di Guido Zaccarelli Mirandola 13 maggio 2018 - L'obiettivo si raggiunge quando è S.M.A.R.T., (Specifico, Misurabile, Achievable - Raggiungibile, Rilevante e Temporalmente definito).

Questo acronimo viene suggerito e spesso impiegato nell'ambito del management, con particolare rilievo nell'ambito dell'MBO, management by objectives o nell'MBR, management by results, quando si devono misurare le performance delle risorse umane in ambito aziendale.

Il focus di oggi non desidera percorre la strada che compiono le persone in ambito organizzativo per raggiungere gli obiettivi, ma cercare di mettere a fuoco la strategia che ogni individuo mette in atto per raggiungere gli scopi personali, quando questi sono contornati da BIAS (giudizio o pregiudizio ndr).

Innanzitutto, l'obiettivo deve essere Specifico, ovvero chiaro. Significa che il punto a cui l'individuo tende deve essere pieno di luce, senza essere contornato da sbavature e annidare al proprio interno zone d'ombra, che nel tempo tendono ad offuscare l'immagine. Deve essere unico e non attorniato da altri obiettivi perché distraggono, e nel tempo, sottraggono attenzione a quello principale. Se prendiamo un cerchio deve esprimere la sua totale pienezza senza presentare al proprio interno una sezione a spicchio.

Il concetto di Misurabile è fortemente legato a quanto l'uomo è in grado di realizzare e di controllare ogni singola fase di avvicinamento all'obiettivo. La scala è realizzata per consentire alle persone di salire e scendere in base alle proprie caratteristiche, di sostare o avanzare rapidamente per raggiungere lo scopo prefissato. Un gradino, un passo, e uno dopo l'altro, si raggiunge la vetta. Fare corrispondere ad un singolo passo più gradini potrebbe favorire la nascita del fallimento.

Raggiungibile è fortemente legato all'introspezione – il guardarsi dentro - e all'ascolto interiore - esteriore, dimensioni che tra loro combinate sono in grado di verificare le proprie potenzialità e stabilire il tipo e il livello dell'obiettivo che si desidera raggiungere. È inutile avvicendarsi nella pratica di una attività senza prima aver conseguito una certificazione professionale. Tentare di superare una prova senza aver messo da parte ore di studio.

La Rilevanza e il Tempo, accompagnati dalla riflessione, sono fattori che fanno da corollario per raggiungere i propri obiettivi. Il suggerimento è sempre quello di prendere un foglio di carta e tracciare una linea che fissi il punto più alto della vetta che si vuole raggiungere. Successivamente è indispensabile inserire più punti sulla stessa linea per marcare i singoli passi che bisogna compiere per raggiungere uno stadio e superarlo per raggiungere il successivo.

La distanza tra un punto e l'altro deve seguire un tempo che deve essere finito. Un obiettivo a lunghissima scadenza non si raggiunge se non sono chiare le premesse e le condizioni che devono essere rispettate per arrivare alle tappe intermedie e andare oltre. Tutto questo non è sufficiente.

Cosa occorre considerare?
La Strategia da impiegare e il BIAS – pregiudizio – opinione errata - ovvero "errore di interpretazione", che coincide con una mancata analisi personale delle situazioni presenti sul campo confrontate con quelle vissute in passato e dai consigli e suggerimenti che provengono dalle relazioni esterne, condizionano in modo rilevante il cammino verso l'obiettivo.

La strategia deriva dal greco antico strategós e identificava il generale al comando dell'esercito. Una figura carismatica che definiva i modi e i tempi per vincere la battaglia o la guerra avendo una visione generale e particolare del'azione che doveva essere messa in campo dai soldati attraverso un piano d'azione particolareggiato.

PiueMeno_1.jpgIl BIAS è una distorsione del pensiero e possiamo rappresentarla come una sorta di valanga che segue la linea obliqua del crinale di una montagna che s'ingrossa man mano che la forza peso tira la slavina verso il basso. Un errore di "puntamento cognitivo dell'obiettivo ", non recuperato nella fase iniziale, concorre a creare una distorsione molto importante, al pari di una freccia quando viene lanciata senza valutare le situazioni che potrebbero influire nel raggiungere il centro.

