Ieri pomeriggio la cerimonia di riapertura con Rossi, Donini, Azzali, Stocchi, Bongiovanni. Rossi:"Grande soddisfazione per un lavoro importante per il territorio, portato a termine nei tempi prefissati." Il ponte è ora percorribile in entrambi i sensi di marcia, a 50 km orari, per mezzi fino a 44 tonnellate, dopo i 5 mesi di lavori, diretti dalla Provincia di Parma ed eseguiti dalla Primo Micheli - Consorzio Coimpa.

Parma, 6 giugno 2019 – Il Ponte sul Po di Colorno – Casalmaggiore da ieri pomeriggio è di nuovo aperto al traffico dopo la conclusione dei lavori. Il ponte è transitabile nei due sensi di marcia, per vetture e mezzi con peso fino a 44 tonnellate, alla velocità massima di 50 km orari, con divieto di sorpasso e distanza minima tra i veicoli di 50 m.

Alla cerimonia ufficiale di riapertura hanno preso parte il Presidente della Provincia di Parma Diego Rossi, l'Assessore Trasporti e Infrastrutture della Regione Emilia Romagna Raffaele Donini, il Vice Presidente della Provincia di Cremona Rosolino Azzali, il Sindaco di Colorno Cristian Stocchi, il Sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, un rappresentante della Regione Lombardia.

"Esprimo grande soddisfazione per la conclusione di questi lavori, così importanti per il nostro territorio, portati a termine nei tempi prefissati dal raggruppamento di imprese Primo Micheli - Consorzio Coimpa – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Parma Diego Rossi- Il progetto di intervento è stato predisposto in tempi record, poi purtroppo, come abbiamo più volte segnalato pubblicamente, prima di arrivare ai 5 mesi di cantiere sono occorsi 7 mesi di procedure preventive, tempi non comprimibili a norma del nuovo Codice degli Appalti. Chi parla di ritardi e omissioni, non sta parlando di noi. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno partecipato a questo grande lavoro di squadra, a partire dagli amministratori che mi hanno preceduto, il Presidente Fritelli e il Delegato Serpagli, che si sono adoperati per ottenere il finanziamento e l'allora Ministro Delrio che ha reperito i 6 milioni di euro e li ha stanziati velocemente con un apposito decreto. E poi il progettista ing. Scaroni, gli uffici della Provincia di Parma che hanno predisposto una gara a regola d'arte che ha superato il vaglio di tre sentenze del Tar e di una del Consiglio di Stato, la Provincia di Cremona. Infine le imprese tutte che hanno operato in un cantiere tecnicamente complesso, a grandi altezze sia in golena che sull'acqua, nel rispetto dei tempi ma con la massima attenzione alla sicurezza dei lavoratori e le maestranze che hanno lavorato a turni serrati, anche nei giorni festivi."

"La riapertura del ponte al transito dei veicoli è un risultato molto importante per questo territorio - ha affermato l'assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture Raffaele Donini -. Come Regione ci siamo impegnati fin dal primo giorno per definire immediatamente interventi di mitigazione rispetto ai disagi a cui cittadini, automobilisti e autotrasportatori sono andati incontro a seguito della chiusura del ponte. Grazie alla collaborazione proficua con la Provincia di Parma, la Società per la mobilità e il trasporto pubblico (Smtp),l'Azienda dei trasporti pubblici di Parma e provincia (Tep) e Trenord in questi mesi abbiamo potenziato il servizio ferroviario Parma-Casalmaggiore e stanziato 400mila euro per il prolungamento e l'aggiunta di nuovi servizi su gomma realizzati da Tep"

Nella foto: Autorità alla riapertura del ponte, tra cui: il Presidente della Provincia di Parma Rossi e il Delegato Bertocchi, il Vice presidente della Provincia di Cremona Azzali, l'Assessore regionale Donini, i sindaci di Colorno, Casalmaggiore, Sorbolo.

 

(Foto e gallery di Francesca Bocchia)

 

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Incontro storico nel bel mezzo del ponte che finalmente è tornato a congiungere Colorno con Casalmaggiore. Le prime auto a passare sono state le splendide "signorine" del  Fiat 500 Club Italia!

