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Giovedì, 08 Giugno 2017 13:04

Chapeau, uno show inedito e accattivante

E' un appuntamento immancabile per tutti gli amanti dei musical: l' "Accademia Professionale MTS -Musical! The School" anche quest'anno propone uno show inedito e accattivante, pronto a stupire il pubblico. La scelta è ricaduta su Chapeau che sarà messo in scena domani sera (venerdì 9 giugno), al Teatro Nazionale Che Banca! di Milano (orario di inizio: 20,45).

LA STORIA Una bizzarra ma speciale amicizia tra due ragazzi è il cuore pulsante di "Chapeau", rocambolesca commedia musicale che racconta la storia di David, giovane sarto milanese, e Sandro, un furfantello alla ricerca di soldi facili. Le loro vite si intrecciano su un treno che da Milano porta a Parigi in un gelido inverno del 1925. Una storia di ieri raccontata oggi, un racconto che si ispira alle biografie di alcuni dei più importanti costumisti della prima metà del '900. Per la prima volta il mondo del teatro è visto dalla parte di coloro che inventano e disegnano i costumi, ricreando linguaggi, forme e atmosfere del varietà e conducendo lo spettatore attraverso quasi quindici anni di storia fino alla New York del 1939. Il mondo del varietà, sfavillante e frivolo, si mescola alla gangster story, alla commedia e al melodramma, in un susseguirsi ed alternarsi di emozioni tra questioni di cuore, soldi trafugati e furti di diamanti.

AMBIENTAZIONE E SORPRESA Parigi diventava il fulcro della moda, punto di riferimento e di produzione, ma anche meta preferita di molti aspiranti stilisti e costumisti provenienti da tutto il mondo. Per questo motivo il musical è dedicato alle grandi firme e agli artigiani della moda che hanno fatto grande un'epoca attraverso la realizzazione di costumi unici. A ciò si aggiunge una piacevole sorpresa: all'interno del bistrot/caffè "Al Nazionale" nel foyer del "Teatro Nazionale CheBanca!" sarà ospitata, per l'occasione, una piccola mostra dedicata ai costumi teatrali. L'eccellenza italiana sarà rappresentata dalla Sartoria Teatrale Brancato di Milano, riconosciuta internazionalmente per stile e qualità. L'ingresso è gratuito.

LIBRI DA COLLEZIONE Ma non è tutto: saranno anche esposte tre opere editoriali di pregio, realizzate con grande passione e dedizione da Angelo Luerti : "Non solo Ertè - Costume Design for the Paris Music Hall 1918-1940", "Alberto Fabio Lorenzi – Eleganze e sex appeal della donna Déco nella Parigi degli Anni Folli"e " Charles Gesmar 1900 – 1928 L'affichiste attitré de Mistinguett". I tre volumi, oltre a ripercorrere la storia del music-hall parigino in quei primi magici decenni del '900, si soffermano in particolare a evidenziare il determinante contributo dei grandi costumisti all'irripetibile successo di questo genere di spettacoli. Il tutto corredato con centinaia di foto di bozzetti di costumi e di poster.

Di Pietro Razzini

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La finalissima ha riempito il Teatro Storchi di Modena. Secondo posto per Andrea Casoni di Reggio Emilia e il suo monologo antivegano, terzo posto per Francesca Puglisi, che si aggiudica anche il Premio Radio.