Il suggerimento che viene portato al lettore, è quello di tracciare due rette parallele a distanza ravvicinata con la linea dell'obiettivo, in modo da identificare l'alveo entro il quale è possibile muoversi senza debordare e uscire di strada perdendo di vista il punto di arrivo. Minore è la distanza tra i due argini, minore è il BIAS che le persone intendono assegnare all'errore in quanto, in corrispondenza di ogni stadio intermedio, è possibile verificare lo stato dell'arte e modificare le azioni e i comportamenti conseguenti in tempi rapidi. Il BIAS, osservato in psicologia, si riferisce ad un giudizio o ad un pregiudizio che viene a determinarsi sulla scorta delle informazioni presenti.

Questi fattori incidono pesantemente sulla possibilità di raggiungere l'obiettivo perché hanno l'ardire di innestare continuamente il dubbio e favorire la nascita di interpretazioni che non giovano, se non marginalmente quando sono contenute nello spazio a cui riservare il giusto tempo di analisi, nemmeno "all'obiettivo" che sentendosi parte in causa, tende ogni giorno a spostare la sua posizione per non farsi raggiungere dalla linea della strategia.

Agli occhi di molti può sembrare un paradosso. È l'immagine che corrisponde alla realtà percepita dagli individui che non riescono a raggiungere i propri obiettivi. Credono che sia il punto che si muove in tutte le direzioni possibili quando in realtà sono loro stessi che non riescono a mantenere fisso lo sguardo sulla vetta da raggiungere.

 

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Domenica, 06 Maggio 2018 06:20

L'analisi emozionale del testo

La parola testo, deriva dal latino textum e definisce un insieme di fili (filigrana) disposti in senso verticale ed orizzontale che si incrociano tra di loro fino a formare un tessuto.

Di Guido Zaccarelli Mirandola 5 maggio 2018 - Quando osserviamo un tessuto realizzato a mano, oppure a macchina, la nostra mente può similmente intravedere la disposizione di un testo e comprenderne il senso.

Un testo per essere letto e compreso deve seguire le regole classiche della sintassi, insieme di regole che opportunamente applicate consentono di ottenere un testo denso di significato e della semantica, che studia il senso delle parole.

Un tessuto può essere realizzato con una tecnica molto precisa (sintassi) ma non riuscire a dare un senso compiuto al tramato.

Sintassi e semantica vanno viste nel loro insieme ricordando che non sempre l'applicazione rigorosa della sintassi contribuisce a infondere significato alla frase. Un esempio: il sole illumina la terra e la terra illumina il sole, sono proposizioni che godono delle stesse proprietà, (sintassi) ma sola una ha senso.

Occorre quindi prestare molta attenzione al significato che si vuole assegnare alla frase, al suo valore intrinseco ed estrinseco, e alla interpretazione soggettiva, che come abbiamo visto in un articolo recente, dipende fortemente dalle euristiche. Le considerazioni prese in esame ci portano a considerare l'esistenza di un forte legame tra testo e con-testo, che stabilisce il grado di affinità – non affinità con le proposizioni che sono inserite, vivono e respirano, in un luogo ben preciso: il contesto. La parola con-testo è formata dal prefisso con la cui origine latina cum ci porta all'insieme.

Come si relaziona e come proietta la sua immagine un individuo quando è di fronte ad un testo?: immerso in un tessuto dove condividere la sintassi, (il modo con il quale i fili sono disposti) per dare significato alle parole e un senso compiuto al suo essere lì presente. La mancanza di senso implica l'uscita dal testo e dalla relazione con esso.

Per cercare di catturare l'attenzione il testo offre al lettore differenti punti di osservazione, al pari di una rappresentazione tridimensionale, dove ogni asse esprime una propria prospettiva. Possiamo immaginare che l'asse delle (x) osservi una relazione davanti-dietro per condurre l'individuo a vivere il testo solo nella sua dimensione visibile, senza addentrarsi in ciò che tiene coperto con la sua parte in ombra: (parlare con una persona e questa offre sempre le spalle). Successivamente possiamo indagare con l'asse delle (y) la prospettiva sopra-sotto che conduce lo stesso individuo a vedere il testo al pari di un attore quando osserva dal palco il pubblico seduto in platea in uno spettacolo teatrale. L'asse delle (z) completa l'analisi con la prospettiva alto-basso dove l'individuo è posto più in alto ed è in grado di osservare il cono d'ombra che circoscrive il testo immerso nel con-testo.

