Giovedì, 21 Febbraio 2019 06:12

A Teatro con "Lupus in Fabula" per l'UNITALSI

La sottosezione di Parma dell' U.N.I.T.A.L.S.I. (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) invita a partecipare domenica 24 febbraio alle ore 16,00 presso l'Auditorium TOSCANINI di via Cuneo alla messa in scena della commedia "Prima pagina" per la regia di Franca Tragni con la compagnia LUPUS IN FABULA.

Il ricavato contribuirà a pagare l'acquisto del quinto pulmino del servizio Arianna, diventato un punto di riferimento per l'accompagnamento di persone diversamente abili per la città di Parma con i suoi quasi duecento volontari.

 

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Uno spettacolo speciale quella che andrà in scena al Teatro Due di Parma mercoledì 20 febbraio: la prima rappresentazione di "When the rain stops falling" (Quando la pioggia finirà) di Andrew Bovell, in cartellone del teatro parmigiano, sarà dedicata all’oncologia di Parma e il ricavato devoluto all’associazione “Verso il sereno” che con i suoi volontari offre un sostegno solidale e amichevole alle persone che devono affrontare un percorso terapeutico presso il Day hospital oncologico e il reparto di degenza oncologica dell’Ospedale Maggiore di Parma.

Presentato per la prima volta in Italia, When the Rain Stops Falling è il nuovo spettacolo di Lisa Ferlazzo Natoli, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Fondazione Teatro Due di Parma e con il sostegno di Australian Embassy-Rome, sarà in scena a Teatro Due in questa serata speciale il 20 febbraio alle ore 20.30.

LA TRAMA

Sta piovendo. Gabriel York aspetta l’arrivo del figlio ormai adulto, che non vede da quando questo aveva sette anni: “So cosa vuole. Vuole quello che tutti i giovani uomini vogliono dai loro padri. Vuole sapere chi è. Da dove viene. Dove sia il suo posto. E per quanto ci provi non so cosa dirgli.” È questo l’inizio apparente, o forse l’epilogo, di una saga familiare che ci porta, vertiginosamente – dal 2039 al 1959, slittando nel e con il tempo – alle soglie di un diluvio torrenziale che ha il sapore eccentrico e favoloso della pioggia di rane in Magnolia di Paul Thomas Anderson.

"When the rain stops falling" (Quando la pioggia finirà) di Andrew Bovell

Regia Lisa Ferlazzo Natoli. Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Fondazione Teatro Due. Con il sostegno di Ambasciata d’Australia e Qantas

Teatro Due 20 febbraio 2019, ore 20.30

Informazioni e biglietteria: Tel. 0521. 230242 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Lunedì 18 febbraio 2019 si terrà un incontro aperto a tutta la città, in cui saranno presentati tutti i progetti, i servizi e gli obiettivi dell’Assistenza Pubblica di Parma.  

Parma –

Non servono requisiti specifici per entrare nella grande famiglia dell’Assistenza Pubblica di Parma. Chi decide di far parte dell’associazione deve condividerne i valori di solidarietà e avere la voglia e il tempo di aiutare chi ha bisogno.

Chiunque desideri saperne di più sul volontariato in Pubblica, si segni in agenda questa data: lunedì 18 febbraio 2019. Presso la sede dell’associazione (Viale Gorizia, 2/A), alle 20.45, si terrà un incontro aperto a tutta la città, in cui saranno presentati tutti i progetti, i servizi e gli obiettivi dell’ente.

L’Assistenza Pubblica, che affonda le sue radici nel lontano 1902, è, da sempre, un punto di riferimento per tutta la comunità parmigiana.

I servizi sono attivi 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, e ciò è possibile grazie al sostegno di 2.800 soci contribuenti e all’impegno e alla costanza di 900 militi volontari e soci attivi. La maggior parte degli angeli della Pubblica ha tra i 40 e i 50 anni (età media: 46,6), ma molti sono anche gli under 40 e gli under 30 che, con grinta e passione, si dedicano alla causa.

 Nel 2018, questa grande associazione ha totalizzato più di 275.000 ore di volontariato.

