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La Polizia di Stato, con le competenze specifiche del Questore, applica per la prima volta a Parma la misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale nell’ambito dei reati che rientrano nella cosiddetta violenza di genere.

Alla fine del mese di dicembre il Tribunale di Bologna – Sez. Misure di prevenzione - ha applicato la misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale così detta “qualificata” a carico di M.D., italiano classe 1974, originario della provincia di Napoli e residente in provincia di Parma, già sottoposto all’obbligo di dimora nella provincia di Napoli – e alla misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa – dall’ottobre u.s.

La proposta di tale misura, che è uno strumento disposto dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di soggetti che denotino una pericolosità sociale concreta ed attuale, è stata presentata dal Questore di Parma, per il tramite della Divisione Anticrimine , che ha ricostruito la vicenda processuale dell’uomo, indicando analiticamente tutte le denunce presentate nei suoi confronti dalla sua ex compagna, da gennaio 2019 fino all’ultimo episodio di giugno 2019 nonché gli accertamenti e i riscontri effettuati dalla Polizia fino all’ordine di custodia cautelare emesso nel giugno 2019 dal GIP del Tribunale di Parma per il reato di Stalking, provvedimento preceduto dall’Ammonimento del Questore emesso nel maggio 2019; nel luglio 2019 la custodia cautelare in carcere era stata sostituita con la misura degli arresti domiciliari presso l’abitazione della madre, in provincia di Napoli.

L’ordinanza del GIP riguarda condotte persecutorie commesse da M.G. , consistenti in pedinamenti ripetuti, intrusioni anche nell’abitazione dell’ex marito della compagna - ritenuto responsabile dell’allontanamento della donna da lui – l’ invio di ripetuti messaggi sul cellulare, telefonate sul posto di lavoro nonché minacce inerenti la pubblicazione di fotografie che ritraevano la donna in atteggiamenti intimi, oltre a minacce rivolte anche all’ex marito e al figlio minore della compagna, mimando addirittura il gesto della pistola e del taglio della gola. Infine, un gesto ecclatante, che ha evidenziato la particolare pericolosità sociale del soggetto, nel giugno scorso, un tentativo di speronare l’auto condotta dalla ex compagna, ove la stessa stava viaggiando insieme al figlio e all’ex marito, con lo scopo di farli uscire di strada, minacciandoli di morte e proferendo chiaramente le parole “stavolta vi uccido”.

Alcuni di questi gravi comportamenti sono stati posti in essere da M.G. nonostante la notifica dell’Ammonimento del Questore.
Si tenga anche presente che l’uomo era recidivo, poiché era stato allontanato dall’abitazione familiare a seguito di un provvedimento giudiziario emesso nell’ambito di un procedimento per maltrattamenti in famiglia a danno della ex moglie; proprio a seguito di tale allontanamento era iniziata la convivenza con la nuova compagna, convivenza cessata poi, tra alcuni ripensamenti, 4 anni dopo, nel 2018, quando la donna aveva deciso di trasferirsi presso l’abitazione dei genitori. Si erano poi verificati alcuni episodi molto gravi, quali, nell’aprile 2019, l’incendio dell’abitazione della ex compagna quando la stessa, il figlio e i genitori si trovavano all’estero, nonché, nel maggio 2019, l’incendio dell’autovettura di proprietà della ex moglie di M.G., episodi per i quali non si è riusciti a trovare riscontri probatori a carico di M.G., ma che hanno creato nella ex compagna e nel suo ex marito la percezione di un concreto e persistente pericolo per la loro incolumità e per quella del figlio minore, oltre a costringere tutti i destinatari delle condotte persecutorie dell’uomo a cambiare radicalmente le proprie abitudini di vita.

Quanto raccontato dalla parte offesa trova riscontro nelle dichiarazioni rese da altri soggetti, dalle verifiche effettuate dalla Polizia Giudiziaria e dai riscontri del sistema di videosorveglianza, verificati anche dalla Polizia locale.
Nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP nel giugno 2019 si dà atto che l’uomo è un soggetto ossessivo, pericoloso e incapace di arginarsi , con tendenza alla prevaricazione domestica, né nei suoi confronti ha sortito efficacia dissuasiva l’ammonimento del Questore, né l’intervenuta condanna per maltrattamenti a danno della ex moglie.