L'analisi del testo non si ferma alla sola parte razionale. Coinvolge anche la dimensione emotiva che proiettata anch'essa in un'ottica tridimensionale, porta alla luce tutte le parole che sono in grado di gioire ed emozionare, definite, parole dense.

Un testo è come un tessuto, deve essere morbido al tatto e dare la luce a nuove emozioni per donare al contesto il profumo di gioire la nascita di nuove sensazioni. Le parole gelide e senza vita scorrono via, lasciando una scia invisibile che sfuma all'orizzonte incapace di fissarsi nella memoria dell'anima.

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Bibliografia: Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro. Guido Zaccarelli, Franco Angeli Editore

GUIDO ZACCARELLI:
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
CURRICULUM
Guido Zaccarelli è referente dl Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola. Laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie. Dal 2008 è docente di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

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Domenica, 22 Aprile 2018 07:30

Il futuro?: si chiama "talento emotivo"

Per Platone, lo scopo della vita umana è scoprire i propri talenti e riuscire a realizzarli, perché il talento è come l'anima, è invisibile agli occhi.

Di Guido Zaccarelli Mirandola 21 aprile 2018 - L'anima sceglie una strada per raggiungere la sua meta ma alla nascita si dimentica della destinazione e ogni giorno prende forma grazie al contatto con nuove scoperte.
Il talento è una abilità innata dell'uomo che si differenzia da individuo a individuo e che trova la sua vera identità quando è in grado di esprimersi in tutta la sua pienezza.

Il contesto, la mancanza di un habitat naturale e favorevole, limita l'azione del talento ampliandone o riducendone la portata alla sola parte visibile rinunciando completamente a esporre la sua parte invisibile.

Spesso rimane sommerso sotto la linea di galleggiamento del mare senza dare segno e prova di sé. Servirebbe imprimere una spinta verticale dal basso verso l'alto maggiore (Archimede direbbe pari) del peso del liquido spostato, per farla emergere e renderla disponibile all'organizzazione.

Piramide_talento.jpgImpiegare l'immagine dell'iceberg per rappresentare il talento conduce la mente delle persone a valutare la dimensione dell'abilità che è tenuta nascosta e al riparo dalla luce del sole. La perdita economica associata al mancato impiego del talento pone l'azienda nella condizione di esporsi al mondo esterno alla ricerca di soluzioni alternative.

I costi aumentano a dismisura riducendo la disponibilità di risorse finanziarie utili da destinare a presenti e futuri investimenti.

La dote sommersa non riesce ad affiorare in superficie grazie alla sola spinta promossa dal welfare aziendale, riconosciuta da molti, come l'unico strumento per entrare in contatto e disporre del talento dei dipendenti.

Bisogna agire sul clima, sul modello organizzativo e ponendo la persona al centro.
La mancata adozione di questi semplici strumenti non permetterà in nessun modo di accedere al talento di ogni singolo individuo.

Quando alla parola talento viene associato l'aggettivo "emotivo" nasce una coppia di termini in grado di impreziosire l'attitudine a valorizzare l'agire dell'uomo. Lo spirito si arricchisce della dimensione emotiva grazie al flusso di energia messa in campo dalla motivazione che spinge l'uomo al fare facendolo uscire dalla zona di comfort, togliendo la possibilità di sconfinare nell'oltre.

Il talento emotivo è un valore fondamentale per l'uomo fin dalle sue origini.

Quale era il significato di talento nel passato?: Nel mondo greco indicava una bilancia destinata a pesare il denaro associato ad un bene comune oggetto di scambio: maggiore era il peso più alto era il valore associato al denaro fino ad associarlo al valore del talento. L'Inclinazione ottenuta dalla rilevazione del peso la possiamo rappresentare oggi come la propensione dell'individuo verso la propria abilità.

