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Lunedì, 07 Settembre 2015 15:55

Modena - Luca Cordero di Montezemolo ospite di CNA

Una serie d'incontri con personalità del mondo dell'economia e della cultura. Mercoledì 9 settembre alle 17,30 il primo appuntamento della rassegna di incontri "Punti di vista". -

Modena, 4 settembre 2015 -

Quest'anno cade il settantesimo anniversario della costituzione di CNA e, per celebrare questa importante ricorrenza, l'Associazione modenese ha organizzato una serie d'incontri con personalità del mondo dell'economia e della cultura per affrontare i grandi temi della società italiana (e non solo).
Una sorta di rassegna dei diversi "punti di vista", come recita il titolo di questo ciclo di incontri che si aprirà mercoledì 9 settembre alle 17.30, quando alla Sala Arcelli della CNA provinciale a Modena arriverà Luca Cordero di Montezemolo.
A Montezemolo, rimasto molto legato al territorio modenese, CNA chiederà di parlare del momento economico e politico che sta attraversando il paese, ma anche di esaminare il ruolo che il mondo dell'impresa riveste oggi all'interno delle moderne comunità.

"Siamo molto felici – commenta il presidente di CNA Modena, Umberto Venturi – che Montezemolo abbia accettato il nostro invito per discutere di temi importanti per l'economia e l'intera società. Sono convinto che questa serata porterà spunti di riflessione attuali ed estremamente interessanti".

Questa ciclo di iniziative continuerà nelle prossime settimane con altri interessanti appuntamenti con personaggi del mondo dell'impresa. Lunedì 28 settembre, ad esempio, sarà la volta di Sonia Bonfiglioli, presidente e amministratrice delegata dell'omonimo gruppo industriale.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA MO)

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Riduzione della Tari e agevolazioni del consumo sul posto tra le proposte di CNA. "Quello che chiediamo –dicono Fabbri e Masi – è concordare assieme le azioni utili a garantire non solo la sopravvivenza, ma la capacità del Mercato di via Albinelli di essere un polo di attrazione dei modenesi e non solo". -

Modena, 4 settembre 2015 -

"Crediamo che tutti siamo d'accordo sul fatto che Modena, così come ha affrontato il tema Expo, debba individuare cosa fare anche dopo l'esposizione universale di Milano, così come crediamo che il mercato di via Albinelli, per la sua storicità, per la sua potenzialità di essere uno dei luoghi caratteristici dell'agroalimentare modenese, possa rappresentare un valore in questo senso. Ecco perché riteniamo che ogni intervento a sostegno di questo luogo storico della nostra città abbia un'importanza che va ben al di là di quella meramente funzionale".

Sono le considerazioni di Nicola Fabbri e Roberto Masi, presidenti rispettivamente della CNA del Comune di Modena e di CNA.COM, il raggruppamento dei commercianti aderenti all'Associazione modenese rispetto alla discussione che si aperta in questi giorni sul mercato del centro cittadino.
"E' per queste ragioni che non crediamo che sia solo polemico rilevare come le tariffe Tari siano oggi sproporzionate e rappresentino un grande peso per l'attività degli esercenti dell'Albinelli. Così come crediamo siano necessari investimenti per diversificare l'offerta del mercato, ad esempio favorendo il consumo sul posto o finanziando un'operazione di restyling".
"Abbiamo sentito spesso chiedere ai negozianti di fare la propria parte nel rendere la città più attrattiva estendendo gli orari di apertura, investendo nella ristrutturazione dei propri locali, organizzando iniziative. Tutto giusto, però anche l'Amministrazione deve metterci del suo in questo senso".
"Quello che chiediamo – continuano Fabbri e Masi – è concordare assieme le azioni utili a garantire non solo la sopravvivenza, ma la capacità del Mercato di via Albinelli di essere un polo di attrazione dei modenesi e non solo, in un'ottica che non crei sperequazioni con le altre attività, ma che tenga conto della funzione del mercato. CNA è disponibile a fare la propria parte per aiutare il Consorzio e gli operatori del Mercato Albinelli a perseguire una complessa ma importantissima opera di riqualificazione, accompagnata a un'indispensabile riduzione della Tari oggi esorbitante e spesso non commisurata alla reale tipologia delle imprese presenti nel Mercato."

