Il Belpaese è il primo in Europa con il più alto numero di lavoratori autonomi, soprattutto giovani e laureati. Ma negli ultimi 10 anni la propensione a “mettersi in proprio” è diminuita del 5,14%, anche per l’assenza di interventi a sostegno, da ultimo con la legge di
bilancio 2020 all’esame del Parlamento. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, presentata durante la Giornata delle Professioni Liberali

Roma, 13 novembre 2019 - Con oltre 5 milioni di lavoratori autonomi, l’Italia è il Paese europeo con il più alto numero di occupati in proprio. L’incidenza sul totale degli occupati è la più alta anche fra i giovani: su poco più di 4 milioni di occupati tra i 25 e i 34 anni, il 16,3% svolge un lavoro autonomo contro una media UE del 9,4%.

È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro “Il lavoro autonomo in Italia, un confronto con l’Europa”, presentata in occasione della Giornata delle Professioni Liberali. Una platea di lavoratori che è mediamente più istruita dei dipendenti, specie tra i più giovani (il 37,2% degli autonomi è laureato rispetto al 27,9% dei dipendenti), e molto presente nel settore terziario, da sempre motore dell’economia del Paese. Ma non solo. Dallo studio emerge inoltre che circa la metà degli occupati indipendenti in Italia sono collocati al vertice della piramide professionale: il 12,3% sono manager o titolari di aziende, il 20,4% professionisti ad alta qualificazione e il 17,1% figure tecniche.

Eppure la propensione a mettersi in proprio si riduce sempre di più. Fra il 2009 e il 2018, complici il calo demografico e le maggiori difficoltà di accesso al mercato del lavoro, gli autonomi sono diminuiti del 5,14%. Le conseguenze sulla tenuta del sistema economico sono facilmente prevedibili se si considera che ad oggi professionisti, imprenditori, artigiani, ma anche consulenti e freelance, riders e lavoratori della gig economy costituiscono un universo ampio e estremamente articolato che contribuisce al 21,7% dell’occupazione del nostro Paese (a fronte di una media europea del 14,3%). Eppure continuano a mancare interventi sufficienti a sostegno dei tanti lavoratori autonomi italiani.

Da ultimo il disegno di legge di Bilancio 2020 che sembra dimenticare l’apporto che il lavoro autonomo fornisce allo sviluppo del Paese. Nonostante ciò in tanti decidono di “mettersi in proprio”. Alla base di questa decisione, nel 39% dei casi, c’è l’“opportunità di fare business”, mentre nel 24,2% c’è la volontà di mantenere “in vita” l’attività di famiglia. Ma essere lavoratori autonomi è un’impresa non priva di ostacoli, nel Bel Paese più che altrove: 9 autonomi su 10 (89,9%) lamentano la presenza di notevoli difficoltà nello svolgimento del proprio lavoro: una condizione che in Europa interessa il 71,7% della platea. In testa alle criticità degli italiani spicca il carico burocratico (il 25,8% degli autonomi contro il 13,1% della media europea), seguito dall’instabilità degli incarichi e dei committenti (il 21,6% contro il 12,3% della media europea dichiara di dover affrontare periodi di non lavoro, perché senza progetti o clienti) e dal ritardo dei pagamenti (il 20,2% contro l’11,7%). Pesano, infine, anche la difficoltà di accesso ai finanziamenti, l’impossibilità di incidere sui prezzi di servizi e prodotti e la mancanza di coperture in caso di malattia o infortunio.


“A differenza dei luoghi comuni, lo studio sul lavoro autonomo dimostra che gli italiani hanno una grande voglia di mettersi in gioco e di contribuire a costruire la ricchezza del Paese avviando un’attività autonoma”. A dichiararlo il Presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca. “Nella maggior parte dei casi, però – sottolinea – chi vuole mettersi in proprio è frenato da difficoltà oggettive tipiche del mercato del lavoro italiano, fra cui spiccano i costi burocratici per avviare un’attività produttiva e il mancato sostegno da parte dello Stato ai tanti giovani pronti a darsi da fare per costruirsi un futuro. Eppure, considerando l’importante incidenza del lavoro autonomo sull’occupazione italiana, un’inversione di tendenza è quanto mai urgente. La
manovra 2020 dovrebbe essere l’occasione per incrementare il sostegno ai liberi professionisti – evidenzia De Luca –, attraverso la riduzione dei carichi fiscali, degli oneri burocratici, la promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e l’introduzione dell’equo compenso per garantire una retribuzione dignitosa anche a questa categoria professionale”.

(In allegato la ricerca del CNODL)

Pubblicato in Lavoro Emilia
Giovedì, 14 Novembre 2019 07:33

Parma 2020: sono 30 i progetti dal territorio

Promossi da Comuni e associazioni, coordinati dalla Provincia, che ne ha anche proposti due: “L’estate delle pievi” e “Adornamenti da tavola dei Duchi di Parma”. Il cartellone del Parmense presentato a Palazzo Giordani nella seduta congiunta di Consiglio Provinciale e Assemblea dei Sindaci, con l’Assessore alla Cultura del Comune di Parma Guerra. Possibilità di finanziamento, card gratuita e piattaforma.

Parma, 13 novembre 2019 – La grande occasione di Parma 2020 sarà colta dall’intero Parmense: Comuni, istituzioni e associazioni, coordinati dalla Provincia, hanno elaborato una trentina di progetti, che sono stati presentati stamattina a Palazzo Giordani nel corso di una seduta congiunta di Consiglio provinciale e Assemblea dei Sindaci, a cui ha partecipato l’Assessore alla Cultura del Comune di Parma Michele Guerra; presenti il Delegato provinciale alla Cultura Marco Trevisan, il consigliere regionale Alessandro Cardinali e Francesca Velani coordinatrice dei progetti di Parma 2020.

I progetti spaziano dalla storia alla musica, dal cinema alla scienza, dalla pittura alla memoria civica.
Due vedono la Provincia come soggetto proponente: “L’estate delle pievi”, che riprende una fortunata iniziativa degli anni scorsi, che porterà da maggio a settembre in 33 pievi di origine romanica del territorio spettacoli musicali, eventi teatrali, installazioni di arti visive e conferenze, accompagnati da visite guidate. Il secondo è “Adornamenti da tavola dei Duchi di Parma”, che metterà in mostra a Colorno, dal 4 aprile al 30 giugno, le preziose porcellane di Meissen e di Sevres appartenute ai signori della Reggia.

“La Provincia ha voluto adempiere al suo ruolo di coordinamento e sostegno dei Comuni del territorio, affinché anche le realtà più piccole possano trarre vantaggio dalla grande opportunità che il Comune di Parma ha creato con Parma 2020 – ha spiegato il Presidente della Provincia Diego Rossi - I progetti sono stati elaborati e presentati, con una bella risposta da parte di tutto il territorio. La Provincia si rimette in gioco, anche sul fronte della cultura e della promozione del territorio, a fianco di tutti i Comuni.”

“Ci aspettiamo risultati importanti, che ora già si intravedono: abbiamo registrato una crescita dei turisti in città già dalla designazione di Parma come Capitale della Cultura e abbiamo già il sold out delle strutture di accoglienza locali per 3 mesi del 2020 – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura del Comune di Parma Michele Guerra – Parma 2020 è nata fin dall’inizio come idea che doveva coinvolgere l’intero territorio, quella “Nazione Parma” di cui parla Attilio Bertolucci, con la sua varietà geografica, paesistica, culturale, enogastronomica. Il territorio ha lo stesso numero di progetti del dossier. Sono più di 700 i partner coinvolti, 287 proposte, di cui 142 idonee. Parma 2020 è una maratona, formalmente dura un anno, ma il Comitato resterà attivo anche nel 2021.”
Guerra ha anche parlato del grande portale turistico degli eventi e dei tragitti, progettato dagli stessi professionisti di Expo 2015, che resterà uno strumento del territorio anche in seguito, e della Card turistica di Parma con sconti, una per i non residenti, e una dedicata ai residenti.

 

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 Nella foto: da sinistra: Trevisan, Giudice, Rossi, Guerra, Velani

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Modena, 13 novembre 2019 - La Polizia di Stato ha eseguito la misura cautelare del “divieto di avvicinamento alla persona offesa”, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Modena il 6 novembre scorso a carico di un cittadino tunisino, regolare sul territorio nazionale, indagato per i reati di atti persecutori nei confronti della ex moglie e del nuovo compagno.


Per motivi da ricondursi alla fine della loro relazione sentimentale, l’uomo ha posto in essere una serie di comportamenti molesti e minacciosi nei confronti della ex coniuge, attraverso condotte assillanti ed invasive ripetute nel tempo quali telefonate, appostamenti, pedinamenti.