La 500 di Ruggero Francavilla è partita da Colorno (PR) e quella di Raul Tentolini da Casalmaggiore (CR) per incontrarsi proprio nel mezzo del ponte.
Una inizativa nata dalla collaborazione dei Coordinamenti di Fidenza (PR) e Cremona. Già in molte altre importanti circostanze il CLUB aveva fatto da apripista al transitato su nuovi o rinnovati  tratti stradali, come ad esempio avvenne per la tanto attesa Variante di Valico.

Il 5 giugno invece è stata la volta di quell'importante arteria che collega la sponda parmense e quella cremonese del Po, riaperta dopo oltre due anni di interruzione.

L'occasione storica è stata documentata da Gazzetta dell'Emilia attraverso l'obiettivo di Francesca Bocchia.

IL CLUB - presentazione

Il Fiat 500 Club Italia, fondato a Garlenda nel 1984, dedicato alla 500 storica progettata da Dante Giacosa nel 1957, è il più grande Club di modello al mondo. I soci hanno superato quota 21.000 ed il trend è in continuo aumento. Ogni anno sono organizzati centinaia di raduni con gli appassionati di questo autentico mito italiano del quale circolano ancora oltre 380.000 esemplari.

Dalla fondazione ad ora, il Club è riuscito a creare un vero e proprio fenomeno di costume, supportato dai sani e preziosi valori che la 500 rappresenta. Basti notare tutti i sorrisi che il passaggio della mitica 500 attrae a sé, suscitando ricordi nei più anziani, e simpatia nei più giovani. Il Club riunisce indistintamente persone di ogni ceto sociale, di ogni età (il 25% dei nostri soci ha meno di 40 anni!) e di ogni luogo (abbiamo soci in Australia, Nuova Zelanda, Cuba, Giappone!) Ha contribuito ad unificare l'Italia e ancora oggi è sinonimo di uno stile di vita semplice e schietto, proprio come lei.

Il Club ha saputo unire gli appassionati in una grande comunità che partecipa e dialoga come provano gli oltre 2.400 accessi al giorno al sito e la tiratura della rivista sociale 4PiccoleRuote, bimestrale di 68 pagine a colori, che viene stampata in oltre 160.000 copie all'anno.

Fiore all'occhiello è il Museo Multimediale "Dante Giacosa" e Centro di Documentazione per l'Educazione Stradale, inaugurato nel 2007 e visitato da migliaia di persone.
Un altro importante traguardo raggiunto è la costituzione di una casa editrice, 500 Club Italia Edizioni. Nel 2010 il Club è stato nominato "Testimonial UNICEF" come riconoscimento del grande impegno ultradecennale in campo sociale e umanitario.

I fiduciari locali (oltre 180) sono costantemente impegnati nell'organizzazione di incontri nelle più importanti città italiane. Un particolare impegno viene posto nell'organizzazione del Meeting internazionale di Garlenda, che si svolge il primo weekend di Luglio, e che vede la partecipazione di oltre 1000 equipaggi. Nel corso degli anni il Meeting di Garlenda è diventato un riferimento per gli appassionati di tutta Italia e non solo; nel corso del lungo weekend i cinquecentisti hanno modo di partecipare ad escursioni, incontri culturali, visitare le mostre ospitate al Museo, intrattenersi presso le principali attrazioni turistiche della riviera e molto altro ancora.

Il Club ha inoltre la propria casa editrice. La più recente pubblicazione è il libro "Un Mito Italiano – La 500: fenomeno sociale e di costume", con prefazione di Renzo Arbore, che ha raccolto ottime critiche e ha avuto un notevole successo, non solo nella cerchia degli appassionati di motorismo storico.

È passato molto tempo dagli esordi, quando un piccolo gruppo di poche decine di macchine si riuniva per festeggiare l'amicizia. Ma lo spirito è rimasto intatto, ed anzi, moltiplicato per tutti i soci che si sono uniti a noi, è cresciuto in modo esponenziale, dandoci la possibilità di uscire dai limiti del mondo di appassionati di auto storiche per irrompere in modo costruttivo in tematiche sociali, di costume e di impegno umanitario; tutto questo ha reso il Fiat 500 Club Italia famoso in tutto il mondo.

