“È bene fare chiarezza: il dimensionamento è un target del Pnrr, concordato dal precedente Governo con la Commissione europea e inserito tra gli obiettivi vincolanti da raggiungere. Risponde a una logica oggettiva di adeguamento della rete scolastica all’andamento demografico e non comporta la chiusura dei plessi, né riduzioni dei servizi agli studenti. Non si licenzia nessuno e non si costringono gli studenti a spostamenti forzati, come ha certificato in modo inequivocabile la Corte Costituzionale con la sentenza n. 223 del 2023”, sottolinea FdI.
“Il dimensionamento – aggiungono – riduce le reggenze e rende il sistema più efficiente: laddove prima un dirigente era titolare di una scuola e reggente di un’altra, oggi si realizza un’unica titolarità, eliminando duplicazioni amministrative, sindacali e procedurali. Le scuole restano operative in tutti i loro plessi, ma con una sola unità giuridica, a beneficio dell’efficienza del servizio”.
I consiglieri di Fratelli d’Italia ricordano inoltre che “rispetto ai parametri ereditati dal precedente Governo, molto più rigidi, il numero degli accorpamenti è stato ridotto: con le vecchie soglie si sarebbero dovute dimensionare ulteriori istituzioni scolastiche. Non solo: è stata rafforzata l’autonomia regionale, lasciando alle Regioni la scelta di quali autonomie accorpare, consentendo così di salvaguardare aree fragili, montane o con minori servizi”.
“Il Governo – proseguono – ha sempre operato in uno spirito di leale collaborazione, come richiesto dalla stessa Corte Costituzionale. Ci sono stati confronti continui in Conferenza Stato-Regioni, due anni di deroghe, la riduzione degli accorpamenti inizialmente previsti, il recupero di 80 autonomie scolastiche, incentivi per le Regioni virtuose e misure allo studio per garantire anche per il 2026/27 la conferma dell’organico Ata a chi ha rispettato le regole”.
“In questo quadro – evidenziano – non è possibile concedere ulteriori deroghe, perché sarebbe ingiusto verso le Regioni che hanno adempiuto nei tempi di legge. Basti pensare che il Lazio ha effettuato 43 accorpamenti, il Veneto 36, la Lombardia 26”.
“La Campania, inizialmente inadempiente, ha annunciato che provvederà al dimensionamento, dando prova di responsabilità istituzionale. Al contrario, Toscana, Umbria, Sardegna ed Emilia-Romagna hanno scelto di non adempiere, costringendo il Governo ad agire in via sostitutiva per garantire iscrizioni, organici, mobilità, dirigenze e il regolare avvio dell’anno scolastico. La vera responsabilità politica e amministrativa è tutta di chi ha preferito la propaganda al rispetto delle regole”, concludono i consiglieri di FdI.











































