Di Manuela Fiorini – foto di Claudio Vincenzi

MODENA – "Mia nonna non vede, non sente, non parla. È mafiosa". "Mio nonno è stato l'unico della famiglia a morire nel suo letto. Gli hanno sparato alle 3 di notte". Sono queste alcune battute con cui Jo Tarantino e la sua caratterizzazione dei un Artista argentino ha vinto la 24° edizione del Festival del Cabaret Emergente. La finalissima, che si è svolta ieri sera in un Teatro Storchi da tutto esaurito, ha visto sul podio anche Andrea Casoni di Reggio Emilia, 2° classificato con il suo divertente monologo contro il regime alimentare vegano, incomprensibile nella sua Reggio, dove "al cinema al posto dei pop corn ti danno i ciccioli", dove "le api fanno il lardo" e si venerano la "Madonna di Lard" e "San Salame di Felino". Ad Andrea Casoni è andato anche il Premio della Stampa. 3° posto per Francesca Puglisi da Napoli e un diploma alla scuola del Piccolo Teatro di Milano, che ha conquistato la giuria con il suo monologo sulla precarietà dell'amore. A lei va anche il Premio Radio per l'artista più radiofonica.

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Durante la serata sono stati assegnati anche il Premio della Critica, che è andato al poliedrico Tom Corradini, autore e regista di Torino, che ha sorpreso e divertito il pubblico proponendo una versione comica della finanza con la sua Strunz Bank e con il suo metodo originale per spiegare la bolla speculativa. Dopo essere entrato fisicamente in un enorme palloncino gonfiato in diretta, al suo scoppio ne è uscito letteralmente in mutande! Il Premio "Si fa per ridere" assegnato dalla popolare trasmissione comica di TRC è andato invece al ventriloquo Nicola Pesaresi da Perugia e alla sua irriverente scimmietta Isotta.

Tra i sette finalisti, approdati al Teatro Storchi sbaragliando 219 comici iscritti e partecipando a 15 eventi live davanti a più di 5000 spettatori, c'erano anche l'originale Compagnia Due x Uno Cinque che ha portato il suo teatro di movimento, proponendo una serie di sketch sull'Inferno dantesco su un palcoscenico di due metri per uno, e il genovese Marco Ventura, che si è calato nei panni del comico triste con un monologo sulla vita quotidiana di un "single per scelta, perché non ha scelta".

Piacevolissima e divertente la serata, condotta magistralmente dal patron Riccardo Benini, che ha visto sul palco una serie di superospiti. Christian Cappellone ha divertito il pubblico con le imitazioni canore di Zucchero, Bocelli, Gaetano Curreri degli Stadio e Adriano Pappalardo, mentre uno scatenatissimo Andrea Ferrari si è calato nei panni del Notaio Scrittore, che ha presentato i suoi improbabili libri, come La lana di vetro si fa con le pecore di Murano e la parodia della canzone Io canto in versione modenese, e dello chef Massima Rottura, fedele al suo motto "Senza l'essenza non si fa senza", che ha proposto la raffinata ricetta dell'Anguilla Stambeccata. Da Zelig è arrivato il duo comico Marta & Gianluca con il loro divertente Speed Date e il TG erotico.

Sul palco sono saliti anche Katia Pedrini, presidente di Modena Volley, Marco Columbro, volto noto della TV, e il Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, che ha ricordato le vittime dell'attentato terroristico di Manchester, "un dramma che ha colpito al cuore l'Europa e i suoi giovani in un momento di gioia e divertimento". "Ma noi siamo più forti degli assassini nella nostra voglia di stare insieme e camminare verso il futuro", ha concluso.

Pubblicato in Cronaca Modena
Sabato, 13 Maggio 2017 12:30

Elvis, il Musical: tributo al re del rock

Un grande evento a ricordo dei 40 anni dalla scomparsa di Elvis Presley. 
E a Milano è subito rock, quello intramontabile, quello da cantare e ballare, quello che fa emozionare. Il Teatro Nuovo ospita fino a domani, domenica 14 maggio, lo spettacolo "Elvis, The Musical", un tributo al re del rock che ripercorre la sua vita attraverso le canzoni che hanno segnato un'epoca.