Dobbiamo fare emergere il talento emotivo ed evitare che l'abilità non rimanga sommersa, come il ghiaccio di un iceberg, fornendo solo la dimensione ritenuta sufficiente dall'uomo per mantenere in vita il sistema delle relazioni sociali aziendali.

"La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'occasione." Seneca

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Questa mattina, nell'ambito delle attività finalizzate al contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, con particolare attenzione agli ambienti giovanili, personale del Commissariato di P.S. di Mirandola, unitamente a due unità cinofile della Polizia di Stato, ha effettuato un servizio straordinario presso l'Istituto Galilei di Mirandola.

L'intervento richiesto dalla dirigente scolastica ha portato al rinvenimento di circa 23 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana, di cui una parte nella disponibilità di quattro studenti minorenni, che sono stati segnalati alla Prefettura quali assuntori, mentre un'altra parte, sequestrata a carico di ignoti, è stata recuperata nel cortile e nei bagni dell'istituto.

Al termine delle attività i quattro minori sono stati affidati agli esercenti la potestà genitoriale.

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Alla luce del fatto e dell'accadimento registrato di recente nel nostro territorio, trova maggiore importanza l'evento organizzato dal Lions di Mirandola in collaborazione con il Lions di Bondeno.

Mirandola (MO) - Il giorno 18 aprile 2018 alle ore 20,30 presso la sala consigliare del Comune di Mirandola (via Giolitti n. 22) il Lions Club di Mirandola ed il Lions Club Terre del Panaro organizzano per la cittadinanza un evento sul tema della violenza sulle donne dal titolo: "la violenza sulle donne è una storia vera".

La serata sarà introdotta dal Prof. Guido Zaccarelli e dalla Sig.ra Beatrice Chiossi, rispettivamente Presidenti del Lions Club Mirandola e Lions Club Terre del Panaro.
Interverranno in qualità di relatori l'avv. Guido Sola, penalista del Tribunale di Modena, la dott.ssa Elena Mazzeo, Vice Commissario della Polizia di Stato presso la Divisione Anticrimine della Questura di Modena ed una testimone di stalking che racconterà la storia di violenza di cui è stata vittima.
Modera la serata Federica Galli di TRC.
Media partner TRC e Radio Bruno.
Social Media partner Paolo Campedelli.
Patrocini: Regione Emilia Romagna, Comune di Mirandola, Unione Comuni Modenesi Area Nord, Azienda Unità Sanitaria Locale di Modena, UNIMORE, Consulta del Volontariato di Mirandola, Fondazione Scuola di Musica "Carlo e Guglielmo Andreoli", Lions Club, Donne in Centro, Circolo Medico "Mario Merighi".
In collaborazione con tipografia Sogari Artigrafiche.

Per l'importanza del tema trattato i Presidenti dei Lions organizzatori auspicano un'ampia di diffusione dell'evento e di partecipazione di pubblico che potrà fare domande sull'argomento purtroppo di grande attualità.

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L'evento è organizzato da Lions Club Mirandola e Lions Club Terre del Panaro

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di Guido Zaccarelli Mirandola 7 aprile 2018 - Persone & lavoro, un conflitto tra il desiderio di fare e l'azienda che toglie la voglia di fare. E' il pensiero ricorrente di molte persone quando entrano al mattino in azienda consapevoli del disagio che li attende una volta superato il cancello d'ingresso dell'impresa. Il loro pensiero viene catapultato direttamente all'ora di uscita quando finalmente potranno assaporare la possibilità di ritornare nel loro benessere.

Il disagio prende lo stomaco, il fare perde di consistenza, la buona volontà rimane fuori e la coscienza assume una nuova identità. Nasce una nuova consapevolezza che limita l'azione del singolo verso il fare comune.

L'attività è parcellizzata e il dialogo tra colleghi termina: non è di mia competenza. La buona volontà emigra verso nuovi lidi. Come mai, in molte aziende si avverte un diffuso senso di disagio?

