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Un’occasione unica. Anzi tre occasioni distinte per un unico grande evento. Una notte all’insegna della musica gospel con chi ha questi suoni nel sangue: l’ “Every Praise & Virginia Union Gospel Choir”. Tre date, si diceva, a partire da lunedì 16 dicembre al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano, per proseguire giovedì 19 dicembre nel nostro territorio, al teatro Nuovo di Ferrara, e chiudere a Legnano sabato 21 dicembre. Trenta artisti direttamente dagli Stati Uniti d’America e con loro anche J. David Bratton, gigante della musica Gospel, produttore, autore e insegnante. Insomma, un vero numero uno in questo mondo. All’Interno dell’Every Praise & Virginia Union Gospel Choir ci sono i migliori cantanti e musicisti del gospel americano provenienti dagli stati della Virginia e di New York. Stiamo parlando di 27 cantanti e una band di talentuosi musicisti che vedrà in scena Quennel Gaskins (alla tastiera), Derrick Wright (alla batteria) e Zion Charity (al basso). 

CHI è J. DAVID BRATTON - Un talento cristallino, sia come compositore che come interprete e solista. È partita da questa base la sua scalata al mondo della musica che gli ha dato l’opportunità di collaborare con diversi artisti di rilievo del panorama gospel internazionale come Edwin Hawkins (autore di Oh Happy Day), Richard Smallwood, Timothy Wright, Hezekiah Walker, Roberta Flack e Pattie LaBelle, oltre ad artisti del calibro di Anastasia, Dee Bridgewater. Virtuoso del pianoforte e dotato di una “vena compositiva” giovane e fresca, ha realizzato più di 20 lavori discografici sia come solista che come ospite in progetti altrui. Nel 2008 il suo brano Selah ha ricevuto una nomination ai “Dove Gospel Awards” come migliore canzone gospel.

I SUCCESSO CON IL CORO – Ma non è tutto: nel 2014 con Every Praise ha raggiunto la vetta delle classifiche USA nel circuito Gospel/Spiritual e ha vinto i Dove Awards come “miglior canzone gospel dell’anno”. Sotto la sua guida, Every Praise & Virginia Union Gospel Choir desiderano veicolare la tradizione con uno show più giovane e moderno, dove la presenza scenica, l'eleganza e lo stile sono importanti tanto quanto i temi cantati e la vocalità. Il tutto mantenendo profonde radici nel gospel tradizionale. Ecco allora che voci magnifiche hanno imparato a fondersi e a sostenersi, raggiungendo una forza di impatto rarissima e un equilibrio musicale di grande spessore artistico. E per concludere, ma non meno importante, il coro si è arricchito della direzione di Sir Perry Evans, noto sulla scena nazionale e internazionale, per la pluriennale esperienza nell’insegnamento del canto. Da sempre attendo alla diffusione e alla valorizzazione della tradizione gospel all'estero, Sir Evans attualmente è docente di canto alla Virginia State University.

IL CORO - In tour con il coro, solisti di grande talento: Anisa Fowler, Elbonee La’Trece, LaTonya Archie , Ivy Mitchell oltre a Lauren Denise Byrd nata e cresciuta ad Oakland (California). Denise ha iniziato a cantare all'età di 3 anni registrando il suo primo progetto di gruppo nel 2007 con le sue sorelle. Ha avuto occasione di collaborare con artisti come Kierra Sheard, Mary Mary e Mali Music. Il suo repertorio spazia dal gospel contemporaneo al R&B. Il suo ultimo album "Love U 2 Life: Reboot” (Luglio 2018) ha subito conquistato pubblico e critica. E ancora, Aarion Rhodes, nata e cresciuta ad Atlanta, figlia della legenda della musica gospel LaShun Pace. Aarion si è esibita con artisti del calibro di Edwin Hawkins, Donald Lawrence, Jennifer Holiday e molti altri. Si è anche avventurata nel musical nel ruolo di protagonista in “The Black Nativity”. Aaron Kendall Gray, invece, è cresciuto in Florida: suo padre pastore, sua madre direttore di coro Gospel- Ha iniziato a cantare in chiesa all'età di 5 anni, registra il suo primo brano all'età di 14 anni "Hang on in There" e nel 2001 pubblica l'album R & B dal titolo "Body Rain", che lo porta all’attenzione del mondo della musica . Queste sono solo alcune delle storie che abbracciano i grandi artisti di Every Praise & Virginia Union Gospel Choir, in Italia con l'obiettivo di regalare al pubblico uno spettacolo sempre più ricco, coinvolgente ed emozionante.

