Sabato, 14 Dicembre 2019 06:47

The Ad Store Italia presenta WELCOME

The Ad Store Italia presenta WELCOME:  l’innovativo progetto di volontariato d’impresa che trasforma la comunicazione in integrazione.

Natalia Borri, president & chief creative director The Ad Store «Chi si occupa di comunicazione oggi non può non sentire in coscienza la responsabilità di promuovere messaggi socialmente positivi»

Laura Rossi, Assessore al Welfare - Comune di Parma «Welcome dimostra che l'accoglienza e l'integrazione sono responsabilità non solo delle istituzioni ma della comunità tutta. The Ad Store ha dato senso compiuto alla reciprocità, alla convivenza, alla conoscenza nella quotidianità, alle relazioni che stanno alla base di una comunità coesa. Una narrazione diversa dell'accoglienza delle persone è possibile»

Michele Guerra, Assessore alla Cultura - Comune di Parma  «Nel contesto di Parma 2020, nell’anno della cultura, grazie a progetti come WELCOME, la comunicazione diventerà anche accoglienza ed integrazione»

Parma, 12 dicembre 2019 - Un’atmosfera di accoglienza, di scambio culturale e di integrazione. Ieri sera a Parma, nella suggestiva location di BDC in Borgo delle Colonne, polo culturale situato nel cuore della città, è stato presentato WELCOME, l’innovativo progetto di volontariato d’impresa ideato e sviluppato da The Ad Store Italia, l’agenzia internazionale di comunicazione guidata da Natalia Borri.

Il progetto, realizzato con il patrocinio del Comune di Parma ed inserito nelle iniziative di Parma2020 per la sua capacità di portare avanti un nuovo racconto della città, è strutturato sulla base di un percorso triennale e ha l’obiettivo di fare della comunicazione la prima forma di integrazione.


Come? Lo staff dell’agenzia, composto da 35 persone, ha messo a frutto le proprie competenze in comunicazione non a favore di un brand o di un prodotto, ma per instaurare una relazione con altrettanti giovani rifugiati e richiedenti asilo ospitati nei centri di seconda accoglienza della città.
La prima fase del progetto ha visto i dipendenti di Ad Store trasmettere ai ragazzi immigrati segreti e consigli su come vivere meglio sul nostro territorio: come chiedere informazioni in un negozio, come andare alla fermata dell’autobus e capirne il percorso, come scrivere un curriculum e come affrontare un colloquio di lavoro.
Nella seconda fase, di quest’anno, sono stati invece proprio i richiedenti asilo a far conoscere ai dipendenti dell’agenzia come vivono le loro comunità presenti anche a Parma: cibo e cultura, musica e attività ricreative, stare insieme e fede, cura di sé e abitudini quotidiane sono tutti gli ambiti che hanno caratterizzato gli incontri di quest’anno, permettendo così ai dipendenti Ad Store di scoprire nuovi punti di vista, nuove tradizioni, nuovi linguaggi e forme espressive.
Il progetto si completerà infine l’anno prossimo, in occasione di Parma2020, con una terza fase in cui i migranti saranno protagonisti attivi di un progetto di comunicazione che avrà per oggetto proprio Parma.

L’originale iniziativa è stata raccontata dai protagonisti in occasione di un aperitivo in musica che ha visto la presenza, insieme ai dipendenti Ad Store e agli ospiti di Pozzo di Sicar e San Cristoforo Onlus, di moltissimi parmigiani, istituzioni ed autorità: sono intervenuti il Prefetto di Parma - Giuseppe Forlani, gli Assessori del Comune di Parma - Laura Rossi (Welfare), Michele Guerra (Cultura), Nicoletta Paci (Partecipazione e diritti dei cittadini a Parma) e Elena Dondi di Forum Solidarietà.

Filo conduttore di tutta la serata è stata sicuramente la musica, individuata dai dipendenti Ad Store come la più trasversale e potente delle forme di comunicazione. E così, dopo il dj set afro-house di Emma Iovino, protagonisti sono stati proprio loro, i giovani richiedenti asilo che, riuniti in due band (“Willy & Lamin” e “E’ più bello insieme”) hanno fatto ballare tutti i presenti con le loro performance di live music.
Il tutto in una splendida cornice, resa ancora più artistica dall’esposizione di una calligraphy exhibition e di una mostra fotografica, con ritratti di Massimo Spadotto, che hanno fatto da sfondo alla bellissima serata dedicata alla narrazione di un’esperienza di incontro e amicizia, vissuta attraverso parole, immagini e musica.

The Ad Store (adstore.it), che dall’Italia guida e coordina le attività di sviluppo internazionale del proprio network di agenzie creative indipendenti (“We are the Human Network”), seguirà il piano di espansione del brand nel Nord America lavorando in sinergia con il team PR americano di The Ad Store NYC.

Una bizzarra rilettura del capolavoro shakespeariano, “Romeo e Giulietta”, con i due protagonisti d’eccezione nei panni degli innamorati più conosciuti del mondo. Ale e Franz: la coppia di attori torna a teatro con “Romeo & Giulietta: Nati Sotto Contraria Stella”, per la regia Leo Muscato. Dal 10 dicembre 2019 all' 1 gennaio 2020, sul palco del Teatro Manzoni di Milano, ci saranno loro, offrendo anche un modo divertente, a tutti gli amanti delle risate, per passare la serata del 31 dicembre.

IL CAST - In scena con i due artisti, Eugenio Allegri, Marco Gobetti, Marco Zannoni e Roberto Zanisi. Ad essi si aggiunge la partecipazione straordinaria di Paolo Graziosi in un lavoro che il regista Leo Muscato scrisse e diresse 14 anni fa. Oggi viene tutto riproposto con un cast rinnovato. Con Ale e Franz prim’attori. E non è sicuramente una casualità visto che i due showmen raccontano che proprio all’epoca si innamorarono del progetto, guardando lo spettacolo in prima fila durante una delle prime messe in scena. Quale migliore occasione della celebrazione dei 25 anni di “vita professionale di coppia” ci poteva essere, quindi, per portare sul palco “Romeo e Giulietta”? 

LA TRAMA – Ale e Franz sono “l’attorone” e “l’avanguardista”. Il primo non si rassegna all’idea di dover dividere la scena con una serie di artisti che ritiene inadeguati al suo status. Il secondo è uno specialista nel fare provini: caparbiamente si presenta a tutte le audizioni e nessuno lo prende. Ma questa volta avrà un ruolo da protagonista. Intorno ai due soggetti principali si muove una sgangherata compagnia di comici che porta sul palcoscenico i propri rapporti personali fatti di invidie, ripicche, alleanze e rappacificazioni. In scena si rubano le battute con atteggiamenti che provocano tutta una serie di azioni e reazioni che danno vita ad uno spettacolo nello spettacolo.

SPECIALE 31 DICEMBRE 2019 - Per San Silvestro sono previste 2 recite, alle ore 17,30 e alle ore 21,30. Al termine della recita delle 21,30, allo scoccare della mezzanotte, si brinderà al nuovo anno con spumante, panettone e un buffet di dolci insieme a Ale e Franz e agli altri attori della Compagnia. Inoltre in occasione della recita delle ore 21,30 sarà possibile cenare nel foyer del Teatro a partire dalle ore 20,30. Per tutte le informazioni su prenotazioni, prezzi e menù, basterà consultare il sito del teatro www.teatromanzoni.it.

Pietro Razzini

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Martedì, 10 Dicembre 2019 16:20

Bohemian Symphony: uno spettacolo grandioso

Difficile dirsi amanti della musica se non si apprezzano i Queen. Il gruppo portato in cima al mondo dal una stella immortale come Freddie Mercury, rivive nei suoni di uno spettacolo grandioso: Bohemian Symphony. Tante le componenti che rendono magico lo show: innanzitutto “The Queen Orchestra”, diretta da Andrea Tarantino. E poi i quattro cantanti Damiano Borgi, Nanà Petrossi, Roberta Orru e Valerio Sgargi. Il tutto senza dimenticare Enrico Scopa (pianoforte, tastiere, cori), Andrea Palmieri (batteria), Giacomo Vitullo (basso e cori) e l’attore Daniele Monterosi che svela al pubblico tante curiosità nascoste dietro la genesi e la storia delle canzoni della band britannica. Il risultato è elettrizzante e l’applauso del pubblico del Teatro della Luna di Assago ne è stato l’inevitabile conseguenza.

UNO SHOW INDIMENTICABILE - Bohemian Symphony è un viaggio per soli “immortali” e “poveri ragazzi che non hanno bisogno di essere capiti”. Non è sicuramente semplice confrontarsi con un mito come quello dei Queen ma il risultato finale è uno spettacolo travolgente, capace di attraversare gran parte della biografia musicale del gruppo in oltre due ore di concerto. Il pubblico canta, sostenendo le note di un’orchestra composta da fiati, ottoni, archi e percussioni. Ad essi si aggiunge l’energia della rock band formata, come detto precedentemente, da Enrico Scopa, Andrea Palmeri, Giacomo Vitullo, Lorenzo Milone. Il mix? Semplicemente da vivere. Difficile da raccontare.

CHE CANZONI - Da “The Show Must Go On” a “Barcelona”, da “Under Pressure” a “Somebody to Love” senza dimenticare, ovviamente, “Bohemian Rhapsody”: nelle due ore e più di puro spettacolo, la musica sinfonica, le proiezioni e i live camera show saranno un piacevole supporto a questi brani indimenticabili. Impossibile non appassionarsi. Inevitabile entrare in un vortice di pura adrenalina emotiva in grado di consacrare la genialità e l’intramontabilità dei Queen. Un vero e proprio omaggio allo straordinario talento di Freddie Mercury e alla sua band. Uno show che accompagna il pubblico a rivivere l'immensa eredità del repertorio dei Queen, con arrangiamenti orchestrali che ne rispettano l'essenza e ne esaltano la forza. Dopo la data milanese, le due opportunità per vivere questa splendida esperienza sono il 16 marzo 2020 a Napoli e il 6 aprile a Roma. Non perdete l’occasione.

Pietro Razzini

L’opera del fumettista Alberto Breccia sarà al centro della nuova puntata del magazine settimanale Wonderland, in onda su Rai4 martedì 10 dicembre, come sempre in seconda serata.

Scomparso 26 anni fa, Breccia è stato tra i maggiori rappresentati del fumetto argentino, spesso legato alla sfera fantastica e nera, ma sempre caratterizzato da un piglio politico e satirico. Per raccontare l’artista argentino, protagonista di una mostra ospitata da BilBOlBul, il festival internazionale del fumetto di Bologna, Wonderland ha incontrato il suo allievo José Munoz, autore del fumetto Alack Sinner.

La copertina CULT di questa settimana è incentrata su un singolare film documentario dedicato all’artista olandese Maurits Cornelis Escher, Escher - Viaggio nell’infinito di Robin Lutz, che attraverso documenti personali e testimonianze di chi l’ha conosciuto, ricostruisce la vita del visionario artista. Il contributo POP è invece rappresentato dal Noir in Festival, la manifestazione dedicata al noir in ogni sua forma, che quest’anno si svolge tra Como e Milano dal 6 al 12 dicembre.

Le due categorie “pop” e “cult” caratterizzano anche la Wonder Parade, la classifica che chiude ogni puntata segnalando i dieci titoli top della settimana.

Torna la rubrica Stranger Than Fiction dedicata ai più folli e improbabili, ma mai impossibili, progetti cinematografici e televisivi. Questa settimana Wonderland vi racconta il fantasioso Maigret contro Maigret, velleitario tentativo di un produttore italiano degli anni sessanta di far incontrare, in un unico film, il Maigret interpretato da Jean Gabin e quello impersonato in tv da Gino Cervi.

Il particolarissimo sound della band danese Forever Still, immersa in sperimentazioni musicali che spaziano tra il gothic-rock e il metal, è al centro della nuova puntata di Sound Invaders, rubrica presentata da Mario Gazzola dedicata alle più originali connessioni tra musica e arti visive.

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Wonderland è un programma di Leopoldo Santovincenzo, Carlo Modesti Pauer, Andrea Fornasiero ed Enrico Platania, con la collaborazione di Alessandro Rotili. Produttore esecutivo Sabrina La Croix, regia di Giuseppe Bucchi e Gabriella Squillace.

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Emilia 2020. Presentati gli oltre 500 eventi nell’area di Destinazione Turistica Emilia, coinvolgendo i territori di Piacenza e Reggio Emilia per Parma Capitale italiana della Cultura 2020

Parma, 9 dicembre 2019 . Parma 2020 rappresenta un’occasione senza precedenti per accogliere sempre più turisti e diventa un’impresa nata con l’intento di creare un sistema di promozione territoriale nel segno dell’unicità e dell’esperienza.


Quindi Parma 2020 si arricchisce e si trasforma in Emilia 2020, un’opportunità che rende straordinaria, ricca e coerente l’offerta turistica di tre province dalle caratteristiche sfaccettate ma legate da un comune sentire sul piano del gusto, della natura e della cultura.
Nata nel 2017, Destinazione Turistica Emilia è un’avventura che ha saputo in pochi anni mettere a frutto la sterminata proposta dell’area compresa tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia, raggiungendo risultati sorprendenti che hanno incoraggiato a definire autentiche reti tematiche a partire dalle declinazioni Taste, Nature & Culture.

