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La Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza ha chiesto un incontro urgente al dirigente dell'ufficio scolastico territoriale dopo aver appreso, solo a mezzo stampa, che sono state formalmente avviate le procedure per avviare il distacco della sede Bobbio dell'Istituto "Tramello Cassinari" e inserirla in un Istituto Omnicomprensivo che nascerebbe dall'unione con l'attuale Istituto comprensivo di Bobbio, che comprende le scuole dell'infanzia, primarie e di 1° grado che si trovano anche a Marsaglia, Perino, Ottone e Travo.

L'organico dei docenti del Tramello Cassinari è unificato, a prescindendo dall'ubicazione delle due sedi, per questo la Gilda chiede che venga che il nuovo assetto non intacchi la titolarità di tutti gli insegnanti, in primis di coloro che lavorando da sempre a Piacenza si potrebbero trovare tecnicamente in "esubero" a causa dell'amputazione della sede di Bobbio. Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda di Piacenza e Parma, a tal proposito fa presente che "La mancata concertazione che le parti politiche ed istituzionali coinvolte stanno adottando è grave, abbiamo segnalato la situazione anche ai comuni interessati, alla Provincia e lo stesso atto lo stiamo recapitando alle sedi piacentine dei partiti di maggioranza". Nei giorni scorsi la Gilda ha tenuto anche un'assemblea a Bobbio e i docenti che lì lavorano non hanno mostrato un'avversità preconcetta all'assetto che si vuole dare, il problema è salvaguardare i diritti dei professori di Piacenza, visto che giuridicamente l'organico è unico su tutto l'Istituto senza suddivisione per località. Inoltre sarebbe bene che i decisori politici si ponessero anche il problema della continuità didattica, il cambio di docenti sarebbe penalizzante per gli studenti. 


Sede di Parma – Borgo delle Colonne 32 -43121 - Parma
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SEDE DI PIACENZA: Via S. Marco, 22 – 29100 Piacenza 
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Dopo la recente assegnazione alle Scuole Statali piacentine di ulteriori 40 posti di insegnanti di sostegno, “in deroga” all'organico già esistente, sarebbe d'uopo che qualcuno informasse le rappresentanze di categoria rendendole edotte dell'elenco esatto degli istituti in cui questi insegnanti saranno assunti a tempo determinato.
Non solo non si sa in quali scuole questi docenti andranno, nemmeno il luogo e l'orario in cui si svolgeranno le procedure di assunzione è stato reso noto. Un'opaca situazione che a Piacenza si è già vista in settembre, quando sono stati reclutati circa 500 docenti per le scuole di 2° grado “a porte chiuse”, senza che nessuno potesse assistere alle operazioni, nemmeno i diretti interessati. Un fatto che ha indotto la Gilda degli Insegnanti di Piacenza e Parma, tramite il suo coordinatore Salvatore Pizzo, a presentare un esposto alla Procura della Repubblica. Le scuole piacentine e quelle parmensi fanno capo a un unico ufficio interprovinciale ma a Parma le cose vanno diversamente: nonostante nella provincia vicino i posti da assegnare sono solo 30, tutte le procedure di individuazione dei docenti sono fissate per giovedì mattina. Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda di Parma e Piacenza, a tal proposito sottolinea: “I dirigenti scolastici, titolari queste procedure di assunzione, nel territorio delle due province sono ormai una categoria fuori controllo, ognuno di loro si comporta come meglio ritiene, ciò è inconcepibile in una pubblica amministrazione, è evidente che il direttore scolastico regionale e coloro che in quel di Bologna lo coadiuvano non riescono a coordinare efficacemente questo segmento professionale.  Ancora una volta chiediamo alla politica di farsi carico di questa situazione imbarazzante e provvedere di conseguenza,  nel frattempo invitiamo gli attuali vertici dell'Ufficio Scolastico Regionale a fare un passo indietro”. 
 
Gilda Insegnati 
 
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E' passata una settimana dall'arresto di Antonello Nicosia, personaggio molto introdotto negli ambienti parlamentari, accusato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo di aver veicolato messaggi per conto di boss mafiosi grazie alla sua possibilità di entrare agevolmente nelle carceri nelle vesti di collaboratore di una parlamentare. 

