Sabato, 23 Novembre 2019 18:29

Progetto speciale di formazione al teatro

TELEPATIA e MATEMATICA  da sabato 23 novembre - Diretto da Mariano Dammacco

EUROPA TEATRI. Prende il via sabato 23 novembre al Teatro Europa la prima parte del progetto speciale di formazione al teatro “Opera; dalla drammaturgia alla messa in scena” condotto da Mariano Dammacco, drammaturgo e regista della Piccola Compagnia Dammacco.


Il percorso prevede l'incontro con le tecniche base della scrittura drammaturgica e l'esercizio di composizione di una drammaturgia originale. «Ci occuperemo dell’arte del comporre affrontando qualsiasi genere, da quello tragico al comico - spiega Dammacco autore di spettacoli premiati a livello nazionale come “Sonia la rossa” Premio ETI/Scenario, “Amleto e la statale 16” Premio ETI/Vetrine, “Alma Rosè”, studio Premio ETI/Scenario, “Dialoghi con le piante” segnalato al Premio Ubu, “L’ultima notte di Antonio” Premio nazionale di drammaturgia - ho scelto di titolare il laboratorio “Telepatia e matematica” per alludere a due aspetti fondamentali del lavoro di chi scrive per la scena: la ricerca di contattare emotivamente lo spettatore, di fargli provare sentimenti, emozioni e pensieri di qualcun altro, dell’altro da sé, qualcosa di simile alla telepatia. Accanto a questo è necessaria la conoscenza e la frequentazione di regole quasi matematiche, delle tecniche proprie dell’arte della drammaturgia». All’appuntamento di sabato 23 novembre dalle 14 alle 20 seguiranno incontri il 14 dicembre; 11 gennaio 2020; 8 febbraio e 14 marzo. La seconda parte del progetto partirà ad aprile e prevede la messa in scena dei testi prodotti, sotto la guida condotto dell'attrice, regista e autrice Chiara Rubes.

In allegato: Foto ritratto di Mariano Dammacco

Un brano diverso dal solito, una voce intensa, un'interpretazione che lascia il segno accompagnata da un video originalissimo. Secisei, una canzone impossibile da dimenticare. Signore e signori, è con immenso piacere che vi presentiamo la cantante Cristina Fontanelli. A seguire il link per ascoltare la canzone su Youtube https://youtu.be/gesLGbvmNw0 

Giudizio complessivo: 10

Di Nicola Comparato 22 novembre 2019 - intervista a Cristina Fontanelli

1) Ciao Cristina, grazie per essere qui. Parlaci un po' di te. In che modo ti sei avvicinata al panorama musicale?

Mi chiamo Cristina Fontanelli e sono nata a Venezia il 23 giugno 1993. La mia passione per la musica è nata quando ero bambina. Amavo cantare e addirittura inventare canzoni mentre mia mamma mi vestiva.

2) Interessante. Ma a che età hai avuto le tue prime esperienze musicali?

A 6 anni sono entrata a far parte dei Gospel Mini Singers a Venezia e da lì è iniziato il tutto. A 9 anni mi sono trasferita a Fornovo di Taro in provincia di Parma, e li ho iniziato a studiare canto moderno insieme a Michela Ollari. Ecco da lì posso dire di non avere mai smesso. Sono entrata nella banda del paese e successivamente ho frequentato il liceo
musicale Arrigo Boito a Parma, e tre anni fa mi sono laureata in canto jazz ad indirizzo popular sotto la guida di Rossana Casale.

3) Beh sei diventata una grande artista... Ma hai qualche segreto che riguarda la tua musica?

Una cosa che tengo un po' nascosta, ma che in realtà mi piacerebbe poter inserire nei miei brani futuri è l'utilizzo della tromba, visto che nel 2015 ho conseguito il diploma anche in questo bello e particolare strumento.

4) Fantastico. Ma se sei d'accordo, ora torniamo al presente. Com' è nata la tua canzone "Secisei"?

