Legalità, Bullismo, Cyberbullismo e informazioni per il contrasto all'uso di sostanze stupefacenti: La Polizia di Stato incontra i giovani alunni dell' I.C. Fontanellato

Dopo Fidenza e Borgotaro, proseguono gli incontri in Provincia, questa volta a Fontanellato, nell'ambito degli incontri in materia di educazione alla legalità promossi dalla Polizia di Stato. Il Commissario Capo Federico Mastorci, e il Medico Principale della Polizia di Stato Valerio Bruti, hanno incontrato circa 150 giovani studenti delle quinte elementari e delle medie dell' I.C. Fontanellato.

Durante l'incontro sono stati affrontati diversi argomenti su fenomeni criminali gravi, che avvengono anche mediante l'uso della rete.
Tra gli argomenti trattati vi sono il bullismo, il cyberbullismo, l'adescamento, ma non solo, si è parlato anche di come utilizzare in maniera corretta il web e gli strumenti tecnologici connessi alla rete, anche e soprattutto dal punto di vista della propria privacy.

I ragazzi, sono stati informati, anche attraverso esempi, sulla gravità delle conseguenze che possono subire le vittime e le ripercussioni nella sfera giuridica dell'autore di condotte criminose(il bullo) e dei suoi familiari.

Sono state illustrate delle semplici, ma efficaci, regole di comportamento sia per la convivenza nella vita reale sia per ridurre i rischi collegati alla vita digitale.
L'incontro ha permesso di riflettere sul ruolo svolto dalle Istituzioni, dalla Scuola e da ogni persona nelle azioni di contrasto al bullo o al cyberbullo.
Riscontrando da parte dei ragazzi una grande partecipazione ed un notevole interesse sul tema, gli esperti della Polizia di Stato hanno messo in guardia i giovanissimi anche su un altro tema, anch'esso oggetto dell'incontro, che è il rischio proveniente dall'adescamento.

Grazie alla presenza del Medico Principale, il dott. Bruti, sono state date fornite diverse nozioni tecniche sulle conseguenze derivanti dall'uso di sostanze stupefacenti. Invitando tutti i giovani presenti a non avvicinarsi nemmeno per scherzo alle predette sostanze. Sul tema gli studenti hanno fatto diverse domande e sono stati particolarmente interessati.

Il personale della Polizia di Stato proseguirà nell'iniziativa, che ha avuto molto successo, già nel mese di Aprile, presso altri istituti scolastici di Parma e soprattutto in Provincia ove insistono diversi istituti scolastici che hanno richiesto il nostro intervento.

Pubblicato in Cronaca Parma

Legalità, Bullismo e Cyberbullismo: La Polizia di Stato incontra i giovani alunni dell' I.C. Borgotaro.

Dopo Fidenza, proseguono gli incontri in Provincia, nell'ambito degli incontri in materia di educazione alla legalità promossi dalla Polizia di Stato, il Commissario Capo Federico Mastorci, e il Sovrintendente Marco Vezzosi della sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Parma hanno incontrato giovani studenti della scuola media I.C. Borgotaro.

Durante l'incontro sono stati affrontati diversi argomenti su fenomeni criminali gravi, che avvengono mediante l'uso della rete.
Tra gli argomenti trattati vi sono il cyberbullismo, il sexting e le Sex Extortion, ma non solo, si è parlato anche di come utilizzare in maniera corretta il web e gli strumenti tecnologici connessi alla rete, anche e soprattutto dal punto di vista della propria privacy.
I ragazzi, sono stati informati, anche attraverso esempi, sulla gravità delle conseguenze che possono subire le vittime e le ripercussioni nella sfera giuridica dell'autore di condotte criminose(il bullo) e dei suoi familiari.

Sono state illustrate delle semplici, ma efficaci, regole di comportamento sia per la convivenza nella vita reale sia per ridurre i rischi collegati alla vita digitale.
L'incontro ha permesso di riflettere sul ruolo svolto dalle Istituzioni, dalla Scuola e da ogni persona nelle azioni di contrasto al bullo o al cyberbullo.

Riscontrando da parte dei ragazzi una grande partecipazione ed un notevole interesse sul tema, gli esperti della Polizia di Stato hanno messo in guardia i giovanissimi anche su un altro tema, anch'esso oggetto dell'incontro, che è il rischio proveniente dai giochi online e dall'adescamento.

Il personale della Polizia di Stato proseguirà nell'iniziativa, che ha avuto molto successo, già nel mese di Aprile, presso altri istituti scolastici di Parma e soprattutto in Provincia ove insistono diversi istituti scolastici che hanno richiesto il nostro intervento.

