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Privati, associazioni, imprese con l'USL di Modena nella lotta al COVID19

I cittadini modenesi sono vicini al loro servizio sanitario pubblico in questa battaglia quotidiana contro il COVID19 in cui è impegnata tutta la rete provinciale in sinergia con quella regionale. L’Azienda USL di Modena garantisce l’assistenza sul territorio e negli ospedali della provincia - in collaborazione con l’Ospedale di Sassuolo Spa -, si occupa delle indagini epidemiologiche e dell’isolamento dei pazienti con coronavirus e dei loro contatti stretti, gestisce il sistema di emergenza-urgenza territoriale 118. Gli ospedali dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena (il Policlinico e l’Ospedale Civile di Baggiovara) sono le strutture in cui viene centralizzata la maggior parte dei pazienti positivi che necessitano di assistenza ospedaliera.

Da quando è stata creata la causale aiutocovid19, circa dieci giorni fa, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena ha beneficiato di oltre 700.000 euro versati sul conto corrente, cui si aggiungono circa 44.000 euro in beni di consumo sanitario con la donazione di mascherine, guanti in lattice, caschi riutilizzabili, tute, salviette e gel igienizzante. Una importante parte del denaro raccolto (251.800 euro) è frutto della generosità dei privati, cui si aggiungono 90.000 raccolti direttamente dalla piattaforma GoFoundMe e oltre 362.000 donati da imprese, ditte e associazioni. Qualcuno ha addirittura lanciato raccolte fondi su Facebook, altri su piattaforme di Crowdfunding, altri ancora si sono mossi singolarmente. A questi si aggiungono 55.000 euro per l’acquisto di un ecografo per anestesia e rianimazione donati da Italpizza e i 400.000 di Atlas Concorde per un sistema radiografico portatile 3D, dona un ecografo di ultima generazione al Policlinico di Modena, 7.820 euro, per un apparecchio ecografico palmare dal Golf Club di Modena (consegnato venerdì scorso), il Rotary Club Modena ha donato 26.230 euro per acquistare un ventilatore polmonare.

Grande generosità anche verso l’Azienda USL di Modena: oltre 650 i donatori privati che hanno versato complessivamente 323.000 euro sul conto corrente AUSL con la causale aiutocovid19, mentre 53 soggetti tra ditte e associazioni hanno versato altri 618.000 euro, per un totale di circa 941.000 euro. Altri fondi sono in arrivo dalla ditta USCO che attraverso GoFoundMe ha raccolto quasi 30.000 euro.
Si aggiungono donazioni in corso di acquisizione da parte di AVAP Pavullo per ecografi, laringoscopi e un erogatore di ossigeno ad alti flussi per il valore complessivo di 71.000 euro. BBraun ha invece donato attrezzature (sempre in corso di acquisizione) per l’allestimento di 4 posti aggiuntivi in Terapia Intensiva, per un valore complessivo di 30.000 euro. Sono in corso di acquisizione un’ambulanza con camera di biocontenimento donata da Ferrari spa (100.000 euro), un generatore ad alti flussi e 10 caschi per la ventilazione (5.7000 euro) per conto di Rotary Vignola e sistemi di ventilazione polmonare ad alto flusso (12.000 euro) per Lions Host di Carpi 3. Sono arrivate infine all’AUSL donazioni in dispositivi di protezione individuale, mascherine chirurgiche e FFP2 per un valore complessivo di oltre 8.500 euro.

A ciò si aggiungono le donazioni delle Fondazioni di Modena, Carpi, Vignola e Sassuolo agli ospedali della rete provinciale, per un totale complessivo di 1.500.000 euro.

“Quando questa crisi sarà terminata – hanno commentato la dottoressa Sabrina Amerio, Sub Commissario amministrativo dell’Azienda USL di Modena e il dottor Lorenzo Broccoli, Sub Commissario amministrativo dell’AOU di Modena – troveremo il modo per ringraziare tutti della loro generosità con un’iniziativa dedicata. Oggi, però, vorremmo esprimere la nostra gratitudine a tutti quelli che hanno donato e che doneranno, assicurando che la loro generosità non andrà sprecata”.