La relazione, durata all’incirca 13 anni, era stata incrinata dal marito proprio a causa dei suoi atteggiamenti dispotici e tirannici; a seguito dell’ennesima lite, avvenuta nel novembre del 2015, alla presenza dei figli, la moglie aveva richiesto l’intervento della Polizia e dopo quest’ultimo episodio i coniugi aveva instaurato la causa di separazione.


Con il passare del tempo l’atteggiamento ossessivo dell’uomo si era manifestato anche nei confronti del nuovo compagno della ex moglie, al punto di arrivare a denunciarlo alla Polizia imputandogli di averlo minacciato di morte con una pistola. Accuse risultate assolutamente infondate a seguito delle indagini effettuate dalla Squadra Mobile.
Tali atteggiamenti avevano portato la donna e il nuovo compagnano a vivere in un profondo stato di ansia e paura, costringendoli a modificare le loro abitudini di vita e a temere per la propria incolumità.
La scrupolosa attività di indagine, svolta dagli investigatori della Squadra Mobile, specializzati nei reati contro la persona, ha consentito di raccogliere una serie di fonti di prova che hanno permesso alla Procura della Repubblica di Modena di richiedere in via d’urgenza al G.I.P., in attesa degli sviluppi processuali, l’emissione della misura coercitiva del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese, quantificato in 200 metri.

 

 

Pubblicato in Cronaca Modena
Giovedì, 14 Novembre 2019 06:52

Intervista al Sindaco di Berceto Luigi Lucchi

Intervista al Sindaco Luigi Lucchi di Berceto, il comune di montagna più vicino al mare. Luigi Lucchi è considerato un ottimo Sindaco, un uomo dotato di grande carisma. Qualcuno lo definisce un pazzo, qualcun’altro un genio. Forse è semplicemente un pazzo geniale!? Sicuramente uno che non le manda a dire e che ha reso il piccolo, grande comune di Berceto famoso in tutto il mondo.

Di Nicola Comparato, Berceto 13 novembre 2019 -

1) Sindaco Luigi Lucchi, lei è sulla bocca di tutti da 2 decenni, sono imminenti le elezioni regionali in Emilia Romagna, molti si aspettavano una sua candidatura, una candidatura che non ci sarà, per quale motivo?

Far conoscere le proprie idee, per un appassionato di politica, un militante (iscritto al PSI dal 24 maggio 1972, avevo 17 anni) è determinante anche se si può peccare di presunzione. Un tempo, con chiarezza, nei partiti, si diceva stampa e propaganda. Oggi si usano termini astrusi negando che ogni idea di un appassionato di politica vuole essere condivisa. Se non è condivisa non serve, anche se non bisogna cadere nel grande inganno di lisciare il pelo al Popolo. Un politico, a mio avviso, non deve lisciare il pelo, decidere usando i sondaggi, ma fare di tutto, con opere di leale convincimento, pregno di buona fede, per convincere le persone. Insomma la Politica deve essere alla testa e non a rimorchio dell’opinione pubblica. Non mi candido, nonostante il piacere, la civetteria, di ricevere tante richieste da diverse formazioni politiche, perfino di fare il candidato Presidente e non solo il candidato consigliere. La gioia, perché vuol dire stima e consenso, di sentire tante persone, anche con idee molto diverse tra di loro e dalle mie, che mi voterebbero. Hanno fiducia. Anchio, come Ferdinando Santi, posso dire che il complimento piu bello che ricevo è: “Di Lucchi ci fidiamo E uno di noi E rimasto sempre uno di noi.” Non mi candido perché necessita, a mio avviso, tornare ad essere servi, in senso Evangelico, degli elettori, dei cittadini, sia come Politici che come Amministratori Pubblici. Io faccio il mestiere piu bello del mondo anche se concordo con Concita De Gregorio che questo è stato rovinato da Parlamenti di cialtroni, da Governi Ladri che non rispettano la Costituzione e tolgono l’autonomia ai Comuni. Abbiamo perfino avuto la Legge Calderoli che voleva imporre le Unioni dei Comuni per depotenziare le uniche figure, i Sindaci, eletti, per davvero dai cittadini. Calderoli con Leggi demenziali e anticostituzionali, tuttaltro che federaliste e Mario Monti che da killer del buon senso e della persona umana ha tolto i trasferimenti ai Comuni e addirittura ha preso a “rubare” sostanziose quote dell’IMU (unica entrata dei Comuni). Abbiamo Leggi, che contrasto, che tolgono i servizi ai Comuni. Tolgono l’acqua per privatizzarla e regalano le reti del gas dei Comuni ai potentati del gas. Chi le concepisce e chi le vota, a mio avviso, sono criminali. Commettono crimini contro lumanità come il crimini maggiore rappresentato dall’inserire il pareggio di bilancio in Costituzione. Tutti lo hanno votato e la Lega, meravigliandomi, pur essendo l’unico partito all’opposizione del Governo Monti, in quel caso si asteneva esprimendo un consenso convinto. Il consenso parlamentare è stato elevatissimo. Quasi all’unanimità, fatta eccezione di qualche parlamentare del gruppo Di Pietro che non mi è mai stato simpatico e considero, seppur in buona fede, il servo sciocco di chi voleva distruggere lItalia e far odiare la politica RIUSCENDOCI. Non è servito, infatti, il referendum confermativo per il pareggio di Bilancio in Costituzione (UN CRIMINE CONTRO IL POPOLO). Nessuno ha spiegato, tra i ladri di Pisa (PARLAMENTARI DAL 1992 a OGGI), che litigano di giorno ma vanno d’accordo di notte, che con questa modifica la nostra bella Costituzione non ha piu al centro la persona, come volevano i nostri grandi Padri Costituenti (Monarchici, Liberali, Democristiani, Socialisti e Comunisti) ma il mercato senza regole. Abbiamo aperto le porte al neoliberismo in Italia, in Europa e nel Mondo e ne diventeremo schiavi. Il male assoluto. Tornare ad essere servi evangelici vuol dire che non puoi lasciare la carica di sindaco per fare il consigliere regionale. L’ho fatto nel 2014, sbagliando, e ho preso paura davvero quando si pensava che con i miei 2.128 voti, nella lista della bicicletta (Socialisti e Verdi) potessi essere stato eletto. Quella paura, quell’angoscia vissuta il 24 novembre del 2014 mi sono bastati. NON LHO DIMENTICATA. Non mi candido.

2) Lei ha già sostenuto Bonaccini nel 2014, e rifiutando di candidarsi ha dimostrato lealtà verso i cittadini di Berceto, ma da un suo recente post apprendiamo che non molti hanno gradito la cosa. Dico giusto?

Il deserto politico, il deserto di persone che ragionano in termini politici quindi da servi evangelici del Popolo, rende incomprensibile questo mio rifiuto. Tutti pensano, visto la mia notorietà, che ha raggiunto anche la Turchia, che potessi essere un candidato vincente. Vincere la carica di Consigliere Regionale e perdere il consenso della mia Coscienza non lo trovo un affare. Se non mi sento nel giusto perdo, come Sansone, per il taglio dei capelli, qualsiasi forza. Perdo le idee e la tenacia. MI FAREI SCHIFO!

3) Spesso lei si definisce Sindaco non allineato, può spiegarci il significato di tale denominazione?

