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Da sabato le casacche special edition realizzate insieme a Provincia ed Emilbanca e indossate contro il Padova saranno tra i tanti premi di una raccolta fondi online lanciata dalla Croce Verde, impegnata nell'emergenza sanitaria. Alla 15 la presentazione in diretta social, dalle 16 via alle donazioni.

Le fantastiche maglie storiche del Centenario granata, realizzate in edizione limitata e indossate da Spanò e compagni il 16 dicembre scorso nella partita vinta contro il Padova, tornano protagoniste per affrontare un'altra, ben più difficile sfida. Sostenere, insieme a tutti i reggiani, la nostra comunità nella battaglia contro la pandemia.

Dalle 16 di sabato, attraverso la piattaforma di crowdfunding Ginger, queste maglie special edition saranno infatti protagoniste di una raccolta fondi promossa dalla Croce Verde di Reggio Emilia finalizzata, in prima battuta, all'acquisto di dispositivi di protezione individuali e a sostenere l'intensificata e preziosa attività che la Pubblica assistenza sta svolgendo sul territorio reggiano.

Reggiana, Provincia di Reggio Emilia ed Emilbanca mantengono così fede all'impegno preso lo scorso dicembre, quando queste maglie - che ripropongono la casacca storica indossata dai granata il 19 ottobre 1919 nella prima partita ufficiale (3 a 3 in amichevole contro la Spal nel leggendario Mirabello) - vennero presentate alla vigilia della sfida con il Padova: destinarle ad una iniziativa benefica.

"A inizio anno avevamo incominciato a lavorare ad un evento che culminasse in occasione dell'attesissimo derby con il Modena in programma a metà marzo, poi l'emergenza sanitaria ha purtroppo fatto saltare i nostri piani - spiegano i presidenti di Provincia e Reggiana, Giorgio Zanni e Luca Quintavalli, e la vicepresidente di Emilbanca Paola Pizzetti - Non si è fermata, però, la nostra volontà di aiutare la nostra comunità, a maggior ragione in questo difficile momento".

Da qui la decisione di mettere a disposizione della Croce Verde tutte le 24 maglie special edition. Maglie rétro, bellissime, da veri collezionisti. Anche perché davvero uniche: grazie a una speciale deroga, la casacca – realizzata dalla Macron con tanto di laccetti, numeri dorati e lo stemma storico, con pallone e scritta SPQR, oltre a quelli di Provincia di Reggio Emilia sul petto ed Emilbanca sulla manica sinistra – ha infatti potuto essere indossata per la prima (ed unica) volta in una partita ufficiale di campionato. Appunto la sera di lunedì 16 dicembre, in occasione del posticipo della 19esima giornata del Girone B di Serie C, quando allo stadio Città del Tricolore la Reggiana superò il Padova 1 a 0, grazie ad un colpo di testa di Kargbo.

Saranno loro, ma non solo loro, le protagoniste della raccolta fondi che partirà ufficialmente alle 16 di sabato 18 aprile e che verrà illustrata, a partire dalle 15, in diretta sulle pagine Facebook di Provincia e Reggio Audace FC, nonché attraverso il quotidiano telematico www.reggionline.com.

Tanti altri, alcuni altrettanto unici e preziosi, saranno i premi in palio per chi effettuerà donazioni, grazie anche alla collaborazione di partner come lo storico della Reggiana Mauro Del Bue ed i Nimêl Arşân, l'associazione no profit che ha lanciato l'appassionante gioco strategico da tavolo "Regium Lepidi - Porcorum bellum".

Intanto segnatevi l'appuntamento di sabato pomeriggio (ore 15), preparate il vostro indirizzo di posta elettronica, carta di credito o paypal (unica altra forma di pagamento, il bonifico bancario), prendete nota delle pagine Facebook @ProvinciadiRE e @ReggioAudaceFC e dei siti www.reggionline.com (sempre per la diretta, se non siete iscritti a Facebook) e www.ideaginger.it (per le donazioni che partiranno dalle 16). Perché, oltre alla generosità, per alcuni premi - a partire proprio dalle maglie - sarà fondamentale anche la rapidità.