In previsione di un’occasione che si allarga fino a diventare Emilia 2020, l’ente esprime il concetto de “La cultura batte il tempo”, in grado di sintetizzare lo stile di vita slow del territorio, ben sviluppato e approfondito tra le pagine di una brochure ad hoc. Ideata e distribuita nella doppia versione italiana e inglese, “20 Ragioni per visitare Emilia nel 2020” è un assaggio delle offerte presenti sul sito www.visitemilia.com e raccoglie proposte di soggiorno studiate allo scopo di vivere il cuore della destinazione, in un anno che vedrà susseguirsi complessivamente di 500 eventi tra mostre, performance teatrali, concerti, festival di arte e cultura e rassegne e dibattiti.
Nel caleidoscopio di ragioni per lasciarsi incantare dal dialogo tra cielo, terra e memoria, c’è anche lo spazio per l’invito a trovarne di nuove e personali. Tutti gli eventi si possono consultare sui siti www.visitemilia.com e http://www.parma2020.it

Il tutto è stato presentato all’Auditorium di Palazzo del Governatore alla presenza del Sindaco Federico Pizzarotti, dell'assessore al Turismo Cristiano Casa, del Presidente di Destinazione Emilia Natalia Maramotti, dell'assessore al Turismo del Comune di Piacenza Jonathan Papamarenghi, dell'assessore al Turismo del Comune di Reggio Emilia Annalisa Rabitti.

Secondo Natalia Maramotti, presidente di Destinazione Turistica Emilia: «Il 2020 sarà un anno importante per Emilia, la Destinazione Turistica che prendendo energia dal baricentro di Parma capitale italiana della cultura, ha l'ambizione di chiudere il carrello e spiccare il volo definitivo verso la sua attrattività internazionale. Sarà un anno da raccontare Parma, Piacenza e Reggio Emilia anche attraverso i numeri: oltre 500 sono ad oggi gli eventi più significativi che accompagneranno i visitatori nel corso dell'anno a scoprire, tramite il veicolo della cultura, la bellezza del territorio e la straordinaria qualità della enogastronomia».


Dopo l’inaugurazione di “Emilia Food & Wine Experience” – pensata per integrare l’intera offerta enogastronomica dei territori dell’Emilia, mettendo in connessione operatori turistici, agroalimentari, vinicoli e non solo – è stata avviata la creazione della Rete “Emilia Cultura e Castelli Experience”. È inoltre in fase di studio la prossima realizzazione della Rete Terme e Outdoor, immaginata con l’obiettivo di strutturare un’offerta integrata per il turismo all’aria aperta e per quello che ruota intorno ai temi di wellness e wellbeing. Destinazione Turistica Emilia ha potuto registrare un aumento del 6,8% degli arrivi e del 4,2% di presenze nel 2018, una consistente crescita del turismo degli stranieri e un’interessante tendenza alla destagionalizzazione.

È straordinario ma non può essere che l’inizio per uno scenario complessivo che, oltre alle 3 città capoluogo e 115 comuni, può vantare: 142 musei - dei quali, oltre agli 8 Musei del Cibo, 57 a Parma, 51 a Piacenza e 26 a Reggio Emilia; 51 teatri, tra storici e contemporanei, dei quali 15 a Parma, 12 a Piacenza e ben 23 a Reggio Emilia; 1 Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano riserva Mab Unesco, gli 11 Parchi del Ducato – di cui 5 parchi regionali, 1 parco provinciale, 5 riserve - e 8 tra aree naturalistiche, oasi e riserve nella provincia di Reggio Emilia; 161 km di Fiume Po sui 652 km totali del suo corso, dei quali 96 a Piacenza, 47 a Parma e 18 a Reggio Emilia.

Oltre 15 prodotti tipici tradizionali riconosciuti col marchio dop, igp o altre certificazioni importanti.

Alla voce caseifici, 167 a Parma e 99 a Reggio Emilia per il Parmigiano Reggiano e 20 a Piacenza per il Grana Padano.
Alla voce salumifici, 132 dedicati al Prosciutto di Parma, 13 specializzati nella produzione di Salumi Dop piacentini e 14 al Salame Felino, 23 per il Culatello di Zibello e 14 inseriti nel Consorzio del Culatello e degli Antichi Produttori del Culatello e della Spalla Cruda; 26 aderenti al Consorzio per l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia; 147 cantine di produzione di Vini DOP, delle quali 22 a Parma, 90 a Piacenza e 35 a Reggio Emilia; 7 ristoranti stellati, dei quali 3 a Parma, 2 a Reggio Emilia e 2 a Piacenza; 50 castelli disseminati tra le colline, la Bassa e gli Appennini; 4 stazioni termali tra Parma e Reggio Emilia.
Oltre 13 borghi di interesse storico e artistico, certificati da riconoscimenti come la Bandiera Arancione e quelli di Borghi autentici, Borgo dei borghi 2018 Kilimangiaro e Borghi più belli d’Italia. Svariati riconoscimenti UNESCO, tra i quali quello di Parma Città creativa Unesco per la gastronomia, la Segnalazione UNESCO del Battistero di Parma tra i siti di maggiore valore astronomico a livello mondiale, il titolo di Riserva di Biosfera MaB UNESCO ottenuto da Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e al tratto medio padano del Fiume Po. Per informazioni: www.visitemilia.com e www.parma2020.it 

Alla presentazione sono intervenuti anche Michele Guerra e Cristiano Casa - Assessori alla Cultura e al Turismo del Comune di Parma Natalia Maramotti – Presidente di Destinazione Turistica Emilia Jonathan Papamarenghi – Assessore al Turismo del Comune di Piacenza Annalisa Rabitti – Assessore al Turismo del Comune di Reggio Emilia Rappresentanti delle istituzioni culturali cittadine e della Regione Emilia-Romagna.

Ha condotto Davide Rampello.

Parma
Per info:
Destinazione Turistica Emilia - Iat di Parma. Tel. 0521 218889.
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Piacenza
Per info:
Destinazione Turistica Emilia – Iat di Piacenza. Tel. 0523 492001. E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Reggio Emilia
Per info:
Destinazione Turistica Emilia - Iat di Reggio Emilia. Tel. 0522 451152. E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Per informazioni:
Destinazione Turistica Emilia Parma - Piacenza - Reggio Emilia Viale Martiri della Libertà, 15 - 43123 Parma Tel. 0521 931634 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito web: www.visitemilia.com 

 

Oltre 1.500 Onlus in gara per l’undicesima edizione di “1 voto, 200.000 aiuti concreti – Donare mi dà più gioia che ricevere!”, campagna realizzata grazie ai Fondi UniCredit Carta E
Anche quest’anno UniCredit mette a disposizione 200 mila euro, a titolo di donazione, da distribuire tra le organizzazioni Non Profit aderenti al portale ilMioDono.it

Torna l’appuntamento con la speciale iniziativa UniCredit dedicata alle organizzazioni impegnate nel Non Profit, quest’anno giunta alla sua undicesima edizione. Un impegno che il Gruppo premia mettendo a disposizione 200 mila euro del fondo Carta Etica destinato a iniziative di solidarietà sul territorio. Il fondo si alimenta con una percentuale di ogni spesa effettuata con carta di credito “Etica”, disponibile nella versione UniCreditCard Flexia Classic E, Visa Infinite e UniCredit Business Aziendale, senza costi aggiuntivi per il titolare.


La nuova edizione della campagna di solidarietà e sensibilizzazione “1 voto, 200.000 aiuti concreti – Donare mi dà più gioia che ricevere!” si concluderà il 29 gennaio 2020. Sono 1.569 le Onlus che quest’anno partecipano all’iniziativa, ognuna delle quali è presente sul sito www.ilMioDono.it , la piazza virtuale realizzata da UniCredit per facilitare l’incontro tra le Organizzazioni Non Profit e tutti coloro che vogliono sostenere questo settore contribuendo con una donazione.


Clienti e non di UniCredit possono accedere al sito www.ilMioDono.it – anche da tablet e smartphone – selezionare l’Organizzazione preferita e votarla attraverso un account e-mail o Twitter. Ogni voto vale 1 punto. Aggiungendo al voto una donazione di almeno 10 euro con una delle modalità PagOnline o MyBank previste, la preferenza accordata varrà 6 punti.


I 200 mila euro di quest’anno, sommati agli importi delle edizioni precedenti e ai contributi spontaneamente erogati anche da chi ha supportato l’iniziativa con il voto e con le donazioni – nel 2018, sono stati raccolti 120 mila euro –, portano a oltre 2.800.000 euro la somma complessiva di cui hanno beneficiato le organizzazioni dal 2010.

Lunedì, 09 Dicembre 2019 15:55

Cantando Sotto La Pioggia: il Musical

Alla fine dello spettacolo sarà impossibile resistere: la melodia di “Singin’ in the rain” entra nel cuore e lì rimane per ore e ore. Fino a quando non ritorna la voglia di andare nuovamente a teatro per ammirare questa produzione firmata “Stage Entertainment Italia”. E per coloro che ancora non hanno colto l’occasione, ci sarà tempo fino all’11 gennaio 2020: “Singin’ In The Rain – Cantando Sotto La Pioggia Il Musical” rimarrà in scena al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano con tutta la sua carica di energia, le sue canzoni indimenticabili e i suoi protagonisti leggendari.

Una scommessa vinta per la regista Chiara Noschese che, dopo i successi ottenuti in passato, alza ancora di più l’asticella e porta in scena un mito come Gene Kelly:  “Singin’ In The Rain è una storia che fa sorridere e sognare. Un’evasione unica, che capita solo quando siamo chiusi in un teatro, immersi in una realtà che parla di poesia, talento, musica, arte, di quella “materia divina” di cui, a mio avviso, abbiamo una grande nostalgia”, ha spiegato Chiara Noschese. Ed è ancora Stage Entertainment a far sognare gli italiani: primo produttore europeo di spettacoli musicali dal vivo con i suoi 18 teatri in Europa tra Paesi Bassi, Germania, Spagna e Francia, Stage Entertaiment ha messo a disposizione del pubblico un cast stellare.

LA STORIA - Don Lockwood è un’acclamata stella del cinema muto e, insieme alla splendida Lina Lamont, forma una delle coppie più ammirate dello show business. In realtà Lina è una starlette viziata e insopportabile. L’avvento del sonoro porta un grattacapo a Don e al produttore R.F. Simpson: la voce di Lina, infatti, è sgraziata e squillante. È questo il momento in cui entra in scena Kathy Selden, forse meno appariscente, ma decisamente più talentuosa di Lina. In gran segreto, Kathy doppierà la bionda star che nel frattempo, ingelosita dalla storia d’amore tra lei e Don, cercherà in tutti i modi di mettere i bastoni tra le ruote alla sua antagonista. La resa dei conti arriverà alla prima del film “Il Cavaliere della Danza”. Che succederà? Per saperlo dovrete andare al “Teatro Nazionale CheBanca!” entro l’ 11 gennaio 2020. “Singin’ in the rain” vi attende.

IL CAST – Il protagonista non poteva che essere lui: Giuseppe Verzicco. Saturday Night Fever–La Febbre del Sabato Sera nel ruolo del protagonista Tony Manero, Danny Zuko nel musical Grease, “Mamma Mia!” nelle vesti di Sky, Dirty Dancing–The Classic Story on Stage nei panni di Robbie Gould e alternate Johnny Castle: sono solo alcune delle occasioni in cui il pubblico l’ha applaudito. Al suo fianco Mauro Simone e Gea Andreotti, Martina Lunghi, Roberto Vandelli e Massimo Cimaglia: semplicemente straordinari, capaci di creare emozioni e risate con un semplice gesto o una particolare accento dato alle parole. Curricula di spessore per attori, cantanti e ballerini di assoluta qualità. Inevitabile il successo che “Singin’ in the rain” sta avendo. Inevitabili gli scroscianti assensi che, a fine show, abbracciano calorosamente i protagonisti sul palco. Scroscianti. Proprio come la pioggia che cade… mentre gli artisti cantano. 

Pietro Razzini 

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Sabato 7 e 8 dicembre 2019 ritorna a Modena la tradizionale rassegna di editoria modenese dal titolo “LibriaMOdena 2019”, che quest’anno festeggia la sua 67° edizione. Un momento importante per la città, e dintorni, per l’opportunità offerta agli autori, e agli appassionati di letteratura di ogni genere, di avvicinare gli scrittori per conoscerli da vicino e condividere con loro l’interesse per i nuovi progetti editoriali.


In questa cornice dal sapore antico, per il respiro che il libro è in grado di offrire in ogni occasione, Guido Zaccarelli si presenta al pubblico con un nuovo saggio dal titolo #essereGiornalista2020, nell’era della Conoscenza Condivisa® edizioni Damster, dove fornirà una traccia dei momenti salienti che hanno caratterizzato la stesura del libro, che come definisce l’autore: «un viaggio nel mondo variegato delle aziende, della scuola, della cultura e dei valori dell’etica, fino ai fondamenti della società civile».


