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Emergenza coronavirus:  il gruppo Mutti interviene a favore dell’Ospedale Maggiore di Parma e dei lavoratori impegnati negli stabilimenti produttivi

Una donazione di 500.000 euro per fronteggiare la situazione sanitaria locale e un incremento del 25% degli stipendi per i dipendenti che stanno supportando il nostro Paese in termini produttivi.

Parma, 25 marzo 2020. Il Gruppo Mutti ha deciso di devolvere 500.000 euro all’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma che oggi, come tutte le strutture sanitarie nazionali e regionali, è in prima linea per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

“Abbiamo ritenuto fondamentale intervenire economicamente a supporto del territorio dove operiamo per dare il nostro sostegno a una struttura d’eccellenza che si trova a lavorare, tutto il giorno, in condizioni d’emergenza, impegnandosi in prima linea per la salute dei pazienti. Oggi, oltre alla vicinanza spirituale e al rispetto delle regole, alle strutture servono fondi per sostenere il loro operato e il nostro Paese. Chi può, deve intervenire” - ha dichiarato Francesco Mutti.

La necessità di un intervento si è resa evidente di fronte ai numeri che l’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma rileva ogni giorno e che rappresentano non solo pazienti ma nomi e volti delle famiglie oggi direttamente colpite dalla pandemia.

Il Gruppo Mutti, da parte sua, è anche impegnato a garantire la disponibilità del bene primario del cibo, fondamentale come la salute. “Per questo” - ha aggiunto Francesco Mutti – “oltre all’attivazione di una copertura assicurativa extra relativa al Covid-19 per i dipendenti a tempo indeterminato e determinato, abbiamo disposto una maggiorazione del 25% sulla retribuzione di coloro che, anche in questi giorni, stanno permettendo alla nostra azienda e, al Paese stesso, la continuità produttiva. Intendo sia tutto il personale impiegato nel processo produttivo e nella logistica, sia i soggetti cooperativi del nostro indotto”.

A livello territoriale l’azienda sta inoltre predisponendo diverse donazioni a livello nazionale, tra le quali l’invio dei suoi prodotti all’Emporio Solidale di Parma e all’Ospedale da Campo di Bergamo.

 

 

Mutti: position paper - Sostenere condizioni di lavoro eque nell'industria italiana del pomodoro.

È iniziata da qualche giorno la campagna di trasformazione del pomodoro 2018, un momento decisivo per Mutti, che da oltre cent'anni produce pomodoro di qualità.

Vogliamo cogliere quindi questa occasione per inviarle in allegato il position paper Mutti "Sostenere condizioni di lavoro eque nell'industria italiana del pomodoro - Il nostro impegno e un invito all'azione.", realizzato dall'Azienda con l'obiettivo di condividere l'approccio e le iniziative intraprese, per garantire che le sue attività siano condotte con la massima responsabilità e nel pieno rispetto dei diritti umani e dei lavoratori.

Con questo documento Mutti lancia anche un invito all'azione rivolto a tutti gli attori della filiera, per aprire un dialogo progettuale, consapevole che nelle sfide complesse la collaborazione è cruciale.
(allegato il documento: Mutti )

Venerdì, 01 Dicembre 2017 06:50

Mutti annuncia l'acquisto di Co.Pad.Or.

Parma, 30 novembre 2017 – Mutti, Azienda leader in Italia nella produzione del pomodoro di qualità, annuncia l'acquisto di Co.Pad.Or., Consorzio di trasformazione di Collecchio, il cui ramo d'azienda era stato affittato proprio da Mutti, all'avvio della campagna del pomodoro 2017.

Mutti, la cui storia è sempre stata caratterizzata da un forte legame con il territorio, ad aprile si era aggiudicata l'asta per l'affitto di tutte le attività del Consorzio, assicurando così la continuità della produzione - che ha raggiunto i 2.106.826 Q.li – con l'impegno di rilevare la cooperativa a fine campagna 2017.

Nelle scorse settimane si è chiusa l'asta per la vendita indetta dal Tribunale di Parma e Co.Pad.Or è stata definitivamente acquisita da Mutti, attraverso la sua controllata Pomodoro 43044 srl. Nell'intera operazione l'Azienda è stata assistita dal punto di vista finanziario da Crédit Agricole. Il passaggio di proprietà degli asset produttivi del Consorzio è stato ufficializzato per un valore di 25 milioni di euro.