Lo spettacolo - Un vero e proprio show, degno di un importante palco nel cuore del capoluogo lombardo. Scritta e diretta da Maurizio Combi, l'emozionante storia di Elvis va in scena amalgamando momenti biografici cruciali per l'artista, fatti personali e successi professionali: una vita dalle note indimenticabili. 
Gli interpreti che hanno la grande responsabilità di riportare on stage il re del rock sono Michel Orlando (Elvis giovane), l'esordiente interprete originario di Biella, e l'italo-canadese Joe Ontario (Elvis maturo), una garanzia. Le esibizioni canore e l'intera performance teatrale sono impreziosite da musica "live" e da coreografie eccezionalmente eseguite da ballerini professionisti. Quasi due ore di note senza tempo che voleranno in un soffio per gli spettatori in sala.

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Musica ma non solo - Senza dubbio le protagoniste della serata sono le magiche canzoni che da My Way a Only You hanno fatto innamorare milioni di persone in tutto il mondo. E ancora Jailhouse Rock e Blue Suede Shoes, che hanno fatto scatenare tutti i giovani negli anni '50. Tuttavia, la proposta di Combi non si esaurisce in un medley di canzoni o in un documentario su un artista immortale. È il risultato di un grande studio su questo giovane talento fagocitato dallo showbiz e delle figure chiave che hanno segnato la sua vita come la madre Gladys (la brava Elisa Filace), la sua band e Priscilla, interpretata da Valeria Citi. Il risultato? Tutto da godere a Teatro.

In ricordo del re del rock - I fan di Elvis troveranno una piacevole sorpresa al loro arrivo: il foyer del teatro verrà allestito con 15 memorabilia dell'Elvis Presley Museum come la chitarra Hagström, utilizzata nel TV show "Comeback Special" del 1968 o l'abito indossato nel 1972 e 1973 durante i suoi concerti a Las Vegas, o ancora la sua ultima lettera scritta il giorno prima della tragica morte. Insomma, un'esperienza a tutto tondo per gli amanti di "The King". Le iniziative in suo onore non si esauriscono a Milano, nelle prossime settimane raggiungeranno infatti anche la provincia di Como, per la FIM, Fiera Internazionale della Musica che si terrà dal 26 al 28 maggio a LarioFiere - Erba e Bologna, durante il musical juke-box di Broadway "All Shook Up!", in scena al Teatro "Il Celebrazioni".

Pietro Razzini

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«Tutti combattiamo. Per un'idea, un amore, un'ingiustizia, un traguardo... in generale per il diritto di essere felici» e ieri sera Fiorella Mannoia l'ha dimostrato sfoggiando tutta la sua grinta sul palco del Teatro Regio, grazie a Caos Organizzazione Spettacoli e Arci Parma.

Un successo inarrestabile quello di "Combattente Tour", con cui Fiorella Mannoia sta calcando i palchi dei più prestigiosi teatri italiani.

Molte le "firme" che hanno collaborato alla realizzazione del nuovo album "Combattente", autori della nuova generazione, ma anche storici nomi della canzone d'autore: Ivano Fossati (in un brano in cui Fiorella è autrice del testo e Fossati delle musiche), Giuliano Sangiorgi, Federica Abbate, Cheope, Fabrizio Moro, Bungaro, Cesare Chiodo e anche la stessa Fiorella Mannoia.

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Nell'album troviamo anche "Perfetti Sconosciuti", il brano scritto da Fiorella Mannoia con Cesare Chiodo e Bungaro e che le è valso (al suo debutto come autrice e interprete di una colonna sonora) il Nastro D'Argento 2016 per la "Migliore Canzone Originale" nell'omonimo film diretto da Paolo Genovese.
Una ritrovata passione, quella per il cinema, per Fiorella che è anche sul grande schermo nel film di Michele Placido "7 Minuti", in cui recita il ruolo di una delle protagoniste.