Sono rimasto socialista del PSI. Lo sono rimasto con gioia e orgoglio. Sono diventato, dopo non esserlo mai stato, quando avrebbe rappresentato un vantaggio, Craxiano convinto nel 1992. Quando lui comandava, per davvero, nel PSI, ero nella sparuta corrente di Michele Achilli, a sinistra della sinistra Lombardiana, e come Lombardi, fuori dalle icone della propaganda di mestiere, anticomunista dimostrandolo andando contro Pietro Nenni (un grandissimo dimenticato) nella scelta, del 1948, del Fronte Popolare.. Avevano ragione, a mio avviso, quei socialisti che dicevano: I Comunisti non sono a sinistra sono ad est. Sono Craxiano perché lui amava, per davvero, l’Italia e il suo Popolo, pur essendo un Europeo. Sono Craxiano perché i voltagabbana e gli irriconoscenti non mi piacciono.
Con queste idee e comportamento come posso dire, oggi, d’essere allineato con qualcuno?
Con queste idee sono poi, per davvero, a sinistra sia nella lotta, seppur mortale, contro il neoliberismo, sia in politica estera con l’istituzione, insieme al Prof. Franco Cardini (storico di fama mondiale) del centro: SIAMO TUTTI PELLIROSSA che si prefigge, come dovrebbe fare un’ONU funzionante davvero, di dare voce e riconoscere i Popoli invisibili, le Nazioni senza Stato ( Il 5 ottobre cittadinanza onoraria a Ocalan alla Nazione Lakota e alla Nazione Curda). La sinistra non esiste più ma non perché non sarebbe piu di moda o non sarebbe necessaria, ma perché nessuno ha idee di sinistra, nessuno, se non associazioni di volontariato o religiosi eroici, si vuole prendere cura degli ultimi. Nessuno, a mio avviso, pare comprendere che presto, nonostante il nostro egoismo, la nostra resistenza individualista ed egoista, solitaria, che si arrampica sui vetri, saremo tutti ultimi. Comanda la ricchezza. Comanda l”1% della popolazione mondiale. Mai stata una diseguaglianza come quella che viviamo nel mondo globale. Sempre i nostri Padri Costituenti, pur avendo vissuto e subito, sulla loro pelle il fascismo, la dittatura, le botte, il carcere le privazioni, non avevano più paura del Fascismo, non prevedevano, avendo ragione, il ritorno del Fascismo. Avevano paura della ricchezza. Sapevano che le guerre nascevano dalle diseguaglianze. Ora lo dice solo Papa Francesco. Senza invidia sociale, che neppure io provo, i nostri Padri Costituenti ci volevano tutelare dalla ricchezza dei pochi. Per questo l’Italia, dopo l’Unione Sovietica, era lo Stato che interferiva piu di tutti, nell’economia con le Partecipazioni Statali ( il grandissimo Enrico Mattei e tanti altri che Istituivano solide banche di Stato). È arrivato poi Prodi e D’Alema, che hanno iniziato le svendite, le privatizzazioni, lo straordinario furto ai danni del Popolo in favore degli amici degli amici. Il furto, quello che ha distrutto per sempre l’Italia, del resto era iniziato nel 1981. Sono perfino propenso nel pensare che Ciampi (Governatore Banca DItalia) e Andreatta Beniamino (Ministro al Tesoro), fossero in buona fede, non avessero previsto le conseguenze: la privatizzazione, di fatto, della Banca d’Italia. Gli ignoranti (voce del verbo ignorare) per la crescita del debito pubblico danno la colpa ai Governi della Prima Repubblica e a Craxi in modo particolare. Lo dicono con cattiveria giustificando la squallida seconda Repubblica. Se vedessero come è schizzato il debito dell’Italia da quando la Banca d’Italia è stata privatizzata di fatto (1981) capirebbero tante cose. Capirebbero che la seconda Repubblica ha aumentato il debito ma sopratutto non lo ha ridotto pur vendendo (svendendo) i gioielli di famiglia (PRIVATIZZAZIONI E CONCESSIONI IN OMAGGIO ECC. ECC.) La seconda Repubblica sè venduta al neoliberismo, all’euro, allo spread, e ha svenduto l’Italia.

4) Non pensa che un suo ruolo in regione possa giovare a tutti gli Emiliano Romagnoli e di conseguenza anche ai cittadini di Berceto?

Sono presuntuoso. Si lo penso! Ma l’immancabile autoironia mi fa dire che Bologna può ben fare senza Luigi Lucchi. Basterà, in futuro, essere ascoltato su specifici temi. Succederà! Sarò ascoltato. Riuscirò a farmi ascoltare.

5) Sappiamo che lei è un personaggio internazionale. Quali sono i temi che le stanno più a cuore?

Non si può essere socialista del PSI senza studiare il mondo. I poveri, gli ultimi, sono in tutto il mondo e fino che non termina la sofferenza, l’ingiustizia, dell’ultimo sfruttato, il mondo non sarà bello come potrebbe. Fantasie? Romanticismo dimesso? No! Leggi fisiche oltre che Politiche. Sono il mondo bello. Il Sole dell’avvenire. Ho sogni e speranze e per questo vivo. Le persone, qualsiasi persona, sul pianeta Terra deve essere libero di….e libero da.. Deve essere considerato, perché è unico e quindi prezioso. Con il Riformismo è possibile. Ci credo. Credo nell’alleanza tra merito e bisogno. Credo che ogni essere umano possa partire alla pari. Quindi Libertà, Democrazia, Giustizia Sociale, alleanza tra merito e bisogno, benessere equo e sostenibile dove noi occidentali non possiamo continuare a dire caro Indiano, cinese, africano, per salvare il pianeta Terra non ti permettere di vivere come noi occidentali. L’ambiente si salva insieme, con giustizia altrimenti non si salva. La sconfitta del neoliberismo porterà a mitigare i cambiamenti climatici e quindi a dare speranze ai bambini e bambine di oggi che sono il bene piu prezioso.

6) Come nasce il suo amore per i Lakota Sioux e per il popolo Curdo e per quale ragione ha deciso di scendere in campo per sostenerli? La sua decisione di concedere la cittadinanza onoraria ad Abdullah Ocalan a Berceto ha sollevato molte polemiche non trova?

Nella scoperta, fatta a 12 anni che Toro Seduto (Tatanka IYotaka) era uno straordinario politico. La mia indole politica ha accompagnato tutte le mie scelte da quando ho preso a leggere il settimanale “Orizzonti” di cui era abbonato mio padre (umile contadino di montagna) e preso gusto, dopo un rifiuto iniziale, ad ascoltare i telegiornali da mio zio prete Don Giuseppe Lucchi che aveva la TV comunitaria. Credo di non aver mai fatto una cosa avventata, non ragionata. Coraggiosa forse sempre ma mai avventata. Ocalan e i Curdi sono stati sostenuti, in Consiglio Comunale, il 5 ottobre, da relazioni e documenti dello straordinario storico, di fama mondiale, Franco Cardini. La cittadinanza onoraria ai Lakota, logica conseguenza del gemellaggio dell’11 settembre 1988, sostenuta e relazionata dall’avv. Alessandro Martire. Tra l’altro le pergamene della cittadinanza onoraria ai Lakota membri dei 7 fuochi sono state consegnate da Papa Francesco durante il Sinodo dell’Amazzonia.

7) Un suo pensiero sul Presidente del Brasile Bolsonaro? In realtà sappiamo già cosa ne pensa di lui, ma ci teniamo a saperne di più.

L’ho denunciato per crimini contro l’umanità alla Corte Penale dell’Aia. Se sono stati giudicati criminali i Serbi che facevano pulizia etnica lo stesso vale per chi elimina i Popoli dell’Amazzonia bruciandogli la casa (la foresta). Continuerò con queste denunce che sono testimonianze, a mio avviso, contro il sonno della ragione che avvolge tutto generando mostri.

8) A quale parte politica sente di appartenere?

Al SOCIALISMO, quello bello, quello nato in Italia, quello che nelle prime sezioni aveva le foto di Carlo Marx insieme a quelle di Gesù Cristo. Il Socialismo di Turati, dei tanti che hanno affrancato gli ultimi. Veramente tanti ma cito Prampolini ( Predica di Natale) De Ambris e milioni di sconosciuti che hanno insegnato a leggere nelle stalle ai braccianti, ai dannati. Che hanno inventato le cooperative. Sono un estimatore anche del grandissimo sen. Giuseppe Micheli.
Un Popolare. Che ha fatto cose grandiose per le nostre Terre Alte.

9) La politica è cambiata tantissimo negli ultimi anni, i grandi partiti sono scomparsi dalla scena.. Cosa si può fare per i giovani oggi? Come si possono coinvolgere? E per quanto riguarda disabili, anziani, immigrazione, lavoro. Esiste una soluzione?