"Il nostro radicamento territoriale – ha commentato Francesco Mutti, amministratore delegato Mutti SpA – si esplicita attraverso la coerenza delle nostre azioni imprenditoriali che riconoscono nell'appartenenza al territorio un valore imprescindibile."

L'acquisizione del Consorzio permetterà infatti all'azienda parmigiana di continuare ad incrementare il processo di partnership e innovazione con le aziende agricole, attraverso una partecipazione ancor più capillare sul territorio. Essere presenti in maniera forte è altresì fondamentale per potersi distinguere, e per generare valore, in termini di efficienza e soprattutto di sostenibilità.

Mutti continua a guidare lo sviluppo e l'evoluzione del mercato italiano, ma il processo di internazionalizzazione del Gruppo si conferma prioritario. L'acquisizione si inserisce dunque in un più ampio percorso di espansione, che consenta un aumento di capacità produttiva ed offra a Mutti la concreta possibilità di beneficiare di ulteriori economie di scala.

L'Azienda è oggi leader del comparto del Pomodoro in Italia con una quota di mercato a valore del 28%, con un fatturato che chiuderà l'anno intorno ai 300 milioni di euro. Presente in 83 paesi nel mondo, l'export pesa attualmente per il 33% e cresce di anno in anno a doppia cifra, a cominciare dai mercati europei, Francia, Paesi Nordici, Belgio e Germania in primis.

Pubblicato in Agroalimentare Parma

Fake news sempre più aggressive. La contaminazione del web, o meglio dei social, da notizie false sta assumendo dimensioni enormi.

di Virgilio Parma 16 novembre 2017 - "Notizie" costruite ad arte per colpire persone, personaggi di spicco della politica o dell'arte, imprese e privati cittadini, date in pasto ai social media e alla crescente comunità degli "Haters".

E allora giù di man di vanga! Non ce ne è più per nessuno. Il popolo web si scatena e la falsa notizia rimbalza all'infinito sino a diventare "Notizia".

Questa volta è toccato alla "Mutti", la società parmense tra le Top Company del settore agroalimentare nazionale, a essere presa di mira, "accusata" di essere stata indotta al ritiro della sua pregiata "Passata di Pomodoro" perché contaminata da arsenico.
Pronta la smentita della società, che riporta all'interno del suo comunicato il link del Ministero, dove in effetti non compare alcuna segnalazione al riguardo.

L'azienda inoltre informa che "Denuncia è stata fatta alla Polizia Postale per questo ingiustificato allarme che costituisce reato penale."

Segue il Comunicato diffuso da Mutti Spa:

MUTTI SMENTISCE IL RITIRO DELLA PROPRIA PASSATA DI POMODORO PER CONTAMINAZIONE DA ARSENICO

Parma, 15 novembre 2017 - In merito alla notizia mendace che sta girando in Rete in questi giorni, secondo la quale il Ministero della Salute avrebbe richiesto il ritiro della Passata Mutti, l'Azienda conferma che tale documento è assolutamente falso e ha già intrapreso tutte le opportune azioni legali a tutela della sua centenaria credibilità e immagine e per individuare i responsabili.

Al link ufficiale del Ministero della Salute che riporta tutti gli avvisi di ritiro in essere http://bit.ly/2z4GbSq  Mutti non appare in alcun modo.

Denuncia è stata fatta alla Polizia Postale per questo ingiustificato allarme che costituisce reato penale.

Mutti desidera rassicurare tutti i suoi consumatori: l'attenzione per la qualità e per la sicurezza dei propri prodotti è infatti alla base dei valori dell'azienda. Principi che si traducono nell'utilizzo di solo pomodoro italiano e nell'impegno costante per mantenere alti standard qualitativi, attraverso la selezione di materie prime ottimali e il controllo accurato di tutto il processo produttivo. La promessa di qualità nei confronti dei consumatori è resa possibile grazie ad un insieme di condizioni uniche tra cui la consolidata collaborazione con le associazioni agricole e i produttori e un sistema severo di controllo del pomodoro in tutte le fasi della filiera.

Pubblicato in Agroalimentare Emilia

L'inchiesta della Procura di Lecce sullo sfruttamento nei campi per la raccolta dei pomodori destinati alle grandi aziende delle conserve finisce sul The Guardian. L'immagine dell'agroalimentare italiano non ne esce con onore.