Sono stati effettuati circa 54.000 servizi, divisi tra ambulanze, automediche e pulmini per il trasporto disabili, per un totale di 750.000 chilometri percorsi. La Centrale Operativa Otto ha gestito oltre 33.000 servizi, sia per la città che per la provincia. Sul fronte degli altri servizi offerti dalla Pubblica, il Pulmino di Padre Lino, l’unità di strada per i senza fissa dimora,  ha servito una media di 120 pasti a serata, il Telefono Amico, che offre uno spazio di dialogo telefonico a chiunque senta la necessità di parlare e confrontarsi, ha ricevuto quasi 8.000 richieste di aiuto.

 

IL CORSO PER DIVENTARE SOCCORRITORI 

Il corso per diventare soccorritori volontari sarà strutturato in modo da alternare lezioni teoriche a prove pratiche. Gli incontri si terranno ogni lunedì e giovedì, a partire dalle 20.45. 

Saranno dei volontari qualificati a occuparsi della formazione dei futuri militi: spiegheranno come intervenire in servizi ordinari, di urgenza o di emergenza, secondo gli standard Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) approvati dalla regione Emilia-Romagna. 

Il periodo di formazione durerà tre mesi, più due weekend, dove si verrà abilitati all’utilizzo del defibrillatore automatico esterno per la rianimazione cardio-polmonare.

Il percorso terminerà con una prova scritta e le prime esperienze in ambulanza, cui seguirà un esame finale.

 

«Il nostro corso, per quanto impegnativo e intenso, non trasforma il volontario in medico o infermiere: al di là dei requisiti indicati dalla normativa regionale – spiega Cristiana Madoni, direttore sanitario della Pubblica -, quello che vogliamo, attraverso le lezioni, è rendere capaci di gestire la prima fase di una emergenza e riconoscere le situazioni critiche. Questo per la sicurezza dei volontari stessi e di chi si va ad assistere».

«Ogni nuovo corso - afferma Filippo Mordacci, comandante del corpo militiè per noi un'occasione speciale. Possiamo far conoscere le numerose attività che ogni giorno mettiamo a disposizione della città e, allo stesso tempo, dare l'opportunità a nuovi volontari di cimentarsi nella bellissima avventura della Pubblica. A volte basta poco per far scattare la scintilla e far così emergere il desiderio insito in ciascuno di noi di potersi mettere a servizio degli altri: nella nostra realtà è possibile farlo con i giusti strumenti. La passione dei volontari è il nostro carburante, pertanto aspettiamo chi vorrà unirsi a noi, sicuri di poter vivere insieme un'esperienza di vita arricchente».

 

Lunedì 18 febbraio 2019 ore 20.45

ASSISTENZA PUBBLICA – PARMA (ONLUS)

Viale Gorizia, 2/A – Parma

 

INFORMAZIONI

Per ulteriori informazioni su come diventare militi dell’Assistenza Pubblica di Parma, è possibile consultare il sito www.apparma.org o la pagina Facebook www.facebook.com/AssistenzaPubblicaParma, contattare l’Ufficio Comando ai numeri 0521.224981-224982 o inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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L'auto è stata acquistata da Fondazione ANT Italia ONLUS grazie ai fondi raccolti dalla banca con la speciale carta di credito che, senza alcun costo aggiuntivo per il titolare, devolve il 2 per mille di ogni spesa effettuata per iniziative sociali.

"Una 4X4 per i medici in Appennino bolognese" è il progetto voluto da Fondazione ANT Italia ONLUS per continuare a portare assistenza e supporto ai pazienti oncologici nelle zone di Granaglione, Porretta Terme, Lizzano in Belvedere, Gaggio Montano, Castel di Casio, Camugnano, Grizzana, Vergato, Castel D'Aiano, Savigno e Marzabotto.

Un progetto che prende corpo con il contributo di UniCredit grazie ai fondi raccolti tramite UniCredit Card Flexia Classic Etica, la carta di credito che, senza costi aggiuntivi per il cliente, permette ad ogni utilizzo di contribuire a iniziative solidali.

Grazie al suo particolare meccanismo, con il contributo della Banca pari al 2 per mille di ogni spesa effettuata si alimenta il Fondo Carta Etica, fondo di beneficienza che in oltre dieci anni ha permesso a UniCredit di sostenere più di 650 iniziative benefiche in tutta Italia.

La vettura è stata consegnata nei giorni scorsi nella sede ANT di Bologna alla presenza di Raffaella Pannuti, presidente di Fondazione ANT, Anna Fortuzzi medico di Fondazione ANT, Livio Stellati Responsabile Territorial Relations, Customer Satisfaction & Claims Centro Nord UniCredit Spa e Leonardo Gregianin, Territorial Development & Relations Manager Centro Nord UniCredit Spa.