Per donare è sufficiente effettuare un bonifico con la causale aiutocovid19
Si ricordano i conti correnti delle Aziende sanitarie modenesi:
Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena presso Intesa San Paolo, IBAN: IT 57 X 03069 02477 100000046051. Codice Swift: BCITITMM
Azienda USL di Modena presso Intesa San Paolo, IBAN: IT 11 W 03069 02477 100000300268
Ospedale di Sassuolo S.p.A. presso Intesa San Paolo, IBAN: IT 42 M 03069 67017 100000002263 e Fondazione Ospedale di Sassuolo O.n.l.u.s. con bonifico bancario su cc: IBAN: IT 74 S 02008 67016 000102982966 indicando nella causale “emergenza Covid”.

Come già comunicato, l’Ospedale di Sassuolo ha raccolto finora, complessivamente, 102.454 euro in donazioni, e attraverso la Fondazione altri 410.000 euro.

Siccome donare è anche un gesto di fiducia verso le singole persone l’AOU ha deciso di affiancare alcune causali specifiche per alcuni reparti più esposti, in modo da consentire a chi lo vuole di indicare l’equipe cui far arrivare il frutto della sua generosità.

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria ha attivato su suo conto corrente anche le causali:
Terapia Intensiva Policlinico - aiutocovid19TIPOPoli
Terapia Intensiva Baggiovara - aiutocovid19TIPOBaggio
Malattie Infettive - aiutocovid19Malinf
Malattie Apparato Respiratorio - aiutocovid19PSPneumo
Pronto Soccorso Policlinico - aiutocovid19PSPoli
Pronto Soccorso Baggiovara - aiutocovid19PSBaggio

Sette apparecchiature di ultima generazione per la dialisi. La generosa donazione in memoria del marito Ugo Sandei. La moglie Bruna Sartori: "Questa apparecchiature hanno consentito a mio marito di vivere 13 anni e abbiamo deciso di ringraziare il reparto che ci ha amorevolmente seguito".

Parma -

"Queste apparecchiature hanno consentito a mio marito di vivere per 13 anni nonostante la malattia e così, insieme ai miei figli Pietro e Stefano, abbiamo deciso di ringraziare il reparto dove abbiamo trovato tanta professionalità e tanta umanità in ogni momento della nostra lunga frequentazione". Sono le parole commosse di Bruna Sartori quando annuncia al Prof. Enrico Fiaccadori, direttore della Nefrologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, la sua intenzione di donare ben sette apparecchiature per dialisi che andranno a sostituire quelle più obsolete e rinforzeranno la dotazione del reparto che potrà così offrire ai pazienti ricoverati nelle strutture del Maggiore le tecnologie più avanzate per la cura dell'insufficienza renale.

Una donazione importante quella della signora Sartori che come unico ringraziamento ha chiesto di dedicarla al marito Ugo Sandei, recentemente scomparso. "L'ho fatto con il cuore - afferma la signora - sperando che migliori sempre di più le condizioni di vita dei pazienti che dipendono da queste macchine".
E il suo obiettivo sarà raggiunto, come spiega il professor Fiaccadori: "Le nuove apparecchiature sono molto versatili e consentono un trattamento personalizzato a seconda delle condizioni in cui si trova il paziente. Inoltre sono semplici da usare, con un indubbio vantaggio in termini di sicurezza sia per i pazienti sottoposti al trattamento che per il personale sanitario. Sono facili da trasportare al letto del paziente in qualsiasi reparto esso si trovi ricoverato, ad esempio Rianimazione, evitando il notevole disagio di un suo spostamento".

Il trattamento dialitico dell'insufficienza renale cronica è notevolmente impegnativo, in quanto richiede almeno quattro ore di tempo, e deve essere effettuato almeno tre volte alla settimana. E nel caso dei dializzati cronici – sono circa un centinaio i pazienti seguiti direttamente dal Centro di Nefrologia del Maggiore - per 52 settimane all'anno. In alcuni casi di insufficienza renale acuta in terapia intensiva il trattamento può essere giornaliero e può richiedere fino a 12 ore. Ecco perché ogni piccolo grande gesto può alleviare una grande sofferenza.

Ai sentiti ringraziamenti del prof. Fiaccadori e del personale del reparto con la coordinatrici infermieristiche Mara Cauli e Rosa Salamina si sono uniti quelli del responsabile della struttura interaziendale Ingegneria clinica Matteo Berghenti; della direttrice della 1a Anestesia e rianimazione Sandra Rossi e del direttore generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Massimo Fabi.

