«Sulle Fonderie Cooperative Modena non serve prendersela con le istituzioni, ma occorre sedersi a un tavolo e cercare la soluzione migliore per i lavoratori e la città». Lo affermano la Cisl e la Fim Cisl Emilia Centrale. 

«Fare dell’inutile polemica può forse regalare visibilità, ma rischia di essere controproducente – dicono Andrea Sirianni, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale, e Alessandro Gamba, segretario generale aggiunto Fim Cisl - Il piano industriale prevede la chiusura dello stabilimento della Madonnina a inizio 2022 e il trasferimento di alcune attività accessorie in un’altra zona della città. Al momento non ci sono elementi per ipotizzare scenari diversi, ma questo non significa che non siamo attenti all’evoluzione del quadro – sottolineano Sirianni e Gamba - Siamo impegnati a tutelare i lavoratori e incalzeremo il presidente della cooperativa affinché mantenga l’impegno a non licenziare nessuno. 
Nel frattempo bisogna aprire una trattativa finalizzata a mantenere sul territorio occupazione e patrimonio industriale. A maggior ragione visto che i dipendenti sono quasi tutti soci della cooperativa e hanno, perciò, diritto – ricordano i due sindacalisti Cisl - a ulteriori garanzie e tutele sul loro futuro lavorativo. 

Ben venga quindi la disponibilità del Comune di Modena a riprendere la discussione su questo tema. Chiediamo, pertanto, un tavolo istituzionale anche a livello regionale con tutti i soggetti coinvolti. Anche in questa vicenda vogliamo mettere al centro il lavoro e affermare – concludono Andrea Sirianni, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale, e Alessandro Gamba, segretario generale aggiunto Fim Cisl - che si possono e si devono conciliare attività produttive e sostenibilità economica, sociale e ambientale».

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Sono otto finora nel 2019 le vittime di infortuni mortali sul lavoro a Modena, addirittura sedici se si considerano anche gli infortuni in itinere (cioè nel tragitto casa-lavoro). La nostra provincia è al 19 esimo posto nella classifica nazionale dei casi di morte sul lavoro e al secondo in Emilia-Romagna, dove si contano 46 vittime (66 compresi i casi mortali in itinere). Con un’incidenza di 25,2 infortuni mortali ogni milione di occupati, Modena è al 43 esimo posto in Italia. I dati (aggiornati al 31 agosto) sono stati diffusi dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre. 
 
«È una statistica inaccettabile in una provincia come la nostra - dichiara Domenico Chiatto, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale - Al di là delle dinamiche e responsabilità dei singoli infortuni, che saranno accertate dagli organi competenti, viene da chiedersi se le aziende applicano scrupolosamente le norme sulla sicurezza. Per esempio, in caso di appalti, le imprese committenti presidiano a dovere i cantieri? – si chiede il sindacalista Cisl - Le aziende sanno che quando affidano lavori all’esterno devono predisporre tutte le misure atte a consentire l’accesso solo alle persone autorizzate e, soprattutto, formate e munite di tutti i dispositivi di protezione. In particolare non è più tollerabile che si continui a cadere dai tetti, sarebbe sufficiente applicare le norma sui rischi di cadute dall’alto. Non possiamo sempre parlare di tragica fatalità, quando spesso invece ci troviamo di fronte al mancato rispetto delle più elementari norme di sicurezza». 
 
Per il segretario Cisl manca un’adeguata cultura della sicurezza che spinga imprese e lavoratori ad agire insieme nella formazione, informazione e prevenzione. Non aiuta, poi, lo scarso coordinamento di Ausl, Inail, Inps e Ispettorato del Lavoro, per giunta con un numero di operatori insufficienti per controllare le oltre 55 mila attività produttive modenesi. 
«Le morti bianche aumentano ovunque, quindi si tratta di un’emergenza nazionale – sottolinea Chiatto - Per questo Cgil Cisl Uil chiedono al governo l'approvazione di un decreto d'urgenza che dia immediate risposte ad alcune questioni irrimandabili, come una sorta di “patente a punti” con cui misurare la correttezza delle imprese, il reintegro del taglio di risorse imposto al fondo contro gli infortuni dell'Inail, la modifica del decreto “Sblocca cantieri” nelle parti relative alla gestione degli appalti. Sono tutte misure necessarie affinché – conclude il componente della segreteria Cisl Emilia Centrale – non sia vanificata l’azione di prevenzione degli incidenti e diffusione della cultura della sicurezza messa in atto negli ultimi anni sia a livello nazionale che locale».  
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«Sulla vertenza Italpizza siamo soddisfatti dei passi avanti compiuti, perché porteranno già nell'immediato grossi benefici a tutti i lavoratori. Questo dimostra che contrattare serve».

