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All'Oratorio Novo della Biblioteca Civica si è tenuto un incontro della rassegna «Il Maggio dei Libri», promossa dalle Biblioteche del Comune di Parma e dal Centro per il Libro e la Lettura con il patrocinio del Ministero della Cultura.

Non era una serata di presentazioni di libri, né un semplice omaggio alla letteratura. L’appuntamento nell’Oratorio Novo della Biblioteca Civica di Parma aveva un’anima più profonda: tessere un ponte tra passato e presente attraverso la memoria, intesa come bagaglio collettivo e, al contempo, intimo. Al centro del dialogo, tre autori contemporanei — Giovanni Bergamini, Andrea Cabassi e Valerio Varesi — e tre voci che hanno fatto da bussola: Marcel Proust, Rainer Maria Rilke e lo scrittore italiano Cavazzoni. A moderare Roberto Ceresini, mentre Paola Ferrari ha dato voce ai testi con letture di rara intensità, applaudite calorosamente dal pubblico.

Il filo conduttore era dichiarato fin dal titolo: «Narrazioni diverse per un'unica memoria. Dall'infanzia alla maturità: sulle tracce di Proust, Rilke e Cavazzoni». E la memoria, quella vera, non si è rivelata un semplice esercizio di nostalgia, ma una chiave di lettura per decifrare l’oggi.

Dalla pandemia a Proust: Cabassi e la memoria involontaria

Andrea Cabassi ha raccontato come, nei lunghi mesi della pandemia, la lettura di Proust in lingua originale sia diventata un rifugio e, insieme, una scintilla. Da lì è nato "Unica patria l'infanzia. La mia vita con Marcel Proust", un libro che affonda le radici nella memoria involontaria proustiana, quella che non si comanda dalla ragione, ma scaturisce dalle emozioni, dai profumi, dai gesti. All’interno della raccolta, il racconto La Cattura ha colpito per il tratto neorealistico e per un gioco linguistico audace attorno al termine «dessinazioni», dove si mescolano significanti e significati fino a sfidare il lettore a scavare oltre la superficie del testo. Per Cabassi, scrivere significa proprio questo: ancorare i ricordi fluttuanti a una pagina per dare senso all’esistenza.

Bergamini: il borgo che diventa città, la memoria che non è storia

Giovanni Bergamini ha portato in sala l’atmosfera di "Pavignane imperiale", opera che - come ha sottolineato Ceresini- evoca i grandi affreschi cinematografici di Novecento di Bertolucci e Amarcord di Fellini. È la memoria contadina e padana, fatta di nebbie e di un borgo natio così piccolo da contare appena tre case, ma così vivido da espandersi fino a diventare una città nell’immaginario. Bergamini non è partito dalle cronache archivistiche, bensì dalle voci raccolte: aneddoti, maldicenze, pettegolezzi, confidenze di giovani e adulti. Memorie talvolta distorte, imprecise, che l’autore ha deliberatamente lasciato intatte per restituire il respiro autentico di un mondo ormai scomparso. Non un romanzo, ma una serie di racconti intrecciati, dove persino la morte assume il ruolo di personaggio realistico in un universo onirico. Una lettura, quella di Una Vita per una vita, che ha sottolineato il peso della memoria come strumento di consapevolezza di sé, al di là della fedeltà storica.

Varesi: gialli, perle del passato e la Repubblica da ricostruire

Valerio Varesi, noto al grande pubblico per la saga del commissario Soneri — giunta a 18 pubblicazioni —, ha spiegato come anche nei suoi romanzi la memoria sia un tassello imprescindibile. Citando Lago Santo e la Trilogia di una Repubblica, ha evidenziato la sua poetica: vivere in un’epoca ossessionata dal presente, ma fare un passo indietro per raccogliere le perle del passato e infilarle in una collana narrativa. Solo così, sostiene, si può capire il presente.

Il dibattito si è presto aperto al pubblico, spaziando con disinvoltura dalla letteratura alla fisica quantistica, fino a toccare la paura diffusa per un futuro senza prospettiva. Varesi non ha usato mezzi termini: «L’economia ha fagocitato la politica». Ha descritto una società occidentale rintanata nella zona di comfort o come preferisce lo scrittore "zona confortevole", senza più giovani capaci di sognare, senza fede né corso, colta da una miopia di «corti vedute» e da una cultura spesso rinnegata e di un presente fatto solo di numeri. Di fronte a questo scenario, ha auspicato «una nuova fase di utopia» per ridisegnare il destino del Paese. Anche per Bergamini, la paura del futuro nasce dalla mancanza di un’interpretazione condivisa, dalla corsa al guadagno immediato che annebbia ogni visione lunga.

La memoria come resistenza

L’incontro si è concluso nel segno di un’idea semplice e potente: la memoria non è un ripostiglio di fatti, ma un insieme di sensazioni, culture, emozioni e ricordi. È un atto di resistenza contro un presente che vorrebbe cancellare ogni traccia del prima. Grazie alla rassegna «Il Maggio dei Libri», Parma ha offerto una serata in cui tre autori diversi per stile e genere hanno dimostrato che, pur raccontando storie lontane, parlavano tutti della stessa cosa: il bisogno umano di ricordare per non perdere se stessi.

