Fino al 12 aprile 2026, Palazzo Pigorini a Parma ospita una personale dedicata a Steve McCurry, uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea, spesso definito il "Premio Nobel" della fotografia. La mostra, curata da Biba Giacchetti e organizzata da Artika con il patrocinio del Comune di Parma, si sviluppa negli spazi del primo e secondo piano dello storico palazzo di via della Repubblica, offrendo un'immersione nell'universo visivo di questo instancabile viaggiatore.
L'americano Steve McCurry, classe 1950, ha fatto del movimento una filosofia di vita, affermando in più di un'occasione: «Il solo fatto di viaggiare e conoscere culture diverse mi dà gioia e una carica inesauribile». Nel corso della sua carriera, ha attraversato generi diversi – dalla street photography alla fotografia di guerra, dalla fotografia urbana al ritratto – firmando immagini diventate iconiche, come la celebre "Ragazza afghana". Quest'ultima è stata definita come "la fotografia più riconosciuta" nella storia della rivista National Geographic e il suo volto è diventato un simbolo universale.

L'allestimento non segue un ordine cronologico o geografico, ma accosta le fotografie per affinità di soggetti, emozioni e atmosfere, creando legami invisibili tra persone e luoghi lontani. Fra le opere esposte, si possono ammirare i suoi scatti più celebri, realizzati in oltre quarant’anni di carriera: immagini intense dal Sud-Est asiatico, dalla Cina, dal Sud America e da molte altre parti del mondo.
L'identità della "Ragazza afghana" è rimasta sconosciuta per oltre diciassette anni finché McCurry ed un team del National Geographic ritrovarono la donna, Sharbat Gula, nel 2002. Quando finalmente McCurry la ritrovò, disse pubblicamente: "La sua pelle è segnata, ora ci sono le rughe, ma lei è esattamente così straordinaria come lo era tanti anni fa". Nel novembre 2021 l’Italia ha messo in salvo Sharbat Gula nell’ambito del programma di evacuazione e accoglienza dei cittadini afghani. Nelle immagini di McCurry molti riconoscono un modo unico di guardare il mondo e, in qualche modo, se stessi.

In India McCurry ha imparato a guardare ed aspettare la vita: «Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te», racconta il fotografo in una delle sue tante interviste rilasciate alla stampa.
Per accompagnare i visitatori in questo viaggio emozionante, l’audioguida in italiano, inclusa nel biglietto, è scaricabile tramite QR code all’ingresso della mostra, arricchendo l'esperienza con aneddoti e racconti legati ai celebri scatti. La mostra di Steve McCurry a Palazzo Pigorini è un modo per immergersi nella potenza evocativa della fotografia e per riflettere sulla bellezza e sulla complessità del nostro mondo.












































