Il 20 Novembre è uscita finalmente Secisei. E' un piccolo traguardo ed una grande soddisfazione personale. E' una canzone nata in inglese il cui testo italiano è stato creato dal paroliere Nartico. E' una canzone che parla d'amore.. Di quell'amore che ti fa perdere la cognizione del tempo, che ti fa venire le farfalle nello stomaco e che ti fa dimenticare tutto il resto. L'amore che ognuno di noi dovrebbe vivere.

5) Il video che accompagna la canzone è una vera opera d'arte. Dove è stato girato?

Il videoclip l'ho girato tra Venezia e Burano, la mia città natale. Ho affidato questo lavoro ad un mio caro amico fotografo e videomaker Giacomo Bruno. Il suo occhio attento è riuscito ad immortalare scene molto carine che troverete all'interno del videclip. Un'altra figura fondamentale per la realizzazione del videoclip è stata quella del mio amico Alessandro Renno che ci ha gentilmente portato in giro per i canali veneziani con la sua barca e che ci ha fatto scoprire posti meravigliosi e nascosti di Venezia.

6) Hai già qualche nuovo progetto in mente?

Per il futuro ho già in programma di girare il video, nel nuovo anno, di un'altra canzone che ho registrato quest'estate e poi chissà....

7) Per finire, puoi fornirci qualche data dei tuoi prossimi eventi? Ciao e grazie.

Vi aspetto domenica 24 Novembre al Teatro Nuovo di Salsomaggiore Terme, insieme alle “Mine Vaganti”, in cui canterò in “Se mi ammazzi non vale”, bellissimo spettacolo sulla tematica del femminicidio e della violenza sulle donne.
Il 5 Dicembre invece al “Gulliver Pub” a Collecchio (Pr) insieme a Daniele Raciti.  Infine il 7 Dicembre al teatro di Roccabianca per un'altra bellissima serata di “Se mi ammazzi non vale”.

Per info e contatti:

La pagina Facebook di Cristina Fontanelli

https://www.facebook.com/CriFontanelli/ 

(Foto di copertina scattata da Luca Codato/ Foto videoclip scattate da Giacomo Bruno)

Elegante e delicata, Paola Turci ha incantato il  Teatro Regio di Parma con il suo spettacolo Viva da morire Live 2019

Paola Turci debutta a metà degli anni ‘80 per l’etichetta IT di Vincenzo Micocci, discografico talent scout di cantautori come, tra i tanti, Francesco De Gregori, Antonello Venditti e Rino Gaetano. Fu lui ad intravedere nella presenza e nella splendida voce da contralto di quella ragazza di Roma una cantautrice del futuro: Paola Turci aveva dalla sua grinta, talento e determinazione, qualità che non l’hanno del resto mai abbandonata.

Le foto di Francesca Bocchia)

A marzo prossimo a Roma a Palazzo Ferrajoli mostra antologica della madre e pittrice Welleda Tomasi Cantù.


Noceto (PR), 9 novembre 2019 – E' stata commemorata nei giorni scorsi a Roma Giovanna Tomasi, artista parmigiana e madrina del Magmatismo, prematuramente scomparsa sette anni fa. Alla messa, celebrata nella Basilica di Santa Maria in Monte Santo in piazza del Popolo - meglio conosciuta come Chiesa degli Artisti – ha partecipato anche il Marchese Giuseppe Ferrajoli.


Giovanna Tomasi, ricordata più volte durante la funzione, può a pieno titolo essere considerata la fautrice di una nuova corrente artistica, che consiste nel “magmare” gli oggetti del vivere quotidiano, i momenti della vita, fissandoli con l'oro, l'argento e il rame, da qui il termine magmatismo, approdato nel linguaggio artistico grazie alla artista parmigiana, ma romana d'adozione. In realtà, era cittadina del mondo e le gratificazioni arrivavano da Parigi, Montecarlo e infine dalla Capitale.
Nel 2005 Giovanna dona una sua opera a Papa Benedetto XVI e da lì il legame con Roma si è via via consolidato, tanto da diventare negli ultimi anni la sua dimora principale.
Nella Capitale organizza importanti iniziative artistico-culturali a Palazzo Ferrajoli - dove Giovanna ha anche vissuto per un certo periodo di tempo – e dove ha allestito mostre ed eventi frequentatissimi da amici, personaggi dello spettacolo e del jet set, come Elettra Marconi e il Principe Guglielmo Giovanelli, nipote del celebre fisico ed inventore.


