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Nei mesi scorsi, nel periodo soggetto alle restrizioni governative conseguenti alla diffusione pandemica del virus Covid 19, l’Autorità Distrettuale del Fiume Po – Ministero dell’Ambiente ha avviato anzitempo una ricerca scientifica volta ad analizzare la qualità delle acque del Fiume Po alla luce del mutato impatto ambientale sulla risorsa idrica.

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Dalla donazione di farina alle famiglie in difficoltà alle pizze per gli operatori sanitari dell’Ospedale di Cento, la Holding di Renazzo scende in campo a supporto del proprio territorio.

In questi giorni di straordinaria complessità e di enormi sacrifici che coinvolgono l’intera popolazione si moltiplicano i gesti di solidarietà a sostegno della comunità. La famiglia Pivetti, proprietaria da cinque generazioni della storica azienda Molini Pivetti di Renazzo (Fe) specializzata nella produzione di sfarinati, non poteva essere da meno e ha deciso di mobilitarsi di fronte all’emergenza Covid-19 con tre iniziative solidali rivolte al proprio territorio.

Sono stati donati ieri (martedì 14 aprile) alla Protezione Civile di Cento, 140 sacchetti da 1 kg di farina per Pasta Fresca della linea Every Day Molini Pivetti, che verranno distribuiti nei prossimi giorni a cittadini anziani e alle famiglie bisognose del territorio comunale.

La generosità non si ferma qui. Nei giorni precedenti l’azienda ha donato 880 kg di farina, in collaborazione con l’azienda Smurfit Kappa, ai volontari della Croce Rossa di Finale Emilia (Mo) impegnati nella distribuzione di generi alimentari alle famiglie del territorio in difficoltà. Infine, nel giorno di Pasqua, insieme al Ristorante Pizzeria La Pergola di Renazzo, la Molini Pivetti ha regalato a sei reparti dell’Ospedale SS. Annunziata di Cento, 45 pizze destinate al personale sanitario ospedaliero. Un piccolo gesto per ringraziare tutti coloro che quotidianamente lavorano in prima linea nel contrastare il Coronavirus.

Gianluca Pivetti, AD della Molini Pivetti, esprime così il senso di queste iniziative: “La farina è da sempre un bene rifugio in tempi difficili, lo abbiamo visto con l’assalto agli scaffali. In questi giorni che ci vedono tutti sospesi ci sono persone e famiglie più fragili a cui dobbiamo pensare. Per questo abbiamo deciso, grazie allo straordinario lavoro dei volontari di Protezione Civile e Croce Rossa, di agire concretamente donando la nostra farina alle persone più bisognose e fragili. Ci sembra importante dare testimonianza viva della nostra vicinanza alle comunità, coerentemente con l’impegno quotidiano della nostra azienda, da sempre vicina ai bisogni e alle necessità del nostro territorio. Con la farina si possono realizzare diversi prodotti essenziali, dal pane alla pasta, speriamo che questo piccolo gesto aiuti le persone a sentirsi meno sole. Distanti ma vicini, ce la faremo.

La holding, che ha adottato misure di contenimento del virus fra i suoi lavoratori già a inizio marzo, porta avanti quotidianamente il proprio lavoro dando continuità nel rifornimento del cereale e nella distribuzione di farine, nonostante le difficoltà riscontrate a causa di blocchi e dei provvedimenti messi in atto dagli stati confinanti e in Italia.

Nonostante la sospensione della didattica in aula e degli stages aziendali, lo Ial Emilia-Romagna (ente di formazione professionale) prosegue le attività con gli allievi dei suoi corsi.

In questi giorni sono ripartite le lezioni in videoconferenza dei tre percorsi Ifts (Istruzione e formazione tecnica superiore) che, realizzati a Serramazzoni/Castelfranco Emilia, Bologna e Piacenza, coinvolgono sessanta persone. Questi corsi, della durata di 800 ore, formano tecnici capaci di progettare e realizzare processi di trasformazione agroalimentare, promuovere le produzioni tipiche del territorio e valorizzare le tradizioni enogastronomiche locali.

«Le lezioni in videoconferenza – spiega il presidente dello Ial Emilia-Romagna Francesco Falcone - utilizzano una piattaforma “AB learn” per l’attività didattica e formativa a distanza, che consente l’immediata disponibilità, l’integrazione di tutti gli strumenti (lezione, webinar, meeting), la gestione e caricamento di pillole formative (documenti, filmati, animazioni, ecc.) e la gestione di test (risposte multiple o domande aperte)».

È iniziata anche l’attività per rimettere a studiare online i mille ragazzi che frequentano i percorsi di IeFp (Istruzione e Formazione professionale): entro venerdì tutte le classi saranno operative. «I ragazzi lavorano a casa utilizzando il project work, una metodologia didattica che si ispira al principio dell’apprendere facendo.

Il conduttore dell’attività, tutor o docente, - continua Falcone - deve fare in modo che gli allievi coinvolti possano sviluppare un progetto il più possibile prossimo al loro futuro contesto reale di lavoro. Al centro del project work c’è la realizzazione di un prodotto, un progetto concreto e visibile.

Il project work si basa su una certa capacità di lavoro autonomo dello studente, che va supportata e aiutata. Nell'attuale contesto l’attività di project work va intesa come attività individuale, o di gruppo, svolta da casa con assistenza a distanza del docente/tutor e sulla base di materiali e indicazioni precise ricevute». In settimana saranno progressivamente coinvolti tutti gli allievi delle sedi Ial Emilia-Romagna di Modena, Serramazzoni, Riccione, Cesenatico, Cervia, Ravenna, Ferrara e Piacenza.

Pubblicato in Cronaca Emilia