Approdato sulla scena letteraria nel 2012 con il saggio “La Conoscenza Condivisa”, Zaccarelli, forte della sua esperienza nel mondo delle organizzazioni complesse e dell’insegnamento universitario, (questa è la quinta pubblicazione), ha da sempre posto il valore della persona al centro dell’ecosistema organizzativo, contribuendo in ogni circostanza a mettere l’accento sulla necessità di cambiare il sistema delle relazioni umane nelle aziende, da piramidali a circolari.


Per l’occasione abbiamo incontrato l’autore per la presentazione del nuovo saggio al quale abbiamo chiesto come è nata l’idea che riporta come titolo: #essereGiornalista2020, nell’era della Conoscenza Condivisa®:
«è un titolo giovane che esprime i fondamenti della comunicazione moderna sempre più focalizzata ad utilizzare un linguaggio rapido e veloce per raggiungere il proprio pubblico, arricchendolo di contenuti, per “sorprendere ed emozionare le persone a vivere nuove esperienze culturali e relazionali” e avvicinarle alla lettura, anche con argomenti apparentemente lontani dal vivere quotidiano, ma centrali per comprendere i fenomeni della realtà che ci circondano».


Il cancelletto, o più comunemente chiamato hashtag, è una etichetta che viene impiegata nella comunicazione digitale per rendere più facile la ricerca di parole che esprimono un argomento preciso. Essere porta con sé un significato profondo, oltre alle apparenze per essere diventato giornalista, che rappresenta un arricchimento personale e professionale di indubbio valore, per l’opportunità offerta dalla scrittura di raggiungere una vasta platea di persone e di lettori con le tue idee e i tuoi pensieri, questo consente di accrescere il cammino di ricerca di nuove identità da convergere in reciproci scambi di riflessione e di opinione. Essere, esprime inoltre il valore della vita di ogni essere umano, frutto di una esistenza superiore che ne ha definito la propria presenza terrena.


Il sottotitolo richiama il valore del tempo e si percepisce la presenza di una nuova era sospinta dal vento del rinnovamento che ambisce a diffondere il valore del benessere personale, non solo in ambito aziendale ma anche sociale, dove coinvolgere le future generazioni:
Ogni periodo storico porta con sé i segni e i tratti salienti che hanno contribuito nel tempo a costruire modelli sociali e innescare cambiamenti nei comportamento delle persone e nella società civile. Se non definiamo un tempo, in questo caso un’era, nella quale caratterizzare un fenomeno come la Conoscenza Condivisa®, diventa impossibile coinvolgere le persone in un progetto culturale dove identificarsi e diventare promotori della condivisione che trova nel dono e nella reciprocità la massima espressione.


Come mai la scrittura è importante?:
L’arte oratoria non è in grado da sola di trasmettere nel tempo il valore e il significato della parola espressa in un determinato contesto enunciativo. La scrittura è un momento importante per lasciare una traccia indelebile alle future generazioni. Un tempo prezioso da dedicare alla riflessione dove immergere la propria anima nel silenzio, alla ricerca dell’armonia con se stessi, per illuminare le parole di sogni e di nuove emozioni. Un libro è per sempre un amico vero a cui confidare i propri pensieri perché ogni parola scritta è spesso il riflesso di noi stessi riportato dallo scrittore in una pagina bianca. È rivedere situazioni e rivivere stati d’animo e come per magia ritrovarli, riga dopo riga, in un cammino che sembra stato disegnato in quel preciso istante della vita per approdare alla ricerca di sé stessi.


Cosa trova il lettore che si appresta a leggere il libro?
Questo saggio raccoglie gli articoli pubblicati ogni domenica nel canale on-line “Dalla piramide al cerchio” del giornale “La Gazzetta dell’Emilia”, per diventare giornalista. Sfogliando le pagine di questo saggio, il lettore verrà immerso in un mondo variegato di contenuti, che spaziano dal mondo delle aziende, al mondo della scuola e della cultura per abbracciare il valore dell’etica, fino a compenetrare nella società civile.
Il compito a cui tendere è farsi prendere per mano dalle parole e addensarle di significati, con le proprie aspettative, i propri desideri, i propri sogni e fermarsi all’istante quando la ragione e l’emozione traboccano, per prendere fiato alla ricerca di nuove parole e di nuovi stati d’animo, fino a quando il capitolo non dà ragione di essere stato vissuto nella sua pienezza.
Il saggio può essere letto capitolo dopo capitolo o preso singolarmente, per gli argomenti che possono legarsi tra loro seguendo una dinamica temporale o di semplice aggregazione di contenuti che s’intrecciano tra loro ricombinandosi forse in modo casuale. Spetta al lettore il compito di dirigere la lettura seguendo una propria ispirazione e stati d’animo legati al momento e alle circostanze proprie del vissuto personale e professionale.


Quale è in ultima analisi lo scopo del saggio?
La tecnologia muta continuamente i modi con le quali le informazioni vengono elaborate e registrate e trasferite da dispositivo a dispositivo. Lo scopo è ridurre l’avanzata travolgente del mondo digitale, proiettato a rendere immateriale la vita dell’uomo fino a mutarne l’identità, valorizzando ancora una volta la carta stampata che resta ancora un fondamento sul quale mantenere viva, e conservare nel tempo, il presente di ogni individuo per trasmetterlo alle generazioni future.


Cosa emerge in modo significativo?
L’aspetto che maggiormente affiora è la Persona che assume un ruolo centrale in tutti gli articoli per il valore etico e morale che esprime in ogni circostanza per migliorare la propria vita e l’esistenza altrui. La quarta di copertina riporta una frase a me cara: “la saggezza è osservare ciò che circonda e dare una spiegazione differente a ciò che il mondo propone”.

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Leggere tanto per crescere meglio. Incentiviamo la lettura nell’infanzia per migliorare l’apprendimento nel domani

Immaginate un mondo senza libri: come sarebbe? I libri rappresentano la memoria dell’umanità; sin dall’invenzione stessa della scrittura si è conservata traccia del passaggio dell’uomo sulla terra grazie ai libri.
Ad immaginare un mondo tanto distopico ci pensò Ray Bradbury con il grande capolavoro degli anni ‘50 Fahrenheit 451. L’autore ci racconta un mondo grigio, desolante, senza nessuna sfumatura di colore in cui la potenza del fuoco, distruttrice e depositaria di responsabilità, opera la sua opera censuratrice, vietando all’uomo l’accesso al sapere.


Immaginate, invece, un mondo con tanti libri ma che nessuno abbia voglia o il tempo di leggere. Vi ricorda qualcosa? Sicuramente non siamo a questi livelli, ma la situazione attuale non è del tutto rosa e fiori. Secondo l’indagine Ocse, la capacità di lettura e di scrittura negli ultimi venti anni è notevolmente peggiorata: solo uno studente su 20 sa distinguere tra fatti e opinioni. I risultati dell’indagine confermano che la capacità dei ragazzi italiani di leggere, comprendere, rielaborare, riassumere, valutare e riflettere risulta molto al di sotto della media Ocse per la lettura, posizionandosi agli ultimi posti della classifica. Questo cosa significa? Che 19 studenti su 20 non capiscono ciò che leggono. Comprendere un testo (qualsiasi esso sia), riflettere anche su concetti astratti, immaginare e inventare sono tutti elementi fondamentali per la formazione di un individuo.


L’educazione alla lettura è un processo lento che deve essere costruito nel tempo: pertanto il momento dell’infanzia è il migliore per la costruzione di un buon legame tra bambino e libro. I bambini, attraverso le storie, il gioco e la partecipazione attiva, non solo scopriranno storie e situazioni sempre nuove e particolari, ma svilupperanno sin dai primi anni capacità cognitive, sociale ed emozionali. In un primo momento il libro sarà semplicemente qualcosa da guardare, poi verranno attivati gli altri sensi: esplorare, aprire, annusare, sfogliare, ascoltare dispiegherà davanti ai bambini un oceano di nuovi stimoli. Dall’approccio tattile e sensoriale, passeranno ad una conoscenza più profonda, scopriranno le immagini e le parole e inizieranno ad apprezzarne la ricchezza e i piaceri che derivano dalla lettura. Occorre creare attorno a loro un ambiente stimolante e accogliente in cui i libri rappresentano portali su mondi inesplorati che sapranno scoprire grazie alla guida dei genitori, della scuola e delle associazioni. Le associazioni, in questo senso, svolgono un ruolo importante: attraverso le varie iniziative portano avanti l’obiettivo di promozione della cultura e della lettura, anche dalla più tenera età.

Come Punto Parma Terre des Hommes, nato all’interno di Intesa San Martino, ci spendiamo quotidianamente nel territorio per sostenere progetti incentrati sui minori. Tante le iniziative avviate – letture animate, giochi di parole, incontri di lettura – per incentivare l’amore e la passione per i libri tra i più piccoli. Perché solo attraverso i libri e la cultura, un bambino acquisirà gli strumenti necessari per essere un adulto consapevole.
Eleonora Puggioni

 

 

Parma, 4 dicembre 2019 – Quasi 200 persone hanno ieri affollato l'auditorium dell'Assistenza Pubblica per rendere omaggio ad Annalisa Dall'Asta ed Emilia Wanda Caronna che hanno ricevuto, rispettivamente nelle sezioni “Persona con disabilità” e “Persona abile”, il Premio Anmic Parma 2019.

In occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità, e all'interno della “Parma disAbility Week”, la sezione provinciale dell’Anmic, la più grande associazione di tutela e rappresentanza di persone con disabilità, ha dato vita alla quarta edizione del Premio Anmic Parma, che viene destinato a persone che hanno accresciuto il valore culturale e civile della nostra comunità grazie alle loro azioni sul fronte dei diritti delle persone con disabilità. 

Annalisa Dall'Asta è coordinatrice didattica della Scuola di Edith di Parma; Emilia Wanda Caronna è delegata per il Rettore a fasce deboli, studenti con disabilità e con disturbi specifici di apprendimento dell'Università di Parma. Entrambe si battono da anni, con grandi risultati, sul fronte dell'integrazione sociale delle persone disabili.

La cerimonia, presentata dalla giornalista Ilaria Notari, è stata introdotta dal presidente di Anmic Parma, Walter Antonini: “Il mio augurio è che le Istituzioni guardino alla disabilità non come un dovere, ma come una scelta; spero che possano scegliere di aiutare e valorizzare le persone con disabilità, perché sono una risorsa per tutta la comunità. Le due premiate sono persone speciali. Ad Annalisa voglio dire che la sua luce illumina ogni persona che ha incontrato: sei l'emblema della persona che mette a disposizione, per la nostra gente, la propria ricchezza d'animo e di spirito, unita ad una eccezionale professionalità. Ad Emilia invece voglio dire che è un esempio per tutti noi: il suo essere sanguigno forte e rigoroso, nel rispetto dei nostri diritti, è motivo di ispirazione e di aspirazione. Senza di lei la nostra società sarebbe un po' più povera”.

Tanti i rappresentanti delle Istituzioni che hanno voluto portare un messaggio: il Prefetto di Parma Giuseppe Forlani; il Rettore dell'Università di Parma, Paolo Andrei; la consigliera regionale Barbara Lori; il vice presidente della Provincia di Parma, Alessandro Garbasi, l'assessora al Welfare del Comune di Parma, Laura Rossi, la direttrice generale dell'Ausl di Parma, Elena Saccenti; il direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria, Massimo Fabi. Non è voluto mancare nemmeno il delegato del sindaco di Parma alla disabilità, Mattia Salati.

Commossi gli interventi delle premiate. Annalisa Dall'Asta, che ha ricevuto il riconoscimento dalle mani del Prefetto Forlani, da Antonini e da Fabio Faccini, presidente del Consorzio Solidarietà Sociale, ha detto: “Sono molto felice, qui ci sono tutti i miei mondi, tutti i miei affetti: la parrocchia, Azione Cattolica, le associazioni, la cooperativa Eidè, il progetto Calamaio, i miei amici, la mia famiglia. Da soli non si va da nessuna parte: sogno un mondo di interdipendenza gli uni dagli altri. Il pregiudizio più fastidioso? Essere donna e disabile è una discriminazione doppia che ho vissuto sulla mia pelle”.

La professoressa Emilia Wanda Caronna, che è stata invece premiata dal Rettore Andrei, dal presidente Antonini e da Alberto Mutti, coordinatore del Centro studi nazionale Anmic, ha detto: “Ho ricevuto diversi premi nazionali, mentre Parma sembrava essersi voltata dall'altra parte, per questo il Premio Anmic mi riempie di gioia ed emozione. Anche quest'anno abbiamo 848 studenti da seguire, sono davvero tanti. Questo lavoro è la mia vita, ho lavorato con sei Rettori diversi, prima sono stata al fianco di Mario Tommasini per le battaglie per l'integrazione di chi era tagliato fuori dalla società. La disabilità appartiene a tutti, perché nell'arco di una vita a tutti può succedere di viverla. Per il 2020 spero che passi il messaggio che la cultura significa anche sociale”.