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Fonte: Azienda ospedaliero-universitaria di Parma

Pubblicato in Cronaca Parma

Consegnato uno strumento per facilitare la respirazione dei piccoli pazienti. I genitori: "Questo reparto è stata la seconda casa di nostro figlio. Abbiamo voluto lasciare un ringraziamento concreto" Fabi: "Sono commosso per la generosità e l'attaccamento verso l'Ospedale di Parma"

Per ricordare il loro piccolo guerriero e per ringraziare i medici e il personale infermieristico per le amorevoli cure prestate non hanno chiesto fiori ma offerte per la struttura di Neonatologia mamma Claudia e papà Marco, genitori del piccolo Leonardo Borlenghi, prematuramente scomparso a novembre a causa di gravi complicanze respiratorie e cardiache.

La richiesta dei genitori è stata sostenuta con forza da amici e colleghi dello stabilimento Barilla di Pedrignano e si è concretizzata con la donazione di un'apparecchiatura "ad alto flusso di ossigeno" per i piccoli pazienti che soffrono di gravi problemi respiratori.

Lo strumento è stato presentato oggi alla presenza dei genitori di Leonardo, Claudia Napolitano e Marco Borlenghi, accompagnati in reparto dal direttore dello stabilimento di Pedrignano, Alessandro Spadini e dalla responsabile del Personale Alessandra Ghiretti.

Ad accoglierli il direttore della Neonatologia, Cinzia Magnani, e il direttore generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria, Massimo Fabi.

"Oggi – spiegano Claudia e Marco - doniamo questo strumento al reparto in ricordo di Leonardo, il nostro piccolo leoncino. Una donazione resa possibile grazie alle tante offerte fatte da amici e colleghi di lavoro. Ringraziamo presidenza, direzione e tutti i colleghi della Barilla per la vicinanza che ci hanno dimostrato e per l'impegno nella raccolta fondi. Per tanti mesi - concludono i genitori - questo reparto è stata la seconda casa di Leonardo e qui abbiamo trovato personale splendido, vogliamo con questa donazione lasciare un ringraziamento concreto".
"Lo strumento - precisa Magnani - offre un importante sostegno per la respirazione dei bambini più piccoli. È fondamentale sottolineare che per un bimbo molto piccolo che soffre di gravi patologie respiratorie anche una "banale" rinite può diventare un problema serio e la respirazione deve quindi essere aiutata".
Un sentito ringraziamento per la donazione arriva dal direttore generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma Massimo Fabi. "Sono commosso – spiega Fabi - per la generosità e l'attaccamento verso l'Ospedale di Parma dimostrato anche con questa donazione. Ringrazio di cuore i genitori del piccolo Leonardo, Claudia e Marco, e tutti i loro amici, colleghi e familiari che hanno contribuito a questo bellissimo gesto di solidarietà che è frutto di un sentire solidale".

Pubblicato in Comunicati Sanità Parma

Giocattoli, libri e una somma di denaro sono stati donati nei giorni scorsi da Primo Pellicciari, a nome dell'azienda Pellicciari srl, che opera a Reggio Emilia nel campo degli impianti tecnologici, al reparto di Pediatria dell'ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Come ha spiegato il titolare: "Quest'anno abbiamo scelto di destinare le risorse solitamente impegnate nell'acquisto di strenne natalizie a clienti e collaboratori a beneficio dei bambini che, in quanto ricoverati, non potranno trascorrere le festività nelle loro case".

Ad accogliere e ringraziare a nome dell'Azienda Usl il sig. Pellicciari e i collaboratori era il coordinatore del reparto Nicoletta Vinsani insieme a una parte della équipe pediatrica.

Reggio Emilia, 22 dicembre 2017

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

Grazie ai concerti della rassegna "Angelo Mazza", la Scuola in Ospedale ha consegnato un corso di chitarra a Pietro e una tastiera elettrica ad Arianna.

Parma, 19 dicembre 2017

Il coro Voci di Parma ha donato questa mattina due borse di studio a un ragazzo e una ragazza che hanno manifestato la loro passione per la musica e che sono in cura presso la Pediatria e Oncoematologia diretta dalla dottoressa Patrizia Bertolini.