In occasione della sua trasferta romana per partecipare alla commemorazione della figlia, Welleda Tomasi Cantù, pittrice conosciuta anche all’estero per i suoi quadri raffiguranti in particolare soggetti floreali e come ambasciatrice di arte e cultura, ha posto le basi per un nuovo importante evento che si terrebbe a marzo 2020 proprio a Palazzo Ferrajoli: una mostra antologica della pittrice nocetana per celebrare gli oltre cinquant’anni di carriera artistica, in cui saranno esposte anche alcune opere della figlia Giovanna per continuare ad esporre insieme come era già successo a Parigi in occasione di diverse edizioni di Art Capital.

Parma e New York in un dialogo - confronto con con-tenuti umanistici, forma visiva e concettuale in uno spazio che ritorna sacro. ANDREA CANTAGALLO PARMA UMBERTO SQUARCIA JR NEW YORK L'orizzonte degli eventi e' una mostra tra 2 artisti di Parma che ha l'obbiettivo di fare da ponte tra: Parma, citta' di origini antiche e New York, citta’ moderna; tra spazio espositivo storico (San Lu-dovico) ed opere contemporanee; tra un artista che lavora a Parma e uno che lavora a New York. Lo stesso concetto di ponte-collegamento del resto e’ insito in Parma 2020 che porta la sua cultura nel resto d'italia.

La esposizione e’ concepita come un dialogo tra due artisti che devono esporre in un'unica cornice scenica, instaurare una relazione tra le proprie opere e lo spazio, manifestando il proprio stile artistico ma allo stesso tempo devono trovare dei punti di incontro tra loro, in modo da creare unita', continuità ed equilibrio spaziale complessivo. L’obbiettivo non e’ semplice, date le tante componenti in gioco e data la particolarità dell’articolato spazio architettonico, suggestivo e scenografico (in una mostra personale l'artista ha totale controllo dello spazio espositivo e della installazione, e in una mostra collettiva i vari artisti installano in un loro microcosmo che non deve es-sere correlato con il resto dello spazio ne’ con il resto delle opera). Se osserviamo uno spazio vuoto, esso ci comunica che ha bisogno di riprendere vita. Una chiesa sconsacrata ci comunica che ha bisogno di un nuovo respiro sacro.

Andrea Cantagallo ed Umberto Squarcia Jr. si caricano sulle spalle l'impegno che ciò avvenga. Dialogando con lo scheletro architettonico della galleria, essi spezzano e ricuciono gli spazi lasciando che i vuoti vengano levigati dalle luci da teatro, mentre le opere saturano, attraverso forme anatomiche e sinuose, ciò che rimane, quasi fosse una grande stanza da arredare. Socchiudendo lo sguardo, si potrebbe intravedere la dimensione astratta del designer novecentesco, alla Munari. Ma riaprendoli si scorge il dramma di forme in lotta con la propria trappola. Tra i due artisti nasce un dialogo-confronto come una sorta di lotta tra soggetto e scenografia. Cosicché le diverse tematiche aprono un gioco a specchi concettuale tra le due installazioni. Mentre il lavoro di Squarcia è pregno di contenuti umanistici attuali, Cantagallo riconduce tutto ad una forma visiva, in cui il procedimento rimane aperto ed enigmatico. Lo spazio ora torna vivido e il senso sacro perduto ha di nuovo una testimonianza visiva.