Questa Divisione Anticrimine ha recentemente proposto poi un’altra Sorveglianza Speciale a carico di un soggetto, P.G., italiano, classe 1968, anch’esso residente in provincia di Parma e anch’egli già sottoposto dal GIP alla misura cautelare degli arresti domiciliari per i comportamenti persecutori protratti nel tempo, dalla fine del 2012,quando la compagna aveva deciso di interrompere la relazione sentimentale fino a quando la stessa, a marzo 2018 si recava al Pronto Soccorso dopo che l’uomo aveva usato violenza nei suoi confronti. In questo lungo lasso di tempo si sono protratti comportamenti persecutori, pedinamenti sotto casa e sul posto di lavoro, continue molestie telefoniche e anche in questo caso un tentativo di “speronamento”, quando la donna si trovava alla guida della sua autovettura e, dopo ripetuti sorpassi, l’uomo le aveva tagliato la strada, costringendola a fermarsi.

Questo episodio aveva spaventato notevolmente la donna, tanto che, alcuni giorni dopo, la stessa decideva finalmente di sporgere denuncia nei suoi confronti. La Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bologna anche in questo caso, all’inizio di settembre 2019, ha applicato nei confronti dell’uomo la misura di prevenzione proposta dal Questore di Parma, per la durata di due anni, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, evidenziando come l’uomo non era evidentemente in grado di porre un autocontrollo verso il suo comportamento violento ed ossessivo, atteso che, dopo essere stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa, era stato sorpreso dalle forze dell’ordine proprio mentre era appostato proprio sotto l’abitazione della ex compagna.

L’Uomo aveva poi dichiarato in udienza camerale di avere compreso il disvalore della propria condotta, tanto da volere intraprendere presso l’AUSL di Parma un percorso di sostegno psicologico di gestione dell’aggressività in campo relazionale, ma il Collegio, valutata la pericolosità sociale manifestata e l’attualità della stessa, ha ritenuto che tale decisione non valesse ad escludere la “portata criminale” evidenziata, posto che il programma di riabilitazione può realisticamente sortire effetti positivi solo nel tempo.


L’applicazione della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale cosiddetta “qualificata” risponde in entrambi i casi sopra descritti all’esigenza di individuare una nuova forma di prevenzione contro le condotte di atti persecutori, tanto che il legislatore nella riforma introdotta con la L.n.161 del 2017 ha emendato l’art.4 del D.Lgs n.159/2011, riferito ai soggetti destinatari di misure di prevenzione personali, prevedendo l’applicabilità della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza non solo nei confronti di coloro indiziati di appartenere ad associazioni di stampo mafioso, ma anche agli indiziati del delitto di cui all’art.612 bis C.P. – Atti persecutori – i quali diventano altresì possibili destinatari, per effetto del combinato disposto degli artt.4 e 16 del medesimo D.Lgs, delle misure di prevenzione patrimoniali.
L’applicazione della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale può essere inoltre accompagna da specifiche prescrizioni : tra queste si evidenzia anche l’applicazione di un “percorso trattamentale” nei confronti del proposto, pur con il necessario consenso dello stesso, che volontariamente decide di intraprendere un “… percorso di osservazione e di confronto con esperti…con evidente finalità di eliminazione del fattore criminogeno”. Oppure, su proposta del Questore, nei confronti dello stalker, vi può essere la prescrizione del divieto di frequentare i luoghi normalmente frequentati dalla persona offesa, l’obbligo di mantenere una determinata distanza dalla stessa, il divieto di comunicare con la stessa, con ogni mezzo, nonché il temporaneo ritiro del passaporto e la sospensione della validità d’espatrio per ogni altro documento equipollente.