"Vi aspettiamo in tanti, numerosi, al nostro fianco in questa avventura all'insegna di calcio, reggianità e generosità - concludono Zanni, Quintavalli e Pizzetti - Pur... restando a casa, potete celebrare il centenario della Reggiana, il nostro territorio ed i valori che lo contraddistinguono e, soprattutto, sostenere chi, come la Croce Verde, ogni giorno è in prima linea in questa battaglia contro la pandemia".

INVITO AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE

La presentazione ed il lancio della campagna avverranno SABATO 18 aprile, a partire dalle ORE 15, nella Sala del Consiglio provinciale, in corso Garibaldi 59 a Reggio Emilia, alla presenza dei Presidenti della Provincia, Giorgio Zanni, della Reggiana, Luca Quintavalli, e della Croce Verde di Reggio Emilia, Rolando Landini, della Vice Presidente di Emilbanca Paola Pizzetti e del Segretario Generale della Reggiana Nicola Simonelli.

I locali della Provincia sono perfettamente in grado di assicurare il rigoroso rispetto del distanziamento sociale e di ogni altra misura igienico-sanitaria adottata per contrastare la diffusione del virus Covid-19. Giornalisti e fotocineoperatori che volessero essere presenti (avendo la possibilità di spostarsi per esigenze lavorative) saranno dunque i benvenuti e potranno accedere in auto direttamente nel cortile interno di Palazzo Allende. In ogni caso, l'evento potrà essere seguito online attraverso la diretta Facebook.

Pubblicato in Sport Reggio Emilia

In vista del ponte di Pasqua che potrebbe invogliare qualche scriteriato a non rispettare i divieti di spostamento in vigore per il contenimento della diffusione del virus Covid-19

Anche la Polizia provinciale darà il suo contributo nelle attività di controllo, coordinate dalla Prefettura, che saranno intensificate in questo ponte di Pasqua per verificare che tutti i reggiani rispettino i divieti di spostamento in vigore per contrastare la diffusione del virus Covid-19.

Lo farà, in particolare, in montagna, nei servizi congiunti disposti insieme a carabinieri della Compagnia di Castelnovo Monti, forestali e polizia locale dell'Unione montana dei Comuni dell'Appennino reggiano. Le principali vie di comunicazione tra città e Appennino e le tradizionali mete solitamente predilette dai reggiani per gite, escursioni e grigliate, i luoghi che saranno principalmente presidiati, sperando che ovviamente anche nei prossimi giorni prevalga il (buon) senso civico.

territorio "Metteremo a disposizione delle operazioni di controllo anche il drone che da tempo utilizziamo per le attività antibracconaggio, nonché per la verifica dei ponti di proprietà della Provincia o, in caso di frane, dei dissesti che interessano le strade provinciali - spiega il comandante della Polizia provinciale di Reggio Emilia, Lorenzo Ferrari - Il drone sarà molto utile per controllare in particolare luoghi, come la Pietra di Bismantova, non semplici da ispezionare, ma solitamente molto frequentati durante le feste".

La Provincia, inoltre, ricorda che già dall'11 marzo, d'intesa con i Comuni, sono stati chiusi al pubblico il Parco di Roncolo e la Pinetina di Vezzano sul Crostolo. "Nell'augurare, pur nella complessità del momento, una serena Pasqua a tutti i reggiani, rivolgiamo loro un appello perché continuino a rispettare scrupolosamente le misure restrittive adottate per contrastare il diffondersi della pandemia - afferma il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni - La maggioranza degli automobilisti fermati in queste settimane dalla Polizia provinciale aveva autocertificazioni corrette, tantissimi si stavano spostando per lavoro e, quando ad essere controllati sono stati operatori della sanità, hanno ringraziato i nostri agenti per le verifiche che stavano compiendo: in realtà siamo tutti noi che ringraziamo medici, infermieri e personale sanitario per lo straordinario lavoro che stanno svolgendo".

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia
Mercoledì, 08 Aprile 2020 20:31

Allo Zanelli non solo didattica a distanza

Informazioni utili, advice, musica, un programma radiofonico in diretta su Instagram ed anche un cineforum grazie all'impegno, e alla fantasia, di studenti e docenti dell’istituto.

