La stanza da bagno, mentre un tempo era un oggetto di scarsa attenzione fra gli ambienti della casa, adesso sta assumendo sempre di più un ruolo molto importante. Infatti il bagno non è considerato soltanto uno spazio funzionale e strumentale, ma viene visto sempre di più come un luogo della casa dedicato al benessere psicofisico. Ecco perché c’è sempre più attenzione all’arredamento di questo ambiente dell’abitazione. Non a caso oggi l’arredamento del bagno si sta in parte rivoluzionando e questa stanza diventa anche adatta ad accogliere le ultime tecnologie. Ci sono molte innovazioni che concorrono alla costituzione di un vero e proprio bagno hi-tech. Scopriamone alcune molto interessanti.

Le tecnologie che riguardano il wc
Sul sito di www.ceramicstore.eu puoi trovare, tra gli altri prodotti, anche i sanitari capaci di impreziosire il tuo bagno. Infatti nell’epoca attuale anche i sanitari e più precisamente il wc diventano particolarmente degni di attenzione nel segno dell’innovazione digitale.
Per esempio sono stati messi a punto dei prodotti tecnologici che hanno come principale obiettivo la possibilità di utilizzare gli ultimi ritrovati dell’hi-tech, per ridurre gli sprechi di acqua. È stato calcolato che questi wc tecnologici, per ridurre gli sprechi idrici, consentono di mettere a punto una pulizia perfetta soltanto utilizzando metà dell’acqua rispetto alla quantità necessaria utilizzando il sistema tradizionale.


L’hi-tech applicato allo specchio
Le ultime tecnologie applicate al bagno non solo obbediscono ad una certa utilità, ma badano anche all’estetica. Per esempio possiamo citare a questo proposito un altro apparecchio molto interessante, sempre ritrovato delle ultime tecnologie.
Si tratta di uno specchio dotato di un sensore capace di simulare la luce naturale del sole. In questo modo, oltre ad ottenere un effetto molto particolare all’interno della stanza, si elimina quel cattivo gusto della luce artificiale che a volte trasforma il proprio aspetto fisico.
Lo specchio con la luce naturale del sole aiuta a vedersi esattamente come si è. Automaticamente, quando ci si avvicina a questo specchio molto particolare, esso si accende e per il suo funzionamento non ha bisogno nemmeno di corrente, perché è dotato di una batteria a lunga durata.


La doccia senza fili
A chi non piace ascoltare la musica mentre ci si dedica ad una doccia rilassante? Ecco perché è stata inventata la cosiddetta doccia senza fili. Si tratta di un ritrovato tecnologico molto interessante. Il tutto sfrutta un sistema audio senza fili che viene collocato all’interno del tubo della doccia, in modo che in corrispondenza del getto d’acqua venga diffusa anche la musica.


Le vasche del futuro
Abbiamo già specificato che il bagno viene visto sempre di più come una stanza molto importante, destinata a ritemprare non soltanto il corpo, ma anche lo spirito. Il bagno diventa un ambiente in cui ci si può dedicare alla ricerca del benessere psicofisico.
Proprio per questo sono state inventate, in ottica futuristica, anche delle vasche molto interessanti. Non si tratta delle ormai considerabili “classiche” vasche idromassaggio, ma anche le vasche-sauna e quelle che propongono la cromoterapia e la musica.
Tutto questo per raggiungere lo scopo di alleviare i sintomi più fastidiosi dello stress e per ottenere dei massaggi con l’uso dei colori per quelle regioni del corpo che appaiono piene di tensioni e di dolori.
Le vasche in particolare stanno costituendo il vero salto di qualità di un ambiente della casa che si propone di andare incontro a molte esigenze. Non a caso sono state ideate vasche di qualsiasi dimensione e anche quelle fatte su misura per integrarsi al meglio anche in spazi ridotti. Lo stesso discorso vale per il box doccia, che attraverso l’uso di particolari tecnologie può essere utilizzato per alleviare lo stress e i dolori muscolari.

In passato, si sceglieva di vivere in grandi appartamenti, pensati per metter su famiglia e suddivisi in modo che ogni stanza svolgesse una funzione specifica: la cucina per mangiare, il salone per accogliere gli ospiti, le camere da letto per dormire e così via. Soprattutto dopo il matrimonio, la scelta ricadeva sempre su ampi spazi che consentissero a più persone di vivere serenamente all’interno dello stesso appartamento, in modo che ognuna di queste potesse avere il proprio spazio.

Oggi non è più così. Già da qualche anno a questa parte, gli appartamenti piccoli e confortevoli vengono preferiti a quelli grandi e dispersivi. Certo, anche la mentalità e lo stile di vita sono cambiati: ci si sposa più tardi, i figli si hanno ad un’età più avanzata, sono sempre più numerosi i single che decidono di andare a vivere da soli o le coppie che optano per la convivenza piuttosto che per il matrimonio. Di fronte a tutto questo, appare evidente come un appartamento non venga scelto perchè dovrà, un giorno, forse, ospitare una famiglia numerosa ma, piuttosto, perchè economico, funzionale e adatto al qui ed ora.