Sfoglia tutte le foto nella galleria qui sotto, ph. Francesca Bocchia

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Sabato, 13 Maggio 2017 10:34

Michael Jackson Live Tribute Show

L'emozione di ascoltare dal vivo brani leggendari come "Dangerous", "Billie Jean", "Thriller", "Smooth Criminal" e "Heal the World", in un susseguirsi di brividi sulla pelle e una costante crescita di ritmo. L'incredulità di vedere sul palco movenze e caratteri somatici che immortalano il re del pop. Tutto questo e molto di più è stato lo show di Sergio Cortes, spagnolo di Barcellona, fan da una vita di Michael Jackson. Con lavoro, impegno e sacrifici, Sergio è riuscito a creare uno spettacolo che parla del suo mito, trasformando una passione in un lavoro. E questa passione è stata ben visibile al "Teatro Nazionale Che Banca!" di Milano: oltre due ore di musica che hanno permesso di rivivere i magici momenti della storia di re Michael.

LA SCOMMESSA VINTA - Un'impresa per niente facile, se ci si pensa con attenzione. Un risultato che ha lasciato tutti soddisfatti: poco distante sia nell'aspetto che nel timbro vocale, l'artista spagnolo mostra nel suo "Michael Jackson Live Tribute Show" una grinta e una attenzione ai particolari elevatissima. Il pubblico non può fare a meno che shakerare i bacini e sostenere il cantante gridando le parole delle canzoni che Michael Jackson ha portato nell'immortalità. Tutti i gesti ricordano lui. Tutte le movenze sono state ripetute allo sfinimento per raggiungere la perfezione del risultato. Il boato maggiore, nel momento dell'intramontabile "moon walking".

IL GRUPPO - Una band di 5 elementi, 5 ballerini che portano in scena coreografie pazzesche, costumi volutamente ispirati ai video d'epoca, un mix di luci che aggiungono un' atmosfera di eternità alla notte del teatro Nazionale. Tutti elementi che hanno contributo al successo dell'evento. La volontà era quella di seguire le scalette predisposte durante i concerti del grande Michael: missione compiuta, creando una fusione eccezionale di brani che si vivono non solo si ascoltano. Un regalo per tutti coloro che hanno vissuto (in maniera diretta o attraverso i racconti di presenti) un concerto del re del pop.

Pietro Razzini

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Sabato 22 aprile, alle 17.30, al Teatro Alberione di Modena va in scena un reading teatrale tratto dal libro della poetessa modenese Daniela Ori. Regia e sceneggiatura di Annibale Lino Fontana e le voci narranti di Fabio Clerici, Lino Fontana e Mikaela Modigliani.

Modena, 18 aprile 2017

Il Giorno che non c'è, la raccolta di liriche della poetessa modenese Daniela Ori (Edizioni Artestampa) diventa uno spettacolo teatrale per dare voce, anzi, voci, alle emozioni e alle mille sfaccettature dell'animo femminile. Sabato 22 aprile, l'appuntamento è alle 17.30 presso il Teatro Alberione di via Tre Febbraio, a Modena. La raccolta di liriche è suddivisa in sette parti: Amore, Magia, Donna, Ricordi, Figlia, Incanto e Ironia, ognuna delle quali conta cinque poesie, a cui si aggiunge, come epilogo, la lirica che dà il titolo al libro. La regia e la sceneggiatura del reading è di Annibale Lino Fontana, che sarà anche una delle voci narranti, insieme a Fabio Clerici, ecclettico scrittore milanese, e a Mikaela Modigliani.

Ecco che cosa ci ha anticipato il regista Annibale Lino Fontana.