(Fonte: Ufficio Stampa CNA MO)

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Piccole imprese più esposte al fenomeno del ritardo nei pagamenti

Modena, 14 agosto 2015. Un'indagine di Cribis D&BT ha evidenziato come le aziende emiliano-romagnole siano le più puntuali nell'onorare i propri debiti: il 46,6%, infatti, paga con regolarità, contro una media nazionale del 36,3%. Anche il dato dei ritardi è positivo rispetto a quello medio: 30 giorni, cioè l'8,9%, contro il 15,7% nazionale.

Particolarmente virtuose sembrerebbero essere le aziende modenesi, le più affidabili, visto che le soglie di puntualità di queste ultime vanno oltre il 48%.
"In realtà – osserva Umberto Venturi – non so se ci si possa rallegrare per i risultati di un'indagine che testimonia come le imprese che adempiono con onestà i propri impegni contrattuali siano meno della metà. E ancora più preoccupante il fatto che a pagare lo scotto di questa situazione siano le imprese più piccole, le più virtuose nel rispetto dei pagamenti (con una puntualità del 48,8%), ma quelle che allo stesso tempo presentano il dato più alto di ritardi gravi".

Una situazione aggravata dal fenomeno dei fallimenti e dei concordati, che ancora una volta incide in mood più pesante sulle realtà più piccole. "Purtroppo – osserva il presidente di CNA – non sono pochi i casi di aziende messi in difficoltà, a volte costrette anche a chiudere, a causa di questo istituto".

Un istituto introdotto già nel 1942 e ripetutamente modificato, quello che raccoglie oggi le critiche di Umberto Venturi. Se, infatti, questa procedura concorsuale dovrebbe servire per evitare il fallimento di un'impresa attraverso accordi con i propri creditori, oggi del concordato se ne fa spesso un uso distorto, finalizzato più a penalizzare i creditori che ad affrontare vere e proprie situazioni di crisi.

"Il problema – sottolinea Venturi – non è quando questo passo lo si fa per aziende davvero in crisi, ma quando il concordato maschera la prosecuzione dell'attività aziendale attraverso la costituzione di nuove realtà produttive, che assorbono le sole attività profittevoli della società precedente, lasciando il cerino, cioè i crediti in gran parte insoluti, in mano ai creditori. Si tratta di un comportamento sempre più frequente, che configura un approccio riprovevole da parte di quegli imprenditori che utilizzano il concordato in questo modo".

Negli ultimi anni, infatti, questa procedura è stata frequentemente utilizzata in modo sleale da imprese in difficoltà a scapito di fornitori di beni e servizi, soprattutto artigiani, micro e piccole imprese. "Per questo motivo – continua Venturi – abbiamo apprezzato i correttivi alla procedura di concordato dal Decreto fallimenti passato alla fiducia della Camera qualche giorno fa. In particolare, guardiamo con interesse alle disposizioni mirate ad accrescere la trasparenza nell'intera procedura concorsuale: la facoltà concessa ai creditori di presentare proposte di concordato alternative a quelle dei debitori; l'introduzione di requisiti più stringenti nella nomina del curatore e nella proposta di concordato preventivo, chiamato a soddisfare almeno il 20 per cento dei crediti chirografari".

Nel passaggio al Senato, però, Cna chiede di rafforzare ulteriormente l'impianto del decreto, introducendo vincoli più stringenti in caso di cessione o di conferimento in altra società, come il divieto di partecipare alla newco per soggetti riconducibili all'impresa che chiede l'ammissione al concordato, evitando che il debitore possa riprendere in maniera fraudolenta l'attività a danno dei creditori.

Mercoledì, 12 Agosto 2015 16:25

Modena. PMI, la crescita rallenta

Ancora positiva, ma senza squilli, la congiuntura economica delle pmi modenesi nel secondo trimestre 2015

Ancora positiva – ma con un trend in calo – l'andamento congiunturale relativo al secondo trimestre dell'anno per ciò che riguarda le imprese modenesi sino a 50 dipendenti. Situazione settoriale in chiaroscuro: continua la crescita a doppia cifra per la meccanica, male invece agroalimentare e maglieria. Incertezze anche sul biomedicale.

