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Un concerto dedicato a John Williams e alle sue colonne sonore per i film. Un appuntamento che ha emozionato tutti gli amanti del grande schermo, coloro che conoscono a memoria battute e respiri degli attori, coloro che alla prima nota riconoscono il capolavoro che ci sta dietro. Questa volta, all'Auditorium di Milano in largo Mahler, laVerdi POPs ha deciso di stringere il campo, mettendo nelle mani di Simone Pedroni, pianista di fama internazionale ma in questa occasione direttore alla guida dell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, una serie di spartiti legati a Steven Spielberg, festeggiando così i 45 anni di collaborazione tra il regista (Spielberg) e il compositore (Williams). È stato l'evento di chiusura di una stagione esaltante: e anche in questo caso il pubblico si è lasciato trascinare dalle sonorità conosciute, applaudendo senza remore.

LA SERATA

Capolavori come Duel, Lo squalo, Incontri ravvicinati del terzo tipo, I predatori dell'arca perduta, E.T. l'extraterrestre e La lista di Schindler sono stati resi unici da una colonna sonora impareggiabile. Ecco che tutta la potenza delle note è diventata protagonista della notte milanese con uno spettacolo ricco di contenuti, durante la quale l'orchestra non si è risparmiata fornendo una performance che ha superato le due ore. L'impressionante versatilità drammaturgica di Williams, capace di adattarsi alle esigenze dei film, ha regalato ritmi diversi al concerto all'interno del quale è stato possibile ascoltare un catalogo di alcune delle gemme che John Williams ha composto per Steven Spielberg offrendo emozioni e sensazioni diverse tra loro: dalla tragedia alla commedia, dal lutto alla gioia, dalla malinconica contemplazione all'incontenibile giubilo. E nel finale, spazio anche a una "variazione sul tema": sfruttando la collaborazione con l'amico George Lucas, ecco la colonna sonora di Guerre Stellari, un classico apprezzato da tutto il pubblico.

LE PAROLE DEL DIRETTORE D'ORCHESTRA

Il piacere di dirigere un lavoro di questo tipo è facilmente leggibile nelle parole di Simone Pedroni che spiega brevemente le peculiarità di un musicista unico come John Williams: "Dopo la travolgente esperienza di aver eseguito con "laVerdi" tutte le versioni originali preparate per la sala da concerto da John Williams, tratte dalla sue musiche per la saga di Star Wars, mi è sembrato ovvio mostrare come Williams non sia solo Star Wars, ma come il suo genio compositivo sia estremamente versatile. La collaborazione con Spielberg ne è la lampante dimostrazione. Una collaborazione feconda e ricca di straordinari risultati che dura da 45 anni. La cosa più interessante, a livello musicale, è che in ogni film Williams, rimanendo se stesso, abbia creato partiture sempre estremamente diverse tra loro: partiture raffinatissime come potrebbe esserlo un balletto di Ciaikovski".

Pietro Razzini

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Qual è uno degli argomenti più trattati dagli italiani nel loro tempo libero? Molto probabilmente il rapporto di coppia. E qual è lo spettacolo più famoso che parla di questo tema? Sicuramente Caveman, al Teatro della Luna di Assago (a pochi passi dal conosciutissimo Forum) domani, sabato 19 maggio.

I numeri supportano questa tesi: oltre 150.000 spettatori solo a Milano, più di 350.000 in tutta Italia dal 2009 a oggi in centinaia di repliche. Scritto da Rob Becker, lo show torna a grande richiesta nella metropoli milanese dopo il successo ottenuto lo scorso marzo.

RICONOSCIMENTI E STORIA – Il valore dello show è stato esaltato anche dal premio Laurence Oliver come miglior spettacolo d'intrattenimento: in scena contemporaneamente in 30 paesi nel mondo, Caveman è stato tradotto in 15 lingue, diventando un vero e proprio fenomeno di costume a cui sono addirittura seguiti studi antropologici. La versione italiana, tradotta, adattata e interpretata da Maurizio Colombi (autore e regista di musical quali We Will Rock You, Peter Pan, Rapunzel e La Regina di ghiaccio) ha portato il "Caveman tricolore" a essere definito la migliore interpretazione al mondo, ripresa anche come esempio dalle produzioni all'estero.

