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Nei giorni scorsi i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Parma, durante le ordinarie attività di controllo del territorio ed a seguito di segnalazione al numero di pubblica utilità “117”, hanno individuato una sala slot all'interno della quale un dipendente, in servizio al bancone posto all'ingresso, aveva abusivamente posto in vendita prodotti disinfettanti e mascherine chirurgiche.

Il soggetto, sanzionato amministrativamente per la condotta appena ricordata, in violazione del codice del commercio, è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Parma per il reato di ricettazione in quanto è stato accertato, durante il controllo, che i dispositivi medico-sanitario provenivano dalla locale AUSL.

Le successive indagini di polizia giudiziaria, coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma - dottoressa Emanuela Podda- hanno permesso di individuare ed identificare in C.P, quaranta anni residente a Parma, il dipendente della locale AUSL che avrebbe sottratto il predetto materiale all'azienda sanitaria per poi cederlo per la vendita al fine di ottenerne un profitto.

I prodotti erano venduti a prezzi esorbitanti (70 euro per una mascherina) sfruttando, in modo speculativo, l’aumento della domanda dell’ultimo periodo.
A seguito delle indagini e di alcune perquisizioni domiciliari, eseguite dai militari del Gruppo di Parma, è stato individuato un altro operatore sanitario, G.I, di cinquantotto anni residente a Torrile (PR), in possesso, presso la propria abitazione, di merce sottratta dall'azienda ospedaliera di Parma.

A carico di entrambi i dipendenti pubblici viene ipotizzato dalla Autorità Giudiziaria il reato di peculato.
Tutti i prodotti (alcune centinaia di pezzi tra mascherine chirurgiche, guanti in lattice, prodotti igienizzanti), che al momento risultano di particolare utilità pubblica e di difficile reperimento, sono stati sottoposti a sequestro in vista della successiva restituzione alla locale Azienda Ospedaliera.

Le attività investigative sono state eseguite con la più ampia collaborazione del personale amministrativo dell’Ospedale di Parma che ha contribuito fattivamente all’individuazione dei dipendenti infedeli.

Sono in corso ulteriori attività investigative, da parte della Guardia di Finanza di Parma, volte a ricercare, su tutto il territorio parmigiano, ulteriori siti di vendita di merci oggetto di manovre speculative, ovvero immessi in commercio fraudolentemente, identificando i responsabili e ricostruendo i profitti illecitamente ottenuti in danno dei consumatori finali.

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Domenica, 01 Marzo 2020 09:22

Un caso di Coronavirus riscontrato a Torrile

Una donna ricoverata all’ospedale Maggiore di Parma . Il sindaco Fadda: “Situazione sotto controllo”

ll sindaco di Torrile Alessandro Fadda - sentite le Autorità sanitarie competenti - comunica che è confermata la presenza di un caso di Coronavirus accertato nel Comune di Torrile.
“La persona risultata positiva al Coronavirus, una donna residente a Torrile – spiega il sindaco - è attualmente ricoverata nel Reparto Malattie Infettive dell’Ospedale Maggiore di Parma ed è trattata con terapia antivirale. L’Azienda Usl e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, in raccordo con le autorità sanitarie regionali, hanno attivato, per questo caso positivo, tutte le procedure previste di isolamento ospedaliero durante il ricovero”.

 

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Giovedì, 20 Febbraio 2020 06:10

Giustizia per Filomena e per la famiglia Cataldi

Parma 19 febbraio 2020 - Guelin Fang, un folle assassino ritenuto incapace di intendere e di volere, nonostante la capacità di progettare un violento crimine con estrema lucidità, sapendo di riuscire a trovare la sua vittima, Filomena Cataldi, in casa da sola.

Un fatto sconvolgente, una famiglia distrutta che alla fine del processo non riceve nemmeno il risarcimento per le spese legali. Ma facciamo qualche passo indietro. Ci troviamo a San Polo di Torrile, in provincia di Parma, é il 22 agosto 2018.