Legalità, Bullismo e Cyberbullismo: La Polizia di Stato incontra i giovani alunni dell'Istituto di formazione di Forma Futuro e dell'IISS di Fidenza

Nell'ambito degli incontri in materia di educazione alla legalità promossi dalla Polizia di Stato, il Vice Questore Aggiunto Omar Elian, il Commissario Capo Federico Mastorci, da una parte e il Commissario Capo Pasquale Cusano e il Sovrintendente Marco Vezzosi, dall'altra, hanno incontrato centinaia di giovani studenti.

I primi due dirigenti della Questura di Parma, il dirigente dell' Ufficio Immigrazione e il dirigente delle Volanti, hanno incontrato i giovani studenti, tra i 16 e i 18 anni, di Forma Futuro, parlando con loro dei rischi connessi all'uso dei nuovi device digitali e della rete.

Ma non solo, sono stati approfonditi argomenti quali, l'uso dei social media e dei social network e delle conseguenze giuridiche rispetto a condotte considerate troppo spesso senza alcuna benché minima conseguenza. Le altre tematiche, molto attuali, hanno riguardato i rischi collegati a comportamenti relazionali errati che possono portare ad azioni di bullismo e di cyberbullismo.

Il dirigente dell'Ufficio immigrazione, invece, ha approfondito le tematiche di competenza, dando informazioni generali circa il fenomeno dell'immigrazione e i risvolti sul piano della regolare presenza sul territorio nazionale a seguito della commissione di reati.

Nella stessa giornata, il Comm. Capo Pasquale Cusano e il Sovrintendente Marco Vezzosi, tenuto conto che quest'ultimo esprime la specialità della Polizia Postale sul territorio di Parma, hanno affrontato diversi argomenti su fenomeni criminali gravi, che avvengono mediante l'uso della rete. Quest'incontro si è tenuto presso L'IISS (Istituto di Istruzione Superiore A. Berenini) di Fidenza, con ragazzi tra i 14 e i 15 anni. Peraltro, l'incontro tenuto dalla Polizia Postale è il decimo che viene tenuto da questa importante specialità della Polizia di Stato, che tra i vari incontri è già stata a Medesano, oltre che a Parma, in considerazione del fatto che anche le scuole della Provincia sono molto interessate a incontri di questo tipo.

In particolare hanno parlato di cyberbullismo, sexting, Sex Extortion e consigliato come utilizzare in maniera corretta il web e gli strumenti tecnologici connessi alla rete.
I ragazzi, sono stati informati, anche attraverso esempi, sulla gravità delle conseguenze che possono subire le vittime e le ripercussioni nella sfera giuridica dell'autore e dei suoi familiari.

Sono state illustrate delle semplici, ma efficaci, regole di comportamento sia per la convivenza nella vita reale sia per ridurre i rischi collegati alla vita digitale.

L'incontro ha permesso di riflettere sul ruolo svolto dalle Istituzioni, dalla Scuola e da ogni persona nell'azioni di contrasto al bullo o al cyberbullo.
Riscontrando da parte dei ragazzi una grande partecipazione ed un notevole interesse sul tema, gli esperti della Polizia di Stato hanno messo in guardia i giovanissimi anche su un altro tema, anch'esso oggetto dell'incontro, che è il rischio proveniente dai giochi online.

Il personale della Polizia di Stato proseguirà nell'iniziativa, che ha avuto molto successo, già nel mese di Aprile, presso altri istituti scolastici di Parma.

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Cyberbullismo: 9 adolescenti su 10 navigano in rete senza alcun controllo da parte dei genitori. 4 su 10 anche dopo le 23. Consegnata al Ministro Fontana l'indagine della no profit "social warning-movimento etico digitale".

 

Ieri, era il Safer Internet Day, giornata per la sicurezza in rete indetta dalla Commissione Europea, e della giornata nazionale contro il cyberbullismo e lunedì sono stati resi noti e consegnati al Ministro Fontana, che ha la delega in materia, i risultati di un'indagine che ha coinvolto, nel corso del 2018, 10mila ragazzi tra i 12 e 16 anni delle scuole medie e superiori di tutta Italia.

Commenta Davide Dal Maso, 23 enne fondatore del Movimento e social media coach: "Per i ragazzi non esiste on-line o off-line. Vivono tutto assieme, contemporaneamente, On-Life. Sta agli adulti non lasciarli soli e accompagnarli nell'esplorazione della rete che per la Generazione Z è e resta comunque una risorsa. Tra le poche regole imposte dai genitori ai ragazzi quella di "non usare più di 1 giga al giorno".