La Politica non c’è più. Il neoliberismo, senza faticare più del dovuto, è riuscito a far odiare, a noi persone, la Politica, il bene Comune. I partiti sono bande di Bravi, Lanzichenecchi, al servizio di un signorotto che poi nomina i parlamentari. La democrazia si sta riducendo a una farsa che ci permette di credere di votare, cambiare, ma poi comanda lo spread non il Popolo, i Popoli. Vivendo nel disagio i Popoli cercano i capri espiatori e solitamente, e anche giustamente, colpiscono e abbattono coloro che li hanno abbandonati. In Italia si vota chi è contro, chi si crede sia contro, chi è capace di far credere che è contro al vero potere che sono la FINANZA E LE CASE FARMACEUTICHE anche se questultime restano gornate. Forse si vota allo stesso modo dappertutto. Negli USA Trump ha vinto per questo. Macron per questo. I 5 stelle e la Lega, nonostante le profonde diversità tra i due partiti o movimenti, nel 2018, nella pratica, nei paesi, avevano elettori intercambiabili. C’era chi aveva stabilito che contro ci fossero i 5 stelle e li votava e chi riteneva contro la Lega e la votava. Interessava solo questo. Adesso succede per le Regionali confondendo il lavoro Amministrativo, il buon Governo, con la politica Nazionale. In pratica si confonde il cielo con il mare e si finisce per vedere i pesci sulle piante. Del resto, nelle elezioni Nazionali del 2018, visto chi era da battere il ragionamento era semplice. I 5 stelle e la Lega non potranno essere peggio del Governo Monti, Letta, Renzi, Gentiloni. Nessuno si preoccupa che serve iniziare a ricostruire e non solo a demolire tutto. Va ricostruita la DEMOCRAZIA, va riconquistata la Libertà di e la Libertà da. Serve lottare per riconquistare i diritti che ci sono stati rubati. Per ricostruire la Democrazia serve ritornare alla Costituzione firmata il 27 dicembre 1947 e rispettarla smettendo di stuprarla. Costituzione che si deve manifestare anche applicandola per i Partiti e il Sindaco, la loro vita interna. La Libertà, a ben vedere, non interessa a nessuno. Siamo sempre meno liberi e abbiamo l’illusione, addirittura di poter fare quello che vogliamo, d’essere addirittura nella società dell’arbitrio, senza Leggi, senza norme. I diritti che possono essere conquistati solo insieme e solo lottando ci illudiamo di ritagliarci ognuno per proprio conto. Il risultato è che siamo schiavi. Interi Popoli sono schiavi. Non fa scandalo, ad esempio, il licenziamento, con la sua ammissione di colpevolezza come nei processi Staliniani, dell’amministratore della McDonald, solo perché, ricambiato, s’era innamorato, s’erano innamorati, con una dipendente della stessa multinazionale. Ci sono dipendenti che si pisciano addosso perché non possono smettere di lavorare. Presto verremo assunti in base al nostro DNA, ci inseriranno marchingegni sottocutanei, saremo dei robot. Un mondo pauroso che si intravede con chiarezza. Basta non chiudere gli occhi. Uno schifo di mondo nel momento che le meravigliose tecnologie potrebbero liberarci dalla schiavitù del lavoro non scelto, non amato e obbligato solo per sfamarci. Se ci fosse la Politica questo mondo, con queste tecnologie, sarebbe l’Eden. Quindi pessimismo della RAGIONE e OTTIMISMO della volontà. Una direttiva di comportamento lapidaria di Gramsci. I giovani d’oggi potrebbero essere meravigliosi se avessero dei buoni esempi. Nel mio piccolo, piccolissimo, mi impegno, come appassionato di Politica, a cercare di dare un buon esempio ma chiedo a ognuno di loro di non lasciarsi rovinare, fulminare, dalle droghe. Né quelle fintamente proibite che circolano a fiumi, né quelle che arriveranno, come negli USA, a prescrivere i medici per far guadagnare le case farmaceutiche. Agli anziani, ormai miei coetanei, debbo dire di lottare ancora, di non chiudersi in casa, di non lasciarsi attanagliare dalla paura. Siamo noi che possiamo scendere in piazza per non lasciare un mondo schifoso ai giovani. Siamo noi che non possiamo macchiarci del crimine piu riluttante, schifoso, che è quello di scippare il futuro ai nostri nipoti e pronipoti. Facciamoci adottare, in tutti i sensi, da un ragazzo, da ragazzi e ragazze e perfino dai bambini. Mettiamoci nelle condizioni mentali di voler apprendere dai giovani, standogli insieme e non abbandonandoli, per nostro comodo, nella disperazione del computer, di facebook ecc. ecc. e soprattutto del consumismo sfrenato. Noi anziani abbiamo delle responsabilità enormi. In Italia dal 1992 quando abbiamo lasciato distruggere la Politica gettando il bambino con l’acqua sporca. Quando abbiamo accettato l’Europa dei Banchieri e della Finanza, l’Europa con la moneta unica ma con il debito dei singoli stati divisi. Una bestemmia economica che passa, invece, come successo. Del resto si attribuiscono i Nobel della Finanza e dell’economia come fossero una scienza esatta. Attribuzioni che per un mondo migliore vanno soppresse immediatamente. Va soppresso anche il bollettino delle borse recitato alla radio e in TV ogni 30 minuti ogni giorno e per tutti i giorni. Un tempo, correttamente, si diceva gioco in borsa. Oggi il salumiere ti ruba, con la carta in sovra piu una fetta di prosciutto e poi gioca i soldi in borsa dove i pescecane divorano i risparmi di tutti e quelli che non riescono a rubare con la Borsa lo rubano con il gioco d’azzardo legalizzato e di uno schifoso Stato. Se resta qualche cosa incaricano le Banche di rubartelo. L’emigrazione è scandalosa. Il neocolonialismo distrugge interi Continenti derubandoli. Il poco che lascia agli Stati lo regala a corrotti dittatori o finti Presidenti e subito dopo se lo fa restituire vendendo loro armi. Adesso rubano acqua, terra e tanto altro. Milioni di persone debbono fuggire nella speranza di lasciarsi alle spalle la disperazione senza speranza. Arrivano in Occidente, anche in Italia, e noi discutiamo, di questo enorme problema, che richiederebbe la cessazione di qualsiasi guerra (Sono 503 le guerre in corso) e l’Onu che funzionasse senza veti, come fosse un argomento da bar tra avventori alticci. Per semplificare, ancora una volta, l’alleanza tra Laura Boldrini e Matteo Salvini funziona a pieno regime. E una sfiga insopportabile.Il risultato è che abbiamo oltre mezzo milione di disperati che bivaccano nelle nostre periferie, nelle nostre stazioni consegnati alla criminalità, al caporalato, a chi compie speculazioni sulla loro pelle (quasi ogni Italiano). Sono Sindaco di un paese di Emigrati. Proprio l’emorragia di persone intraprendenti ha innestato la morte delle Terre Alte. Nessuno si chiede che il primo diritto di un uomo è di vivere nella sua PICCOLA PATRIA, nel suo paese, villaggio. Non dovrebbe essere costretto ad andarsene. Abbiamo, in questo furore irrazionale, da stadio, tolto i flussi regolari e centinaia di famiglie non sanno piu da chi farsi aiutare per accudire i propri cari. Centinaia di aziende sono bloccate per mancanza di mano dopera. Mancano anche le nuove professionalità come gli ingegneri informatici. A Parma se ne laureano 7/8 all’anno e ne servirebbero 300/400. La loro mancanza provocherà la chiusura di centinaia di aziende che non riusciranno a stare al passo con la tecnologia. Mancano, addirittura i medici e nonostante questo si continua con il numero chiuso nelle Università e con la riduzione delle borse lavoro per chi si specializza. Alla fine, come ciliegina, servono 3 anni per fare un concorso pubblico e quindi i medici li regaliamo alla Germania trascurando che ogni laureato alla Collettività è costato 150/200.0000 euro.
Il lavoro ha perso qualsiasi valenza nel dibattito della pseudo politica. Chi dovrebbe difendere gli umili e il lavoro, non facendolo, sè gettato sui diritti, anche quelli astrusi. I diritti civili sono importantissimi. Sono un libertario. Ma il diritto fondamentale. Il vero Stato sociale è quello che garantisce la piena occupazione. Oggi priviamo le persone della dignità del lavoro. Un crimine.

10) È da poco passato il 30esimo anniversario dell’abbattimento del Muro di Berlino. Qualè la sua posizione sul tema sovietico?

Visto come è stato gestito questo straordinario successo della caduta della Cortina di Ferro potrei dire che amavo così tanto la Germania che se erano due era meglio. L’Unione Sovietica è stata una feroce dittatura che ha acceso e poi spento i sogni di milioni di persone in tutto il mondo. Da rispettare sempre il suo Popolo e i milioni di morti nella guerra contro Hitler. L’assenza dell’Unione Sovietica, che egoisticamente avrei mantenuto pur ritenendo insopportabile la dittatura di interi Popoli, ha determinato la vittoria totale, schiacciante, senza freno, dell’altro male assoluto: IL NEOLIBERISMO. Doveva essere il secolo della gioia e si sta rivelando il secolo degli incubi. Perfino Paperon dé Paperoni, emblema del capitalismo romantico, visto il neoliberismo, ha preferito lasciarsi morire e riposare nella cripta del Comune di Berceto meta di centinaia di visitatori.

11) Ritornando al discorso delle regionali, secondo lei quali sono le cose da cambiare nella regione Emilia Romagna? E in Italia?

Sono tantissime ad iniziare dalla valutazione se questo Ente, previsto dalla Costituzione, serva davvero. Forse si dovrebbero avere 3 0 4 macroregioni e l’Italia diventare per davvero Federale senza l’egoismo di un Federalismo di facciata solo pasticcione.