ANDREA CANTAGALLO nasce a Parma nel 1970 La sua ricerca è rivolta da sempre verso la pittura gestuale ed espressionista. Tra i suoi punti di riferimento vi sono artisti quali: Francis Bacon, Willem De kooning, Mattia Moreni, Karel Appel, Robert Rauschenberg, Amsel Kiefer e Georg Baselitz. Negli ultimi anni, si è cimentato anche nelle installazioni, ispirandosi ad artisti come Gordon Matta-Clarck, Kurt Switters e Doris Salcedo. Tra le personali vi sono: Galleria Alphacentauri Parma 2003 Galleria del teatro 2005 Temporary station artbox 2009 Mentre tra le collettive: Punto 15, palazzo Pigorini 2008 "Preliminari per un reset con la natura" Pazzon 2012 Galleria Gaibazzi 2013 "Natura e Natura" Pazzon 2014 +39 338 841 0591 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. UMBERTO

SQUARCIA JR (USA, 1970) vive e lavora a New York. L’architettura e' una delle maggiori fonti di ispirazione per il suo processo creativo. Le sue realizzazioni sono spesso una reinterpretazione e rivisitazione di movimenti artistici dai classici ai contemporanei. La sua ricerca artistica sembra condurre al concetto della “natura come imitazione dell’arte” coesistente con quello della “arte come imitazione della natura”. Composizioni rivelatrici della profondità dell’animo umano e delle sue espressioni, vita e morte, tempo e spazio, gioia e sofferenza, "pervase da un misticismo simbolico e da intensa spiritualità" (S. Provinciali). Ha esposto a New York, Parma, Monaco, San Francisco, Roma, Auronzo. +1 917 930 7175 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. website: umbertosquarciajrart.wordpress.com instagram: umberto_squarcia_jr_art facebook: umbertosquarciajrart

 

(Foto di Francesca Bocchia)

Di Nicola Comparato -  Sono nati nel 2003 a Reggio Emilia, ma i membri della "Banda" provengono anche da Carpi, Bologna e Parma, un vero e proprio progetto "Emiliano/Internazionale". Il loro nome é un tributo al fumetto satirico di Roberto Zamarin. Fin da subito i Bandabastarda uniscono il loro amore per la musica a messaggi di solidarietà, lavorando a stretto contatto con enti, associazioni e movimenti, creando un contesto multiculturale che diventa sempre più grande e che supera i confini musicali, arrivando a toccare realtà come quella del teatro, del documentario, del cortometraggio e dell’educazione.

Li abbiamo contattati dopo aver ascoltato il loro brano "Hevi (Amore Curdo), che proponiamo in questo articolo. Il gruppo è composto da:

Alessandro Caporossi (voce)

Matteo Cimini (batteria)

Riccardo Montipò (basso elettrico)

Antonio Marzili(sax/voce)

Generoso Pierascenzi (chitarre/voce)

Galileo Rigenerato (percussioni)

 

"Ciao. Per la canzone "Hevi", ci siamo ispirati ad una poesia di Hisam Allawi "Appuntamento durante la tregua", attivista curdo siriano che vive ora a Parma, inoltre grazie alla mediazione di Serkan Xozatli, portavoce di Rete Kurdistan Parma, abbiamo avuto il beneplacito del Presidente di Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus, associazione impegnata in prima fila negli aiuti umanitari (la stessa associazione con il quale collabora Zerocalcare). Le immagini del video sono opera di un manipolo di fotografi (Le Giraffe, associazione di documentazione sociale) che sono stati nel Kurdistan turco, al confine con la Siria. Il brano è presente nel nostro ultimo album "Pane e Musica" uscito quest'anno (tra i brani c'è un brano dedicato a Bruno Neri calciatore partigiano e uno dedicato al grande Maestro Ettore Scola). Alcune informazioni sull' impegno sociale: abbiamo suonato nei campi profughi Sharawi tra Algeria e Marocco, sempre tramite una ong in Albania all' interno di strutture per minori, al G7 in Germania, al decimo anniversario della morte di Federico Aldrovandi a Ferrara (abbiamo scritto una canzone insieme a Lino Aldrovandi, gran bella persona). A luglio abbiamo suonato a Casa Cervi, in occasione della pastasciutta antifascista. Negli anni abbiamo partecipato a diverse iniziative legate alla Memoria della Resistenza (anche un CD tutto centrato su episodi accaduti tra l'appennino modenese e reggiano "Esiste chi Resiste"). Tra le piccole curiosità che ci riguardano: Abbiamo composto l' inno per i mondiali antirazzisti "Rovesciala" e il disegnatore Mauro Biani ci ha dedicato una vignetta. In conclusione, i luoghi del Kurdistan turco che appaiono nel video sono:

