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Giovedì, 11 Luglio 2019 16:27

Luca Argentero al Teatro Regio di Parma

Luca Argentero, col suo nuovo spettacolo “E' questa la vita che sognavo da bambino?”, regia di Edoardo Leo, arriva a Parma. L’atteso appuntamento è previsto per mercoledì 20 novembre 2019 alle ore 21,00 presso il Teatro Regio

Lo spettacolo con Luca Argentero, fa parte della nuova attesissima stagione della rassegna “Tutti a Teatro 2019/2020” al Teatro Regio di Parma,insieme agli altri primi spettacoli già annunciati di “Paola Turci” (19 novembre 2019), “Francesco Renga” (14 dicembre 2019), “Niccolò Fabi” (30 gennaio 2020) e il musical “We Will Rock You” (21 novembre 2019).  La rassegna, giunta alla sua sesta edizione, è realizzata come sempre da Caos Organizzazione Spettacoli con la direzione artistica di Marcello Fava.

Luca Argentero in “È questa la vita che sognavo da bambino?” racconta le storie di grandi personaggi dalle vite straordinarie che hanno inciso profondamente nella società, nella storia e nella loro disciplina. Raccontati sia dal punto di vista umano che sociale, con una particolare attenzione al racconto dei tempi in cui hanno vissuto. Luisin Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba, tre sportivi italiani che hanno fatto sognare, tifare, ridere e commuovere varie generazioni di italiani.

Luisin Malabrocca, “l’inventore” della Maglia Nera, il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si accorse per caso che arrivare ultimo, in una Italia devastata come quella del ‘46, faceva molta simpatia alla gente: riceveva salami, formaggi e olio come regali di solidarietà. Automaticamente attirò anche l’attenzione di alcuni sponsor, fino a farlo guadagnare di più l’arrivare ultimo che tentare la vittoria. In poco tempo è arrivata anche la popolarità. In lui le persone hanno riconosciuto l’anti-eroe che è nel cuore di ogni italiano, ma, insieme alla popolarità, sono arrivati nuovi sfidanti in una incredibile corsa a chi arriva ultimo.

Walter Bonatti, l’alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna, arrivato a oltre ottomila metri d’altezza, quasi sulla cima di una delle montagne più difficili da scalare del mondo, il K2, scoprì a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo è l’uomo stesso; eppure la grande delusione del K2 lo ha spinto ancora più in là a mettersi alla prova in nuove sfide in solitaria, nuove scalate impossibili e infine a viaggiare in tutto il mondo. Tutto ciò per trovare la cosa più importante della vita: se stesso.

Alberto Tomba, il campione olimpico che ha fermato il Festival di Sanremo con le sue vittorie. L’insolito sciatore bolognese che con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo come “Tomba la bomba”. Uno dei più grandi campioni della storia dello sci che ha radunato intorno alle sue gare tutta la nazione, incarnando la rinascita italiana forse illusoria ma sicuramente spensierata degli anni ‘80.

Tre storie completamente diverse l’una dall’altra, tre personaggi accomunati da una sola caratteristica, essere diventati, ognuno a modo proprio, degli eroi.

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Biglietti in prevendita: sono disponibili tramite il circuito www.ticketone.it e a partire da martedì 16 luglio alle ore 9:30 presso l’Arci Provinciale di Parma (Via Testi, 4 – PR) 

 

Per ulteriori informazioni: Arci Parma tel. 0521 706214 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Prosegue mercoledì 10 luglio a Casa Cervi (Gattatico, Reggio Emilia) la 18^ edizione il Festival Teatrale di Resistenza, rassegna di teatro civile contemporaneo, ideata e promossa da Istituto Alcide Cervi insieme a Cooperativa Boorea, che proseguirà sino al 25 luglio sempre ad ingresso libero.

Alle ore 21.30 sarà presentato il secondo spettacolo in concorso: “Figli senza volto” con Natascia Curci, regia di Aldo Cassano, una produzione Animanera/CRT Centro Ricerche Teatrali, con il sostegno di Comune di Milano.

Adattamento teatrale del racconto di Ida Farè “Come voi", pubblicato in “Il pozzo segreto. Cinquanta scrittrici italiane” (Giunti, 1993), lo spettacolo restituisce lo spaccato di una generazione guardata con gli occhi di oggi. 