LO SHOW - Leggero e mai banale, dissacrante e ironico, Caveman riesce a mixare situazioni e dinamiche relazionali in cui gli spettatori si immedesimano all'istante: uno spettacolo per tutti che fa divertire ma soprattutto lancia un messaggio d'amore sulla coppia e sulla famiglia. Partendo da una scenografia "preistorica" (divano, tv, sedie: tutto in pietra) Maurizio Colombi porta sul palcoscenico la Cave Band, gruppo formato da 5 musicisti (Davide Magnabosco, Angelo Di Terlizzi, Alberto Schirò e Americo Costantino). Il complesso aiuterà il protagonista ad argomentare l'eterno incontro/scontro tra uomo e donna, universi così diversi ma indispensabili l'uno all'altra e destinati a completarsi a vicenda. Due ore di risate senza nessuna volgarità, vivamente consigliate a chi è innamorato, a chi è in cerca dell'amore della vita, a chi è stato lasciato, a chi è in crisi e a chi vuole passare una serata romantica. L'impressione è che Caveman abbia doti "terapeutiche": donne e uomini ridono insieme, si guardano con gli occhi dell'altro sdrammatizzando manie reciproche, differenze e incomprensioni. E alla fine, forse, si capiscono meglio.

Pietro Razzini

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Ultimo weekend milanese per "Quel pomeriggio di un giorno da star", brillante commedia di Gianni Clementi, nata da un'idea di Corrado Tedeschi. Ed è proprio Corrado Tedeschi il protagonista di questo frizzante spettacolo che ha riscosso grande successo al Teatro Manzoni, di Milano.

Fino al 20 maggio sono previste repliche: l'occasione per apprezzare un'opera leggera e divertente è a pochi chilometri da casa. Sul palco con il protagonista (Ambrogio Fumagalli, titolare di una azienda di intimo), anche la bella Brigitta Boccoli nei panni di Marta Giacomazzi, una giornalista in carriera. Le loro vicende si intrecceranno con quelle di Ennio Coltorti (Arturo Colombo), Claudio Moneta (Gustavo Barbieri), Tullio Sorrentino (Adrian Meta) e Patricia Vezzuli (Debora Locatelli) creando continui colpi di scena in una vicenda che terra viva l'attenzione del pubblico fino alla fine.

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LA STORIA

Ambrogio Fumagalli è un piccolo imprenditore, fondamentalmente onesto, che sta attraversando un periodo di grave difficoltà economica. È oppresso dai debiti e, quando arriva l'ennesima cartella erariale, sprofonda nella disperazione. Fra l'altro un suo amico che lavora nella Guardia di Finanza, lo avverte che è oggetto di un'inchiesta e i suoi telefoni sono sotto controllo. La situazione è talmente drammatica che Ambrogio pensa a un'azione disperata: una rapina in banca. Trova in Arturo Colombo, il suo contabile, un perfetto complice. Ecco che, quando i due improbabili rapinatori fanno irruzione nell'agenzia, si ritrovano vittime della propria goffaggine. Arturo fa scattare l'allarme e la polizia entra in azione. Marta Giacomazzi, giornalista in disgrazia, intuisce che finalmente è arrivato il momento del suo riscatto: vuole trasmette in diretta l'esperienza di essere ostaggio. Ma cosa succederà davvero in quell'agenzia di periferia?

I PROTAGONISTI

"Ambrogio è una persona normale che, a un certo punto della sua vita, sbrocca e prende una decisione folle", racconta Corrado Tedeschi che poi spiega da dove nasce il titolo: "Prende spunto dal personaggio interpretato da Brigitta Boccoli: nel momento in cui ci troviamo asserragliati dalla polizia, lei pensa sia l'occasione per fare di noi delle star. È ciò che accade oggi in tv, dove a contare è solo la popolarità, non il perché si è popolari". Un cambio in corsa durante il tour quello che ha avuto come protagoniste Tosca D'Aquino e Brigitta Boccoli. È lei a rendere pubblico il motivo della sua partecipazione alla commedia: "Questo ruolo non c'entra nulla con me. Mi ha permesso di tirare fuori un lato che era molto nascosto ma che in fondo tutti abbiamo".