 

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Pubblicato in Cronaca Emilia
Lunedì, 03 Giugno 2019 10:00

In ricordo di Filomena

A ricordo di Filomena Cataldi e di tutte quelle donne che ogni giorno subiscono violenze e vessazioni di ogni sorta, e di tutte coloro che hanno perso il bene più prezioso, la vita, giorno 4 Giugno 2019 alle ore 18:30, presso la panchina rossa del parco di Colorno, sito in via Pasini, dedicheremo una preghiera e le ricorderemo. Filomena in particolare, avrebbe compiuto gli anni proprio il 4 di giugno. Avrebbe festeggiato questo giorno con la sua famiglia e con tutti i suoi cari.

Con il suo compagno, con l'adorata figlia, con la sorella che amava più di se stessa e alla quale era legatissima e con gli adorati genitori. Per la prima volta purtroppo non potrà esserci fisicamente. Anche se è rimasta sempre presente per tutti, in molti dovranno passare questo giorno con il dolore nel cuore perché la cara Filomena non c'è più a causa di un individuo riconosciuto "malato di mente" che un brutto giorno ha deciso di strappargli per sempre il sorriso.

A causa di quel maledetto giorno, in cui a San Polo di Torrile, venne strappata brutalmente al mondo e alla vita che amava alla follia. Filomena era una persona fantastica, umile e generosa e noi non la dimenticheremo mai perché rimarrà un esempio di vita da seguire e resterà per sempre nei nostri cuori. Parteciperanno alcuni famigliari di Filomena.

Monica Cresci
Coordinamento tutela donne vittime di violenza
AMO - COLORNO

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Pubblicato in Cronaca Parma
Sabato, 01 Giugno 2019 10:46

Summer Reggia Opera Festival

Tra i tanti luoghi della Provincia di Parma, la maestosa Reggia di Colorno è tra i luoghi più importanti e suggestivi e gli storici giardini della Reggia ospitano dal 2013 un festival lirico che è andato affermandosi negli anni e giunge quest’anno alla VII edizione, grazie ad una proficua collaborazione con Antea Progetti, che gestisce la Reggia, il Comune di Colorno el’Associazione Parma OperArt.

Territorio, arte, storia, musica e creatività sono gli ingredienti di un festival lirico estivo che ha sempre coinvolto l'intera filiera delle attività culturali della Provincia di Parma, e non solo.In questa edizione, infatti, è presente l’importante partnership con l’Opera di Stato di Varna (Bulgaria) sotto l’alto patrocinio dell’Ambasciata Bulgara. 

Nell’estate 2019 il festival presenta tre produzioni di considerevole rilievo:

  1. I PAGLIACCI di Ruggero Leoncavallo, il 26 giugno, ore 21.30, con il tenore Fabio Armiliato nel ruolo di Canio e il baritono Armando Gabba nel ruolo di Tonio.  
  1. NORMA di Vincenzo Bellini, il 3 luglio, ore 21.00, con il soprano Daria Masiero nel ruolo di Norma ed il tenore Giuseppe Varano nel ruolo di Pollione. 
  1. TURANDOT di Giacomo Puccini, il 10 luglio, ore 21.00, con il soprano Serena Daolio nel ruolo di Turandot ed il tenore Valeriy Georgiev nel ruolo di Calaf. 

 

Il festival si inaugura con l’opera di Leoncavallo “I Pagliacci” quale omaggio al compositore di cui ricorre quest’anno il centenario della morte, avvenuta a Montecatini Terme il 9 agosto 1919. A celebrare questo importante anniversario l’allestimento di una delle sue opere più conosciute e amate dal pubblico di tutto il mondo. 