Pietro Razzini

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Una bizzarra rilettura del capolavoro shakespeariano, “Romeo e Giulietta”, con i due protagonisti d’eccezione nei panni degli innamorati più conosciuti del mondo. Ale e Franz: la coppia di attori torna a teatro con “Romeo & Giulietta: Nati Sotto Contraria Stella”, per la regia Leo Muscato. Dal 10 dicembre 2019 all' 1 gennaio 2020, sul palco del Teatro Manzoni di Milano, ci saranno loro, offrendo anche un modo divertente, a tutti gli amanti delle risate, per passare la serata del 31 dicembre.

IL CAST - In scena con i due artisti, Eugenio Allegri, Marco Gobetti, Marco Zannoni e Roberto Zanisi. Ad essi si aggiunge la partecipazione straordinaria di Paolo Graziosi in un lavoro che il regista Leo Muscato scrisse e diresse 14 anni fa. Oggi viene tutto riproposto con un cast rinnovato. Con Ale e Franz prim’attori. E non è sicuramente una casualità visto che i due showmen raccontano che proprio all’epoca si innamorarono del progetto, guardando lo spettacolo in prima fila durante una delle prime messe in scena. Quale migliore occasione della celebrazione dei 25 anni di “vita professionale di coppia” ci poteva essere, quindi, per portare sul palco “Romeo e Giulietta”? 

LA TRAMA – Ale e Franz sono “l’attorone” e “l’avanguardista”. Il primo non si rassegna all’idea di dover dividere la scena con una serie di artisti che ritiene inadeguati al suo status. Il secondo è uno specialista nel fare provini: caparbiamente si presenta a tutte le audizioni e nessuno lo prende. Ma questa volta avrà un ruolo da protagonista. Intorno ai due soggetti principali si muove una sgangherata compagnia di comici che porta sul palcoscenico i propri rapporti personali fatti di invidie, ripicche, alleanze e rappacificazioni. In scena si rubano le battute con atteggiamenti che provocano tutta una serie di azioni e reazioni che danno vita ad uno spettacolo nello spettacolo.

SPECIALE 31 DICEMBRE 2019 - Per San Silvestro sono previste 2 recite, alle ore 17,30 e alle ore 21,30. Al termine della recita delle 21,30, allo scoccare della mezzanotte, si brinderà al nuovo anno con spumante, panettone e un buffet di dolci insieme a Ale e Franz e agli altri attori della Compagnia. Inoltre in occasione della recita delle ore 21,30 sarà possibile cenare nel foyer del Teatro a partire dalle ore 20,30. Per tutte le informazioni su prenotazioni, prezzi e menù, basterà consultare il sito del teatro www.teatromanzoni.it.

Pietro Razzini

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Martedì, 10 Dicembre 2019 16:20

Bohemian Symphony: uno spettacolo grandioso

Difficile dirsi amanti della musica se non si apprezzano i Queen. Il gruppo portato in cima al mondo dal una stella immortale come Freddie Mercury, rivive nei suoni di uno spettacolo grandioso: Bohemian Symphony. Tante le componenti che rendono magico lo show: innanzitutto “The Queen Orchestra”, diretta da Andrea Tarantino. E poi i quattro cantanti Damiano Borgi, Nanà Petrossi, Roberta Orru e Valerio Sgargi. Il tutto senza dimenticare Enrico Scopa (pianoforte, tastiere, cori), Andrea Palmieri (batteria), Giacomo Vitullo (basso e cori) e l’attore Daniele Monterosi che svela al pubblico tante curiosità nascoste dietro la genesi e la storia delle canzoni della band britannica. Il risultato è elettrizzante e l’applauso del pubblico del Teatro della Luna di Assago ne è stato l’inevitabile conseguenza.