Modena, 12 agosto 2015. Con il quarto segno più consecutivo è arrivata ad un anno la fase congiunturale positiva delle piccole e medie imprese manifatturiere modenesi. Certo i ritmi della crescita non sono feroci, come testimonia il modesto +2% messo a segno nel trimestre aprile-giugno, ma il dato è comunque positivo, così come positiva è la tenuta del fatturato, che rispetto ad un anno fa cresce dell'1,8%. L'export scende al 20,4% del fatturato, a conferma del fatto che l'andamento favorevole è sostenuto anche da una piccola ripresa del mercato interno. A fare da traino, comunque, è ancora la domanda estera, come dimostra l'andamento degli ordinativi: +8,8 quelli oltreconfine, +0,5 quelli interni

 

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SI CONSOLIDA LA CRESCITA
A ogni buon cosnto, si tratta di un altro passo in più nel tentativo di ritornare ai livelli pre-crisi, che comunque rimangono ancora lontani.

 

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I SETTORI
Valori medi positivi, ma alcune situazioni non proprio allegre, nel panorama manifatturiero delle piccole imprese modenesi. Ai dati positivi che arrivano dalla meccanica e dall'elettronica, si contrappongono quelli negativi di settori importanti come l'agroalimentare e la maglieria. Segno meno anche per la ceramica e, un po' a sorpresa, per il biomedicale. Nel dettaglio gli andamenti settoriali (ciascun valore fa riferimento alla variazione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente).

ALIMENTARE

Se ne primo trimestre la situazione nel comparto aveva tenuto, questa volta, assieme al fatturato, cede pure la produzione. Una situazione di difficoltà che si rispecchia anche nell'andamento dell'export, che schizza al a6,3% del totale (contro il 7,6% del primo trimestre).

MAGLIERIA

Sembra rallentare la corsa al ribasso del comparto, che configura in particolare la produzione in conto terzi. Le prospettive, però, non sembrano delle migliori, almeno ad osservare la dinamica degli ordinativi.

ABBIGLIAMENTO

Situazione decisamente migliore per l'abbigliamento, dove si concentra il conto proprio della filiera della moda modenese. Particolarmente positiva la ripresa del fatturato e le attese sull'export, che a fine giugno era attestata al 6,2% del fatturato totale.

CERAMICA

Brusco calo il settore della ceramica, rappresentato prevalentemente dal cosiddetto terzo fuoco, che retrocede sia in termini di produzione che di fatturato. Unica parentesi favorevole l'export, che supera la barriera del 10% del fatturato.

PRODOTTI IN METALLO

Sostanzialmente stabile il comparto della meccanica pesante, che vede aumentare ulteriormente la quota di fatturato estero (14,2%). Una congiuntura che pare confermarsi anche nell'immediato futuro.

MACCHINE E APPARECCHI MECCANICI

Continua impetuosa la fase di crescita del comparto principe del manifatturiero geminiano, che accelera. Si tratta di un'indicazione importantissima per la manifattura modenese, visto che la meccanica rappresenta la cerniera dei vari distretti della nostra economia. La quota del fatturato estero cresce ancora, avvicinandosi al 40%, anche le attese per gli ordinativi sono più che favorevoli.

BIOMEDICALE

Una flessione che stupisce ma non preoccupa, quella del biomedicale, che continua ad essere un comparto estremamente dinamico, soprattutto sui mercati esteri, come dimostra il fatturato oltreconfine, che cresce ancora raggiungendo quota 61,7% del totale, il record nella serie storica datata 2007.

APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE

Buoni segnali continuano ad arrivare dal comparto dell'elettronica, magari ancora non molto rappresentativo, ma certo estremamente attento all'innovazione e piuttosto propenso all'export, che nel secondo trimestre dell'anno è rimasto attorno al 10% del totale.

LE CONSIDERAZIONI DI CNA.
"Sembra subire un rallentamento la fase di decisa crescita che, nei sei mesi precedenti all'ultimo trimestre, aveva caratterizzato l'andamento economico delle piccole e medie imprese modenesi", fa notare l'Ufficio Studi di CNA. Rallentamento che però non appare preoccupante, ma piuttosto fisiologico, visto il precedente – questo sì al di là di ogni più rosea aspettativa – del primo trimestre.
Quello che invece è fonte di perplessità è l'andamento in chiaroscuro di alcuni compaarti, l'agroalimentare – che evave meglio di altri superato gli anni della grande depressione" – e la maglieria su tutti.