«Al pari degli strumenti strettamente sanitari, l'automobile è fondamentale per i medici ANT, perché consente loro di raggiungere in autonomia i pazienti assistiti, garantendo un servizio medico-sanitario 24 ore su 24, 7 giorni su 7 compresi i festivi – commenta Raffaella Pannuti, presidente ANT – In questo caso poi, poter contare su un mezzo attrezzato per la montagna permetterà ai nostri sanitari di raggiungere in sicurezza anche le zone più lontane, dove sono soprattutto gli anziani a soffrire l'isolamento».

«Da dieci anni i nostri clienti, utilizzando Carta Etica hanno contribuito a supportare progetti di utilità sociale in tutta Italia per oltre 17 milioni di euro – ha ricordato Livio Stellati, Responsabile Territorial Relations Centro Nord UniCredit – Grazie ai fondi messi a disposizione da UniCredit Card Flexia Carta Etica, possiamo individuare alcune tra le tematiche sociali più urgenti a cui destinare i fondi raccolti. Un impegno che conferma l'attenzione del nostro Gruppo alle esigenze delle fasce più deboli della popolazione».

Profilo Fondazione ANT Italia ONLUS

Nata nel 1978 per opera dell'oncologo Franco Pannuti, dal 1985 a oggi Fondazione ANT Italia ONLUS – la più ampia realtà non profit per l'assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore e la prevenzione gratuite – ha curato circa 129.000 persone in 11 regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Marche, Campania, Basilicata, Puglia, Umbria). Ogni anno 10.000 persone vengono assistite nelle loro case da 20 équipe multi-disciplinari ANT che assicurano cure specialistiche di tipo ospedaliero e socio-assistenziale, con una presa in carico globale del malato oncologico e della sua famiglia. Sono complessivamente 520 i professionisti che lavorano per la Fondazione (medici, infermieri, psicologi, nutrizionisti, fisioterapisti, farmacisti, operatori socio-sanitari etc.) cui si affiancano oltre 2.000 volontari impegnati nelle attività di raccolta fondi necessarie a sostenere economicamente l'operato dello staff sanitario.

Il supporto offerto da ANT affronta ogni genere di problema nell'ottica del benessere globale del malato. A partire dal 2015, il servizio di assistenza domiciliare oncologica di ANT gode del certificato di qualità UNI EN ISO 9001:2015 emesso da Globe s.r.l. e nel 2016 ANT ha sottoscritto un Protocollo d'intesa non oneroso con il Ministero della Salute che impegna le parti a definire, sostenere e realizzare un programma di interventi per il conseguimento di obiettivi specifici, coerenti con quanto previsto dalla legge 15 marzo 2010, n. 38 per l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. ANT è inoltre da tempo impegnata nella prevenzione oncologica con progetti di diagnosi precoce del melanoma, delle neoplasie tiroidee, ginecologiche e mammarie. Dall'avvio nel 2004 sono stati visitati gratuitamente 185.000 pazienti in 88 province italiane. Le campagne di prevenzione si attuano negli ambulatori ANT presenti in diverse regioni, in strutture sanitarie utilizzate a titolo non oneroso e sull'Ambulatorio Mobile - BUS della Prevenzione. Il mezzo, dotato di strumentazione diagnostica all'avanguardia (mammografo digitale, ecografo e videodermatoscopio) consente di realizzare visite su tutto il territorio nazionale. ANT opera in Italia attraverso 120 delegazioni, dove la presenza di volontari è molto attiva.

Alle delegazioni competono, a livello locale, le iniziative di raccolta fondi e la predisposizione della logistica necessaria all'assistenza domiciliare, oltre alle attività di sensibilizzazione. Prendendo come riferimento il 2017, ANT finanzia la maggior parte delle proprie attività grazie alle erogazioni di privati cittadini (28%) e alle manifestazioni di raccolta fondi organizzate (25%) al contributo del 5x1000 (15%) a lasciti e donazioni (12%). Solo il 15% di quanto raccoglie deriva da fondi pubblici. Uno studio condotto da Human Foundation sull'impatto sociale delle attività di ANT, ha evidenziato che per ogni euro investito nelle attività della Fondazione, il valore prodotto è di 1,90 euro. La valutazione è stata eseguita seguendo la metodologia Social Return on Investment (SROI). ANT è la 9^ Onlus nella graduatoria nazionale del 5x1000 nella categoria del volontariato. Fondazione ANT opera in nome dell'Eubiosia (dal greco, vita in dignità).