Nicosia, come hanno riferito molti autorevoli mass media, avrebbe vantato nel suo curriculum anche di essere stato ricercatore per conto dell'ente INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo d'istruzione e di formazione), questo nonostante in passato avesse già subito una condanna a 10 anni per vicende di droga.
Sarebbe opportuno che qualcuno chiarisse a quale titolo è stato pagato con soldi pubblici, ma nessun dirigente dell'Invalsi ha pensato, per adesso, di fornire lumi circa l'opportunità di avvalersi dell'opera di una persona gravata da un così pesante precedente penale.


Questo mentre il personale scolastico rischia il licenziamento se dimentica di dichiarare, all'atto di un'assunzione, di aver ricevuto una minima sanzione pecuniaria relativa a vicende di poco conto penalmente perseguibili in cui è potuto incappare anni addietro.
L'Invalsi, come si potrà verificare al dito ufficiale, ha emesso il suo ultimo comunicato stampa lo scorso 10 luglio, eppure sono gli stessi che vogliono valutare i docenti facendo talvolta riferimento alla necessità di “rendicondazione sociale” delle scuole. Del resto cosa aspettarsi da un ente che con la legalità ha un rapporto assai singolare: da anni la Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza denuncia il che l'Invalsi pretende prestazioni lavorative, senza remunerazione, da persone che non sono suoi dipendenti, specialmente nella scuola primaria. Un comportamento a dir poco originale messo in atto con la compiacenza di una parte consistente della dirigenza scolastica che minaccia, direttamente o velatamente, i docenti che non subiscono il ricatto. Dichiara Salvatore Pizzo coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza: “Spesso noi della Gilda di Parma e Piacenza abbiamo chiesto una contrattazione decentrata con Invalsi, visto che non né esiste una nazionale, ma la risposta è stata sempre il silenzio”.
Ancora una volta l'Invalsi, con evidenti coperture trasversali, si sottrae al confronto civile con le parti sociali.

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Non si era mai visto che l'avvio delle procedure finalizzate alla soppressione di un plesso scolastico di un istituto statale fossero avviate senza alcuna interlocuzione con le forze rappresentative dei docenti, tra esse è compresa anche la Gilda degli Insegnanti. Una spiacevole situazione riscontrata a Carpaneto Piacentino, i cui amministratori comunali hanno avviato l'iter per chiudere il plesso di Travazzano, una notizia che abbiamo saputo formalmente solo grazie alla cortesia istituzionale del dirigente scolastico del locale Istituto Comprensivo, funzionario che con zelo ha avuto l'accortezza di supplire alla scelta di un atteggiamento politico, non comprensibile, adottato dai rappresentanti eletti alla guida del Comune nei confronti di coloro che sono eletti a rappresentare i docenti e tutto il personale del comparto istruzione e ricerca.


Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli insegnanti di Piacenza e Parma, precisa: “Nel merito della decisione nulla abbiamo, per adesso, da rilevare purché venga garantito il rispetto dei diritti dei docenti, ci dispiace il modo in cui siamo stati avvertiti”

 

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato delle Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza sulla notificata intimazione ai dirigenti del Liceo Colombini e dell'Istituto Romagnosi Casali. Appello ai partiti di maggioranza: rinnovare i vertici dell'Ufficio Scolastico Regionale.
Piacenza -

In data odierna è stata notificata un'intimazione ai dirigenti scolastici di due scuole di Piacenza, il Liceo “Colombini" e l'Istituto “Romagnosi Casali”dopo l'ostruzionismo di alcuni dipendenti del Ministero dell'Istruzione, i quali hanno ottenuto l'incomprensibile risultato di evitare una procedura centralizzata e pubblica per la nomina dei docenti da reclutare nelle scuole del territorio, creando caos e disomogeneità nelle procedure al livello territoriale, la Gilda degli Insegnanti ha sollecitato l'applicazione della normativa contrattuale vigente a livello regionale, la quale prevede che durante le operazioni di nomina dei docenti siano presenti anche le organizzazioni sindacali del settore. 

Abbiamo scelto due scuole a caso perché, visto il caos che hanno creato, sarà impossibile essere presenti in ogni singola scuola, diverso sarebbe stato se ci fosse stata una convocazione unica. 
Per questo adesso ci attendiamo dai due dirigenti delle scuole da noi individuate di sapere date e orari delle convocazioni, ci spetta essere presenti. Devono complessivamente nominare una quaantina di docenti. 

Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, a tal fine ha dichiarato: “Per tutto il caos made in Piacenza che si è creato stiamo valutando varie azioni, ivi compresi esposti alla Corte dei Conti per perseguire eventuali responsabili del danno creato alla pubblica amministrazione, sia relativamente all'efficienza ed all'efficacia del servizio, sia sotto il profilo dell'immagine” - continua il dirigente sindacale - “hanno creato una bolgia, 90 scuole che fanno riferimento all'Ufficio Scolastico di Piacenza e Parma che seguono procedure diverse per reclutare i docenti, è chiaro ed evidente che gli attuali vertici dell'Ufficio Scolastico Regionale non riescono a coordinare i dirigenti delle scuole, per questo chiediamo alla politica di rinnovare al più presto i vertici di questa istituzione che si trova nella “lontana” Bologna”.

Piacenza, l’Ufficio Scolastico Regionale non riesce a governare i dirigenti delle scuole di Piacenza, il Ministero dell’Istruzione intervenga d’urgenza.


CAOS NOMINE DOCENTI

Alcuni dipendenti del Ministero dell’Istruzione, in servizio a Piacenza, inquadrati con la qualifica di dirigente scolastico hanno assunto comportamenti gravi, rallentando ulteriormente le nomine degli insegnanti che ancora mancano nelle scuole di 2° grado di Piacenza e Provincia.

Hanno fatto ostruzionismo affinchè vi fosse una convocazione unica degli aspiranti: centralizzata, pubblica e trasparente, eppure nel territorio che afferisce all’Ufficio Scolastico Territoriale di Parma e Piacenza così non è stato per tutti gli altri ordini di scuola.


A Parma le nomine sono state svolte correttamente per infanzia, primaria e scuole di 1° e 2° grado, a Piacenza, seppur con ritardo, si sta procedendo in maniera molto limpida per tutti gli ordini tranne che per il 2° grado.
Certi dirigenti scolastici preferiscono convocare autonomamente gli aspiranti che però vengono convocati contemporaneamente anche da altre scuole, creando così un caos nelle scelte.
La Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, tramite il suo coordinatore Salvatore Pizzo, chiede che il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale prenda atto di non riuscire a governare uniformemente i “presidi” delle scuole di Parma e Piacenza, pur essendo il loro diretto superiore, e sollecita la politica ad intervenire anche con scelte radicali che portino una ventata di rinnovamento ai vertici dell’Ufficio Scolastico Regionale


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Nell’imminenza dell’inizio dell’anno scolastico il competente ufficio territoriale di Piacenza e Parma ha potuto fornire esaustive informazioni relative all’organizzazione delle procedure di nomina, che riguardano centinaia di insegnanti, solo per quanto riguarda le Istituzioni scolastiche della Provincia di Parma e non per quella di Piacenza.

Al fine di garantire un regolare avvio delle lezioni dovranno essere nominati centinaia di docenti a tempo determinato anche nelle scuole piacentine, per questo la Gilda degli Insegnanti con una comunicazione urgente inviata agli organi periferici del Ministero dell'Istruzione, ai parlamentari del territorio ed ai partiti politici, oltre che ai dirigenti scolastici, segnala che la mancata organizzazione di una procedura territoriale unificata di nomine non garantirebbe trasparenza, efficienza ed efficacia (una scuola polo che operi per tutte). I docenti sono inseriti nelle graduatorie di più scuole ed anche al fine di evitare contenziosi è opportuno che vengano convocati con procedure di evidenza pubblica, tali da garantire agli interessati una scelta avendo contezza di tutti i posti disponibili nelle varie sedi scolastiche del territorio. La convocazione degli interessati con modalità ed orari diversificati a seconda della discrezionalità di ciascun dirigente scolastico potrebbe determinare situazioni di imbarazzo e contenzioso, oltre che di inefficienza, che interesserebbero tutto il territorio e non il singolo Istituto scolastico, pertanto una mancata organizzazione unificata, già realizzata negli anni scorsi, non è solo una scelta tecnica ma assume anche un rilievo politico che è bene considerare. La Gilda degli Insegnanti, con una nota a firma del coordinatore delle province di Parma e Piacenza, ha invitato l’Ufficio Scolastico Regionale a coordinare efficacemente il personale dirigente scolastico affinchè vengano individuate “scuole di riferimento” per la gestione delle operazioni, così come richiamato anche da una circolare del Ministero firmata dal capo dipartimento Carmela Palumbo. Ritenendo che la vicenda sia d’interesse anche dei rappresentanti politici, la Gilda ha segnalato anche a loro le problematiche evidenziate, affinchè possano assumere le iniziative che riterranno più opportune.