Anni '70 nella periferia di una città del Nord: in un casermone dell’edilizia popolare vive una coppia simile a tante. Ma dietro i gesti e le azioni delle normalità si nascondono due terroristi in clandestinità, e con essa i sentimenti di disperazione che possono alimentare la scelta estrema della lotta armata: la dimensione di una vita consumata nell’ombra, l’ansia di riuscire a mimetizzarsi, la paura di essere riconosciuti, l’ascolto dei passi e il controllo ossessivo dei vicini, nella speranza che tutto vada come deve andare…

L’esito della vicenda è noto, ma l’interesse sta nell’entrare nella mente e nella psicologia di quei figli della società della crescita economica e del benessere diffuso che hanno scelto di muovere guerra a un sistema capace di garantire soltanto quella pallida esistenza - la tragedia di una generazione che ha tentato l’ “assalto al cielo”.

Al termine dello spettacolo seguirà la conversazione con la Compagnia “Degustando il Teatro. Voci autorevoli incontrano la Compagnia” insieme a Iefte Manzotti, studioso di storia contemporanea, occasione di approfondimento e riflessione sul rapporto che intercorre tra la scena del teatro e il paesaggio umano, sociale e politico contemporaneo. 

La serata sarà allietata dalla degustazione di prodotti del territorio dell’Azienda Latteria Sociale “La Grande” (Castelnuovo di Sotto-RE) accompagnati dai vini della Cooperativa “Cantine Riunite” (Campegine-RE).

 

Il Festival proseguirà sino al 25 luglio, serata della Premiazione nell’ambito della Festa della Storica Pastasciutta Antifascista. La Giuria, presieduta da Maurizio Bercini (regista), e composta da Roberta Biagiarelli (autrice, attrice, regista), Stefano Campani (Boorea), Maddalena Massafra (Fondazione A.Toscanini), Damiano Pignedoli (critico teatrale) - decreterà lo spettacolo vincitore del Premio Museo Cervi – Teatro Memoria (2.000 Euro) e il secondo premio (1.000 Euro). Verrà infine assegnato anche un terzo premio secondo il giudizio del pubblico (Premio del Pubblico – 1.000 Euro).

 

Il Festival Teatrale di Resistenza è ideato e promosso da Istituto Alcide Cervi insieme a Cooperativa Boorea con il sostegno di Proges, con il patrocinio di Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, Comune di Reggio Emilia, Restate 2019, Unione Terra di Mezzo, Comune di Castelnovo di Sotto, Provincia di Reggio Emilia, Comune di Parma, Provincia di Parma, Comune di Casalmaggiore, in collaborazione con I Teatri di Reggio Emilia, Arci,ErmoColle, Associazione Culturale dai CampiRossi, Strada dei Vini e dei Sapori di Scandiano e Canossa.

 

Durante le serate di spettacolo, Casa Cervi rimane aperta ai visitatori.

Dalle ore 19 alle ore 24 è disponibile il servizio di caffetteria e bar presso il Ristoro di Casa Cervi.

 

 

INFORMAZIONI 

Casa Cervi, via Fratelli Cervi, 9 - Gattatico (Reggio Emilia)

Tel. 0522.678356 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI

 

MERCOLEDÌ 10 LUGLIO ORE 21.30

Compagnia Animanera / CRT Centro Ricerche Teatrali 

FIGLI SENZA VOLTO

 

SABATO 13 LUGLIO ORE 21.30
Teatro della Cooperativa e Aparte Ali per l'arte 

DITA DI DAMA

 

MARTEDI 16 LUGLIO ORE 21.30
Compagnia Beppe Casales 

NAZIEUROPA

 

VENERDI 19 LUGLIO ORE 21.30

Ippogrifo Produzioni 

RICCARDO PERSO

 

DOMENICA 21 LUGLIO ORE 21.30
Compagnia ErosAntEros 

VOGLIAMO TUTTO!

