlio, la vittima sarebbe stata minacciata di morte e di continuo aggredita brutalmente dapprima con schiaffi al volto, poi con pugni sul corpo e colpi di bastone o di mazza di scopa, infine con graffi sul braccio che le avrebbero provocato ferite con perdite di sangue.
Dal mese di gennaio ad oggi in ben quattro occasioni la vittima sarebbe stata picchiata.
In un’occasione la furia dell’indagato si sarebbe rivolta anche verso il figlio neonato, che il predetto avrebbe tentato di colpire con un cuscino, non riuscendovi solo grazie all’intervento della donna.
A comprova del racconto della vittima, è stato acquisito anche un referto ospedaliero, nel quale sono state descritte escoriazioni in varie parti del corpo riferibili all’ultimo episodio in ordine di tempo, a seguito del quale la vittima si è determinata a denunciare l’indagato ed a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma, hanno consentito in tempi brevi l’applicazione della misura cautelare nei confronti del soggetto, essendosi ritenuto che il mero allontanamento temporanea della persona offesa dall’abitazione per essere ricoverata in una struttura protetta, non fosse idoneo ad escludere nè attenuare il pericolo di reiterazione criminosa, tenuto conto dell’indole violenta manifestata dall’indagato.
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La vicenda è sintomatica della grossa attenzione che l’Autorità Giudiziaria di Parma presta al delicato, e purtroppo sempre più ricorrente, fenomeno delle violenze all’interno della famiglia, di cui la recente normativa sul c.d. codice rosso ha evidenziato la gravità.
Va rimarcata la rapidità sia delle attività investigative effettuate dalla Polizia Giudiziaria sia della conseguente valutazione giudiziaria (da parte dell’Ufficio di Procura, prima, e dell’Ufficio GIP, poi) che ha consentito in brevissimo tempo di pervenire alla esecuzione del provvedimento cautelare.


Vicenda n° 3 – Violenza intrafamiliare in San Pancrazio Parmense
I Carabinieri della Stazione di San Pancrazio Parmense hanno tratto in arresto in flagranza del reato di atti persecutori un cittadino calabrese residente in provincia di Verona.
Il soggetto, già denunciato lo scorso 9 novembre per il medesimo reato, si sarebbe reso responsabile dal mese di giugno 2018 di comportamenti tali da ingenerare un perdurante stato di ansia e paura nei confronti della figlia residente a Parma.
Giunti sul posto, i militari hanno trovato il soggetto nei pressi dell’abitazione della vittima e lo hanno tratto in arresto ma, in considerazione della sua età avanzata, lo hanno sottoposto al regime degli arresti domiciliari.
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In questo caso si è trattato di un arresto in flagranza di reato, a testimonianza della vigile attenzione che le forze di polizia riservano al fenomeno dei reati intrafamiliari.

Vicenda n° 4 – Spaccio di droga in Parma ad opera di nigeriani
I Carabinieri del Norm hanno dato esecuzione ad alcune ordinanze emesse dal Gip di Parma di in applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti di:
N. S., nato in Nigeria cl. 1990, domiciliato a Parma:
O. B., nato in Nigeria cl. 1990, domiciliato in Parma;
I. E., nato in Nigeria cl. 1988, in Italia senza fissa dimora;
in relazione al reato di spaccio di sostanze stupefacenti.
I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile sono riusciti a trarre in arresto i tre soggetti su menzionati, ritenuti responsabili di circa 800 cessioni di sostanza stupefacente (cocaina) per un valore approssimativo stimato intorno ai 33.000 €.
I tre soggetti, operanti singolarmente sul territorio di Parma, sono attivi sin dal 2015.
In particolare in data 17 luglio 2019, nell’ambito di un’attività finalizzata alla repressione del fenomeno dello spaccio di sostanza stupefacente, i militari procedevano ad un servizio di osservazione nei confronti di un’autovettura segnalata come veicolo in uso a soggetti di origine nigeriana dediti alla cessione di cocaina. Alla guida del citato veicolo era stato controllato in tre diverse circostanze uno dei tre nigeriani che il precedente 5 luglio 2019 era stato tratto in arresto in fragranza di reato per violenza a pubblico ufficiale e condannato alla pena di mesi tre di reclusione.