L'obiettivo del coro è infatti quello di coltivare tale passione e sono infatti tantissimi gli strumenti musicali o i corsi di perfezionamento musicale donati in questi anni a bambini e ragazzi ricoverati all'Ospedale dei Bambini, grazie all'interessamento di Marzia Fusi, insegnante di educazione musicale della Scuola in Ospedale.

Quest'anno il ricavato, ottenuto attraverso i concerti della XIII Rassegna Angelo Mazza, un corista scomparso che ha lasciato l'incarico di devolvere fondi a favore della promozione musicale soprattutto tra i giovani, è stato destinato a due borse di studio che si sono tradotte in un corso di chitarra elettrica per Pietro, 16 anni, e una tastiera elettronica per Arianna di 12 anni.

Alla consegna era presente, insieme a Patrizia Bertolini e Marzia Fusi, Stefania Nocciolati presidente del Coro Voci Bianche di Parma che ha espresso grande soddisfazione nel poter contribuire a sviluppare una sensibilità musicale già manifestata da questi ragazzi.

(Fonte: Ufficio stampa e comunicazione Azienda ospedaliero-universitaria di Parma)

Pubblicato in Cronaca Parma

Donazione all'Ospedale dei Bambini di Parma: l'apparecchiatura verrà utilizzata per i piccoli pazienti della struttura pediatrica con difficoltà respiratorie.

Anziché regali costosi e cene di saluto, un ex dipendente Barilla, che chiede di rimanere anonimo, al momento del suo congedo dall'azienda ha preferito avviare una raccolta fondi da devolvere nell'acquisto di un'apparecchiatura che verrà utilizzata dal reparto pediatrico dell'Ospedale dei Bambini intitolato proprio a Pietro Barilla. A fare da tramite l'associazione Snupi che da oltre vent'anni contribuisce a migliorare la dotazione strumentale e tecnologica dell'Ospedale di Parma, prestando particolare attenzione alla gastroenterologia e ai pazienti più giovani.

"È un piacere per noi cercare di sostenere le esigenze di assistenza che ci vengono rivolte da una struttura con cui collaboriamo da sempre – afferma il presidente di Snupi Giulio Orsini. - A maggior ragione quando l'offerta di sostegno arriva da persone non coinvolte direttamente dalla malattia ma che sentono comunque la necessità di dare una mano a migliorare i percorsi di cura di chi ha bisogno".

La strumentazione donata rappresenta infatti un sistema innovativo per l'ossigenoterapia. Grazie alle sue caratteristiche - priva di cavi e sonde esterne - consente di somministrare la terapia al bambino in modo più confortevole, prevenendone i disagi con paziente attraverso un circuito monouso termoregolato collegato a cannule nasali per bambino che aumentano il comfort e l'accettazione della terapia stessa da parte del paziente, mantenendo l'idratazione della mucosa e prevenendo così i disagi. Inoltre essendo di facile spostamento permette di gestire il bambino in reparto risparmiando la ventilazione artificiale.

Il benefattore non ha chiesto né nome né targhe, solo un ringraziamento pubblico da trasferire ai tanti che lo hanno aiutato a raggiungere questo traguardo, deciso insieme alla moglie, con cui ha condiviso l'attenzione verso gli altri. "Sono un ex dipendente Barilla - afferma il donatore - e quando sono andato in pensione ho deciso di destinare l'intera somma che i colleghi avevano raccolto per fare un regalo a me. D'accordo con mia moglie, abbiamo voluto essere concretamente vicini ai più piccoli e abbiamo condiviso una proposta della Associazione Snupi, riuscendo così a donare uno strumento che migliorerà i percorsi di cura dei pazienti ricoverati nella pediatria del nostro ospedale. I bambini sono la nostra speranza ed il nostro futuro. Da loro abbiamo ricevuto in prestito questo mondo in cui viviamo. Poter fare qualche cosa per loro, è una grande soddisfazione per noi".

Un ringraziamento speciale a chi ha mostrato attenzioni nei confronti dei pazienti della pediatria arriva dal direttore del Dipartimento materno infantile Gian Luigi de'Angelis "Grato a chi si prende cura dell'Ospedale e della Pediatria in particolare" così come dal direttore generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Massimo Fabi: "Fare in modo che l'ospedale funzioni al meglio, per i grandi e in questo caso per i più piccoli, è un gesto che va oltre la grande generosità della donazione. Farsi carico della salute dell'ospedale è farsi carico della salute di una comunità".