12) Si è già fatto un’idea su come potrebbe andare a finire?

Se uno ascolta gli impostori del PD ha netta l’impressione che hanno optato per perdere. Paiono i meno interessati a sostenere un buon Presidente come Stefano Bonaccini. Poi non essendo psichiatra non accampo la pretesa di capire un militante del PD almeno della provincia di Parma e soprattutto della montagna. Resta il fatto, non avendo io l’anello al naso, o cercando, in tutti i modi di non lasciarmelo mettere (impresa difficile), che ritengo dannoso gettare una classe amministrativa che sa amministrare. Gettare il fatidico bambino con l’acqua sporca. Può non essere condivisibile ma è innegabile, e non lo nego, che Bonaccini ha messo un impegno ammirevole e raro tra gli Amministratori di oggi ai quali, solitamente, serve parlare a bassa voce per non svegliarli. Giudicare Bonaccini come amministratore, a condizioni date, in questi 5 anni, merita, obiettivamente la riconferma. Chi dovesse arrivare, dopo di lui, anche se Bonaccini, ai più non è simpatico, rovinerà molto la nostra Regione, soprattutto non governandola. Il non governo è il peggior dono che possono fare gli amministratori pubblici. Il non governo, può sembrare strano, ma influenzerebbe la nostra vita, peggiorandola, minuto per minuto. Bonaccini, purtroppo, colpa anche del distruttore Renzi, da Presidente della Regione, in elezioni dopate e non per sua colpa, dovrà vedersela, con il candidato alla Presidenza del Consiglio Matteo Salvini e non con la candidata alla Presidenza della Giunta Regionale di cui non ricordo neppure il nome… Quando si arriva a questo obbrobrio elettorale, usato, a volte anche dal PD, in passato, vuol dire considerare il POPOLO DELL’EMILIA ROMAGNA un’accozzaglia di mentecatti. È difficile ma sarebbe bello che di questa accozzaglia Luigi Lucchi non facesse parte e aiutasse, come gli sarà possibile, molti ad uscirne. Nelle mie battaglie sono sempre solo. Ho gridato, ad esempio, anche imbavagliandomi, che Del Rio era un criminale, a pensare e far votare la sua riforma delle Province. Tutti in silenzio. Ora, invece, tutti dicono aveva ragione Lucchi. E se Lucchi avesse anche ragione per Bonaccini?

13) È d’accordo se dico che la sinistra attuale non è più di sinistra ma è semplicemente la brutta copia della DC?

Non riesco a trovare un insulto adeguato a questa pseudo sinistra. Sono sempre stato antidemocristiano avendo vissuto in un paese: Berceto, in cui la DC aveva il 75%, il PCI il 20% e gli altri il rimanente 5% con il PSI che nel 72, ogni elezione si giocava il terzo posto con il MSI. Pur essendo rimasto antidemocristiano con un ammirazione infinita per De Gasperi, Fanfani, Sullo, Remo Gaspari, debbo dire: magari l’attuale sinistra fosse come la DC anche quella peggiore di De Mita, Andreotti ecc. L’attuale sinistra non è neppure la scura fotocopia della peggiore DC.

14) Secondo lei Matteo Salvini è un razzista/fascista come si sente dire o è semplicemente uno che le ha provate tutte per far carriera e alla fine ci è riuscito?

Salvini, al momento, è un politico fortunatissimo e affibbiargli l’etichetta di fascista si incrementa la sua sfacciata fortuna politica. Io non provo né odio, né avversione per gli avversari e pertanto Matteo Salvini lo vedo, sinceramente, come un venditore di sciroppi del west. Salvini non esiste per suoi meriti ma per la stupidità dei suoi avversari e anche per una servile stampa (questa esiste da decenni) che non informa e non sa informare sulle reali cose fatte dalla Lega. Se ci fosse si vedrebbe che la Lega, da diversi decenni, promuove e vota Leggi e Riforme come ha fatto Renzi. Tra i due Matteo la differenza è solo nel cognome. Come Renzi anche la Lega e soprattutto Salvini proclama, ripete cose all’infinito e ne fa sempre delle altre. Renzi ne era pienamente consapevole e pertanto era un vero lazzarone. Salvini credo che non sempre lo sappia. I suoi decreti sicurezza, ad esempio, invece di ridurre i clandestini, nobile obiettivo, li hanno aumentati in modo esponenziale. Il Federalismo di facciata, voluto dalla Lega, ha creato il Fondo di Solidarietà Comuale i cui criteri, sono stati deliberati da un Renziano di ferro. Con questi criteri demenziali il COMUNE DI BERCETO È IL PIU RICCO DELLA PROVINCIA DI PARMA E DEVE DARE SOLDI AD ALTRI COMUNI COME RICCIONE. Non ridete è così anche se il Ministero dell’Interno, nel 2009 ci aveva definito il Comune piu indebitato d’Italia (12.000.000 di mutui per 2.000 cittadini residenti).

15) Un pensiero a tutti quelli che dicono: “Ah io non vado a votare, tanto non cambia niente!”. Le capita di sentire affermazioni di questo tipo?

È vero il nostro voto, ad esempio alle politiche, vale poco visto che i Parlamentari sono nominati dai boss di Partito che li controllano e li controlleranno meglio se tra il gaudio di noi malati della sindrome di Stoccolma, li ridurranno. Per la Provincia non ci fanno votare. Il voto del Sindaco è depotenziato dall’Unione dei Comuni in cui comanda il presidente eletto da altri sindaci tutti sofferenti della Sindrome di Stoccolma. Il voto conta poco o nulla ma fa ugualmente paura. Si dovrebbe votare solo per questo. Hanno paura del Popolo. Votare tutti. Io non dimentico, però, anni di lotte, bastonate, uccisioni, sofferenze, per guadagnare questo diritto. Il suffragio universale in Italia lo abbiamo dalla Primavera del ’45 e lo abbiamo usato nel 1946. Non svendiamo il poco potere, SOVRANITÀ, rimasta al Popolo e battiamoci perché il voto torni ad essere importante, determinante. Se non andate a votare i boss di partito godono.

16) La politica dovrebbe unire, ma spesso divide. Vede possibile una collaborazione tra realtà politiche che non hanno nulla in comune?

Abbiamo i ladri di Pisa che litigano di giorno, davanti alle genti, per andare d’accordo, come fregarci, di notte. Continueranno a far finta di litigare. Sono servi sciocchi che non sanno il danno che provocano nella società.

17) Sbaglio o lei non è un grande ammiratore dell’Europa!? O almeno dell Europa come la conosciamo oggi. Se si, perché?

Difendo l’Europa perché Trump, Putin e i Cinesi manovrano per distruggerla. L’Europa, però, va ricostruita. L’attuale Europa ha distrutto i sogni delle genti e dei Popoli. Fa schifo!

18) Sindaco, lei si considera in qualche modo sovranista?

La corruzione del linguaggio, non meno grave della corruzione in Politica e nelle Amministrazioni, porta a far odiare, alla parte sbagliata, termini che dovrebbe difendere e viceversa a far usare all’altra parte, termini che non gli sono mai appartenuti. Il popolo è Sovrano. La Sovranità della Patria. Sono obblighi di ogni persona democratica. Anche difendere il Popolo dovrebbe essere un obbligo. Viviamo invece, il paradosso, che sovranista, populista, sono diventate etichette negative. Chi è riuscito a fare questo è un genio del male. Ma un genio. Un genio anche chi è riuscito a far credere che ci siamo impoveriti per colpa degli immigrati e non guarda, invece, chi si arricchisce, a dismisura, con le concessioni dello Stato. Noi abbiamo 12.000 euro di azioni dell’Autostrada, che tutti vogliono farci vendere, e incassiamo solitamente 4.600 euro l’anno di dividendi. Immaginate i Benetton che non fanno neppure manutenzione. Immaginate la concessione dei telefoni, delle TV. Sono riusciti a privatizzare l’acqua ecc. ecc. I veri e grandi affamatori del Popolo noi li veneriamo poi alcuni vanno in Olanda, cedono quote alla Peugeot e portano a casa treni e treni di soldi. Soldi che noi poveretti gli abbiamo sempre elargito per decenni e decenni. Termino con un proverbio napoletano: Mettiti vicino a un povero e campa bene tutta la vita. Ecco vorrei che questo fosse meno vero. Il mio impegno, seppur insignificante, è perché questo sia meno vero. I poveri i Politici debbono servirli non derubarli ulteriormente.

