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Raccolti quasi 1200 euro tra personale, amici e famigliari che saranno destinati all’acquisto di attrezzature Anticovid.

Il personale dell'Istituto penitenziario e della scuola di Formazione di Polizia Penitenziaria, da sempre sensibile e vicino a tutta la cittadinanza parmigiana per l'emergenza coronavirus, ha voluto dare un contributo concreto alla sanità parmense attraverso una donazione all’Ospedale di Parma.

E' stata la volta della Polizia Penitenziaria rivolgere il saluto a tutti gli operatori, sanitari, infermieri e medici del Pronto Soccorso di Parma. (video Flash Mob)

Pubblicato in Cronaca Parma

Le cronache stanno registrando una sensazione di difficoltà, per non dire di reale emergenza, all'interno delle carceri emiliano romagnole, a partire da quello di Parma, dove, nella giornata del 14 febbraio le tre organizzazioni sindacali, si sono date appuntamento per portare a evidenza il disagio della Polizia penitenziaria. Le richieste in sintesi: Ripristino degli OPG, ovviamente migliorati con adozione di uno specifico percorso detentivo per i detenuti psichiatrici, adozione dei Taser, addestramento specifico per la gestione di casi critici, implementazione di personale e infine aggiornamento dei mezzi di trasporto.

Di Lamberto Colla Parma, 14 febbraio 2020 - Era stato annunciato già da qualche giorno il sit-in delle 3 organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria, davanti ai cancelli del Carcere di Parma dove molti e gravi episodi di aggressione si sono verificati ai danni dei poliziotti che hanno dovuto persino ricorrere alle cure mediche e al ricovero in pronto soccorso.

"Stiamo chiedendo, interviene Gianluca Giliberti segretario del sindacato Sinappe, soluzioni soprattutto al problema dei problemi, ovvero le aggressioni agli operatori di polizia penitenziaria. Queste aggressioni nell'ultimo periodo sono aumentate in modo esponenziale anche a causa della chiusura, a nostro avviso frettolosa, degli OPG (Ospedale Psichiatrico Giudiziario - ndr) dove i detenuti psichiatrici venivano gestiti e curati in maniera professionale e in modo da non offendere il personale carcerario e anche sanitario. Tra le varie soluzioni avanziamo l'ipotesi del TASER (chiamata anche "pistola elettrica" - ndr) per rendere inoffensivi i detenuti nel loro momento di maggiore aggressività, ma siamo comunque aperti a valutare anche altre soluzioni. In più chiediamo una formazione da offrire al personale, alla stregua di quello che avviene alle altre forze di polizia, in grado di gestire eventuali eventi critici. Rispetto poi alla gestione di questi detenuti facinorosi stiamo chiedendo anche che vengano create delle strutture sull'esempio degli OPG , visto il fallimento delle REMS, che a nostro avviso non sono la soluzione del problema, anche perché i detenuti che restano nelle carceri, spesso vengono classificati come soggetti con "problemi comportamentali" e non sempre come detenuti che abbiano bisogno di cure psichiatriche particolari. Sarebbe quindi necessario creare un percorso detentivo dedicato a questa tipologia di detenuti. Altro grosso problema riguarda l'apertura del nuovo padiglione. Serve certamente una implementazione di personale, considerato che già oggi si fanno già diversi turni da otto ore e non riusciamo perciò a garantire il rispetto delle ore settimanali, i riposi, i congedi e quant'altro. Il nostro grido d'allarme è rivolto all'amministrazione centrale e regionale affinché dia una risposta ai problemi del carcere di Parma. Dimenticavo una cosa molto importante e riguarda il servizio delle traduzioni e dei piantonamenti. Abbiamo personale dimezzato rispetto a quello che sarebbe la pianta organica ottimale, con dei mezzi che superano i 300.000 km di percorrenza e che spesso si fermano per strada, generando gravi problemi di sicurezza per il personale."

Le richieste in sintesi:
- Ripristino degli OPG, ovviamente migliorati con adozione di uno specifico percorso detentivo per i detenuti psichiatrici;
- adozione dei Taser;
- addestramento specifico per la gestione di casi critici;
- implementazione di personale;
- e infine aggiornamento dei mezzi di trasporto, traduzione.

 

Pubblicato in Cronaca Parma

Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione del Sindacato nazionale Agenti di Polizia Penitenziaria, segreteria regionale Emilia Romagna relativamente all'ennesimo suicidio di un poliziotto.


"Riposa in pace caro amico ... sarai sempre vivo nei nostri ricordi"...
"Perché? Non dovevi. Resterai nei nostri cuori".
"Sei sempre stato un punto di riferimento per tutti i colleghi... Una persona speciale su cui potevi sempre contare... Hai sempre dato l'anima e il corpo all'amministrazione... Non meritavi proprio questo destino... Sarai sempre nel mio cuore... Ciao ..."


"Questi sono solo alcune delle parole che amici e colleghi hanno voluto utilizzare nella giornata di oggi per rivolgere l'ultimo saluto ad un collega, un amico, che ci ha lasciato troppo presto.
E la causa della prematura dipartita di un altro appartenente alle forze di polizia è ancora una volta il suicidio, perché nelle FF.OO. è assodato che i suicidi sono maggiori che nel resto della popolazione. Poi il lavoro può essere causa o concausa, ma il silenzio di chi può intervenire a studiare il problema e cercare di arginarlo non è solo assordante ma colpevole ed esecrabile!!
"52 vite perse ed altrettante famiglie che non si daranno pace per non aver compreso il male di vivere che li stava ingoiando. Che impotenza, rabbia e rammarico".
Siamo vicini nel dolore della famiglia del poliziotto scomparso, alla quale porgiamo le nostre più sentite condoglianze.
Riposa in pace collega."