L’allestimento alla Reggia di Colorno è dell’Opera di Stato di Varna e la regia di Nina Naydenova verrà ripresa da Eddy Lovaglio; il cast è di indubbio rilievo sia per la presenza di Fabio Armiliato, che ha già interpretato più volte il ruolo di Canio con passionale veemenza, e reduce dai recenti successi al Filarmonico di Verona con “Adriana Lecouvreur” dove ha interpretato un Maurizio di Sassonia cantato con voce dai centri ampi e bruniti, dagli acuti sicuri e soprattutto capace di coinvolgere il pubblico in virtù di un’interpretazione straordinaria. Accanto ad Armiliato una presenza parmigiana di grande valore: il baritono Armando Gabba nel ruolo di Tonio. Un baritono di grande esperienza e doti vocali e attoriali, che, nella sua maturità artistica, sta affrontando ruoli sempre più importanti nei maggiori teatri, tra i quali La Fenice di Venezia, riscuotendo ampi consensi di pubblico e di critica. Completano il cast Libuse Santorisova, soprano, nel ruolo di Nedda, nativa di Praga, musicista in primis per lo studio del violino, del flauto e del pianoforte, e scegliendo poi il canto si è perfezionata in Italia sotto le ali di Renata Scotto e si è esibita in importanti teatri e festival internazionali. Il baritono Lorenzo Battagion è Silvio, ruolo che ha interpretato numerose volte ed il giovane tenore Giovanni Maria Palmia interpreterà Peppe. L’orchestra “Città di Ferrara” sarà diretta dal M° Lorenzo Bizzarri ed il coro San Rocco diretto dal M° Marialuce Monari.  

Il 3 luglio, alle ore 21.00, seconda serata in Reggia sotto le stelle con l’Opera “Norma”, uno scoglio impervio per la maggior parte dei soprani. Il soggetto è ambientato nelle Gallie al tempo dell'antica Roma, e presenta espliciti legami con il mito di Medea. Opera spesso ricordata grazie a colei che fu interprete per eccellenza della Sacerdotessa Norma, Maria Callas. Il paragone con questa grande e storica interprete, e sia per le difficoltà vocali che presenta l’opera stessa, diventa una sfida non facile che Daria Masiero ha colto con grande consapevolezza e professionalità. La sua maturità vocale di soprano lirico le consente di osare e spingersi oltre in questa produzione firmata Opera di Stato di Varna. Nel cast ritroviamo il soprano Libuse Santorisova nel ruolo di Adalgisa, il tenore Giuseppe Varano nel ruolo di Pollione, che ha debuttato lo scorso anno con ottimo successo e quindi replicato poi in diversi teatri; nel ruolo di Oroveso il basso Ziylian Atfeh, che si è formato alla scuola di Nicolai Ghiaurov e di Mirella Freni; il tenore Giovanni Maria Palmia sarà Flavio ed il ruolo di Clotilde sarà interpretato dal soprano Maria Komarova. La corale San Rocco diretta dal M° Marialuce Monari e l’orchestra “Città di Ferrara” diretta dal M° Krastin Nastev. La regia è di Kuzman Popov, uno dei registi bulgari più importanti e di grande talento.   

Il “Summer Reggia Opera Festival” a Colorno si chiude con un titolo assai impegnativo: una nuova coproduzione Opera di Stato di Varna e Parma OperArt, “Turandot” di G. Puccini, l’ultima opera del compositore lucchese che rimase incompiuta. L'opera fu completata nel finale da Franco Alfano, allievo del M° Puccini. L'azione si svolge a Pechino, «al tempo delle favole» e l’allestimento per la Reggia di Colorno vuole richiamare l’elemento favolistico e, soprattutto l’elemento glaciale che, nell’opera di Puccini sta nel cuore della principessa, l’algida Turandot, fredda come ghiaccio. La regia di Eddy Lovaglio prevede, dunque, questo elemento con lamine di ghiaccio all’interno del palazzo Imperiale, bianche e taglienti come le lame con cui la principessa taglia le teste dei suoi pretendenti. L’impianto è tradizionale ed, anzi, proprio perché la storia è ambientata a Pechino, si manterrà questo elemento anche nel cast che vedrà la presenza di diversi orientali: Ferruccio Finetti, baritono, nel ruolo di Ping; Myungkyu Kim, tenore, nel ruolo di Pong; Giuseppe Raimondo, tenore, nel ruolo di Pang; Jungwoo Yoo, tenore, nel ruolo dell’Imperatore; Daebum Ettore Lee, baritono, nel ruolo del Mandarino. Tra i solisti principali il soprano Serena Daolio debutta ilruolo della principessa Turandot, giunta alla massima maturità vocale, dopo aver interpretato come soprano lirico diversi ruoli di successo nei maggiori teatri italiani ed esteri; Valeriy Georgiev, tenore, nel ruolo di Calaf, bulgaro, dalla voce possente e dal forte temperamento; Ilina Mihaylova, nel ruolo di Liù, soprano bulgaro di grande talento; Alberto Bianchi, basso, nel ruolo di Timur, giovane dalle promettenti doti vocali. L’orchestra “Cantieri d’arte” sarà diretta dal M° Lorenzo Bizzarri. Il Coro San Filippo Neri diretto dal M° Ubaldo Composta.  