Per valutare il peso specifico di questa misura di prevenzione vale inoltre la pena sottolineare che l’inosservanza delle prescrizioni imposte con il decreto applicativo della Sorveglianza Speciale è sanzionata, ai sensi dell’art.75 del D.Lgs n.159/2011, con l’arresto da tre mesi a un anno.
Va inoltre evidenziato come in entrambi i casi citati il Collegio giudicante ha valutato che non osta all’applicazione della misura di prevenzione richiesta la sussistenza a carico del preposto della misura cautelare degli arresti domiciliari. E’ infatti utile precisare, in merito ai “rapporti” tra procedimento penale e misura di prevenzione, che tali strumenti sono reciprocamente autonomi, collegabili al fatto che nel procedimento di prevenzione si giudicano condotte complessive, ma significative della pericolosità sociale, mentre nel procedimento penale si giudicano singoli fatti da rapportare a tipici modelli di antigiuridicità; non sussiste quindi alcuna pregiudizialità tra il procedimento penale e quello di prevenzione ed è possibile utilizzare nella misura di prevenzione, ai fini del giudizio di pericolosità del destinatario la misura, elementi di prova scaturenti dal procedimento penale ancora pendente.

In sintesi le misure di prevenzione personali, quali l’Ammonimento e la Sorveglianza Speciale, introdotta con l’art.4 e ss delle leggi Antimafia – che sono provvedimenti\ la cui proposta è di esclusiva competenza del Questore - costituiscono un ottimo strumento di controllo anche per gli autori di delitti in danno di donne o delle cosiddette “fasce deboli”, potendosi inserire anche prescrizioni mirate a programmi di trattamento finalizzati all’acquisizione della piena consapevolezza del crimine commesso.

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Polizia di Stato e Dallara: insieme uniti per la prevenzione rispetto al fenomeno della guida in stato di ebbrezza

La Polizia di Stato unitamente alla Dallara, ha organizzato una giornata di sensibilizzazione per la prevenzione alla guida in stato di ebbrezza o a seguito di consumo di sostanze stupefacenti.
La giornata è stata organizzata all'autodromo Riccardo Paletti, con la partecipazione della Polizia Stradale e del campione del mondo di Rally, nel 1988 e 1989 sulla Lancia Delta integrale, Miki Biasion.

La sessione in pista è stata un po' "speciale", infatti, si è voluto dimostrare che anche un campione del mondo, dopo aver bevuto qualche birra di troppo, perde la capacità di controllare l'auto e mette in serio pericolo l'incolumità altrui, in questo caso, però, di semplici birilli.

Tutto è stato fatto nella massima sicurezza, con la presenza di medici e della Polizia Stradale.
La finalità è quella di dimostrare che dopo l'assunzione di alcol, anche i migliori piloti, creano grande pericolo per loro stessi e per gli altri.

Ringraziamo l'Ingegner Dallara per la grandissima collaborazione dimostrata e anticipiamo un filmato dell'evento a cui seguirà il filmato definitivo, che verrà divulgato anche nelle scuole per il grande obiettivo, di prevenire la guida in stato d'ebbrezza.

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In allegato: un filmato e fotografie.

 

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Nella giornata di sabato, la Polizia di Stato ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Parma dr. Mattia Fiorentini su richiesta del Sost. Proc. dr.ssa Emanuela Podda nei confronti di 4 cittadini nigeriani responsabili di spaccio di cocaina nella città e nell’hinterland di Parma.

Sono stati raggiunti da misura cautelare in carcere:
• ABUNENE Nelson Ukpebor, classe 1980;
• BALOGUN Innocent Inegbenedion, classe 1982;
entrambi domiciliati in Parma mentre, allo stato, altri due destinatari sono irreperibili.

L’attività di indagine è stata avviata nell’aprile del 2018, allorquando gli agenti della Squadra Mobile hanno iniziato a monitorare gli spostamenti di ABUNENE Nelson Ukpebor indicato come dedito all’attività di spaccio. I primi accertamenti operati hanno consentito di identificare alcuni clienti, sequestrando a loro carico la cocaina venduta da ABUNENE. Si accertava che il giovane spacciatore acquisiva la richiesta tramite telefonata o sms, per poi darsi appuntamento con gli acquirenti in varie zone della città (Botteghino, Campus, stadio) e nei comuni di Monticelli e San Polo di Torrile.