Lo afferma la Cisl Emilia Centrale commentando l'esito dell'incontro di ieri con la direzione aziendale di~Italpizza~e le~cooperative appaltatrici Evologica e Cofamo.

«Stiamo lavorando~per trovare una soluzione alla vertenza in atto da mesi – dichiarano Vittorio Daviddi (segretario generale Fai Cisl Emilia Centrale) ed Enrico Gobbi (segretario generale Fisascat Cisl Emilia Centrale) – C'è ancora un pezzo di strada da percorrere, in particolare per gli addetti del comparto movimentazione merci, per i quali aspettiamo risposte convincenti da parte dell'azienda nell'incontro già calendarizzato il prossimo 16 luglio. Speriamo nelle prossime settimane di presentare un buon contratto agli oltre mille dipendenti del sito Italpizza di S. Donnino».

«L'azienda confermi l'investimento annunciato, aumenti l'occupazione e migliori, attraverso la trattativa sindacale, le condizioni contrattuali e normative dei lavoratori - aggiunge il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta - Per noi, infatti, è fondamentale andare avanti con l'investimento da 25 milioni di euro per realizzare il polo logistico Italpizza a San Donnino, che produrrà centinaia di nuovi posti»

 

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(Enrico Gobbi)

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(Vittorio Daviddi)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(William Ballotta)

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"Domani facciamo una bella festa, il modo migliore per reagire dopo quanto accaduto a Modena il 25 aprile". Lo dice il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta annunciando il programma delle celebrazioni per il 1° Maggio organizzate da Cgil Cisl Uil. 

Modena -

«Anche Modena ha il suo Concertone del 1° Maggio, che vede protagonisti gli studenti, cioè il nostro presente e futuro – sottolinea Ballotta – Domani giovani e famiglie, lavoratori e pensionati, con o senza bandiere sindacali, manifestano in modo allegro e pacifico per chiedere un’Europa del lavoro, della solidarietà e della crescita. Canteremo e balleremo insieme, il modo migliore per rispondere al pessimo spettacolo andato in scena giovedì scorso 25 aprile nel centro storico di Modena. Perché tutti hanno il diritto di manifestare ed esprimere le proprie idee, ma nessuno – conclude il segretario generale della Cisl Emilia Centrale – può farlo imbrattando o danneggiando anche una sola pietra».
 
Nella mattinata di domani – mercoledì 1 maggio – dirigenti, delegati e attivisti sindacali modenesi partecipano alla manifestazione nazionale, che si tiene a Bologna alla presenza dei segretari generali di Cgil Maurizio Landini, Cisl Annamaria Furlan e Uil Carmelo Barbagallo. 
A Modena città il 1° maggio viene festeggiato il pomeriggio. Si comincia con la Wind Band del liceo musicale Sigonio, che alle 16 parte da piazzale San Giorgio suonando una marcia musicale che attraversa le vie del centro storico fino a raggiungere piazza Grande. Intorno alle 16.30 parla il segretario generale Uil Modena e Reggio Emilia Luigi Tollari. Segue il concerto dell’orchestra del triennio del liceo musicale Sigonio, inframezzato da letture di testi di Alda Merini e Umberto Saba a opera degli studenti del liceo scientifico Tassoni.
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Le prime bandiere sventolano già da ieri sera, ma domani sarà imbandierato tutto il palazzo. Il vessillo stellato dell’Unione europea verrà appeso domani – giovedì 21 marzo – ai davanzali di gran parte delle finestre del Palazzo Europa, l’edificio di Modena che al civico 101 ospita gli uffici di Cisl, Confcooperative, centro culturale F.L. Ferrari, Fondazione Gorrieri e diverse cooperative. 
 