Tanti gli applausi e i riconoscimenti di affetto e stima per le premiate per un'edizione speciale del Premio Anmic Parma. Nel 2016 il Premio è stato assegnato alla sportiva Giulia Ghiretti, nel 2017 al medico Giancarlo Izzi (menzione speciale alla scrittrice Maria Teresa Rinaldi), nel 2018 all'imprenditore Gerardo Malangone (menzione al Cai di Parma per il progetto “Montagnaterapia”).

 

(Foto Francesca Bocchia)

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Dopo la Milano Design Week 2019, il visionario artista britannico Alex Chinneck torna in Italia, a Parma, con una retrospettiva su IQOS World revealed by Alex Chinneck: il progetto monumentale visitato da oltre 200.000 persone in una sola settimana. (Foto Francesca Bocchia)

Polo culturale BDC28 – Borgo delle Colonne 28, Parma
1–8 dicembre 2019
Lunedì – Domenica, 16.00-22.00
Ingresso riservato ai soli adulti

Alex Chinneck, artista britannico noto per la sua visione originale e dirompente, arriva a Parma con una mostra che documenta lo sviluppo e la creazione dell’installazione milanese IQOS World revealed by Alex Chinneck, presentata in occasione della Design Week 2019.


Dall’ 1 all’8 dicembre 2019, gli spazi del polo culturale BDC28 ospiteranno un percorso espositivo – composto da sculture, fotografie, prototipi –, per illustrare lo sviluppo dell’installazione che catturò l’attenzione di oltre 200.000 visitatori in una sola settimana.
"Il progetto realizzato in collaborazione con IQOS è stato un successo e sono orgoglioso della meravigliosa risposta che ha ricevuto durante la Milano Design Week”, racconta Alex Chinneck. “Sono molto contento di tornare in Italia per presentare la documentazione che racconta questa collaborazione e di presentare il mio lavoro per la prima volta a Parma".


IQOS World revealed by Alex Chinneck
Invitato a pensare per gli spazi dell’Opificio 31 – nel cuore del distretto milanese di via Tortona – un progetto capace di raccontare un nuovo futuro e inedite possibilità, Chinneck ha dimostrato la sua abilità unica nell’unire arte, architettura e teatro, dando origine a un’installazione in scala monumentale. È stata infatti l'architettura stessa dell’edificio – sia esterna che interna – a trasformarsi in opera d'arte, assumendo forme nuove e inattese: le pareti e i pavimenti sono diventati metafora di un processo di trasformazione, capace di evocare, attraverso immaginifici portali, infinite vie verso un possibile futuro.
Il progetto ha visto protagonista l’architettura dell’intero edificio che, attraverso una serie di interventi scultorei, è stata trasformata in modo spettacolare, sfidando la percezione del pubblico. All’esterno, l’artista ha ricreato una facciata totalmente nuova, il cui prospetto – richiamo all’estetica della tradizionale architettura milanese – sembrava “aprirsi” in una delle sue estremità attraverso una zip che lasciava intravedere l’interno dell’edifici. Gli spazi interni, invece, sono stati trasformati radicalmente, attraverso “aperture” inaspettate nel pavimento in cemento e nelle pareti in pietra.

Il simbolo della zip si è rivelato così il tratto distintivo del progetto, l’espediente attraverso cui l’artista ha dato origine a una serie di fenditure surreali da cui si propagava una luce eterea e impalpabile che invadeva lo spazio, trasportando il visitatore in un’esperienza inedita e coinvolgente.
Il lavoro di Alex Chinneck è stato presentato per la prima volta in Italia nell’aprile del 2019, rispecchiando la reputazione internazionale dell’artista, capace di creare installazioni scultoree che scompaginano il mondo che ci circonda, mettendo in discussione la comprensione di oggetti e materiali familiari.


Alex Chinneck e IQOS condividono la stessa visione rivoluzionaria, l’attitudine a guardare le cose da una prospettiva differente, ripensando ciò che apparentemente sembra immutabile. È proprio questa riflessione, volta a rivelare una visione alternativa del futuro, che ha guidato lo sviluppo della collaborazione tra l’artista e il brand.
Parma e l’Emilia Romagna


Con questa iniziativa, IQOS conferma il proprio legame con Parma, città di innovazione e cultura, e in generale con il territorio emiliano.
A Parma, infatti, nel mese di novembre è stato inaugurato in Strada Cavour 5/c il concept store IQOS dedicato alla presentazione ai fumatori adulti del dispositivo IQOS che scalda il tabacco, mentre a Bologna si trova la sede di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna SpA (PMMTB), centro di eccellenza mondiale di Philip Morris International per la prototipazione, la produzione su larga scala dei prodotti alternativi e dei filtri ad alto contenuto tecnologico.
Attiva a Zola Predosa (Bologna) già dal 1963, PMMTB ha ampliato la sua presenza sul territorio con la costruzione, l’avviamento e la messa a regime del primo impianto produttivo al mondo per la produzione su larga scala di prodotti del tabacco senza fumo: il nuovo stabilimento produttivo, situato a Crespellano, in provincia di Bologna, è attivo dal 2016.


Philip Morris International: costruiamo un futuro senza fumo
Philip Morris International (PMI) sta guidando la trasformazione del mondo del tabacco: vuole creare un futuro senza fumo con lo scopo di sostituire le sigarette a beneficio di tutti quei fumatori adulti che altrimenti continuerebbero a fumare, della Società, dell’azienda e dei suoi dipendenti, degli azionisti.
PMI è tra le aziende leader nel mercato dei tabacchi lavorati, dei prodotti senza combustione, inclusi i loro dispositivi elettronici e accessori, e degli altri prodotti contenenti nicotina commercializzati al di fuori del mercato statunitense. PMI sta costruendo il proprio futuro grazie alla categoria dei prodotti senza fumo che, seppure non siano privi di rischi, rappresentano una valida alternativa al fumo di sigaretta. Grazie alle competenze multidisciplinari impiegate nello sviluppo dei suoi prodotti, alle infrastrutture all’avanguardia e alla validazione della ricerca scientifica, PMI vuole assicurarsi che i suoi prodotti senza combustione possano incontrare le preferenze dei suoi consumatori e i rigorosi requisiti previsti dalla legge.
Il portfolio di prodotti senza fumo IQOS include prodotti a tabacco riscaldato e vaporizzatori di nicotina. PMI ha stimato che, al 30 settembre 2019, oltre 8 milioni di fumatori adulti nel mondo hanno già smesso di fumare sigarette e sono passati ad IQOS, il dispositivo che scalda il tabacco che è al momento disponibile in 51 mercati – a livello nazionale o solo in alcune città.
Per ulteriori informazioni si può visitare il sito di PMI e quello di PMI Science, oltre ai canali ufficiali italiani Facebook e Twitter, Philip Morris Italy e @PhilipMorris_IT.

ALEX CHINNECK – Biografia

Alex Chinneck (1984, Bedford – UK), vive e lavora nel Kent, Regno Unito.
Laureato presso il Chelsea College of Art, è membro del consiglio della Royal Society of Sculptors.

Il suo lavoro si contraddistingue per essere monumentale, sia nell’ambizione che nell’impatto. Unendo infatti le discipline dell’arte, dell’architettura e del teatro con l’ingegneria, nella sua ricerca l’artista mira a superare i confini dei materiali e il loro potenziale scultoreo.
In un'era sempre più digitale, il lavoro di Chinneck è radicato in esperienze di vita reale. Le sue sculture sfidano la nostra comprensione di oggetti e materiali familiari, trasformando l'ordinario in straordinario.

Dopo la sua prima opera d’arte pubblica realizzata all’età di 28 anni, Chinneck è diventato noto per le sue sculture surreali in scala architettonica che danno origine ad una visione distorta del mondo che ci circonda.
Nel suo universo surreale, dove le regole normalmente associate ai materiali non sono più valide, il legno si annoda, l’asfalto si arriccia, la pietra si libra nell’aria e i mattoni si sciolgono: l’artista rivela così una attitudine particolare nell’introdurre la fluidità scultorea in quelle forme considerate inflessibili.

Tra le sue installazioni più rappresentative ci sono: lo stravolgimento di un edificio di tre piani attraverso un illusorio scorrimento della facciata in mattoni verso il basso; una casa a due piani costruita con 7.500 mattoni di cera, scioltisi nelle settimane successive; una replica illusoria di un edificio in pietra a Covent Garden che, liberandosi dalle proprie fondamenta, sfidava la forza di gravità come stesse fluttuando a mezz’aria; un’installazione in cui un pilone dell’elettricità alto 37 metri è stato presentato capovolto, come una stella caduta dal cielo; la creazione di un’enorme e inaspettata zip sulla facciata di un edificio adibito a uffici risalente agli anni '60.

L'edificio caratterizzato dalla zip è stato celebrato come una delle installazioni di spicco della Milano Design Week 2019, mentre il pilone elettrico invertito è stato un progetto di punta in occasione del London Design Festival.

Dietro queste narrazioni apparentemente semplici, si cela un’enorme complessità di esecuzione: è impossibile non lasciarsi impressionare dalle sue opere e alcuni dei suoi progetti sono stati tra i più apprezzati del Regno Unito. Ogni suo intervento ha infatti saputo attrarre l’attenzione del pubblico, stimolandone il dibattito, e le sue installazioni temporanee – visibili spesso per meno di un mese –, hanno visto oltre un milione di visitatori e sono state raccontate dai media di tutto il mondo.
Qualunque sia la loro dimensione o la loro configurazione, le opere di Alex Chinneck si inseriscono nel contesto circostante, trasformando le percezioni dei luoghi e rendendo momentaneamente il mondo intriso di magia. La natura dirompente e surreale delle sue opere mette in discussione la nostra comprensione degli oggetti e dei materiali a noi più familiari, rendendo straordinario tutto ciò che è ordinario.

I suoi progetti di arte pubblica prendono vita a partire da studi e sculture in piccola scala, lavori che l’artista ha ripreso di recente. Questi pezzi rivelano lo stesso spirito giocoso e la stessa accessibilità delle sculture ambientali, realizzate grazie a una eccellente e minuziosa lavorazione artigianale. Nel ripensare oggetti domestici tradizionali in modo contemporaneo, le sue opere acquistano una valenza che sfida il tempo, trascendendo dalla loro natura materiale e dalla loro funzione originaria. Lo scorso anno, una scopa annodata realizzata a mano in legno di frassino, è stata selezionata tra quasi 10.000 partecipanti come vincitrice della Liberty Open Call 2018.

www.alexchinneck.com 
Instagram: @alexchinneck

 

 

Poco meno di due settimane ancora a disposizione del pubblico. Fino all’ 8 dicembre il Teatro Manzoni di Milano ospiterà una strepitosa Angela Finocchiaro in “Ho perso il filo”. Lo spettacolo (prodotto da Agidi), dopo il successo al TeatroDue di Parma, tornerà nel nostro territorio il 21 marzo 2020, al Teatro Crystal di Collecchio (Pr). L’artista, sicuramente in veste inedita, regala una incontenibile ironia che sfocia in inevitabili risate da parte del pubblico in sala. Ma in questo lavoro, con testi di Walter Fontana e soggetti di Angela Finocchiaro, Walter Fontana e Cristina Pezzoli, c’è qualcosa di più: una commedia, una danza, un gioco, una festa. Lo spettacolo, infatti, svela un’importante messaggio morale: bisogna vincere le proprie paure e lanciarsi nelle situazioni che la vita ci mette davanti quotidianamente. La protagonista si mette alla prova con linguaggi espressivi mai affrontati prima e racconta un’avventura straordinaria: quella di un’eroina pasticciona e anticonvenzionale che parte per un viaggio, si perde, tentenna ma poi combatte fino all’ultimo il suo spaventoso Minotauro. 

LA STORIA - Angela entra in scena e affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita: già perché vestirà i panni di Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto per combattere il terribile Minotauro. È qui che iniziano tutti i problemi: niente va come previsto. La Finocchiaro viene assalita da strane creature: acrobati, danzatori e spiriti dispettosi che le tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno. Ora che ha perso il filo, il Labirinto le lancia un gioco, allegro e crudele per farle ritrovare la retta. Superando trabocchetti e prove di coraggio, con il pericolo incombente di un Minotauro affamato di carne umana, Angela viene costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che non sono solo sue ma che abbracciano il mondo di oggi.

LO SHOW - Lo spettacolo è un interessantissimo mix che vive del rapporto tra le parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica, primitiva, arcaica delle creature del labirinto che agiscono, danzano, lottano con Angela provocandola come una gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti. Lo spettacolo gioca sulla fantasia e sul mondo creato dalle luci e dalle musiche ma soprattutto dalle coreografie originali di Hervé Koubi danzate da sette ballerini che coinvolgono la Finocchiaro stessa in disegni coreografici d’insieme inseriti perfettamente nel contesto. La nostra eroina, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro in un finale inatteso che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria. Molto divertente il finale, in perfetto stile greco, con un sirtaki danzato dai ballerini e dalla brava protagonista, in un’esplosione di sincera allegria.