Rubrica sul sociale a cura di Intesa San Martino Parma  

Spesso si parla dei Giovani come una generazione invisibile, incapace di accedere ai più elementari diritti. Viviamo infatti in una struttura sociale che complica l'accesso delle ‘nuove’ generazioni al mercato del lavoro, a prospettive di carriera nelle aziende e nelle istituzioni. Non tutti i giovani italiani girano le spalle al lavoro, anzi, quelli che in questi anni sono stati pronti ad accettare lavori spesso all'insegna della precarietà e della totale insicurezza ora – giustamente - rivendicano, con tutta la loro rabbia, proposte che siano all'interno di garanzie, seppur minime, di condizioni proposte vere e chiare. Il lavoro è il requisito più importante per uscire dalla crisi, è una posizione concreta fatta di salario e sopratutto di dignità, per rilanciare i consumi, rendere credibile la crescita e sereni quei cittadini lavoratori in cerca di occupazione. Per questo non può esseretrascuratoomercificato, ma deve tornare a essere lo strumento fondamentale per la conquista di una autentica cittadinanza. 

Per ottenere effetti economici positivi occorre promuovere una politica finalizzata alla detassazione del lavoro giovanile e soprattutto femminile. In questo contesto un ruolo essenziale può essere assolto anche dal sistema della bilateralità, attraverso il quale è possibile intervenire: sul finanziamento di corsi di formazione e di aggiornamento dei dipendenti; sulla riqualificazione delle donne e dei giovani che vorrebbero rientrare in attività dopo periodi di non lavoro; sul sostegno alle imprese che investono in flessibilità, sostenibilità, conciliazione, salute e sicurezza. Non dimentichiamo poi la ricollocazione degli over 50 espulsi dal ciclo produttivo. Il lavoro dev’essere un valore reale, così come lo è stato per le generazioni precedenti, non una concessione ma un diritto per tutti. Un riferimento diretto alla famiglia e alla società intera, dove vi siano forti legami tra etica della vita ed etica sociale.

Rino Basili
Segretario Intesa San Martino

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Il sindaco Pizzarotti e il vicesindaco Bosi hanno ricevuto don Umberto Cocconi, presidente dell’Associazione San Cristoforo e Abramo Costantino, in custodia cautelare presso l’Associazione, che si è distinto per aver sventato un accoltellamento.

Parma -

Il sindaco, Federico Pizzarotti, e il vicesindaco, Marco Bosi, hanno ricevuto, ieri mattina, in municipio, don Umberto Cocconi, Presidente dell'Associazione San Cristoforo, e il signor Abramo Contino, in custodia cautelare presso l'Associazione stessa, che si è distinto per aver sventato, in dicembre, un accoltellamento in stazione. L'incontro è stata l'occasione per confrontarsi sul tema del carcere e dei detenuti e sull'attività svolta dall'associazione.

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"Ho incontrato con piacere Abramo e Don Umberto - ha dichiarato il vicesindaco Marco Bosi - Il tema del carcere e dei detenuti è un tema che mi sta a cuore perché credo che riguardi tutti noi. Viviamo in una società nella quale si fa molto presto a puntare il dito, anche quando si tratta di persone senza una sentenza definitiva. Ma anche quando si tratta di persone realmente colpevoli, io credo che continuare a trattarle come persone e non come rifiuti sia fondamentale per il recupero e il reinserimento di questi cittadini. Metterle ai margini crea un problema a loro, che una volta usciti avranno poche alternative rispetto a tornare a delinquere e per noi che dovremo conviverci volenti o nolenti. Il gesto di Abramo, di intervenire per sedare una rissa, crea un cortocircuito che spezza i pregiudizi: non esistono buoni e cattivi, non c'è una linea netta a dividerci, ma ognuno di noi può essere portatore di bene e male, perciò anche chi ha commesso reati (o ne è semplicemente accusato) può dare qualcosa di positivo alla nostra società".