"Al solito – commenta Umberto Venturi, presidente dell'Associazione modenese – regna sovrana l'incertezza, l'impossibilità di impostare un futuro a lungo termine, clima che impatta maggiormente sulle piccole e medie imprese e che rallenta gli investimenti, in capitale sia tecnologico che umano. Un contesto aggravato dalla situazione cinese".
Una realtà, quelle delle pmi, ancora in attesa di buone nuove sul fronte della riforma fiscale. "Non vi è traccia – continua Venturi - dei provvedimenti che le piccole e medie imprese si attendono dall'attuazione della Riforma fiscale, quali il riordino dei regimi impositivi, l'introduzione del regime di cassa per i soggetti in contabilità semplificata, la ridefinizione del nuovo regime forfetario, la definizione dell'autonoma organizzazione ai fini dell'Irap".

(in allegato le tabelle e gli indicatori di settore)

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CNA in allarme per l'ormai prossima scadenza degli incentivi. -

Modena, 11 agosto 2015 -

Tra quattro mesi – il prossimo 31 dicembre - scadranno le agevolazioni fiscali in vigore per la riqualificazione energetica, uno strumento che a oggi si è rivelato determinante per il sostegno delle imprese. "Per questo è opportuno che sia discussa al più preso la mozione presentata in Senato da alcuni parlamentari e che chiede la stabilizzazione dell'agevolazione fiscale del 65%", commenta Gennaro Petrillo, presidente degli Installatori che fanno capo a CNA Modena. Un provvedimento importante e necessario, perché la riqualificazione energetica e la rigenerazione urbana sono i punti centrali per un'azione di supporto agli artigiani e alle piccole e medie imprese del settore edile, che più delle altre hanno pagato dazio alla crisi del comparto. "Una misura – sottolinea Petrillo – peraltro utile a tutti: all'ambiente, alle famiglie, alle imprese e alle casse dello Stato, come ha rivelato un'analisi dell'Osservatorio Nazionale di CNA. Senza arrivare al record del 2013, con 30 miliardi di investimenti generati dal settore privato che hanno generato un introito per l'erario di quattro miliardi per ciò che riguarda la sola Iva (quindi senza contare il gettito Irpef, Irap e Ires), nei soli primi due mesi del 2015 si parla di tre miliardi di investimenti".

Numeri alla mano, si tratta quindi di un intervento che allo Stato non costa nulla e la cui stabilizzazione genererebbe effetti positivi che potrebbero addirittura essere ulteriormente amplificati da opportuni correttivi. "Innanzitutto – rileva il presidente degli impiantisti – la possibilità di cessione del credito fiscale alle banche finanziatrici e, ancora, il superamento del divieto di cumulo tra detrazioni e Certificati Bianchi, in modo da favorire gli interventi più performanti, consentendo al cliente di usufruire dei benefici fiscali e alle imprese di ottenere i Certificati Bianchi, quelli che configurano il beneficio energetico e che possono essere rivenduti sul mercato. Quindi, un'operazione questa a impatto zero per le casse dello stato. Infine, è opportuno riportare dall'attuale 8% al 4% la ritenuta che banche e Poste applicano sui bonifici di pagamento degli interventi incentivati, un balzello davvero incomprensibile".

(Fonte: Ufficio Stampa CNA MO)

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Martedì, 04 Agosto 2015 12:18

Modena celebra il suo "Tax free day"

Domani l'ultimo giorno in cui i nostri imprenditori lavoreranno per il fisco. Le imposte nella nostra provincia si mangiano il 63,5% del reddito d'impresa.-

