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Sono stati battezzati "Frammenti Fossili del Bulge" e appartengono ad una classe stellare fino ad oggi sconosciuta: rappresentano i resti di strutture massive primordiali da cui circa 12 miliardi di anni fa nacque il centro della nostra galassia

Pubblicato in Cronaca Emilia

Eccezionale ritrovamento di resti di un ittiosauro del mesozoico all'interno del progettoInter Amnes, diretto dalla docente dell'Università di Parma Alessia Morigi.

Pubblicato in Cronaca Emilia
Giovedì, 02 Maggio 2019 06:57

Nuovi importanti fossili ritrovati nel parmense

Rinvenuto fossile di frutto, completo ed eccezionalmente conservato, in zona Medesano-Sant'Andrea Bagni.

Altro eccezionale rinvenimento da parte del Prof. Claudio Bennati e della moglie Doina Rusu, membri del Gruppo Mineralogico Paleontologico Parmense.
Dopo la scoperta, già pubblicata di un'impronta perfettamente conservata di ammonite in bassa Val Taro, nel Dicembre 2018, un'altro rinvenimento paleontologico davvero unico per il nostro territorio, sia locale che regionale, è stato effettuato dalla coppia Bennati-Rusu, membri del Gruppo Mineralogico Paleontologico di Parma.

Questa volta i due ricercatori hanno trovato nel territorio di Medesano un frutto su una matrice marnoso-argillosa, simile ad una noce, di oltre 4 cm, a forma di 'ciondolo' a due valve, integro e conservato in modo eccezionale, tanto da essere anche presenti il colore della capsula legnosa e le striature sulla superficie del frutto, che mettono in evidenza un particolarissimo disegno a rete visibile a occhio nudo.

Pur non avendo ancora dati precisi, tuttavia si ipotizza che il fossile possa appartenere ad una Pteridosperma oligocenica, circa 25 milioni di anni fa.

La scoperta è già davvero importante, dato che è assai raro trovare fossililizzati frutti o semi completi, oltre al fatto che per ora gli unici frutti e semi rinvenuti in Italia si concentrano per lo più nei territori del Veneto e dell'Alto Adige, ma di epoche eoceniche.

O!tre al frutto, sono stati rinvenuti altri vegetali perfettamente conservati probabilmente di Gimnosperme Glumifore sia nel fusto legnoso sia nei rami apicali, con ben distinte foglioline portatrici di relativa capsula con semi.

Tali reperti verranno al più presto sottoposti ad analisi più approfondite, al fine di datare con precisione il periodo in cui vissero e collocarli con precisione nella nomenclatura paleobotanica.

 

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Pubblicato in Archeologia Emilia