I militari, dopo aver pedinato il veicolo, a bordo del quale si trovavano due cittadini extracomunitari, assistevano ad una vendita. Decidevano pertanto di procedere al controllo sia del soggetto acquirente (che dava esito positivo in quanto venivano rinvenuti quattro involucri contenenti sostanze stupefacenti del tipo cocaina) sia del veicolo sospetto.
I due cittadini nigeriani venivano sottoposti a perquisizione personale che consentiva di rinvenire nella disponibilità di uno dei due la somma contante di euro 1460 € sottoposta a sequestro perché ritenuta provento dell’attività di spaccio. Non veniva rinvenuto all’interno della vettura alcuna sostanza stupefacente; tuttavia i soggetti venivano trovati in possesso di ben sei telefoni cellulari.
Dagli accertamenti compiuti dalla PG a seguito di detto intervento, sono stati identificati diversi acquirenti abituali di età compresa tra 19 e 55 anni.

Le dichiarazioni rese dagli acquirenti (che non si conoscono tra loro) sono apparse credibili, in primo luogo in quanto tutte connotate da precisione, in secondo luogo perchè riscontrantesi reciprocamente, attraverso la descrizione del modus operandi dei pusher e dei luoghi di consegna (Centro Torri e vie limitrofe).

Se è vero che nella maggior parte delle occasioni ogni singola cessione compiuta dagli indagati ha avuto ad oggetto delle piccole quantità, il modus operandi appare tale da dimostrare che gli indagati avessero a disposizione quantità ben superiori, come peraltro dimostrato dalla ricostruzione effettuata in base alle testimonianze degli acquirenti escussi.
Da evidenziare la notevole ripetitività delle cessioni di stupefacenti, il numero consistente di clienti e la serialità della vendita della droga (con la possibilità di procacciarsi le dosi di sostanze psicotrope richieste dai loro clienti e di evadere immediatamente i loro ordinativi che ricevevano ormai con cadenze regolari), emersa non solo dalle dichiarazioni degli acquirenti, ma anche dalle attività di osservazione e controllo sul territorio compiuta dai Carabinieri, circostanze tutte che hanno portato il P.M. ed il Gip, rispettivamente, a chiedere e ad emettere le misure cautelari.

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Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma, hanno consentito di far emergere l’ennesima attività di spaccio condotta in maniera seriale, capillare e professionale, certamente lucrativa, al cui contrasto la Procura stessa, e le forze di Polizia di volta in volta delegate, dedicano una parte cospicua del quotidiano impegno.

 

Pubblicato in Cronaca Parma
Giovedì, 27 Febbraio 2020 09:24

Insediato il nuovo Questore di Reggio Emilia


Lo scorso martedi, 25 febbraio 2020,  il dr.Giuseppe Ferrari ha assunto la carica di Questore di Reggio Emilia.