La successiva attività investigativa, supportata da presidi tecnologici ed inizialmente incentrata esclusivamente sull’ABUNENE, ha consentito di ricostruire la quotidiana attività di spaccio di cocaina condotta dall’uomo, documentare centinaia di cessioni ed identificare molti dei suoi clienti. La maggior parte di questi, in particolare, erano clienti “fidelizzati” con i quali, nel corso delle telefonate, non era necessaria alcuna specificazione per definire il luogo dell’appuntamento e la quantità di stupefacente richiesto.

L’attività tecnica ha inoltre consentito di accertare che ABUNENE si avvaleva della collaborazione di BALOGUN Innocente e di un terzo cittadino nigeriano ed altresì che i tre operavano in stretta sinergia tra di loro, condividendo lo stupefacente, tanto che i clienti, indipendentemente dal numero chiamato, venivano dirottati verso il sodale che fosse immediatamente disponibile o, semplicemente, più prossimo al luogo dell’appuntamento.
L’ultimo tassello dell’attività ha riguardato l’individuazione del fornitore dei tre, ovvero il quarto nigeriano. Questi, già noto agli agenti della Squadra Mobile in quanto tratto in arresto nel 2016 per traffico di sostanze stupefacenti, da una parte riforniva i tre della cocaina da loro spacciata e, dall’altra, aveva una fiorente attività di spaccio al “dettaglio” di cocaina e marijuana.

Dalla complessiva attività sono emersi gravi indizi relativamente alla cessione di centinaia di dosi di cocaina, che avrebbero fruttato agli indagati un ricavato non inferiore ad almeno 50.000 €, somma che forma oggetto del decreto di sequestro preventivo adottato dal GIP su richiesta del PM.
Nel corso della perquisizione presso le abitazioni dei due indagati arrestati, sono stati sequestrati beni di valore tra cui un TV 52 pollici di ultima generazione, un IPHONE 11 e monili in oro.

Un giro d’affari importante, certificato anche da un messaggio di uno dei clienti di ABUNENE che, arrabbiato per la scarsa qualità della cocaina datagli nell’ultima occasione e indispettito dai pretesti accampati dal nigeriano, gli dice “prima di andare a letto, una cosa ti giuro sulla tomba di mia madre, tu hai perso un cliente da 20000 € all’anno come minimo…bye bye, anzi fottiti”.

 

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Giovedì, 16 Gennaio 2020 15:38

Armi e droga, arrestato un albanese incensurato

Trovato con armi e droga: la polizia di stato arresta un cittadino albanese incensurato

Nella giornata di martedì 14/01/2020, personale della Squadra Mobile di Parma ha tratto in arresto DISHI Rikard, cittadino albanese classe ’85 in quanto trovato in possesso di 526,3 di eroina, 5,4 di cocaina destinate alla cessione a terzi, 3 fucili e 2 pistole semiautomatiche con matricola abrasa.

Nell’ambito di dedicata attività info-investigativa condotta da questa Squadra Mobile, si è appreso che il predetto DISHI Rikard fosse coinvolto in una fiorente attività di spaccio e mantenesse frequenti contatti con propri connazionali sospettati di esser coinvolti nell’ambito dei furti in abitazione. In particolare, dai primi accertamenti svolti dal personale di Questa Squadra Mobile, è emerso che questi potesse detenere presso la propria abitazione armi provento di furti perpetrati nella provincia parmigiana.

Nella mattinata di martedì 14 gennaio u.s., gli uomini della Sezione antidroga procedevano a perquisizione per la ricerca di armi presso l’abitazione del DISHI in zona San Pancrazio ed all’interno della stessa, dove l’uomo viveva da solo, venivano rinvenuti 5 fucili, una borsa termica che conteneva 3 pistole semiautomatiche con caricatori riforniti di relativo munizionamento ed una scatola contenente cartucce di vario calibro. Nella medesima stanza, all’interno di un armadio, veniva rinvenuto un “panetto” di sostanza stupefacente del tipo eroina, per un peso complessivo di grammi 526,3, un sacchetto in plastica trasparente contenente sostanza stupefacente del genere cocaina, per un peso complessivo di grammi 5,4, un bilancino di precisione ed una scatola per profumi, al cui interno vi erano due orologi da polso e due cosiddetti a “cipolla”, una fede nuziale e due collane.