25 ottobre 2017 - L'indagine della Procura presso il Tribunale di Lecce sullo sfruttamento nei campi per la raccolta dei pomodori destinati anche alle grandi aziende conserviere italiane, già rilanciata prepotentemente sui media italiani negli scorsi giorni, arriva fino al Regno Unito con un lunghissimo articolo che è apparso in prima pagina sul celebre quotidiano britannico The Guardian e che getta ombre assai scure sul sistema del caporalato nel Meridione d'Italia ed in particolare in Puglia e nel Salento.

L'inchiesta del giornale inglese dall'inequivocabile titolo "The terrible truth about your tin of Italian tomatoes", che in italiano è traducibile con "La terribile verità sulle conserve di pomodori italiani", con la dovizia di particolari riportati circa le indagini e le interviste, è un atto d'accusa sia diretto alle modalità di sfruttamento della manodopera nelle campagne nonostante l'entrata in vigore della normativa contro il capolarato, ma anche indiretto, nei confronti del sistema dell'industria conserviera italiana che ne trarrebbe inequivocabili vantaggi.

Giganti agroalimentari come Mutti e Conserve Italia, che sono tra i principali fornitori degli scaffali della grande distribuzione britannica, sono richiamati nell'articolo a dare la loro posizione. E' questa la ragione della grande attenzione dei media d'Oltremanica verso gli esiti dell'approfondita indagine condotta dal sostituto procuratore leccese Paola Guglielmi, espressamente citata nell'articolo.

Articolo dal quale esce inevitabilmente un'immagine delle eccellenze agroalimentari italiane offuscata dal sistema della raccolta che per Giovanni D'Agata presidente dello "Sportello dei Diritti", purtroppo fa ancora affidamento sull'eccessivo e imperdonabile sfruttamento dei lavoratori che dev'essere impedito in tutti i modi possibili. L'intero articolo è visibile al link https://www.theguardian.com/global-development/2017/oct/24/the-terrible-truth-about-your-tin-of-italian-tomatoes 

(In Foto la Copertina del T"he Guardian")

Pubblicato in Agroalimentare Emilia

Editoriale: Caccia agli evasori e equità sociale o quasi. - In Flessione i formaggi duri e il latte spot. - Prezzo a riferimento del latte a uso industriale 1° quadrimestre- Cereali e dintorni. Mercati relativamente stabili e consumi interni sempre sottotono. - Pomodoro. Mutti spa si aggiudica l'asta Copador. Soddisfazione confagricoltura. - Acqua Campus - migliore efficienza distributiva delle acque - Grandine, si fa la conta dei danni - Il vero fango è QUI. Farm Run 2017. Tra agonismo e divertimento. - Vinitaly riesce ancora a stupire e a rinnovarsi. - Ismea, con l'etichettatura oltre un milione di formaggi "mappati.
SOMMARIO
Anno 16 - n° 16 23 aprile 2017
1.1 editoriale
Caccia agli evasori e equità sociale o quasi.
2.1 lattiero caseario
In Flessione i formaggi duri e il latte spot.
3.1 latte
In vigore le nuove norme in materia di etichettatura latte.
4.1 latte prezzo riferimento
Prezzo a riferimento del latte a uso industriale 1° quadrimestre
4.2 vinitaly closing
Vinitaly, l'edizione 50+1 cresce ancora
5.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Mercati relativamente stabili e consumi interni sempre sottotono.
6.1 pomodoro Pomodoro. Mutti spa si aggiudica l'asta Copador. Soddisfazione confagricoltura.
6.2 siccità e bonifiche Acqua Campus - migliore efficienza distributiva delle acque
6.3 maltempo Grandine, si fa la conta dei danni
7.1 Farm Run - eventi all'aria aperta Il vero fango è QUI. Farm Run 2017. Tra agonismo e divertimento.
8.1 vinitaly Vinitaly riesce ancora a stupire e a rinnovarsi.
9.1 etichettatura Ismea, con l'etichettatura oltre un milione di formaggi "mappati.
10.1 promozioni "vino" e partners
11.1 promozioni "birra" e partners

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(Scarica il PDF alla sezione allegati)

 20170416-Cibus-15-COP

 