Coniugato, originario di Busseto (PR), ha frequentato il 1° Corso quadriennale presso l’Istituto Superiore di Polizia in Roma, dal dicembre 1984 al gennaio 1989, conclusosi con la nomina a Vice Commissario della Polizia di Stato.
Si è laureato in giurisprudenza con lode presso l’Università di Parma.
Ha prestato servizio, fino al novembre 1994, presso la Scuola Allievi Agenti di Piacenza, ricoprendo gli incarichi di Dirigente dell’Ufficio del Personale e di Dirigente dell’Ufficio Corsi, oltre che di docente di materie giuridiche.
E’ stato trasferito nel dicembre 1994 alla Questura di Milano, ove ha svolto le funzioni di Vice Dirigente della Divisione Anticrimine fino all’aprile 1996.
Successivamente è stato assegnato alla Direzione Centrale della Polizia Criminale, Servizio Centrale di Protezione, assumendo la direzione del Nucleo Operativo di Protezione Lombardia di Milano, dal maggio 1996 all’agosto 1998.
Dal settembre 1998 ha prestato servizio presso la Questura di Parma, ricoprendo prima l’incarico di Dirigente dell’Ufficio Immigrazione, e quindi, fino ad aprile 2005, quello di Dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.
E’ poi stato assegnato alla Questura di Brescia, ove ha diretto l’Ufficio di Gabinetto fino al giugno 2009.
Nel luglio 2009, poco dopo il terremoto che ha colpito la città di L’Aquila è stato trasferito nel capoluogo abruzzese, per assumere le funzioni di Vice Questore Vicario, coordinando i servizi svolti dalle Forze di Polizia durante le operazioni di soccorso alla popolazione e di supporto alla ricostruzione nei Comuni della provincia interessati dal sisma.
Dal luglio 2012 al settembre 2015 ha ricoperto l’incarico di Vice Questore Vicario di Torino ed ha coordinato i più importanti servizi di ordine pubblico attuati in occasione delle numerose manifestazioni svoltesi in quel periodo, nel capoluogo piemontese e nella sua provincia.
Fino a giugno 2016 ha frequentato, alla Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, il 31° Corso di Alta Formazione, conseguendo presso l’Università “La Sapienza” di Roma, il master di II° livello: “Sicurezza, Coordinamento interforze e Cooperazione internazionale”.
Successivamente è stato assegnato all’Ufficio Centrale Ispettivo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ove ha assunto le funzioni di Ispettore Generale.
Ha ricoperto l'incarico di Questore di Massa Carrara e dal 24 febbraio 2020 è il Questore di Reggio Emilia.
Durante la sua carriera ha ricevuto tra l’altro: la medaglia di benemerenza connessa ai servizi prestati in occasione dell’alluvione in varie regioni dell’Italia settentrionale, nel settembre - ottobre 2000 e la medaglia di benemerenza per le operazioni di soccorso svolte in Abruzzo, a seguito del terremoto del 2009.

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Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

La Procura di Bologna nell’ambito di una indagine diretta dal Procuratore Capo, Dr. Giuseppe AMATO e dal Sostituto Procuratore, D.ssa Antonella SCANDELLARI, ha emesso, in data 10.02.2020, un provvedimento di fermo di indiziato di delitto a carico di un cittadino tunisino per il reato di addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale, art. 270 quinquies del codice penale.

Il provvedimento, frutto dell’attività di indagine svolta dalla Sezione Antiterrorismo della DIGOS di Bologna e di Parma e dal Compartimento Polizia Postale di Bologna - con il coordinamento della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione - Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno - e del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni, trova fondamento nei gravi elementi indiziari a carico dell’indagato in ordine al reato di auto addestramento ad attività con finalità di terrorismo, nonché dalla sussistenza del fondato pericolo di fuga in seguito a reiterati viaggi compiuti dal soggetto in Tunisia senza che siano emerse notizie riguardo ai suoi spostamenti.

Lo scorso 11 febbraio, personale delle DIGOS di Bologna e Parma e del Compartimento Polizia Postale di Bologna hanno provveduto ad eseguite il fermo del tunisino, che era costantemente monitorato da personale della Digos, notificandogli il provvedimento, eseguendo una perquisizione domiciliare ed associandolo presso il carcere di alta sicurezza di Parma, a disposizione dell’A.G. di Bologna.

L’indagine trova origine nell’attività di contrasto al cyberterrorismo, svolta nelle prime fasi dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Perugia, in collaborazione con le DIGOS territoriali, che permetteva mediante account di “copertura”, di individuare un profilo WhatsApp inserito in un gruppo denominato “gli estranei”.

Il gruppo, il cui logo mostrava un’immagine rappresentativa dello Stato islamico, aveva come scopo anche lo scambio di messaggi propagandistici. L’utilizzatore del profilo individuato veniva localizzato anche in altri due gruppi WhatsApp: “i canti dello stato islamico” e “l’esercito del califfato”.

Il target, attivo nei gruppi, veniva costantemente monitorato; si poteva così constatare che l’utente, nel tempo, provvedeva a modificare l’immagine del proprio profilo, esibendo una fotografia raffigurante tre fucili mitragliatori automatici (AK47).