Modena, 04 agosto 2015 -

La notizia non è nuova, nel senso che lo studio di CNA Nazionale dal quale trae origine è datato aprile, ma suscita comunque un certo scalpore notare che domani, mercoledì 5 agosto, sarà l'ultimo il giorno in cui i piccoli imprenditori modenesi lavoreranno per pagare le tasse. Sì, perché le imposte nella nostra provincia si mangiano il 63,5% del reddito d'impresa.
C'è chi sta peggio – tra tutti gli imprenditori bolognesi - ma anche chi sta meglio (quelli reggiani, ad esempio). In ogni caso non si tratta di una classifica particolarmente lusinghiera:

la tassazione 2015 nelle città emiliano-romagnole

tasse tab 1

A fotografare l'andamento della tassazione complessiva è l'Osservatorio permanente della Cna Nazionale sulla tassazione delle Pmi, curato dal Centro Studi Cna e dal Dipartimento politiche fiscali. Al centro dell'analisi, l'andamento della tassazione locale e nazionale tra il 2011 e il 2015, sulla base di una simulazione riferita a una impresa manifatturiera rappresentativa del tessuto economico italiano (nel caso specifico, un'azienda individuale con quattro operai e un impiegato, operante in un laboratorio artigiano di 250 metri quadrati, con un negozio destinato alla vendita di 175 mtq e relativi macchinari e arredamenti, oltre che di un automezzo).
A Modena scopriamo così che in cinque anni il peso dell'Imu più la Tasi è aumentato di oltre 80 punti percentuali, l'addizionale comunale Irpef di un decimo (più o meno l'aumento fatto registrare dall'addizionale regionale rispetto all'anno scorso). Le buone notizie arrivano dal sensibile calo dell'Irap, che si è più che dimezzata. E' proprio grazie all'intervento sull'Irap se il reddito netto disponibile di questa impresa campione (di cui si ipotizzano ricavi per 431mila euro, costi del personale per 165mila, costo delle materie prime per 160.000, altri costi ed ammortamenti per 56mila con un reddito ante-imposte di 50mila euro), rispetto al 2014 sia in aumento del 5,5% (mentre su base quinquennale la perdita si attesta al 3,6%).

tasse tab 2

Numeri che consentono a Modena di collocarsi nelle zone di bassa classifica, per una volta quelle "migliori", perché è nella coda della graduatoria che troviamo le città più virtuose.
La classifica, stilata su 113 città, ci vede, infatti, all'81esimo posto, dietro, in termini di economicità, alle sole Ferrara (90esima) e Reggio Emilia (99esima).

A livello nazionale, nel 2015 la media del peso fiscale complessivo sulle piccole imprese si attesterà al 62,2%, in leggerissimo miglioramento rispetto al 2014: un calo dell'1,7% insufficiente a portare il valore della tassazione a quel 59,2% raggiunto nel 2011, l'anno zero del federalismo fiscale. Peraltro questa diminuzione va ascritta interamente all'abolizione della componente lavoro dell'Irap.

Tante, invece, le differenze tra le diverse città a causa dell'elevata variabilità dei valori catastali degli immobili di impresa, su cui vengono calcolate Imu e Tasi, e dalle forti differenze della tassazione sui rifiuti solidi urbani, la Tari. A Reggio Calabria, la città prima nella classifica 2015 per fiscalità, il Total Tax Rate tocca il 74,9% (percentuale che costringere gli imprenditori calabresi a versare il fisco quanto prodotto sino al 29 settembre), Bologna è seconda posizione con il 72,9% davanti a Napoli (71,9%), Roma (che l'anno scorso deteneva il poco invidiabile primato), con il 71,7%. Quinta Firenze con il 70,9%. All'opposto, i comuni più virtuosi, si fa per dire, sono Cuneo (dove il Total Tax Rate si ferma al 54,5%, e dove le tasse si "mangiano" il lavoro dell'impresa sino al 17 luglio), Gorizia (55,2%), Sondrio e Belluno (55,3%), Udine (55,7%).

"Sono numeri – commenta Umberto Venturi, presidente della CNA di Modena – che testimoniano come le vere emergenze del nostro Paese, per ciò che riguarda la politica economica, siano due: il lavoro e il fisco, appunto. Peraltro il primo incide sul secondo, perché meno tasse significherebbero più assunzioni, e meno imposte sul lavoro anche maggiori consumi. Invece le politiche di spending review si ripercuotono sui comuni, causando un circolo perverso nel quale i pochi decimali di tagli alle imposte praticate a livello centrale sono più che riassorbiti dagli aumenti impositivi negli enti locali. Come se ciò non bastasse si assiste a follie burocratiche come la norma che introduce una sanzione dal 10% al 50% delle somme prelevate dai conti bancari intestati alle imprese qualora, in caso di accertamenti da parte dell'Agenzia delle Entrate, le modalità di utilizzo di tali prelievi non siano giustificate dalle imprese stesse. Pure incomprensibile è la reintroduzione dell'anatocismo con la previsione che gli interessi di mora, oltre ad essere dovuti sull'imposta non versata, siano dovuti anche sulle sanzioni e sugli interessi. Ecco perché non è esagerato parlare non solo di un eccessivo peso impositivo, ma anche di un fisco vessatorio".