Asta Copador, Confagricoltura Parma: "Soddisfazione per una soluzione tutta parmigiana". 
"Esprimiamo soddisfazione per una positiva soluzione della vicenda Copador di Collecchio, per di più nel segno della parmigianità attraverso l'affitto di ramo d'azienda da parte della Mutti Spa di Traversetolo".
Questo il commento del presidente di Confagricoltura Parma Mario Marini alla notizia dell'esito dell'asta tenutasi oggi pomeriggio (19 aprile) al tribunale di Parma in seguito alla quale Mutti si è aggiudicata l'affitto di ramo d'azienda di Copador.
"Il primo pensiero – continua Marini – va al centinaio di aziende agricole che, già nel non facile contesto della coltivazione del pomodoro da industria, attendevano un segnale positivo per poter salvare la campagna 2017 nonché alle centinaia di dipendenti fissi e stagionali. La salvezza di Copador significa dare prospettive a tante famiglie del nostro territorio. L'auspicio ora è che questa soluzione tutta parmigiana permetta di dare un nuovo impulso alla filiera del pomodoro da industria, che vede in Parma e Piacenza i territori maggiormente vocati, partendo dalle solide basi rappresentate da Mutti Spa, azienda che si è sempre distinta per professionalità e lungimiranza nel settore agroalimentare".

Mercoledì, 23 Novembre 2016 08:55

Verlinvest entra nel capitale della Mutti

Parma – Mutti, leader italiano nella lavorazione del pomodoro con una quota di mercato di circa il 31%, annuncia l'ingresso di Verlinvest, investitore internazionale nel settore del largo consumo, nel capitale dell'azienda con una partecipazione del 24,5%.

L'Azienda negli ultimi anni ha registrato una forte crescita nei mercati internazionali, generando circa il 30% del fatturato all'estero e può vantare oggi una posizione da leader in diversi Paesi, fra cui Francia, Scandinavia e Australia. Mutti investirà nel rafforzamento del team internazionale e della brand awareness, nello sviluppo di nuovi prodotti a base di pomodoro e nell'incremento della capacità produttiva in Italia.

Verlinvest, grazie al suo network globale e alla consolidata esperienza nel settore dei beni al consumo in Europa, USA e Asia, potrà fungere da catalizzatore dell'espansione del brand Mutti. Entrambi i partner si impegneranno per introdurre innovazioni nella categoria fortemente standardizzata delle conserve di pomodoro, facendo leva sui valori chiave di Mutti: qualità, gusto e tradizione italiana.
Con il contributo dell'expertise di Verlinvest, Mutti mira a tutelare e a sviluppare la distintiva cultura legata al territorio di Parma, espandendosi sui mercati internazionali.

"Ammiriamo i successi di Mutti, la sua lunga tradizione e le competenze nel settore dei prodotti a base di pomodoro" - ha commentato Frédéric de Mévius, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Verlinvest. "Siamo davvero entusiasti di collaborare con Francesco Mutti, per trasformare l'Azienda in un leader globale nel settore della lavorazione del pomodoro".

"Il nostro obiettivo a lungo termine è realizzare a livello internazionale ciò che siamo riusciti a costruire con successo in Italia: leadership del brand, riconoscimento della qualità e innovazione. In Verlinvest abbiamo trovato un partner che condivide i nostri valori e la nostra ambizione globale. Insieme, forniremo i migliori pomodori italiani ai consumatori di tutto il mondo". – ha dichiarato Francesco Mutti, Ammistratore Delegato di Mutti SpA.

VERLINVEST
Attiva dal 1995, Verlinvest è una holding di investimento privata con uffici a Bruxelles, New York e Singapore. La società si concentra sulle opportunità di crescita nell'area dei beni al consumo. La mission di Verlinvest è permettere ai leader commerciali di diventare brand globali. Verlinvest si pone come partner a lungo termine con un approccio collaborativo, per supportare gli imprenditori nell'accelerazione della crescita nei canali di distribuzione e nelle aree geografiche.
Attualmente, Verlinvest gestisce globalmente asset per oltre €1,5 miiardi, principalmente nei settori F&B, retail, alberghiero, e-commerce e marketing digitale.