L’idea che più un ambiente sia piccolo e peggiore diventi l’arredamento è assolutamente sbagliata. Al contrario, i designer si sono messi all’opera per studiare soluzioni d’arredamento mini che calzino a pennello ad appartamenti altrettanto mini, in grado di coniugare efficienza e bellezza estetica.

L’unico accorgimento sta nello sfruttare bene gli spazi: essendo pochi e, generalmente, piccoli è necessario optare per delle soluzioni che non lascino niente al caso e rendano funzionale anche l’angolo più remoto.

Ecco alcuni consigli per arredare al meglio un mini appartamento:

Soggiorno multifunzionale

Unire il soggiorno e la sala da pranzo creando un open space è l’opzione migliore per ottenere maggior spazio, oltre che per rendere l’ambiente molto accogliente. L’arredamento deve essere sobrio, magari tendente al grigio o al legno e lasciando i colori per gli accessori quali lampade, cuscini, orologi, specchi. Quest’ultimi, nonostante si tratti di ambienti piccoli, non devono assolutamente mancare, perchè sono loro a personalizzare ogni singola stanza. I colori freddi, tra l’altro, creano l’illusione di spazi più grandi, quindi sono una scelta azzeccata.

L’inserimento di pareti attrezzate, che sfruttano lo spazio in altezza, è la scelta ottimale: la tv, i vari dispositivi tecnologici, i libri, i soprammobili troveranno la loro collocazione senza invadere ulteriore spazio e rimanendo perfettamente ordinati.

Bancone grande e funzionale

Gli appartamenti piccoli, spesso, non comprendono lo spazio necessario per un vero tavolo, mandando in confusione soprattutto gli amanti del cibo. Ma niente paura: la soluzione sta nell’inserimento di un bancone stretto e ben illuminato. Tipicamente americano, sta sbancando in Italia ormai da parecchi anni, dato che si abbina perfettamente all’idea di minimal e moderno.

Bagno super moderno

I bagni moderni sono molto affascinanti, perchè possiedono una gran quantità di complementi innovativi e tecnologici. Questo perchè viene sfruttato lo spazio in altezza e quello disponibile sulle pareti, quindi è possibile sbizzarrirsi con specchi, dispenser di sapone e asciugamani elettrici (come quelli disponibili su www.igienealtuoservizio.it ), oltre che con armadietti multifunzione posizionati sotto il lavabo o dietro la porta e ceste portaoggetti.

Optare per colori chiari, come il bianco delle pareti o il beige dei mobili, fa apparire più grande lo spazio, evitando una fastidiosa sensazione claustrofobica non appena dentro.

Decorazioni per pareti

Le decorazioni applicate sulle pareti sono un ulteriore escamotage per far apparire più grande lo spazio a disposizione e riescono ad arredare gli ambienti senza creare ulteriore impaccio tridimensionale.

Ultimamente, vanno molto di moda i wall stickers (gli adesivi da parete) con frasi motivazionali, regole della casa o semplici immagini stilizzate che personalizzano al massimo le stanze ed esprimono la personalità di chi vi abita.

Letto - contenitore

Anche in una camera da letto molto piccola è possibile ricavare spazio per indumenti, asciugamani, scarpe e oggetti personali: basta optare per un letto super moderno, comprensivo di vano contenitore al di sotto. In commercio ce ne sono diversi che possono contenere anche piumoni, coperte e lenzuola in modo che il cambio di stagione non sia più un problema.

Specchi ovunque

Come già detto, gli specchi creano l’illusione di trovarsi in uno spazio molto più grande di quello che è realmente. Per questo, appenderne diversi in giro per la casa è un’ottima soluzione per ingrandire (almeno visivamente) l’ambiente.

Possono essere alternati con dei cubi - contenitori dalla superficie a specchio: oltre ad ingrandire gli spazi, ne regalerà dell’altro fisico e reale per riporre oggetti di uso quotidiano, dalle stoviglie alle asciugamani.

Carta da parati
Se il total white delle pareti appare monotono, si può optare per della carta da parati. Quella dai colori freddi o dai disegni geometrici è sicuramente la più indicata, perchè amplia lo spazio.

Un soppalco per la camera da letto
Un’idea abbastanza valida, ma che non sempre piace a tutti, è quella di costruire un soppalco da dedicare alla camera da letto. Si tratta di una soluzione altamente utile a livello di spazio, perchè risolve il problema di un eventuale letto matrimoniale. A molti, però, non entusiasma l’inserimento delle scale, o il fatto che gli odori tendano a salire verso l’alto creando una vera e propria cappa.