Non solo didattica a distanza, in queste settimane, per gli studenti dello Zanelli di Reggio Emilia. Grazie a social e nuove tecnologie, infatti, i ragazzi hanno trovato il modo di rimanere comunque in contatto, condividendo informazioni utili non solo per affrontare l’emergenza sanitaria, ma anche per sfruttare in modo piacevole queste giornate di isolamento forzato, ovviamente finite le video lezioni.

L’idea - venuta ai rappresentanti d’istituto Simone Todaro, Michael Bottazzi, Isabella Piermattei e Federico Scarcella - è stata approvata dalla dirigente Mariagrazia Braglia e, giorno dopo giorno, sta coinvolgendo sempre più studenti, dello Zanelli e non solo.

Dal momento in cui è stata lanciata la campagna #iorestoacasa, attraverso l’account Instagram istituto_zanelli abbiamo pensato di pubblicare ogni dieci giorni una serie di post, scritti da noi, per dare informazioni utili, ma anche consigli divertenti per trascorrere al meglio queste giornate non semplici”, spiega Simone Todaro.

Dunque info sulle norme igieniche che ormai tutti (si spera) abbiamo finalmente imparato, su quelle che regolano gli unici spostamenti possibili, ma anche la top-five delle migliori app per fare ginnastica in casa, consigli su come imparare a lavorare a maglia e l’immancabile cooking advice: fare i cappelletti o il sushi home made, scambiarsi le ricette delle nonne, scoprire la pizza proteica, fare i popcorn e glassarli con qualsiasi cosa.

In più, tutti i mercoledì verso le 16.30, sempre su Instagram, siamo in diretta con una sorta di programma radiofonico con tanto di ospiti e con, in sottofondo, la playlist Spotify condivisa e costantemente aggiornata dagli studenti”, aggiunge Simone. Compagni di scuola, per il momento, anche gli ospiti di “Zanelli on air”, come Margot Trotta – che ha cantato e suonato in diretta – e Giovanni Boni, che ha raccontato la sua esperienza al programma “La pupa e il secchione” di Italia 1, attirando ben 300 spettatori.

A mantenere vivi i rapporti, ben oltre l’orario di video lezioni, partecipano attivamente anche i docenti dello Zanelli come Fabio Bonvicini, professore di italiano, che ogni mercoledì sera propone un cineforum agli studenti.

Noi rappresentanti lo aiutiamo condividendo il codice Google meet tramite i nostri canali, chiunque voglia si ritrova ad un orario che viene annunciato, il professore fa una breve introduzione e allega un link con il quale vedere il film su Raiplay o Youtube direttamente nella chat di meet, commentandolo”, conclude Simone Todaro.

Davvero un bel modo, pur in questi momenti complicati, di fare non solo scuola, ma anche comunità”, commenta il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, sottolineando l’importanza di “questi momenti di condivisione, anche creativi, che ci fanno sentire, seppur fisicamente distanti, tutti uniti nell'affrontare e nel superare questa emergenza, rispettando scrupolosamente le misure finalizzate a contrastare la diffusione del virus, senza tuttavia rinunciare a fare, insieme, qualcosa di bello, utile e divertente”.

Stiamo vivendo tutti un momento particolarmente difficile, in cui le nostre esistenze sono cambiate repentinamente e non si sa quando ritorneremo ad una sorta di normalità.
La vita che ci aspetta sarà sicuramente diversa: dovremo probabilmente cambiare il nostro modo di rapportarci agli altri; il modo di lavorare o il nostro stesso lavoro; i nostri obiettivi; i nostri spostamenti.
Siamo chiamati a fare scelte importanti e coraggiose e il primo passo è quello di prendere consapevolezza e conoscerci meglio. E di conoscere meglio il nostro nuovo io, quello che si sta trasformando proprio in questi giorni e dovrà affrontare nuove sfide.

Per essere pronti ad affrontare come sarà il nostro domani, dobbiamo pensarsi oggi. Fermarci e formarci per acquisire nuovi strumenti e avere una nuova visione del futuro.
Ci saranno scelte che implicano coraggio e e che non potranno essere procrastinate.

Oggi più che mai abbiamo la possibilità di cambiare, cambiare in tutti gli ambiti della nostra vita. Trovare un nuovo equilibrio e una prospettiva.