 

MARTEDI 23 LUGLIO ORE 21.30

Teatrodallarmadio 

ALFONSINA PANCIAVUOTA

 

GIOVEDI 25 LUGLIO DALLE ORE 19.30
Festa della Storica Pastasciutta Antifascista di Casa Cervi

ore 22.00 

PREMIAZIONE

 

 

FUORI FESTIVAL

 

SABATO 27 LUGLIO ORE 21/ NUOVA PRODUZIONE

CASA CERVI - BIBLIOTECA EMILIO SERENI

Compagnia Pietribiasi/Tedeschi 

DAL TRATTORE ALL'ARCHIVIO 

casacervi#memoriedelsuolo

 

MARTEDI 27 AGOSTO ORE 21 /CASTELNOVO DI SOTTO - PARCO ROCCA

Compagnia Stefano Panzeri e Teatro del Buratto

TERRA MATTA PARTE PRIMA: QUESTA E’ LA VITA BELLA CHE HO FATTO

Si chiude in bellezza, con un appuntamento impossibile da perdere: mercoledì 10 aprile al Teatro dal Verme di Milano, la serata finale dell’edizione 2019 delle “Serate Musicali Off” porterà in scena il Gomalan Brass Quintet, quintetto d'ottoni made in Italy che darà vita a esecuzioni musicali di altissimo livello e divertimento allo stato puro. Un mix incontenibile voluto e proposto da WEC (World Entertainment Company) in collaborazione con “Serate Musicali”. Dalle ore 21 spazio alle note di questi grandi professionisti, all’interno di un contesto settimanale in cui Milano diventa protagonista incontrastata.

IL GRUPPO - L’ensemble è composto da cinque raffinati musicisti che, grazie all’avvincente sinergia tra abilità esecutiva e coinvolgimento teatrale, da vent’anni conquista pubblico e critica di tutto il mondo. E proprio per festeggiare questo anniversario nella metropoli lombarda, il quintetto suonerà brani tratti dal proprio repertorio “degli inizi” e altri che hanno accompagnato il gruppo per molto tempo. Il fine è quello di ripercorrere la loro carriera in un concerto dal titolo “Gomalanbrass Da Vent’anni”. Curioso e ridicolo anche il nome scelto per il gruppo: Go Mal An Brass significa “ho male a un braccio”. Il Gomalan Brass Quintet è composto da Marco Braito (tromba), Marco Pierobon (tromba), Nilo Caracristi (corno), Gianluca Scipioni (trombone) e Stefano Ammannati (tuba)

LO SHOW - Lo spettacolo proposto, e continuamente rinnovato, si fa distinguere per la riconosciuta qualità musicale e per la particolare verve istrionica dei componenti del quintetto. Il Gomalan Brass Quintet, infatti, si destreggia con disinvoltura all’interno di un repertorio vastissimo, che spazia dal rinascimento al melodramma e alla musica contemporanea, senza disdegnare incursioni nel repertorio della musica per film. Il programma prevede musiche di Wagner (Pilgrim’schorus), Verdi (Traviata, preludio I), Bach (Concerto per violino in La minore, I mov), Ewald (Quintet, III mov), Puccini (Nessun Dorma) e ancora Verdi (Aida, marcia trionfale). Ad essi si aggiungono Morricone, Ottolini, D’Anzi, Buscaglione, Pollack e un simpatico mix di cartoni animati.

LA STORIA - A due anni dalla fondazione, nel novembre 2001, il gruppo si aggiudica il primo premio al Concorso Internazionale “Città di Passau”, uno dei più prestigiosi riconoscimenti a livello mondiale nel campo della musica per ottoni. Regolarmente presente nelle più importanti sale da concerto e ai principali festival italiani, il Gomalan Brass si è esibito anche negli Stati Uniti, in Giappone, in Canada, in Inghilterra, in Scozia, in Germania, in Grecia e in Svizzera. Il quintetto ha all’attivo cinque lavori discografici. Il 2019 sarà un anno molto denso di appuntamenti per “Gomalanbrass Da Vent'anni Tour”: Oltre a Milano, infatti, saranno protagonisti su palcoscenici italiani (fra cui Roma, Verona, Torino, Lecco, Cervo, Foggia, Castelfranco) e internazionali (USA, Israele, Germania, Taiwan).

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“Remember my name, fame! I'm gonna live forever, I'm gonna learn how to fly, high!”. Sono in pochi ad aver dimenticato il ritornello di una delle canzoni più note di un musical che è tornato prepotentemente alla ribalta a Milano. “Fame-Saranno Famosi” sarà al Teatro San Babila, nella metropoli lombarda, fino al 14 aprile, portando in scena il calore dei suoi protagonisti, la passione della sua storia, l’adrenalina dei suoi ritmi.