In ogni caso, esistono idee molto carine in merito che, almeno in linea generale, meritano di essere prese in considerazione, magari optando per un arredamento minimal che non crei un’aria di soffocamento: un divano letto, per esempio, oppure l’inserimento di tende che nascondano la zona notte da tutto il resto. Dipende molto dal gusto personale!

Design minimal
In un ambiente ristretto è assolutamente necessario che il design sia minimal. Quindi è assolutamente sconsigliato riempire la casa di oggetti che occupano spazio inutilmente. Meglio lasciare le superfici libere e utilizzare mobili poco ingombranti e che racchiudano più funzionalità.

Molto appropriati risultano gli oggetti vintage, reperiti in mercatini delle pulci o su Internet, che rendono degli appartamenti così piccoli dei veri e propri gioiellini.

Armadi come separatori
Se si deve ammobiliare un monolocale, un’idea potrebbe essere quella di utilizzare gli armadi per separare gli ambienti. L’aspetto più fastidioso, infatti, sta nel dover dormire e mangiare nello stesso spazio vitale e, a lungo andare, questo tende a stufare. Posizionare un bell’armadio in mezzo potrebbe essere una soluzione: già visivamente, si verranno a creare due ambienti distinti e separati, facendo apparire anche tutto più in ordine.

Porte scorrevoli
Sostituire le porte classiche con quelle scorrevoli fa risparmiare uno spazio notevole e permette di sfruttare tutto quello che si ha a disposizione. In questo modo non ci si dovrà più preoccupare di cosa si possa urtare aprendo/chiudendo una porta e non esisteranno più angoli da dover lasciare liberi e assolutamente inutilizzabili.

Luci a profusione
In un ambiente piccolo, le luci sono fondamentali, soprattutto se non si hanno molte aperture verso l’esterno e la luce naturale fatica ad entrare. Il design moderno prevede l’inserimento di faretti o lampade minimal da posizionare in punti strategici, come sopra il tavolo o accanto a divani e poltrone, con la possibilità di regolare l’intensità della luce in base alle esigenze.

 

Termini e diciture in architettura: le scale a sbalzo, per il lettore medio

Fra le dizioni specifiche in architettura e design da interni/esterni, quando si tratta di trattare i metodi per passare da un livello ad un altro di un fabbricato, possiamo imbatterci in quelle di “scala a sbalzo” e “scala autoportante”. Spesso, in queste discipline eteroclite quanto affascinanti e ricche, ci si trova di fronte a termini e diciture che non sono di immediata comprensione, né posseggono necessariamente il sufficiente potere in termini di connotazione e denotazione. Ed è facile che una dizione si sovrapponga poi, nell’uso quotidiano, ad un’altra, che tuttavia vorrebbe dire qualcosa di diverso e appartenente a ad altro piano logico.

Le scale a sbalzo, ad esempio, possono differire grandemente, in base al tipo di sistema che le costituisce. Si tratta di una categoria generale, che all’interno comporta quantomeno una bipartizione. Esse sono anche denominate “scale sospese”, il che accresce ulteriormente l’alone di mistero e di fascino alla base del loro successo.

Lo sbalzo e l’idea di “sospensione”

L’immagine di una scala sospesa, di per sé, esprime una certa onnipotenza, che ben si confà ad un rampante architetto, o committente: si tratta di qualcuno che “può osare” e “sfidare lo spazio” in modo impertinente.

Di fatto, cosa sorregga una scala a sbalzo, non è per niente esoterico né poi troppo stravagante. Si tratta di semplice ingegneria accorta all’estetica, in cerca di spettacolo, attenta all’armonia dell’insieme e ad un’armonia spazio-temporale contemporanea.

Il rapporto col pre-esistente

Estremamente accattivante, la scala a sbalzo necessita, per la sua realizzazione ed installazione, di determinati accorgimenti in fase di progettazione e costruzione del fabbricato.

Naturalmente, ci si accontenterà di adattarla al preesistente, se si sta effettuando una ristrutturazione di interni. Mentre si potrà optare per un sistema più “globale”, qualora si progetti uno stabile da zero.

Nel primo caso, generalmente, si adopererà la stessa ringhiera, come struttura della scala.

Sarà questa a fare da elemento portante, insieme al fatto – ovviamente – che ogni gradino sarà obbligatoriamente collegato al precedente ed al successivo. La ringhiera ed i gradini, insomma, formeranno un tutt’uno (grazie a viti che attraversano la ringhiera, unendola ad ogni gradino o tramite un cilindro in acciaio, distanziale). Insieme, ringhiera e gradini andranno a fissarsi al muro tramite perni in acciaio e resina, dall’esiguo diametro di una decina di millimetri.

Immaginiamo ora, in particolare, questa scala con una ringhiera piena tutta in vetro … sembra già di averla in casa ed ammirarla dal basso!

Nel secondo, invece, tutto peserà sul muro.