Innanzitutto il disagio che si vive nelle aziende è (in larga misura) frutto ed espressione del disagio che regna nelle persone che (in modo consapevole o meno) con il loro comportamento, pensiero e azione condizionano pesantemente l'agire sociale aziendale. Il disagio personale coinvolge anche le direttive che vengono emanate, che si riflettono nelle condotte altrui e che spesso oltrepassano i confini della logica comune, il buon senso. Il disagio prende forma dalla presenza di una diffusa intolleranza verso il sistema delle credenze che nel tempo ha visto perdere la fiducia dei lavoratori nei confronti dell'azienda. Il disagio si manifesta in relazione alla speranza di migliorare la propria condizione lavorativa (spesso) sottopagata e che limita l'accesso alla progettazione di nuovi stili di vita personali e familiari votati ad un futuro migliore.

Fronte_e_lavoro_preoccupazione.jpgIl disagio nasce dal vedersi costantemente sottratti il desiderio di proporre iniziative per migliorare il contesto lavorativo e organizzativo: non sei pagato per pensare ma per lavorare ..., fuori il mondo ti aspetta. L'insieme di queste situazioni, (e tante altre) alle quali si aggiunge la presenza di un forte individualismo economico per raggiungere mete sempre più ambite, determina la presenza di uno scostamento tra gli obiettivi dichiarati dall'impresa e il modo con il quale li persegue.

I ruoli e le funzioni aziendali sono una corsa ad ostacoli per impadronirsi del potere e raggiungere velocemente la piramide organizzativa per ambire a posizioni di vertice. Una battaglia senza riserve che favorisce l'ascesa di pochi a svantaggio di molti che rimangono appiedati e incapaci di esprimere i valori in campo. Questo è il contesto nel quale si trovano molte persone quando entrano oggi nel mondo del lavoro.

Certamente non mancano situazioni dove vengono ascoltate e valorizzati e alle quali vengono offerte opportunità di crescita. Spesso rimangono casi isolati. Come valorizzare le aziende e farne punti di riferimento per altre in un contesto non solo locale ma anche mondiale? Adottare le linee guida UNI T/R 11642 che suggeriscono all'azienda come valorizzare le persone e creare luoghi di lavoro felici.

Un impegno che l'impresa assume verso la comunità da sottoscrivere nella carta dei servizi in modo da consolidare il rapporto di fiducia con i lavoratori e il mondo sociale ed economico. Il futuro di una azienda passa dall'adottare al proprio interno "La conoscenza condivisa®" che si muove nella direzione di eliminare il disagio a vantaggio della felicità. Le persone devono entrare in azienda contente. Dobbiamo tutti insieme mobilizzare le energie per ambire ad ottenere imprese nelle quali si lavora con il desiderio del fare.

Quando raggiungeremo insieme questo obiettivo, osserveremo il mondo da una prospettiva migliore e tutti potranno godere di questa luce radiosa.

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GUIDO ZACCARELLI:
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)
CURRICULUM
Guido Zaccarelli è referente dl Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola. Laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie. Dal 2008 è docente di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

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Nella giornata di ieri, personale del Commissariato di P.S. di Mirandola, ha eseguito il sequestro preventivo dei locali del "Centro Massaggi Tuina Relax", disposto dal G.I.P. presso il Tribunale di Modena, nell'ambito di un procedimento penale, in quanto accertamenti effettuati da personale del locale Settore Anticrimine, già a partire da novembre 2017, hanno evidenziato un'attività di prostituzione svolta all'interno dello centro stesso.

Gli agenti, infatti, hanno accertato che le ragazze ivi impiegate concordavano con i vari clienti, prestazioni sessuali a pagamento.
Sono stati effettuati riscontri sulle utenze telefoniche, sulla partita IVA, sugli annunci rinvenuti sia presso siti web di incontri che presso pubblicazioni cartacee periodiche, al fine di delineare compiutamente il genere di prestazioni effettuate dalle ragazze e divulgate al pubblico.

Sono stati effettuati, anche, una serie di appostamenti mirati, nel corso dei quali sono stati fermati ed assunti a sommarie informazioni testimoniali numerosi clienti del centro massaggi, i quali hanno tutti confermato che al termine di un massaggio definito "rilassante", le ragazze offrivano prestazione sessuali dietro il pagamento di un supplemento.