Per acquisire maggiore consapevolezza e forza interiore, per conoscersi meglio e capire quali risorse e competenza abbiamo per affrontare il nostro domani, domenica 5 aprile alle ore 17.00 si terrà una sessione gratuita in videoconferenza sulla piattaforma Skype.

Il webinar è tenuto da Francesca Caggiati,  giornalista e motivatrice, formatasi con coach e trainer italiani e stranieri di crescita personale e PNL.

L'incontro on line è gratuito, ma a numero chiuso.

Per ricevere il link a cui collegarsi per partecipare scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure mandare un messaggio alla pagina Facebook Parma Da Vivere, lasciando nominativo, mail e telefono.  Il link all'evento su Fb è https://www.facebook.com/events/228446968513324/

Pubblicato in Formazione
Venerdì, 03 Aprile 2020 19:20

Dagli amici cinesi 20.000 mascherine

Consegnate alla Provincia e all'Agenzia regionale di Protezione civile, che le sta ora distribuendo alle Unioni ed al Comune di Reggio, in particolare al sistema educativo.

E' arrivata oggi una prima donazione dalla Cina alla comunità reggiana. Si tratta di 20mila mascherine chirurgiche, inviate alla Provincia di Reggio Emilia e subito consegnate all'Agenzia regionale di Protezione civile, che sta ora provvedendo a distribuirle alle Unioni dei Comuni ed al Comune di Reggio Emilia, per le esigenze legate a chi sta operando in modo diretto e continuativo al contrasto dell'emergenza per la diffusione del virus Covid-19, dunque uffici pubblici, volontari, agenti di polizia municipale.

"Si tratta dell'ennesimo segnale di grande attenzione, e di condivisione di questo momento di difficoltà, che arriva dai cittadini cinesi di Reggio Emilia, a dimostrazione della coesione di tutta la nostra comunità", dichiara il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, esprimendo il ringraziamento di tutti i reggiani e del sistema di Protezione civile ai donatori.

"Proprio rimanendo uniti e continuando a rispettare scrupolosamente le misure che sono state adottate sarà possibile affrontare questa impegnativa prova che, solo tutti insieme, potremo superare", aggiunge il presidente Zanni. Le donazioni sono state raccolte, dopo un appello lanciato dal reggiano Jie Lin - conosciuto, come Jack, anche per la sua attività di interprete e di impegno nella l’Associazione cinese di Reggio Emilia - da privati, istituzioni e associazioni delle città di Beijing, Zhejiang, Shanghai, Shenzhen, Dalian, Suzhou, Foshan, Zhuhai, Dongguan ed anche da Wuhan, il capoluogo dell'Hubei dove si è registrato il primo focolaio della pandemia.

"Tanti sono semplici cittadini, magari non ricchi di denaro, ma di sentimenti, che capiscono le persone in sofferenza, anche perché questa stessa sofferenza l'hanno provata pure loro - spiega Jie Lin - E' un po' come se Cina e Italia fossero due cuori, simili e vicini...".

Sugli stessi scatoloni arrivati dall'Asia, a conferma di questa condivisione ideale, messaggi di fratellanza e di speranza in cinese, italiano e inglese come “Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino” e “Non sempre le nuvole offuscano il cielo, a volte lo illuminano”.

Moltissimi anche gli insegnanti e gli educatori cinesi che, venuti a sapere della situazione italiana, si sono mobilitati per effettuare donazioni a titolo personale o coinvolgendo le proprie scuole. Tanto che una parte di questo primo lotto di mascherine, come espressamente richiesto dai donatori, sarà consegnata al centro internazionale Loris Malaguzzi, a Reggio Children e all'istituzione Scuole e Nidi d'infanzia del Comune di Reggio Emilia.

Al di là del prestigio ottenuto a livello internazionale dal sistema educativo reggiano, "l'insegnante è una figura considerata con grande rispetto nella cultura cinese, tanto da meritare una festività nazionale, per il suo mettersi a disposizione della collettività - spiega Jie Lin - da noi l'insegnante è paragonato ad una candela: quando si accende, dona tutto sè stesso per illuminare gli altri, esaurendo però sè stesso".

Dalla Cina, sempre per la comunità reggiana, sono in arrivo altre donazioni (ulteriori mascherine ed anche tute) su cui Provincia di Reggio Emilia e Agenzia regionale di Protezione civile sono al lavoro con le varie dogane europee.