(Fonte: l'Ufficio Stampa CNA MO)

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Primo incontro gratuito del progetto Xchange di CNA Comunicazione sul tema e-commerce. Un progetto nato da CNA Comunicazione e Terziario Avanzato per dare vita a un matching tra le imprese associate a CNA. -

Modena, 15 luglio 2015 -

"Il progetto Xchange di CNA Comunicazione, l'unione che aggrega tutte le imprese associate a CNA che si occupano di comunicazione e Ict, rappresenta un primo passo verso la costruzione di attività che producono valore concreto al servizio per le imprese – commenta Angelo Dottore, presidente di CNA Comunicazione e Terziario Avanzato Modena - e soprattutto rappresenta una possibilità d'interazione e relazione tra aziende della stessa Associazione". La volontà di fare sistema e di concepire l'Associazione come un luogo dove gli imprenditori possono incontrarsi, guardarsi negli occhi e fare affari è alla base della struttura del progetto Xchange. Si tratta di serate nelle quali saranno presentati, in modo del tutto gratuito, argomenti tematici al termine dei quali, dopo un buffet, le imprese coinvolte potranno partecipare a incontri one to one con gli imprenditori interessati.

Il primo appuntamento è previsto per domani (giovedì 16 luglio) alle ore 18.00, presso la Sala Arcelli della CNA provinciale di Modena e parlerà di e-commerce.
"Ne parleremo un po' in tutte le sue declinazioni – continua Dottore – per capire a chi serve davvero, come si fa, come fare per promuoverlo e le sue funzioni, non solo commerciali, ma anche in termini di marketing. Cercheremo di chiarire, insomma, tanti dubbi e perplessità che nutrono al riguardo i piccoli imprenditori, rispondendo direttamente alle loro domande e valutandone i benefici ma anche le eventuali problematiche di gestione".

I relatori della serata saranno imprenditori con esperienza nel mondo del commercio elettronico che si sono confrontati, o che si confrontano tuttora, con le tematiche della comunicazione. Dopo i saluti e il cappello introduttivo di Angelo Dottore, la parola passerà a Sandro D'Addese di CarpiNet, che illustrerà i pro e contro della gestione del Market Place. Luigi Resta di Work on Net si soffermerà invece sui vari strumenti per la realizzazione di siti, market place e piattaforme di sviluppo. Chiuderà l'incontro Nicola Fabbri di Nettamente srl, che svelerà al pubblico come riconoscere ed evitare di cadere nei dieci errori fatali dell'e-commerce. Modera la serata Romina Abbati, Referente ICT di CNA.

Un'iniziativa alla quale ne seguiranno altre che CNA sta preparando per i prossimi mesi. A scegliere i prossimi argomenti saranno gli imprenditori del direttivo dell'Unione CNA Comunicazione, che individuerà i relatori sulla base delle candidature pervenute presso l'Associazione modenese. Gli incontri saranno gratuiti e aperti a tutti gli interessati.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA MO)

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Compensi mensili abbondantemente al di sotto dei mille euro. Nei giorni scorsi confronto a Modena con i rappresentanti di circa 400 piccoli trasportatori associati a CNA. -

Modena, 10 luglio 2015 -

"Rimaniamo in attesa degli sviluppi della situazione, poiché sono ripresi gli incontri con il ministro del Rio ma, se le nostre rivendicazioni non dovessero essere soddisfatte, siamo pronti a ogni azione di protesta necessaria, dall'elaborazione delle denunce dei redditi sulla base delle norme in vigore sino all'anno scorso, fino al fermo dei veicoli". Così Franco Casadei, presidente di Fita CNA Modena, al termine del confronto con i piccoli trasportatori e i rappresentanti di consorzi e cooperative di questi ultimi (circa 400 aziende associate a CNA), sul tema della riduzione forfettaria spettante ai cosiddetti padroncini.