L’aggettivo “autoportante”

Le scale a sbalzo, possono anche essere più propriamente “autoportanti”.

Pensiamo ad un cantiere: siamo ancora in fase di predisposizione delle tramezze! È ovvio che qui possiamo ancora sbizzarrirci, a livello di muri portanti e, soprattutto, muri in cemento armato. Eh già, il buon vecchio cemento armato …

Diciamo subito, infatti, nonostante si tenda attualmente a metterlo un po’ all’angolo, che quest’ultimo rappresenta la condizione più semplice perché si possa con serenità installare una scala i cui gradini abbiano strutture in metallo da fissare direttamente al muro. Si potrà, in effetti, così, ricorrere ad un’anima in acciaio con diversi perni da regolare per precisare il posizionamento del gradino. La scala a sbalzo su cemento armato, insomma, risulta essere al contempo la cosa più complessa, ma anche quella più efficace e, paradossalmente, quella dalla realizzabilità più immediata. Sarebbe la più ovvia, dal punto di vista della sicurezza, della tenuta, del carico verticale, …

Ma se una casa, sebbene in cemento armato, è ormai terminata e si riflette solo tardivamente ad una bella scala a sbalzo autoportante … allora diciamo, comunque, che non tutto è perduto. Lo stesso vale per chi sia proprietario di una bella casetta di mattoni. Ad esempio, si potrà sempre far ricorso all’inserimento di una struttura in acciaio abbastanza spessa, tra il muro (fosse anche di mattoni) ed una copertura di cartongesso o boiserie. E solo a questa nuova anima di ferro verrà in seguito agganciata davvero l’anima di ogni gradino, senza problemi di carico al di sopra dei 130 Kg.

L’ultimo dettaglio, che un discorso generale su scale a sbalzo e scale autoportanti non può omettere, è questo: è interessante tener presente che se i gradini sono agganciati uno ad uno alla parete, sarà semplice effettuare sostituzioni o riparazioni. Nel caso di gradini collegati tra loro, invece, la manutenzione si rivela davvero laboriosa, dispendiosa … e, soprattutto, poco conservativa.

Il focus di questa seconda parte dell'evento con 250 partecipanti, professionisti, esperti del settore e studenti che hanno preso parte alle due giornate dedicate al design ceramico

Si è conclusa con successo l'edizione primaverile del progetto pilota "Terra Ceramica" e tenutasi lo scorso 15 e 16 marzo nei Comuni del Distretto ceramico, evento che fa parte del progetto più ampio Ceramicland, strategia iniziata nel 2014, con l'intento di rappresentare il un Distretto Ceramico (Casalgrande, Castellarano, Fiorano, Formigine, Maranello, Sassuolo) dinamico ed innovativo che fa del design il proprio tratto distintivo.

Questo secondo evento è stato organizzato dal Comune di Sassuolo in collaborazione con Confindustria Ceramica. Duecentocinquanta i partecipanti, tra architetti, studenti del Dipartimento di Architettura dell'Università di Bologna e degli Istituti Secondari Superiori, suddivisi tra i seminari e workshop, veri e propri laboratori di idee in collaborazione con importanti studi di architettura e designers, nelle sedi di alcune importanti realtà del comparto ceramico: Marazzi Group, Marca Corona, Target Group, Stylgraph e Stars&Cows. Di particolare interesse le conferenze sul Design Urbano "Esercizi d'autore" durante le quali due importanti studi di architettura, Alessandro Scandurra presso Marazzi e Studio Park presso Marca Corona hanno presentato idee di design urbano e di come possa essere impiegata la ceramica e il grés oggi, grazie alle nuove prestazioni tecniche. A Marca Corona è stato affidato il progetto di redesign di una pensilina e di barriere urbane da realizzare in collaborazione con Park Associati, studio di progettazione architettonica milanese, celebre per la realizzazione degli Headquarters di grandi aziende multinazionali come Nestlé ed Engie e per i suoi interventi di Hard Retrofitting. Presso Marazzi, invece, l'architetto milanese Alessandro Scandurra ha presentato le sue idee innovative di design urbano applicate a diverse zone della città di Sassuolo. Lo studio di Scandurra realizza progetti in tutto il mondo, sviluppati sui temi dalla pianificazione territoriale, progettazione urbana e architettonica, architettura degli interni.

Questa seconda parte di Terra Ceramica (la prima si è svolta in ottobre 2018) è stata anche l'occasione di sperimentare una prima idea di turismo industriale denominato "Ceramicland Tour" destinato ad architetti, professionisti e studenti, con visite a Villa Vigarani Guastalla, guidate dall'Architetto Vincenzo Vandelli e al Castello di Spezzano, Sezione Manodopera, a cura di Francesco Genitoni e Stefania Spaggiari. Oltre che al complesso monumentale di Palazzo Ducale, il Museo Bertozzi e Casoni, Piazza Piccola e l'antica drogheria Roteglia a Sassuolo.