VAN
HAKKARI
YUKSEKOVA
DIYARBAKIR"

 

Per saperne di più:

Il sito dei Gasparazzo Bandabastarda

https://www.gasparazzo.it 

Pagina Facebook Gasparazzo Bandabastarda

https://www.facebook.com/GasparazzoBand/ 

La canzone "Hevi (Amore Curdo)

https://m.youtube.com/watch?v=BMsLW6i5Gj4 

Era il 2009 quando 3 guide turistiche di Parma si uniscono e creano Itinera Emilia, società cooperativa.

Per celebrare i 10 anni di attività le socie Elisabetta Ivaldi, Elisabetta Rastelli, Claudia Cattani, Amalda Ciani Cuka e Daniela Lanfredi hanno voluto fare un omaggio alla città che le ha viste crescere creando l’evento Parma passo a passo - 5 itinerari per raccontare diversi aspetti della città, visite guidate gratuite offerte alla cittadinanza.

Come ulteriore segno di ringraziamento la Cooperativa ha fatto una donazione per il restauro di San Francesco del Prato (1000,00€) nell’anno in cui tutta la città si sta mobilitando per questa grande opera di recupero.

I 5 itinerari sono confluiti nel piazzale davanti alla chiesa dove l’evento si è concluso con la distribuzione di un piccolo gadget per tutti i partecipanti e qualche foto a memoria del decimo compleanno di questa realtà tutta al femminile nel mondo del turismo parmense.

Parma 22 settembre 2019 - Ieri sera è stato inaugurato il "Verdi OFF" con una parata che dalle 18,00 si è imoltrata sino a tarda sera tra le vie del centro cittadino.

La "Verdi Street Parade" è stata una speciale anteprima del Festival Verdi 2019, coinvolgendo il pubblico in una festa in musica itinerante che partendo dal Teatro Regio di Parma ha raggiunto il cuore dell’Oltretorrente in Piazza Guido Picelli per tornare, attraversando Piazza della Pace in occasione della sua inaugurazione, Piazza Duomo dove la parata si è conclusa con uno spettacolo finale che ha avuto inizio intorno alle 22.30.

Protagonisti della serata, a cura di Giacomo Costantini e del Circo El Grito, 1300 tra attori, musicisti, cantanti, ballerini, circensi, bande, cori, performer, orchestre, che si alternano invadendo le strade, chiuse al traffico per l’occasione, con performance e concerti dedicati al Maestro e alle sue opere, reinterpretate attraverso i linguaggi più diversi e trasversali, dando vita a un grande spettacolo itinerante all’aperto.

(Foto di Francesca Bocchia)

Si è rinnovato il successo del musical firmato Riccardo Cocciante. Dopo Pesaro è toccato a Parma ospitare il Musical dei record prima di proseguire verso Verona, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Torino e Roma.

Parma 22 settembre 2019 - Uno spettacolo che, tra le conferme del cast, annovera l'emiliano Lorenzo Campani, nato a Reggio Emilia nel 1973, che si alterna con Giò di Tonno nella parte di Quasimodo e con Leonardo di Minno in quella di Clopin.

Ieri sera, al Parco della Cittadella, è andato in scena l'ultima serata della tappa parmense per la soddisfazione dei tanti spettatori presenti. 

(Le foto di Francesca Bocchia)

Per approfondimenti: https://music.fanpage.it/notre-dame-de-paris-torna-il-musical-dei-record-di-cocciante-nel-cast-elhaida-dani-e-gio-di-tonno/
http://music.fanpage.it/

 

Cast Tour 2019
Quasimodo: Giò Di Tonno, Lorenzo Campani.
Esmeralda: Elhaida Dani, Federica Callori, Tania Tuccinardi.
Frollo: Vittorio Matteucci, Cristian Mini.
Gringoire: Matteo Setti, Riccardo Maccaferri.
Clopin: Leonardo Di Minno, Lorenzo Campani.
Febo: Graziano Galatone, Giacomo Salvietti.