La dolcissima Filomena Cataldi, amorevole madre innamorata della vita, viene picchiata e uccisa a colpi di mortaio dal suo vicino di casa di origine cinese Guelin Fang, ossessionato dall'idea di essere ucciso a sua volta da Filomena e dal suo compagno. L’assassino, ex collega di lavoro del compagno di Filomena, si era recato il giorno prima dell'omicidio a casa della vittima, e discutendo con la coppia del più e del meno, aveva ottenuto informazioni sui turni di lavoro del compagno di Filomena, scoprendo così in quali orari del giorno avrebbe trovato la donna da sola in casa. Secondo l'assassino l'unico modo per salvarsi era quello di ucciderla.

Al dolore della famiglia per la perdita di Filomena, si aggiunge l'assoluzione di Guelin Fang perché ritenuto incapace di intendere e di volere, "condannato a scontare la sua pena" di almeno 10 anni a Mezzani (PR), presso una REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza).

Una sentenza ingiusta che vede la famiglia Cataldi beffata da una giustizia troppo spesso dalla parte di Caino. Un abbraccio a Rosangela e alla giovane Martina.

A.V.R.I. Associazione Vittime Riunite d'Italia sezione di Parma (Nicola Comparato e Domenico Muollo)

Per informazioni:

https://www.facebook.com/avriemilia/ 

Il caso: da gazzetta dell'emilia 16 marzo 2019: https://www.gazzettadellemilia.it/cronaca/item/22735-caso-filomena,-i-familiari-da-vittime-a-vittime-ossessionate.html

 

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Giovedì, 26 Settembre 2019 09:58

Si chiama AZZURRA, si legge efficienza

Nata da un’idea originale e innovativa, la cooperativa Azzurra si è andata affermando grazie a un costante processo di innovazione ma soprattutto attraverso una politica di adeguamento alle esigenze dei clienti. La storia continua.

Di Lamberto Colla, San Polo di Torrile 26 settembre 2019 -


Era il 1998 quando, sotto la spinta di due tra i soci fondatori, Fabio Delpoggetto e Morena Benvenuti, prese forma la cooperativa dall'ambizioso progetto di affermarsi nel comparto lattiero-caseario per colmare la carenza della logistica tramite l'offerta di servizi personalizzati.

"Un approccio per l'epoca innovativo, sottolinea il Presidente Fabio Delpoggetto, perché riferito a un settore strutturato da una offerta standardizzata. Un'idea che, estesa anche a altri settori, ha consentito di svilupparci armoniosamente e di sopportare le insidie della crisi economica tutt'ora in corso."

Di strada ne è stata percorsa. Tra implementazione di servizi, dal facchinaggio puro e semplice allo stoccaggio merci e infine al confezionamento, etichettatura e assemblaggio di prodotti appartenenti a diverse categorie merceologiche.

"Evidentemente, continua Delpoggetto, i nostri servizi sono apprezzati, sia per la qualità proposta, sia per l'elevato standard di riservatezza e discrezione che offriamo grazie ai quali abbiamo ottenuto importanti contratti decennali sottoscritti da diverse catene distributive estere e di valenza mondiale. Una garanzia di continuità che consente di operare per uno sviluppo continuativo, programmabile e sostenibile."

Oggi "Azzurra" ha raggiunto un fatturato di 11 milioni di euro e può contare su quasi 55.000 mq di superfici (60% in proprietà e il resto in locazione) destinate allo stoccaggio e alle linee di lavorazione per conto terzi, quello che può definirsi un "polo logistico multicliente".

