Ma non osannato nel modo che avrebbe meritato per una serie di questioni che vado a dirvi conscio che poco Vi interessa.
Non voglio ripercorrere la storia accademica del compianto professore perché non sono in grado di farlo avendo svolto studi umanistici a motivo del quale la fisica sta a me come Salvini all’Islam, ma dell’uomo che emanava fede in una non omologazione che è stata anche il suo limite insuperabile non quindi dominato dallo scientismo che altro non è che il particolare atteggiamento intellettuale di chi ritiene unico sapere valido quello delle scienze fisiche e sperimentali, e svaluta quindi ogni altra forma di sapere che non accetti i metodi propri di queste scienze (fonte Treccani on line).
Questo perché credeva che tutto si riconducesse a Dio e non alla sola scienza.
In pratica l’opposto di Margherita Hack, donna e fisica straordinaria ma atea e quindi scientista sino al midollo ma non per questo non dotata di una umanità e sensibilità disarmante pur credendo solo nelle stelle amandole una ad una.
Nella mia considerazione tutta personale ritengo però che – a volte- gli atei hanno una spiritualità di fondo non indifferente perché alla ricerca di risposte che tardano ad arrivare se non con la morte, nella verifica di sapere se hanno avuto ragione ad essere atei oppure no.
G.K.Chesterton (1874-1936) sul punto ebbe ad affermare, in uno dei sui celebri aforismi, che il momento peggiore per un ateo è quando prova un sentimento di gratitudine e non ha nessuno da ringraziare.
Io la chiamo solitudine cosmica.
Zichichi invece, da buon credente, sapeva al meglio chi dovesse ringraziare.
Spesso infatti riaffermava, nelle interviste e nei propri interventi, la centralità di Dio nella vicenda umana e dimostrando, con i fatti concludenti, di sentirsi infinitamente piccolo al cospetto dell’Altissimo e venendo quindi ad essere deriso dai materialisti per eccellenza che sono coloro che si rifanno (malamente) alle teorie marxiste.
Il grande editore Einaudi, quando fondò la prestigiosa casa editrice nel 1933 come libera ed antifascista in quel di Torino, capì al meglio che per controllare le masse si doveva avere il potere sulla comunicazione, anticipando di fatto, il programma di Goebbels per un verso e di Giovanni Gentile per un altro ma inconsapevolmente perché – appunto- feroce antifascista e quindi potete immaginare.
Ma convogliò gran parte della cultura a sinistra (e con lui Feltrinelli) in un monopolio di pensiero che ancor oggi fa tendenza al punto che autori non schierati dalla parte del giusto, ripiegano su qualche editore kamikaze per veder pubblicato un loro scritto.
Di fatto la cultura è diventata appannaggio della sinistra dall’immediato dopo guerra a motivo del quale ogni voce dissonante è stata silenziata o ostracizzata se non omologata al pensiero dominante.
Ne consegue che hanno avuto più visibilità altri tipi di personaggi politicamente corretti perché dalla parte del giusto ma con il laconico risultato che altri come Zichichi siano rimasti ai margini non del sapere ma del sistema culturale perché’ Credente in Cristo.
In pratica un marziano reazionario.
E qui nasce li bello.
L’aver- di converso- criticato persone come Greta Thunberg e i suoi “gretini”, l’aver dato una diversa interpretazione del riscaldamento globale unitamente al Prof. Rubbia (premio Nobel non dimentichiamolo) e riaffermato prepotentemente la propria fede per ribadire la centralità di Cristo anche rispetto alla scienza, ne ha fatto una voce stonata nel sistema imperante della omologazione attuale con il risultato che è rimasto un profeta inascoltato mentre un altro fisico come Rovelli discetta anche sui lavori all’uncinetto in TV.
E questo accade perché, allo stato attuale, la deriva dell’occidente trova il suo humus sulla deleteria dicotomia tra materialismo e consumismo con il risultato che non viene più dato valore al concetto di spirito e del sacro che invece Zichichi aveva ben in mente con feroce devozione siciliana.
Ho sempre pensato che il Sacro è la realtà spirituale inesprimibile che trova linfa nella riflessione e nella preghiera come fatto intimo, ma se poi si ha l’ardire di parlarne ed esternare tale concetto, da una parte viene violata l’intimità sacrale ma contemporaneamente si costringe chi ascolta a porsi domande sul perché e sul per come.
Ma le persone, al di là dell’essere atei oppure meno, hanno sempre trovato la scorciatoia di riagganciarsi al materialismo imperante e rendendo vano il detto di Kant “il cielo stellato sopra di me. La legge morale dentro di me”.
Concetto fatto Suo da Zichichi che dimorerà tra le stelle ma nell’abbraccio del Padre tanto amato.

(immagine tratta dal profilo Facebook del professor Antonino Zichichi - Riposi in Pace!)
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(*) Autore:
Filippo Teglia - Foligno -
Avvocato cassazionista penalista, pubblicista, giurista e docente universitario a contratto.











































