E’ tornato a splendere il tesoro nascosto scoperto alcuni anni fa in una stanza al piano terra dell’ex Palazzo ducale di Reggio durante lavori di restauro e recupero della sede della Prefettura. Grazie a un contributo di 50.000 euro stanziato dalla Provincia di Reggio Emilia (proprietaria dell’ex Palazzo ducale, dal 1973 intitolato a Salvador Allende) è stato infatti completato un importante progetto di recupero di un affresco raffigurante la Beata Vergine della Ghiara, rinvenuto spostando alcuni scaffali durante un trasloco di uffici della Prefettura.


Sabato mattina  scorso - proprio in occasione della Giarèda, la sentita sagra reggiana dedicata alla Madonna della Ghiara che quest’anno coincide con il 400esimo anniversario della traslazione dell’Immagine miracolosa e dell’apertura della Basilica - questo piccolo gioiello del Seicento è stato restituito alla città. Nel Chiostro Piccolo del Palazzo del Governo il prefetto Maria Forte ed il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, hanno illustrato ad autorità ed organi di informazione il lavoro svolto, insieme all’architetto Maria Cristina Costa, dello studio Costa-Lenzini, che ha coordinato i lavori eseguiti da un pool di restauratori formato da Andrea Cremaschi, Andrea Onsi e, per la parte edile, dall’impresa Franchini. Subito dopo, tantissimi reggiani hanno iniziato a visitare la Sala affrescata, che sarà aperta al pubblico attraverso  visite guidate e il sabato, solo su prenotazione.


“Per la Provincia è stato davvero un immenso privilegio poter accompagnare questa importante ricorrenza della Ghiara, restituendo alla comunità, proprio nel momento simbolico migliore per la provincia e soprattutto la città di Reggio Emilia, l’importante affresco raffigurante la Beata Vergine ritrovato nei locali di Palazzo Ducale”, ha detto il presidente Giorgio Zanni ringraziando il prefetto Forte per la collaborazione e l’ospitalità e l’architetto Costa per il prezioso lavoro svolto. “Un dipinto di pregio, che la Provincia ha deciso di valorizzare destinando, con una scelta anche coraggiosa, parte dei fondi destinati alla manutenzione del patrimonio immobiliare, pur in un momento storico non semplice per questo ente, nella consapevolezza dell’importanza degli investimenti a favore della storia e della cultura del nostro territorio”, ha aggiunto Zanni.
Dopo il saluto del prefetto Maria Forte, l’architetto Maria Cristina Costa ha quindi illustrato il lavoro di restauro eseguito “su un dipinto su gesso particolarmente delicato”. “Siamo partiti da una crosta nera, con attenzione e grande cura abbiamo iniziato a ripulirlo, emozionandoci ed affezionandoci sempre più a questo bellissimo dipinto in cui trapela tutto lo spirito espresso da Lelio Orsi nel suo stupendo colloquio sacro tra madre e figlio”, ha detto. “Sull’attribuzione dell’opera, gli esperti non si sono ancora espressi, ma certamente la committenza era importante e importante potrebbe essere anche l’artista“, ha concluso l’architetto Costa augurando ai reggiani “di godersi questa Madonna ritrovata come ce la siamo goduta noi”.


Presenti alla inaugurazione anche il vescovo di Reggio Emilia e Guastalla, Massimo Camisasca, ed il sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna, Giammaria Manghi, di cui il presidente Zanni e il prefetto Forte hanno ricordato il ruolo fondamentale ricoperto in veste di allora presidente della Provincia nel reperire i fondi necessari al restauro. “In maniera lungimirante ha deciso di investire sulle opere culturali, in un periodo in cui questo sembra purtroppo essere quasi un peccato – ha sottolineato anche l’architetto Costa – Eppure questo magnifico Paese in cui basta grattare un muro per far saltar fuori un affresco o scavare in terra per trovare una moneta antica o tracce di insediamento, può primeggiare nell’era globalizzazione certo non nell’economia, ma proprio grazie ai nostri beni culturali, dagli archivi alle biblioteche, dalle architetture ai centri storici nei quali si invera la memoria”.