UNO SHOW INDIMENTICABILE - Bohemian Symphony è un viaggio per soli “immortali” e “poveri ragazzi che non hanno bisogno di essere capiti”. Non è sicuramente semplice confrontarsi con un mito come quello dei Queen ma il risultato finale è uno spettacolo travolgente, capace di attraversare gran parte della biografia musicale del gruppo in oltre due ore di concerto. Il pubblico canta, sostenendo le note di un’orchestra composta da fiati, ottoni, archi e percussioni. Ad essi si aggiunge l’energia della rock band formata, come detto precedentemente, da Enrico Scopa, Andrea Palmeri, Giacomo Vitullo, Lorenzo Milone. Il mix? Semplicemente da vivere. Difficile da raccontare.

CHE CANZONI - Da “The Show Must Go On” a “Barcelona”, da “Under Pressure” a “Somebody to Love” senza dimenticare, ovviamente, “Bohemian Rhapsody”: nelle due ore e più di puro spettacolo, la musica sinfonica, le proiezioni e i live camera show saranno un piacevole supporto a questi brani indimenticabili. Impossibile non appassionarsi. Inevitabile entrare in un vortice di pura adrenalina emotiva in grado di consacrare la genialità e l’intramontabilità dei Queen. Un vero e proprio omaggio allo straordinario talento di Freddie Mercury e alla sua band. Uno show che accompagna il pubblico a rivivere l'immensa eredità del repertorio dei Queen, con arrangiamenti orchestrali che ne rispettano l'essenza e ne esaltano la forza. Dopo la data milanese, le due opportunità per vivere questa splendida esperienza sono il 16 marzo 2020 a Napoli e il 6 aprile a Roma. Non perdete l’occasione.

Pietro Razzini

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Lunedì, 09 Dicembre 2019 15:55

Cantando Sotto La Pioggia: il Musical

Alla fine dello spettacolo sarà impossibile resistere: la melodia di “Singin’ in the rain” entra nel cuore e lì rimane per ore e ore. Fino a quando non ritorna la voglia di andare nuovamente a teatro per ammirare questa produzione firmata “Stage Entertainment Italia”. E per coloro che ancora non hanno colto l’occasione, ci sarà tempo fino all’11 gennaio 2020: “Singin’ In The Rain – Cantando Sotto La Pioggia Il Musical” rimarrà in scena al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano con tutta la sua carica di energia, le sue canzoni indimenticabili e i suoi protagonisti leggendari.

Una scommessa vinta per la regista Chiara Noschese che, dopo i successi ottenuti in passato, alza ancora di più l’asticella e porta in scena un mito come Gene Kelly:  “Singin’ In The Rain è una storia che fa sorridere e sognare. Un’evasione unica, che capita solo quando siamo chiusi in un teatro, immersi in una realtà che parla di poesia, talento, musica, arte, di quella “materia divina” di cui, a mio avviso, abbiamo una grande nostalgia”, ha spiegato Chiara Noschese. Ed è ancora Stage Entertainment a far sognare gli italiani: primo produttore europeo di spettacoli musicali dal vivo con i suoi 18 teatri in Europa tra Paesi Bassi, Germania, Spagna e Francia, Stage Entertaiment ha messo a disposizione del pubblico un cast stellare.

LA STORIA - Don Lockwood è un’acclamata stella del cinema muto e, insieme alla splendida Lina Lamont, forma una delle coppie più ammirate dello show business. In realtà Lina è una starlette viziata e insopportabile. L’avvento del sonoro porta un grattacapo a Don e al produttore R.F. Simpson: la voce di Lina, infatti, è sgraziata e squillante. È questo il momento in cui entra in scena Kathy Selden, forse meno appariscente, ma decisamente più talentuosa di Lina. In gran segreto, Kathy doppierà la bionda star che nel frattempo, ingelosita dalla storia d’amore tra lei e Don, cercherà in tutti i modi di mettere i bastoni tra le ruote alla sua antagonista. La resa dei conti arriverà alla prima del film “Il Cavaliere della Danza”. Che succederà? Per saperlo dovrete andare al “Teatro Nazionale CheBanca!” entro l’ 11 gennaio 2020. “Singin’ in the rain” vi attende.