Testo di Pietro Razzini

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Diventato celebre per i suoi personaggi "Baz il lettore multimediale" e il cantante "Gianni Cyano", Marco Bazzoni incontra il suo pubblico a teatro con uno spettacolo dove "si toglie la maschera" e interpreta se stesso dall'inizio alla fine dello show.

Il titolo? La verità rende single. Questa sera al Teatro Leonardo di Milano sarà show vero: ironico, simpatico, esilarante. Sarà un super Baz. L'artista sardo si metterà "a nudo" non solo per mostrarsi autentico e vero ma soprattutto per svelare con tanta ironia le ipocrisie di un mondo sempre più artefatto e sempre più ambiguo. Si partirà da alcuni quesiti che spesso sono argomenti centrali nelle chiacchiere svagate di giovani e meno giovani: perché siamo falsi quando dobbiamo conquistare una donna? Perchè sui social vogliamo apparire diversi da quello che siamo? Perchè non sappiamo più distinguere tra realtà e finzione? Il risultato sarà tutto da gustare: durante lo spettacolo si ride, si canta, ci si commuove e si riflette. Una serata con un ritmo incalzante per sorridere delle nostre piccole miserie e delle nostre grandi bugie. Per Marco Bazzoni si tratta di una significativa svolta all'interno della propria carriera. Questa svolta arriva dopo un'intensa attività di live e dopo i suoi ultimi studi sulla standup
comedy fatti a Los Angeles, dove nell'ultimo anno si è esibito in diversi comedy club fino ad arrivare all'esordio nel tempio mondiale della comicità, l'hollywood comedy store.

Chi è

Sassarese, classe 1979, Marco Bazzoni trova la notorietà con il personaggio di Baz, punto d'arrivo e di ripartenza in un percorso cominciato molti anni prima, quando grazie al lavoro come animatore turistico scopre la sua vocazione comica. Si trasferisce, quindi, a Milano per frequentare corsi di perfezionamento e per entrare nella storica fucina di artisti "La corte dei miracoli". La televisione arriverà in un secondo momento. I primi applausi li riceve dal palcoscenico dei teatri, dove Marco esordisce grazie allo spettacolo "Uomini contro donne" (da lui scritto). Bastano pochi anni e il suo talento ottiene i primi riconoscimenti come il prestigioso Premio Petrolini BravoGrazie 2006 e il premio Walter Chiari come rivelazione comica dell' anno. Ecco finalmente il piccolo schermo e la parte di carriera da tutti conosciuta fino a questo coinvolgente spettacolo.

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Non dimenticate queste date: dal 25 al 29 aprile a Imola (Teatro Stignani), il 15 e il 16 maggio a Modena (Teatro Pavarotti). Saranno le occasioni migliori per vedere uno spettacolo che vi emozionerà: "Billy Elliot" arriva nella nostra regione dopo il successo ottenuto a Milano.

Un'opportunità per ascoltare le musiche pluripremiate di Elton John in un allestimento dal respiro internazionale firmato da Massimo Romeo Piparo e dalla sua PeepArrow Ent, in associazione con "Il Sistina". Si tratta dell'ultimo atto di una trilogia di cui ha parlato tutta la stampa europea, iniziata con "The Full Monty" e proseguita con "Jesus Christ Superstar". E ora Billy Elliot, un successo annunciato che sta mantenendo le promesse.

LA VICENDA

Il musical porta in scena una delle vicende più conosciute del cinema europeo: Billy ama la danza e, in una Inghilterra bigotta targata Thatcher (quella delle miniere che chiudono e dei lavoratori in rivolta), deve tristemente fare i conti con un padre e un fratello che lo vorrebbero veder diventare un pugile. Le inclinazioni del giovane Billy, tuttavia, sono completamente differenti. L'amore, la passione e la voglia di farcela trionfano, così come l'amicizia tra adolescenti riesce a far superare ogni discriminazione di orientamento sessuale.