Annibale Lino Fontana

Da dove nasce l'idea di creare uno spettacolo teatrale da una raccolta di liriche?
"Mi è sempre piaciuta l'dea che una raccolta di poesie fosse in realtà un racconto organico "destrutturato e meta emozionale". Chiarisco: una raccolta di poesie è sempre stata pensata dal pubblico come una serie di piccoli componimenti senza alcun legame tra loro, sebbene potessero avere una idea di fondo in comune. Ecco allora la mia idea: scoprire quel legame sotterraneo che unisce le varie composizioni, renderlo palese attraverso una serie di "cuciture" e scoprire le emozioni nuove che questa operazione può suscitare nell'ascoltatore. Spesso si è sentito dire che ascoltare la lettura di poesie fosse "roba da tagliarsi le vene". In parte ciò può essere vero, soprattutto se la lettura privilegia quella vena di melanconia che normalmente accompagna la lettura delle liriche. Per me, invece, le poesie sono dei racconti concentrati di emozioni: dolci, violente, ironiche, tragiche, passionali e così via. Ho voluto fare in modo che tutte queste emozioni emergessero attraverso una lettura più coinvolgente, dove il pubblico si sentisse parte del racconto. La lettura diventa così un racconto organico dove le poesie si fondono con le "cuciture" divenendo un nuovo componimento poetico, dove le singole liriche spariscono per creare qualche cosa di più grande"

Come sarà articolato lo spettacolo?
"Sarà la rappresentazione di come si possa dialogare con se stessi attraverso alcuni componimenti poetici. Nella fattispecie vi è una specie di sdoppiamento di personalità. In ognuno di noi è presente una parte maschile ed una femminile ed è questo che porto in scena. Io rappresento la parte uomo-donna e c'è Mikaela Modigliani che rappresenta la parte donna-donna. Saremo come i cromosomi del DNA dell'autrice che assumono vita propria e combinandosi insieme daranno vita ad un nuovo essere autonomo. Ci saranno momenti in cui sarà l'anima ad avere il sopravvento, e altri dove, benché si tratti in fondo di un "reading", viene espressa la fisicità del racconto poetico. A volte, in maniera provocatoria, dico che la poesia deve essere anche violenza. Nel senso che la fisicità di una emozione deve essere presente nella lettura"

Quali sono state le difficoltà nel trasformare una raccolta di liriche in uno spettacolo teatrale?
"L'unico problema-sfida, in questo caso, è stato quello di immedesimarmi in un ruolo femminile. Sono pur sempre un maschio in cui la parte femminile tenta di prendere il sopravvento e diventa emergente e prioritaria. Il fatto che Daniela abbia strutturato il suo libro in capitoli con una particolare sequenza, in un primo momento, mi ha dato l'impressione di condizionarmi nella creazione del reading, ma mi sono subito ricreduto. Sicuramente è stato piacevole immaginare gli scenari, i personaggi, le emozioni presenti per poi evidenziare il tutto con la voce e con gesti. Sono felice di avere avuto questa opportunità".

Fabio Clerici, scrittore e regista, oltre a voce narrante, ha anche introdotto ogni sezione in cui è suddiviso Il giorno che non c'è, ponendosi come controparte maschile dell'autrice.

Fabio Clerici

Come ti sei rapportato con questa raccolta di liriche così fortemente femminile?
"Ritengo che ognuno di noi coltivi spazi emotivi maschili e femminili e in particolar modo in ambito artistico è necessario addentrarsi nelle pieghe di un vissuto diverso dal nostro, solo allora si può comprendere il fascino e lo stupore che dona l'universo femminile (nel mio caso) a volte apparentemente contradditorio ma ricco di quegli elementi che permettono alla diversità di divenire una fondamentale risorsa comu/nicativa. Con Daniela, amica e donna dalle molteplici stagioni emotive, mi sono lasciato cullare dal piacere di leggere le sue liriche e a mano a mano sgorgavano le emozioni, la penna correva sul foglio bianco dando voce a quel caleidoscopio di sensazioni che mi pervadeva. Il rapporto con quelle parole è stato subito magico, mi sono avventurato nel suo "bosco interiore", per viverne i profumi e i suoni".

C'è una parte del libro o una lirica che hai sentito più tua?
"Ogni lirica rappresenta una cellula del vissuto dell'autrice, creata seguendo le stagioni emotive, che si dilatano nel tempo e nello spazio. Sarebbe ingiusto privilegiare una lirica all'altra, perché sono tutti figlie della stessa madre. Una cosa però la posso dire, in questo libro trovo affascinanti tutte le poesie afferenti alla parte più intima dell'autrice: una su tutte quella che dona il titolo all'intera silloge "Il giorno che non c'è". Dovendo recensire questi versi li ho in un certo senso "adottati" e amati come se fossero miei".

