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Dopo la gara fatta due volte per l'affidamento dei lavori di riqualificazione del centro storico, il T.A.R. boccia quella relativa alla riqualificazione dello stadio Ferrarini.
Non ne azzeccano una e a pagare sono i cittadini.

Soltanto alcuni mesi fa abbiamo assistito all'annullamento della gara d'appalto per l'affidamento dei lavori di riqualificazione del centro storico a causa di errori commessi dalla Commissione di Gara nell'assegnazione dei punteggi ai partecipanti. La stessa gara è stata poi riproposta, con la medesima commissione di gara, ed è stata, finalmente, affidata.

Il 24/10/2018, invece, il T.A.R. Emilia Romagna, con Sentenza n. 00809/2018 REG.PROV.COLL. N. 00576/2018 REG.RIC. ha sonoramente bocciato la gara avente ad oggetto i lavori di riqualificazione dello Stadio Ferrarini che, dopo essere stati consegnati "in via di urgenza" all'impresa "vincitrice", aveva portato il 5 Settembre 2018 alla stipula del contratto che prevede 183 giorni di lavoro che scadono, casualmente, a ridosso delle prossime elezioni amministrative. Era forse questo il motivo dell'urgenza?

La Giustizia Amministrativa, attivata dal "secondo classificato", in sintesi ha acclarato che l'offerta tecnica prodotta dall'attuale esecutore dei lavori avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara in quanto "in contrasto con le disposizioni del bando volte a salvaguardare la correttezza e la trasparenza della gara", ma né la Commissione di Gara e né l'Autorità di Gara hanno rilevato tale circostanza. Tuttavia, essendo stati affidati i lavori "in via d'urgenza", lo stesso T.A.R. si è "limitato" ad annullare la Determinazione di aggiudicazione definitiva e a condannare il Comune al risarcimento del danno nella misura di Euro 12.750,00 ed al pagamento delle spese in misura di Euro 5.000,00.

Purtroppo, a pagare, saranno i Cittadini, a meno che la Giunta non voglia esercitare azione di rivalsa nei confronti dei responsabili. A tal proposito, abbiamo presentato una specifica interrogazione indirizzata anche all'ANAC e alla Corte dei Conti. E come giudica il Sindaco l'operato dei Settori coinvolti? Gli saranno comunque erogati i cosiddetti premi di risultato?

A quanto pare, la "riorganizzazione della macchina comunale" voluta dalla Giunta PD, non ha prodotto molti benefici: sarà forse per questo che taluni Dirigenti e Responsabili di Servizio "di lunga data" hanno preferito trasferirsi altrove ed altri sembra siano in procinto di farlo?

Attendiamo le risposte.

Castél - Castelfranco Emilia (Mòdna-Modena), 02/11/2018
Cristina Girotti Zirotti
Capogruppo Lega

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Per la seconda volta nel giro di poche settimane il Tribunale Amministrativo Regionale, sezione di Parma, ha sentenziato che mettere in discussione l'autorità dei docenti ed impugnare i loro atti non paga.

I giudici amministrativi di Piazzale Santafiora con un'ordinanza emessa nei giorni scorsi hanno respinto la richiesta dei genitori di uno studente, pretendevano che il loro pargoletto fosse ammesso alla classe successiva nonostante avesse riportato delle insufficienze in più materie.

Dall'ordinanza dei giudici amministrativi si apprende che i genitori contestavano i voti di matematica,scienze, francese e inglese. Scrivono i magistrati che a "fronte del rendimento scolastico dello studente, i giudizi espressi dal Consiglio di classe non evidenziano profili di manifesta irragionevolezza". Gli stessi giudici hanno avuto però la cura di tutelare lo studente e la famiglia disponendo di oscurare tutti i dati che potessero renderlo identificabile. Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, così commenta: "Abbiamo un Ufficio Scolastico Regionale che ha previsto come principale criterio di valutazione positivo dei Dirigenti Scolastici la riduzione delle bocciature, in questo contesto i docenti sono attaccati dai genitori di quelli che non studiano e dai dirigenti che per non vedersi valutare negativamente spingono a promuovere chiunque"

Borgo delle Colonne 32 43121 Parma
Tel/fax 0521 684809 - Cell 338 8103821
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Mettere in discussione l'autorità dei docenti ed impugnare i loro atti non paga, è interessante un'ordinanza emessa recentemente dalla sezione di Parma del Tar che ha respinto la richiesta di una studentessa la quale pur avendo avuto scarsi voti, pretendeva di essere ammessa all'esame di maturità e per questo ha impugnato la decisione dei docenti di un istituto superiore parmigiano chiedendo che fosse sospesa la decisione di non ammetterla.

Dall''ordinanza dei giudici amministrativi si apprende che la stessa aveva riportato insufficienze in ben quattro materie e scrivono testualmente che la "situazione personale, ad un primo sommario esame, non pare poter determinare di per sé l'illegittimità dell'esito contestato" e concludono caustici la "questione può essere sindacata in giudizio unicamente in presenza di macroscopici profili di irragionevolezza che, ad un primo sommario esame, non pare siano rilevabili nel caso di specie".

Gli stessi giudici hanno avuto però la cura di tutelare la ragazza dispondendo di "procedere all'oscuramento delle generalità della ricorrente" e di non diffondere altri dati che possano identificarla.

Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, così commenta:
"Gli insegnanti nell'esercizio delle loro funzioni svolgono una funzione autoritativa, lo ha ricordato anche la Cassazione, certi genitori anzichè pagare gli avvocati per improbabili azioni giudiziarie siano più severi nei confronti dei loro figli"- continua il dirigente sindacale- "purtroppo certe volte ci troviamo di fronte a ceti dirigenti scolastici che sono contrari a bocciare quelli che non studiano, perchè meno bocciature ci sono nella scuola che dirigono meglio loro vengono valutati, così hanno recentemente deciso i gestori dell'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna sulle cui determinazioni la politica dovrebbe iniziare a porsi degli interrogativi"

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Gilda degli Insegnanti Parma e Piacenza
Borgo delle Colonne 32 - Parma
Tel 0521 684809 - Cell 338 8103820