Di Francesca Dallatana Parma, 10 maggio 2026 -
Una penna competente per scrivere di lavoro. Dopo l’osservazione nella trincea della ricerca attiva a fianco di disoccupati e di lavoratori interessati a cambiare azienda e forse anche mestiere.
“Cercare lavoro è già un lavoro”: Imma di Nardo, sociologa di formazione e orientatrice, propone un’analisi critica delle modalità di relazione attuali vissute da chi cerca occupazione e realizzazione professionale. Il libro è pubblicato da GoWare.
Nord e sud
L’orientamento al lavoro è un nuovo romanzo ad ogni incontro tra consulente e utente, cioè il candidato alla ricerca di un impiego. Perché entra nella vita di un’altra persona. L’orientamento al lavoro non è psicoterapia ma rischia di scivolare nella pericolosa palude di narrazioni a volte troppo personali.
La ricerca del lavoro è argomento doloroso e sdrucciolevole. Succede in Italia. Dove le reti di riferimento alle quali ci si rivolge sono prima di tutto quelle delle conoscenze, amicali e parentali. Molto diffusa anche la cooptazione generazionale, non sempre rispettosa delle vocazioni e dei talenti delle seconde generazioni delle famiglie titolari di impresa. “Più frequente è il ricorso a questi sistemi e maggiore è l’arretratezza e minore la capacità di modernizzazione.” Dichiarazione coraggiosa, questa dell’autrice. In un Paese che vive ormai da un tempo lungo la fuga dei cervelli, della quale anche queste sono le cause, e un blocco drammatico dell’ascensore professionale.
I numeri dicono una cosa diversa, si dice. La curva dell’occupazione volge lo sguardo verso l’alto. Vero. Per l’Istat un occupato è una persona che ha lavorato almeno un’ora alla settimana. Quindi il dato che fa impennare la curva dell’occupazione deve essere analizzato, scorporato, verificato con attenzione.
Del sud Europa, cioè dell’Italia, nelle prime pagine di Imma di Nardo parla un lavoratore caduto in disoccupazione.
Nord e sud: sicurezza e disperazione.
Primo cortometraggio: in una città danese, il lavoratore Lars è informato del suo prossimo licenziamento. Si prepara a comporre la scatola con gli effetti personali e a salutare i colleghi. Con qualcuno di loro avrà modo di proseguire la frequentazione per gli interessi extralavorativi comuni. Già, il tempo libero o tempo di non lavoro. Lars sa che il centro per l’impiego gli proporrà una formazione al rialzo e che avrà diritto a percepire una somma mensile pari al novanta per cento dell’attuale stipendio per due anni. Troverà un altro impiego. Lo sa. E’ normale il turn over, in entrata e in uscita. Sa di avere una rete, quella dello Stato che garantisce continuità e tutele. La descrizione di Imma di Nardo è rassicurante.
Dall’altra parte dell’Europa, a sud, in Italia, Marco ha perso il lavoro involontariamente. In famiglia, il suo era lo stipendio con maggiore continuità perché sua moglie è un’insegnante precaria. Hanno un figlio. E’ disperato. Cerca e trova un lavoro a tempo determinato in somministrazione, tramite agenzia per il lavoro. Accetta il primo che gli capita. Il contratto è breve, ma sembra vogliano stabilizzare dopo un tempo ragionevole. Nel frattempo l’automobile lo ha lasciato a piedi. Due giorni prima della fine del contratto a tempo determinato, il coordinatore gli comunica che il contratto termina alla fine naturale del tempo determinato. Su quello stipendio la famiglia faceva affidamento. E Marco si ritrova nel piazzale dall’asfalto rovente all’esterno dell’azienda in attesa dell’autobus a cadenza rallentata che lo riporterà dentro alla solitudine della ricerca del lavoro.
Verso il lavoro dignitoso.
Prima della reattività del mercato del lavoro, la modalità di selezione e di assunzione. Spesso una vera e propria barriera. Nel 1997, con il pacchetto Treu e l’introduzione del lavoro interinale, e nel 2003 con la legge Biagi e la proposta di nuove forme di flessibilità, quindi con l’attivazione delle nuove funzioni di politica attiva del lavoro da parte dei centri per l’impiego, l’incrocio tra domanda e offerta sembra avere conosciuto una nuova vita. L’intento è stato propositivo. Le agenzie per il lavoro hanno rappresentato uno strumento per l’emersione del lavoro nero e di quello al limite della legalità. Ma non è stato sufficiente. Perché la struttura identitaria profonda della società continua a condizionare la selezione del personale e i tratti della cultura del lavoro italiana.
Il libro è un manuale di supporto per la ricerca attiva del lavoro. Generoso di suggerimenti concreti: dalla modalità di ricerca del lavoro al tracciamento delle attività. Imma di Nardo propone una sequenza ragionata di indicazioni per la ricerca autonoma della ricerca attiva del lavoro. E’ evidente la competenza dell’autrice e la sua costante e tenace presenza nella trincea del lavoro.
I suggerimenti di Imma di Nardo rimangono un riferimento significativo sia per la valorizzazione di se stessi e per la definizione di un metodo. Che richiede: tempo, tenacia, programmazione delle azioni e predisposizione lucida di un piano di azione.