Tu sei milanese, ma con Modena hai un legame particolare. Che cosa ti lega alla nostra città?
"Nel 2012, dopo il terremoto che ha colpito la Bassa modenese, ho partecipato a una missione di soccorso e rapportandomi con gli abitanti della zona sono rimasto colpito dalla loro filosofia di vita, dalla fierezza e umiltà dei gesti quotidiani e dall'attaccamento alla loro terra, segno di profonde radici piantate in quelle campagne violentate. Da quella esperienza è nato un libro, un doveroso tributo a un legame che è divenuto indissolubile".

L'evento è promosso dall'Associazione Culturale "I Semi Neri"  www.semineri.it  in collaborazione con il Centro Culturale Giacomo Alberione www.centroalberionemodena.it ed è a ingresso libero.

INFO
Centro Culturale Alberione, tel 059/236853 (lun-ven 16-19) o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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Vinicio Capossela con il suo tour "Ombra. Canzoni della Cupa e altri spaventi", ha portato, ieri sera, al Teatro Regio di Parma, la seconda parte dell'album "Canzoni della Cupa" e brani di repertorio legati a doppio filo all'immaginario oscuro e misterioso dell'Ombra. Molto più di un concerto, uno spettacolo di evocazioni immaginifiche fatte di riflessi e ombre che prendono forma su una scenografia di tulle e specchi, grazie al lavoro della scenografa e animatrice d'ombre Anusc Castiglioni, con piccole macchine sceniche costruite da Max Zanelli.

Sfoglia tutte le foto nella galleria qui sotto, ph. Francesca Bocchia

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Giornata Mondiale della Sindrome di Down. L'attrice sensibile Barbara Voghera incarna il più recente attraversamento dell'Hamlet shakespeariano compiuto dall'ensemble fondato da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto. Un'occasione da non perdere.

Parma, 21 marzo 2017

«Ci vuole tutta la sensibilità pragmatica di Lenz per prendere un classico inossidabile come l'Amleto e imprimergli una ulteriore spinta ermeneutica (cioè un'interpretazione inattesa) tanto spiazzante quanto immediata»: il critico teatrale romano Giulio Sonno introduce il proprio incontro con Hamlet Solo di Lenz Fondazione, spettacolo che sarà in scena oggi, martedì 21 marzo alle ore 21 a Lenz Teatro, a Parma, in occasione della Giornata Mondiale delle persone con la Sindrome di Down, ricorrenza ultradecennale tesa a promuovere l'inclusione sociale e l'autonomia delle persone affette da Trisomia 21. Repliche mercoledì 22 marzo alle ore 11.30 e giovedì 23 marzo alle ore 18.30.

Hamlet Solo, che si avvale delle musiche create ad hoc dal compositore elettronico Andrea Azzali, è interpretato dall'attrice sensibile con Sindrome di Down Barbara Voghera, storica interprete delle creazioni di Lenz Fondazione, come ricorda la regista Maria Federica Maestri: «Le nostre vite artistiche si sono incrociate alla fine degli anni novanta e da allora sono diventate inseparabili, stimolate da un processo creativo in continua evoluzione, arricchito dall'esplorazione 'furiosa' delle grandi drammaturgie: Shakespeare, Goethe, Calderón, Manzoni, Ariosto. In particolare Hamlet Solo è la summa di questa nostra lunga e profonda esperienza scenica: una creazione teatrale in cui la monumentalità del capolavoro classico si traspone in una nuova sintesi di potente densità emozionale. Barbara Voghera è protagonista di questo straordinario ritratto tragico sull'esistenza umana: non solo un'interprete, ma corpo di dolorosa poesia e di imperfetta bellezza, capace di incarnare le parole shakespeariane in un'oscillazione esponenziale tra perdita e ritrovamento del senso».