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Le alunne della 5°F del Liceo Sanvitale e il loro impegno per l’Ospedale dei bambini “Pietro Barilla”. Grazie ad un premio vinto con MUP regalano libri alla pediatria e per l’alternanza scuola-lavoro scelgono l’associazione Giocamico.

Parma -

All’inizio fu un concorso, poi la donazione, poi i libri, poi i loro pomeriggi: così  l’attenzione delle alunne della 5F del liceo delle Scienze umane “Albertina Sanvitale” per l’Ospedale dei bambini di Parma è andata crescendo.

Qualche tempo fa decidono infatti di partecipare ad un concorso indetto dalla casa editrice parmigiana Mup sulla Storia di Parma e vincono un premio che, insieme alle insegnanti di italiano Rossella Avola e di storia Rosanna Grossi, scelgono di convertire in libri da donare alla biblioteca della Pediatria del Maggiore. Fanno loro gli acquisti e questa mattina FrancescaCarlottaAliceAnnaSofia e Sara (in rappresentanza dell’intera classe) scendono dall’autobus “con le braccia cariche di cultura” e sorridenti mostrano libricini illustrati per i più piccoli, prime letture per i bambini e racconti per adolescenti. Tutti grandi classici che consegnano alla responsabile delle Attività assistenziali del dipartimento Rita Dicembrino che le ringrazia con affetto “sono libri molto graditi ai bambini e proprio per questo ne abbiamo sempre bisogno perché spesso qualcuno se lo porta a casa”. “Speriamo che lo legga lui o glielo leggano i suoi genitori perché le buone abitudini si iniziano da piccoli”, sorride la caposala della pediatria Claudia Marcatili che si unisce ai ringraziamenti insieme alla collega della Pediatria d’urgenza Giuseppina Nicosia e al direttore del reparto sempre della Pediatria generale e d’urgenza Icilio Dodi

Volti e luoghi conosciuti dalle studentesse che, dopo i primi contatti presi per la donazione dalla professoressa Avola, hanno chiesto di impiegare le ore di alternanza scuola-lavoro proprio all’Ospedale dei bambini avviando una collaborazione tutt’ora in corso con l’associazione Giocamico, che da oltre vent’anni si occupa di attività ludico-ricreative a favore dei pazienti della pediatria e dell’oncoematologia, presso la quale le studentesse stanno portando avanti il loro percorso scolastico formativo.

 

Fonte: Azienda ospedaliero-universitaria di Parma

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13 mesi di Parma Facciamo Squadra. Chiude la Campagna 2018 con una grande festa alla Casa della Musica. 227.450 euro per i diritti e le opportunità dei bambini più fragili.

Parma -

Dicembre 2017: è il giorno di Santa Lucia quando, nell’atrio dell’Ospedale dei bambini, le associazioni che a Parma hanno a cuore il benessere dei più piccoli presentano la quinta edizione di Parma Facciamo Squadra. Insieme a loro ci sono i partner di sempre Fondazione Cariparma, Barilla, Chiesi Farmaceutici e le principali istituzioni cittadine. Entusiasmo e palloncini blu e gialli per annunciare una grande sfida: tutelare i diritti dei bambini perché tutti possano diventare grandi con le stesse opportunità.

Oggi, gennaio 2019, a tredici mesi da quell’inizio, possiamo dire che la risposta a quella sfida è stata forte e corale, con un susseguirsi di iniziative, cene benefiche, concerti, tornei di burraco, camminate e le donazioni di aziende, associazioni e cittadini, ognuno secondo le sue possibilità. E’ grazie a tutto ciò che per mano di Munus, la nostra Fondazione di Comunità, consegniamo simbolicamente un assegno del valore di 227.458 euro. Serviranno per realizzare i progetti pensati da una rete di nove associazioni che, coordinate da Forum Solidarietà, hanno lavorato un anno insieme, confrontandosi allo stesso tavolo. Sono Emporio, Centro Aiuto alla Vita, Liberamente e la rete dei laboratori compiti, Per Ricominciare, Giocamico, Polisportiva Gioco, Auser, Portos e Famiglia Più con la collaborazione di UISP. Ciascuna ha portato il suo contributo, ciascuna la sua visione; esperienze diverse e un’unica convinzione: il cibo non è l’unico alimento che nutre un bambino; per crescere serve lo studio, il gioco, lo sport e, se una famiglia è fragile e non riesce a garantire tutto ciò, la comunità ha il dovere di fare la sua parte. 