19) Sicurezza, radici cristiane, cultura, crocifisso, legittima difesa. Tutti grandi cavalli di battaglia della destra attuale. Quali sono i cavalli di battaglia del Sindaco Luigi Lucchi di Berceto e quali dovrebbero essere quelli degli italiani?

Io sono rimasto al Comandamento: Non nominare il nome di Dio invano. La legittima difesa è sempre esistita. Adesso fanno credere che sparare sia facile. Uccidere una persona, seppur un delinquente, riusciamo a sopportarlo, a non avere rimorsi. Se debbo armarmi, imparare a sparare, ad uccidere non vedo perché dobbiamo mantenere Carabinieri, Poliziotti forze dell’ordine. Alla fin fine è come andare al ristorante portandosi da mangiare e da bere da casa e poi pagare un profumato conto. Dobbiamo pretendere che Carabinieri e Poliziotti abbiano uno stipendio, pur riducendone il numero e gli anni di servizio, che li induca a desiderare di difenderci senza doverci affidare a qualche eroe o a qualche vittima sacrificale. Le armi in casa non sono mai un buon augurio. Non lo sono neppure i ladri e i rapinatori ma volendo questi si catturano. Non serve molto.

20) Domanda finale: Come sarà Berceto dopo Luigi Lucchi?

Un bel funerale, molto partecipato e poi finalmente lo si dimenticherà. Ho piacere d’essere dimenticato. Se sei dimenticato sei morto davvero. La morte non mi fa paura. Punto agli onori degli altari.

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20 anni di  Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne 2019. Natalia Aspesi e il Teatro Regio illuminato di rosso (primo teatro italiano ad aderire all'iniziativa) tra le proposte di Parma per il prossimo 25 novembre 2019.

 

Parma -

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stata istituita nel dicembre del 1999 dall’Assemblea delle Nazioni Unite. Da vent’anni viene celebrata partendo dall’assunto che la violenza verso le donne è una violazione dei diritti umani. Questa Giornata segna in tutte le città un periodo di attivismo e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per spingere ad agire per il cambiamento.  La violazione è una conseguenza della discriminazione: dal punto di vista legale e pratico, e delle persistenti disuguaglianze tra uomo e donna.

Il Comune di Parma, l’Assessorato alle Pari Opportunità, persegue, da anni, un percorso fattivo e diffuso di iniziative e proposte alla cittadinanza che anche per il 25 novembre trovano, ovviamente, occasioni importanti di riflessione e partecipazione. 

“Parma è città dei diritti, ma anche città con numeri tragici in merito alle violenze nei confronti delle donne. Quello che l’Assessorato ripropone, anche per questo 25 novembre, che coglie il ventennale dell’iniziativa internazionale è quello di accogliere le proposte delle associazioni che operano sul territorio e di promuovere iniziative in prima persona. Il filo conduttore che lega le  proposte è il rispetto come valore sociale fondante e l’educazione alla parità di genere come base per una città che accolga e sia in grado di garantire possibilità e benessere a tutti”. Ha detto Nicoletta Paci introducendo l’illustrazione del fitto programma. 

E’ raccolto un intero mondo nel cartellone che il Comune di Parma dedica al 25 novembre 2019 presentato stamattina nella Sala di Rappresentanza del Municipio dall’Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Parma Nicoletta Paci, insieme ad  Annamaria Meo Direttrice Generale del Teatro Regio e Carlo Antonino funzionario dell’Ufficio di Gabinetto della Prefettura di Parma.

Anna Maria Meo ha sottolineato come l'adesione del Teatro Regio all’interno del palinsesto cittadino. “Rientri nel ruolo sociale dei teatri, nella funzione culturale di comunità e vuole essere una contaminazione, a livello nazionale, verso gli altri teatri per sensibilizzare i pubblici trasversali che li frequentano. Una luce che sensibilizzi verso le stragi dei nostri tempi frutto di una cultura di genere che deve cambiare. Il Teatro Regio sarà il primo teatro italiano a dare un segnale forte illuminandosi di rosso il prossimo 25 novembre. Veicolerà un messaggio apparentemente lontano dalle sue attività, ma che vuole amplificare un urgenza dei nostri tempi, vuole essere un esempio che, periamo, molte altre realtà vorranno seguire.

“Non è possibile vituperare l’identità metà del cielo” ha detto Antonino Carlo “l’intervento più radicale è quello che verte sull’educazione a partire dai giovani e dalle famiglie”.

Per la  Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Associazioni, Fondazioni Teatri, e istituzioni si sono unite per dare voce, ricordare, formare, informare, dire sempre di più e sempre meglio un “No!” corale contro la violenza degli uomini contro le donne. Si tratta di ribadire l’impegno a prevenire e contrastare un fenomeno che può essere presente nella vita delle donne, che ne limita l'autonomia, che le rende incapaci di decidere del ripeto destino e, spesso, di quello dei propri figli.

L’Assessorato alle Pari Opportunità parte con una proposta che verte sull’educazione alle donne. Il prossimo 23 novembre presso l’Auditorium Carlo Mattioli di Palazzo del Governatore si incontreranno, alle 17,30, Natalia Aspesi, la regina delle croniste, ed Enrico Galliano il professore di periferia. Titolo dell’appuntamento sarà  “Ma delle donne davvero non si sa niente? La signorina e il professore”. Entrambi incominceranno dalle parole, in un dialogo fra generazioni e modi di comunicare, per immaginare un racconto delle donne che sia di conoscenza e sostegno dei loro talenti, delle loro conquiste, della loro identità.

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Enrico Galliano sarà presente, insieme al musicista Pablo Perissinotto, anche al mattino del 23 novembre, alle 10 e alle 11.30, con  lo spettacolo “In Prima Persona” dedicato agli studenti dell’ultimo anno della scuola primaria di secondo grado. 

Di seguito l’intero programma organizzato dal Comune di Parma:

-       - Venerdì 22 novembre, alle 19, all’Oratorio di San Tiburzio (borgo Palmia 6), il reading musicale “Amor mio. L'ossimoro più pericoloso” in collaborazione con ZonaFranca Parma, con Giulia Canali e Beatrice Carra. Musiche dal vivo di Patrizia Mattioli. Tecnica Erica Borella  

-      - Mercoledì 13 novembre, alle 18.00, Studio S (borgo Paggeria 17/A), presentazione del libro “Mai Molestin. Mai più violenze”. Scritti di donne sulla violenza e il femminicidio con le vignette di Pietro Vanessi. Realizzato da MOICA con AIDM, FIDAPA, AMMI, Club IL FORNELLO 1 e 2;

-Sabato 16 novembre, a partire dalle 10.00, al Centro di Formazione Teatrale (via Lavagna, 6/a) il seminario “Le bambine cattive non esistono” condotto da Antonella Questa con l’obiettivo di migliorare la costruzione del dialogo tra gli adulti e le nuove generazioni, nel tentativo di diminuire l’aggressività imperante. Realizzato dal Teatro del Cerchio.

- La dipendenza tra cura, educazione e valore delle differenze in una Medicina di genere e salute al femminile è al centro del Convegno “Ogni genere di sguardo” in programma mercoledì 20 novembre, dalle 9.00 alle 17.00, Auditorium Carlo Mattioli, Palazzo del Governatore Piazza Garibaldi. Realizzato da Azienda USL Parma.

- E’ la relazione di coppia e la comunicazione l’argomento dell’incontro “La comunicazione empatica nella coppia come prevenzione alla violenza di genere" con relatrice Maria Grazia Mazzali, psichiatra e psicanalista. Mercoledì 20 novembre, alle 18.00, Studio S (borgo Paggeria 17/A) . Realizzato da FIDAPA con AIDM, AMMI, MOICA, Club IL FORNELLO 1 e 2.

- È una serata al cinema quella organizzata da Soroptimist Parma per giovedì 21 novembre, alle 20.30, The Space Cinema Campus, proiezione del film “L’ufficiale e la spia”. Il ricavato della serata sarà destinato al Centro Antiviolenza di Parma. A partire dalle 20 anolini e specialità del territorio di Silvano Romani.

- E’ per sabato 23 novembre, alle 17.00 al Teatro del Tempo, borgo Cocconi 1, lo spettacolo “Simposio” di Platone. Realizzato da Teatro del Tempo.

- Sempre sabato 23 novembre, ma alle 20.30 ad Europa Teatri (via Oradour) lo spettacolo “A piedi nudi verso Itaca” Voci di donne libere dalla violenza. Realizzato dall’Associazione Centro Antiviolenza di Parma con l’associazione Nondasola. Il ricavato andrà al Centro antiviolenza.