"Stiamo parlando – continua Casadei – di una manovra che determinerà un aumento medio delle imposte gravanti sui piccoli trasportatori che stimiamo tra i 4.000 e i 5.000 euro su redditi compresi tra i 10.000 e i 15.000. Ciò significa che, in conseguenza della riduzione dei due terzi delle deduzioni in vigore sino al 2014, i padroncini avranno compensi mensili abbondantemente al di sotto dei mille euro, e senza né tredicesime né quattordicesime".

Di fatto, dunque, i piccoli autotrasportatori in qualche caso dovranno addirittura fare ricorsi a finanziamenti per pagare le imposte, con tutte le difficoltà e i costi del caso, considerato il rating tutt'altro che positivo di cui gode la categoria.
"Speriamo – conclude il presidente di Fita CNA Modena, di coinvolgere attorno a questi temi tutto il mondo dell'autotrasporto, che ha un drammatico bisogna di cambiare se, come dimostra il caso delle deduzioni, la sopravvivenza delle imprese del settore oggi è affidata al sostegno dello stato tramite agevolazioni fiscali o il rimborso delle accise, per compensare costi tripli rispetto a quelli degli altri Paesi. E non è casuale che la concorrenza più pericolosa arrivi proprio dai camionisti esteri, spesso anche in sfregio alle nostre leggi, a cominciare da quelle sulla sicurezza".

(fonte: Ufficio Stampa CNA MO)

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La risposta: Ripartire dai nuovi territori. Interessante dibattito ieri sera alla CNA di Modena. -

Modena, 7 luglio 2015 -

Lavorare su area vasta? Ormai una necessità, per le associazioni e per le istituzioni. Il problema del territorio e della politica? La mancanza di progettualità. Il futuro? Modena può rimanere un'eccellenza, a patto di recuperare attrattività e coesione. Sono alcune delle tesi emerse dal dibattito che si è tenuto ieri sera (lunedì 6 luglio) alla CNA di Modena, una discussione alla quale hanno preso parte Umberto Venturi, presidente dell'Associazione modenese, Valter Caiumi e Giorgio Vecchi, presidenti rispettivamente di Confindustria e Confcommercio, e William Ballotta, segretario della Uil Centro Emilia.

Ad aprire la serata è stato Guido Caselli, direttore del centro studi di Unioncamere Emilia Romagna, che, forte dei numeri, ha parlato di una Modena che, anche a causa del sisma 2012, ha viaggiato meno forte delle altre province ma che accelererà in futuro, un futuro nel quale rimaniamo sospesi tra un "non più" e un "non ancora", condizione che ci costringe a pensare a uno sviluppo basato su modelli nuovi. E tra questi modelli nuovi i relatori hanno parlato della necessità di ragionare a livello di area vasta, percorso iniziato da CNA, Confindustria e già perseguito dalla Cisl, con la fusione con Reggio Emilia. "Non solo e non tanto per raggiungere dimensioni in grado di permettere una maggiore efficienza economica – ha commentato in proposito Ballotta – ma per recuperare nuove progettualità". "In un mondo più grande – ha aggiunto Caiumi – serve essere più performanti e l'aggregazione consente di risparmiare energie evitando duplicazioni inutili". Un percorso da intraprendere senza paure di sudditanza, ad esempio nei confronti di Bologna. Da questo punto di vista tutti d'accordo sul fatto che Bologna Capitale non rappresenti una minaccia, se il capoluogo saprà essere al servizio del territorio. Tutti d'accordo anche sul fatto che questa marcia verso le aree vaste s'inserisca in un contesto in cui manca un progetto nazionale, lacuna che non deve suonare come un alibi, ma che rischia di rendere questo percorso piuttosto frammentato.