Coreografie di Annarita Possezzere con le danzatrici e danzatori di ArpDance, costumi di Kendo della Palestra Maxxus. 

Importante in questa produzione la collaborazione con il Liceo Artistico “Toschi” di Parma, gli studenti della classe V° A di Scenografia hanno lavorato ai bozzetti delle scene, uno di questi bozzetto (dell’alunna Yamina Najih) è stato scelto per la scenografia di questa Turandot e quindi sviluppato e realizzato, così come una serie di altri elementi scenici. 

“Il lavoro con gli studenti – afferma Eddy Lovaglio - è stato molto stimolante e direi per loro indubbiamente costruttivo e formativo in quanto si sono misurati con l’ambiente lavorativo ed avranno la gratificazione di vedere realizzate le loro opere il 10 luglio. Ringrazio in particolare il prof. Marco Benicelli ed il prof. Danilo Cassano per la loro fattiva collaborazione”. 

Dopo il debutto alla Reggia di Colorno, l’allestimento volerà in Bulgaria dove l’opera verrà rappresentata il 19 agosto nell’importante festival lirico di Varna.

Con questa VII edizione la Reggia di Colorno si aggiudica un posto importante nel panorama dei festival lirici estivi nazionali ed internazionali, grazie anche al sostegno di Chiesi Farmaceutici, Belletti & Ferrari e Transfer Oil SpA.

 

Per informazioni e biglietteria:

Parma OperArt: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Cell. 393 0935075 

http://www.parmaoperart.com/summer-opera-festival.html

Ufficio Turistico Reggia di Colorno: Tel. 0521 312545 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pubblicato in Dove andiamo? Parma

Oltre 50 eventi, dal 14 al 16 giugno 2019, alla Reggia di Colorno (PR) per il 5° Festival della Lentezza. Con Francesco Guccini, Vinicio Capossela, Massimo Recalcati, Vito Mancuso, Michela Murgia, Domenico Iannacone, Marco Bellocchio.

Il tempo che aggiusta le cose, per ricostruire e riplasmare ciò si è rotto creando nuove opportunità e un nuovo modo di immaginare la qualità della vita, i rapporti umani, la relazione con l’ambiente, è al centro della 5° edizione del Festival della Lentezza, dal 14 al 16 giugno 2019, negli splendidi cortili, sale, edifici e il giardino della Reggia di Colorno (PR). Tre giorni in cui vivere più di 50 eventi, ad ingresso gratuito e senza barriere tra artisti e pubblico, in un luogo di contaminazione sociale e culturale, tra laboratori per grandi e piccoli, libri, spettacoli teatrali, proiezioni di film, concerti, artigianato, tante esperienze a cui partecipare attivamente e gli incontri con persone illustri del mondo della cultura, come lo psicanalista Massimo Recalcati e il giornalista Domenico Iannacone il 14 giugno, il teologo e scrittore Vito Mancuso, il regista Marco Bellocchio e il cantautore Vinicio Capossela il 15 giugno, la scrittrice Michela Murgia e un’intervista speciale a Francesco Guccini domenica 16 giugno.

“Il tempo che aggiusta le cose” sarà il filo su cui tessere il percorso del festival, che grazie alla direzione artistica di Marco Boschini, si svilupperà su due temi principali: riparare il mondo e riparare lo spirito.

Pubblicato in Dove andiamo? Parma

Civiltà e rispetto. Due termini molto usati ma che spesso rimangono solo parole fini e a se stesse.