Zero code ai supermercati, garanzia di prodotti di qualità e sostegno all'economia del territorio

L’emergenza sanitaria in corso ha costretto molte aziende a fermarsi e molte altre a modificare le normali abitudini di lavoro e di commercializzazione dei propri prodotti, al fine di rispettare le condizioni di contenimento del Coronavirus attraverso la limitazione degli spostamenti ed il distanziamento sociale.

C’è chi si è subito riorganizzato per poter supportare la propria clientela e soddisfare le richieste di approvvigionamento di beni di prima necessità; è il caso delle imprese appartenenti a CNA Alimentare e CNA Commercio, che si sono attivate per garantire un servizio di consegna a domicilio di generi alimentari su tutto il territorio della provincia reggiana. L’Associazione ha voluto sostenere e dare visibilità a queste aziende, rendendo disponibile sul proprio sito un elenco dei promotori e tutte le informazioni utili per usufruire del servizio.

Dalla carne al pane e ai prodotti da forno, dalla pasticceria alla pizza, dalla pasta fresca ai salumi e al formaggio, la possibilità di fare acquisti di qualità, senza spostarsi da casa e senza fare lunghe file nei supermercati, è possibile contattando direttamente gli artigiani CNA.

“Questo importante servizio ci permetterà di non dover rinunciare alla qualità dei prodotti artigianali della nostra terra – spiegano i presidenti di CNA Alimentare Marco Simonazzi e CNA Commercio Dino Spallanzani - e allo stesso tempo aiuterà l’economia di un territorio composto da tante piccole attività che, in questo momento di sofferenza economica, stanno cercando di reagire attivandosi con nuove modalità di vendita. Per noi artigiani è anche un modo per sostenere la nostra clientela in un momento di difficoltà, pensiamo agli anziani e alle persone ammalate e a tutti coloro che per diversi motivi non possono effettuare direttamente la spesa. Non dimentichiamoci, inoltre, che acquistare dagli artigiani locali aiuta a mantenere in vita le nostre produzioni e tanti posti di lavoro”.

Le aziende del settore agroalimentare che svolgono un servizio di consegna a domicilio nei comuni della provincia reggiana interessate all’iniziativa di CNA possono scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

di Francesca CAGGIATI - Vuole rimanere anonima, ma far sentire ugualmente la sua voce fuori dalle mura del monastero in cui vive. Così una monaca di clausura scrive una lettera aperta ai giornalisti e agli operatori di carta stampata, radio, tv e web.

Un ringraziamento che le arriva dal cuore per il lavoro che ogni giorno viene portato avanti dai media, per tenere informati e aggiornati i cittadini su una emergenza sanitaria dalla portata mondiale che passerà alla storia come una delle pagine più sofferte, senza che venga meno la speranza, la fede e la fiducia che un giorno tutto questo finirà e usciremo dalla sofferenza che ora ci attanaglia. 

Con la preghiera, incessante, sua e delle sue consorelle, vuole far sentire la vicinanza delle monache alla comunità tutta. Vuole portare speranza a chi sente di averla persa e dare fiducia a chi non vede più un futuro.

Nella fede si trova ristoro, nella fede si trova equilibrio, nella fede si trova la vita. Quella vita che oggi ci sembra un lontano ricordo, obbligati anche noi a rimanere in clausura tra le nostre mura domestiche.

Di seguito la lettera della monaca di clausura:

Carissimi fratelli e sorelle giornalisti, operatori radio,TV e web,
voglio dirvi grazie e abbracciarvi per il bene che fate per ciascuno di noi.
Siete meravigliosi!
Grazie a voi, noi, tutto il mondo, ci sentiamo più vicini gli uni agli altri. Con la vostra operosità ci fate sentire più fratelli e ci dà tanta speranza.
Le vostre notizie arrivano dappertutto e ci tengono informati. Così ci sentiamo tutti uniti nella prova, in un abbraccio cosmico di opere per il bene comune, non solo spirituale e di preghiera.
In questo momento di difficoltà la nostra preghiera è soprattutto per i malati, ma anche per voi che rischiate la vita ogni giorno.
Vi assicuriamo la nostra preghiera e la nostra vicinanza.
"Andrà tutto bene”.
Grazie.

una monaca di clausura

Pubblicato in Cronaca Emilia

Ieri mattina i rappresentanti dell'Associazione Cinese a Reggio Emilia hanno consegnato materiale sanitario alla Croce Rossa Italiana e Protezione civile comunale di Reggio Emilia.