Dalle verifiche effettuate nell’immediatezza, si accertava che due fucili erano provento di furto in abitazione perpetrato nel dicembre 2018 a Fidenza (Pr) ed una pistola era provento di furto in abitazione perpetrato nel febbraio 2019 a Sorbolo (Pr).

Al termine della redazione degli atti di rito, DISHI Rikard, si disposizione del PM di Turno dr. Umberto AUSIELLO, è stato associato in stato di arresto presso la locale Casa Circondariale.

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Mercoledì, 15 Gennaio 2020 11:06

La Polizia di Stato blocca un pericoloso rapinatore

Fermato pericoloso rapinatore dalla Polizia di Stato.

Nella serata del 7 gennaio, verso le ore 22.15 circa, la Sala Operativa inviava le Volanti impegnate in servizio di controllo del territorio, nella zona di Via D’Azeglio, dove alcune persone segnalavano un cittadino italiano appena rapinato da parte di alcuni extracomunitari, verosimilmente nordafricani.

Mentre un equipaggio si recava a prendere contatti con il rapinato – cui era stato asportato il telefono cellulare - e con i testimoni le altre pattuglie iniziavano a perlustrare la zona al fine di verificare ed intercettare la presenza di persone extracomunitarie sospette.

Alcune testimoni, che erano riuscite a fotografare uno dei rapinatori, fornivano la foto agli operatori intervenuti i quali provvedevano immediatamente a diramarle agli agenti impegnati nelle ricerche che pochissimi istanti dopo individuavano e bloccavano l’autore materiale della rapina.

Nello specifico si accertava che pochi minuti prima un ragazzo italiano in compagnia di due sue amiche, mentre si trovava in Via D’Azeglio, incrociava un gruppetto di extracomunitari tra i quali uno alto 180 cm, corporatura magra, carnagione olivastra, capelli castani mossi e voluminosi, rasati ai lati, con leggero pizzetto, indossante giubbotto scuro, tuta nera e scarpe da ginnastica azzurre.

Giunti nelle vicinanze dei ragazzi italiani, intenti a fumare, uno degli stranieri si rivolgeva loro chiedendo una sigaretta che di fatto otteneva da una delle amiche della vittima.

Il nordafricano meglio prima descritto, invece, con una mossa fulminea, si avvicinava alla vittima, la spingeva con forza all’indietro sbilanciandola e contestualmente gli infilava una mano nella tasca anteriore della tuta indossata, impossessandosi del cellulare “I-Phone” ivi riposto.

Il giovane rapinato chiedeva al nordafricano la restituzione del cellulare ma questi per tutta risposta lo minacciava di morte, accompagnando tale minaccia verbale con il segno della mano che passava sotto la gola allontanandosi poi dal luogo.

Mentre le amiche della vittima contattavano il 113, il giovane rapinato tentava di inseguire lo straniero che lo aveva derubato il quale durante la fuga passava il telefono provento della rapina ad altro magrebino componente il gruppo che poco prima aveva avvicinato i giovani italiani.

La vittima, vistasi ancora una volta minacciata di morte, desisteva dall’inseguire i fuggitivi uno dei quali però, ovvero l’autore materiale della rapina, veniva bloccato poco dopo in Borgo Poi dagli equipaggi delle Volanti.

Il soggetto, algerino, classe 1997, incensurato, clandestino, dopo le formalità di rito, consistite nell’acquisizione della denuncia della vittima, nella raccolta dei contributi dichiarativi dei testimoni e nella successiva acquisizione del referto medico del rapinato - che nell’occorso riportava una leggera ferita alla mano destra - veniva quindi posto in stato di fermo di indiziato di delitto per il reato di rapina aggravata in concorso con persona non identificata.

Successivamente il soggetto veniva associato alla locale casa circondariale, come disposto dal P.M.. In seguito si è tenuta l’udienza di convalida del Fermo innanzi al Gip, che ha convalidato il provvedimento, applicando, su richiesta del Pubblico Ministero, la misura della custodia cautelare in carcere.

 

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Servizi straordinari dalla Questura di Parma per il contrasto ai reati predatori.