Le risultanze raccolte dal personale del Commissariato di P.S. hanno consentito di ottenere un sequestro preventivo dei locali del centro massaggi, seguito da una perquisizione locale che ha portato all'ulteriore sequestro di un apparecchio telefonico cellulare utilizzato dalle ragazze per comunicare con i clienti, nonché 995 euro in contanti, suddivisi in mazzette in base alle prestazioni giornaliere delle ragazze, provento dell'attività di prostituzione.

Gli agenti del Commissariato sono stati affiancati nel corso delle operazioni da personale della Direzione Provinciale di Lavoro e della Polizia Municipale di Mirandola, ognuno per le rispettive competenze.

Le verifiche hanno permesso di accertare, altresì, la presenza di una ragazza non assunta regolarmente e che la gestione del centro massaggi risulta irregolare in quanto avviato grazie ad una vecchia licenza di un altro centro massaggi di Carpi (MO).

Sono in corso ulteriori attività volte al rintraccio dell'intestatario del contratto d'affitto, al momento irreperibile.

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Personale del Commissariato di P.S. di Mirandola ha denunciato in stato di libertà un cittadino italiano di anni 31 per il reato di lesioni gravissime.

Il fatto è avvenuto all'interno di un campo nomadi di Mirandola; la vittima, un uomo di 54 anni, raggiunta da un pugno, è caduta rovinosamente a terra. Trasportato da personale del 118 presso l'Ospedale di Baggiovara le sue condizioni sono peggiorate. Sottoposto ad intervento chirurgico, attualmente si trova ricoverato nel reparto di rianimazione in stato di coma.

Sono in corso le indagini da parte del Commissariato per fare chiarezza sulla vicenda ed individuare ulteriori eventuali soggetti coinvolti.

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Profondo interesse sta suscitando l'audiolibro "Dalla piramide al cerchio", alla quale anche la Rai3 Emilia ha prestato attenzione con una intervista andata in onda martedì 13 febbraio 2018: http://tiny.cc/heq5qy  - minuto 11,20.

di redazione 17 febbraio 2018 - Il libro parlato è rivolto ai non vedenti, agli ipovedenti e a tutte le persone che hanno difficoltà di lettura ed é stato prodotto dal Centro di Produzione del Libro Parlato di Modena. Quest'ultimo, infatti, ha realizzato la versione audio dell'opera grazie ai donatori di voce.

Lo scopo è cambiare il modello organizzativo e diffondere un modello culturale declinato a valorizzare tutte le persone per farle operare in luoghi di lavoro felici e consegnare a tutti pari dignità.

guido_zaccarelli_rai_tre_audiolibro1.jpg"Dalla Piramide al cerchio – la persona al centro dell'azienda" diventa libro parlato

È stato presentato presso la Sede UICI di Modena alla presenza del Presidente Dott. Ivan Galiotto l'audiolibro, disponibile nel catalogo delle opere del libro parlato nazionale, "Dalla Piramide al Cerchio", il saggio con il quale l'autore Guido Zaccarelli si è rivolto ai suoi lettori con lo scopo di infondere un nuovo modello culturale dove la persona è posta al centro di qualsiasi modello organizzativo dove possa riconoscersi per identità e senso di appartenenza.

Un argomento di profonda attualità presente nei luoghi di lavoro: un diffuso senso di malessere personale che nel tempo ha contagiato l'intero agire sociale creato dall'economia 4.0.

Occorre invitare il management ad adottare modelli organizzativi più aderenti ai bisogni e ai desideri delle persone, dove disciplinare le pretese rivolte all'uomo di seguire i ritmi incalzanti di produzione della catena di montaggio, imposti dall'organizzazione per ridurre i costi e competere con i mercati globali. La competitività di una azienda si misura dalla sua capacità di porre le persone nelle condizioni di donare le proprie idee agli altri e di condividere la conoscenza in forma circolare.

La presenza di un clima organizzativo positivo motiva le persone al fare e a identificarsi nel comune agire dell'azienda creando le premesse per la creazione di luoghi di lavoro felicitanti. Sapendo di essere rispettate, agiranno, proporranno, saranno volenterose, altrimenti lavoreranno solo per la retribuzione.

Un viaggio che esige di essere fatto in compagnia di altre persone che condividono il valore e il senso etico che sta alla base della Conoscenza condivisa.