"Anche nell'ultimo esercizio amministrativo, sottolinea Morena Benvenuti, abbiamo registrato un incremento di fatturato (2,5 mln di €) ma a migliorare sono stati anche altri fattori economici, come le disponibilità liquide e il Patrimonio Netto, a conferma che l'impostazione di procedere con un rigido controllo di gestione basato sul monitoraggio costante dei fattori produttivi per ogni servizio e per le gestione aziendale complessiva. Motivo d'orgoglio è inoltre il valore 100/100 che la Centrale Rischi della Banca d'Italia ha certificato, ponendo la nostra azienda ai vertici tra le imprese con oltre 150 dipendenti"

"Un fattore determinante, interviene Delpoggetto, è stato ed è tutt'ora lo "spirito di appartenenza" dei soci (176), tutti operativi in cooperativa. Nel tempo inoltre ci siamo via via arricchiti di risorse umane altamente specializzate e il personale è stato sottoposto a progetti di formazione continua. In breve sintesi, se di successo si può parare, questo è stato ottenuto grazie alla qualità dei servizi, alla corretta tariffazione condivisa dai clienti e alla qualità e affidabilità del personale a tutti i livelli dell'impresa."

La storia continua. Il futuro potrà essere ancora roseo tant'è che nuovi spazi di proprietà sono in procinto di aggiungersi a quelli già in uso. Ulteriori 12.500 metri quadrati il cui progetto ha ricevuto le varie autorizzazioni, Dia comunale compresa.

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II lavori erano iniziati il 18 febbraio. Costo: 245 mila euro, di cui 173 mila finanziati dalla Regione Emilia-Romagna e 72 mila euro con risorse della Provincia. Presenti all'inaugurazione il Sindaco Fadda e il Delegato Bertocchi.

Parma, 15 maggio 2019 – Oggi, mercoledì 15 maggio, alle 16, con un giorno di anticipo sulla tabella di marcia, è stato riaperto al traffico il Ponte di San Siro, in Comune di Torrile.
Il ponte era stato chiuso al transito veicolare il 18 febbraio scorso per permettere importanti lavori di rifacimento.
La conclusione dei lavori è stata solennizzata da una inaugurazione ufficiale a cui hanno preso parte il Sindaco di Torrile Alessandro Fadda, Giovanni Bertocchi Delegato alla Viabilità della Provincia di Parma con il Dirigente dott. Annoni e i tecnici del Servizio Viabilità provinciale.

"Poiché si tratta di un intervento in una zona ad elevata intensità di attività industriali, fin dal progetto abbiamo pensato a soluzioni tecniche che permettessero di contenere i tempi di chiusura del ponte – spiega il Delegato provinciale alla Viabilità Bertocchi – Il monitoraggio costante dei ponti aveva evidenziato serie problematiche, che si è deciso di risolvere immediatamente, anche per prevenire successivi aggravamenti, che avrebbero richiesto poi maggiori risorse e tempi più lunghi. Grazie all'impegno dei tecnici della Provincia e dell'impresa esecutrice riusciamo oggi a riaprire il ponte addirittura un giorno prima del previsto. "

"Ringraziato la Provincia per l'intervento, contenuto in tempi davvero limitati, e per le risorse che ha messo in campo per completare il contributo regionale" ha dichiarato il Sindaco di Torrile Alessandro Fadda.

Gli assessori regionali Gazzolo e Donini hanno fatto pervenire i loro complimenti per la positiva conclusione dell'intervento.

SCHEDA TECNICA
Il ponte di San Siro, posto sul torrente Parma lungo la Strada Provinciale 96 "Matteotti", è costituito da 3 campate, è lungo 70 metri ed era stato danneggiato dall'onda di piena del dicembre 2017.

La Provincia di Parma, proprietaria del manufatto, dopo la fase di progettazione, ha aggiudicato già a fine dicembre 2018 i lavori per l'intervento urgente di messa in sicurezza, per un costo complessivo di 245 mila euro, di cui 173 mila finanziati dalla Regione Emilia-Romagna e 72 mila euro con risorse della Provincia stessa.
I lavori per migliorare le prestazioni del ponte, la circolazione e soprattutto la sicurezza erano partiti il 18 febbraio 2019 e la conclusione era prevista dopo 90 giorni, il 16 maggio.