Le organizzazioni di palazzo Europa hanno, infatti, accolto la proposta di Romano Prodi di esporre le bandiere europee nel giorno in cui la Chiesa celebra S. Benedetto da Norcia, patrono d’Europa. Lo stesso Prodi, tra l’altro, verrà a Modena il prossimo 8 aprile. Ospite della "Lettura annuale Ermanno Gorrieri 2019", l’ex presidente della Commissione Ue terrà una conferenza sul tema “L'Europa al bivio”. Le bandiere resteranno appese fino al 26 maggio, giorno delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. 
 
Palazzo Europa è stato costruito negli anni 1967-69 per iniziativa della società Sias. Nell’operazione vennero coinvolte le organizzazioni espressione dei cattolici democratici modenesi (Cisl, Unione Cooperative e Lapam). Si tratta di una costruzione di tredici piani, alta 36 metri (a quei tempi era il palazzo più alto di Modena), per un totale di 60.350 metri cubi con un fronte lungo circa cento metri. Per far fronte ai costi, venne lanciata anche una sottoscrizione tra i lavoratori, le cooperative e gli artigiani. 
La costruzione fu terminata a fine 1969 e all’inizio del 1970 il palazzo ospitò le sedi provinciali di Cisl, Unione provinciale Cooperative, Lapam, Sias stessa e del centro culturale Francesco Luigi Ferrari. Vennero, inoltre, aperte varie attività commerciali, tra cui un ristorante self-service e bar. 
Al primo piano ci sono quattro sale conferenze che ancora oggi sono tra le più utilizzate in città. Attualmente Palazzo Europa ospita circa 7.500 mq di uffici, 700 mq adibiti a sale conferenze, quasi 3 mila mq di aule scolastiche e venti appartamenti per complessivi 1.800 mq. Altri 3 mila mq sono occupati da varie attività commerciali. 

Si calcola che siano circa un migliaio le persone che ogni giorno frequentano Palazzo Europa, il primo condominio a Modena a dotarsi di un impianto fotovoltaico che produce il 17% dell’energia elettrica consumata ogni anno.

Fonte: Cisl Modena

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«La settimana prossima proveremo a chiudere il contratto Fca, Cnhi e Ferrari: ormai siamo nella fase conclusiva». Lo afferma il segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale Giorgio Uriti dopo l'ultimo incontro tra sindacati e azienda.

«Siamo a un punto in cui o si superano le distanze o si rischia la rottura – spiega Uriti - Rimangono ancora divergenze su alcuni temi che potrebbero trovare una soluzione positiva. Sul salario bisogna verificare concretamente le disponibilità. Altre questioni, come la malattia o la riformulazione dell'articolo del contratto che regolamenta i "rapporti in azienda", potrebbero determinare una crisi del negoziato».

Il segretario dei metalmeccanici Cisl di Modena e Reggio dice che negli ultimi giorni di trattativa sono stati compiuti ulteriori passi in avanti sul sistema di partecipazione del contratto, orario, sanità integrativa e previdenza. «In particolare abbiamo risolto le ultime questioni che hanno rafforzato il ruolo di partecipazione nelle commissioni paritetiche in azienda. Sull'orario di lavoro – continua Uriti - abbiamo introdotto ulteriori miglioramenti sulla gestione più flessibile dei permessi retribuiti con la possibilità di utilizzarli a ore, anche ai turnisti per un massimo di 16 ore. Sulla previdenza complementare verrà alzato il contributo aziendale di 0,5 punti, portando il contributo al 2,2% per operai e impiegati, mentre per i~professional~passerà al 2,5%. Si procederà a rafforzare anche la sanità integrativa, con una riduzione del costo a carico del lavoratore e un incremento a carico azienda, migliorando le coperture assicurative sanitarie. Abbiamo anche discusso le modifiche sul sistema d'inquadramento professionale».

Rimane aperta la discussione sul salario e sulla definizione dei premi collegati all'efficienza. Per la Fim Cisl è fondamentale trovare una risposta sugli incrementi in paga base e, nello stesso tempo, valorizzare il sistema premiante collegato al premio di efficienza che, nell'ultimo quadriennio, ha determinato un incremento economico di 5.879 euro per Fca e 4.492 euro per Cnhi.