IL CAST – Il protagonista non poteva che essere lui: Giuseppe Verzicco. Saturday Night Fever–La Febbre del Sabato Sera nel ruolo del protagonista Tony Manero, Danny Zuko nel musical Grease, “Mamma Mia!” nelle vesti di Sky, Dirty Dancing–The Classic Story on Stage nei panni di Robbie Gould e alternate Johnny Castle: sono solo alcune delle occasioni in cui il pubblico l’ha applaudito. Al suo fianco Mauro Simone e Gea Andreotti, Martina Lunghi, Roberto Vandelli e Massimo Cimaglia: semplicemente straordinari, capaci di creare emozioni e risate con un semplice gesto o una particolare accento dato alle parole. Curricula di spessore per attori, cantanti e ballerini di assoluta qualità. Inevitabile il successo che “Singin’ in the rain” sta avendo. Inevitabili gli scroscianti assensi che, a fine show, abbracciano calorosamente i protagonisti sul palco. Scroscianti. Proprio come la pioggia che cade… mentre gli artisti cantano. 

Pietro Razzini 

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Poco meno di due settimane ancora a disposizione del pubblico. Fino all’ 8 dicembre il Teatro Manzoni di Milano ospiterà una strepitosa Angela Finocchiaro in “Ho perso il filo”. Lo spettacolo (prodotto da Agidi), dopo il successo al TeatroDue di Parma, tornerà nel nostro territorio il 21 marzo 2020, al Teatro Crystal di Collecchio (Pr). L’artista, sicuramente in veste inedita, regala una incontenibile ironia che sfocia in inevitabili risate da parte del pubblico in sala. Ma in questo lavoro, con testi di Walter Fontana e soggetti di Angela Finocchiaro, Walter Fontana e Cristina Pezzoli, c’è qualcosa di più: una commedia, una danza, un gioco, una festa. Lo spettacolo, infatti, svela un’importante messaggio morale: bisogna vincere le proprie paure e lanciarsi nelle situazioni che la vita ci mette davanti quotidianamente. La protagonista si mette alla prova con linguaggi espressivi mai affrontati prima e racconta un’avventura straordinaria: quella di un’eroina pasticciona e anticonvenzionale che parte per un viaggio, si perde, tentenna ma poi combatte fino all’ultimo il suo spaventoso Minotauro. 

LA STORIA - Angela entra in scena e affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita: già perché vestirà i panni di Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto per combattere il terribile Minotauro. È qui che iniziano tutti i problemi: niente va come previsto. La Finocchiaro viene assalita da strane creature: acrobati, danzatori e spiriti dispettosi che le tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno. Ora che ha perso il filo, il Labirinto le lancia un gioco, allegro e crudele per farle ritrovare la retta. Superando trabocchetti e prove di coraggio, con il pericolo incombente di un Minotauro affamato di carne umana, Angela viene costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che non sono solo sue ma che abbracciano il mondo di oggi.

LO SHOW - Lo spettacolo è un interessantissimo mix che vive del rapporto tra le parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica, primitiva, arcaica delle creature del labirinto che agiscono, danzano, lottano con Angela provocandola come una gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti. Lo spettacolo gioca sulla fantasia e sul mondo creato dalle luci e dalle musiche ma soprattutto dalle coreografie originali di Hervé Koubi danzate da sette ballerini che coinvolgono la Finocchiaro stessa in disegni coreografici d’insieme inseriti perfettamente nel contesto. La nostra eroina, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro in un finale inatteso che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria. Molto divertente il finale, in perfetto stile greco, con un sirtaki danzato dai ballerini e dalla brava protagonista, in un’esplosione di sincera allegria.

Pietro Razzini

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Sabato, 23 Novembre 2019 18:29

Progetto speciale di formazione al teatro

TELEPATIA e MATEMATICA  da sabato 23 novembre - Diretto da Mariano Dammacco

EUROPA TEATRI. Prende il via sabato 23 novembre al Teatro Europa la prima parte del progetto speciale di formazione al teatro “Opera; dalla drammaturgia alla messa in scena” condotto da Mariano Dammacco, drammaturgo e regista della Piccola Compagnia Dammacco.