MUTTI SpA
Mutti è il brand leader in Italia nella lavorazione del pomodoro, con una quota di mercato del 31%, realizzando polpa di pomodoro, passata e concentrato. Fondata nel 1889 da Marcellino Mutti, l'azienda è ancora oggi a conduzione familiare sotto la guida di Francesco Mutti. Grazie a lui, l'azienda ha fortemente incrementato il fatturato, passando da 10 a 250 milioni di euro, di cui il 30% è composto dalle vendite internazionali. Il brand Mutti rappresenta valori come: esclusività, qualità e gusto superiori, genuinità, tradizione di lunga data e attenzione ai coltivatori.
(Parma, 18 novembre 2016)

Pubblicato in Agroalimentare Emilia
Domenica, 07 Agosto 2016 10:45

Al via la campagna pomodoro Mutti 2016

È appena iniziata la campagna pomodoro 2016 per l'azienda Mutti di Parma, situata nel cuore della Food Valley, da oltre 100 anni leader nella lavorazione del pomodoro.

Da sempre impegnata nella scelta dei pomodori migliori, Mutti sceglie esclusivamente pomodoro fresco coltivato in campi italiani da produttori agricoli selezionati, accuratamente identificati da un sistema di rintracciabilità di filiera. I conferitori destinano ogni anno a Mutti pomodori con parametri qualitativi superiori alla media, in grado di consentire il raggiungimento di prodotti finiti di qualità eccellente.
Infatti, la selezione privilegia in primis la qualità rispetto alla destinazione industriale del prodotto, partendo dalla scelta del territorio più adatto per ciascuna varietà fino al livello ottimale di maturazione, così da ottenere un pomodoro dal gusto dolce, con ottima consistenza e colore rosso vivo.

Per la campagna 2016 sono stati selezionati oltre 500 produttori agricoli che conferiranno il pomodoro a Mutti: di questi, tre quarti per lo stabilimento di Parma e un terzo per quello di Fiordagosto, nei pressi di Salerno, recentemente acquisito per la produzione diretta delle tipiche specialità del sud Italia: pelati e pomodorini.
Lo stabilimento di Parma, che produce polpa, passata e concentrato, ritira pomodoro fresco coltivato prevalentemente in Emilia-Romagna, quote minori arrivano rispettivamente da Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana e Lazio.
Allo stabilimento di Salerno arriva, invece, pomodoro coltivato principalmente in Puglia e, in misura minore, in Basilicata, Molise e Campania. L'origine 100% italiana del pomodoro è attestata dalla certificazione di filiera rilasciata da un importante Ente di Certificazione a seguito di scrupolose verifiche eseguite nelle azienda agricole e negli stabilimenti produttivi.

"Il pomodoro per noi è da sempre frutto della profonda unione tra uomini e territorio – commenta Francesco Mutti, Amministratore Delegato di Mutti SpA – Nel corso degli anni abbiamo saputo instaurare con le aziende conferenti un legame diretto, un rapporto solido e di grandissima fiducia, volto ad un unico obiettivo: l'eccellenza del pomodoro".

L'origine 100% italiana del pomodoro è attestata dalla certificazione di filiera rilasciata da un importante Ente di Certificazione a seguito di scrupolose verifiche eseguite nelle azienda agricole e negli stabilimenti produttivi. La qualità del prodotto e dei processi ha, infatti, un valore elevatissimo per Mutti che dal 1999 – prima in Italia – certifica i propri prodotti con il marchio "Produzione Integrata Certificata", cui, dal 2001, si è aggiunta la dichiarazione "non OGM", certificazione che prevede un doppio controllo, sia sulle operazioni agricole, sia su piantine, pomodoro fresco e prodotto finito.

Il concetto di qualità eccellente coinvolge anche la sostenibilità ambientale. L'azienda, consapevole dell'importanza dell'utilizzo di risorse naturali, ha dato vita ad un progetto – in collaborazione con WWF e Università della Tuscia – per calcolare la propria impronta idrica, concretizzando degli obiettivi di riduzione del 3% lungo tutta la filiera.

L'innovativo sistema di gestione dell'irrigazione oggi coinvolge circa 50 aziende agricole situate in Emilia Romagna e Lombardia e utilizza sofisticati strumenti di monitoraggio dell'umidità del terreno –le sonde – in grado di valutare le esigenze di irrigazione e limitare così l'uso di acqua ai soli volumi e periodi necessari.

Ma non solo.
Oltre all'impronta idrica, sempre in collaborazione con il WWF, Mutti ha calcolato anche l'impronta di carbonio della propria attività produttiva, secondo il GHG Protocol, il protocollo internazionale messo a punto dal World Resource Institute. Mutti ha scelto di impegnarsi per la riduzione delle emissioni dirette, attraverso l'incremento e la promozione di fotovoltaico, biomasse, efficienza energetica, energy management. Nei primi due anni di programma, Mutti ha evitato l'immissione in atmosfera di 2.587 tonnellate di CO2.