«Abbiamo costruito le condizioni per migliorare molti aspetti normativi e salariali. Sarebbe un errore se non si superassero alcune posizioni che rischiano di impedire un accordo.
In questo contesto economico, - conclude il segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale Giorgio Uriti - una situazione di conflitto sul contratto è proprio la cosa da evitare».

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Giovedì, 24 Gennaio 2019 11:34

CISL Emilia centrale supera i 100.000 iscritti

È la settima struttura territoriale Cisl in Italia - Cisl Emilia Centrale: iscritti oltre quota 100 mila.

Hanno superato quota 100 mila gli iscritti della Cisl Emilia Centrale. Alla fine del 2018 le adesioni erano 100.303, in aumento di 3.699 (+3,8 per cento) rispetto al 2017.
Grazie a questi numeri la Cisl Emilia Centrale (nata nel 2015 dalla fusione tra la Cisl di Modena e quella di Reggio Emilia) si conferma la prima struttura territoriale Cisl in Emilia-Romagna e diventa la settima in Italia, scalando una posizione.

Alla Cisl Emilia Centrale aderisce l'8,4 per cento della popolazione modenese e reggiana (1,2 milioni di abitanti). Il 56,7 per cento degli iscritti Cisl è rappresentato dai lavoratori attivi, tra i quali aumentano soprattutto gli addetti del commercio e servizi, metalmeccanica e agroindustria, enti locali e sanità.

«Siamo molto soddisfatti per aver superato il traguardo dei 100 mila iscritti che ci eravamo posti al momento della fusione tra le strutture di Modena e Reggio Emilia - commenta il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta – I numeri certificano la crescita costante della nostra organizzazione e il rafforzamento della sua presenza politica, sociale e di servizi ai lavoratori e pensionati. Al di là dei numeri, però, ci conforta la fiducia che giovani, donne, immigrati, lavoratori e pensionati continuano a nutrire nei nostri confronti. Questo ci sprona a proseguire con slancio la nostra azione a difesa dei lavoratori e pensionati, tutela della loro dignità, miglioramento delle condizioni salariali, normative e professionali, per contribuire – conclude Ballotta – allo sviluppo delle nostre comunità».

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Fca ed "ecotassa", Fim: «Governo ritorni sui propri passi o porteremo lavoratori sotto palazzo Chigi»  Preoccupazione anche a Modena dopo le dichiarazioni dell'amministratore delegato di Fca Mike Manley, che ieri ha annunciato la revisione del piano di investimenti nel nostro Paese segnalando che lo scenario è cambiato a causa dell'ecotassa introdotta dal governo con la legge di Bilancio 2019.

«Da tempo avevamo incalzato Fca sulla necessità di accelerare la transizione verso ibrido ed elettrico e di partire immediatamente con investimenti e nuovi modelli. Ora che avevamo raggiunto un'intesa con Fca, il governo rischia di far saltare tutto – afferma il segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale Giorgio Uriti - Così come è stata scritta, "l'ecotassa" è un suicidio di Stato dell'industria automobilistica italiana con contraccolpi enormi sull'occupazione. Il governo deve capire che la transizione verso l'elettrico è da gestire in maniera graduale investendo nell'ecosistema. Servono infrastrutture per garantire occupazione e una mobilità sostenibile per la salute e l'ambiente. Occorrono almeno venti mesi per avere i primi risultati. Il governo deve immediatamente ritornare sui propri passi e rivedere un provvedimento sbagliato che rischia di distruggere la nostra industria dell'auto e, con essa, migliaia di posti di lavoro. Se così non fosse, porteremo sotto palazzo Chigi i lavoratori di Fca, Cnhi e Ferrrari».

Per la Fim è necessario incontrare al più presto i vertici di Fca per avere conferma del piano, dei 5 miliardi di euro di investimenti, delle nuove motorizzazioni e delle relative assegnazioni produttive dei nuovi modelli.