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DA NON PERDERE

Come già anticipato, questo spettacolare musical è accompagnato dalle splendide musiche di Elton John. Lo show porta in scena il talento italiano di alcuni bambini nei ruoli di Billy, del suo amico Michael e del piccolo Kevin. Un nuovo grande cast che può vantare nomi conosciuti del panorama nazionale: oltre ai giovanissimi Tancredi Di Marco, Matteo Valentini e Davide Fabbri, è indispensabile citare l'esperienza di Luca Biagini ed Elisabetta Tulli ( i genitori di Billy), il talento di Sabrina Marciano e di Eleonora Facchini, il ritmo impresso dall'orchestra diretta da Emanuele Friello. Tanti elementi di qualità che trasformano la serata in un vero e proprio evento.

LA STORIA DEL MUSICAL

Billy Elliot the Musical ha debuttato al Teatro del West End (Victoria Palace Theatre, Londra) nel 2005 ed è stato nominato per nove "Laurence Olivier Awards" (ne ha vinti quattro). L'incredibile successo conseguito ha fatto sì che il musical approdasse in molti altri paesi del mondo, anche in Australia (2007) e a Broadway (2008). A New York ha vinto dieci Tony Awards e dieci Drama Desk Awards. Anche in Australia ha conseguito numerosi premi e riconoscimenti. In Italia nella stagione 2015/16, lo spettacolo ha avuto un successo strepitoso, sia di pubblico che di critica.

Di Pietro Razzini

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Si ride, si ascolta tanta musica, si rompe la quarta parete, quella che abitualmente divide attori e pubblico. Il risultato? Sarebbe limitante chiamarlo spettacolo teatrale: è un'esperienza ricca e avvolgente, in grado di regalare il sorriso a tutti i suoi spettatori. Oblivion: The Human Jukebox torna a Milano (al Teatro Leonardo fino al 29 marzo) in una versione tutta nuova dello show che, negli anni scorsi, ha appassionato tanti italiani.

Ogni sera un evento diverso perché i suggerimenti arrivano direttamente dal pubblico in sala. Impossibile ripetersi. Le tappe seguenti del tour? Il 10 e l'11 aprile al Teatro Cagnoni di Vigevano, il 12 aprile al Teatro San Luigi di Concorezzo, dal 18 al 21 aprile al Teatro della Corte di Genova.

LO SPETTACOLO - Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli: ecco i nomi dei cinque artisti che daranno vita a un infinito flusso di note e ritmo, una satira musicale che non lascia scampo a nessun cantante italiano o straniero. Dai Ricchi e Poveri alla storia del rock, da Ligabue ai cori gospel, da Morandi ai Queen: uno vero e proprio schiacciasassi che passa da Sanremo a X Factor, da Albano a "Il Volo". Il risultato è una playlist che nessuno ha mai avuto il coraggio di realizzare o, per dirla in maniera moderna, uno Spotify vivente che provoca interminabili richieste di bis.

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IL GRUPPO - Gli Oblivion si incontrano nel 2003 a Bologna dove iniziano a frequentare (virtualmente) una serie di maestri eccellenti come il Quartetto Cetra, Giorgio Gaber, i Monty Python. Da questo mix nasce uno stile originale che mescola modernità e tradizione, vintage e attualità. Lavorano con Gioele Dix, debuttano sul piccolo schermo a "Parla con me" di Serena Dandini, fanno parte del cast di "Zelig", in prima serata su Canale 5 e sono ospiti di "Panariello sotto l'albero" su RaiUno. Girano i teatri di tutta Italia riscuotendo successo con spettacoli come "Oblivion Show 2.0. Il Sussidiario", "Othello, la H è muta", "Oblivion.zip" (che prevede per la prima volta il coinvolgimento del pubblico) e "Morandi VS Queen". Non male come curriculum, che ne dite?

Di Pietro Razzini

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"Lady Diana. Colpevole o Innocente?".  Elisa Greco ha portato al Teatro Manzoni di Milano un tema che, nonostante il passare del tempo, resta sempre di grande attualità.