E' il caso di Colorno, meraviglioso paese della bassa parmense, conosciuto per la dimora imperiale (la reggia) di Maria Luisa d'Asburgo e gentil consorte di Napoleone. In questo comune purtroppo esiste una sala civica che di civico ha ben poco se non nulla. Per "civico" s'intende l'appartenenza di un cittadino allo stato e ad una collettività organizzata; un serio modo di vivere con senso del dovere e molteplici virtù positive nei confronti di tutti, anche dei meno fortunati.

La sala civica del comune di Colorno è situata nel bellissimo ristorante/pizzeria "al vecchio mulino" ed è locata alla fine di due scomodissime rampe di scale. Stessa cosa per i bagni, che si trovano anch'essi alla fine di ripide scale in discesa.

Un chiaro esempio di barriere architettoniche che non è possibile in alcun modo superare. Non vi sono presenti rampe per le carrozzine, e non vi è la presenza di nessun ascensore. Una situazione davvero poco piacevole che nella giornata odierna ci ha permesso, purtroppo, di vedere persone anziane con gravi difficoltà motorie, raggiungere a fatica il piano superiore, grazie all'aiuto di più persone volenterose che li sorreggevano. Una situazione talmente surreale che ci ha fatti vergognare, nei confronti di coloro, che si sono recati a Colorno anche da altre regioni. A tal punto siamo costretti a chiederci come mai nessuno ha mai segnalato una cosa del genere? Abbiamo una stazione a cui i disabili non possono accedere ed una sala "civica" che funziona allo stesso modo.

Dov'è il rispetto per la disabilità da parte delle istituzioni?

Il gruppo

AMO - COLORNO

 

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Il Presidente della Provincia di Parma ringrazia il Ministro per la visita e conferma l'apertura prevista per il 5 giugno 2019. In programma anche la riasfaltatura delle parti più ammalorate dell'Asolana prima della riapertura del ponte.

Parma, 17 maggio 2019 – In occasione del sopralluogo del Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli al cantiere del Ponte sul Po di Colorno – Casalmaggiore di oggi pomeriggio, il Presidente della Provincia di Parma Diego Rossi ha dichiarato:

"Ringraziamo il Ministro per la sua presenza e per la sua attenzione al nostro territorio. Confermiamo che il 5 giugno prossimo, salvo imprevisti, contiamo di riaprire al traffico il ponte, con la conclusione dei lavori di ripristino secondo i tempi preventivati.
Ringrazio i tecnici della Provincia e le imprese aggiudicatarie per l'impegno profuso per arrivare a questo risultato.

Ricordiamo che questo è l'unico cantiere che si avvia a conclusione tra quelli delle 5 Province finanziate col Decreto ministeriale del dicembre 2017.

Oggi prendiamo atto dell'affermazione del Ministro circa il finanziamento della progettazione del nuovo ponte e, a nome di tutto il territorio, gli chiediamo un impegno preciso per l'avvio della realizzazione.

Da parte nostra, avevamo programmato da tempo anche un consistente intervento sull'Asolana – circonvallazione di Colorno – Torrile, di pavimentazione dei tratti maggiormente ammalorati. In considerazione degli elevati volumi di traffico che la strada sopporta, con forte incidenza del trasporto merci, l'occasione della chiusura del Ponte sul Po non poteva essere persa. Pertanto, esperite tutte le procedure richieste dal Codice degli Appalti, possiamo annunciare che, prima della riapertura del ponte, riusciremo ad intervenire con asfaltature per un importo di oltre 100 mila euro, che miglioreranno sicurezza e transitabilità dell'Asolana. Questo è uno degli interventi più significativi che la Provincia attua quest'anno su un singolo tratto dei 1400 km della rete stradale provinciale. "

Nella foto: un momento del sopralluogo, Annoni, Bertocchi, Rossi, Toninelli sul ponte

Giovedì, 09 Maggio 2019 06:22

Maggiore cura per la Reggia di Colorno

La reggia di Colorno, soprannominata anche piccola Versailles, è da sempre il simbolo per eccellenza del paesino della bassa. Una dimora nobiliare conosciuta in tutto il mondo, edificata nel 1337 da Azzo da Correggio con lo scopo di difendere l'Oltrepò.