Cellulare in classe sì o no, gaming e dipendenza da Fortnite, fake news, hikikomori, sexting via WhatsApp: sono solo alcuni dei temi che i formatori-volontari del Social Warning-Movimento Etico Digitale  affrontano nei loro interventi nelle scuole medie e superiori di tutta Italia (oltre 10mila i ragazzi tra i 12 e i 16 anni incontrati nel solo 2018) durante i quali ai ragazzi è stato somministrato un questionario i cui risultati vengono resi noti oggi e sono stati consegnati in anteprima al Ministro della Famiglia Lorenzo Fontana che ha la delega al contrasto al cyberbullismo.

"I nostri interventi - sottolinea il fondatore della no profit Davide Dal Maso, che delle proprie competenze digital ha fatto una delle professioni più all'avanguardia del momento, il social media coach - hanno sempre il focus sulle potenzialità della rete, più che sui rischi, e puntano ad accrescere la consapevolezza dei ragazzi per i quali non esiste on-line o off-line. Vivono tutto assieme, contemporaneamente, On-Life. Anche per questo noi diciamo sempre loro: Prendi il meglio dal passato, Vivi il presente, Pensa al futuro".

"Quante volte - continua Dal Maso che dall'esperienza negativa di essere bullizzato da ragazzo attraverso il web ha riunito nel Social Warning, letteralmente attenzione ai social, una rete di formatori-volontari, professionisti dei settori più disparati che ogni giorno lavorano con la rete e quindi la conoscono bene - capita anche a noi adulti di scrollare Facebook mentre siamo sul divano a guardare un film o, peggio ancora, mentre siamo a cena fuori con gli amici? Ecco, in quel momento siamo contemporaneamente on-line e off-line. E questa distinzione negli adolescenti non viene proprio percepita: per loro è normale essere contemporaneamente nelle due dimensioni. Sta agli adulti condividere con loro che il reale viene prima del virtuale".

Oltre 10mila i ragazzi che il Movimento Etico Digitale ha "ingaggiato" nel 2018, suo primo anno di vita, mentre i genitori che hanno partecipato agli interventi formativi sulle potenzialità e i rischi del web sono stati circa 3mila.

Nonostante i risultati dell'Osservatorio raccontino di ragazzini spesso e volentieri abbandonati alla galassia digitale con scarso controllo da parte degli adulti, Davide Dal Maso - che a 23 anni insegna social media e promozione on-line in un Istituto professionale ed è il docente più giovane d'Italia - vede il bicchiere mezzo pieno: "Nella mia generazione ho tanta fiducia: l'esposizione continua al web ci ha reso più creativi, capaci di fare team con persone culturalmente diverse e ci ha regalato una visione più globale. Se riusciremo a coniugare con la tecnologia il bagaglio culturale che i nostri nonni ci hanno consegnato, sono certo che sapremo costruirci un grande futuro".

(in allegato il file pdf dell'Osservatorio)

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I RISULTATI DELL'OSSERVATORIO SULL'EDUCAZIONE DIGITALE PROMOSSO DAL SOCIAL WARNING-MOVIMENTO ETICO DIGITALE

Alla vigilia del Safer Internet Day, giornata per la sicurezza in rete indetta dalla Commissione Europea, e della giornata nazionale contro il cyberbullismo, il Movimento rende noti i risultati dell'indagine promossa, attraverso un questionario somministrato dagli oltre 100 formatori durante gli interventi realizzati nel 2018 in scuole medie e superiori di tutta Italia, a circa 10mila ragazzi di età compresa tra i 12 e 16 anni.

LA TECNOLOGIA COME BABY SITTER

Il 92% dei ragazzi intervistati (9 su 10) quando è connesso alla rete è da solo (81%) o in compagnia di amici (11%). Solo l'8% naviga in rete seguito dai genitori.
Davide Dal Maso: L'indagine che abbiamo condotto ci racconta di un numero troppo basso di genitori disposti ad affiancare i figli durante la navigazione (solo l'8% dei ragazzi approccia la rete seguito da mamma o papà) e questo si spiega con il fatto che, ignorando nella maggior parte dei casi i social utilizzati dai loro figli, se ne chiamano fuori. Oppure per comodità li lasciano ore ed ore davanti a Youtube o Twitch. Che i ragazzi vogliano essere liberi di navigare in solitaria è normale, un po' meno lo è che al 92% di loro sia consentito farlo. Voi lascereste da soli per strada in una città sconosciuta ragazzini dai 12 ai 16 anni?

NON USARE PIÙ DI UN GIGA AL GIORNO

Il 52,4% dei ragazzi intervistati dichiara di non aver, da parte della famiglia, controlli, limiti o regole rispetto all'utilizzo dei social media e alla navigazione sul web in generale.
Davide Dal Maso: Più di metà dei genitori lascia che i propri figli approccino la rete da soli senza dare loro alcun libretto di istruzioni e senza che i genitori stessi conoscano questi strumenti. Tra le poche regole che i ragazzi ci hanno riferito mi colpisce particolarmente quella del "non usare più di 1 giga al giorno", come se la reale preoccupazione della famiglia fosse più economica che legata ai veri rischi del web.