- E’ previsto per lunedì 25 novembre alle 9.00 nell’Aula della Corte d’Assise del Tribunale un incontro con Lucia Russo, Giovanna Ollà, Cecilia Cortesi Venturini, Adriana Nicoletti. Realizzato da Comitato per le Pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati e delle Avvocate di Parma e da FIDAPA.

- Sempre lunedì 25 novembre alle 17.00, alla Biblioteca Sociale Roberta Venturini (via Venezia 123 B) si terrà una conferenza all’interno di “Le bambine salvate” la mostra fotografica di Stefano Stranges. Realizzato da Associazione Intesa San Martino e da Terre des hommes.

- #neancheperfinta è il titolo con cui anche il Tempio della lirica partecipa al cartellone.

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IIl teatro, l’opera, il melodramma, la danza raccontano (quasi) sempre di protagoniste tragiche, eroine dalla personalità forte, madri, mogli, figlie, sorelle che soccombono alla crudeltà di padri, fratelli, mariti, amanti, violenti, usurpatori, assassini. Quelle storie raccontate ed evocate in musica per finzione sono ancora oggi costantemente sotto i nostri occhi, possiamo anche in questo momento leggerle nelle pagine della cronaca, ogni giorno. Un Paese civile non può accettare che ciò continui ad accadere.

Per questa ragione il Teatro Regio di Parma ha scelto di farsi testimone attivo contro queste violenze, volendo ispirare le giovani generazioni e in particolar modo bambini e ragazzi a farsi primi custodi della libertà e del rispetto verso bambine e ragazze, primi testimoni di una cultura che in ogni gesto e in ogni occasione quotidiana rende viva l’uguaglianza. Tra giovani di oggi per gli uomini e le donne di domani.

Il 25 novembre la facciata del Teatro si illuminerà di rosso, sui suoi gradini scarpe rosse. Due piccoli gesti, concreti, simbolici, che saranno seguiti da altrettante iniziative che punteggeranno tutta l’attività del Teatro Regio per tutta la Stagione 2020. Il Teatro Regio di Parma promuoverà una campagna contro la violenza sulle donne invitando teatri e istituzioni a farsi ugualmente partecipi di questo progetto, raccontandolo sui propri profili con l’hashtag #neancheperfinta, allargando la riflessione, la consapevolezza, coltivando la fiducia che ogni giorno anche grazie alla musica e alla cultura si combatte la violenza contro le donne. Maggiore cultura, vuol dire maggiore coscienza, vuol dire maggiore sensibilità. Per la libertà, la dignità, l’uguaglianza, il rispetto delle donne e di ciascuno di noi.

- E ancora lunedì 25 novembre alle 18.30, Portici del Grano del Municipio l’incontro “25 novembre con le donne”. Un’ora di pensieri, riflessioni, letture degli impegni di uomini contro la violenza. Realizzato da Maschi che s’immischiano

- La violenza della guerra sarà al centro del reading di lettura “Voci. Poesie e testi del mondo curdo” previsto per giovedì 27 novembre alle 18.00, alla Libreria Mondadori (Piazza Ghiaia 41). Realizzato da Associazione VocInArte. 

- Sarà rivolto alle e agli studenti delle scuole superiori di II grado lo spettacolo “E voi non dite niente?” previsto per sabato 30 novembre, alle 9.00, al Teatro del Convitto Maria Luigia (borgo Lalatta 4). Realizzato da Croce Rossa Italiana, Comitato di Parma.

- Il cartellone d’iniziativa si conclude domenica 1 dicembre, alle 10.00, al Parco della Cittadella, con una bici-staffetta contro la violenza. Ritrovo ore 9.30, ingresso principale. Realizzato da Associazioni Al-Amal e Tuttimondi.

Ieri, un’importante operazione di controllo delle zone calde di Parma ha visto impegnata la Polizia di Stato, con l’impiego di una volante, di un’unità Cinofila di Bologna, 3 pattuglie del Reparto prevenzione Crimine di Reggio Emilia e una pattuglia della Polizia Municipale.

Per prevenire i furti e i borseggi è stato utilizzato il sistema predittivo X-LAW, che permette alle pattuglie impiegate sul territorio, di passare al setaccio i luoghi dove potrebbero compiersi furti e borseggi.

Grande attenzione ai parchi cittadini di Parma, dove con l’ausilio del cane antidroga Barak sono stati sequestrati oltre 100 grammi di marijuana e 1 grammo di cocaina.

In uno dei luoghi segnalati dal sistema per la possibile commissione di reati predatori, sono stati fermati due soggetti a bordo di un’auto, un italiano con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio ed un cittadino del Marocco, gravato anche lui da numerosi pregiudizi. Quest’ultimo, residente a Reggio Emilia, a seguito degli accertamenti è stato sottoposto alla misura di prevenzione del foglio di via da Parma con divieto di ritorno.

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Pronto il piano della Regione, si parte con il ritorno del professor Antonio Daniele Pinna. Bonaccini e Venturi: "Un programma ambizioso, che punta su ricerca e innovazione per far fare un ulteriore salto di qualità a un sistema già di altissimo livello". Il rettore Ubertini: "Un'ulteriore sfida per il sistema sanitario regionale, che vanta già molti professionisti di fama internazionale". Oggi in viale Aldo Moro la presentazione alla stampa. Si investe su organizzazione e risorse umane per mettere a disposizione dei cittadini le migliori tecniche e i migliori professionisti. Tra i trapianti del futuro, quelli d'utero, multiviscerali, combinati toracici e addominali, e l'incremento dei trapianti da vivente. Pinna: "Regione già leader nell'attività di trapianto, darò il mio contributo per farla crescere ancora".

Bologna -

Una Rete, quella delle donazioni e dei trapianti dell’Emilia-Romagna, già solida e ben organizzata, che la Regione vuole rafforzare e sviluppare ulteriormente, consolidando la struttura organizzativa e gestionale e puntando sempre più sull’innovazione.

Il piano si chiama “Percorsi innovativi per il potenziamento della Rete trapiantologica regionale e trapianti sperimentali”, i contenuti generali erano stati definiti lo scorso luglio da una delibera di Giunta ed ora è pronto a partire. 

Per vincere questa sfida, la Regione ha voluto al fianco un nome d’eccellenza, il professor Antonio Daniele Pinnapronto a rientrare da Abu Dhabi in Emilia-Romagna; a lui è affidato il compito di supervisionare e guidare la Rete nella realizzazione del programma, sviluppando e valorizzando l’attività dei Centri trapiantologici affinché l’intero sistema possa compiere un ulteriore salto di qualità. Guardando sempre più al futuro sul fronte della ricerca - in particolare l’utilizzo dell’immunoterapia per ridurre gli effetti indesiderati dei farmaci immunosoppressivi sui pazienti trapiantati - e delle tecniche di trapianto. 
In previsione ci sono l’incremento e l’organizzazione dei trapianti di fegato e di rene da vivente; i trapianti combinati toracici ed addominali; i trapianti multiviscerali e di utero, e il cosiddetto ‘split liver’, la suddivisione del fegato del donatore in due parti, per poterle utilizzare su due pazienti diversi. Interventi da un lato altamente innovativi e di massima complessità, dall’altro già consolidati ma che richiedono uno sviluppo nell’ottica di garantire standard sempre più elevati, che solo un sistema donativo-trapiantologico strutturato e organizzato, dotato delle migliori tecnologie e professionalità, può assicurare.  

Oggi, in viale Aldo Moro a Bologna, la presentazione alla stampa del Programma regionale, con lo stesso Pinna, il presidente Stefano Bonaccini, l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, il rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini, Chiara Gibertoni, direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna.

  

Principali novità del Piano regionale

Il Programma su cui punta la Regione passa attraverso l’organizzazione dipartimentale della Rete trapiantologica, ovvero di una maggiore strutturazione delle relazioni clinico-organizzative tra i Centri e di un potenziamento delle funzioni trasversali - ricerca, formazione, governo clinico - a supporto della rete. Un modello di relazioni funzionali che da un lato vede i Centri della rete donativo-trapiantologica regionale mantenere la propria autonomia, indipendenza e responsabilità, e dall’altro riconosce la loro interdipendenza in funzione del raggiungimento di obiettivi comuni - clinico assistenziali, etici ed economici - in ragione dei quali vanno individuati percorsi collaborativi interaziendali.

Il Piano guarda a specifici obiettivi: individuare le necessità relative ad innovazione dei modelli assistenziali, delle tecniche trapiantologiche e delle dotazioni tecnologiche, con particolare attenzione ai trapianti sperimentali; definire programmi di aggiornamento tecnologico continuo e di acquisizionequalificazione e formazione delle risorse umane, anche attraverso master per il perfezionamento delle attività di studio, selezione e trapianto e per il follow up dei pazienti; mettere a punto proposte di riassetto di rete, garantendo l’autonomia gestionale di ciascun Centro. E ancora, prevedere percorsi clinico-assistenziali trasversali a livello regionale, anche mediante un più equilibrato bilanciamento tra la mobilità dei pazienti e quella delle equipe assistenziali, grazie a collaborazioni interprofessionali e interaziendali che favoriscano l’utilizzo delle migliori competenze cliniche.