Un appuntamento imperdibile perché firmato da uno dei registi più cool del panorama italiano, Federico Bellone che ha a disposizione ciò che di più “famoso” (e non poteva essere altrimenti visto il titolo) c’è nel mondo del musical tricolore. Alle loro spalle, la Wizard Productions, l’unica casa di produzione non inglese ad aver mai esportato in tutto il mondo la versione italiana di un musical americano, l’acclamato “Dirty Dancing”. È lei che ha deciso di produrre questo nuovo allestimento con la collaborazione organizzativa della Compagnia della Rancia.

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PROTAGONISTI – Alcuni nomi capaci di invogliarvi ad assistere allo spettacolo? Luca Giacomelli Ferrarini, Mercuzio in “Romeo e Giulietta”, Giulia Fabbri, protagonista in Mary Poppins, Simona Di Stefano, Maddalena in “Jesus Christ Superstar”, Francesca Taverni, Mrs. Goodman in “Next To Normal”, Simona Samarelli, Ulla in “The Producers”, Marta Melchiorre, Lise in “An American in Paris”, Roberto Tarsi, David in “Newsies”, Beatrice Baldaccini, Ariel in “Footloose”, Rodolfo Ciulla, Neil in “Dirty Dancing”, Monica Ruggeri, Linda Manero ne “La febbre del sabato sera” e Davide Sammartano, Bert in “Mary Poppins”. E poi una curiosità: nel cast c’è anche il direttore artistico del Teatro San Babila, Marco Vaccari. È lui a vestire i panni di Mr. Myers.

LA TRAMA – Un gruppo di ragazzi, ognuno con la propria storia e un sogno in comune, entra nella rinomata ed esclusiva High School of Performing Arts di New York. Il racconto della loro vita che si intreccia a quella dei professori sarà la base di un percorso che, negli anni, ha regalato un film cult, una serie tv indimenticabile e un musical di successo internazionale. Quella di “Fame”è una storia che continua a conquistare ed emozionare nuove generazioni di pubblico e a ispirare i giovani talenti del nuovo millennio. Conclude Federico Bellone: “Nel 1998 ebbi la fortuna di assistere al musical a teatro, con un allestimento e un cast di primissima qualità. Fu uno shock e subito nacque un gran desiderio di metterlo in scena. Nel 2006 ho avuto questa possibilità e ora, a distanza di qualche anno ma con tante esperienze in più maturate anche all’estero, posso ritornare ad affrontare questo spettacolo con occhi un po’ diversi. Alla base, comunque, rimane in me una nostalgia di fondo per le atmosfere anni ’80. Ricordate con noi le vite di Leroy, Coco e dei grandi personaggi di Fame. Identificatevi in esse e lasciatevi ispirare da una storia in cui volere è potere”.

Pietro Razzini

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Dal 15 al 24 marzo il Teatro Nuovo di Milano sarà la casa di “Viktor und Viktoria”, commedia ispirata al film di Reinhold Schunzel. La regia di Emanuele Gamba porta in scena Veronica Pivetti, Giorgio Borghetti, Yari Gugliucci, Pia Engleberth, Roberta Cartocci e Nicola Sorrenti.

Tutte le sere a partire dalle 20.45. Il 16, 17 e 24 marzo anche alle 15.30. Lo show racconta di un mondo dello spettacolo che non è sempre scintillante. Ecco perché quando la crisi colpisce gli artisti, anche essi devono aguzzare l’ingegno. Parte da qui la storia di Viktoria, talentuosa cantante disoccupata che si finge Viktor e conquista le platee. Ma il suo fascino androgino scatenerà presto curiosità e sospetti. 

LA STORIA

La vicenda è ambientata in una Berlino stordita prima dai fasti e poi dalla miseria della repubblica di Weimar. In questo contesto, un’attrice di provincia, Susanne Weber (Veronica Pivetti), approda in città spinta dalla fame e in cerca di scrittura. Il freddo le ha congelato le membra, e anche il cuore non è rimasto illeso. L’incontro con un collega attore, Vito Esposito (Yari Gugliucci) immigrato italiano, sembra cambiarle la vita. E mentre la città subisce gli umori delle nascenti forze nazionalsocialiste di Hitler in lotta con gli spartachisti dell’estrema sinistra, Susanne e Vito s’immergono negli eccessi della vita notturna weimeriana. La coppia condivide fame, scene e battute e, alla fine, si scambieranno anche... sesso ed identità! Ed è per proprio per l’affamata ditta che Susanne si sacrifica e diventa “Viktor und Viktoria”, cioè un acclamato ed affascinante “en travesti”(un personaggio che in un'opera teatrale viene interpretato da un attore di sesso opposto), anche grazie all’aggiunta di un colorato, buffo e stravagante fallo di cotone che diventa l’emblema del loro piccolo grande segreto. 