Il percorso prevede l'incontro con le tecniche base della scrittura drammaturgica e l'esercizio di composizione di una drammaturgia originale. «Ci occuperemo dell’arte del comporre affrontando qualsiasi genere, da quello tragico al comico - spiega Dammacco autore di spettacoli premiati a livello nazionale come “Sonia la rossa” Premio ETI/Scenario, “Amleto e la statale 16” Premio ETI/Vetrine, “Alma Rosè”, studio Premio ETI/Scenario, “Dialoghi con le piante” segnalato al Premio Ubu, “L’ultima notte di Antonio” Premio nazionale di drammaturgia - ho scelto di titolare il laboratorio “Telepatia e matematica” per alludere a due aspetti fondamentali del lavoro di chi scrive per la scena: la ricerca di contattare emotivamente lo spettatore, di fargli provare sentimenti, emozioni e pensieri di qualcun altro, dell’altro da sé, qualcosa di simile alla telepatia. Accanto a questo è necessaria la conoscenza e la frequentazione di regole quasi matematiche, delle tecniche proprie dell’arte della drammaturgia». All’appuntamento di sabato 23 novembre dalle 14 alle 20 seguiranno incontri il 14 dicembre; 11 gennaio 2020; 8 febbraio e 14 marzo. La seconda parte del progetto partirà ad aprile e prevede la messa in scena dei testi prodotti, sotto la guida condotto dell'attrice, regista e autrice Chiara Rubes.

In allegato: Foto ritratto di Mariano Dammacco

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Un film generazionale per la prima volta a teatro in Italia. Dal 21 novembre, alla Cattedrale della Fabbrica del Vapore di Milano, andrà in scena “Charlie e la fabbrica di cioccolato”, musical basato sul romanzo di Roald Dahl e brillantemente portato sul piccolo schermo con il titolo di “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”. Chi non ricorda il magico mondo degli Umpa Lumpa, dei dolci di tutte le forme e dimensioni, dell’eccentrico maestro dolciario e della sua magia culinaria. I fan italiani di tutte le età potranno trasformare i loro ricordi in realtà grazie a una produzione Wizard, realizzata in collaborazione con il Comune di Milano e coprodotto da Silvia Franco, Laboratori EFFE srl e Ariston Sanremo. 

IN SCENA MA NON SOLO – La regia è stata affidata a Federico Bellone, garanzia di ingegno e professionalità, reduce dai successi di Mary Poppins, Dirty Dancing, Fame, The Bodyguard e West Side Story. Christian Ginepro, invece, è stato scelto per indossare i panni di Willy Wonka: cinema, televisione e teatro fanno parte del suo presente e del suo passato artistico con più di vent’anni di carriera da protagonista nel mondo dei musical. Altri performer molto noti nel settore saranno protagonisti sul palco a partire dai giovanissimi Gregorio Cattaneo-Jeesee, Alberto Salve e Alessandro Notari nei panni di Charlie Bucket. E poi Gipeto (nonno Joe), Simona Samarelli (Mrs. Bucket), Marta Melchiorre (VerucaDisalev), Fabrizio Corucci (Sig. Oleg Disalev) e Stella Pecollo (Sig.ra Glup), oltre ai membri dell’ensemble guidato dal capo balletto Andrea Spata e agli swing Emanuela Fiore, Nicolina Iandico, Davide Tagliento e Roberto Torri. 

LO SHOW - Oltre due ore di spettacolo, con musica dal vivo eseguita da 18 musicisti diretti dal Maestro Giovanni Maria Lorie. Le coreografie sono curate nel dettaglio da Gillian Bruce e conducono lo spettatore in un viaggio surreale, in cui lo spettatore verrà trasportato insieme a Charlie, nella fabbrica di cioccolato più sorprendente che ci sia. Unica anche la location scelta: la Cattedrale della Fabbrica del Vapore, in Via Giulio Cesare Procaccini al civico 4, è stata completamente trasformata in un teatro per l’occasione regalando un’atmosfera perfetta per lo show che è stato messo in scena. I biglietti dello spettacolo sono disponibili in prevendita su TicketOne.it mentre per info relative alla biglietteria sarà necessario chiamare il 351 889 71 75 dal martedì alla domenica, dalle 14 alle 19. Infine è attivo anche un Canale Telegram: LaFabbricadiCioccolatoilMusical.