"Un'azione per dare il contributo alla nostra comunità reggiana - riferisce a nome di tutta la comunità cinese, Lin Jie rappresentante dell'associazione - forza Italia, forza Reggio Emilia. Viviamo nella stessa città, parliamo della stessa comunità, siamo una famiglia!"

Ai due enti sono stati donati: 3500 mascherine monouso e 400 mascherine FFP2, 48pezzi di gel igienizzante a base di alcool da 500ml, 1512 pezzi di gel igienizzante da 125ml, 40 taniche di sapone liquido disinfettante da 5 Lt, sono state inoltre consegnate delle tute di protezione DU PONT, EN14126.

 

In relazione all'ennesima richiesta di una pista ciclopedonale sul ponte tra Guastalla e Dosolo, si fa presente che con il primo lotto degli interventi in appalto, la priorità è stata assegnata alla messa in sicurezza delle strutture portanti del viadotto, ovvero a travi, appoggi e, in parte, il piano viario. I ribassi, pertanto, saranno utilizzati in conformità a quanto previsto dal codice appalti per estendere le opere di consolidamento.

Nei giorni scorsi è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto del MIT per la messa in sicurezza dei ponti situati nel bacino del Po che assegna, tra l'altro, un finanziamento di 6,5 milioni di euro per una seconda trance di interventi di manutenzione dello stesso ponte. Tali ulteriori risorse saranno finalizzate a completare le opere di manutenzione che dovranno necessariamente prevedere il potenziamento delle strutture di fondazione, anche con il ricorso ad opere antiscalzamento in alveo, come fatto anche per il ponte tra Boretto e Viadana.

Si ribadisce che solo al termine di tali opere fondamentali per mantenere in esercizio il ponte tra Guastalla e Dosolo, che rimane la nostra priorità, si potrà valutare la possibilità di realizzare un collegamento ciclopedonale. Ciò non significa, ovviamente, prestare poca attenzione alla mobilità sostenibile, come peraltro dimostrato dalle numerose classifiche che assegnano da tempo a Reggio, alla nostra provincia e alla nostra regione primati ai quali la Provincia è orgogliosa di avere contribuito nel corso di tutti questi anni.

Valerio Bussei
Dirigente del Servizio Infrastrutture della Provincia di Reggio Emilia

Luca Russo da Stadiotardini.it – Un paese intero chiuso in casa per contrastarne la diffusione, strutture sanitarie messe a dura prova dalla sua avanzata e bollettini giornalieri dai contorni drammatici. Il Coronavirus sta assumendo sempre di più le sembianze dell’11 Settembre italiano. Un 11 Settembre, però diluito nel tempo, che ci sferra un destro da potenziale ko un giorno sì e l’altro pure.

I contagiati aumentano di ora in ora, in modo sì costante, ma per fortuna non esponenziale come si temeva, crescono il numero di decessi e quello dei pazienti per i quali è necessario il ricovero in terapia intensiva, ma inizia a irrobustirsi anche l’esercito dei guariti. L’Italia, insomma, tiene botta, per ora e in attesa del prevedibile picco che gli esperti ipotizzano per la fine di Marzo. Merito di un Sistema Sanitario Nazionale che, a differenza di quanto accade altrove, garantisce cure a tutti, inclusi coloro che vuoi per l’età, vuoi perché affetti da molteplici patologie hanno una speranza di vita limitata.

Merito di medici, infermieri e operatori sociosanitari che stanno sottoponendosi a turni di lavoro massacranti, affrontando in prima linea a mani nude e a volto scoperto quel pericolo che noi comuni mortali stiamo combattendo restando a casa e in tenuta da astronauta. Loro, il nostro esercito a nostra difesa nella guerra al Coronavirus. Costretti ad operare in condizioni perlomeno critiche, perché i tagli alla Sanità degli ultimi anni hanno imposto una progressiva riduzione delle risorse e delle strutture ospedaliere i cui effetti, già visibili in tempi di pace, appaiono plasticamente evidenti e drammaticamente decisivi nella partita contro questo nemico invisibile. Una sfida che avremmo potuto vincere non dico a mani basse, ma quasi, se ormai molto tempo fa non fosse stato sdoganato il concetto di azienda sanitaria, ovvero la salute pubblica gestita da manager orientati innanzitutto agli equilibri di bilancio… e poi al resto.