Non è mancata l'autocritica rispetto alla rappresentanza, una disaffezione che coinvolge in modo diretto la politica, ma anche le associazioni. "Ai cittadini e alle associazioni serve una politica alta, cioè una politica capace di progettualità e che sia lontana dagli individualismi, perché senza progetti non c'è futuro", hanno convenuto i quattro relatori. "Non è casuale che la comunità, come ha dimostrato il terremoto, dia il meglio di sé nelle situazioni di emergenza. Ma non possiamo vivere sempre in perenne emergenza. Questa consapevolezza ha contribuito a creare una palese disaffezione nei confronti della politica", ha sottolineato Venturi. Disaffezione che non esclude le associazioni: "Da questo punto di vista qualche responsabilità l'abbiamo avuta anche noi, spostando l'asse della nostra attività sui servizi. Quindi anche a noi spetta il compito di essere progettuali: non possiamo fermarci alla rivendicazione", osserva Giorgio Vecchi.

Tutti d'accordo sulle potenzialità del modello Modena e su un futuro che può essere roseo, ma a determinate condizioni, "anche se la ricetta definitiva in questo senso non l'ha nessuno", sottolinea Venturi. Esistono piuttosto delle precondizioni, a cominciare dall'attrattività del territorio, che non deve guardare alle multinazionali come a una minaccia, per continuare con la consapevolezza delle potenzialità, ma anche dei cambiamenti in atto, mutamenti che comportano la necessità di pensare al mondo digitale ("forse – ha commentato Caiumi – oggi sono più importanti le autostrade digitali di quelle stradali") e a una crescita dimensionale delle imprese che può passare anche attraverso le reti aziendali. Il tutto all'insegna di un patto sociale che va ben al di là di un accordo sindacale.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA MO)

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Venerdì, 03 Luglio 2015 16:19

Fita CNA: il Governo tradisce le promesse

Tagliate di due terzi le deduzioni dei piccoli trasportatori, a rischio chiusura un migliaio di "padroncini" modenesi. -

Modena, 3 luglio 2015 -

"Siamo consapevoli che si tratta di un'affermazione forte, ma chi manca alla parola data è un traditore, e quello del Governo sulle deduzioni forfettarie spettanti ai padroncini è, appunto, un vero e proprio tradimento". E' Franco Casadei, presidente di Fita CNA Modena, a lanciare l'allarme per una retromarcia che mette in pericolo la sopravvivenza stessa di centinaia e centinaia di piccoli trasportatori – i cosiddetti padroncini – soltanto nella nostra provincia.

"Era il 27 gennaio quando il Ministro dei Trasporti Lupi firmava il protocollo d'intesa che riconosceva, per i piccoli trasportatori, le stesse deduzioni forfettarie degli anni passati; era il 29 aprile quanto i ministri Del Rio e Guidi recepivano, di fatto, il protocollo ed era il 23 giugno quanto ancora Graziano Del Rio confermava le stesse deduzioni. Ora, invece, l'Agenzia delle Entrate ha comunicato un taglio di due terzi a queste deduzioni: taglio che determinerà un aumento delle imposte di 4/5 mila euro all'anno per le piccole imprese del settore, e noi stimiamo che potrebbero avvicinarsi al migliaio le piccole ditte che chiuderanno i battenti e che magari si daranno ad attività abusive, con un ulteriore danno per l'erario". Non usa mezzi termini Casadei, che continua, "in questo caso il governo avrà la responsabilità politica e sociale di aver messo sulla strada, ma non per lavorare, tutti questi trasportatori e le loro famiglie, contravvenendo alla parola data e con l'aggravante di non aver dato alcun preavviso, considerato che il termine ultimo per la chiusura dei bilanci è il 6 luglio e che l'ufficializzazione di questa aberrante decisione è arrivata il 3 luglio".

Dal punto di vista tecnico, CNA proporrà di chiudere i bilanci dei propri associati tenendo conto delle "vecchie" detrazioni, quelle previste prima della lettera dell'Agenzia delle Entrate giunta stamani, sulle quali graverà un rincaro dello 0,40%, in caso di conferma del taglio. "Abbiamo già chiesto di spostare al 20 agosto questo termine, visto che la comunicazione dell'Agenzia è arrivata appena un giorno prima della scadenza per la chiusura dei bilanci, ma quand'anche la risposta a questa richiesta fosse positiva, rimane la gravità di questo precedente nel quale il Governo viene meno ad una parola data e più volte confermata. E uno Stato che contraddice se stesso non può sperare di essere né affidabile, né credibile".

(Fonte: Ufficio Stampa CNA MO)

Pubblicato in Comunicati Lavoro Modena