(Fonte: Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma)

Pubblicato in Comunicati Sanità Parma

Policlinico di Modena. Donare l'equivalente di un proprio stipendio mensile per i bambini ricoverati alla pediatria. Il gesto di un formiginese di 44 anni, oggi la cerimonia di consegna

Donare l'equivalente di un proprio stipendio mensile per gli altri, in particolare per i bambini ricoverati alla Pediatria del Policlinico di Modena. Questo il bel gesto di Massimiliano Bonucchi, formiginese, classe 1973, dal 2009 volontario, come Autista Soccorritore, sui mezzi Convenzionati con il 118; Massimiliano svolge attività di emergenza e urgenza sul territorio Modenese.

20171104-saturimetroGrazie alla donazione, l'Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena ha potuto acquistare 3 saturimetri, strumenti che, in maniera non invasiva, permette di misurare la quantità di emoglobina legata nel sangue e, con una certa approssimazione, una stima della quantità di ossigeno presente nel sangue.

Gli apparecchi sono stati consegnati nei giorni scorsi in Pediatria, alla presenza del direttore, prof. Loreno Iughetti, del coordinatore infermieristico, Andrea Allegretti e Leo Traldi, per l'Ingegneria Clinica aziendale.

Tutti hanno voluto ringraziare per la generosità Massimiliano Bonucchi che è salito al settimo piano del Policlinico con i genitori, Tiziana ed Erio, che lo hanno sempre sostenuto nelle sue attività di volontariato.

"Lavoro nel mondo del volontariato – ha raccontato Massimiliano Bonucchi – e spesso faccio parte degli equipaggi dei mezzi di emergenza. In queste occasioni mi è capitato di essere a contatto con pazienti pediatrici. In questi anni, trascorsi anche come istruttore di rianimazione cardiopolmonare BLSD, mi sono reso conto quanto sia importante rimanere vicino ai pazienti pediatrici, soprattutto se oncologici, perché sono tra i più fragili. Per questo motivo ho pensato di donare loro ciò che potevo. Ringrazio i miei genitori per la condivisione, gli amici e le amiche per la realizzazione di questo progetto. Ringrazio la in particolare l'Ing. Traldi figura fulcro per la riuscita di questo sogno, di donare strumentazione atta a questi particolari pazienti, il il primario, prof. Iughetti e tutte le persone che si sono adoperate".

L'unico caso attualmente riscontrato e' di importazione. Avis e Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena rassicurano i donatori.

Recentemente sono state date dai mezzi di comunicazione di massa notizie della presenza del virus Chikungunia nel territorio della provincia di Modena. Delle varie informazioni si è rilevata vera solo quella inerente una paziente che soggiornava a Casinalbo ma che, a quanto pare, ha contratto la malattia nel Lazio.

"Ai fini della donazione del sangue – spiega il dottor Giovanni Battista Ceccherelli, Responsabile dell'Immuno-trasfusionale dell'AOU di Modena – dobbiamo distinguere tra i casi di importazione, cioè che si evidenziano in persone che hanno contratto la malattia in altra sede, ma che nel frattempo sono pervenute nella provincia di Modena, e casi autoctoni, nei quali la persona malata è sempre stata nella nostra provincia e di conseguenza ha contratto l'infezione ad opera della zanzara tigre".

Nelle forme di importazione si adotta la disinfestazione accurata dell'ambiente, in modo da impedire la diffusione delle eventuali zanzare che potrebbero aver punto il paziente, ma non è ritenuta necessaria la sospensione delle donazioni. Solo nella eventualità di casi autoctoni si deve sospendere la donazione come sta avvenendo in questi giorni alla USL 2 di Roma.

"Al momento – prosegue il dottor Ceccherelli – la nostra Provincia di Modena è interessata solo da una forma di importazione, non è necessario quindi sospendere le donazioni. Per ulteriore sicurezza, comunque, il Servizio Trasfusionale ha adottato una ulteriore precauzione. Le unità trasfusionali prelevate nei residenti del comune di Formigine vengono messe in quarantena per cinque giorni. Il donatore al momento della donazione si impegna a comunicare ad AVIS o al SIMT entro i cinque giorni, sintomi quali febbre, dolori articolari, cefalea, manifestazioni cutanee. Trascorsi i cinque giorni, se non è pervenuta alcuna segnalazione, tali sacche verranno utilizzate normalmente. In questo modo crediamo di garantire la massima sicurezza per le unità trasfusionali donate nella nostra Provincia. Se non compariranno ulteriori casi di importazione, tali misure potranno essere sospese verso la fine di settembre".