LA STORIA - “Charlie E La Fabbrica Di Cioccolato” ha debuttato con la regia di Sam Mendes (American Beauty, ultimi film di James Bond) nel 2013 a Londra, restando in scena quasi 4 anni e raggiungendo il più alto incasso settimanale nella storia del teatro inglese, prima di spostarsi a New York. Il musical è basato sull’omonimo libro di Roald Dahl (pubblicato in Italia da Salani) e sul film “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato” del 1971, con Gene Wilder. Ritenuto una delle 50 pellicole cult della storia del cinema. La versione cinematografica del 2005 con Johnny Depp e diretto da Tim Burton, ha incassato circa 500.000.000 dollari.

Pietro Razzini

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Lunedì, 18 Novembre 2019 15:05

La nuova stagione teatrale di Europa Teatri

Una sedia e un orizzonte: la nuova stagione teatrale di Europa Teatri parte da questa immagine, evocativa e simbolica di un teatro "laboratorio permanente" che sperimenta e che accoglie la freschezza di nuovi talenti e giovani artisti, aperto a progetti e collaborazioni diverse, per ampliare e trasformare non solo la propria poetica, ma anche gli spazi, per diventare, una casa in cui possano agire molteplici linguaggi e realtà.

Si parte da una postazione dalla quale si guarda e si immagina. Davanti c’è un “vuoto” che significa estrema libertà per creare: una passività feconda; un vuoto “pieno” di realtà, quel momento in cui tutto può succedere, quando un artista sente vibrare la tensione che genera l’atto creativo. 

“L'immagine che rappresenta la nuova stagione di Europa Teatri – ha esordito l'assessore alla Cultura Michele Guerra – racchiude il significato fondamentale del vuoto inteso come spazio da riempire e coltivare, in linea anche con la vocazione di laboratorio permanente del Teatro, nella consapevolezza che la cultura si componga di atto performativo e spettacoli ma anche di formazione ed educazione dello spettatore”.

A spiegare nel dettaglio il ricco programma della nuova stagione sono intervenute in conferenza stampa Lucia Manghi e Chiara Rubes di Europa Teatri.

Europa Teatri ripropone i temi cari di un percorso pluriennale e sono i progetti a costruire l’armatura della stagione: “Materie Prime Festival”, esperienze trasversali dalla narrazione teatrale, al racconto musicale, alla danza; “Friendly Fest” dedicato alla nuova drammaturgia e alle nuove scritture; Impegno civile che porta in scena tematiche di attualità politica e sociale e tiene viva la memoria; “Amanti guerriere”, sguardi sul misticismo femminile; “Peregrinare”, che sposta il palcoscenico al Museo cinese ed etnografico; “May Days”, dedicato alla danza d’autore e gli “Esiti dei laboratori” per chiudere l’anno.

Un humus profondo che si va a dissodare, come suggerisce Artaud nei suoi “messaggi rivoluzionari”, arare e coltivare, cercare l’incontro di persone, di occasioni, di energie sempre nuove e diverse. 

 

Rassegna Serale

Conclusa l’esperienza del Festival Materie Prime che ha indagato il Mito attraverso lo sguardo di giovani artisti e il Friendly Fest realizzato in collaborazione con l’assessorato Pari opportunità e con un focus su tematiche legate all’omosessualità, la stagione che ha inaugurato sabato 16 novembre con “L’inferno e la fanciulla”, spettacolo Selezione In Box 2016 e Primo studio vincitore del Premio nazionale Giovani Realtà del teatro, prosegue con 6 appuntamenti con la scena, oltre a conferenze ed eventi che mescolano narrazione, azione teatrale e incontri con la musica, la storia e la memoria. Da un progetto che si ispira alla figura di Guido Picelli e i combattenti antifascisti di Parma nella guerra civile spagnola alla riflessione sul femminile e il sacro dal Medioevo ai giorni nostri: produzioni originali e nuove creazioni in collaborazione con le altre realtà culturali del territorio.