Ricordiamo che Fca ha annunciato a fine novembre l'intenzione di proseguire a Modena la produzione delle Maserati Gran Turismo e Gran Cabrio.
Inoltre sono previste due nuove supersportive (una Alfa e una Maserati), che saranno sviluppate tra fine 2019 e 2020, per entrare in produzione nel 2021.
Almeno una delle due nuove vetture dovrebbe essere prodotta in versione elettrica.

Fca, Fim Cisl Emilia Centrale: «Lavoratori preoccupati, dai nuovi manager ci aspettiamo continuità»

«Calma e sangue freddo. Aspettiamo di capire quali sono le intenzioni dei nuovi amministratori delegati, dai quali ci attendiamo comunque continuità».

Lo afferma il segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale Giorgio Uriti commentando l'improvvisa sostituzione di Sergio Marchionne, decisa sabato da Fca a causa dei gravi problemi di salute dell'ormai ex ad del gruppo.

«Anche i circa 6.500 lavoratori modenesi Fca, da quelli della Ferrari e Maserati a quelli di Cnh, sono comprensibilmente preoccupati – dice Uriti – Noi ci aspettiamo un'accelerazione e indicazioni più precise rispetto al piano industriale presentato il 1° giugno a Balocco. Del resto il nuovo ad Mike Manley lavorava nel gruppo di Marchionne e ha condiviso il piano. Quanto al fatto che i nuovi ad non sono italiani, mi interessa relativamente: l'importante è che sappiano fare bene il loro lavoro. Li valuteremo presto alla luce dei fatti, a partire dal raggiungimento in tempi brevi della massima occupazione possibile in tutti gli stabilimenti italiani, compreso - conclude il segretario generale della Fim Cisl Giorgio Uriti - quello modenese della Maserati».

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Soddisfazione anche a Modena per il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca, firmato oggi a Roma da Cgil Cisl Uil e Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni). 

A Modena e provincia si applica a 9.668 docenti e 2.424 personale ata (amministrativi, tecnici e ausiliari). A essi bisogna aggiungere i supplenti utilizzati per le assenza temporanee dei titolari: un numero non quantificabile, perché ogni scuola ha una propria graduatoria da cui attinge in base alle necessità.

«Questi lavoratori hanno finalmente riconquistato uno strumento forte di tutela delle proprie condizioni di lavoro, dopo anni di blocco delle retribuzioni e riduzione degli spazi di partecipazione e contrattazione – afferma la segreteria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale Antonietta Cozzo - Gli aumenti salariali sono in linea con quanto stabilito dalle confederazioni con l'accordo del 30 novembre 2016 e vanno, per la scuola, da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro; è pienamente salvaguardato per le fasce retributive più basse il bonus fiscale di 80 euro. Nessun aumento di carichi e orari di lavoro, nessun arretramento per quanto riguarda le tutele e i diritti nella parte normativa nella quale, al contrario, si introducono nuove opportunità di accedere a permessi retribuiti per motivi personali e familiari o previsti da particolari disposizioni di legge».

La Cisl Scuola sottolinea che il contratto segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale. Vengono rafforzati tutti i livelli di contrattazione, a partire dai luoghi di lavoro, riconoscendo in tal modo il ruolo delle rsu nell'imminenza del loro rinnovo." Tra le altre novità di rilievo la Cisl segnala il diritto alla disconnessione, a tutela della dignità del lavoro, messo al riparo dall'invasività delle comunicazioni affidate alle nuove tecnologie. 

«Per quanto riguarda il personale docente, si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l'obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento – aggiunge Cozzo - Riportando alla contrattazione le risorse finalizzate alla valorizzazione professionale, ripristinando la titolarità di scuola, assumendo in modo esplicito un'identità di scuola come comunità educante, si rafforza un modello che ne valorizza fortemente la dimensione partecipativa e la collegialità».

Questo contratto, la cui vigenza triennale 2016-18 si concluderà con l'anno in corso, assume forte valenza anche nella prospettiva del successivo rinnovo di cui vengono gettate le basi. «L'impegno comunque andrà ripreso anche nei confronti del nuovo Parlamento e del nuovo governo, per sollecitare una politica di forte investimento nei settori dell'istruzione e della ricerca», conclude la segreteria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale.

Modena, 9 febbraio 2018

Fonte: CISL Modena

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