Non solo, quindi, donare il sangue nella Provincia di Modena è possibile senza limitazioni ma è anche richiesto per aiutare il Lazio che, invece, le donazioni ha dovuto sospenderle. "Ricordo – spiega Cristiano Terenziani, Presidente di AVIS Provinciale - che in questo momento la Regione Lazio ha chiesto l'aiuto delle altre Regioni al fine di poter superare la carenza di emocomponenti. Anche la nostra Provincia è chiamata a fare la sua parte e per questo Avis si è attivata con i suoi donatori per una raccolta straordinaria. Come sempre, di fronte ad emergenze come questa, la risposta dei modenesi non ha tardato ad arrivare. Ma continuiamo ad invitare alla donazione anche nelle prossime settimane, perché la carenza di sangue in Lazio avrà tempi lunghi e solo la solidarietà dei donatori potrà garantire le terapie e gli interventi chirurgici negli ospedali romani".

Per effettuare le donazioni ci si può rivolgere alla propria Avis di riferimento o all'Avis provinciale di Modena tel 059 3684911 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  – modena.avisemiliaromagna.it 

Il lifepak 15 è stato acquistato grazie al lascito testamentario di Elsa Bologna, recentemente scomparsa.

Parma, 15 settembre 2017

Il monitor defibrillatore multiparametrico è uno strumento di soccorso molto importante, che permette di svolgere monitoraggio, diagnosi e trattamenti su pazienti con problematiche cardiorespiratorie e non. Da oggi, l'Assistenza Pubblica Parma Onlus potrà utilizzarlo sulle proprie automediche, grazie al lascito testamentario di Elsa Bologna, scomparsa all'età di 96 anni lo scorso mese di gennaio.

Il Lifepak 15 consente di seguire costantemente i parametri vitali del paziente e questa possibilità di visualizzare tali parametri e il tracciato elettrocardiografico permette al medico di diagnosticare patologie meritevoli di trattamento farmacologico o di carattere interventistico. È più di un defibrillatore automatico esterno (DAE), poiché il medico può erogare terapie elettriche differenziate, sulla base del tracciato e delle caratteristiche del paziente. Infine, il modello scelto dall'Assistenza Pubblica permette di avere a disposizione uno strumento aggiuntivo a quello già a disposizione dell'ente, per trasmettere il tracciato elettrocardiografico al reparto di Cardiologia per i casi di sospetto infarto del miocardio.

«La zia Elsa – spiega il nipote Enzo Petrolini – ha lasciato scritto, nel suo testamento, di devolvere una cifra all'Assistenza Pubblica di Parma. Per due motivi: essendo vissuta tutta la vita in Oltretorrente, l'associazione le era molto cara e ne è sempre stata socia, e poi perché suo zio Guerrino Bologna, anche lui vissuto "de l'a da l'acqua" e morto all'inizio del Novecento, era stato uno dei primi soci fondatori di questo ente di volontariato».

«La donazione ricevuta – afferma Cristiana Madoni, direttore sanitario dell'Assistenza Pubblica Parma Onlus – è per noi di estrema importanza per mantenere la qualità e l'efficienza del nostro servizio di emergenza con automedica: crediamo, fin da quando è partito il servizio nel 1988, che per intervenire con efficacia, in caso di emergenza extraospedaliera, occorrano personale qualificato e addestrato all'emergenza insieme a mezzi efficienti e presidi avanzati. Un monitor defibrillatore multiparametrico consente di trattare il paziente e di monitorarlo durante il trasporto dal territorio all'ospedale».

«Siamo sinceramente riconoscenti alla signora Elsa per questa donazione effettuata a nome suo e dello zio Enrico Bologna - afferma Luca Bellingeri, Presidente dell'Assistenza Pubblica Parma Onlus – perché è un segno di fiducia verso la nostra associazione e verso l'impegno e il senso di responsabilità con cui svolgiamo la nostra attività di volontariato ogni giorno, 365 giorni l'anno, 24 ore su 24».

Ufficio stampa e comunicazione Assistenza Pubblica - Parma Onlus

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