 

Rassegna teatro ragazzi e per le scuole

5 le proposte della Stagione dei ragazzi e delle famiglie con libere incursioni nel teatro d’ombre e di figura, nelle storie della tradizione, nella danza e nelle fiabe. Avventure nell’immaginario accompagnati da personaggi fantastici sulla strada affascinante e misteriosa della crescita. 

Gli spettacoli vanno in scena la domenica pomeriggio e sono proposti anche in matinée per le scuole. 

 

Formazione Teatrale

Intensa  e già avviata l’attività laboratoriale di Europa Teatri, centrata sul “Fare teatro”, con proposte articolate per attori e danzatori, principianti e avanzati, una scuola di pratiche teatrali che da ottobre ad aprile si svolge in modo intenso e a più livelli negli spazi di Via Oradour: verranno affrontate le tecniche dell’uso del corpo, del movimento nello spazio, della respirazione, della modulazione della voce, improvvisazioni e sperimentazioni con esiti finali sul palcoscenico. Teoria e pratica anche nei laboratori di regìa teatrale e di doppiaggio. Esperienze mirate sono state progettate per bambini 6-10 anni e ragazzi 11-14 anni, per le quali sono ancora aperte le iscrizioni.

 

Opera: progetto speciale di formazione al teatro 

Dalla drammaturgia alla messa in scena

 

Il progetto prevede due laboratori. 

Il primo di drammaturgia “Telepatia e matematica” condotto da Mariano Dammacco, drammaturgo e regista, inizierà il 23 novembre; il secondo, “Dalla parola all’azione” condotto dall' attrice, regista e autrice Chiara Rubes dal 1 aprile, svilupperà e metterà in scena il testo elaborato dal laboratorio di drammaturgia. È possibile partecipare anche a solo uno dei due percorsi formativi.  

La Stagione si realizza con il sostegno del Comune di Parma e della Regione Emilia-Romagna

Partner: Anticorpi e Ratafià Teatrobar. Partner Tecnici: Zenzero Comunicazione.

 

Ingresso spettacoli

Rassegna Serale: Intero 12 Euro / Ridotto 10 Euro (Under 18, Universitari/Young Card, Over 65, soci Coop, Avis, Colser- Aurora Domus) / Professional 6 Euro

Rassegna Teatro Ragazzi: Intero 8 Euro / Ridotto 6 Euro (Under 18, Over 65, soci Coop, Avis, Colser-Aurora Domus)

 

Informazioni e prenotazioni

Europa Teatri, Via Oradour 14 – Parma

0521 243377 – email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.europateatri.it - www.facebook.com/europateatri

L'inferno e la fanciulla con Serena Balivo, ideazione e drammaturgia Mariano Dammacco, Serena Balivo, regia Mariano Dammacco. Serena Balivo Premio UBU 2017 Miglior attrice under 35. Primo studio vincitore del Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro. Spettacolo Selezione In Box 2016. Piccola Compagnia Dammacco finalista al Premio Rete Critica 2016. 

Parte con uno speciale viaggio all’Inferno sabato 16 novembre alle 21.15 al Teatro Europa, la stagione 2019/2020 di Europa Teatri: protagonista una bambina, l’attrice Serena Balivo, Premio UBU 2017 Miglior attrice under 35, interprete del testo scritto a quattro mani con Mariano Dammacco che ha curato anche la regìa. Lo spettacolo è un monologo su drammaturgia originale, che sceglie i linguaggi dell’allegoria e dell’umorismo surreale per raccontare la discesa nel regno degli inferi e nella realtà della dimensione di adulti. Nel tragitto, fatto di speranza e aspettative, la protagonista incontra le difficoltà e le delusioni legate alla ricerca di qualcuno che le sia affine, la paura e l’insofferenza per l’autorità e scopre di essere capace, lei stessa, di essere rabbiosa e cattiva, riportando una visione del mondo a tratti angosciante, ma sussurrata con sottile, straniante ironia. Nessun tratto moraleggiante affiora nel succedersi dei quadri, ma il disegno dell’eroico combattimento di ciascuno contro sé stesso, in uno scendere a patti con la realtà dei fatti: l’inferno è intorno a noi e dentro di noi e nel corpo a corpo non ci sono alleanze possibili, né tregue da rispettare.