IL SIGNIFICATO

Si ride ma non solo: tra battute di spirito e divertenti equivoci, infatti, si legge la critica a una società bigotta e superficiale sempre pronta a giudicare dalle apparenze. La Berlino degli Anni Trenta fa da sfondo ad una vicenda che, con leggerezza, arriva in profondità. Veronica Pivetti si cimenta nell’insolito doppio ruolo di Viktor/Viktoria, nato sul grande schermo e per la prima volta sulle scene italiane nella sua versione originale. Ed è proprio una spassosa Veronica Pivetti ad emergere all’interno di una commedia ricca di artisti di qualità: sarà lei, infatti, a raccontare una storia piena di qui pro quo, cambi di sesso, scambi di persona e piena di intrecci sentimentali senza esclusione di colpi.

Pietro Razzini

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Un'unione devastante, simpatica, ironica, irresistibile. Il teatro Leonardo di Milano ospiterà dal 14 al 24 marzo il nuovo spettacolo della Rimbamband per la regia di Goele Dix. Ed è proprio da questa unione che nasce “Manicomic”, uno show che ha già conquistato il Teatro Palazzo di Bari totalizzando 11 sold out su 11 repliche programmate (con più di 750 persone a sera) e ora si propone in tutta la sua comicità anche nella metropoli lombarda.

Non solo uno spettacolo ma una festa di pubblico: in scena, in un imprecisato luogo di cura, si ricreerà il mondo di un medico che segue i suoi quattro pazienti più gravi, affetti da varie patologie. Renato ha frequenti disturbi di personalità multipla, Francesco (il “Rosso”) è un po' Dottor Jekyll e un po’ Mr. Hyde, Vittorio è un alcolizzato cronico e Nicolò ha una grave forma di “neomelodite” ossessiva compulsiva. Come combattere tutto ciò? Con la musicoterapia, l'ippoterapia, l'elioterapia, lo sport e lo psicodramma, ossia la cura delle nevrosi attraverso l’improvvisazione teatrale. Come direbbero i protagonisti: “Ce n'è di che uscire pazzi”.

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Manicomic si preannuncia una sfida intrigante per la Rimamband: la sfida di un gruppo che è abituato a mettersi in gioco con forme d’arte che mixano il comico e il teatral-musicale. Raffaello Tullo, Renato Ciardo, Nicolò Pantaleo, Francesco Pagliarulo e Vittorio Bruno sono i cinque maestri di un genere in cui la maschera e la comicità vanno a braccetto con la giocoleria, la clownerie, il mimo, il tip tap e la straordinaria capacità musicale di ogni strumentista. Si tratta del quarto spettacolo della Rimbamband scritto da Raffaello Tullo. In questa occasione, tuttavia, c’è un elemento che regala ulteriore notorietà allo show: la regia di Gioele Dix. Per l'attore e regista milanese, con il suo autorevole punto di vista squisitamente teatrale, è un ritorno sui sentieri della follia, dopo aver diretto “Matti da slegare” con Giobbe Covatta e Enzo Iacchetti e “Fuga da via Pigafetta” con Paolo Hendel.

LO SPETTACOLO - “È uno spettacolo pieno di cose nuove che vi sorprenderanno: ci sono molte idee particolari all'interno di una struttura del teatro comico che osserva le sue regole ferree. Non si perde mai però la scioltezza e la freschezza, in una pièce che tratta la follia in maniera molto intelligente. Sono felice e onorato di lavorare con la Rimbamband, un gruppo dotato di grande energia e straordinaria creatività”, ha affermato Gioele Dix parlando di Manicomic, show in cui gli oggetti diventano degli strumenti musicali: palloni da pallavolo, case-contenitori, palloncini e campanelli. Ma non solo: si gioca con la “table percussion”, il tip tap e tanto altro ancora. In Manicomic la metafora musicale e il gioco teatrale si incontrano in un particolare spazio in cui ricreare un effetto straniante e stralunato: ciò che ne deriva è un mix di poesia e comicità del tutto originale. A differenza degli altre notti griffate Rimbamband, le variazioni tra il claunesco e il surreale di Raffaello Tullo e dei suoi compagni di ventura si esercitano sul tema della follia, senza alcuna malizia carognesca ai danni dei malati di mente. Insomma, l’occasione è ghiotta per ridere e sorridere con Gioele Dix e la Rimbamband. 