Pietro Razzini

La Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza ha chiesto un incontro urgente al dirigente dell'ufficio scolastico territoriale dopo aver appreso, solo a mezzo stampa, che sono state formalmente avviate le procedure per avviare il distacco della sede Bobbio dell'Istituto "Tramello Cassinari" e inserirla in un Istituto Omnicomprensivo che nascerebbe dall'unione con l'attuale Istituto comprensivo di Bobbio, che comprende le scuole dell'infanzia, primarie e di 1° grado che si trovano anche a Marsaglia, Perino, Ottone e Travo.

L'organico dei docenti del Tramello Cassinari è unificato, a prescindendo dall'ubicazione delle due sedi, per questo la Gilda chiede che venga che il nuovo assetto non intacchi la titolarità di tutti gli insegnanti, in primis di coloro che lavorando da sempre a Piacenza si potrebbero trovare tecnicamente in "esubero" a causa dell'amputazione della sede di Bobbio. Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda di Piacenza e Parma, a tal proposito fa presente che "La mancata concertazione che le parti politiche ed istituzionali coinvolte stanno adottando è grave, abbiamo segnalato la situazione anche ai comuni interessati, alla Provincia e lo stesso atto lo stiamo recapitando alle sedi piacentine dei partiti di maggioranza". Nei giorni scorsi la Gilda ha tenuto anche un'assemblea a Bobbio e i docenti che lì lavorano non hanno mostrato un'avversità preconcetta all'assetto che si vuole dare, il problema è salvaguardare i diritti dei professori di Piacenza, visto che giuridicamente l'organico è unico su tutto l'Istituto senza suddivisione per località. Inoltre sarebbe bene che i decisori politici si ponessero anche il problema della continuità didattica, il cambio di docenti sarebbe penalizzante per gli studenti. 


Sede di Parma – Borgo delle Colonne 32 -43121 - Parma
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. –tel.338/8103820 – tel.fax 0521/684809

SEDE DI PIACENZA: Via S. Marco, 22 – 29100 Piacenza 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 0523 314046 – 338/8103820 
Sabato, 23 Novembre 2019 18:29

Progetto speciale di formazione al teatro

TELEPATIA e MATEMATICA  da sabato 23 novembre - Diretto da Mariano Dammacco

EUROPA TEATRI. Prende il via sabato 23 novembre al Teatro Europa la prima parte del progetto speciale di formazione al teatro “Opera; dalla drammaturgia alla messa in scena” condotto da Mariano Dammacco, drammaturgo e regista della Piccola Compagnia Dammacco.


Il percorso prevede l'incontro con le tecniche base della scrittura drammaturgica e l'esercizio di composizione di una drammaturgia originale. «Ci occuperemo dell’arte del comporre affrontando qualsiasi genere, da quello tragico al comico - spiega Dammacco autore di spettacoli premiati a livello nazionale come “Sonia la rossa” Premio ETI/Scenario, “Amleto e la statale 16” Premio ETI/Vetrine, “Alma Rosè”, studio Premio ETI/Scenario, “Dialoghi con le piante” segnalato al Premio Ubu, “L’ultima notte di Antonio” Premio nazionale di drammaturgia - ho scelto di titolare il laboratorio “Telepatia e matematica” per alludere a due aspetti fondamentali del lavoro di chi scrive per la scena: la ricerca di contattare emotivamente lo spettatore, di fargli provare sentimenti, emozioni e pensieri di qualcun altro, dell’altro da sé, qualcosa di simile alla telepatia. Accanto a questo è necessaria la conoscenza e la frequentazione di regole quasi matematiche, delle tecniche proprie dell’arte della drammaturgia». All’appuntamento di sabato 23 novembre dalle 14 alle 20 seguiranno incontri il 14 dicembre; 11 gennaio 2020; 8 febbraio e 14 marzo. La seconda parte del progetto partirà ad aprile e prevede la messa in scena dei testi prodotti, sotto la guida condotto dell'attrice, regista e autrice Chiara Rubes.

In allegato: Foto ritratto di Mariano Dammacco

Un film generazionale per la prima volta a teatro in Italia. Dal 21 novembre, alla Cattedrale della Fabbrica del Vapore di Milano, andrà in scena “Charlie e la fabbrica di cioccolato”, musical basato sul romanzo di Roald Dahl e brillantemente portato sul piccolo schermo con il titolo di “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”. Chi non ricorda il magico mondo degli Umpa Lumpa, dei dolci di tutte le forme e dimensioni, dell’eccentrico maestro dolciario e della sua magia culinaria. I fan italiani di tutte le età potranno trasformare i loro ricordi in realtà grazie a una produzione Wizard, realizzata in collaborazione con il Comune di Milano e coprodotto da Silvia Franco, Laboratori EFFE srl e Ariston Sanremo. 

IN SCENA MA NON SOLO – La regia è stata affidata a Federico Bellone, garanzia di ingegno e professionalità, reduce dai successi di Mary Poppins, Dirty Dancing, Fame, The Bodyguard e West Side Story. Christian Ginepro, invece, è stato scelto per indossare i panni di Willy Wonka: cinema, televisione e teatro fanno parte del suo presente e del suo passato artistico con più di vent’anni di carriera da protagonista nel mondo dei musical. Altri performer molto noti nel settore saranno protagonisti sul palco a partire dai giovanissimi Gregorio Cattaneo-Jeesee, Alberto Salve e Alessandro Notari nei panni di Charlie Bucket. E poi Gipeto (nonno Joe), Simona Samarelli (Mrs. Bucket), Marta Melchiorre (VerucaDisalev), Fabrizio Corucci (Sig. Oleg Disalev) e Stella Pecollo (Sig.ra Glup), oltre ai membri dell’ensemble guidato dal capo balletto Andrea Spata e agli swing Emanuela Fiore, Nicolina Iandico, Davide Tagliento e Roberto Torri. 

LO SHOW - Oltre due ore di spettacolo, con musica dal vivo eseguita da 18 musicisti diretti dal Maestro Giovanni Maria Lorie. Le coreografie sono curate nel dettaglio da Gillian Bruce e conducono lo spettatore in un viaggio surreale, in cui lo spettatore verrà trasportato insieme a Charlie, nella fabbrica di cioccolato più sorprendente che ci sia. Unica anche la location scelta: la Cattedrale della Fabbrica del Vapore, in Via Giulio Cesare Procaccini al civico 4, è stata completamente trasformata in un teatro per l’occasione regalando un’atmosfera perfetta per lo show che è stato messo in scena. I biglietti dello spettacolo sono disponibili in prevendita su TicketOne.it mentre per info relative alla biglietteria sarà necessario chiamare il 351 889 71 75 dal martedì alla domenica, dalle 14 alle 19. Infine è attivo anche un Canale Telegram: LaFabbricadiCioccolatoilMusical.

LA STORIA - “Charlie E La Fabbrica Di Cioccolato” ha debuttato con la regia di Sam Mendes (American Beauty, ultimi film di James Bond) nel 2013 a Londra, restando in scena quasi 4 anni e raggiungendo il più alto incasso settimanale nella storia del teatro inglese, prima di spostarsi a New York. Il musical è basato sull’omonimo libro di Roald Dahl (pubblicato in Italia da Salani) e sul film “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato” del 1971, con Gene Wilder. Ritenuto una delle 50 pellicole cult della storia del cinema. La versione cinematografica del 2005 con Johnny Depp e diretto da Tim Burton, ha incassato circa 500.000.000 dollari.

Pietro Razzini

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Un brano diverso dal solito, una voce intensa, un'interpretazione che lascia il segno accompagnata da un video originalissimo. Secisei, una canzone impossibile da dimenticare. Signore e signori, è con immenso piacere che vi presentiamo la cantante Cristina Fontanelli. A seguire il link per ascoltare la canzone su Youtube https://youtu.be/gesLGbvmNw0 

Giudizio complessivo: 10

Di Nicola Comparato 22 novembre 2019 - intervista a Cristina Fontanelli

1) Ciao Cristina, grazie per essere qui. Parlaci un po' di te. In che modo ti sei avvicinata al panorama musicale?

Mi chiamo Cristina Fontanelli e sono nata a Venezia il 23 giugno 1993. La mia passione per la musica è nata quando ero bambina. Amavo cantare e addirittura inventare canzoni mentre mia mamma mi vestiva.

2) Interessante. Ma a che età hai avuto le tue prime esperienze musicali?

A 6 anni sono entrata a far parte dei Gospel Mini Singers a Venezia e da lì è iniziato il tutto. A 9 anni mi sono trasferita a Fornovo di Taro in provincia di Parma, e li ho iniziato a studiare canto moderno insieme a Michela Ollari. Ecco da lì posso dire di non avere mai smesso. Sono entrata nella banda del paese e successivamente ho frequentato il liceo
musicale Arrigo Boito a Parma, e tre anni fa mi sono laureata in canto jazz ad indirizzo popular sotto la guida di Rossana Casale.

3) Beh sei diventata una grande artista... Ma hai qualche segreto che riguarda la tua musica?

Una cosa che tengo un po' nascosta, ma che in realtà mi piacerebbe poter inserire nei miei brani futuri è l'utilizzo della tromba, visto che nel 2015 ho conseguito il diploma anche in questo bello e particolare strumento.

4) Fantastico. Ma se sei d'accordo, ora torniamo al presente. Com' è nata la tua canzone "Secisei"?

Il 20 Novembre è uscita finalmente Secisei. E' un piccolo traguardo ed una grande soddisfazione personale. E' una canzone nata in inglese il cui testo italiano è stato creato dal paroliere Nartico. E' una canzone che parla d'amore.. Di quell'amore che ti fa perdere la cognizione del tempo, che ti fa venire le farfalle nello stomaco e che ti fa dimenticare tutto il resto. L'amore che ognuno di noi dovrebbe vivere.

5) Il video che accompagna la canzone è una vera opera d'arte. Dove è stato girato?

Il videoclip l'ho girato tra Venezia e Burano, la mia città natale. Ho affidato questo lavoro ad un mio caro amico fotografo e videomaker Giacomo Bruno. Il suo occhio attento è riuscito ad immortalare scene molto carine che troverete all'interno del videclip. Un'altra figura fondamentale per la realizzazione del videoclip è stata quella del mio amico Alessandro Renno che ci ha gentilmente portato in giro per i canali veneziani con la sua barca e che ci ha fatto scoprire posti meravigliosi e nascosti di Venezia.

6) Hai già qualche nuovo progetto in mente?

Per il futuro ho già in programma di girare il video, nel nuovo anno, di un'altra canzone che ho registrato quest'estate e poi chissà....

7) Per finire, puoi fornirci qualche data dei tuoi prossimi eventi? Ciao e grazie.

Vi aspetto domenica 24 Novembre al Teatro Nuovo di Salsomaggiore Terme, insieme alle “Mine Vaganti”, in cui canterò in “Se mi ammazzi non vale”, bellissimo spettacolo sulla tematica del femminicidio e della violenza sulle donne.
Il 5 Dicembre invece al “Gulliver Pub” a Collecchio (Pr) insieme a Daniele Raciti.  Infine il 7 Dicembre al teatro di Roccabianca per un'altra bellissima serata di “Se mi ammazzi non vale”.

Per info e contatti:

La pagina Facebook di Cristina Fontanelli

https://www.facebook.com/CriFontanelli/ 

(Foto di copertina scattata da Luca Codato/ Foto videoclip scattate da Giacomo Bruno)

"In un pezzo di legno c'è il mio burattino: io lo libero dal legno in eccesso", scriveva nei giorni scorsi Ivano Ferrari sul profilo Facebook "I burattini di Ivano Ferrari" parafrasando una più celebre frase, che erroneamente viene imputata a Michelangelo Buonarroti. 

Cresciuto in mezzo ai burattini, il parmigiano Ivano Ferrari è nato “di là dall’acqua” esattamente in Borgo Santo Spirito, accanto alla sede dello storico laboratorio dei burattini dell'omonima famiglia Ferrari di Parma, amica da generazioni. Un sogno nel cassetto che ha portato avanti sino ad oggi, alla soglia della pensione e che l'ha portato a realizzare circa 20 personaggi. Tutti rigorosamente di cirmolo, un legno morbido e profumato per una lavorazione completamente artigianale, come quella di una volta. 

La cosa buffa?

Sono burattini di personaggi parmigiani, anche viventi. Il primo dedicato all'amico Corrado Medioli. Una satira che non lascia scampo neanche a figure istituzionali come il sindaco Federico Pizzarotti o religiose come il Vescovo Enrico Solmi.