I progetti saranno realizzati da qui ai prossimi tre anni e coprono bisogni in ambiti diversi. Anzitutto i beni di prima necessità per la fascia 0-3, perché anche a Parma a tanti bambini manca l’essenziale: omogeneizzati, latte in polvere e pannolini verranno acquistati e distribuiti alle famiglie più in difficoltà. 

Per quanto riguarda lo studio, nascerà un emporio del materiale scolastico dove le associazioni e le scuole potranno rivolgersi per avere quaderni, zaini, libri di testo e quant’altro serve a un bimbo per non sentirsi discriminato in classe, come le gite scolastiche che non tutti possono permettersi e per le quali il progetto prevede un fondo ad hoc.

Per quanto riguarda lo sport e il tempo libero, partiranno presto attività nelle aree pubbliche pensate per l’integrazione dei ragazzi diversamente abili, per scoprire la bellezza di giocare insieme oltre ogni barriera. Infine, all’interno del carcere verrà resa più accogliente l’area dei colloqui per le famiglie. Così, i bambini porteranno a casa un ricordo più sereno della visita al loro papà. 

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E’ una città generosa che ha fatto sì che tutto ciò si realizzi. E’ emerso anche questa mattina alla Casa della Musica, dove si è svolta la cerimonia di chiusura della Campagna. Nel ripercorrere le emozioni di questi mesi, alcuni momenti sono stati ricordati con maggior enfasi: gli anolini solidali (FOTO), ad esempio che hanno permesso di raccogliere 13.500 euro. Una sfida nella sfida che ha visto più di 400 volontari passarsi il testimone per quarantottore filate nella sede della Protezione Civile, sotto la guida dei suoi cuochi espertissimi, per realizzare con le materie prime donate da Conad Centro Nord, 130mila anolini, andati letteralmente a ruba in piazza Garibaldi. Merito anche dello spot realizzato con la generosità di Parma Calcio 1913 e di TV Parma che lo ha fatto arrivare nelle case. Anche Confartigianato ha ricevuto un ringraziamento speciale per aver dedicato al progetto un anno di iniziative. 

Ancora una volta, Parma Facciamo Squadra ha messo in luce una città di cui andare fieri e un volontariato capace di farsi animatore della comunità, di cucire gli strappi, di non lasciare nessuno indietro.  

La cerimonia si è conclusa con la gratitudine delle associazioni verso chi le ha sostenute, tantissimi. Sono ancora una volta il segno di una comunità che, di fronte a un bisogno grande, non si ferma e sa dare il meglio di sé. Sono tornati a casa con la targa di rito: APS Burraco, Umberto Ceci, Starhotels Du Parc, MOICA, Soroptimist, Lions Club Maria Luigia, Zonta Club, FIDAPA, Associazione Italiana Donne Medico, Associazione Italiana Mogli Medici, Fornello 1, Fornello 2, InnerWheel, ADAS Scuola per l'Europa, Parma Calcio 1913, Conad Centro Nord, Confartigianato, Antonio Battei - Arciconfraternita dell'anolino, Protezione Civile, Circolo Aquila Longhi, Oltretorrente Baseball e Softball, Associazione Portos, Paolo Melegari, Alessandro Carra - Foto Carra, Paolo Bassanetti – BAM, Andrea Montali – Netface, Gianmaria Pacchiani, CRAL Crédit Agricole Cariparma, Direzione Territoriale Crédit Agricole Parma, Gazzetta di Parma, Io Parlo Parmigiano, Jazz'on Parma Orchestra, Università di Parma, ZonaFranca, Kyu Shin Do Kai, AGESCI, AISA, CNGEI, FESI, MASCI, Foulard bianchi, Rotary, IKEA, Ristorante Romani. Per il successo di questa edizione, ognuno ha fatto la sua parte.  

Ma il ringraziamento più grande va a Barilla, Chiesi e Fondazione Cariparma che hanno moltiplicato per quattro ogni donazione e al Comune di Parma che ha seguito e sostenuto la Campagna sin dall’inizio, non un patrocinio formale ma una reale condivisione di vedute e di intenti. 