La Dallara Costruzioni di Varano Melegari ha eseguito gli interventi di ripristino e messa in sicurezza delle strutture e delle componenti di carreggiata lungo il manufatto: realizzazione di giunti di deformazione sulla muratura, tenuta e di pluviali di raccolta delle acque, ripristino dei calcestruzzi degradati e sostituzione dei parapetti con barriere a norma, illuminazione.
La Montaggi di Fontanellato ha fornito e messo in opera le barriere stradali di sicurezza.

Nella foto: l'inaugurazione, con Bertocchi e Fadda.

Il sindaco uscente e candidato alle imminenti Amministrative esprime rammarico per il brutto episodio accaduto nella notte tra Pasqua e Pasquetta, ma è fortemente fiducioso verso la comunità e il lavoro delle Forze dell'Ordine.

Nella notte tra Pasqua e Pasquetta un gruppo di teppisti ha mandato in frantumi un vetro esterno della palestra di via Verdi a Torrile e, dopo essersi introdotto all'interno della struttura, ha distrutto la vetrina di un distributore automatico di bevande e snack e rovesciato sacchi colmi di spazzatura sul pavimento, prima di fuggire. Sull'episodio indaga la Compagnia dei Carabinieri di Colorno.

Queste le parole con cui Alessandro Fadda, sindaco uscente del Comune di Torrile e candidato alle imminenti Elezioni Amministrative 2019 per la lista "Torrile Obiettivo Comune", ha condannato il gesto sulla propria pagina Facebook: "Ogni volta che accadono atti simili non posso non pensare alle risorse che, come comunità, siamo letteralmente costretti a buttare via e questo per colpa dell'ignoranza di pochi che va a discapito della collettività. Ma so anche che Torrile e i torrilesi non sono questo e che, come me, condannano fermamente simili azioni da vigliacchi".

 

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La Bonifica Parmense interviene su tre canali contro il dissesto idrogeologico a protezione di 8500 ettari di territorio.

Tra Colorno e Sorbolo Mezzani risezionato il Gambina del Casale. A Torrile la posa di massi trachitici sul Galasso. Sullo Spelta (Traversetolo-Montechiarugolo) la supervisione ad un intervento effettuato dalla Provincia di Parma per una frana.

Pianura Parmense (PR) – Tre interventi degli uomini della Bonifica Parmense nella pianura parmense consentono al Consorzio di mettere al sicuro oltre 8500 ettari di territorio in provincia di Parma compresi nella zona pianeggiante e collinare di Traversetolo e Montechiarugolo – tra i torrenti Parma ed Enza – e quella dei comuni rivieraschi di Torrile e Sorbolo Mezzani.

Comprensori a forte vocazione agricola (cereali, frumento e ortaggi e numerosi vigneti), i cui prodotti del territorio sono annoverati tra le Eccellenze dell'agroalimentare internazionale; ma spesso a forte rischio idrogeologico e che, grazie all'operato dell'ente, beneficeranno della messa in sicurezza con l'arrivo della stagione irrigua.

Il primo intervento riguarda il Canale Galasso – nel Comune di Torrile – a difesa di Strada Mazzacavallo: sull'argine destro del canale – in un tratto di 80 metri – le maestranze consortili hanno operato la posa di massi trachitici sia sul fondo che sulla sponda interessata dalla frana. Il canale, che sfocia nel torrente Parma all'altezza di Colorno, serve un comprensorio di 2009 ettari.

Il secondo lavoro è il risezionamento del Canale Gambina del Casale, sito tra i Comuni di Colorno e Sorbolo Mezzani: un intervento su una lunghezza di ben 5650 metri, con pulizia dell'alveo e del fondo del cavo che, giungendo sino all'impianto di Bocca d'Enza, pone in sicurezza 4000 ettari di terre.

Infine la ripresa di una frana lunga 50 metri verificatasi sullo Spelta, canale prettamente irriguo su un territorio di 2300 ettari compreso tra i Comuni di Traversetolo e Montechiarugolo: l'intervento di ripristino, avvenuto con posa di massi trachitici a difesa della S.P. 95, è stato effettuato dalla Provincia di Parma sotto la supervisione del Consorzio della Bonifica Parmense.