Intervista e foto a cura di Francesca Bocchia

 

 

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Elegante e delicata, Paola Turci ha incantato il  Teatro Regio di Parma con il suo spettacolo Viva da morire Live 2019

Paola Turci debutta a metà degli anni ‘80 per l’etichetta IT di Vincenzo Micocci, discografico talent scout di cantautori come, tra i tanti, Francesco De Gregori, Antonello Venditti e Rino Gaetano. Fu lui ad intravedere nella presenza e nella splendida voce da contralto di quella ragazza di Roma una cantautrice del futuro: Paola Turci aveva dalla sua grinta, talento e determinazione, qualità che non l’hanno del resto mai abbandonata.

Le foto di Francesca Bocchia)

Dopo la recente assegnazione alle Scuole Statali piacentine di ulteriori 40 posti di insegnanti di sostegno, “in deroga” all'organico già esistente, sarebbe d'uopo che qualcuno informasse le rappresentanze di categoria rendendole edotte dell'elenco esatto degli istituti in cui questi insegnanti saranno assunti a tempo determinato.
Non solo non si sa in quali scuole questi docenti andranno, nemmeno il luogo e l'orario in cui si svolgeranno le procedure di assunzione è stato reso noto. Un'opaca situazione che a Piacenza si è già vista in settembre, quando sono stati reclutati circa 500 docenti per le scuole di 2° grado “a porte chiuse”, senza che nessuno potesse assistere alle operazioni, nemmeno i diretti interessati. Un fatto che ha indotto la Gilda degli Insegnanti di Piacenza e Parma, tramite il suo coordinatore Salvatore Pizzo, a presentare un esposto alla Procura della Repubblica. Le scuole piacentine e quelle parmensi fanno capo a un unico ufficio interprovinciale ma a Parma le cose vanno diversamente: nonostante nella provincia vicino i posti da assegnare sono solo 30, tutte le procedure di individuazione dei docenti sono fissate per giovedì mattina. Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda di Parma e Piacenza, a tal proposito sottolinea: “I dirigenti scolastici, titolari queste procedure di assunzione, nel territorio delle due province sono ormai una categoria fuori controllo, ognuno di loro si comporta come meglio ritiene, ciò è inconcepibile in una pubblica amministrazione, è evidente che il direttore scolastico regionale e coloro che in quel di Bologna lo coadiuvano non riescono a coordinare efficacemente questo segmento professionale.  Ancora una volta chiediamo alla politica di farsi carico di questa situazione imbarazzante e provvedere di conseguenza,  nel frattempo invitiamo gli attuali vertici dell'Ufficio Scolastico Regionale a fare un passo indietro”. 
 
Gilda Insegnati 
 
Sede di Parma – Borgo delle Colonne 32 -43121 - Parma
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Sede di Piacenza: Via S. Marco, 22 – 29100 Piacenza 
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Lunedì, 18 Novembre 2019 15:05

La nuova stagione teatrale di Europa Teatri

Una sedia e un orizzonte: la nuova stagione teatrale di Europa Teatri parte da questa immagine, evocativa e simbolica di un teatro "laboratorio permanente" che sperimenta e che accoglie la freschezza di nuovi talenti e giovani artisti, aperto a progetti e collaborazioni diverse, per ampliare e trasformare non solo la propria poetica, ma anche gli spazi, per diventare, una casa in cui possano agire molteplici linguaggi e realtà.

Si parte da una postazione dalla quale si guarda e si immagina. Davanti c’è un “vuoto” che significa estrema libertà per creare: una passività feconda; un vuoto “pieno” di realtà, quel momento in cui tutto può succedere, quando un artista sente vibrare la tensione che genera l’atto creativo. 

“L'immagine che rappresenta la nuova stagione di Europa Teatri – ha esordito l'assessore alla Cultura Michele Guerra – racchiude il significato fondamentale del vuoto inteso come spazio da riempire e coltivare, in linea anche con la vocazione di laboratorio permanente del Teatro, nella consapevolezza che la cultura si componga di atto performativo e spettacoli ma anche di formazione ed educazione dello spettatore”.

A spiegare nel dettaglio il ricco programma della nuova stagione sono intervenute in conferenza stampa Lucia Manghi e Chiara Rubes di Europa Teatri.

Europa Teatri ripropone i temi cari di un percorso pluriennale e sono i progetti a costruire l’armatura della stagione: “Materie Prime Festival”, esperienze trasversali dalla narrazione teatrale, al racconto musicale, alla danza; “Friendly Fest” dedicato alla nuova drammaturgia e alle nuove scritture; Impegno civile che porta in scena tematiche di attualità politica e sociale e tiene viva la memoria; “Amanti guerriere”, sguardi sul misticismo femminile; “Peregrinare”, che sposta il palcoscenico al Museo cinese ed etnografico; “May Days”, dedicato alla danza d’autore e gli “Esiti dei laboratori” per chiudere l’anno.

Un humus profondo che si va a dissodare, come suggerisce Artaud nei suoi “messaggi rivoluzionari”, arare e coltivare, cercare l’incontro di persone, di occasioni, di energie sempre nuove e diverse. 

 

Rassegna Serale

Conclusa l’esperienza del Festival Materie Prime che ha indagato il Mito attraverso lo sguardo di giovani artisti e il Friendly Fest realizzato in collaborazione con l’assessorato Pari opportunità e con un focus su tematiche legate all’omosessualità, la stagione che ha inaugurato sabato 16 novembre con “L’inferno e la fanciulla”, spettacolo Selezione In Box 2016 e Primo studio vincitore del Premio nazionale Giovani Realtà del teatro, prosegue con 6 appuntamenti con la scena, oltre a conferenze ed eventi che mescolano narrazione, azione teatrale e incontri con la musica, la storia e la memoria. Da un progetto che si ispira alla figura di Guido Picelli e i combattenti antifascisti di Parma nella guerra civile spagnola alla riflessione sul femminile e il sacro dal Medioevo ai giorni nostri: produzioni originali e nuove creazioni in collaborazione con le altre realtà culturali del territorio.

 

Rassegna teatro ragazzi e per le scuole

5 le proposte della Stagione dei ragazzi e delle famiglie con libere incursioni nel teatro d’ombre e di figura, nelle storie della tradizione, nella danza e nelle fiabe. Avventure nell’immaginario accompagnati da personaggi fantastici sulla strada affascinante e misteriosa della crescita. 

Gli spettacoli vanno in scena la domenica pomeriggio e sono proposti anche in matinée per le scuole. 

 

Formazione Teatrale

Intensa  e già avviata l’attività laboratoriale di Europa Teatri, centrata sul “Fare teatro”, con proposte articolate per attori e danzatori, principianti e avanzati, una scuola di pratiche teatrali che da ottobre ad aprile si svolge in modo intenso e a più livelli negli spazi di Via Oradour: verranno affrontate le tecniche dell’uso del corpo, del movimento nello spazio, della respirazione, della modulazione della voce, improvvisazioni e sperimentazioni con esiti finali sul palcoscenico. Teoria e pratica anche nei laboratori di regìa teatrale e di doppiaggio. Esperienze mirate sono state progettate per bambini 6-10 anni e ragazzi 11-14 anni, per le quali sono ancora aperte le iscrizioni.

 

Opera: progetto speciale di formazione al teatro 

Dalla drammaturgia alla messa in scena

 

Il progetto prevede due laboratori. 

Il primo di drammaturgia “Telepatia e matematica” condotto da Mariano Dammacco, drammaturgo e regista, inizierà il 23 novembre; il secondo, “Dalla parola all’azione” condotto dall' attrice, regista e autrice Chiara Rubes dal 1 aprile, svilupperà e metterà in scena il testo elaborato dal laboratorio di drammaturgia. È possibile partecipare anche a solo uno dei due percorsi formativi.  

La Stagione si realizza con il sostegno del Comune di Parma e della Regione Emilia-Romagna

Partner: Anticorpi e Ratafià Teatrobar. Partner Tecnici: Zenzero Comunicazione.

 

Ingresso spettacoli

Rassegna Serale: Intero 12 Euro / Ridotto 10 Euro (Under 18, Universitari/Young Card, Over 65, soci Coop, Avis, Colser- Aurora Domus) / Professional 6 Euro

Rassegna Teatro Ragazzi: Intero 8 Euro / Ridotto 6 Euro (Under 18, Over 65, soci Coop, Avis, Colser-Aurora Domus)

 

Informazioni e prenotazioni

Europa Teatri, Via Oradour 14 – Parma

0521 243377 – email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.europateatri.it - www.facebook.com/europateatri

Taglio del nastro per la nuova sede e festa della riconoscenza per premiare i volontari


Un compleanno speciale quello di Giocamico che inaugura la nuova sede alla diciottesima edizione della festa della riconoscenza e al suo ventunesimo compleanno. Il traguardo segna un forte radicamento sul territorio e a fianco dell’ospedale a sostegno dei piccoli pazienti che ogni giorno affrontano cure, esami e ricoveri, sempre fedeli al motto: il gioco è una cosa seria.


La nuova sede alla Cittadella dell’accoglienza (padiglione Poliambulatori, pad. 23) è interamente frutto di donazioni, segno tangibile dei tanti ringraziamenti che l’associazione riceve per le speciali cure ai piccoli pazienti. “Grande soddisfazione all'apertura – esprime il presidente dell’associazione Giocamico Corrado Vecchi – per uno spazio che consentirà di formare i nuovi volontari e affrontare la programmazione dell'attività, con la promessa di uno luogo da dedicare ai giovani volontari, agli adolescenti pazienti o ex pazienti per attività spontanee". Il ringraziamento di Giocamico per la realizzazione va a tutti i donatori che hanno contribuito con arredi, strumenti e offerte in denaro, oltre a Ospedale che ha messo a disposizione gli spazi.


La festa ha premiato, come di consueto, i tanti volontari, circa duecento, che ogni giorno seguono le attività ludico espressive all’Ospedale dei bambini, e gli adolescenti che, in un gruppo sempre più nutrito, affiancano l'Associazione. Ad aprire i battenti della nuova sede si sono presentati in tanti, tra cui il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma Massimo Fabi con i direttori amministrativo Paola Bodrandi e sanitario Ettore Brianti, la direttrice di Ausl Elena Saccenti, l'Assessore ai servizi sociali del Comune di Parma Laura Rossi e il direttore dell'Upi Cesare Azzali, accompagnati dal giornalista Gabriele Balestrazzi.

(Foto di Francesca Bocchia)

Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, una data scelta non a caso: in questo stesso giorno del 1960 furono uccise le tre sorelle Mirabal che si opposero alla dittatura dominicana.

È una data importante per ricordare a tutti che il rispetto è alla base di ogni rapporto e che non possiamo continuare a veder crescere il numero delle donne che subiscono violenza sia fisica che psicologica. La violenza, però, non è solo ascrivibile alla devianza criminale e ai fatti di cui quasi quotidianamente ci mette al corrente la cronaca.

C’è una violenza di altra natura, più sottile e difficile da decifrare. Sono violenza gli ostacoli che impediscono alle donne di entrare nel mercato del lavoro e di avere continuità lavorativa, lo è quella di dover scegliere tra desiderio di maternità e carriera, la mancanza di pari opportunità nella vita sociale, economica e politica di un Paese. È violenza una cultura totalmente sbilanciata sulla donna in termini di responsabilità familiari e di carichi di lavoro da sostenere, nonché la differenza salariale tra uomini e donne a parità di condizioni.


Rappresentare l'emancipazione della donna come frutto di semplificazioni e di scorciatoie sistematicamente mediate dal potere e dal suo sistema di concessioni e di concezioni, anche questo è violenza. Lo è tutto ciò che trasforma la vita lavorativa e sociale delle donne in un campo minato, in una prova continua che spinge a mollare e a ritirarsi in una dimensione personale e professionale.
La nostra società è sempre più instabile e frammentata e la grave insicurezza che investe le nuove fasce generazionali sono il frutto di mutamenti sociali enormi: l'allentamento di legami di vicinato che da sempre hanno consolidato il senso di comunità, la precarietà lavorativa, sociale ed economica non hanno fatto che aumentare un profondo senso di solitudine.


Così spazi come la Biblioteca Sociale Roberta Venturini diventano non solo luoghi dove si fa cultura, ma punti di aggregazione in cui incontrare sempre qualcuno con cui parlare.
Karthiga, Jothika, Indhumati, Dhanalakshmi, Harini sono cinque delle oltre 1.500 ragazze scampate da una pratica crudele, purtroppo frequente nell’India meridionale: l’infanticidio femminile. La mostra allestita nella nostra Biblioteca Sociale e tratta dal reportage di Stefano Stranges, espone le vivide istantanee delle cinque ragazze, e ne restituisce un ritratto poetico di ciò che caratterizza oggi la loro vita.


L'impegno individuale si riflette in tutta la collettività; allestire mostre che sensibilizzino la cittadinanza sul delicato tema dell'infanticidio femminile è un piccolo passo che noi, come associazione, svolgiamo perchè reputiamo fondamentale parlare di fenomeni che sono distanti dal nostro quotidiano, ma che rientrano nel radicato problema sociale della discriminazione di genere.