Nelle due giornate si è parlato anche di innovazione e tecnologia, citando aziende all'avanguardia con forte dedizione alla ricerca e allo sviluppo di nuove forme della ceramica in architettura, nell'interior design, nel design industriale. Fulvio Irace, professore ordinario di "Storia dell'Architettura" presso la Facoltà del Design del Politecnico di Milano, membro del Comitato scientifico della Triennale di Milano e curatore del settore Architettura e Territorio, ha affermato come "il comparto dedicato alla produzione di lastre e piastrelle in ceramica e grés ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista nello scenario mondiale - ha spiegato il docente - grazie a tecnologie produttive sempre più all'avanguardia e nuovi modi di concepire il materiale. Oggi non si parla più solo di piastrelle, ma di vere e proprie superfici ceramiche che trovano applicazione in ambiti poco esplorati come l'arredamento, il design industriale e, in futuro, anche il design urbano. La peculiarità di questi nuovi materiali sta nel coniugare perfettamente il valore estetico, prestazionale e funzionale".


L'evento è stato reso possibile grazie al contributo di importanti soggetti istituzionali ed economici: BPER, Camera di Commercio di Modena, Edi.Cer, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, ceramica Marazzi, ceramica Marca Corona, Stylgraph, Target Group. Il sostegno all'evento si è concretizzato anche grazie alla collaborazione tra i Comuni di Casalgrande, Castellarano, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello, il coworking d'impresa Stars & Cows, le associazioni di Categoria CNA, Lapam, Confcommercio, Confesercenti, ed il patrocinio della Regione Emilia Romagna.

 

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È trascorso oltre mezzo secolo dal momento in cui è stato lanciato sul mercato l'ultimo orologio Calibro 321. Ebbene, dopo tutto questo tempo, questo famoso movimento non è mai stato dimenticato. Nel caso in cui siate dei veri e propri appassionati degli orologi Omega, su www.fabioferro.eu  potrete trovarne tantissimi modelli. Altrimenti, potreste aspettare il ritorno sul mercato del famoso Omega 321, che arriverà a breve.

Calibro 321, il movimento iconico che sta per tornare
Chi ha la passione per gli orologi non potrebbe darvi una risposta diversa: il movimento storico che varrebbe davvero la pena "restaurare" è, senza ombra di dubbio, il ben noto Calibro OMEGA 321. Si tratta di un movimento cronografico che denota fin dal primo momento tutta la sua eleganza e robustezza. La sua fama incanta tantissimi appassionati fin dagli anni Quaranta e, ancora oggi, i ricercatori fanno a gara per portarsi a casa un modello di questo genere. Ebbene, l'ultimo Calibro 321 che è stato prodotto risale addirittura a oltre cinquant'anni fa: per questa ragione, OMEGA ha scelto di dare nuovo lustro a questo movimento storico.

Calibro 321 OMEGA, un design impossibile da scordare
Un design che ha sempre ricevuto tantissimi apprezzamenti, soprattutto il fatto di essere stato il primo movimento che è stato impiegato all'interno dell'orologio da uomo OMEGA Speedmaster, lanciato nel lontano 1957. Prima ancora, era stato sfruttato per diversi cronografi OMEGA che facevano parte della splendida collezione Seamaster. Tra le principali caratteristiche di questo movimento, l'impiego di una ruota a colonne monoblocco, una peculiarità che venne realizzata da un singolo pezzo che aumentava esponenzialmente il suo valore. I collezionisti di orologi hanno un vero e proprio debole per i movimenti con ruota a colonne per un motivo molto semplice: durante le operazioni di design e di realizzazione, infatti, sono frutto di una notevole precisione, pazienza e lavoro.

Una storia di primo piano
Non è, però, solo per la sua particolare modalità di costruzione che il mitico Calibro 321 è riuscito ad essere apprezzato in tutto il mondo. Infatti, c'è un altro aspetto che lo ha reso ancora più celebre. Si tratta del fatto che questo movimento venne impiegato in diversi segnatempo molto famosi. Tra gli altri, ci sono lo Speedmaster ST 105.003 (un modello che subì diversi test della Nasa, che lo certificò e poi venne usato anche da Ed White, il noto astronauta a stelle e strisce che compì la prima passeggiata nello spazio), ma anche lo Speedmaster ST 105.012, ovvero il primo orologio che venne utilizzato dagli astronauti sbarcati sulla Luna.

Un nuovo progetto
Il fatto di lanciare sul mercato nuovamente un movimento così famoso, però, ha anche un lato molto rischioso, visto che ci vuole una precisione estrema nella sua realizzazione. Per reintrodurre il Calibro 321, OMEGA ha formato un gruppo di esperti che da ben due anni sta lavorando, avvolti da un certo segreto, per riportare agli antichi splendori questo movimento. Addirittura, il progetto in fase di sviluppo è stato ribattezzato con il nome di "Alaska 11".

