Abbiamo incontrato Daniela Barboni, una delle fondatrici del Festival e perfetta padrona di casa della kermesse.
Daniela, raccontaci com’è nato Giallo in Abbazia
“Il Festival è nato quando si è insediato il nostro Comitato, circa tre anni fa, con persone appassionate di questo genere come me. Uno di loro ad un certo punto mi ha detto in un orecchio “E se facessimo un festival del giallo?”. La cosa mi incuriosiva, anche se eravamo consci che non sapevamo minimamente da dove partire. Cosi abbiamo provato, un po’ come si fa nella serie televisive, iniziando da una puntata zero per capire se la cosa avrebbe funzionato”
E come è andata?
“Sala Soffiantini sempre piena! (la sala dove si svolgono le presentazioni all’interno dell’Abbazia, ndr) con 10 autori,! Neanche due settimane dopo autori e pubblico ci chiedevano quando ci sarebbe stata l’edizione successiva, quindi direi un grandissimo successo. Abbiamo quindi pensato di rifarlo dando però agli autori lo spazio che meritano, passando da uno a tre giorni, partendo dal venerdì sera fino alla domenica, format replicato anche quest’anno.”
Allora raccontaci le novità di questa edizione.
“Siccome nel 2024 si è creato un bellissimo clima con gli scrittori, questo non solo ci ha spronati a proseguire, abbiamo anche pensato di chiedere loro di regalarci un racconto, qualunque volessero, uno vecchio, uno inedito oppure uno già pubblicato. E da questa idea è nato un progetto editoriale che abbiamo presentato venerdì, “Regalami un racconto” una raccolta di 12 storie una più bella dell’altra, ognuna diversa come sono gli scrittori che hanno partecipato. L’intero ricavato dalla vendita di questo volume andrà alla Fondazione “Città della Speranza” che da oltre 30 anni cura i bambini malati oncologici e alle loro famiglie. Un bel modo di seminare risorse per il futuro.”
Durante la presentazione è stato proiettato un video emozionale che descrive le attività della fondazione.
Sei contenta di come sta andando?
“I conti si fanno alla fine ma se Giallo in Abbazia fosse un figlio, sarei una mamma molto orgogliosa: sala sempre piena in tutte le edizioni, un grande richiamo sul territorio e non solo nel Comune di Badia Polesine e un fortissimo coinvolgimento social degli scrittori partecipanti. Questi ultimi quest’anno erano oltre venti, alternati nelle tre giornate, tra cui molte donne. Tengo a precisarlo perché questa una bellissima novità, visto che il crime al femminile rappresenta secondo me un genere decisamente interessante.”
Perché consigli di leggere il giallo?
“Sono una lettrice anomala, nel senso che sono una gran paurosa che legge i libri di Barbara Baraldi con timore o che, dopo aver visto “L’esorcista” controlla sempre gli armadi e o le tende (ride). I crime oggi non sono cosi truculenti e vedo sempre piu persone appassionarsi ad un genere che in realtà non è unico ma ramificato in tanti generi e ogni lettore sceglie quello che piu trova affine. Io amo le storie di vita, dove l’autore oltre a raccontare la trama e la soluzione, racconta tutto quel contorno che potrebbe capitare anche a me o a te. Autori come Paola Varalli e Riccardo Landini ti danno l’idea di accompagnare i protagonisti nelle loro storie o Marco De Franchi ti fa sentire parte delle sue indagini.”
Sei una divoratrice di libri, ce la fai a leggerli tutti?
“Mio marito un giorno mi ha detto: “promettimi che in questa casa non entrerà più nessun altro libro finché non avrai finito quelli che hai in casa”. Ho mantenuto la promessa: quelli nuovi li nascondo in ufficio!”












































