Tra gli ulteriori elementi innovativi, la ridefinizione dell’assetto organizzativo e funzionale del Centro regionale trapianti (la struttura operativa-gestionale della Regione che ha attribuzioni di supporto, collaborazione e attuazione della programmazione sanitaria regionale) e del Comitato regionale trapianti, di cui viene mantenuta la suddivisione in Comitato, Esecutivo del Comitato e Commissioni tecniche, ma le cui attribuzioni sono ripensate in modo sostanziale.

 

Aumentano i trapianti in Emilia-Romagna 

384 trapianti (24 cuore, 154 fegato, 198 rene, 8 polmone) effettuati in Emilia-Romagna dall’1 gennaio all’11 novembre 2019, in netto aumento rispetto all’intero 2018, in cui ne furono effettuati 319.  E sale il numero dei donatori utilizzati149, contro i 114 dello scorso anno. Un incremento consistente, legato anche all’utilizzo della donazione di organo a cuore fermo, che da gennaio a novembre ha potuto contare su 18 donatori (erano 10 nel 2018). Una tecnica di donazione altamente complessa, che da quando fu introdotta in Emilia-Romagna mostra una crescita costante: nel 2016 furono 11 i trapianti effettuati da donatore a cuore fermo, divenuti 43 nei mesi gennaio-novembre 2019. /EC

Dalla European Crohn’s and Colitis Organisation uno dei 12 awards annuali disponibili a livello europeo. Team di ricerca coordinato dai proff. Simona Bertoni e Marco Radi per un approccio terapeutico innovativo basato su piccole molecole di sintesi per la cura del morbo di Crohn e della colite ulcerosa.

 

Parma, 13 novembre 2019 - 

La European Crohn’s and Colitis Organisation (ECCO),associazione internazionale da anni impegnata nell’assistenza dei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali (Inflammatory Bowel Disease - IBD), ha assegnato a un team multidisciplinare dell’Università di Parma, coordinato dai docenti Simona Bertoni e Marco Radi del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco, uno dei 12 awards di durata annuale disponibili a livello europeo.

Il team di ricerca propone di validare un approccio terapeutico innovativo basato su piccole molecole di sintesi per la cura del morbo di Crohn e della colite ulcerosa

In particolare, la ricerca finanziata dalla ECCO permetterà di investigare un approccio finora mai testato nell’ambito delle IBD, e basato sull’impiego di nuove piccole molecole in grado di ridurre il richiamo di cellule infiammatorie a livello intestinale interferendo con l’asse CCL20-CCR6, una via di segnalazione implicata nella patogenesi delle IBD.

Grazie alla sinergia tra l’Unità di Chimica farmaceutica diretta dal prof. Radi, deputata alla progettazione e sintesi di composti ad attività antagonista verso i recettori CCR6, e l’Unità di Farmacologia della prof.ssa Bertoni, impegnata negli studi pre-clinici di efficacia, l’indagine potrà rappresentare un passo significativo verso la validazione di un target farmacologico originale e verso lo sviluppo di un approccio terapeutico innovativo, complementare alle terapie attualmente a disposizione e auspicabilmente privo delle loro controindicazioni.

I casi di malattie infiammatorie croniche intestinali aumentano in tutta Europa e, solo in Italia, si stima che le persone affette da IBD siano oggi almeno 250.000: i sintomi intestinali ed extra-intestinali sono spesso fortemente debilitanti, con un pesante impatto sulla vita di tutti i giorni e su quella lavorativa. I farmaci attualmente in uso hanno efficacia e tollerabilità limitate, e elevato è il numero di soggetti che non rispondono alle terapie o diventano ad esse resistenti. 

 

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"Il tempo scorre inesorabile come un fiume in piena, travolgendo qualsiasi cosa si trovi davanti". E' questa la frase che ci viene in mente quando pensiamo e ripensiamo all'attuale situazione del ponte sul PO tra Colorno e Casalmaggiore.

Abbiamo ormai ripetuto fino allo sfinimento che si tratta di un'infrastruttura essenziale per due interi territori. Abbiamo ricordato molte e molte volte di quei 21 mesi di calvario che a causa dell'impossibilità di attraversare il fiume, hanno ridotto allo stremo attività commerciali e cittadini. Difficoltà che Amo Colorno ha vissuto e contrastato fin dalle sue origini, con la complicità anche del pessimo servizio ferroviario di Trenord sulla tratta del rimpianto, “Parma - Brescia”. Una tratta che quotidianamente continua a far parlare male di se. Come questa mattina, quando diversi treni sono stati soppressi a causa di un guasto collettivo.

Da tempo, per tale ragione abbiamo continuato a chiedere a gran voce la tutela del ponte "rattoppato" in attesa del nuovo ponte, di cui ad oggi non si sa assolutamente niente, se non ipotetiche dichiarazioni sbandierate sulla carta stampata.

Il tempo scorre inesorabile e noi cittadini non possiamo vivere di speranza. Dalla "festa" di riapertura del 5 giugno 2019 non si è fatto nulla per la prevenzione. Sulla struttura continuano ogni giorno a passare mezzi pesanti e centinaia di altri veicoli, senza che vi sia la reale consapevolezza di chi rispetta davvero le regole imposte sul limite di peso. Sistemi di controllo oggi non esistono e solo le forze di polizia fanno il possibile per farle rispettare, pur non potendo rimanere sul posto h24. Una situazione inconcepibile che mette a rischio sia la sicurezza del ponte, ma anche di chi lo percorre. Sarà una similitudine forte, ma in tanti abbiamo ancora in mente “il disastro del ponte Morandi” e non vorremmo mai dover ritrovarci a commentare un simile accadimento.

Le due province (Parma e Cremona) devono entrare nell'ottica del rischio che corrono, e fino a quando Anas non prenderà il “comando”, a loro verrà addebitata ogni eventuale responsabilità. Certo è che noi riteniamo impensabile dormire su 4 cuscini e il solo ricordare che il ponte danneggiato è stato chiuso grazie all'occhio vigile di un accorto cittadino e non della scrupolosa vigilanza da parte degli enti preposti, ci preoccupa non poco.

Ribadiamo per l’ennesima volta la necessità di impegno e fatti da parte della politica. Le parole ormai sono state troppe, e il fiume non si ferma con le parole. Ci si impegni per il ponte e per il nostro servizio ferroviario che con ben 3 guasti in un’ora, tanto è riuscito a fare oggi, da superare ogni guinness world record.

Il gruppo Amo Colorno

Con l’approvazione del PSR il Consorzio interverrà nella lotta al dissesto in ben 10 Comuni dell’Appennino: 19 i progetti finanziati per un totale di 1.682.344 euro


Parma, 12 Novembre 2019 – Sono 19 i progetti, ripartiti su 10 Comuni (Albareto, Bardi, Borgo Val di Taro, Calestano, Langhirano, Neviano degli Arduini, Pellegrino Parmense, Terenzo, Tizzano Val Parma, Varano de’ Melegari) per un totale di € 1.682.344,00, con cui il Consorzio della Bonifica Parmense porrà in sicurezza le aziende agricole e zootecniche della montagna nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020 per la prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico dovuti a maltempo e avversità climatiche finanziato dalla Regione Emilia-Romagna.

Il Piano prevede numerose e differenti tipologie di interventi: consolidamento di versanti a rischio di smottamenti e frane; lavori di carattere strutturale sul reticolo idrografico minore (fossi, canali e rii); opere di regimazione idraulico-forestale come briglie, traverse, muretti e terrazzamenti; realizzazione di canalizzazioni e pozzetti per il drenaggio delle acque superficiali.

“Esprimiamo viva soddisfazione per l'esito del Piano di Sviluppo Rurale – dichiara il Presidente dell’ente Luigi Spinazzi – e ringraziamo la nostra struttura tecnica la cui efficiente professionalità ci consente di poter operare per le comunità del nostro Appennino. La Bonifica Parmense ripartirà 1 milione e 682 mila euro in 10 Comuni della montagna che necessitano della massima attenzione e verso i quali intervenire seguendo il principio fondamentale della lotta al dissesto idrogeologico, cioè la prevenzione. Un sentito ringraziamento alla Regione Emilia-Romagna per l'approvazione di questi 19 progetti finanziati”.

 

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