Pietro Razzini

 

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È arrivato anche in Italia, con tutto il suo fascino irresistibile, uno dei musical più premiati nella storia di Broadway. Al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano, spazio a uno show che ha pochi eguali al mondo. Produzione firmata Stage Entertainment per “A Chorus Line – Il Musical”, nuovo allestimento mai presentato prima d’ora, con una creatività tutta italiana: la regia di Chiara Noschese, gestita nel rispetto di script e direzione originale, è riuscita a rendere ancor più attuale il testo iniziale, regalando emozioni intensa a tutto il pubblico.

Le possibilità di ammirare lo show non mancheranno per gli amanti del genere: “A Chorus Line”, infatti, rimarrà nella metropoli milanese fino a metà aprile.

L’APPROFONDIMTO - Ed è proprio Chiara Noschese a inquadrare al meglio il suo lavoro: “Si tratta di uno spettacolo unico, con un linguaggio moderno, che brilla immutato nel tempo: i candidati all’audizione vivono un viaggio tra passato e presente, esprimendo i loro pensieri e le loro sensazioni attraverso musica e danza. Ci appassioniamo alle storie, diventando parte di quel presente che condividiamo con tutti i 19 protagonisti. Ci emozioniamo con loro, viviamo la loro audizione che diventa, fatalmente, anche la nostra. È una macchina perfetta, una scatola cinese costruita con rigore, e con altrettanto rigore e rispetto abbiamo cercato di rendere A Chorus Line, uno show 2.0.”

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LA STORIA - Il musical racconta il dietro le quinte di uno spettacolo teatrale, mostrando l’impegno, la fatica, i sogni e il sacrificio di chi vuole disperatamente farcela. In pratica è un’opera di teatro nel teatro: semplicemente geniale. Sul palco un gruppo di ballerini pieni di speranza si presenta a un provino. Sono tutti pronti a farsi giudicare dal regista Zach per aggiudicarsi un ruolo nello spettacolo di prossima produzione, raccontandosi e condividendo con lui le loro storie. Come nello spettacolo, così nella vita reale, gli stessi artisti, a ogni alzata di sipario, portano in scena loro stessi, determinati nel dimostrare chi sono. Messo in scena per la prima volta allo Shubert Theatre di Broadway il 25 luglio 1975, A Chorus Line rimase in cartellone 15 anni per un totale di 6.137 repliche. Lo show fece così tanto scalpore da essere rinominato come il “Re dei Musical”: vinse 9 Tony Award, un premio Olivier Award per il miglior musical e un Premio Pulitzer per la drammaturgia. Successivamente, nel 1985, la Columbia Pictures ne distribuì la versione cinematografica.

Pietro Razzini

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Di Redazione - Evento imperdibile al Teatro G. Moruzzi di Noceto. Va in scena l'opera del compositore russo Sergej Prokof'ev, scritta nel 1936, dopo il ritorno dell'autore in Unione Sovietica. Musica e testo furono scritti da Sergej Prokof'ev e l'idea fu quella di comporre un'opera per un pubblico giovane eseguita da un'orchestra e una voce narrante. Inizialmente non riscosse un grande successo, ma in seguito divenne un classico per grandi e piccini.

Al Teatro Moruzzi di Noceto potremo rivivere la magia di "Pierino e il lupo" sabato 9 marzo alle ore 21.

Assolutamente un'occasione da non perdere.

Teatro G. Moruzzi a Noceto (PR)
sabato 9 marzo ore 21
Orchestra "Adagio & Furioso"
Direttore "Gaetano Nenna"
Voce narrante "Gianpaolo Cantoni
Voce solista "Alberto Venturini"
Ingresso 15 euro

 

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Uno spettacolo speciale quella che andrà in scena al Teatro Due di Parma mercoledì 20 febbraio: la prima rappresentazione di "When the rain stops falling" (Quando la pioggia finirà) di Andrew Bovell, in cartellone del teatro parmigiano, sarà dedicata all’oncologia di Parma e il ricavato devoluto all’associazione “Verso il sereno” che con i suoi volontari offre un sostegno solidale e amichevole alle persone che devono affrontare un percorso terapeutico presso il Day hospital oncologico e il reparto di degenza oncologica dell’Ospedale Maggiore di Parma.