L’esposizione 'Le bambine salvate', promossa da Terre des Hommes Punto Parma, in collaborazione con Terre des Hommes Italia e finanziata dal bando 'Donne tutte l'anno' emesso dall'Assessorato Pari Oppurtinità del Comune di Parma, potrà essere visitata dall'11 al 30 novembre in Via Venezia 123, Parma.
Progetti del genere nascono e si sviluppano perché per ricostruire serenità ed equilibrio per il vivere sociale, per noi stessi e per chi ci sta intorno, è necessario riflettere al fine di ricercare nuovi stimoli.

Rino Basili,  Segretario di Intesa San Martino 

 

 

Giovedì, 14 Novembre 2019 07:33

Parma 2020: sono 30 i progetti dal territorio

Promossi da Comuni e associazioni, coordinati dalla Provincia, che ne ha anche proposti due: “L’estate delle pievi” e “Adornamenti da tavola dei Duchi di Parma”. Il cartellone del Parmense presentato a Palazzo Giordani nella seduta congiunta di Consiglio Provinciale e Assemblea dei Sindaci, con l’Assessore alla Cultura del Comune di Parma Guerra. Possibilità di finanziamento, card gratuita e piattaforma.

Parma, 13 novembre 2019 – La grande occasione di Parma 2020 sarà colta dall’intero Parmense: Comuni, istituzioni e associazioni, coordinati dalla Provincia, hanno elaborato una trentina di progetti, che sono stati presentati stamattina a Palazzo Giordani nel corso di una seduta congiunta di Consiglio provinciale e Assemblea dei Sindaci, a cui ha partecipato l’Assessore alla Cultura del Comune di Parma Michele Guerra; presenti il Delegato provinciale alla Cultura Marco Trevisan, il consigliere regionale Alessandro Cardinali e Francesca Velani coordinatrice dei progetti di Parma 2020.

I progetti spaziano dalla storia alla musica, dal cinema alla scienza, dalla pittura alla memoria civica.
Due vedono la Provincia come soggetto proponente: “L’estate delle pievi”, che riprende una fortunata iniziativa degli anni scorsi, che porterà da maggio a settembre in 33 pievi di origine romanica del territorio spettacoli musicali, eventi teatrali, installazioni di arti visive e conferenze, accompagnati da visite guidate. Il secondo è “Adornamenti da tavola dei Duchi di Parma”, che metterà in mostra a Colorno, dal 4 aprile al 30 giugno, le preziose porcellane di Meissen e di Sevres appartenute ai signori della Reggia.

“La Provincia ha voluto adempiere al suo ruolo di coordinamento e sostegno dei Comuni del territorio, affinché anche le realtà più piccole possano trarre vantaggio dalla grande opportunità che il Comune di Parma ha creato con Parma 2020 – ha spiegato il Presidente della Provincia Diego Rossi - I progetti sono stati elaborati e presentati, con una bella risposta da parte di tutto il territorio. La Provincia si rimette in gioco, anche sul fronte della cultura e della promozione del territorio, a fianco di tutti i Comuni.”

“Ci aspettiamo risultati importanti, che ora già si intravedono: abbiamo registrato una crescita dei turisti in città già dalla designazione di Parma come Capitale della Cultura e abbiamo già il sold out delle strutture di accoglienza locali per 3 mesi del 2020 – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura del Comune di Parma Michele Guerra – Parma 2020 è nata fin dall’inizio come idea che doveva coinvolgere l’intero territorio, quella “Nazione Parma” di cui parla Attilio Bertolucci, con la sua varietà geografica, paesistica, culturale, enogastronomica. Il territorio ha lo stesso numero di progetti del dossier. Sono più di 700 i partner coinvolti, 287 proposte, di cui 142 idonee. Parma 2020 è una maratona, formalmente dura un anno, ma il Comitato resterà attivo anche nel 2021.”
Guerra ha anche parlato del grande portale turistico degli eventi e dei tragitti, progettato dagli stessi professionisti di Expo 2015, che resterà uno strumento del territorio anche in seguito, e della Card turistica di Parma con sconti, una per i non residenti, e una dedicata ai residenti.

 

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 Nella foto: da sinistra: Trevisan, Giudice, Rossi, Guerra, Velani

Inaugura giovedì 14 novembre, alle 11.00, nell’Oratorio di San Quirino, la mostra fotografica “Il ruolo delle donne durante la Grande Guerra”, da un’idea di Maria Canale, realizzata con il contributo del Comune di Parma in collaborazione con CNDI (Consiglio Nazionale Donne Italiane).  L’evento è inserito nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale. 

L’esposizione racconta, attraverso foto sbiadite in bianco e nero, tutte le donne senza differenze culturali, nazionali, o di classe sociale, che hanno vissuto durante l’epoca della Grande Guerra: un periodo storico drammatico che, però, ha indubbiamente costituito per le donne un’esperienza di libertà e responsabilità senza precedenti. 

Le fotografie mostrano queste donne in ruoli professionali e familiari che rompono con la tradizionale distinzione maschile e femminile, in un periodo di intenso attivismo che altera la rigidità sociale e apre nuovi spazi di emancipazione. In Italia, l’esperienza femminile assume forme rivoluzionarie in quanto la guerra – l’Italia entra in guerra nel 1915 – stravolge gli elementi tradizionali dell’identità della donna, il privato, la vita domestica, la riproduzione. E questo in un paese profondamente segnato dal codice mediterraneo dell’onore, dalla morale e dall’educazione cattolica. Queste trasformazioni sono colte nelle immagini fotografiche, dove, per la prima volta, si vedono donne inserite nel settore pubblico, impegnate prima in opere assistenziali, poi sempre più coinvolte nella sfera produttiva; donne dallo sguardo franco, le mani operose, il portamento fiero e virile.                           

La mostra è costituita da quattro tematiche: Le donne fra pacifismo e interventismo; Associazionismo e volontariato; Le donne e il lavoro; Moda e propaganda.   

Negli 11 giorni della mostra, le Associazioni Federate al CNDI proporranno degli Open- Day dedicati alle proprie attività e, in particolare, AMI Associazione Mazziniana Italiana il 16 novembre, Zonta International  clubs italiani il 23 novembre, Soroptimist International d’Italia il 24 novembre.  

La mostra è realizzata in collaborazione con: Soroptmist Parma, FIDAPA Parma, ADM Associazione Donne Medico Parma, Zonta club Parma, ADEI  WIZO Associazione Donne Ebree d’Italia, Associazione Festa Internazionale della Storia, Università Popolare di Parma, Associazione Mazziniana Italiana, Associazione Nazionale Alpini, Assoarma Parma, Croce Rossa Comitato di Parma.

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A marzo prossimo a Roma a Palazzo Ferrajoli mostra antologica della madre e pittrice Welleda Tomasi Cantù.


Noceto (PR), 9 novembre 2019 – E' stata commemorata nei giorni scorsi a Roma Giovanna Tomasi, artista parmigiana e madrina del Magmatismo, prematuramente scomparsa sette anni fa. Alla messa, celebrata nella Basilica di Santa Maria in Monte Santo in piazza del Popolo - meglio conosciuta come Chiesa degli Artisti – ha partecipato anche il Marchese Giuseppe Ferrajoli.


Giovanna Tomasi, ricordata più volte durante la funzione, può a pieno titolo essere considerata la fautrice di una nuova corrente artistica, che consiste nel “magmare” gli oggetti del vivere quotidiano, i momenti della vita, fissandoli con l'oro, l'argento e il rame, da qui il termine magmatismo, approdato nel linguaggio artistico grazie alla artista parmigiana, ma romana d'adozione. In realtà, era cittadina del mondo e le gratificazioni arrivavano da Parigi, Montecarlo e infine dalla Capitale.
Nel 2005 Giovanna dona una sua opera a Papa Benedetto XVI e da lì il legame con Roma si è via via consolidato, tanto da diventare negli ultimi anni la sua dimora principale.
Nella Capitale organizza importanti iniziative artistico-culturali a Palazzo Ferrajoli - dove Giovanna ha anche vissuto per un certo periodo di tempo – e dove ha allestito mostre ed eventi frequentatissimi da amici, personaggi dello spettacolo e del jet set, come Elettra Marconi e il Principe Guglielmo Giovanelli, nipote del celebre fisico ed inventore.


In occasione della sua trasferta romana per partecipare alla commemorazione della figlia, Welleda Tomasi Cantù, pittrice conosciuta anche all’estero per i suoi quadri raffiguranti in particolare soggetti floreali e come ambasciatrice di arte e cultura, ha posto le basi per un nuovo importante evento che si terrebbe a marzo 2020 proprio a Palazzo Ferrajoli: una mostra antologica della pittrice nocetana per celebrare gli oltre cinquant’anni di carriera artistica, in cui saranno esposte anche alcune opere della figlia Giovanna per continuare ad esporre insieme come era già successo a Parigi in occasione di diverse edizioni di Art Capital.

E' passata una settimana dall'arresto di Antonello Nicosia, personaggio molto introdotto negli ambienti parlamentari, accusato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo di aver veicolato messaggi per conto di boss mafiosi grazie alla sua possibilità di entrare agevolmente nelle carceri nelle vesti di collaboratore di una parlamentare. 

Nicosia, come hanno riferito molti autorevoli mass media, avrebbe vantato nel suo curriculum anche di essere stato ricercatore per conto dell'ente INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo d'istruzione e di formazione), questo nonostante in passato avesse già subito una condanna a 10 anni per vicende di droga.
Sarebbe opportuno che qualcuno chiarisse a quale titolo è stato pagato con soldi pubblici, ma nessun dirigente dell'Invalsi ha pensato, per adesso, di fornire lumi circa l'opportunità di avvalersi dell'opera di una persona gravata da un così pesante precedente penale.


Questo mentre il personale scolastico rischia il licenziamento se dimentica di dichiarare, all'atto di un'assunzione, di aver ricevuto una minima sanzione pecuniaria relativa a vicende di poco conto penalmente perseguibili in cui è potuto incappare anni addietro.
L'Invalsi, come si potrà verificare al dito ufficiale, ha emesso il suo ultimo comunicato stampa lo scorso 10 luglio, eppure sono gli stessi che vogliono valutare i docenti facendo talvolta riferimento alla necessità di “rendicondazione sociale” delle scuole. Del resto cosa aspettarsi da un ente che con la legalità ha un rapporto assai singolare: da anni la Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza denuncia il che l'Invalsi pretende prestazioni lavorative, senza remunerazione, da persone che non sono suoi dipendenti, specialmente nella scuola primaria. Un comportamento a dir poco originale messo in atto con la compiacenza di una parte consistente della dirigenza scolastica che minaccia, direttamente o velatamente, i docenti che non subiscono il ricatto. Dichiara Salvatore Pizzo coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza: “Spesso noi della Gilda di Parma e Piacenza abbiamo chiesto una contrattazione decentrata con Invalsi, visto che non né esiste una nazionale, ma la risposta è stata sempre il silenzio”.
Ancora una volta l'Invalsi, con evidenti coperture trasversali, si sottrae al confronto civile con le parti sociali.

Sede di Parma – Borgo delle Colonne 32 -43121 - Parma
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Parma e New York in un dialogo - confronto con con-tenuti umanistici, forma visiva e concettuale in uno spazio che ritorna sacro. ANDREA CANTAGALLO PARMA UMBERTO SQUARCIA JR NEW YORK L'orizzonte degli eventi e' una mostra tra 2 artisti di Parma che ha l'obbiettivo di fare da ponte tra: Parma, citta' di origini antiche e New York, citta’ moderna; tra spazio espositivo storico (San Lu-dovico) ed opere contemporanee; tra un artista che lavora a Parma e uno che lavora a New York. Lo stesso concetto di ponte-collegamento del resto e’ insito in Parma 2020 che porta la sua cultura nel resto d'italia.

La esposizione e’ concepita come un dialogo tra due artisti che devono esporre in un'unica cornice scenica, instaurare una relazione tra le proprie opere e lo spazio, manifestando il proprio stile artistico ma allo stesso tempo devono trovare dei punti di incontro tra loro, in modo da creare unita', continuità ed equilibrio spaziale complessivo. L’obbiettivo non e’ semplice, date le tante componenti in gioco e data la particolarità dell’articolato spazio architettonico, suggestivo e scenografico (in una mostra personale l'artista ha totale controllo dello spazio espositivo e della installazione, e in una mostra collettiva i vari artisti installano in un loro microcosmo che non deve es-sere correlato con il resto dello spazio ne’ con il resto delle opera). Se osserviamo uno spazio vuoto, esso ci comunica che ha bisogno di riprendere vita. Una chiesa sconsacrata ci comunica che ha bisogno di un nuovo respiro sacro.