Piacenza 11 ottobre 2019 -


Gianluca Giliberti
Segretario Regionale
Si.N.A.p.pe.

Pubblicato in Cronaca Piacenza

Nella giornata di oggi, 22/08/2019, un detenuto magrebino, dopo aver scardinato i piedi di un tavolo di legno presente nella sezione detentiva, si sarebbe diretto verso un Poliziotto Penitenziario aggredendolo “a bastonate”. Ci è stato, inoltre, riferito che, per puro caso, lo stesso non avrebbe raggiunto in pieno volto un vice ispettore del Corpo, il quale, evitato il pericolo, sarebbe riuscito a dare l’allarme, richiamando in sezione ulteriori unità di Polizia Penitenziaria che con non poca difficolta sarebbero poi riuscite a contenere il detenuto e riportare l’ordine all’interno del reparto.


Il Poliziotto Penitenziario aggredito sarebbe stato costretto a raggiungere il Pronto Soccorso del nosocomio cittadino che, dopo i dovuti accertamenti del caso, lo giudicava guaribile in 5 giorni, salvo complicazioni.
Purtroppo, la situazione nei carceri regionali è sempre più allarmante e, tra questi, quello di Reggio Emilia e sicuramente l’Istituto ove si sta verificando, nelle ultime settimane, il numero maggiore di aggressioni ai danni della Polizia Penitenziaria.
Riteniamo, pertanto, che la Dirigenza dell’Istituto ed il Provveditorato Regionale debbano farsi carico delle problematiche sottese all’esponenziale aumento di tali eventi critici ed apportare i dovuti correttivi al fine di ripristinare la serenità lavorativa, soprattutto all’interno delle sezioni detentive, affinché il personale in divisa sia messo in condizione di adempiere i propri compiti istituzionali in maniera sicura ed ineccepibile.


Riteniamo, infine, sia urgente disporre il trasferimento del detenuto responsabile dei fatti descritti, ai sensi della circolare GDAP 10/10/2018.0316870.U del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

F.to Il Segretario Regionale Gianluca Giliberti

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

Nel pomeriggio di ieri, 30 luglio 2019, si è verificata una aggressione a un Poliziotto Penitenziario da parte di un detenuto ganese durante l'ora d'aria nella Casa circondariale di Bologna.

Da una prima ricostruzione dei fatti sembrerebbe che il detenuto, proveniente dalla sezione detentiva per fruire del passaggio, sarebbe andato in escandescenze alla vista del crocefisso presente nei box agenti adiacente i cortili passaggi.Il malcapitato addetto alla sicurezza sarebbe quindi stato trasportato al locale nosocomio per le cure del caso.

"Purtroppo, simili episodi stanno diventando sempre più frequenti, sottolinea il SiNAPPe per voce del Segretario Regionale Gianluca Giliberti, nella casa Circndariale di Bologna e, più in generale negli Istituti di Pena della regione. Il Sinappe, oltre a solecitare l'immediato trasferimento del detenuto responsabile dell'evento critico, ai sensi della circolare GDAP 10/10/2018.0316870U del Dipartimento dell'mministrazione Penitenziaria, continua a chiedere ai superiori Uffici di farsi carico della Problematica relativa alla gestione dei detenuti facinorosi e/o psichiatrici che stanno mettendo a soqquadro gli istituti della Regione, compromettendone seriamente l'ordine e la sicurezza."

Solo pochi giorni fa, infatti, nello specifico era il 26 luglio, all'interno del carcere di Parma, un detenuto italiano appartenente al circuito dell'Alta Sicurezza, durante il colloquio visivo con i familiari, si sarebbe avventato contro il personale addetto alla vigilanza ed osservazione dei colloqui visivi. In quel caso furono due i polizziotti che necessitarono delle cure mediche del Pronto Soccorso.

Pubblicato in Cronaca Emilia

Detenuto in permesso non fa rientro all'Istituto di pena: arrestato dalla Polizia di Stato in collaborazione con la Polizia Penitenziaria

Questa mattina, personale della Squadra Mobile, unitamente agli agenti della Polizia Penitenziaria, ha tratto in arresto un cittadino italiano, di 44 anni, che non aveva fatto rientro alla Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia e che era quindi ricercato per il reato di evasione.

All'uomo era stato concesso il permesso di uscire dall'Istituto di pena per svolgere un'attività lavorativa. La scorsa domenica però l'italiano non ha fatto rientro presso la Casa di reclusione e sono state quindi avviate le ricerche a suo carico.

A seguito di attività investigative, condotte mediante l'analisi dei tabulati e delle celle telefoniche, gli operatori della Squadra Mobile hanno potuto così rintracciare l'evaso a Bologna, precisamente all'interno di un bar dove stava consumando degli alcolici. Il detenuto è stato accompagnato presso la casa di reclusione di Castelfranco Emilia per la prosecuzione della pena detentiva in atto.

Pubblicato in Cronaca Modena