INSEGNANTI POCO SOCIAL

Il 65% dei ragazzi intervistati ha imparato ad utilizzare la rete senza essere affiancato da un adulto (in totale solitudine il 31%, con fratelli il 17% e con amici - comunque minorenni - il 17%). Solo il 25% dei ragazzi è stato supportato da un genitore ed il 9% da un insegnante o educatore.
Davide Dal Maso: Di chi è la responsabilità di educare i giovani a vivere con consapevolezza una parte integrante della loro vita, come quella on-line? Anche la categoria degli insegnanti dovrebbe essere coinvolta ed essere più attiva: spesso non solo non vivono i social media dall'interno ma, essendo restii al cambiamento, non ne conoscono le dinamiche. Noi educatori, dal genitore all'insegnante, dobbiamo essere particolarmente attenti e consapevoli del fatto che il digitale è parte della vita dei nostri figli così come la finanza personale fa parte di quella di molti adulti.

LE FAKE NEWS GIRANO SOPRATTUTTO SU FB

Nonostante sia bassa la percentuale dei ragazzi che vengono affiancati da un adulto durante la navigazione, il 57,1% dichiara di fidarsi "poco" delle informazioni in cui si imbatte in rete; l'11,2% dei ragazzi non si fida "per niente".
Davide Dal Maso: Come emerso anche durante la prima edizione italiana del Fake News Festival nel 2018, la diffusione di notizie false, che avviene soprattutto da parte degli adulti, è un aspetto culturale ascrivibile alla prassi che li vede utilizzare quasi esclusivamente Facebook, su cui le fake news girano molto più che sugli altri social, come fonte di informazione. I ragazzi invece non sono più su FB, e quello che è emerso è che le fake arrivano alla Generazione Z o attraverso la messaggistica diretta come WhatsApp o tramite le informazioni che arrivano dai loro stessi genitori. Anche per questo è sempre più forte la necessità di mettere in campo una campagna di educazione civica digitale non solo rivolta ai ragazzi ma anche agli adulti che vanno accompagnati, su questo versante, tanto quanto i loro figli.

NAVIGANTI NOTTURNI

Il 41,1% dei ragazzi intervistati (4 su 10) è connesso alla rete anche dopo le 23.
Davide Dal Maso: Il dato che ci racconta che 4 adolescenti tra i 12 e i 16 anni siano connessi per chattare o navigare anche dopo le 23 si commenta da sè. Dove sono i genitori? Quale filtro adotta la famiglia per evitare che un utilizzo prolungato dei dispositivi digitali si trasformi in dipendenza o ancora peggio in hikikomori? Tantissimi ragazzi che abbiamo approcciato sono connessi per oltre 4 ore al giorno e fino a notte fonda giocano a Fortnite o guardano stories su Instagram. Ma la mattina dopo a scuola non ci vanno?

CONNESSI MA ABBASTANZA PRUDENTI

Solo il 43% dei ragazzi intervistati interagisce, attraverso i propri profili social, con persone che conosce anche nel "mondo reale"; il 22% "anche con sconosciuti", il 19% "anche con sconosciuti ma con followers in comune". Solo 16 ragazzi su 100 non hanno alcun account social.
Davide Dal Maso: Fortunatamente, nei ragazzi che abbiamo sentito, c'è una buona propensione a tenere il proprio profilo chiuso, a non esporsi tanto con chi non conoscono e comunicare piuttosto in modo assiduo con i loro coetanei. Questo si può notare anche dal fatto che i giovani pubblicano sempre più stories, ovvero contenuti della durata di 24 ore con cui raccontare ogni lato della loro quotidianità.
Inoltre va sottolineato che oltre il 40% di loro si interfaccia con sconosciuti diventando facile bersaglio di possibili malintenzionati, con l'aggravante che non sempre sanno a chi rivolgersi se accade qualcosa di strano attraverso la rete.