 

Il sindaco uscente presenterà il progetto politico "Tempo di Futuro", giovedì 21 marzo, alle ore 21 presso la Sala Civica "Peppino Impastato" di San Polo di Torrile (PR).

Fadda, sostenuto dalla lista civica unica "TORRILE OBIETTIVO COMUNE" - che include Partito Democratico, Rifondazione Comunista e Partito Socialista Italiano - presenterà gli esiti dell'attuale legislatura che volge al termine e i punti-cardine del proprio programma elettorale nella serata di domani

GIOVEDI' 21 MARZO 2019 alle ORE 21 presso la SALA CIVICA "PEPPINO IMPASTATO" in PIAZZA SANDRO PERTINI, a SAN POLO DI TORRILE (PR).

Tempo di Futuro 2019

La strada per trovare un po' di pace è lunga soprattutto quando, per certi tipi di vittime, non ci sono supporti e fondi per agevolare il percorso verso una normalità. L'appello di Rosangela Cataldi alle parlamentari di Parma.

Di Lamberto Colla, Parma 16 marzo 2019 - Dopo il clamore dei primi giorni i riflettori si spengono e le tenebre calano definitivamente sui familiari, sul loro dolore e sulle loro domande che stentano a trovare risposte plausibili. Trascorrono i giorni, le settimane i mesi e le domande son sempre le stesse, senza risposte e così la mente va in corto circuito.

Una sensazione di solitudine e di ingiustizia che deve fare i conti con i problemi quotidiani, dalle bollette di casa che continuano a arrivare anche se l'appartamento è rimasto sigillato e a disposizione dell'autorità giudiziaria sino a pochissimo giorni fa, alla rabbia di non poter vedere un colpevole, Guelin Fang nel caso specifico, nel posto che merita perché "incapace di intendere e di volere" e perciò non processabile.

Sono trascorsi poco più di sei mesi da quel tragico giorno d'agosto quando il cinese Fang decise di liberarsi dall'ossessione di un "complotto" che lo voleva morto andando direttamente alla base del problema eliminando Filomena, la "complottista".

Da quel 22 di agosto, l'ossessione di Fang, per l'infausto gioco del caso, si è trasferita sui familiari di Filomena, ormai incapaci di trovare una ragione all'accaduto.

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(Filomena Cataldi)

"Fang, suggerisce Rosangela la sorella di Filomena Cataldi, non aveva mai dato a pensare che volesse far del male a mia sorella. Il pomeriggio precedente si era fermato da lei a chiacchierare, in attesa dell'arrivo del suo compagno dal lavoro, curioso di sapere come si trovava al nuovo impiego dopo che aveva lasciato l'impresa dove entrambi lavoravano da buoni colleghi."

La "nuova" ossessione, presume Rosangela, era che Alessandro volesse tornare al vecchio impiego "facendo le scarpe" proprio a lui. Solo a posteriore è venuto il sospetto che quell'incontro del pomeriggio precedente fosse stata una sorta di prova generale. L'insistenza con la quale voleva conoscere con precisione gli orari lavorativi di Alessandro Pedrazzi, compagno di Filomena, può configurarsi come una pianificazione del gesto delittuoso consumato 24 ore dopo.

"Il cinese, continua la sorella di Filomena, raccontano i colleghi che fosse un lavoratore precisissimo e diligente e, a parte che tenesse quasi segregata in casa la moglie, nulla faceva intendere che avesse dei gravi problemi di salute mentale."

Fatto sta che con quelle gravi patologie psichiatriche di natura persecutoria, certificate lo scorso dicembre dallo psichiatra Renato Ariatti, nominato da Tribunale e dallo stesso Simone Bertacca di nomina Cataldi, l'assassino di Filomena ha trovato riparo, in via definitiva all'interno di un REMS (Residenza per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza), struttura sanitaria (non carcerarie, ndr) di accoglienza per gli autori di reato affetti da disturbi mentali.

