Il beato Antonio Rosmini, grande filosofo del XIX secolo, denunciava perciò il "perfettismo", ovvero la pretesa che le cose umane, individuali e sociali, siano perfette. Tale attitudine ce la siamo giocata con la scelta scellerata di Eva, seguita da quella di Adamo e poi dai discendenti, fino alle nostre, ciascuno per la sua parte, per l'ereditata corrotta natura umana, oggi narcisisticamente ma immotivatamente glorificata: siamo naturalmente e costituzionalmente peccatori, in un modo molto più profondo e completo - abbiamo ognuno tutti e 7 i vizi capitali - di quanto la nostra incoscienza e il nostro orgoglio siano solitamente in grado di riconoscere.
Solo i Santi, e lo lasciano scritto, arrivano generalmente in questa vita ad una piena coscienza delle loro colpe, strutturali, costanti, e specifiche, occasionali. L'essere umano, oggi più che mai, campa per la Misericordia di Dio, finché dura, e convive con colpe e incoscienza, spesso nascoste dalla "nuvola dell'amor proprio" e oggi del tutto negate dall'ideologia di moda, funzionale anzi alla razionalizzazione posticcia, capziosa e comoda, del peccato. Un'umanità orgogliosa, ridotta spesso a bestialità, giustifica e celebra sè stessa, secondo il costume di moda.
Le bibliche Sodoma e Gomorra appaiono esperimenti sociali dilettanteschi rispetto all'odierna "Città degli uomini", (cfr. Sant'Agostino), suprema Babilonia in tutti i sensi. L'espressione "nuvola dell'amor proprio", nonché l'analisi psicologica e sociale relativa, sono di una grande donna umile, Santa Caterina da Siena (1347-1380), nel suo "Dialogo della Divina Provvidenza", un libro straordinario, in cui in realtà è Dio che parla attraverso la Santa, la cui vita ascetica e mistica l'aveva resa una eccezionale profetessa (è profeta chi parla da parte di Dio, come Suo strumento o canale), carisma riconosciutole - ma erano altri tempi! - già in vita dal popolo, dai vescovi, dai Papi e dai sovrani, a cui si rivolgeva anche criticamente con franchezza apostolica, e le ha guadagnato poi il titolo di Dottore della Chiesa.
Il "Dialogo", ha scritto qualcuno, è stato la sua tesi di dottorato.
La Storia, individuale e collettiva, la fanno gli uomini e generalmente Dio li sopporta e supporta, cercando di ricavarne nel tempo, individuale e collettivo, qualcosa di buono, innanzitutto di salvare i salvabili dall'inferno, a cui si è tutti destinati a causa dei peccati. Ma Dio deve fare i conti con la suddetta natura umana di peccato, su cui fa leva l'antico avversario, che Gesù chiama nel Vangelo il "principe di questo mondo", ovvero il diavolo, che ha poteri soprannaturali e riesce spesso, come vuole, per agire di più, a passare inosservato.
Se è lui "il principe di questo mondo" è lui che comanda veramente sulla terra. Le organizzazioni umane, nella misura in cui non sono sante, ovvero conformi alla Volontà di Dio, sono create ed agiscono sotto istigazione demonica. I demoni, seguaci e sudditi del loro "principe", sono spiriti che hanno il potere di condizionare pesantemente la psicologia e la mentalità delle persone, soprattutto di quelle che vivono stabilmente in peccato (lo spiega Gesù nel Vangelo e nelle successive rivelazioni ai Santi, ad esempio Santa Brigida di Svezia, Santa Teresa d'Avila, Santa Gemma Galgani, ecc.).
Negli antichi documenti della Chiesa perciò era correttamente scritto che un certo comportamento di qualcuno si era determinato "diabolo istigante", oppure "Deo ispirante". L'attuale separazione ideologica tra dimensione spirituale e materiale della realtà non è solo vieppiù ingiustificata alla luce delle scoperte della Fisica contemporanea (vedi testi e conferenze di Federico Faggin, ad es.), ma è anche funzionale all'azione indisturbata dei demoni, che l'hanno diffusa. È nella dimensione spirituale della realtà, Santa o diabolica, che si celano le cause ultime dell'agire individuale e collettivo, con buona pace dei sociologi materialisti , ad es. Max Weber.
È in certa misura vano disquisire se la vita sociale, e quindi la Storia, siano determinate dal sistema economico (o struttura), come diceva Marx, o da quello culturale, come sosteneva Parsons, o l'uno e l'altro alternativamente, come detto da Weber. Sul piano storico, genetico e fattuale, nelle società complesse, innanzitutto occidentali, risulta che chi controlla la ricchezza, ovvero il sistema economico, poi domina anche il sistema culturale, essendo l'élite capitalista proprietaria o controllore delle aziende che creano la cultura delle masse, di cui così gestiscono mentalità e psicologia.
Dall'analisi storica risulta quindi che, su questo, nel complesso avrebbe ragione Marx. Ma anche lui, materialista, non ha individuato le cause ultime dell'agire umano, che sono spirituali.
Weber, anch'egli grande mente, ma ignaro di detta dimensione spirituale, personalmente sopravvisse a stento a una profonda depressione, mentre invece Nietzsche, altro campione del laicismo gnoseologico e pratico, finì completamente pazzo.
Costa caro ignorare le cause ultime spirituali dei fenomeni, psicologici e sociali, dopo che Dio pazientemente ce le ha spiegate attraverso i Santi. In questo consiste il grande limite di gran parte delle Scienze Umane e della Filosofia oggi di moda: ignorare la dimensione spirituale della realtà, che è la sede delle cause ultime dei fenomeni individuali e collettivi. L'impostazione (il paradigma) materialista pregiudica la comprensione e la possibilità di agire utilmente su di essi. Finché l'umanità non si rivolgerà a Dio e alle Sue rivelazioni, per la comprensione e la gestione della vita personale e sociale, le analisi tentate e i rimedi proposti saranno vani, superficiali, palliative mistificazioni e inganni, che perpetuano le tossicodipendenze umane (Ego, sesso, soldi, successo, potere, ecc.), le quali a loro volta alimentano la conflittualità interiore e sociale.
Nell'attuale tale contesto storico-culturale, ma quindi in ultima analisi spirituale, non ha dunque senso aspettarsi riforme o rivoluzioni che introducano migliorìe, pace e benessere, individuale, sociale e internazionale.
Deve prima cambiare la prassi individuale, spiritualizzandosi secondo la Volontà di Dio, poi cambieranno di conseguenza le risultanze interattive, micro e macro sociali, storiche. Ma dato il livello di corruzione e di decadenza ormai diffuso, non solo in Occidente, è prevedibile e previsto (dalle profezie che Dio ci ha inviato attraverso Santi), che un cambiamento storico positivo avvenga solo dopo grandi catastrofi collettive, di genere vario, come già sta accadendo, in piccolo, in tante vite individuali, disgrazie che motivino a mettere in discussione atteggiamenti, convinzioni e prassi ormai consolidate, le cui radici reali, ben aldilà delle razionalizzazioni avanzate, affondano nel vizio, nella polimorfa e settiforme tossicodipendenza umana, i sette vizi capitali, su cui soffiano gli onnipresenti demoni.
(immagine creata con AI)
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(*) Autore
Marco Santoro
2° classificato a concorso Professore/ricercatore di Pedagogia generale e sociale c/o Università dell'Aquila 2002.
Già Cultore di Storia della Pedagogia e Pedagogia sociale c/o Università di Cassino
Docente di Filosofia e Storia nei Licei
Professore a contratto all'Università di Cassino. Autore di pubblicazioni scientifiche.











































