 

In occasione del suo 25° anniversario, il primo network di agenzie creative indipendenti presenta a Lisbona il suo rafforzato modello di human working.

Si è tenuta a Lisbona l'annuale convention del network The Ad Store: 2 giorni di open discussion e working session a cui hanno preso parte le 17 agenzie del gruppo – comprese le 3 new entry del 2018: The Ad Store Egypt (Cairo), The Ad Store España (Barcellona), The Ad Store Mexico (Città del Messico).

L'umanizzazione dei brand e un approccio sempre più focalizzato sull'ascolto reale del target sono stati i principali temi discussi in convention. Obiettivo: condividere un metodo di business evoluto e in linea con gli attuali trend, per sviluppare strategie di marketing e comunicazione sempre più efficaci, in ogni parte del mondo in cui il network è presente con le sue agenzie – dall'Africa agli Stati Uniti, dall'America Latina all'Europa.

A guidare i lavori The Ad Store Italia, headquarter del network, che detiene la ownership del trademark e coordina le attività di sviluppo internazionale e fast networking delle 180 risorse impegnate in 4 continenti. "Tutte le nostre agenzie sottoscrivono come primo atto il nostro Humanifesto ( https://www.adstore.com/humanifesto  ), impegnandosi a collaborare con regole di efficienza, rispetto e valorizzazione delle persone - dichiara Natalia Borri, Presidente di The Ad Store – "Questo significa essere The Human Network: un modello rivoluzionario che dopo i due giorni a Lisbona ne esce ancora più rafforzato."

La convention di Lisbona è stata infatti l'occasione per ribadire il significato di human communication per The Ad Store. "Per noi, i brand sono come persone – dice il fondatore e presidente emerito Paul Cappelli - e quello che noi facciamo è stare al loro fianco in ogni fase, dalla nascita alla crescita, allo sviluppo. Li facciamo nascere, dandogli un nome e un'identità, con l'attività di branding. Li aiutiamo a comunicare con il mondo, dando loro una voce, un linguaggio. Li sosteniamo nella creazione delle loro relazioni e a creare networking. Come lo facciamo? Al centro di tutto c'è l'ascolto".

The Ad Store ha infatti presentato una propria piattaforma multidisciplinare, battezzata Ad Personam, che unisce strumenti quantitativi e qualitativi all'approccio del design thinking per conoscere ed ascoltare il target. La piattaforma è già attivata in ottica retail con un focus multipaese e multiterritorio, dove cioè un brand, pur mantenendo la coerenza con la sua identità global, deve adattarsi alle peculiarità del target locale.

The Ad Store (adstore.com) nasce 25 anni fa a New York con una missione: superare la burocrazia e la lentezza dei network tradizionali della pubblicità e della comunicazione per offrire un servizio di fast networking internazionale che metta al centro la creatività e le relazioni dirette e trasparenti con il cliente. Oggi il network conta 180 persone distribuite in 17 agenzie nel mondo ed è guidato da The Ad Store Italia (adstore.it) specializzata nello sviluppo di campagne dalla forte valenza strategico-creativa e con una grande expertise in ambito di Destination Marketing, Food&Wine, Beauty, Fashion e Healthcare.

Sara Ferrari si aggiudica il 28esimo premio nazionale RMI nella categoria abbigliamento per bambini.

Modena, 9 agosto 2017. Per il secondo anno consecutivo una giovane stilista modenese si è aggiudicata il premio in una delle categorie della 28esimo Concorso Nazionale Professione Moda, che si è concluso a Roma nei giorni scorsi in occasione della sfilata RMI 2018. Ad aggiudicarsi il primo premio nella sezione abbigliamento bambino è stata la formiginese Sara Ferrari, per la laboriosità del progetto e l'attenzione alla modellistica applicata al bambino con ricchezza di dettagli, recita la motivazione del premio consegnato da Barbara Bonfiglioli, responsabile Commerciale di Fuzzi spa (nella foto, assieme a due dei sui abiti).

Cresciuta nell'Istituto Burgo diretto da Patrizia Argilli, Sara Ferrari si è imposta al termine della sfilata organizzata da CNA negli studi di Cinecittà, a Roma, dove sono andati in passerella i migliori progetti scelti tra gli oltre mille iscritti, provenienti da tutto il Paese.
Ma il premio per Sara non sarà soltanto una gratificazione personale. La partecipazione all'iniziativa ha, infatti, consentito alla giovane formiginese di partecipare per una settimana ad un intenso percorso formativo.