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Il personale della Polizia Postale, grazie ad una puntuale attività di Osint (Open Source Intelligence) verificava che l’account osservato apparteneva ad un’utenza mobile italiana, utilizzata da un giovane (24 anni) operaio edile, di origini tunisine, regolarmente soggiornante nel territorio nazionale ma di fatto localizzato nella provincia di Parma.

Le indagini, conseguentemente affidate alla Procura di Bologna in ragione della competenza territoriale venivano delegate al Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bologna e congiuntamente alle DIGOS di Bologna e Parma.

In tale ambito il Compartimento Polizia Postale acquisiva ulteriori elementi valutativi sulla personalità dell’uomo, consentendo di individuare altri due profili Facebook a lui ricollegabili, dai quali si rilevava una sua spiccata inclinazione alla cultura dello Stato islamico e alla lotta armata, non risparmiando apprezzamenti (like) e iscrizioni a pagine ad esse dedicate.

Nel tempo, l’acuirsi della pericolosità delle condotte del soggetto, rilevata dal costante monitoraggio dei profili social in uso, consentiva alla Procura della Repubblica di Bologna di emettere un decreto di perquisizione personale, locale e informatica nei suoi confronti, attività eseguita nel giugno 2019 da personale della Polizia Postale di Bologna in collaborazione con le DIGOS territoriali.

Durante le operazioni di perquisizione veniva sequestrato un cellulare e diversi documenti rilevatisi di notevole valore investigativo.

L’analisi eseguita dal personale della DIGOS e della Polizia Postale di Bologna ha riguardato i dati dello smartphone che hanno rilevato la presenza di migliaia di immagini con foto che ne ritraevano alcuni dei membri più importanti, scene di guerra nei territori medio orientali ed esecuzioni capitali e 40 video esplicativi delle varie tecniche operative utilizzate da gruppi jihadisti nonché istruzioni o meglio “lezioni” per giungere al confezionamento di ordigni artigianali mediante l’uso di materiale di facile e quotidiana reperibilità. Presenti anche schede con “consigli” dove si trovavano illustrate, attività operative per realizzare bombe tipo molotov e tipo ANFO, su tecniche di combattimento, e raccomandazioni per eludere inseguitori, evitare la cattura e, tra l’altro, tecniche utili per liberarsi da un ammanettamento, nonché metodi per occultare un cadavere, ma anche tecniche di disarmo e difesa da minacce armate.

I documenti rinvenuti (anche cartacei) mostravano importanti elementi relativi al crescente processo di radicalizzazione del tunisino essendo stati rilevati evidenti segni di adesione ed esaltazione della jihad e/o del martirio di soggetti mussulmani in omaggio ad Allah (emergente anche in taluni video rilevati nella memoria del cellulare).

A tale quadro indiziario si sono aggiunti altri importanti elementi emersi a seguito delle analisi svolti dalla DIGOS dei dati contatti telefonici che mostrano l’inserimento dell’indagato in una cerchia relazionale internazionale di soggetti appartenenti ad ambienti jihadisti. Si tratta di contatti rilevati nelle piattaforme di comunicazione telematica quale Telegram e WhatsApp che risultano difficilmente intercettabili e contatti telefonici con utenze straniere riferibili a nazioni estere Tunisia, Algeria, Filippine, Yemen, Gran Bretagna, Stati Uniti ed altre ancora che hanno mostrano sequenzialità e coincidenze significative in relazione ai dati dei file scaricati e memorizzati nel cellulare.

Alla luce di detti elementi il GIP del Tribunale di Parma in data 13.02.2020, ha convalidato il Fermo della Procura di Bologna ed applicato nei confronti dell’indagato la custodia cautelare in carcere sostenendo che “… Sussistono, pertanto, gravi indizi di colpevolezza a carico del fermato in ordine al delitto di cui all’art. 270 quinquies c.p.”, che “.. abbia realizzato comportamenti univocamente finalizzati alla commissione delle condotte di terrorismo di cui all’art. 270 sexies c.p.” e che “…deve essere valutata quale concreta, specifica ed inequivocabile condotta dell’indagato tesa ad auto-addestrarsi per realizzare un programma terroristico proposto dalle molteplici strutture jihadiste affiliate all’ISIS…”.

Sono in corso ulteriori indagini anche in relazione allo sviluppo del materiale sequestrato e dei contatti riferibili a contesti nazionali ed internazionali.