Al termine dello spettacolo la direzione e gli artisti di Europa Teatri invitano il pubblico a un brindisi benaugurale al Ratafià. 

Sabato 16 novembre 2019 ore 21.15

Teatro Europa

[Via Oradour 14 - Parma]

 

Per informazioni e prenotazioni 

Europa Teatri, Via Oradour 14, Parma, Tel. 0521.243377

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.europateatri.it - www.facebook.com/europateatri  

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Mercoledì, 06 Novembre 2019 16:11

Notre Dame de Paris torna a far sognare Bologna

In alcuni casi basta il titolo. Non serve altro. Notre Dame de Paris: il successo è assicurato.  L’opera moderna più famosa al mondo, tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, torna a far sognare l’Italia e dopo gli applausi milanesi al teatro degli Arcimboldi arriverà anche nel nostro territorio. Per la precisione a Bologna, dal 22 al 24 novembre all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno. Musiche di Riccardo Cocciante, liriche originali di Luc Plamondon, versione italiana di Pasquale Panella, si tratta di un caso unico nel panorama mondiale: in 17 anni di performance, solo nel nostro Paese, sono state visitate 47 città per un totale di 145 appuntamenti e 1.246 repliche complessive. Tradotto e adattato in 9 lingue diverse (francese, inglese, italiano, spagnolo, russo, coreano, fiammingo, polacco e kazako), il musical ha attraversato 23 Paesi in tutto il mondo con più di 5000 spettacoli, capaci di stupire e far sognare 13 milioni di spettatori.

LA STORIA – Il campanaro gobbo della cattedrale di Notre Dame de Paris, Quasimodo, è innamorato della bella gitana Esmeralda. Un amore che non può avere né presente né futuro, condannato dall’ingiustizia e dall’ipocrisia. Esmeralda, infatti, è innamorata di Febo, il capitano delle guardie del Re, che tuttavia è fidanzato con Fiordaliso, una ricca borghese. Ma il giovane rimane comunque colpito dal fascino esotico della zingara. Anche Frollo, l’arcidiacono della cattedrale, è segretamente attratto da Esmeralda e in un raptus di gelosia pugnala Febo alle spalle. Esmeralda viene arrestata con l’accusa di aver tentato di uccidere il capitano delle guardie e gettata in prigione. Frollo, approfittando della situazione, offre libertà alla donna in cambio del suo corpo. La bella gitana, inorridita, rifiuta l’offerta, minacciandolo di vendetta. È a questo punto che Quasimodo libera Esmeralda e la nasconde nella sua torre, ma Clopin, amico della donna e suo protettore, fraintendendo le intenzioni del gobbo, attacca la cattedrale, mettendosi a capo di una rivolta per liberare l’affascinante zingara. Come finirà questo drammatico intrigo d’amore e tradimenti, menzogne e sentimenti puri?

I PROTAGONISTI – Splendida, luminosa, magnetica: è l’ Esmeralda interpretata  da Elhaida Dani, artista albanese con incredibili qualità vocali. Qualità che l’hanno portata a vincere la prima edizione di “The Voice of Italy”. Elhaida, all’epoca, fu guidata nel suo percorso da Riccardo Cocciante. Proprio il cantante, tra il 2016 e il 2017, la scelse per il ruolo di Esmeralda nella versione francese di Notre Dame De Paris. Da quel momento, per Elhaida Dani, si sono aperte le porte di Cina, Libano, Russia, Turchia, Canada, UK, Belgio e Taiwan, in un musical che la vede al fianco di Giò di Tonno nei panni di Quasimodo, fatalmente innamorato di lei. E ancora Vittorio Matteucci entra egregiamente nella parte del perfido arcidiacono Frollo. Leonardo Di Minno è, invece, Clipin. Matteo Setti è il prescelto per il ruolo di Gringoire, poeta narratore e interprete di uno dei brani a tutt’oggi più amati, “Il Tempo delle Cattedrali”. Da applaudire anche Graziano Galatone che entra perfettamente nel ruolo di Capitan Febo e Tania Tuccinardi, una Fiordaliso assolutamente convincente.

Pietro Razzini

Le foto della data di Parma a cura di Francesca Bocchia

 

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