Sarà stato il carisma del personaggio, sarà stata la sua storia personale, ma Lady D ha lasciato nei cuori di tante persone un ricordo ancora vivo, superando anche i confini del Regno Unito. Ecco allora che il terzo appuntamento con "Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia" si riempie di interesse intorno a una figura unica nel suo genere. La carrellata offerta dal Teatro Manzoni, però, non si fermerà qui. Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì 26 marzo quando sotto processo finirà Steve Jobs. Inizio fissato per le 20,45.

IL FORMAT - Si tratta dell'ottava edizione del format "Personaggi e Protagonisti: incontri con la Storia - Colpevole o Innocente?". Un prodotto così longevo non può che avere avuto riscontri di livello. E infatti è accattivante nella sua proposta al pubblico. La sua forza è la presenza di professionisti di alta caratura ed esperti dell'argomento in questione, ogni volta diverso, ogni volta sempre interessante. Un vero e proprio dibattimento processuale condotto da magistrati, avvocati e personalità della vita civile che si confrontano in un susseguirsi di dibattiti tra accusa e difesa. E alla fine ci sarà spazio anche per il pubblico: saranno i presenti in sala, infatti, a emettere il giudizio finale.

IL COMMENTO - "La domanda sorge spontanea: Lady Diana, indimenticata icona, protagonista assoluta della scena mondiale e morta tragicamente è stata una vittima oppure ha innescato una spirale da cui è stata travolta? Quale il confine tra la propria vita privata e l'immagine pubblica? E quest'ultima deve o può prendere il sopravvento?". Ha spiegato Elisa Greco, a capo del progetto artistico. Come anticipato, sul palco si sono confrontati esperti di diritto e approfonditi conoscitori della materia: il Magistrato Giuseppe Cernuto, Giudice del Tribunale di Milano, aveva il ruolo di Presidente della Corte Giudicante, Giovanni Polizzi, Sostituto Procuratore della Repubblica alla Procura di Milano, ha indossato i panni del Pubblico Ministero. All'Avvocato Annamaria Bernardini De Pace è stato affidato il ruolo di Avvocato Difensore.

TESTIMONI - Le testimonianze per l'accusa sono state eseguite dalla giornalista di Radio24 Marta Cagnola e del professore (oltre che scrittore) Derek Allen. Per la difesa sono intervenuti la giornalista di TgCom24 Marina Maltagliati e il giornalista, già corrispondente Rai, scrittore e conoscitore della monarchia inglese, Antonio Caprarica. A rivestire i panni della protagonista Lady Diana, infine, la scrittrice e firma del Fatto Quotidiano, Januaria Piromallo.

Di Pietro Razzini

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Prima edizione di "The Artist Is Present": numerosi appuntamenti per avvicinarsi alla preziosa arte di Mimmo Cuticchio, erede diretto e attento interprete della tradizione palermitana dell'Opera dei pupi, nonché una delle voci più autorevoli del teatro italiano contemporaneo.

Parma, 27 febbraio 2018.

Al via la prima edizione di "The Artist Is Present", promossa dal Comune di Parma. Ogni anno, un noto artista si fermerà in città  e sarà invitato a lavorare in uno spazio pubblico per lasciare in dono, alla fine del periodo, una sua creazione alla comunità. 

Da sabato 17 a sabato 24 marzo, Parma ospiterà Mimmo Cuticchio, erede diretto e attento interprete della tradizione palermitana dell'Opera dei pupi (riconosciuta dall'Unesco parte del Patrimonio orale e immateriale dell'umanità), nonché una delle voci più autorevoli del teatro italiano contemporaneo.

L'iniziativa, che per questa prima edizione l'assessorato alla Cultura del Comune di Parma promuove in collaborazione con il Teatro delle Briciole, animerà la città con svariati appuntamenti, tra cui spettacoli teatrali, una lectio magistralis, una proiezione e la presentazione di un libro, consentendo a cittadini e turisti, per più di una settimana, di avvicinarsi alla preziosa arte di Mimmo Cuticchio e di conoscere a fondo questo straordinario artista.