(in allegato la presentazione in formato pdf)

 

Pubblicato in Cronaca Parma

Partita l’iniziativa del neo-sindaco Massimo Spigaroli “Una fetta di culatello per un sacco di plastica”. Una maratona di 9 weekend  che punta a ripulire il Bosco Fluviale e la golena del Po. 1 milione e  200 mila mq di biodiversità ripuliti grazie a una settantina di volontari e riqualificati per abitanti e turisti. 

Parma -

Plastiche, vetro, materiali ferrosi, sanitari, medicinali, mobilio, una motocicletta e addirittura sacchi di immondizia arrivati direttamente da Torino. Rifiuti, differenziati sotto l’occhio esperto di Massimo Ferrari responsabile Smaltimenti di Iren Ambiente ma prima ancora raccolti da una cinquantina di volontari nel letto del Grande Fiume, la golena.

E’ questa la fotografia del debutto del progetto di Massimo Spigaroli  neo-sindaco di Polesine-Zibello “Puliamo il Po e puliremo il mondo” e dell’iniziativa “Una fetta di culatello per un sacco di plastica” che ha preso il via nel week-end di sabato 8 e domenica 9 febbraio. Prima tappa Ongina, estremo confine della provincia. Un bosco fluviale vasto che in alcun tratti cede il passo a campi di grano. Il tutto ripulito da circa settanta volontari provenienti da Zibello-Polesine e Busseto. In due giorni hanno rastrellato palmo  a palmo un’area di 10 ettari pari a 1 milione e 200 mila mq che ora è rifiuti-free per tutti.

Con loro, al debutto di sabato, il sindaco Massimo Spigaroli, ideatore del progetto, il vicesindaco Laura Flora, gli assessori Elia Vighi e Brunella Mainardi nonché i consiglieri Federica Ariozzi, Pio Zantedeschi e Gianluca Copelli. 

E poi gli altri, squadre di giovani e meno giovani, donne e uomini coordinati da Massimo Gibertoni e Stefano Barborini (Circolo Aironi del Po di Legambiente) che riforniti di guanti, pinze e stivali hanno continuato per due giorni a ripulire il letto del Grande Fiume. In cambio, come noto un ticket per una fetta di culatello da rivendicare nei numerosi esercizi di Zibello. Più sacchi, più ticket, più culatello.

Polesine-Zibello è un comune virtuoso in termini di raccolta differenziata, per questo - afferma il sindaco Massimo Spigaroli - non è stato difficile far leva sul senso civico degli abitanti di queste terre. Ora la sfida è rendere l’ operazione virale perché Pulire il Po diventi un mantra collettivo per tutti i paesi rivieraschi”.

L’esordio del primo week end è stato ottimo considerato il numero di sacchi raccolti, che ora attendono solo di essere pesati.

Il progetto ha il sostegno di Autorità distrettuale del Fiume Po, Regione Emilia Romagna, Università di Parma, Legambiente, Confagricoltura Parma, Coldiretti Confederazione Italiana Agricoltori, e associazioni venatorie, EmiliAmbiente, Consorzio tutela del Culatello di Zimbello, Iren, Fidenza Village, Parma io di sto!,Destnazione Turistica Emilia, Chef to Chef Emiliaromagna cuochi,Ipam, Stm, Caseificio Galli, Po Grande e l’Istituto comprensivo di Busseto e Polesine Zibello.

 

Le prossime tappe

La settimana prossima, sabato 15  e domenica 16 febbraio, toccherà alla zona compresa tra Santa Franca e Vidalenzio, direzione Polesine. I temi delle due giornate saranno rispettivamente “Il Budrio, uno scrigno di biodiversità” e “Il pesce-gatto, i suoi luoghi e la sua storia”.  Sabato 15 febbraio la raccolta va dalle ore 14 alle 17.30. Domenica 16 febbraio, invece, dalle ore 10 alle 13 e delle 14 alle 17.30.

Per motivi organizzativi è necessario prenotarsi al numero 348.7497980 ( anche con un semplice messaggio) o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Pubblicato in Cronaca Parma
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