Andrea Cantagallo ed Umberto Squarcia Jr. si caricano sulle spalle l'impegno che ciò avvenga. Dialogando con lo scheletro architettonico della galleria, essi spezzano e ricuciono gli spazi lasciando che i vuoti vengano levigati dalle luci da teatro, mentre le opere saturano, attraverso forme anatomiche e sinuose, ciò che rimane, quasi fosse una grande stanza da arredare. Socchiudendo lo sguardo, si potrebbe intravedere la dimensione astratta del designer novecentesco, alla Munari. Ma riaprendoli si scorge il dramma di forme in lotta con la propria trappola. Tra i due artisti nasce un dialogo-confronto come una sorta di lotta tra soggetto e scenografia. Cosicché le diverse tematiche aprono un gioco a specchi concettuale tra le due installazioni. Mentre il lavoro di Squarcia è pregno di contenuti umanistici attuali, Cantagallo riconduce tutto ad una forma visiva, in cui il procedimento rimane aperto ed enigmatico. Lo spazio ora torna vivido e il senso sacro perduto ha di nuovo una testimonianza visiva.

ANDREA CANTAGALLO nasce a Parma nel 1970 La sua ricerca è rivolta da sempre verso la pittura gestuale ed espressionista. Tra i suoi punti di riferimento vi sono artisti quali: Francis Bacon, Willem De kooning, Mattia Moreni, Karel Appel, Robert Rauschenberg, Amsel Kiefer e Georg Baselitz. Negli ultimi anni, si è cimentato anche nelle installazioni, ispirandosi ad artisti come Gordon Matta-Clarck, Kurt Switters e Doris Salcedo. Tra le personali vi sono: Galleria Alphacentauri Parma 2003 Galleria del teatro 2005 Temporary station artbox 2009 Mentre tra le collettive: Punto 15, palazzo Pigorini 2008 "Preliminari per un reset con la natura" Pazzon 2012 Galleria Gaibazzi 2013 "Natura e Natura" Pazzon 2014 +39 338 841 0591 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. UMBERTO

SQUARCIA JR (USA, 1970) vive e lavora a New York. L’architettura e' una delle maggiori fonti di ispirazione per il suo processo creativo. Le sue realizzazioni sono spesso una reinterpretazione e rivisitazione di movimenti artistici dai classici ai contemporanei. La sua ricerca artistica sembra condurre al concetto della “natura come imitazione dell’arte” coesistente con quello della “arte come imitazione della natura”. Composizioni rivelatrici della profondità dell’animo umano e delle sue espressioni, vita e morte, tempo e spazio, gioia e sofferenza, "pervase da un misticismo simbolico e da intensa spiritualità" (S. Provinciali). Ha esposto a New York, Parma, Monaco, San Francisco, Roma, Auronzo. +1 917 930 7175 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. website: umbertosquarciajrart.wordpress.com instagram: umberto_squarcia_jr_art facebook: umbertosquarciajrart

 

(Foto di Francesca Bocchia)

Sabato, 09 Novembre 2019 10:20

Con la cultura si cresce

Con la cultura si cresce: eredità e aspettative di Palermo Capitale della Cultura 2018. Incontro a Parma organizzato nell’ambito del ciclo IQOS Art Talk.

Alla Casa della Musica di Parma, l’8 novembre alle 18.00, i protagonisti di Palermo 2018 si sono confrontati con la futura Capitale della Cultura Italiana 2020 in un incontro organizzato nell’ambito di IQOS Art Talk. Presenti: l’ex assessore alla cultura di Palermo Andrea Cusumano, Michele Guerra assessore per la cultura di Parma, prossima Capitale nel 2020, Alessandra Borghese giornalista e produttrice del documentario ‘Futuru’, e il curatore di arte contemporanea Paolo Falcone.

9 Novembre, Parma – IQOS Art Talk, il format di eventi di approfondimento culturale promosso da Philip Morris, dedica un incontro alle Capitali della Cultura dal titolo "Da Palermo a Parma, quale eredità e quali aspettative per una capitale della cultura?".

Palermo, Capitale della Cultura 2018, incontra Parma per raccontare un anno di cambiamento attraverso l’arte e la cultura, tra contaminazioni, successi e contraddizioni. I protagonisti della cultura delle due rispettive città hanno messo a confronto esperienze, valutazioni e aspettative, in un ideale passaggio di testimone di Capitale della Cultura Italiana da Palermo a Parma, prossima Capitale nel 2020.

Alessandra Borghese, produttrice, giornalista e scrittrice, durante la serata ha presentato ‘Futuru’, il documentario realizzato insieme ai due registi e sceneggiatori Alessandro Albanese e Carlo Loforti, fondatori della Video Company Just Maria. Occasione, questa, per riflettere su una città in movimento tra passato e futuro, dove il cambiamento rivoluzionario diventa elemento necessario per creare valide alternative.

“Palermo Capitale della Cultura è stato un motore propulsivo per il cambiamento della città soprattutto nella percezione esterna dell’identità culturale comunicata ma anche interna, noi palermitani stessi ci siamo sentiti più consapevoli della nostra comunità, abbiamo percepito un forte senso di appartenenza mutato rispetto al passato” ha detto l’ex assessore alla cultura del Comune di Palermo Andrea Cusumano protagonista del racconto culturale e artistico che ha visto la città al centro di una rinnovata energia creativa che da capitale della mafia è diventata un polo culturale di eccellenza.

“Parma non ha l’urgenza di riscatto che ha trasformato l’immagine di Palermo-sottolinea Michele Guerra assessore alla cultura del Comune di Parma-ma forse proprio per questo ha l’esigenza di dialogare con nuovi linguaggi contemporanei che abbiamo fortemente voluto sottolineare con Il programma di Parma2020 perché ci serve quell’energia determinante per guardare al futuro oltre le solide radici culturali che ci caratterizzano. Uscire da una rassicurante comfort-zone per rischiare qualcosa e andare verso linguaggi nuovi e per questo stimolanti”

“Il confronto con la contemporaneità vuol dire essere nel proprio tempo e disegnare il futuro. E per essere forti sulla proposta del contemporaneo bisogna avere alle spalle una grande storia e Parma ha un piedistallo enorme dal quale partire per creare futuro” chiude Paolo Falcone curatore di arte contemporanea che ha portato a Palermo i più grandi nomi dell’arte contemporanea.

Promuovere il cambiamento, creare una storia per raccontare il futuro, costruire opportunità attraverso il sapere e le competenze, dove l’arte favorisce un’autentica rivoluzione verso una nuova qualità della vita. In tale cornice, sempre più aziende private supportano la crescita del territorio, interpretando la cultura come volano di sviluppo sociale ed economico. Solo creatività e conoscenza trasformano il cambiamento in reale progresso.

Cultura, confronto e dialogo nel rispetto delle proprie identità per la crescita: questo, in sintesi, ciò che è stato raccontato l’8 novembre durante l’incontro del ciclo IQOS Art Talk alla Casa della Musica.

La serata si è conclusa con un confronto culinario tra cappelletti e pasta alla Norma offerti dall’Antica Salumeria Zannoni di Parma nella suggestiva cornice del T-Palazzo di via al Duomo.

Con questo appuntamento, Philip Morris che, con IQOS, ha rivoluzionato la propria visione aziendale per costruire un futuro senza fumo, offre spunti di approfondimento su cambiamento e innovazione, dove arte e cultura restano elementi fondamentali sui quali puntare.

L’azienda conferma così il proprio impegno nell’ambito della cultura, sostenendo diverse iniziative per raccontare contaminazioni inedite tra varie discipline, rivolgendo lo sguardo all’innovazione e al futuro.

Frutto di 15 anni di costante ricerca ed innovazione, pensato per i fumatori adulti in cerca di una alternativa alla sigaretta, IQOS è il dispositivo senza fumo di Philip Morris International che scalda invece di bruciare tabacco, evitando così la combustione.


Alessandra Borghese, giornalista, scrittrice, imprenditrice culturale. Studiosa di arte e spiritualità. Dopo una breve carriera a Wall Street negli anni ’80 e nella comunicazione negli anni ’90, Alessandra ha dedicato la vita alle sue grandi passioni contribuendo efficacemente a portare tradizione, arte e cultura a un vasto pubblico.
Negli anni ha organizzato mostre internazionali in collaborazione con musei pubblici e istituzioni private tra cui: Tamara de Lempicka, Leni Riefenstahl, la Seduzione da Boucher a Warhol. Ha portato in Italia per la prima volta gli artisti messicani Khalo, Rivera e Orozsco. Ha collaborato con il Sindaco di Roma per il grande Giubileo del 2000 e con Expo 2015 a Milano.
Durante Manifesta 12 a Palermo ha curato i rapporti con il Prince Claus Fund per portare al Teatro Massimo la versione ridotta di Bintou Were, a Sahel Opera (prima opera africana con libretto nei vari dialetti del Sahel). Ha ideato e prodotto il documentario “Futuru: an inside look of Palermo”, distribuito da corriere.it
Tra i suoi libri (tradotti in molte lingue straniere) Noblesse Oblige (Mondadori 2001), Con occhi nuovi (Piemme 2014), Sulle tracce di Joseph Ratzinger (Cantagalli 2008) e il romanzo La Padrona (Mondadori 2013).

 

(Foto di Francesca Bocchia)

 

Domenica 10 novembre, alla Fiera Agricola di San Martino di Noceto, scenderà in campo il Team infermieristico del Centro di Cura Regionale per la Fibrosi Cistica

 

Una bancarella colorata e ricca di oggetti natalizi, e non solo, proposti al pubblico attraverso i sorrisi e la passione dell’infermiera Rita Agostini che è anche la creativa realizzatrice degli oggetti venduti, finalizzati a raccogliere fondi destinati alla ricerca oltre che alla cura ed assistenza di chi è affetto da Fibrosi Cistica . 

Esemplare l’impegno che le infermiere mettono in campo dopo il lavoro in ospedale, infatti Rita ha colto l’occasione e ha voluto attivarsi in prima persona organizzando un banchetto solidale allo scopo di raccogliere fondi da devolvere alla Lega Italiana Fibrosi Cistica Emilia. In questa iniziativa c’è la voglia di non arrendersi, c’è la speranza del futuro.

La figura dell’infermiere in corsia racchiude una serie di competenze non solamente inerenti le capacità tecniche, ma coinvolgono l’ambito psicologico e delle relazioni umane, particolarmente importanti quando si tratta di patologie croniche che coinvolgono pazienti dalla più tenera età. 

Con il loro rapporto più informale, diretto, confidente e libero, queste infermiere, si trovano a svolgere un ruolo di raccordo tra pazienti e medici per bisogni non espressi o domande di chiarimento non comunicate. Si tratta di una funzione importante per garantire un'assistenza ottimale ai pazienti, una dedizione che non si ferma all’interno dell’ospedale ma genera ammirevoli azioni solidali al di fuori di esso, come quella che prenderà vita a Noceto il 10 novembre. 

La Fibrosi Cistica è una grave patologia cronica, ancora oggi senza possibilità di guarigione. In Italia si contano 200 nuovi casi all'anno. L’Associazione Lega Italiana Fibrosi Cistica organizzazione di volontariato che favorisce solidarietà concreta verso le persone affette da fibrosi cistica, affianca questi pazienti nella loro legittima aspirazione a condurre una vita al pari degli altri: una voglia di normalità che deve misurarsi spesso con la fatica associata ai più piccoli gesti quotidiani.

Di Nicola Comparato 6 novembre 2019 - Bella, creativa, originale, donna e Rom. Lei è Concetta Sarachella, stilista molisana nata a Isernia il primo agosto 1982, attivista delle donne rom dell'associazione Rowni Roma Women Network Italy, della Cooperativa Romano Drom e Il Geco, Presidente dell'associazione Rom in Progress e dell'UCRI (Unione Comunità Romanes in Italia).

Concetta Sarachella é molto affermata nel settore della moda, ed uno dei suoi abiti fu addirittura esposto a Roma, al Palazzo del Vittoriano, su richiesta dall'ex Presidente Giorgio Napolitano, per la chiusura dei 150 anni dell'Unità D'Italia. Dato il suo impegno e il suo attivismo, unito alle sue creazioni, la stilista ha avuto l'onore di partecipare al "I Nina Alexandrovna Dudarova 2019 Awards" a Barcellona il 5 novembre in occasione della giornata internazionale della lingua rom.
L'evento è un'iniziativa pioneristica creata da Seo Cizmic, primo "Ambasciatore onorario e culturale della lingua rom".

A seguire la galleria fotografica degli abiti creati da Concetta Sarachella che lei stessa ha esposto e presentato durante l'evento.

Il commento di Concetta Sarachella:

"È importantissimo promuovere eventi come questi, perché non solo fanno conoscere la giornata del 5 novembre dedicata alla nostra lingua, ma ricordare vuol anche dire essere in prima persona portatori di un bagaglio culturale che è costato la vita di tante persone. Non dimentichiamo il genocidio del Samurdaripeė nella seconda guerra mondiale, ma anche in Spagna è stato tremendo essere privati della propria identità. Pochi sanno che per i gitani della Spagna non era consentito parlare in lingua rom. Dover rinnegare le proprie origini è la cosa peggiore, ma la cosa peggiore è che ancora oggi se pure in altre forme succede tutto ciò! Ma allora il passato cosa ci ha insegnato? Noi andiamo avanti per non dimenticare. Per un futuro migliore fatto di pace e libertà."

Per info e contatti il sito ufficiale di Concetta Sarachella

http://www.saracetty.com

 

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