"Si svolgeranno vari appuntamenti significativi che lo riguarderanno ma sarà soprattutto una preziosa occasione per tutti di vederlo lavorare da vicino e parlare con lui, oltre che una bellissima opportunità per i ragazzi delle scuole". - spiega l'assessore alla Cultura Michele Guerra. Infatti, in pieno centro storico - in via Macedonio Melloni, 1 - a fianco del Castello dei Burattini, verrà ricostruita la sua "bottega" che riprodurrà il laboratorio teatrale che l'artista ha in via Bara all'Olivella a Palermo. Un luogo magico dove scoprire e ammirare la tradizione del teatro dei pupi siciliani e conoscere ed osservare un grande Maestro al lavoro mentre costruisce le sue creature. Tra pezzi di ricambio, animali mitologici, cartelli, sipari e macchine sceniche, Cuticchio racconterà e mostrerà ai visitatori il lavoro di recupero delle tecniche tradizionali dei pupi e del cunto. 

Domenica 18 marzo, alle ore 11, si terrà l'inaugurazione di questa speciale "bottega" che resterà aperta al pubblico fino a sabato 24 marzo.

 

Il Programma degli appuntamenti con Mimmo Cuticchio

Sabato 17 marzo ore 21 - Teatro al Parco
A singolar tenzone. Cunto di e con Mimmo Cuticchio. Per adulti

Domenica 18 marzo ore 11 - via Melloni 1
Inaugurazione "bottega" di Mimmo Cuticchio a Parma*

Martedì 20 marzo ore 15.30 - Teatro al Parco
L'opera dei pupi dalla piccola alla grande scena. Lectio Magistralis
Saluti di Paolo Andrei, Magnifico Rettore dell'Università di Parma,
introduzione di Luigi Allegri, docente di Storia del teatro e dello spettacolo, Università di Parma.

Mercoledì 21 marzo ore 17 - Auditorium del Palazzo del Governatore
Presentazione del libro Alle armi, cavalieri – Le storie dei paladini di Francia rac­contate da Mimmo Cuticchio. Sarà presente, oltre all'autore, l'illustratrice Tania Giordano.

Giovedì 22 marzo ore 21 - Cinema Edison Largo 8 Marzo 9/a
Proiezione del documentario Prove per una tragedia siciliana di John Turturro e Roman Paska con John Turturro e Mimmo Cuticchio.

Sabato 24 marzo ore 12 - Castello dei Burattini, via Melloni 3/a
Donazione delle opere realizzate durante la residenza a Parma nella "bottega" di via Melloni

Sabato 24 marzo ore 21 - Teatro al Parco
Aladino di tutti i colori. Da una favola delle Mille e una notte.
Spettacolo per adulti e bambini dai 6 anni nell'ambito della quinta edizione di Impertinente - Festival di teatro di figura
Info: 0521 992044 – Biglietteria: 989430, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

*Orari di apertura al pubblico della "bottega" di via Melloni 1:
Domenica 18 marzo: 11 - 13 e 15 - 19;
Da lunedì 19 a giovedì 22 marzo: 15 - 19
Sabato 24 marzo: 9.30 – 13
(le mattine dal lunedì al venerdì l'apertura della bottega è riservata alle scuole).

L'ingresso a tutte le iniziative è gratuito ad eccezione dello spettacolo di sabato 24 marzo.
Info: Castello dei Burattini 0521 031631 - 218925, www.castellodeiburattini.it 

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"Supercalifragilistichespiralidoso": impossibile non averla pronunciata almeno una volta da bambino. E forse anche da adulto. È uno dei tanti tormentoni regalati da Mary Poppins che, finalmente si potrebbe dire, arriva a teatro in Italia.

Un evento atteso da tanti appassionati del genere e reso possibile da WEC - World Entertainment Company che presenta la prima produzione italiana assoluta del musical, originariamente prodotto da Disney Theatrical Productions e Cameron Mackintosh. Il Teatro Nazionale "CheBanca!" di Milano propone questo spettacolo fino al 13 maggio: orchestra dal vivo, incredibili effetti e coinvolgenti coreografie fanno da cornice a una storia senza tempo, in cui canzoni indimenticabili scandiscono il ritmo in scena. "Cam caminì", "Com'e' bello passeggiar con Mary" e "Un poco di zucchero" sono solo alcuni di quei motivetti che entrano nella testa senza più abbandonare lo spettatore.