Per la raccolta stagionale, sono state assunte 460 persone nello stabilimento di Parma, privilegiando giovani studenti desiderosi di avvicinarsi al mondo del lavoro e contribuendo in questo modo economicamente al mantenimento dei loro studi, e 220 da Fiordagosto, che si aggiungono rispettivamente alle 140 sede e alle 15 con impiego fisso al Sud.
Inoltre, a partire da quest'anno Mutti ha scelto di attivare anche il carpooling aziendale di Jojob, il servizio che tramite piattaforma web e app su smartphone permette di condividere l'auto nel tragitto casa-lavoro. Un servizio che conferma ancora una volta l'attenzione dell'azienda nei confronti dei propri collaboratori e dell'ambiente.

Mutt-2-Inizio-Campagna Mutti-2016

(Mutti - Parma, 25 luglio 2016 –)

Sabato, 22 Marzo 2014 09:25

Giornata mondiale dell’acqua - 22 Marzo -

 

Attenzione al consumo dell’acqua attraverso gli alimenti. WWF: “L’agricoltura è il settore economico più assetato d’Italia”. Il Caso “Mutti” di Parma, un esempio di sostenibilità.

di Virgilio - Parma 22 marzo 2014 -

In occasione della “Giornata Mondiale dell’Acqua”  - 22 marzo - il WWF invita a porre attenzione allo spreco d’acqua che avviene attraverso i cibi assumendo maggiore consapevolezza quando si sceglie la “fettina di carne, la pasta o la frutta esotica”. Mediamente, stando al rapporto “L’impronta idrica dell’Italia”, realizzato  da Marta Antonelli e Francesca Greco del King’s College London, gli italiani consumano circa 6000 litri d’acqua pro capite al giorno comprendente anche l’acqua “importata” con i beni. 

“L’impronta idrica - rileva il WWF - della produzione in Italia ammonta a circa 70 miliardi di m3 di acqua l’anno. L’agricoltura è il settore economico più assetato d’Italia con l’85% dell’impronta idrica della produzione, comprendendo l’uso di acqua per la produzione di colture destinate all’alimentazione umana e al mangime per il bestiame (75%), e per pascolo e allevamento (10%). 

Il restante 15% dell’impronta idrica della produzione è suddiviso tra produzione industriale (8%) e uso domestico (7%).” Ma non tutto è negativo, quello che riporta il documento dell’organizzazione ambientalista ma esistono esempi virtuosi di sostenibilità.

E’ appunto il caso MUTTI portato come esempio di “sostenibilità  made in Italy”. 

“A partire dal 2010 Mutti, azienda leader di mercato nella produzione di  pomodoro , ha analizzato con il WWF Italia e il sostegno dell’Università della Tuscia i consumi idrici della propria produzione, utilizzando come indicatore di sostenibilità proprio l’impronta idrica, dalla coltivazione dei pomodori al confezionamento del prodotto finito.

I risultati mostrano come l’impronta idrica dell’approvvigionamento delle materie prime rappresenti il 98% del totale, con il ruolo predominante (84%) della coltivazione del pomodoro. Con l’impegno di ridurre sia l’impronta idrica (-3% entro il 2015) attraverso misure per migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’irrigazione  e l’uso di fertilizzanti, Mutti ha coinvolto tutta la filiera agricola in un percorso concreto a favore dell’ambiente (http://www.mutti-parma.com/wwf#), sperimentando un innovativo servizio di gestione dell’irrigazione con l’obiettivo di limitare l’uso di acqua ai soli volumi e periodi necessari. Le aziende agricole coinvolte sono riuscite così a risparmiare in media il 14% dell’acqua.

L’esperienza di Mutti dimostra come attraverso tecnologie e investimenti mirati sia possibile ridurre l’impatto ambientale di un settore strategico come quello agricolo. Rappresenta un esempio virtuoso poiché sta aumentando il livello di eccellenza delle proprie produzioni rendendole sempre più coerenti a obiettivi ambientali misurabili e tangibili, un’assunzione di responsabilità su questioni ambientali che sono di carattere globale ma che dipendono dalle scelte individuali e imprenditoriali.”

 

 

 

Pubblicato in Ambiente Emilia