Ecco nascere l'idea del libro parlato, nata da un incontro con il dr. Ivan Galiotto, Presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione Territoriale di Modena per diffonde il senso etico e i valori che stanno alla base della conoscenza condivisa. L'idea si è trasformata in un progetto concreto e disponibile tramite il Centro di Produzione del Libro Parlato di Modena. Quest'ultimo, infatti, ha prodotto la versione audio dell'opera grazie ai donatori di voce del Centro.

Il Centro Nazionale del Libro Parlato (CNLP) è un servizio che l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti offre gratuitamente da oltre sessant'anni ai non vedenti, agli ipovedenti e a tutte le persone che hanno difficoltà di lettura.

Il servizio costituisce uno strumento di emancipazione culturale e sociale non solo per i ciechi ma anche per tutte quelle persone che per patologia o per l'età avanzata hanno gravi problemi di vista e si svolge alternativamente tramite dazione in comodato delle opere prodotte in formato digitale su cd in standard Daisy ovvero acquisizione delle stesse tramite il servizio denominato "libro parlato on-line".

Il Centro Nazionale del Libro Parlato ha sede in Roma presso la Presidenza Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. In tale sede e negli uffici distaccati di Firenze, Lecce, Brescia e Modena, insistono gli studi professionali per la produzione su cd delle opere lette da speaker professionisti.

Oltre agli speakers professionisti i centri si avvalgono inoltre di donatori di voce volontari che registrano in casa nel tempo libero. Le opere prodotte dai primi sono denominate di "Primo livello", mentre quelle realizzate dai secondi di "Secondo livello". Sul territorio nazionale, infine, l'organizzazione si avvale della collaborazione delle Sezioni Territoriali, per l'erogazione del servizio di distribuzione.

 

(Rai3 Emilia-intervista andata in onda martedì 13 febbraio 2018: http://tiny.cc/heq5qy  - minuto 11,20.)

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Il presidente Bonaccini all'intitolazione del Tecnopolo di Mirandola (Mo) a Mario Veronesi, padre del distretto del biomedicale: "Un grande uomo e un grande imprenditore, capace di farsi da solo. E' con geni come lui che la nostra terra dimostra la sua straordinarietà".

Mirandola, 18 dicembre 2017

"Oggi intitoliamo il Tecnopolo di Mirandola a una figura di primissimo piano della nostra terra, dell'Emilia-Romagna e del Paese. Un omaggio doveroso, certo, ma credo sia bello e suggestivo associare il nome di Mario Veronesi a un luogo di ricerca, studio e sperimentazione, per un grande uomo e un grande imprenditore, scienziato capace di farsi da solo, arrivando a creare il distretto biomedicale mirandolese, centrale nel sistema economico regionale e nazionale, fra i più importanti al mondo. Con intuito, talento e tenacia, col saper fare e intraprendere di questa nostra terra, che proprio attraverso geni come lui dimostra la sua straordinarietà".
Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che sabato pomeriggio ha partecipato all'intitolazione del Tecnopolo del Comune modenese a Mario Veronesi, fondatore del distretto biomedicale di Mirandola scomparso lo scorso 12 giugno all'età di 85 anni.

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"Siamo in un territorio che grazie soprattutto alla forza di volontà della sua gente ha saputo risollevarsi dopo il sisma del 2012, uscendone ancora più forte di prima, e il biomedicale è il comparto che più di ogni altro rappresenta l'Emilia che non si è fermata un solo istante dopo quelle terribili scosse, ripartendo subito e facendo registrare oggi dati di crescita superiori a quelli di cinque anni fa- aggiunge Bonaccini-. Un distretto che ha visto affermarsi aziende e nascere migliaia di posti di lavoro, e il Tecnopolo, realizzato anche con risorse regionali, è l'emblema di quel connubio fra ricerca e innovazione che sono da sempre i propulsori del nostro tessuto produttivo. Qui ci sono professionalità, conoscenze e idee che creano le giuste occasioni di sviluppo e attrattività. Il biomedicale e Veronesi- conclude il presidente della Regione- sono la storia di questi luoghi e raccontano di una scommessa vincente che continua a premiare questo territorio e le sue imprese nella competizione globale".

(fonte: Regione ER)