DIETRO LE QUINTE

Una produzione che vede firme di prestigio, garanzia di qualità nell'offerta: il regista Federico Bellone, per esempio, protagonista di successi come "Newsies" della Disney, "Dirty Dancing" in l'Inghilterra e "A Qualcuno Piace Caldo". Il supervisore musicale Simone Manfredini che ha lavorato a "The Lion King" e "Les Misérables" nel West End. La coreografa Gillian Bruce presente in "Newsies" della Disney e "Frankestein Jr." oltre a "La Vedova Allegra" per il Teatro alla Scala.

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SUL PALCO

In scena ci saranno loro a guidare un gruppo di artisti numeroso e preparato, splendidi davanti a un pubblico che li ha meritatamente acclamati durante le oltre due ore di intrattenimento: Giulia Fabbri è Mary Poppins, Davide Sammartano veste i panni di Bert, Alessandro Parise si trasforma in George Banks mentre Alice Mistroni lo accompagna nelle vesti di Winifred Banks. Attorno a loro si sviluppa una storia fantastica, in grado di fare sognare i bambini di tutta Italia. Chi, infatti, non ha desiderato almeno una volta di incontrare Mary Poppins in carne ed ossa, camminando con lei sui tetti della città, vedendola atterrare dal cielo con il suo buffo ombrello parlante. Anche da grandi forse, il mito di Mary Poppins continua a vivere: riordinare il proprio appartamento con uno schiocco di dita è la speranza di ogni casalinga (e a teatro ci saranno tantissimi accorgimenti tecnici che regaleranno quel tocco di magia inaspettato). Nel complesso è uno spettacolo assolutamente da non perdere, una delle più importanti proposte che il musical italiano offrirà in questa stagione. E sicuramente anche voi, all'uscita dal Teatro Nazionale "Che Banca!" canticchierete "Supercalifragilistichespiralidoso".

Di Pietro Razzini

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Martedì, 20 Febbraio 2018 16:09

"Platone - la caverna dell'informazione"

La realtà vista con gli occhi di chi, in maniera irriverente e tragicomica, cerca la verità, tramutando in risata ciò che nella quotidianità spesso fa meno ridere. Tutto questo e molto di più è "Platone - la caverna dell'informazione", spettacolo che vede come protagonista il comico Leonardo Manera accompagnato sul palco dal giornalista Alessandro Milan.

Il format è strettamente legato alla trasmissione in onda tutte le mattine su Radio 24 e porta sul palco notizie vere e simpatici approfondimenti, video grotteschi, ospiti veri e ospiti verosimili (a volte più credibili di quelli reali). Il tutto giocato sul filo dell'ironia. "Platone" sarà nuovamente al Teatro Manzoni di Milano l'11 marzo dopo il successo ottenuto domenica 18 febbraio. Si tratterà dell'ultima occasione per vedere lo show nella metropoli lombarda.

CHE GRUPPO - Comico dall'esperienza pluriennale, Leonardo Manera è in grado di dirigere un cast di comparse trasformati, di minuto in minuto, in prim'attori. Personaggi più o meno noti al grande pubblico. Alcuni di essi hanno professionalità di rilievo nella quotidianità. Altri mettono in scena macchiette in grado di far ridere il pubblico accorso a teatro. Tra i primi, ovviamente, bisogna citare il giornalista Alessandro Milan e Oscar Giannino, ospite gradito e pungente. Nel secondo tutta una serie di comici che, uno dopo l'altro, sono "intervistati" da Manera. Il risultato è esilarante.

LO SCOPO - La domanda è sempre la stessa. Anche Platone se oggi fosse vivo si chiederebbe: "Quella che noi conosciamo è la realtà o la sua rappresentazione mediatica?" E forse si risponderebbe: "La realtà finisce dove finisce l'informazione e, dove finisce l'informazione, lì si che comincia la realtà". Nello spettacolo Leonardo Manera e i suoi ospiti si occupano dei temi principali che riguardano la nostra giornata, scendendo nel concreto. Si dà spazio al divertimento che l'attualità rivisitata può suscitare. Lo show quindi gioca con l'informazione, ottenendo una visione dei fatti spesso ridicola e grottesca ma, purtroppo, più credibile di quella reale.

 

Di Pietro Razzini

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