"L'obiettivo di questa iniziativa – commenta Antonio Franceschini, Responsabile Nazionale CNA Federmoda e Direttore di RMI – è innanzitutto quello di creare integrazione tra istruzione, formazione e imprese, e la dimostrazione dell'utilità di questo lavoro arriva dai risultati conseguiti in quasi trent'anni. L'atto conclusivo di questa iniziativa, infatti, arriva dopo un percorso di mesi che vede gli imprenditori impegnati in lezioni tecniche presso le diverse scuole partecipanti al progetto, oltre al programma di incontri con professionisti che si svolgono durante la settimana della manifestazione conclusiva, per poi portare alle borse di studio e agli stage assegnati ai vincitori".

Scegliere il proprio letto matrimoniale è un'operazione piuttosto complessa, all'interno della quale subentrano fattori determinanti di varia natura, come il gusto, lo stile, la comodità e le caratteristiche che tale componente deve rivestire. Da tali elementi non solamente discenderà il proprio riposo, bensì anche l'umore e la soddisfazione quotidiana che possiamo ottenere dal letto: ed ecco perchè, in sintesi, scegliere il letto matrimoniale è attività da farsi con calma, consapevolezza e attenzione. Ma in che modo?

In primo luogo, vi consigliamo di soffermarvi su alcune scelte che potrebbero essere di grande utilità sostanziale ed estetica per il futuro.

Innanzitutto, valutate se acquistare o meno un letto con vano contenitore: se in casa non avete grandi spazi, potrebbe essere un valido alleato per poter riporre la biancheria e tutto ciò che non vi serve quotidianamente.

Tenete poi in considerazione che non esistono più misure standard per i letti, e che la larghezza del matrimoniale può dunque dipendere non solamente dalle indicazioni del produttore, quanto anche dalla vostra volontà - compatibilmente con le dimensioni della camera da letto: se desiderate pertanto un letto più comodo e avete un'ampia stanza, potete procedere con l'acquisto di un "lettone".

Fate altresì attenzione ai materiali utilizzati per la struttura e per il rivestimento: quelli più fruiti sono il legno o il metallo, poi rivestito in tessuto o in pelle. Dal rivestimento dipenderà un diverso comfort estetico e una diversa longevità oltre che - naturalmente - un differente prezzo.

Infine, non possiamo non sottolineare come la scelta del letto matrimoniale debba altresì esprimere la creatività e la personalità della coppia. È infatti fondamentale acquistare un letto matrimoniale che possa far sentire la coppia a proprio agio, considerato che sarà un elemento essenziale nella sfera personale e intima.

Giunti a questo punto, se non avete ancora le idee chiare per poter procedere all'acquisto di un letto, o se le avete talmente chiare che dovete solamente individuare produttore e modello che fanno per voi, vi consigliamo di consultare la pagina della categoria letti di Livingo, dove troverete il più ampio catalogo online dei migliori letti per il vostro appartamento.

Ogni letto proposto è accompagnato da una valida scheda descrittiva, che vi permetterà di comprendere quali siano le caratteristiche di tale elemento, e se - in fin dei conti - è quello che state realmente cercando e che potrebbe pertanto fare per voi, o se invece sia meglio passare al modello successivo!

Lei è Veronica, giovane stilista parmigiana, ed il suo progetto è INSULA: brand completamente made in Italy, che spazia dall'abbigliamento a particolari per arricchire lo spazio del living, acquistabile principalmente online attraverso il sito di e-commerce

Di Chiara Marando -

Mercoledì 30 Novembre 2016 -

Capita che le idee, diciamo pure i sogni, si trasformino in progetti. Capita che questi progetti diventino l'espressione di una evoluzione legata profondamente alla nostra volontà. E capita che il risultato sia la concretizzazione di quello che avevamo anche solo lontanamente immaginato.

Capita, si...ma dietro non c'è solo la fortuna di veder realizzato ciò che volevamo, c'è l'impegno, la costanza e la tenacia di credere che ciò sia possibile. Non serve pensare in grande, basta partire dalle piccole cose, dalle attitudini che ognuno di noi ha, input che riescono a farci cogliere quel “non so che” capace di fare la differenza.

Questo percorso era già nella mia testa ma è diventato ancora più chiaro dopo aver parlato con Veronica, giovane stilista parmigiana che praticamente da subito, fin da ragazzina, è riuscita a dare una sua personale interpretazione al design e alla moda. Una passione che la accompagna da allora e che ha segnato le varie tappe della sua carriera lavorativa.

Oggi lei ha deciso che era il momento di rischiare, di rendere una realtà il sogno di una linea e di un marchio che la rappresentasse: così è nato INSULA, nuovo brand completamente made in Italy che spazia dall'abbigliamento a particolari per arricchire lo spazio del living.