Capisco, condivido e sottoscrivo la necessità di ridurre o addirittura azzerare completamente gli sprechi e l’esigenza di allocare meglio i soldi, ma come si può immaginare di offrire un servizio pubblico restando in pari? Tutt’al più si dovrebbe legittimamente tendere al “contenimento dei piazza danni”. La razionalizzazione voluta da qualcuno ci ha invece portati a sforbiciate irrazionali. Nel 2015 il regolamento per gli standard ospedalieri ha sancito che un utilizzo medio dell’80/90% dei posti letto durante l’anno va considerato efficiente. In soldoni, dei 5.000 posti di terapia intensiva disponibili sul territorio nazionale, quelli liberi per l’emergenza COVID-19 concretamente sono meno di un migliaio.

Quindi, è sufficiente che i pazienti con Coronavirus occupino il 20% dei posti per saturare i reparti. Cifre che dovrebbero farci intuire come le difficoltà attualmente patite dai nostri ospedali siano figlie non solo dell’elevata aggressività del virus, ma anche della dannosa spending review di cui sopra. Nel resto d’Europa solo la Germania è messa realmente bene in materia con 30 posti letto di terapia intensiva ogni 100 mila abitanti. La Francia, come noi, non va oltre i 12 e in Spagna si scende addirittura al di sotto delle 10 unità. Preoccupante il dato della Gran Bretagna: 7 posti letto di terapia intensiva ogni 100 mila abitanti. Una cifra che diventa raccapricciante se si pensa che il Regno Unito intende contrastare l’avanzata del virus puntando praticamente tutto sull'immunità di gregge, ovvero sul meccanismo di protezione per cui quando una parte significativa della popolazione risulta vaccinata contro una minaccia esterna finisce col tutelare indirettamente pure quei soggetti che non hanno sviluppato direttamente l’immunità. Una forma di protezione che si “attiva” in presenza di un vaccino, naturalmente.

Ma in sua assenza, come nel caso del Coronavirus, l’unico modo per venire all'immunità di gregge brutalmente è far sì che le persone siano contagiate così che possano sviluppare validi anticorpi. Immaginate il virus che nelle battute iniziali del suo dilagare saltando da un individuo all'altro trova soltanto semafori verdi, mentre quando l’immunità di gregge prende consistenza inizia ad imbattersi in qualche semaforo rosso. Questa è la strategia cui parrebbero voler tendere i governanti d’oltremanica: permettere al virus di camminare tra la gente e in questo modo avvicinarsi gradualmente all'obiettivo dell’immunità di gregge.

Dal mio punto di vista, un’idea malsana, rischiosa e disumana, perché al momento non si ha ancora la certezza che il COVID-19 sia una malattia immunizzante, ovvero in grado di garantire l’immunità a chi ne viene colpito, cioè non sappiamo se una persona contagiata possa essere infettata di nuovo; e perché costerà tante, tantissime, troppe vite umane, vista la letalità del COVID-19 e considerato che non tutti saranno abbastanza preparati e forti da sconfiggerlo in autonomia. E allora mi ritengo fortunato ad essere nato in Italia, in un Paese che opera pure i 90enni se esiste una sola piccolissima e impercettibile possibilità di salvargli la vita. Un’Italia che ora vedo inginocchiata, accartocciata su sé stessa, stremata dall'emergenza che l’ha travolta. Piegata, ma non spezzata. Alle corde, ma non sconfitta. In lacrime, ma non rassegnata. Un’Italia non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai (cit. Frida Kahlo).

UN’ITALIA CHE CE LA FARÀ SE E SOLO SE NOI TUTTI RESTIAMO RESPONSABILMENTE A CASA. 

Da StadioTardini.it 

http://www.stadiotardini.it/2020/03/columnist-luca-russo-coronavirus-la-suicida-spending-review-sulla-sanita-continuiamo-restare-responsabilmente-casa.html

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