Si raggiunge l’obiettivo del lavoro dignitoso se si definisce la base sicura dalla quale partire: se stessi. L’autrice raccomanda costanza nelle azioni di ricerca – no, stop and go – e la definizione di un tempo dedicato e di obiettivi chiari da raggiungere. Sollecita a non abbandonare il campo se non arrivano risposte ai curricula inviati, ma di rilanciare la richieda dopo un tempo di attesa ragionevole e con il dovuto rispetto per il lavoro dei selezionatori. Una vera e propria scaletta di azioni da seguire con tenacia. Per un disoccupato la ricerca del lavoro è già un lavoro, come dice il titolo del libro. Per una persona economicamente garantita, cioè con un lavoro in corso, la ricerca del lavoro è un secondo lavoro. Che potrebbe cadere nella penombra della stanchezza oppure dello sconforto.
Il nord felice.
Parla di tempo di vita e tempo di lavoro, Imma di Nardo. E tornare a raccontare la vita al nord. In Danimarca l’orario di lavoro è ragionevole. In Italia chi voglia ottenere risultati oppure semplicemente mantenere un lavoro trascorre la propria vita alla scrivania oppure dentro la fabbrica.
Spazio e tempo per se stessi permettono di considerare il lavoro non solo un mezzo per raggiungere l’autonomia economica. Ma anche per la socializzazione. La più grande preoccupazione di Lars, il lavoratore danese licenziato non è economica, ma sociale: teme di perdere contatto con le persone con le quali condivide interessi personali e tempo di vita. Mentre la grande preoccupazione di Marco, il lavoratore interinale al quale l’azienda non rinnova il contratto, è economica: la famiglia non arriva alla fine del mese.
Focus felicità: Imma Di Nardo dedica molta attenzione al tema. Nei Paesi scandinavi il lavoro non è solo lo stipendio ma molto altro.
Anche le gerarchie aziendali sono diverse, fa notare. Maggiore autonomia nello svolgimento delle mansioni e meno rigidità nella catena di comando.
2017-2026
Dall’anno di pubblicazione ad oggi sono trascorsi quasi dieci anni. Il mercato del lavoro si è trasformato in arena sempre più insidiosa, nella quale fenomeni di discriminazioni intersezionali, neo-feudalesimo e sfruttamento si intrecciano pericolosamente. Un contributo di valore, il libro di Imma Di Nardo. Altamente significativa l’attualità dei messaggi.
Imma di Nardo, Cercare lavoro è già un lavoro, GoWare, 2017

_________________________________________________________________
(Link rubrica: La Biblioteca del lavoro e lavoro migrante ” e Gente di Fabbrica https://gazzettadellemilia.it/component/search/?searchword=francesca%20dallatana&searchphrase=all&Itemid=374
https://www.gazzettadellemilia.it/component/search/?searchword=lavoro%20migrante&ordering=newest&searchphrase=exact&limit=30)
Su Amazon il primo Libro di Francesca Dallatana
https://www.amazon.it/dp/B0FP2BDQB2/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=V9234QB7I3IC&dib=eyJ2IjoiMSJ9.dbvyMW9_EhMtdlDa3Be_gyC8rApBBPGA1ByI5TDR-moOVpDcKw85bzJBsEQ1LpTUkcTQlb62KnSrsgFV6rBMW7jMC5PiUj9eGehJOB-xsz0g3uIRjYdnd3uzsTONdvoJewNAjQgJP8cLNQVnXAFsZefmQLWHU21RJQBiPRit-P8G6GcEhW0Ky4Z8gT3Ln5bZPuhbTDavGvHcmde9Qh3OT02Nel4GL0giyFaMSPKj3a4.OEoViGb4nM9J2JGqRsj97d22piyuEiHwvDrVHwsdcEw&dib_tag=se&keywords=neri+di+lavoro&qid=1756385868&s=books&sprefix=neri+di+lavoro%2Cstripbooks%2C69&sr=1-1
_________________________________________________________________
(Link rubrica: La Biblioteca del lavoro e lavoro migrante ” https://gazzettadellemilia.it/component/search/?searchword=francesca%20dallatana&searchphrase=all&Itemid=374
https://www.gazzettadellemilia.it/component/search/?searchword=lavoro%20migrante&ordering=newest&searchphrase=exact&limit=30)
Su Amazon il primo Libro di Francesca Dallatana
https://www.amazon.it/dp/B0FP2BDQB2/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=V9234QB7I3IC&dib=eyJ2IjoiMSJ9.dbvyMW9_EhMtdlDa3Be_gyC8rApBBPGA1ByI5TDR-moOVpDcKw85bzJBsEQ1LpTUkcTQlb62KnSrsgFV6rBMW7jMC5PiUj9eGehJOB-xsz0g3uIRjYdnd3uzsTONdvoJewNAjQgJP8cLNQVnXAFsZefmQLWHU21RJQBiPRit-P8G6GcEhW0Ky4Z8gT3Ln5bZPuhbTDavGvHcmde9Qh3OT02Nel4GL0giyFaMSPKj3a4.OEoViGb4nM9J2JGqRsj97d22piyuEiHwvDrVHwsdcEw&dib_tag=se&keywords=neri+di+lavoro&qid=1756385868&s=books&sprefix=neri+di+lavoro%2Cstripbooks%2C69&sr=1-1











































