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INSULA nasce dall’idea di creare capi di abbigliamento, accessori e oggetti quotidiani senza tempo, realizzati con materiali selezionati e di altissima qualità, completamente ideati e prodotti artigianalmente in Italia e ad un prezzo accessibile – il risparmio è permesso da un abbattimento dei costi di distribuzione. Un marchio acquistabile principalmente online attraverso l'e-commerce www.insulaitalia.com

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Veronica mi spiega che la filosofia è quella di proporre collezioni con modelli evergreen dalle linee semplici ed eleganti, disponibili in diverse taglie e adatti a tutte le età: uomo e donna, bambini dai 3-6 mesi fino agli 8-10 anni, coppie e single accomunati dall’amore per lo stile classico che diventa un casual raffinato se abbinato a jeans e pantaloni anche originali e colorati.

La chicca in più? E' possibile scegliere di acquistare un capo che sia per tutta la famiglia, con il divertimento di vestirsi uguali.

foto per copertina

E' lei a disegnare e scegliere i tessuti ed i colori, con l'obiettivo che ci sia una continuità, che i capi preferiti superino in concetto di stagionalità e si possano trovare indipendentemente dalle nuove proposte, ma spaziando tra tinte e fantasie diverse.

Insomma, aggiungo io, la riscoperta di quella preziosa semplicità e qualità che ormai è sempre più merce rara.

Insula4

Maglieria quindi, ma non solo. INSULA propone oggetti d'arredo dalla marcata personalità, lampade e vasi che diventano macchie di colore in grado di riempire lo spazio: ceramiche lavorate e dipinte che incontrano tessuti ricercati ed estremamente particolari.

Un progetto che vede la collaborazione dell'Agenzia Baboon di Milano per tutto quello che riguarda l'ambito di gestione e creazione e-commerce, ma anche di comunicazione a 360 gradi.

Martedì, 20 Settembre 2016 17:27

Il design dal richiamo del mare: The beach lamp

Design italiano: Giulia Santoro ha scoperto in un piccolo angolo della Liguria una "bottega" che crea con materiale "povero" oggetti che ci riportano e trasportano quasi là, in riva al mare, dove il ricordo delle vacanze è più vivo che mai!

Parma, 20 settembre 2016

L'estate è ormai finita e tornando alla routine quotidiana anche le vacanze sono ormai un ricordo.

Ma c'è qualcosa che possiamo portare nelle nostre case soprattutto se siamo appassionati di mare, conchiglie, sabbia e tutto di ciò che possa evocare un paesaggio marino.
In uno degli angoli più belli e modaioli della Liguria è da poco nato THE BEACH LAMP, un'impresa fatta di esperienza, creatività e amore per il mare.

the black lamp design

A Camogli, vicino a Recco in provincia di Genova, Franca Massone e Anna Stradella sono le titolari di un luogo in cui si sente il profumo del mare alle pareti e si respira la creatività di chi ha saputo trasformare un magazzino per piccoli pescherecci in una "bottega" dalle vesti eleganti e malinconicamente raggianti.

the black lamp camogli design

"Le mie Lampade nascono dall'incontro tra i legni ed i sugheri portati dal mare sulle mie amate spiagge di Sardegna legati dal Coir. Il Coir è una fibra di cocco proveniente dall'India, usata ogni anno dai pescatori per fare le funi e tessere le reti della antica Tonnara Mediterranea di Camogli il luogo dove vivo e sono nata" ci spiega Franca.

lampade design camogli

Ogni lampada è fatta a mano e la sua unicità è impressa dal disegno della Natura: i pezzi di legno levigati dal vento e dalla sabbia sono legati l'un con l'altro da una sottile corda.
Le lampade sono create dall'unione di sughero e sassi che ben si sposano con un arredamento di tipo più moderno, più lineare e freddo.
La lampada è perfetta per la living zone anche se arredata in stile classico, possibilmente se abbinata a nuance o tinte sui colori chiari partendo dal crema fino ad arrivare alle calde sfumature di un parquet mogano.

lampade design artigianali camogli

Un'altra recente creazione è la lampada rivestita da una rete che rimanda immediatamente al tema principe del negozio: il mare e il passato.
La luce che si riflette sulle pareti crea un atmosfera magica, romantica e con un filo di nostalgia.

"Ideale sarebbe sistemare questa lampada nella zona notte, dove i sogni e i ricordi sono più liberi di tornarci alla mente" ci suggerisce Anna "L'importante è trasmettere l'emozione di qualcosa che ci sia famigliare, un'esperienza vissuta, qualcosa da cui non vorremmo separarci.

lampade camogli artiginali

Come lo sono quei piccoli oggetti che talvolta ci portiamo a casa per ricordare meglio un momento magico delle nostre passate vacanze".

Se siete rimasti affascinati o quantomeno incuriositi, potete trovare tutte le informazioni alla pagina Facebook THE BEACH LAMP. Per avere un ricordo di quell'estate che, prima o poi, tornerà con il suo mare, la sua pace e soprattutto il suo stile.

With the Courtesy of : – tuttogreen.it – villarosmarino.com – it.depositphotos.com – thecookrestaurant.com – italythisway.com – naturamediterraneo.com

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