Francesco Pititto, che ha curato traduzione, drammaturgia e imagoturgia di Hamlet Solo suggerisce: «Il nostro linguaggio teatrale si fonda su un'estrema e radicale fedeltà alla parola del testo. Nella ricerca dello stato eroico dell'attore il teatro prende forma nell'oscillazione tra debolezza e forza, vulnerabilità e potenza del corpo parlante. Ponte polifonico tra antico e moderno, tra generale e particolare, tra lingua e dialetto, l'Hamlet di Shakespeare si fa eco potente dell'arte del teatro nella contemporaneità e nel rinnovamento del linguaggio. Nell'Hamlet Solo si esplicita un dispositivo drammatico che rivela la natura orfana di Amleto, la sua inevitabile e assoluta solitudine scenica ed esistenziale; in un attraversamento senza respiro del testo, l'attrice implode dentro gli altri personaggi, unico strumento 'vivo' di una partitura visiva di spettri. I dialoghi con Orazio, la Regina, il Fantasma del Padre, Guild and Rose, gli Attori, I Becchini, Re Claudio vengono inflessi nell'unico duello eroico possibile, quello dell'attore con se stesso».

Conclude il critico teatrale fiorentino Matteo Brighenti: «Barbara Voghera insieme a Lenz si è lasciata indietro l'impossibilità ed è andata incontro all'enigma del rappresentare, rappresentandosi in tutta la sua 'sensibilità'. Scelta e condizione che le hanno permesso di accedere, con una presenza di violenta intensità e grazia scomposta, a una realtà espansa, che si trova oltre ogni cosa da noi conosciuta. Esattamente come Amleto».

A testimonianza del riconoscimento internazionale della ricerca sull'attore sensibile di Lenz, si segnala che le stesure dell'Hamlet sono inserite nel sito del MIT Global Shakespeares: MIT - Massachusetts Institute of Technology.

Per informazioni: Lenz Teatro, Via Pasubio 3/e, Parma, tel. 0521 270141, 335 6096220 - www.lenzfondazione.it

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Conclusi i tre giorni milanesi del suggestivo spettacolo Shen Yun, unica tappa della tournée mondiale. La compagnia fondata da un gruppo di talentuosi artisti di origine cinese fa rivivere l'autentica cultura tradizionale della loro terra.

Di Pietro Razzini

14 marzo 2017

Un lungo racconto di storie vissute in 5000 anni di civiltà cinese. Questo e molto di più è Shen Yun, spettacolo multicolore che è stato protagonista al Teatro Arcimboldi di Milano fino a lunedì 13 marzo. Storie raccontate attraverso la danza in maniera chiara, toccante e, spesso, divertente. Lo sfarzo dei movimenti armonici e della musica sono lo specchio stupefacente della civiltà cinese, con i ballerini che ruotano e saltano in aria indossando brillanti costumi fatti a mano.

LA STORIA - Shen Yun è stata fondata da un gruppo di talentuosi artisti di origine cinese con uno scopo: far rivivere al mondo intero l'autentica cultura tradizionale della loro terra. Un tour iniziato nel 2006 sui palchi di più di 100 città, esibendosi davanti a milioni di persone tra Nord e Sud America, Europa, Asia e Australia. Guardare Shen Yun dà la sensazione di essere partecipi della rinascita di una realtà perduta. È la rinascita dell'antica Cina, in cui gli esseri divini e gli esseri umani interagiscono, un magico sogno di miti e leggende.