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3_Davide_Dal_Maso_riceve_il_Premio_Italia_Giovane_1.jpgCHI È DAVIDE DAL MASO

Docente e coach di Social Media Marketing, Davide Dal Maso, di Arzignano in provincia di Vicenza, classe 1995, allena all'uso dei social (non solo LinkedIn ma anche WhatsApp) gli imprenditori sempre più consapevoli che l'utilizzo strategico e professionale della rete possa fare la differenza nel settore business. E affianca le aziende formandone il personale per generare vendite con i social media.
Figlio di due operai delle concerie vicentine, a 19 anni vince una selezione europea sul social media marketing e lavora a Cardiff, nel Regno Unito, in un'organizzazione governativa. A 20 torna in Italia, apre la partita IVA e, spinto da una forte motivazione personale che nasce dall'essere stato bullizzato alle superiori proprio attraverso la rete, fonda la no profit Social Warning-Movimento Etico Digitale (https://socialwarning.it/), gruppo spontaneo di formatori volontari nato dalla volontà di sensibilizzare ragazzi e genitori sulle potenzialità e sui rischi del web.
A soli 23 anni, ha già tenuto lezioni alle Università di Padova, Verona, Milano e Firenze su temi inerenti alle sue competenze di formatore ed esperto di digital marketing.
Nel novembre scorso, presso la Luiss Business School di Roma, gli è stato conferito il "Premio Italia Giovane" (presidente del Comitato d'Onore l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini) per "la sua storia, esperienza personale e professionale nel settore Social Warning-Contrasto al cyberbullismo che sono esempi positivi che danno lustro al Paese e forte stimolo per le nuove generazioni".

Attualmente è anche "il Prof", come lo chiamano i suoi alunni, più giovane d'Italia: dal settembre del 2017 infatti insegna in un Istituto professionale in provincia di Vicenza "social media e promozione online" spiegando ai ragazzi come utilizzare al meglio i social network per attrarre clientela nelle attività commerciali in cui lavoreranno.

In accordo con la dirigenza della scuola ha ottenuto che dal prossimo anno scolastico la sua materia di insegnamento diventi "educazione civica digitale", anticipando nelle cose il cuore di diverse proposte di legge ferme in Parlamento e pensate proprio per introdurre questa materia nelle scuole medie e superiori: "Tratteremo regole e comportamenti per essere cittadini consapevoli e partecipi sia nel web che nella quotidianità - spiega fiero Davide - e conoscere i rischi della rete così da poter proteggere noi stessi e preservare gli altri. Inoltre tratteremo le potenzialità e le peculiarità del web per rendere i ragazzi veri cittadini attivi nella vita reale".

 

 

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Pubblicato in Cronaca Emilia

Sabato 26 gennaio a Modena, si inaugura un corso per formare istruttori che insegnino a gestire le aggressioni digitali in ambito scolastico, mediando tra il mondo dei ragazzi, quello della scuola, le famiglie e le istituzioni

Per la prima volta a Modena un corso per Istruttore Zanshin Tech - Consulente mediatore in cyberbullismo, un professionista certificato in grado non solo di affrontare un'aggressione digitale proponendo soluzioni efficaci, ma anche di fungere da ponte generazionale nel difficile compito di mediare tra il mondo dei ragazzi, quello della scuola, le famiglie e le istituzioni.

Il corso inizierà sabato 26 gennaio 2018 ed è proposto dalla Scuola di Formazione Insegnanti e Tecnici, che si occupa della formazione degli insegnanti scolastici di ogni ordine e grado e degli insegnanti tecnici nell'ambito dello Sport e delle Arti Marziali, attraverso il metodo proposto da Zanshin Tech, disciplina che fonde gli insegnamenti tradizionali delle arti marziali orientali (non violenza, rispetto dell'altro, serena concentrazione) con conoscenze tecnologiche tratte dal mondo della cyber security, in collaborazione con Istituto Cartesio e A.N.A.P.I.A. Nazionale, e sostenuto da Alchimie Digitali, società modenese che opera nel campo della sicurezza informatica e Lions Club Modena Romanica.

Il corso mira all'istituzione della figura professionale del "Istruttore Zanshintech - Consulente Mediatore esperto in cyberbullismo" come esperto nella prevenzione e nella gestione delle dinamiche relazionali, personali e sociali collegate con il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni. La formazione prevede incontri con psicologi, avvocati, educatori ed esperti di arti marziali sia fisiche che digitali.

Al termine del percorso verrà rilasciato un Certificato di Competenza Professionale (D.L. 16 gennaio 2013, n. 13). Il corso è riconosciuto dal MIUR e presente sulla piattaforma SOFIA.

"Il termine Cyberbullismo si riferisce ad azioni di bullismo messe in atto attraverso le nuove tecnologie – spiega Francesco Iori, organizzatore -. Dai linguaggi violenti online, al Cyber Stalking, fino al furto di identità, le aggressioni digitali sono dolorose e pericolose quanto quelle del mondo fisico e per questa ragione è necessario dotare i ragazzi degli strumenti giusti per riconoscerle e proteggersi. Per questo il corso per istruttori in mediatori Cyberbullismo, già presenti in numerose scuole soprattutto in nord Italia e presto anche negli Istituti scolastici modenesi, mira a creare una figura fondamentale in ambito scolastico in grado di proporre valide strategie di prevenzione e contrasto ai fenomeni aggressivi tra adolescenti".