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(Dalla Gazzetta di Parma del 1 dicembre 2018)

Il reo confesso, Fang infatti aveva rilasciato una confessione scritta in cinese subito dopo l'arresto, quindi avrà una vita "quasi libera" in una struttura protetta, dalla quale non è particolarmente difficile sottrarsi dal controllo come le cronache spesso riportano (ad esempio la fuga di Solomon - https://www.gazzettadellemilia.it/cronaca/item/16998-duplice-omicidio-fermato-solomon.html  - , la promessa del calcio che uccise mamma e la sorellina nell'estate 2017) , mentre loro, i familiari, resteranno incarcerati nel loro dolore, privati degli affetti e dell'assistenza dello Stato per le vittime dei reati violenti.

"I miei genitori - prosegue Rosangela - hanno cominciato a soffrire di cuore, mia nipote Martina di soli 18 anni, è seguita da uno psicologo perché spesso in preda all'incubo che una violenza analoga si possa ripetere verso il padre o verso sé stessa, mentre io non trovo pace, fatico a dormire e per di più penso al fatto che mia nipote non abbia la minima assistenza dallo Stato in quanto vittima di un reato violento come invece lo è per le vittime di terrorismo, ad esempio."

Per questa ragione infatti, proprio per la mancanza di un fondo specifico per le vittime di reati violenti, l'Italia è stata già condannata due volte dalla Corte di Giustizia Europea, chiamata a ripristinare un sistema paritario di trattamento in favore di tutte le vittime di reati violenti.

Nel caso specifico, in ragione del fatto che il cinese sia stato dichiarato incapace di intendere e di volere, quindi non processabile e ne consegue che non si arriverà a sentenza definitiva e perciò resta impossibile proporre domanda di risarcimento, ammesso e non concesso, che la domanda stessa possa essere ammissibile.

Insomma, tutele ferree per i carnefici e nessuna garanzia o ammortizzatore per le vittime. Fang è già da tempo ospite del REMS di Mezzani, una struttura sanitaria e non carceraria, la moglie e i due figli, dopo essere stati ospiti di una struttura protetta, pare siano tornati nel Paese d'origine, mentre i familiari di Filomena soffrono nella solitudine la mancanza di una affettuosa madre, di una figlia, sorella e compagna presente e gioviale, privi di assistenza e per di più con la casa rimasta sotto sequestro per oltre 6 mesi.

Dopo 200 giorni ancora nulla si è lenito, una ragione che possa mettere pace a quanto accaduto non l'hanno ancora trovata e la sensazione di aver subito una ingiustizia si somma a tutto il resto.

E' per questa ragione che Rosangela fa appello alle donne parlamentari di Parma perché si prendano a cuore i casi analoghi e cerchino di trovare una soluzione al "buco legislativo" che vedrebbe escludere dagli indennizzi la maggior parte delle vittime di reati violenti, per lo più femmine. Per la verità, informa Rosangela, Nicoletta Paci, Assessore alla Partecipazione e ai Diritti dei cittadini del Comune di Parma si è attivata e ha favorito l'incontro con la "Fondazione Emiliano Romagnola per le vittime dei reati" con la speranza che qualcosa possa pervenire a sostegno dei costi che la famiglia ha dovuto e dovrà ancora affrontare, oltre ovviamente ai problemi di natura affettiva e psicologica che restano incommensurabili.

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(Dalla Gazzetta di Parma del 6 dicembre 2018)

"Che almeno il nome di Filomena - conclude Rosangela - possa essere ricordato per aver contribuito, col suo sacrificio, a alleviare i dolori dei familiari delle vittime. Dopo sei mesi ormai nessuno si ricorda di noi e dei nostri disagi ma soprattutto di quelli di Martina, una ragazzina che dovrà crescere senza il sorriso e la protezione di sua madre. La speranza è che almeno questo non possa più accadere e che l'incapacità di intendere e di volere, per quanto non processabile non sia più da ostacolo a un risarcimento e/o a un indennizzo statale soprattutto ove vi sia anche una confessione scritta di primo pugno".