Nel corso del pomeriggio di ieri è stata svolta un’altra operazione alto impatto da parte della Polizia di Stato, con l’impiego di 2 volanti, di 3 pattuglie del Reparto prevenzione Crimine di Reggio Emilia ed una della Polizia Municipale.

Il servizio si è svolto principalmente nel centro città, al fine di massimizzare la prevenzione dei reati predatori, tra cui borseggi e furti.

Grazie al pattugliamento attento del territorio è stato possibile rintracciare l’autore di un’aggressione nei confronti di un ragazzo nella zona di viale Mariotti.
L’aggressione, nata da un litigio per futili motivi, risale a qualche giorno fa, dove la vittima, un cittadino straniero minorenne, è stato aggredito con un pugno che gli ha causato alcuni giorni di prognosi.
Grazie alle descrizioni forniteci, l’autore dell’aggressione, un cittadino di origini marocchine maggiorenne, proprio durante i controlli, è stato identificato e denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di lesioni.
Episodi di questo tipo vedono la massima attenzione da parte della Polizia di Stato per evitare che si possano ripetere, massimizzando l’attività di prevenzione e reprimendoli con altrettanta decisione.
Durante i controlli sono state identificate circa 50 persone e 20 autoveicoli.


I servizi, in questo particolare periodo dell’anno, proseguiranno con sempre maggiore frequenza.

 

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Servizi straordinari dalla Questura di Parma per il contrasto ai reati predatori.

Nel corso del pomeriggio di ieri è stata svolta un’altra operazione alto impatto da parte della Polizia di Stato, con l’impiego di 2 volanti, di 3 pattuglie del Reparto prevenzione Crimine di Reggio Emilia ed una della Polizia Municipale.

Il servizio si è svolto principalmente nel centro città, al fine di massimizzare la prevenzione dei reati predatori, tra cui borseggi e furti.

Grazie al pattugliamento attento del territorio è stato possibile rintracciare l’autore di un’aggressione nei confronti di un ragazzo nella zona di viale Mariotti.
L’aggressione, nata da un litigio per futili motivi, risale a qualche giorno fa, dove la vittima, un cittadino straniero minorenne, è stato aggredito con un pugno che gli ha causato alcuni giorni di prognosi.
Grazie alle descrizioni forniteci, l’autore dell’aggressione, un cittadino di origini marocchine maggiorenne, proprio durante i controlli, è stato identificato e denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di lesioni.
Episodi di questo tipo vedono la massima attenzione da parte della Polizia di Stato per evitare che si possano ripetere, massimizzando l’attività di prevenzione e reprimendoli con altrettanta decisione.
Durante i controlli sono state identificate circa 50 persone e 20 autoveicoli.


I servizi, in questo particolare periodo dell’anno, proseguiranno con sempre maggiore frequenza.

 

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Arrestato dalla Polizia di Stato pericoloso cittadino albanese con pregiudizi per un furto in abitazione

Parma – La Polizia di Stato per il tramite della Specialità Polizia Stradale – Distaccamento di Fornovo, giungeva all’identificazione e all’arresto di un cittadino straniero resosi responsabile di falso e illecito reingresso in Italia dopo l’espulsione.

In particolare, nella notte del 06.01.2020, una pattuglia del Distaccamento Polizia Stradale di Fornovo, impegnata in controlli del territorio nei pressi del casello Autostradale A1, procedeva a sottoporre a verifica di un’autovettura italiana a bordo della quale trovavano posto tre cittadini di origini albanesi.

Nella circostanza il conducente A.E. di anni 34, esibiva agli operatori una patente di guida albanese che, sebbene di ottima fattura e apparentemente originale, veniva sottoposta ad attenta osservazione da personale esperto che ne accertava la falsità.

L’uomo, privo di valido titolo di soggiorno e incensurato con le generalità fornite, veniva pertanto invitato presso gli uffici della Sezione Polizia Stradale al fine di approfondire le verifiche sullo status di straniero presente sul T.N. e per le redazione degli atti conseguente al possesso del falso documento.