Perfetto esempio di stile barocco, nel 1825 a seguito del congresso di Vienna venne dichiarata dimora imperiale e fu assegnata alla moglie di Napoleone Bonaparte, Maria Luigia d'Asburgo. Decorata da stucchi e affreschi di grandissima fattura, e costeggiata dal meraviglioso giardino realizzato nel XVIII secolo da Francesco Farnese, con un laghetto, statue e giochi d'acqua, dovrebbe essere venerata e accudita come il più inestimabile dei tesori.

Da tempo immemore però questo non avviene, e il palazzo ducale di Colorno, si mostra ai tanti turisti, come una struttura abbastanza trascurata. La facciata esterna che affaccia sulla piazza è sminuita da crepe e pezzi di intonaco mancante, oltre ad alcune finestre rovinate e sporche e dai vetri in frantumi. Superando il portone d'ingresso ad arcata, si può accedere al cortile interno, passando per la zona in cui è situata la libreria. Anche qui i muri sono scrostati e rovinati e alcuni affreschi dell'area che permette di accedere al giardino della reggia sono sbiaditi e quasi del tutto cancellati.

Arrivati al cortile interno, si può notare la pavimentazione a ciottoli che ormai è quasi del tutto completamente staccata. Sono presenti piccoli "spicchi" di ciottolato, ed il resto della pavimentazione, ormai è sostituita da terriccio e da piccolissimi grani di pietra. Le cornici in pietra delle finestre che affacciano al suo interno, sono rovinate e sgretolate.

Non va meglio quando si accede al giardino del parco realizzato da Francesco Farnese. Le scale che portano alla balconata esterna, sono in condizioni pietose, e la vernice dei muri fino ad arrivare alle statue esterne, è mancante in molte parti. Su un muro della scalinata è presente una stella a cinque punte incisa da vandali con delle scritte poco gradevoli.

Il giardino invece presenta le vasche delle fontane (spente) rovinate e piene di acqua putrida, rifiuti, e rami. Costeggiando il giardino è possibile facilmente accedere ad un'area abbandonata, transennata ma di facile accesso a chiunque.

L'area è pericolante, e molti graffiti e rifiuti sono presenti al suo interno. Tra i tanti obbrobri sui muri si possono notare stelle a cinque punte, numeri dal facile abbinamento "666" e svastiche. Tutto questo è completato dall'ancora chiusa "area romantica" del giardino. L'area dove è presente il laghetto doveva riaprire a fine marzo, dopo 70 giorni di lavori di potatura e forestazione previsti dalla provincia di Parma, ma ad oggi risulta ancora inutilizzabile. Il laghetto contiene pochissime dita d'acqua sporca, in cui ad oggi continuano a nuotare ancora diversi pesci.

Vedere il più grande tesoro di Colorno, dimora imperiale che fu di Maria Luigia, ridotto in questo stato, fa piangere il cuore dei colornesi, che oggi altro non possono fare, che immaginare il suo splendore passato.

Tutto questo dimostra il disinteresse delle istituzioni per la tutela della nostra storia, della nostra arte e della nostra cultura.

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Il coordinamento del gruppo
AMO - COLORNO

Pubblicato in Arte Parma

A seguito dei lavori di manutenzione del cavalcavia della SP343 (asolana sovrastante l'autostrada), iniziati il 15 aprile e finiti pochi giorni fa, il gruppo Amo Colorno ha deciso di effettuare un sopralluogo sul posto.

Tali interventi urgenti, sono stati decisi in maniera molto repentina, e proprio a ridosso delle festività pasquali, creando non pochi disagi agli automobilisti e ai mezzi di trasporto che hanno dovuto necessariamente mobilitarsi rapidamente per modificare i percorsi degli autobus. Disagi causati al territorio anche a causa della chiusura del ponte sul po tra Colorno e Casalmaggiore, e dello stato indecente di altri ponti ad oggi soggetti a lavori di manutenzione, come il ponte Verdi e quello di San Siro. Situazione al limite della sopportazione che forse con un'accurata e costante manutenzione dell'infrastruttura stradale si sarebbe potuta evitare.