Dal canto nostro sposiamo l'idea che chi possiede disturbi psichiatrici vada curato ma anche giudicato. "La non imputabilità è un errore". Secondo Franco Corleone, infatti, garante delle persone sottoposte a misure restrittive e limitative della libertà personale della Regione Toscana, in prospettiva le REMS andrebbero chiuse, nell'ambito di una riforma che prevede che se si compie un delitto, c'è sempre responsabilità e giudizio. Saranno poi le strutture sanitarie ad affiancare quelle giudiziarie nell'elaborazione e attuazione di direttive terapeutiche.

Non è infatti corretto che un caso sociale, quale è il Guelin Fang, possa provocare una cascata di danni immensa i cui costi, materiali e immateriali, siano totalmente in carico ai familiari delle vittime, i quali, oltre al dolore per la scomparsa della loro cara, hanno da affrontare montagne di difficoltà in totale solitudine.

Un'ingiustizia che siamo certi verrà sanata anche grazie alla sensibilità delle parlamentari locali che, se lo vorranno, riusciranno a coinvolgere le loro colleghe anche di diversa appartenenza politica.

 

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(Filomena Cataldi)

 

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Dall'AVRI, Associazione Vittime Riunite d'Italia, riceviamo la conferma dell'avvenuto trasferimento di Guelin Fang, il cinese che ha brutalmente assassinato Filomena Cataldi lo scorso 22 agosto a San Polo di Torrile, nella struttura sanitaria (NON carceraria) del REMS di Mezzani. Una struttura da dove, peraltro, non è difficle allontanarsi...

A sguire il comunicato di AVRI.

"Arriva l'ufficialità a mezzo sentenza, di un'ulteriore devastante notizia per i familiari di Filomena Cataldi. Il cinese che l'ha brutalmente assassinata è già detenuto da tempo presso la Rems di Mezzani; struttura famosa per le continue fughe dei suoi residenti. Il soggetto dalla "evidenziata pericolosità" così come affermato anche dai giudici, è stato accontentato nella sue richiesta di essere detenuto proprio a Casale di Mezzani, per poter rimanere vicino alla famiglia e continuare quindi a vedere moglie e figli. Non è stato tenuto in considerazione però, il volere della famiglia Cataldi,che fino a prova contraria, dovrebbe la parte lesa, che non avrebbe voluto vedere "detenuto a metà" l'assassino, già giudicato incapace d'intendere e di volere, e quindi assolto. Da tempo ci si era battuti per tenere lontano dalla REMS di Casale di Mezzani un soggetto così pericoloso. Abbiamo cercato di tutelare in ogni modo oltre al volere della famiglia,insieme al gruppo Amo Colorno, anche la sicurezza del territorio.

Ricordiamo che da tale struttura era evaso anche Solomon Niantakyi che uccise brutalmente a coltellate la madre (26 coltellate) e la sorellina (18 coltellate). Il ghanese fu recuperato alla stazione di Colorno mentre attendeva il treno, anche se di portata inferiore, a livello di pericolosità, ultimamente si è registrata un'altra fuga, subito bloccata dagli addetti. E' facile immaginare cosa potrebbe succedere se un soggetto di tale pericolosità sociale riesca ad evadere e ad andarsene in giro per le nostre strade.

La scelta fatta la riteniamo inconcepibile. Insieme ai ragazzi di Colorno, chiediamo con convinzione la chiusura della struttura di Casale di Mezzani e la sua riconversione atta ad una gestione esclusivamente sanitaria e non detentiva. Lo faremo in nome di Filomena. Lo faremo in nome delle volontà della famiglia Cataldi.

A livello nazionale, abbiamo ritenuto opportuno sensibilizzare il Parlamento, tramite alcuni parlamentari per chiedere di ridiscutere tutto il sistema REMS per noi non garante di sicurezza.

Domenico Muollo

Referente per l'Emilia

Associazione Vittime Riunite d'Italia"

 

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(Filomena Cataldi)

 

 

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