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Udine rende omaggio al Prof. Danilo Castellano In evidenza

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Una giornata di studi di altissimo profilo nel segno del giusnaturalismo classico

Udine 10 aprile 2026 - Si è tenuto oggi, nella prestigiosa Sala della Biblioteca del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Udine, il convegno di studi dedicato al prof. Danilo Castellano, professore emerito di Filosofia del diritto e di Filosofia della politica presso l’Università degli Studi di Udine, universalmente riconosciuto come uno dei più grandi filosofi del diritto contemporanei e come autentico maestro del pensiero giusnaturalistico classico.

L’iniziativa, dal titolo “La formazione del giurista fra filosofia del diritto e problemi della prassi. L’intelligenza dello ius nel magistero di Danilo Castellano”, si è svolta con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Udine, dell’Istituto Universitario SSML San Domenico di Roma e del Polo territoriale Unidolomiti di Belluno, configurandosi come un momento di alta riflessione scientifica e di profonda gratitudine intellettuale verso uno studioso che ha inciso in maniera decisiva nel dibattito filosofico-giuridico italiano ed europeo.

A introdurre e presiedere i lavori è stato il prof. avv. Rudi Di Marco, dell’Ateneo San Domenico di Roma e direttore del Dipartimento di Filosofia del diritto del Polo territoriale Unidolomiti di Belluno, che ha fortemente voluto questo incontro. Allievo del professor Castellano, Di Marco ha offerto una relazione di notevole intensità, nella quale ha saputo richiamare la sintesi del magistero del Maestro, mostrandone la compattezza speculativa, il rigore metodologico e la forza teoretica con cui esso continua a fronteggiare, senza cedimenti, le obiezioni della modernità e della contemporaneità. Ne è emersa l’immagine di una lezione viva, capace ancora oggi di orientare il pensiero giuridico verso i fondamenti, sottraendolo alle derive relativistiche e funzionalistiche.

Il convegno si è aperto con i saluti istituzionali dell’avv. Raffaella Sartori, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Udine, e della prof.ssa Silvia Bolognini, Direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università degli Studi di Udine, a testimonianza del rilievo accademico e pubblico dell’iniziativa.

Di altissimo profilo le relazioni che si sono succedute nel corso della mattinata. Il prof. Miguel Ayuso Torres, tra i maggiori costituzionalisti spagnoli e fra gli studiosi europei più autorevoli del diritto pubblico e della filosofia politica, ha dedicato il proprio intervento al tema “Razionalità, ordine e verità del diritto e della politica nell’Opera di Danilo Castellano”, offrendo una lettura penetrante della sua produzione scientifica e mettendo in luce come la riflessione castellaniana costituisca oggi una delle difese più solide del primato della verità, dell’ordine naturale e del realismo giuridico e politico.

Il prof. avv. Fabio Balducci Romano ha quindi affrontato il tema “Valori e princìpi dell’Unione europea nella formazione del giurista italiano”, proponendo una riflessione attenta su una questione centrale per la formazione giuridica contemporanea.

Anche la relazione del prof. Daniele Trabucco, dedicata al tema “Le tecniche di c.d. bilanciamento di fronte all’equilibrio della giustizia”, ha offerto un contributo significativo, richiamando l’attenzione sulla necessità di non ridurre la giustizia a mera ponderazione fra interessi contrapposti e di ricondurre il discorso giuridico entro un orizzonte oggettivo di verità e di ordine.

Ma il centro ideale dell’intera giornata è stato, naturalmente, Danilo Castellano. La sua figura è emersa non soltanto come quella di uno studioso di eccezionale levatura, ma come quella di un autentico maestro, capace di coniugare profondità speculativa, rigore dottrinale e straordinaria fecondità formativa. Nel suo insegnamento il diritto non è mai apparso come semplice tecnica normativa né come procedura svuotata di contenuto, bensì come ricerca del giusto, cioè come disciplina intimamente ordinata alla verità dell’uomo, della comunità politica e delle cose. Proprio in questo consiste la grandezza della sua opera: nell’avere custodito, contro le mode culturali e contro le semplificazioni ideologiche del tempo presente, la centralità dello ius come realtà intelligibile, fondata su un ordine che precede l’arbitrio della volontà e resiste alla dissoluzione soggettivistica del giuridico.

Il magistero di Castellano ha segnato generazioni di studiosi proprio perché non si è limitato a ripetere formule o a rivendicare astrattamente princìpi, ma ha educato a pensare. Ha insegnato che il diritto vive soltanto laddove resta legato alla giustizia, che la politica si corrompe quando si separa dal bene comune, che la libertà perde il suo significato quando si emancipa dalla verità. In un’epoca dominata dal positivismo giuridico nelle sue molteplici metamorfosi, dal neo-volontarismo dei diritti sganciati da ogni fondamento e dal proceduralismo elevato a criterio ultimo della legittimazione, l’opera di Castellano continua a imporsi come una delle più rigorose e coraggiose testimonianze della permanenza del realismo classico nella filosofia del diritto e della politica.

A concludere i lavori è stato lo stesso professor Danilo Castellano, con un intervento dal titolo “Conclusione dei lavori: bilanci e prospettive”, seguito con viva attenzione dai presenti. La sua parola ha conferito all’incontro il sigillo proprio dei grandi maestri: quello di chi non appartiene soltanto a una stagione della cultura, ma continua a parlare al presente e a indicare vie di futuro.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato il volume di studi in onore del professor Castellano, curato dal professor Miguel Ayuso Torres, ulteriore testimonianza dell’ampiezza del riconoscimento scientifico raccolto dal Maestro ben oltre i confini nazionali. La presentazione dell’opera ha rappresentato uno dei momenti più significativi della giornata, quale segno tangibile della stima e della gratitudine maturate attorno a una figura che ha lasciato un’impronta indelebile nel pensiero giuridico contemporaneo.

L’Ordine degli Avvocati di Udine, nel riconoscere ai partecipanti tre crediti formativi, ha voluto attestare anche sul piano professionale il valore di un appuntamento che ha mostrato con chiarezza quanto la formazione del giurista non possa esaurirsi nella dimensione tecnica, ma debba restare saldamente ancorata alla filosofia del diritto, alla riflessione sui fondamenti e all’intelligenza autentica dello ius.

Quella svoltasi oggi a Udine è stata, dunque, molto più di una semplice occasione convegnistica: è stata una solenne celebrazione del magistero di Danilo Castellano, della sua eredità scientifica e della sua straordinaria capacità di formare coscienze, studiosi e giuristi. In un tempo segnato dall’indebolimento della ragione giuridica e dalla crisi dei fondamenti, la sua lezione continua ad apparire come una delle più alte e ferme testimonianze della possibilità di pensare il diritto a partire dalla verità, dall’ordine e dalla giustizia.

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