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Un recente provvedimento dell’Ufficio Scolastico dell’Emilia Romagna che, in applicazione di una legge nazionale, ha stanziato a fondo perduto circa 1milione 700mila euro per le scuole private di Piacenza e Provincia. Per la Gilda degli Insegnanti di Piacenza e Parma ciò è una vergogna.
Mentre i dipendenti della scuola pubblica percepiscono paghe miserevoli, lo Stato continua a devolvere valanghe di soldi dei contribuenti ai privati che hanno aperto scuole sul territorio.

Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda di Parma e Piacenza, dichiara: “Siamo orgogliosamente l'unica organizzazione sindacale che a Piacenza, come sempre, rompe il muro di silenzio rispetto a questa macroscopica offesa al comune senso del pudore, regalare quattrini a valanga togliendoli alla scuola statale è uno schifo".

Per la verifica di quanto asseriamo è possibile verificare gli atti a seguente link
http://istruzioneer.gov.it/2019/07/25/scuole-paritarie-dellemilia-romagna-piano-di-riparto-fondi-a-s-2018-2019/ 

 
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Un recente provvedimento dell’Ufficio Scolastico dell’Emilia Romagna che, in applicazione di una legge nazionale, ha stanziato a fondo perduto 4milioni 980mila euro per le scuole private di Parma e Provincia. Per la Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza ciò è una vergogna.
Mentre i dipendenti della scuola pubblica percepiscono paghe miserevoli, lo Stato continua a devolvere valanghe di soldi dei contribuenti ai privati che hanno aperto scuole sul territorio.
Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda di Parma e Piacenza, dichiara: “Siamo orgogliosamente l'unica organizzazione sindacale che a Parma, come sempre, rompe il muro di silenzio rispetto a questa macroscopica offesa al comune senso del pudore, regalare quattrini a valanga togliendoli alla scuola statale è uno schifo".

Per la verifica di quanto asseriamo è possibile verificare gli atti a seguente link
http://istruzioneer.gov.it/2019/07/25/scuole-paritarie-dellemilia-romagna-piano-di-riparto-fondi-a-s-2018-2019/ 

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Dopo oltre tre anni di calvario giudiziario, l’umiliazione di aver ricevuto un provvedimento giudiziario consegnatole mentre era in classe, davanti ai suoi piccoli alunni di scuola primaria, una maestra dell’Istituto Comprensivo di Noceto è stata assolta con formula piena dal Tribunale di Parma (giudice monocratico Maria Cristina Sarli).

La docente era finita a giudizio dopo un’indagine svolta dai vigili urbani del paese parmense, che suscitò un rilevante clamore mediatico sulla stampa nazionale. Le contestavano l’”abuso di mezzi di correzione”, ma in realtà nel processo è emerso che erano solo ramanzine fatte ad alunni vivaci e l’”abbandono di minore”, in realtà si è trattato solo del caso di un bambino particolarmente esuberante che durante le ore di scuole si era avvicinato ad una finestra dicendo giocosamente di volersi “buttare giù”.

Voci di paese strumentalizzate hanno creato un dramma umano che per delle inezie ha fatto rischiare il carcere ad una stimata professionista, così come riferito da numerosi testimoni ascoltati durante il processo. La Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, il cui coordinatore Salvatore Pizzo ha presenziato alla lettura della sentenza, fa evincere che le prove usate dall’accusa sono state utilissime per la difesa della maestra che è stata assistita dall’avvocato Emanuele Cucchi.

La Gilda degli insegnanti di Parma e Piacenza auspica che la docente possa rivalersi in tutte le sedi dei danni subiti, infatti anche l’accusa ha chiesto l'assoluzione per la quasi totalità delle contestazioni di reato che le sono state ascritte. Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli insegnanti di Parma e Piacenza, così commenta: “E’ ora di iniziare a reagire contro chi accusa i docenti di ogni nefandezza, estrapolando pezzi di frasi, frazioni di secondo di immagini decontestualizzate, quando si è costretti a riprendere alunni indisciplinati” – continua – “ricordiamo che il nostro ruolo è quello di fare lezione non di fare i baby sitter” - conclude – “purtroppo la direzione scolastica dell’Emilia Romagna ancora una volta non ha tutelato adeguatamente un docente del nostro territorio”

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