Giovedì, 02 Agosto 2018 09:48

Noi... figli di un social minore

di LGC 2 agosto 2018 - Il bullismo e soprattutto la sua declinazione più insidiosa, il cyberbullismo, sono una piaga dilagante difficilmente contrastabile dai soli genitori spesso, e sempre più frequentemente, isolati dal mondo dei "social" e delle nuove APP, invece così familiari ai giovani e giovanissimi.

Le forze dell'ordine stanno operando su più fronti, dalla prevenzione e informazione scolastica, al controllo della rete, darkweb compreso, ma l'insidia è sempre presente, così come la preoccupazione dei genitori.

E' per questa ragione che pubblichiamo la lettera aperta di un genitore, pervenuta nei giorni scorsi in redazione. Un pezzo che dimostra l'ansia e la preoccupazione di un genitore in ragione della diffcoltà di controllo, ma soprattutto di protezione verso le proprie "creature".

"Ad oggi noi genitori camminiamo su in filo e intorno il buio.
Premessa: E' opportuno ricordare che l'Osservatorio nazionale adolescenza monitora anno dopo anno tutte le problematiche degli adolescenti italiani e, l'indagine svolta nel corso del 2017 su un campione di ottomila ragazzi, ha evidenziato come, nella fascia tra i 14 e i 18 anni, il 28% sia stato vittima di bullismo tradizionale e l'8,5% di cyberbullismoI dati allarmavano già dal 2013-2014, anno in cui l'associazione "Telefono Azzurro" aveva calcolato che su 3.330 consulenze sui problemi dei giovani il 14,6% degli intervenuti afferma di essere stata vittima di bullismo. Nel 2014, secondo l'indagine "Osservatorio adolescenti", presentata da "Telefono Azzurro", rivolta ad un campione di 1500 studenti tra gli 11 e i 19 anni, il 34% dei ragazzi hanno affermato di aver subito bullismo.

LETTERA APERTA DI UN PADRE

'Figli di un Social Minore'

Potrei scrivere frasi fatte o pensieri gia' espressi,ma c'e' una luce negli occhi di un figlio che diventa una strada percorribile ad ostacoli anche se il suo cammino deve ancora iniziare,chiamatela speranza,immaginazione,il punto e' che quella parte di te che continua in lui ci sara' anche quando tu non ci sarai piu' e allora ti fermi a riflettere.
Fateci caso,poesie pensieri e canzoni sui propri figli o figlie hanno un comune denominatore,l'affetto,l'amore e molto altro sciroppo mieloso,la realta' e' che c'e',certo,subito stupore e felicita' per un pargoletto tuo ma poi...crescono e nasce una naturale competizione padre/figlio o una fine tattica di rincoglionimento figlia/padre,perche' le donne cominciano a saperne una piu' del diavolo gia dalla nascita..pero' il sorriso incantevole della mia principessa non mi distoglie da quei pericoli nascosti dietro ad una tastiera che potrebbero spegnere per sempre un entusiasmo ed una curiosita' positiva alla vita segnandola per sempre...

Mia figlia e' talmente bella che rimanere incantato senza pronunciar parola e' oramai consuetudine e al pensiero che in Rete chi colpisce senza pieta' potrebbe usufruire di PERDONI GIUDIZIARI o di assurde INFERMITA' MENTALI cavandosela, mi terrorizza.

Il rapporto con mio figlio? Beh..lui ha 13 anni e a volte prenderci a sbadilate sarebbe legittimo e normale, il punto e' che l'errore umano e' il bambino che c'e' in tutti noi, nel mio caso viene fuori ogni volta che mi confronto con lui, con una sostanziale differenza, viviamo in un era tecnologica che imposta sin dai primi anni di vita' i ragazzini ad essere esperti Social e invadenti spacciatori di incomprensibili App, poi ci sono io, ritenuto un TRex mummificato che si esaltava negli anni 80 ad un giochino monotono e ipnotico chiamato Space Invaders, quindi perdo senza neppure riuscire a spiegare le mie ragioni che diventano ricordi in dissolvenza in 2 secondi netti.

Quando mi arrabbiavo con mio padre uscivo di casa e andavo dal classico amico che il piu' delle volte era messo pure peggio di me... e nessuno sapeva nulla... ora tutto viene scritto, umori, rabbia, incomprensioni amori ....e ovviamente visualizzato con annessa foto, detto LINK, quindi in teoria leggi e ti illudi che tutto sia sotto controllo ma... i pericoli di una Rete allo sbando sono altri.

Camminare in un enorme campo fiorito o lasciarci andare sulla neve scimmiottando un improbabile farfalla ubriaca mentre sdraiati di schiena guardando il cielo ridiamo come invasati?