I lavori hanno visto la "sistemazione" di alcuni pilastri del cavalcavia, ma in nessun modo è stato toccato il manto stradale. Manto che dal sopralluogo effettuato, risulta in uno stato scandaloso. Una vera e propria strada colabrodo piena di buche e avvallamenti che mette a dura prova ogni mezzo di trasporto. Ciò che necessariamente ci chiediamo e perché non si sia deciso nel contempo di approfittarne e riasfaltare anche il manto stradale. Come al solito vengono fatti lavori a metà e se e quando si deciderà di provvedere, dovrà essere chiusa nuovamente al traffico la zona, creando altri disagi?

Le nostre infrastrutture meritano più cura e manutenzione e non si può sempre dover agire all'ultimo momento. Un indagine statistica dell'International transport forum dell'Ocse fa sapere che l'Italia non si esime dallo spendere denaro per le infrastrutture stradali. L'Italia si colloca infatti in seconda posizione, solo dietro alla Norvegia, tra i Paesi più sviluppati, con circa 15 mila euro di investimenti in manutenzione per chilometro di infrastruttura stradale, spendendo più del Giappone e più del doppio rispetto al Regno Unito. Evidentemente tali budget si spendono male e non vi è il giusto modus operandi. Ultimamente parecchia è la confusione su ciò che è di gestione provinciale, comunale, oppure dell'ANAS. Occorre ottimizzare decisamente il sistema "province" che ad oggi sembra non funzionare più tanto bene, ed occorre definire responsabilità e compiti. Ai cittadini interessa prima di tutto la sicurezza.

 

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Il coordinamento del gruppo
AMO - COLORNO

Era l'8 febbraio del 2018 quando il gruppo AMO COLORNO segnalava la pericolosità della porta della sala d'aspetto della stazione di Colorno. In quell'occasione una mamma non vedente con un bambino di soli due anni, sfiorandola con il suo bastone, sentì cadere una barra di metallo a pochi centimetri dalla testa del suo bambino, assieme ad alcuni vetri. Dopo ciò ci interfacciamo con RFI e riuscimmo ad ottenerne la riparazione, così come la reimbiancata dei muri interni e della facciata esterna che ad oggi è stata nuovamente deturpata da squallidi graffiti.

Da quel giorno, le cose non sono migliorate, e diversi furono i tentativi del nostro gruppo di richiedere l'installazione di videosorveglianza nell'area a costante vandalismo e degrado, nonché la chiusura della stazione, nelle ore notturne. Per chiedere questo chiedemmo anche al consigliere regionale Dott. Giancarlo Tagliaferri di FDI di eseguire in regione per nostro conto un'interrogazione, a cui RFI rispose di essere disposta a "ragionare" sull'installazione delle telecamere. A seguito dell'interrogazione regionale n. 7197 del 21 settembre 2018, però, nulla è stato fatto.

Nelle scorse settimana abbiamo deciso di contattare il presidente della regione Dott. Stefano Bonaccini, che ci ha fatti contattare con una cortese telefonata, dal sottosegretario Dott. Giammaria Manghi, il quale dopo aver chiesto dettagli sulla situazione della stazione di Colorno, ci ha informati che si sarebbe interessato.

I cittadini di Colorno attendono che la stazione tutelata dalle belle arti, nodo cruciale di collegamento tra due regioni (vista anche la chiusura del ponte sul PO tra Colorno e Casalmaggiore), torni ad essere decorosa, come si addice ad un paese di grande interesse turistico di Colorno e mentre questo avviene, arriva la notizia di un ulteriore atto di spregevole vandalismo. La vetrata della porta della sala d'aspetto viene nuovamente distrutta e la stanza deturpata ovunque dall'urina.

A questo punto non sappiamo davvero più cosa debba accedere prima di decidere di installare la videosorveglianza e di programmarne una chiusura notturna. Non basta l'aver dovuto reimbiancare per 3 volte di fila la facciata della stazione? Non basta l'aver dovuto imbiancare più volte i muri della sala d'aspetto? Non basta l'aver riparato inutilmente una porta a vetri?...

Se RFI ha soldi da spendere faccia pure, ma vogliamo ricordare che il biglietto noi lo paghiamo, e non meritiamo tutto questo. In stazione a Colorno, non ci sono nemmeno i bagni agibili. Speriamo che si decida finalmente di rimediare e questa volta con cognizione.

 

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Il gruppo
AMO - COLORNO

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