IL RITROVAMENTO
Il dipinto raffigurante la Beata Vergine della Ghiara è situato al piano terreno del corpo centrale del Palazzo del Governo (ex Palazzo Ducale) di Reggio Emilia, nella porzione di proprietà dell’Amministrazione Provinciale. Il locale che lo ospita è accessibile dal cortile d’onore, completamente porticato - dalla forte impronta barocca - progettato dall’architetto Pietro Armani nel 1786.
Per lunghi anni questa stanza è stata adibita a deposito e si è quindi ignorata la presenza dell’immagine sacra sino ai lavori di restauro e recupero del Palazzo del Governo condotti dall’architetto Maria Cristina Costa tra il 2003 ed il 2010. Rimuovendo le scaffalature che ingombravano il locale è emerso il dipinto, in stato di forte ammaloramento, in posizione dominante al centro di una parete.
I primi saggi di scopertura d’indagine hanno suggerito la presenza di elementi pittorici, da indagare, sull’intera parete ospitante la Madonna, mentre ne hanno escluso l’esistenza sulle restanti tre pareti (di cui quella frontale di recente realizzazione) e sulla complessa volta.
Sin dal ritrovamento è apparsa evidente l’importanza di un restauro del dipinto murale e la valorizzazione del suo ambiente, in modo da contribuire all’arricchimento del patrimonio storico artistico della città.

IL RESTAURO
Il restauro del dipinto inizia con una fase di scopertura, ampliando i primi saggi, procedendo gradualmente fino a far emergere un’inaspettata e ricca scenografia pittorica attorno all’immagine. Essa appare rispetto a quella della Madonna di epoca successiva. In questa fase dei lavori si scopre inoltre una cornice - che racchiude l’immagine sacra vera e propria - dal sapore tardo cinquecentesco, col suo architrave dalla falsa prospettiva ed i festoni laterali. Sulla cornice spicca in basso la data MDCLI ed in alto una scritta Quem Genuit Adoravit – come nell’immagine originale - a cui è collegato uno stemma nobiliare, purtroppo illeggibile.
Dalle analisi emerge che il dipinto non è un affresco bensì una realizzazione a tempere grasse a base di chiaro d’uovo su preparazione di gesso, quindi le tecniche utilizzate nel restauro sono molto delicate. Si procede con le fasi di stuccatura delle lacune, di sigillatura e di consolidamento degli intonaci mediante iniezioni di malte adesive a base di calce idraulica. La successiva pulitura avviene con impacchi o di pasta di carta caricata con bicarbonato d’ammonio o a base di sepiolite eseguiti per parti definite. Questi trattamenti vengono effettuati a partire dallo sfondo, scoprendo nuove forme (la montagna) e particolari (l’uccellino ai piedi della Madonna). Le figure principali sono trattate per ultime e con estrema cura, sia per gli incarnati che per i panneggi. Il passaggio finale consiste nella ricomposizione cromatica d’insieme del dipinto.
L’importante intervento effettuato è stato possibile per la collaborazione che si è instaurata tra il Prefetto di Reggio Emilia, Maria Forte, l’allora Presidente della Provincia, attuale Sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna, Giammaria Manghi – Palazzo Allende ha finanziato l’opera con cinquantamila euro – nonché la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara. La collaborazione è proseguita con l’attuale Presidente della Provincia Giorgio Zanni ed ha portato alla inaugurazione di oggi. Lo staff tecnico ha fatto capo all’architetto Maria Cristina Costa dello Studio Costa-Lenzini e ai suoi collaboratori che hanno guidato l’intera operazione eseguita dalla ditta artigiana Franchini con i restauratori Andrea Cremaschi e Andrea Ons, con la consulenza di Sabino Giovannoni, già restauratore capo dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

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