 

Parma Facciamo Squadra 

 

 

 

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Rubrica sul sociale a cura di Intesa San Martino - Parma -

Alcuni canoni alla base della nostra civiltà sono stati consumati. Non vi è più rispetto per il prossimo e oggi più che mai domina la cultura della superficialità, che porta l'identità a fondarsi sul nemico. Sembra che senza un nemico non si riesca a caratterizzarsi. È sicuramente un istinto presente nella nostra natura - la lotta per la sopravvivenza di cui parlava Darwin - ma tipico dell'uomo non è la sola biologia ma anche la ragione, quella condizione in cui rispettiamo gli altri e riusciamo a frenare un istinto.

Un motivo che aggrava questa situazione è la carenza delle relazioni affettive in famiglia, dove spesso il padre e la madre sono impegnati nella propria professione e non hanno il tempo di dedicarsi a una completa educazione dei figli. Si è diffusa un'immagine negativa degli adolescenti che sembrano sempre meno inclini allo studio, non più pronti a lavorare per guadagnarsi da vivere e interessati solo a ciò che li diverte. L'eccessiva ricerca di piacere che ci impone la nostra società condiziona anche i più giovani nella loro quotidianità. Mentre diversi anni fa, per cercare di soddisfare i bisogni primari, s''impegnavano tutte le proprie energie, oggi l'attenzione si sposta soprattutto su capricci e mode, sicuramente più difficili da seguire.

Occorre quindi recuperare i valori ormai perduti, non quelli legati ai beni materiali, ma i veri valori autentici, come la famiglia, la comunicazione e, non meno importante, la conoscenza reciproca che si è andata a perdere con gli anni anche a causa dei social network.
Ma la ragione che caratterizza l'uomo e consiste nel controllo delle pulsioni a volte non c'è, quella che si era costruita con i principi dell'amore, della fratellanza, della solidarietà per una società più giusta, sono stati da tutti noi spazzati via nel volgere di una generazione e ora siamo tutti più poveri, questa è la vera crisi sociale dell'Occidente che sta regredendo.

Rino Basili
Segretario
Intesa San Martino

Vi sono povertà che vanno ben oltre la condizione economica di un soggetto che, rapportandosi con la società, si ritrova a vivere una situazione di disagio dettata dalla propria condizione educativa. Vi sono povertà che trascurate a lungo producono un impatto negativo sul territorio, le cui ripercussioni sociali permangono e si manifestano nelle generazioni avvenire per decenni. Vi sono povertà evitabili dettate da semplici distrazioni alle quali, per porvi rimedio, basterebbero poche attenzioni ed un impegno concreto della società affinché queste si colmino divenendo risorsa.

L'esempio più noto che giunge ad oggi ed in grado di contrastare questo fenomeno cosiddetto di "povertà educativa", utile a risolvere un problema sociale dall'elevata importanza, ruota attorno a ciò che potremmo definire un miracolo: gli oratori.

Diffusissimi nella storia d'Italia ed al centro di tante e positive storie nostrane, rappresentano da secoli luoghi di incontro, crescita e comunità, in cui non solo riuscire con successo nell'aggregazione dei giovani, ma in grado di concorrere ad educare in pieno le future generazioni, basandosi su quegli imprescindibili valori cristiani certi e duraturi. Ad oggi ne risultano censiti circa 8000 con un'attività proficua che persiste dal 1500, epoca in cui ad opera di San Filippo Neri, si diede vita a questa realtà con l'idea di unire persone di ogni ceto dietro la forza motrice di un grande valore: l'amicizia.

Nell'efficace contrasto alla povertà educativa gli oratori con la sola attività di dopo-scuola prestata alle famiglie, svolgono un ruolo centrale nella formazione del minore. Prettamente incentrati sul lavoro dei volontari, gli oratori si dimostrano utili strumenti di socializzazione, affiancando alla formazione scolastica le tante attività sportive, artistiche e ludiche avviate all'interno.

E' grazie anche a simili esperienze che la nostra associazione si spende attivamente intorno al tema dei minori, cercando con proprie risorse e nei limiti dei propri spazi e tempi dei preziosi soci volontari, di dedicare sempre maggiore attenzione alle giovani generazioni, coinvolgendole in progetti, laboratori ed eventi in grado di simularne gli effetti ed i benefici, nella speranza che vi siano future generazione dall'elevata cultura, dalla profonda preparazione ma soprattutto dotati di un'ampia e benevola sensibilità verso il prossimo.

Andrea Coppola
Tesoriere e Responsabile organizzativo
Intesa San Martino

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