 

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Francesca Caggiati

Giornalista, addetta stampa e professionista della comunicazione, laureata in Economia con focus su trasporti e intermodalità, specializzata in Comunicazione televisiva e pubblicitaria. Ha sviluppato competenze in diversi ambiti della comunicazione: dal giornalismo, alla formazione, alle media e public relations, oltre ad una qualifica professionale come tecnico esperto in marketing turistico e territoriale.

È l'ideatrice di "Ufficio Stampa LAB", un percorso di formazione innovativo e unico nel suo genere per diventare addetti stampa e brand journalist.

Collabora con Gazzetta dell'EmiliaQuotidiano Web e altre testate on line, inoltre organizza corsi di formazione e aggiornamento professionale, tra cui alcuni seminari di formazione continua per l'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia Romagna, di cui è stata anche revisore dei conti. È delegata del gruppo stampa specializzata Arga/Unarga per Parma e provincia e da anni fa parte della giuria del Premio tecnico Mediastars e del board del Marketing Club di Parma.

Oltre al lavoro nel campo della comunicazione e dell'ufficio stampa, si occupa anche di marketingconsulenza e mentorship.

 

Pubblicato in Cultura Parma

CASINA – Si è svolto nella mattinata di giovedì, alla scuola secondaria di primo grado di Casina, l'incontro conclusivo di un articolato progetto interdisciplinare che ha unito Lettere e Arte attorno al libro "Ultime luci a Vercallo" della scrittrice Barbara Parenti. Un percorso che ha coinvolto le classi 3A e 3B, culminato in un momento di confronto diretto con l'autrice, collegata a distanza, alla presenza della vicesindaca e assessora alla Scuola e Politiche giovanili Ilaria Cilloni, della dirigente scolastica Sara Signorelli e delle insegnanti referenti.

Pubblicato in Scuola Reggio Emilia

Oggi la Polizia di Stato celebra il 174° anniversario dalla sua fondazione con una solenne cerimonia nazionale che si terrà, a Roma, in Piazza del Popolo. Il tema del 174° Anniversario è “La polizia che guarda al futuro”.

Di Mario Vacca (*) Parma, 22 settembre 2025 - Per molti italiani il servizio di leva non era solo un obbligo, ma un’esperienza formativa che segnava la vita: migliaia di giovani in quegli anni imparavano disciplina, solidarietà, rispetto per l’autorità, ma anche silenzio, attesa, educazione — elementi che oggi spesso sembrano smarriti. Il servizio militare dava ordini precisi: stare in silenzio, ascoltare, non intervenire prima del momento giusto. In un’epoca in cui l’immediatezza, il rumore, la velocità dominano la scena sociale e digitale, quei valori rappresentavano una palestra quotidiana di crescita personale.

Giovedì, 31 Ottobre 2024 09:58

Giovanna Tomasi: dodici anni di memoria magmatica

Nel dodicesimo anniversario della sua prematura scomparsa - avvenuto ieri 30 ottobre - ricordiamo Giovanna Tomasi, artista parmigiana d'avanguardia e pioniera del magmatismo. La sua vita, un'esplosione di creatività e passione, ha lasciato un'impronta indelebile nel panorama artistico italiano e internazionale. 

In occasione della Children's Book Fair le opere dei più influenti disegnatori della letteratura per ragazzi cilena saranno in mostra presso la Galleria Millenium

BOLOGNA, dal 6 al 9 MARZO 2023 - Galleria Millenium

Pubblicato in Dove andiamo? Emilia

In concomitanza con l8 marzo e a un anno dall’inizio della pandemia, le donne hanno pagato di più.

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In un mondo dove ogni giorno si moltiplicano episodi di razzismo, di intolleranza, di xenofobia è importante ricordare ogni anno il “Giorno della Memoria”.

Pubblicato in Cultura Emilia

L’Assistenza Pubblica di Parma giovedì 28 maggio, ha ricevuto un’importante donazione, in ricordo dell’infermiera Edi Maiavacchi, da parte dei suoi colleghi ed ex colleghi dell’Ospedale Maggiore di Parma.

Edi è stata la prima infermiera vittima di Covid-19 a Parma, e stava combattendo in prima linea contro il virus. A soli 61 anni si è spenta, lasciando un vuoto enorme nel cuore di amici e colleghi, che hanno deciso di onorarla compiendo un enorme gesto di solidarietà.