ShenYun - spettacolo danza

L'EVENTO - Lo spettacolo include due presentatori bilingue che forniscono delle brevi introduzioni a ogni storia: la danza classica cinese e la musica parlano direttamente al cuore. Grazia e atletismo, assoli di cantanti e musicisti, storie coinvolgenti e innovazioni tecnologiche dominano il palco per due ore. Ogni numero di danza ha il proprio tema, la propria storia, il proprio sfondo etnico, regionale o dinastico. La danza è il cuore di ogni esibizione: con gli splendidi costumi, le proiezioni mozzafiato e un'orchestra ricca di strumenti orientali e occidentali, Shen Yun (letteralmente "La bellezza della danza degli esseri divini") offre agli spettatori uno show che regala emozioni agli occhi e felicità al cuore.

LA CURIOSITA' - Shen Yun è del tutto indipendente dal Partito Comunista Cinese di Pechino. Infatti, anche se la compagnia si esibisce in teatri completamente pieni a New York e in giro per il mondo, al momento non gli è permesso esibirsi in Cina. La testimonianza di Yungchia Chen, primo ballerino e coreografo, è emblematica: "Oggi in Cina non è più possibile vedere spettacoli di cultura tradizionale cinese. I coreografi non hanno il permesso di lavorare su questi temi. Shen Yun sta facendo molti sforzi per far rivivere la parte più autentica e più bella della cultura cinese attraverso la danza".

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Il musical "Un Americano a Parigi" è liberamente ispirato all'omonimo film di Vincent Minnelli. In scena fino a domenica 19 marzo al Teatro Nuovo di Milano.

Di Piero Razzini

13 marzo 2017

Al Teatro Nuovo di Milano fino a domenica 19 marzo, "Un americano a Parigi" si dimostra un musical accattivante, coinvolgente, interessante per giovani e meno giovani. Le musiche di Gershwin portano gli spettatori in un limbo senza tempo, la bravura degli attori offre l'occasione di estraniarsi dalla realtà. E poi c'è Parigi con la sua atmosfera, il suo carisma, la sua impareggiabile sensualità. Il palco si trasforma in Montmartre, nel Lido, nel lungo Senna, riproponendo un mondo magico: quello unico della Ville Lumiere.

NOVITA' - E' "Un americano a Parigi" differente rispetto a quello portata in scena da Christian De Sica nel 2001: è più legato al film e meno a quella comicità e a quella battuta frizzante che un maestro della commedia italiana come De Sica sa proporre. La pellicola di Vincente Minnelli viene usata come pretesto per omaggiare il mondo di Gershwin. Gli arrangiamenti, le caratteristiche singole degli attori unite nel creare una efficace proposta corale e il ritmo dello spettacolo sono solo alcune delle caratteristiche che esaltano lo show e rendono il pubblico parte integrante di esso.

TRAMA - La storia narra le vicende di Gimmy (Michele Carfora), pittore americano ed ex soldato, che alla fine della guerra decide di vivere nella Parigi degli anni '50 in cerca di fortuna. Nella metropoli francese vivrà un'intensa storia d'amore con Fanny (Arianna Bergamaschi), una commessa di una profumeria, a sua volta corteggiata da Jean Marie (Danilo Brugia), famoso chansonnier del Lido. Personaggio di rottura nell'idillio tra Gimmy e Fanny è Patricia (Barbara Terrinoni), miliardaria innamorata di Gimmy.

IL CAST - Presentato al Teatro Nuovo con un cast di quindici elementi, "Un americano a Parigi" è un musical liberamente ispirato all'omonimo film di Vincent Minnelli. Campione d'incassi nella stagione teatrale 2000/2001, prende origine da un'opera sinfonica del compositore americano George Gershwin e si ispira al soggiorno che egli stesso fece a Parigi alla fine della prima guerra mondiale. Il cast è formato da Michele Carfora, Arianna Bergamaschi, Danilo Brugia, Barbara Terrinoni, Jean Michel Danquin. Carfora, in particolare, regala emozioni con la sua presenza in scena. Notevole, ma non è una novità, la performance di Arianna Bergamaschi: una voce splendida per un musical che esalta una città senza tempo.

Pubblicato in Cultura Emilia