Presentato per la prima volta in Italia, When the Rain Stops Falling è il nuovo spettacolo di Lisa Ferlazzo Natoli, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Fondazione Teatro Due di Parma e con il sostegno di Australian Embassy-Rome, sarà in scena a Teatro Due in questa serata speciale il 20 febbraio alle ore 20.30.

LA TRAMA

Sta piovendo. Gabriel York aspetta l’arrivo del figlio ormai adulto, che non vede da quando questo aveva sette anni: “So cosa vuole. Vuole quello che tutti i giovani uomini vogliono dai loro padri. Vuole sapere chi è. Da dove viene. Dove sia il suo posto. E per quanto ci provi non so cosa dirgli.” È questo l’inizio apparente, o forse l’epilogo, di una saga familiare che ci porta, vertiginosamente – dal 2039 al 1959, slittando nel e con il tempo – alle soglie di un diluvio torrenziale che ha il sapore eccentrico e favoloso della pioggia di rane in Magnolia di Paul Thomas Anderson.

"When the rain stops falling" (Quando la pioggia finirà) di Andrew Bovell

Regia Lisa Ferlazzo Natoli. Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Fondazione Teatro Due. Con il sostegno di Ambasciata d’Australia e Qantas

Teatro Due 20 febbraio 2019, ore 20.30

Informazioni e biglietteria: Tel. 0521. 230242 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Dopo "Rugantino" e "Il Marchese del Grillo" Enrico Montesano porta in scena un altro personaggio popolare scolpito nell'immaginario collettivo, "Il Conte Tacchia", chiudendo così questa sorta di trilogia.

La versione in commedia musicale è liberamente tratta dall'omonimo film interpretato nell' '82 dallo stesso Enrico Montesano e racconta la tormentata storia d'amore tra Fernanda e Checco dal 1910 al 1944. Nella messa in scena, Montesano cerca di dare allo spettacolo una connotazione prettamente teatrale: "Forse oggi per fare qualcosa di moderno c'è bisogno di un ritorno all'antico, anzi direi al classico, per questo ho optato per una scenografia con fondali dipinti". I numerosi cambi di scena (diciotto), vengono eseguiti a vista, diventando di fatto dei momenti coreografici in continuità con lo svolgimento del racconto, senza pause, conferendo alla rappresentazione scorrevolezza e ritmo.

L'attenzione per una ricerca storica e filologica si evincono nel riproporre una ricostruzione fedele degli scenari e dei costumi di quell'Italia e quella Roma dei primi '900 e del 1944, ma anche nell'uso di termini classici o aulici con cui il protagonista, di bassa estrazione sociale, gioca storpiando il linguaggio e ottenendo così un effetto comico e satirico allo stesso tempo. Come un artigiano della parola, Montesano lavora anche sui testi delle canzoni, limando termini e suoni fino a renderle pienamente aderenti ai personaggi e alla loro epoca. Nella messa in scena di questo appassionante ed esilarante balzo nella storia, riescono a fare capolino corrispondenze e analogie con la realtà di oggi, rendendo in tal modo il pubblico sempre più partecipe e coinvolto.

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Il cast è composto da tredici brillanti attori e da dodici affiatati ballerini-acrobati che si muovono e animano la scena passando dai costumi degli anni quaranta a quelli del 1910 e viceversa, e spaziando da ritmi black bottom al valzer, dal boogie woogie al saltarello.

Regia di Enrico Montesano; versione teatrale di Enrico Montesano e Gianni Clementi; musiche originali di Maurizio Abeni, scene Carlo De Marino, costumi Valeria Onnis, coreografie Manolo Casalino, trucchi e acconciature Chiara Adorno.

Lo spettacolo "Il Conte Tacchia" di e con ENRICO MONTESANO, in programma martedì 12 febbraio 2019 presso il Teatro Regio di Parma, fa parte della rassegna "Tutti a Teatro 2018/2019". La rassegna, giunta alla sua quinta edizione, è realizzata da Caos Organizzazione Spettacoli con la direzione artistica di Marcello Fava.

Biglietti disponibili e in vendita presso:
- Arci Provinciale di Parma - (Via Testi, 4 – PR)
- tramite il circuito ticketone
- a partire dalle ore 19.00 del giorno dello spettacolo presso la biglietteria del Teatro Regio.

Per informazioni:
ARCI Parma e CAOS Organizzazione Spettacoli tel 0521/706214 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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