Memoria. Il viaggio da Fossoli a Mauthausen di 450 studenti degli istituti superiori modenesi. Il presidente Bonaccini alla partenza: "Un atto di coraggio civile, per non dimenticare e contrastare l'intolleranza". Il progetto della Fondazione Fossoli ottiene per la seconda volta la Targa del Presidente della Repubblica. Gli alunni di 29 scuole in viaggio dal 24 al 28 febbraio con i loro professori e gli storici Elisabetta Ruffini, Carlo Saletti, Costantino di Sante, Antonella Tiburzi e Roberta Mira. I campi di Mauthausen, Gusen, Dachau, Ebensee, oltre al castello di Hartheim tra le tappe. Previsti laboratori di giornalismo, fotografia e produzione multimediale. ll 30 aprile al Teatro Comunale di Carpi il racconto alla comunità dell'esperienza fatta.

Bologna -

Un lungo viaggio dalla provincia modenese fino alla Germania, con tappe in Austria, per ricordare le vittime dell’Olocausto e della guerra450 studenti e i loro professori, che non vogliono dimenticare. E’ il progetto Storia in Viaggio. Da Fossoli a Mauthausen, promosso dalla Fondazione Fossoli, che ripropone ai ragazzi, per il terzo anno consecutivo, il viaggio finale che i prigionieri del campo italiano nei pressi di Carpi, moltissimi ebrei, fecero durante la Seconda guerra mondiale verso i lager nazisti. Per il secondo anno consecutivo, l’iniziativa ha ottenuto la Targa del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che il 25 aprile 2017 visitò l’ex Campo di Fossoli.

“Sono venuto a salutare questi ragazzi e queste ragazze che, fortunatamente, hanno vissuto sempre un tempo di pace e che quindi sono portatori di questo grande valore– ha affermato Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, durante la cerimonia di partenza degli alunni-, studenti che, insieme ai docenti, hanno il coraggio civile di ripercorrere i passi verso l’orrore cui furono costretti circa 5000 deportati. Di ricordare attraverso i luoghi, le immagini e le testimonianze, la guerra e la terribile ideologia nazista. La memoria è importante, un segno di civiltà e un monito per far sì che non si ripetano gli stessi drammatici errori. E la legge sulla Memoria del Novecento che abbiamo voluto e che finanziamo con un milione di euro l’anno, serve anche a sostenere le iniziative e i progetti delle scuole. Utili tanto più oggi, nel momento in cui diventa fondamentale ricordare dove abbiano condotto la follia nazifascista e le stesse leggi razziali varate nel nostro Paese, fino a dove si sono spinte la cultura dell’odio e l’intolleranza verso coloro che venivano considerati diversi. Un baratro inconcepibile e disumano che non deve tornare, mai”.

Alla cerimonia erano presenti anche il presidente della Fondazione Campo Fossoli, Pierluigi Castagnetti, il sindaco di Carpi, Alberto Belelli, e il rabbino capo di Modena, Beniamino Goldstein.

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IL PROGETTO

I cinque giorni del viaggio, che coinvolgono 29 istituti superiori dei territori di Carpi, Castelfranco Emilia, Finale Emilia, Mirandola, Modena, Montombraro, Pavullo, Sassuolo e Vignola, sono il culmine di un percorso di formazione molto più ampio, che ha preceduto per mesi la partenza, con tre specifici momentiuno in classe, in cui ogni scuola ha “adottato” un testimone transitato dal Campo (attraverso la letture della sua biografia o autobiografia), la visita a Fossoli per comprendere il ruolo giocato dall’ex Campo di concentramento nel sistema concentrazionario europeo, e la conferenza del professor Francesco Mario Feltri sulle origini del nazismo nei primi decenni del secolo scorso. La formazione degli alunni proseguirà anche durante il viaggio, con la presenza di cinque storiciElisabetta RuffiniCarlo SalettiCostantino di SanteAntonella Tiburzi e Roberta Mira. Insieme a loro agli operatori della Fondazione Fossoli, con la possibilità per gli studenti di partecipare ai numerosi laboratori, come quelli di giornalismo, curato da Serena Fregni, fotografia, condotto da Elena Canevazzi, e produzione multimediale, curato da Roberto Zampa e Giovanni Vignali.

L’esperienza maturata nel viaggio sarà condivisa anche al ritorno, sia nelle classi, che in un momento pubblico che si svolgerà martedì 30 aprile al Teatro Comunale di Carpi.


IL VIAGGIO DELLA MEMORIA

Il viaggio toccherà alcune tra le città simbolo di quello che fu il regime nazista quali Monaco di Baviera, LinzSalisburgo e Innsbruck, in un percorso molto esplicativo  dei diversi aspetti della macchina di morte del Terzo Reich, non limitandosi esclusivamente alla persecuzione e allo sterminio degli ebrei, ma approfondendo temi quali il lavoro coatto e la famigerata Aktion T4, che portò l’uccisione di migliaia di persone affette da malattie genetiche inguaribili e di portatori di handicap,  “vite indegne di essere vissute”, secondo la visione dell’eugenetica nazista, senza dimenticare la sorte riservata agli internati politici. Tra le tappe, i campi di concentramento di Mauthausen, Gusen, DachauEbensee, oltre al castello di Hartheim.

Informazioni sul sito www.fondazionefossoli.org e la pagina Facebook Fondazione Fossoli.
 
 
Fonte: Regione Emilia Romagna

 

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