FATTO!
Quindi ho speranza che dopo di me... lui non sia un carnefice oppure una vittima o solo un account sterile in un Social pieno di NIENTE!
Firmato... un papa'. A Marco e Marzia!"

 

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Legalità, bullismo e cyberbullismo: La Polizia di Stato incontra i giovani alunni delle seconde Medie dell'Istituto Puccini.

Continuano gli incontri in materia di educazione alla legalità promossi dalla Polizia di Stato. Il Commissario Capo Federico Mastorci e l'Assistente Capo Diego Margari, dopo la Scuola elementare Bottego, giovedì 15 marzo hanno incontrato i giovani ragazzi delle classi seconde medie dell'Istituto Puccini.

Il personale della Questura di Parma, ha fornito gli elementi principali per far sì che i giovani adolescenti, definiti da molti come "nativi digitali", meglio comprendano i rischi e le conseguenze collegate all'uso distorto dei nuovi media digitali e alla rete, troppo spesso sconosciute.

Il tutto non prima di aver dato alcuni input sul ruolo della Scuola, in quanto Istituzione del nostro paese e alla funzione degli insegnanti, quali riferimento per eventuali episodi spiacevoli connessi e non all'uso delle nuove tecnologie.
Alle classi incontrate è stato proiettato un filmato, che ha permesso di riflettere sulle conseguenze negative di cui si può essere vittima a seguito dello scorretto uso dei social media e dei social network.

In primo luogo si è affrontata la tematica della riservatezza dei dati e della semplicità con cui questi possono essere carpiti da terzi malintenzionati e, pertanto, della necessità di dover, non solo conoscere le regole sulla privacy del social su cui sto navigando, ma anche di riflettere seriamente sulle conseguenze della condivisione di dati sensibili.

Si è parlato inoltre dell'anonimato, e del fatto che le forze dell'ordine possono risalire all'autore di una condotta criminosa, anche se commessa attraverso un mezzo telematico, ancorché si possa aver usato un nickname falso o false immagini.

Sono state approfondite anche le conseguenze delle proprie condotte sotto il profilo legale, che possono arrivare ad integrare dei reati, quali la diffamazione, l'accesso abusivo, l'illecito trattamento di dati personali, l'istigazione al suicidio e la sostituzione di persona.

È stato ricordato, inoltre, che si può essere vittime di diversi episodi penalmente punibili, quali l'adescamento di minori, la pornografia minorile, ecc.; tutti reati perpetrati attraverso la rete, con l'uso di smartphone e pc e rispetto ai quali le nostre difese possono essere più deboli mentre quelle del criminali molto più forti.

Riscontrando da parte dei ragazzi una grande partecipazione ed un notevole interesse sul tema, gli esperti della Polizia di Stato hanno messo in guardia i giovanissimi anche sui giochi online: scegliere sempre il "clan" di compagni e amici che si conoscono per non incorrere nella "trappola" di malintenzionati.
Il personale della Polizia di Stato proseguirà nell'iniziativa in altre Scuole della Provincia di Parma.

 

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Legalità, bullismo e cyberbullismo: La Polizia di Stato incontra i giovani alunni delle seconde Medie dell'Istituto Puccini.

Continuano gli incontri in materia di educazione alla legalità promossi dalla Polizia di Stato. Il Commissario Capo Federico Mastorci e l'Assistente Capo Diego Margari, dopo la Scuola elementare Bottego, giovedì 15 marzo hanno incontrato i giovani ragazzi delle classi seconde medie dell'Istituto Puccini.

Il personale della Questura di Parma, ha fornito gli elementi principali per far sì che i giovani adolescenti, definiti da molti come "nativi digitali", meglio comprendano i rischi e le conseguenze collegate all'uso distorto dei nuovi media digitali e alla rete, troppo spesso sconosciute.

Il tutto non prima di aver dato alcuni input sul ruolo della Scuola, in quanto Istituzione del nostro paese e alla funzione degli insegnanti, quali riferimento per eventuali episodi spiacevoli connessi e non all'uso delle nuove tecnologie.
Alle classi incontrate è stato proiettato un filmato, che ha permesso di riflettere sulle conseguenze negative di cui si può essere vittima a seguito dello scorretto uso dei social media e dei social network.

In primo luogo si è affrontata la tematica della riservatezza dei dati e della semplicità con cui questi possono essere carpiti da terzi malintenzionati e, pertanto, della necessità di dover, non solo conoscere le regole sulla privacy del social su cui sto navigando, ma anche di riflettere seriamente sulle conseguenze della condivisione di dati sensibili.