In tale sede, le indagini svolte permettevano di acclarare come il cittadino albanese, sotto altre generalità, fosse pregiudicato per reati contro il patrimonio (tra cui furto in abitazione) espulso dal T.N. nell’anno 2018 con decreto del Prefetto di Parma ed ordine del Questore della stessa città che ne aveva disposto l’accompagnamento coatto alla frontiera ed il rimpatrio in Albania.

Le tempestive verifiche permettevano poi di comprendere come A.E. di anni 34, dopo il rientro in Albania, avesse chiesto una variazione anagrafica ed ottenuto nuove generalità e nuovi documenti d’identità con i quali faceva illecito rientro a Parma nell’agosto scorso.

Stante quanto accertato, A.E. veniva tratto in arresto (ex. art. 13 c.13ter D.lgs 286/98 – art. 477/482 cp) e posto a disposizione dell’A.G. in attesa di rito direttissimo, nonché sanzionato amministrativamente con il fermo amministrativo del mezzo e la guida senza patente.

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Chiuso per sette giorni dal Questore di Parma il bar la Suerte di via D’Azeglio

Parma – Nella giornata del 13 dicembre u.s., a seguito di un intervento per rissa effettuato dalla Squadra Volanti e da due Pattuglie del reparto prevenzione e crimine il Questore di Parma ha emesso il provvedimento amministrativo ex art.100 T.U.L.P.S. con cui è stata sospesa per sette giorni la licenza di somministrazione di alimenti e bevande al titolare del bar ubicato in via D’Azeglio.

Il provvedimento, che è finalizzato a prevenire i pericoli per la tutela dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica, ha avuto scaturigine da numerosi controlli avvenuti nel tempo con identificazione abituale di pregiudicati all’interno dell’esercizio da parte di personale della Squadra Volante della Questura ed in particolare per la rissa che si è verificata la sera del 13 dicembre decorso, iniziata per futili motivi all’interno del bar e proseguita nelle immediate pertinenze dello stesso tra tre persone in evidente stato di ebbrezza alcolica, di cui una trovata in possesso di sostanza stupefacente per uso personale.

 

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Domenica, 29 Dicembre 2019 06:54

Arresto per droga

Nella serata del 23 dicembre u.s., verso le ore 23.30 circa, un equipaggio della Squadra Volante, percorrendo Via Emilio Lepido, giunto all’angolo con Via Passo del Lagastrello, notava un giovane intento a urinare sul marciapiede a ridosso di una siepe.

Gli operatori decidevano di controllare il soggetto e di sanzionarlo, identificandolo per V.L.M. classe 1995, italiano, domiciliato in Parma, disoccupato, il quale, oltre che essere gravato da precedenti di polizia e destinatario di rintraccio per notifica provvedimenti, veniva trovato in possesso di un piccolo involucro di cellophane contente sostanza in polvere di colore bianco che il giovane riferiva essere cocaina.

Condotto in Questura e sottoposto a perquisizione personale, il giovane veniva trovato in possesso della somma contanti di circa euro 4.300, di cui 3.790 raccolti in un rotolo unico avvolto da cellophane trasparente occultato all’interno degli slip, somma complessiva circa il possesso della quale non sapeva fornire alcuna plausibile spiegazione.

Considerata la situazione ed i precedenti specifici per detenzione di sostanze stupefacenti, gli operatori decidevano di portarci al domicilio del giovane, dove provvedevano ad eseguira attenta e meticolosa perquisizione locale.

L’attività permetteva di rinvenire e sequestrare quanto di seguito meglio riportato:

- Involucro contenente grammi 3,6 di marijuana;
- Involucro contenente grammi 10, 6 di metanfetamine in cristalli;
- Involucro contenente grammi 6,8 di hashish;
- Involucro contenente grammi 8,9 di ectasy, per un totale di 25 pastiglie;
nonché oggetti e cose utili alla preparazione, consumo e confezionamento di sostanze stupefacenti.

All’esito della perquisizione locale, V.L.M. veniva tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio; a seguito dell’udienza di convalida tenutasi nella mattinata del 24.12.2019 presso il Tribunale di Parma, lo stesso veniva posto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza con la quale verrà giudicato che si terrà in data 20 gennaio 2020.

 

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