Si è parlato inoltre dell'anonimato, e del fatto che le forze dell'ordine possono risalire all'autore di una condotta criminosa, anche se commessa attraverso un mezzo telematico, ancorché si possa aver usato un nickname falso o false immagini.

Sono state approfondite anche le conseguenze delle proprie condotte sotto il profilo legale, che possono arrivare ad integrare dei reati, quali la diffamazione, l'accesso abusivo, l'illecito trattamento di dati personali, l'istigazione al suicidio e la sostituzione di persona.

È stato ricordato, inoltre, che si può essere vittime di diversi episodi penalmente punibili, quali l'adescamento di minori, la pornografia minorile, ecc.; tutti reati perpetrati attraverso la rete, con l'uso di smartphone e pc e rispetto ai quali le nostre difese possono essere più deboli mentre quelle del criminali molto più forti.

Riscontrando da parte dei ragazzi una grande partecipazione ed un notevole interesse sul tema, gli esperti della Polizia di Stato hanno messo in guardia i giovanissimi anche sui giochi online: scegliere sempre il "clan" di compagni e amici che si conoscono per non incorrere nella "trappola" di malintenzionati.
Il personale della Polizia di Stato proseguirà nell'iniziativa in altre Scuole della Provincia di Parma.

 

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Nell'ambito degli incontri in materia di educazione alla legalità promossi dalla Polizia di Stato, il Commissario Capo Federico Mastorci, il Sovrintendente Giovanni Scollo e l'Assistente Capo Diego Margari, hanno incontrato i giovani ragazzi della Scuola Elementare "Bottego" di Parma.

Il personale della Questura di Parma, forte dell'esperienza maturata presso l'Ufficio Minori della Divisione Polizia Anticrimine, ha affrontato tematiche molto attuali, quali i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo.

Il tutto non prima di aver dato alcuni input sui principi cardine della nostra Costituzione e sulla definizione di diritti e doveri.
Per quanto concerne il bullismo, alle classi incontrate sono stati proiettati dei filmati, che hanno permesso meglio di riflettere sulle conseguenze negative che quei comportamenti persecutori hanno sulla vittima. I ragazzi, sono stati informati, anche attraverso esempi, sulla gravità delle conseguenze che possono subire le vittime.

I giovani alunni hanno saputo fornire esempi diretti su come sostenere la vittima ed isolare il bullo, facendo capire di aver ben compreso le conseguenze di atti bullistici. Ci hanno detto che secondo loro bisogna: ascoltare la vittima, starle vicino, non dare valore alle parole del bullo, non supportarlo, parlarne con i genitori e non isolarsi, parlarne con le maestre, chiamare la polizia nei casi più gravi.

I loro interventi hanno permesso di riflettere sul ruolo del gruppo osservante e dei partecipanti, e di far comprendere che questi ultimi il potere di incentivare o disincentivare l'azione del bullo o del cyberbullo.

Riscontrando da parte dei ragazzi una grande partecipazione ed un notevole interesse sul tema, gli esperti della Polizia di Stato hanno messo in guardia i giovanissimi anche sui giochi online: scegliere sempre il "clan" di compagni che si conoscono per non incorrere nella "trappola" di malintenzionati.

Il personale della Polizia di Stato proseguirà nell'iniziativa, che ha avuto molto successo, già nel mese di marzo, presso altri istituti scolastici di Parma.

Secondo giornata dedicata alla campagna di sensibilizzazione contro il disagio giovanile, denominata "Blue Box", che ha interessato nella mattinata di ieri gli studenti dell'I.I.S. "Elsa Morante" di Sassuolo.

Il Vice Questore Fabio Pecoraro, Dirigente del locale Commissariato di P.S., ha aperto i lavori con un intervento di presentazione del progetto, cui è seguita una disamina sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo nelle sue varie estrinsecazioni (flaming, denigration, exclusion e cyberstalking) e delle conseguenze giuridiche che tali azioni possono comportare.

Il Dott. Eugenio Di Ninno, Dirigente dell'Ufficio Sanitario della Questura di Modena, ha proseguito trattando argomenti connessi alle motivazioni psicologiche e relazionali che sono alla base dei fenomeni di sopraffazione e prepotenza nella vittima e nell'autore.

L'Ispettore Capo Marco Ferrari, Responsabile della Sezione Polizia Postale e della Comunicazioni di Modena, avvalendosi di materiale video (spot e cortometraggi) ha attirato l'attenzione dei giovani sui pericoli connessi all'utilizzo di internet e dei social network.

La "Blue Box", per la raccolta di eventuali segnalazioni di disagio, stazionerà presso l'istituto scolastico di Sassuolo fino al prossimo incontro in programma il 25 gennaio presso l'I.T.I. "Da Vinci" di Carpi.

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