“Corriamo con l’Etiopia” la corsa non competitiva della ONG Parma Per gli Altri nelle vie del centro storico di Parma.

Parma - 

C’è chi corre per passione, chi per dimagrire e qualcuno per amore. Parma corre Per gli Altri!

Domenica 17 novembre torna l’annuale appuntamento con “Corriamo con l’Etiopia”, la maratona solidale di 5 km organizzata da Parma Per gli Altri ONG con il patrocinio del Comune di Parma.

Famiglie, ragazzi, adulti, bambini e anziani: tutti possono partecipare e darsi appuntamento in Piazza Duomo a Parma per vivere insieme una mattinata all’insegna dello sport, della solidarietà e dell’incontro tra culture. Sarà possibile iscriversi a partire dalle ore 9:30, un’ora prima della corsa che avrà inizio alle ore 10:30 e che attreverserà le vie del centro storico di Parma.

L’iscrizione avrà un costo simbolico di 10€ per gli adulti e 5€ per tutti i ragazzi minori di 16 annigratuito per i bambini sotto i 5 anni e il ricavato della giornata sarà interamente devoluto al finanziamento dei progetti di Parma Per gli Altri in Etiopia

Al termine della corsa, tutti i partecipanti potranno assistere alla cerimonia del caffè etiope, realizzata per l’occasione dalle sapienti mani delle donne dalla comunità etiope di Parma.

Anche quest’anno “Corriamo con L’Etiopia” si terrà in concomitanza con la più importante manifestazione sportiva etiope: la Great Ethiopian Run 2019 di Addis Abeba, per ricordare ancora una volta l’unione che lega lo stato africano con la città di Parma.

La manifestazione è realizzata con il contributo speciale di Isomec S.r.l. e il supporto di Barilla, Iren, Parmalat e Fabbriceria della Cattedrale di Parma

Vi aspettiamo numerosi ai blocchi di partenza!

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. --- 0521 236758

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Domenica 10 novembre, alla Fiera Agricola di San Martino di Noceto, scenderà in campo il Team infermieristico del Centro di Cura Regionale per la Fibrosi Cistica

 

Una bancarella colorata e ricca di oggetti natalizi, e non solo, proposti al pubblico attraverso i sorrisi e la passione dell’infermiera Rita Agostini che è anche la creativa realizzatrice degli oggetti venduti, finalizzati a raccogliere fondi destinati alla ricerca oltre che alla cura ed assistenza di chi è affetto da Fibrosi Cistica . 

Esemplare l’impegno che le infermiere mettono in campo dopo il lavoro in ospedale, infatti Rita ha colto l’occasione e ha voluto attivarsi in prima persona organizzando un banchetto solidale allo scopo di raccogliere fondi da devolvere alla Lega Italiana Fibrosi Cistica Emilia. In questa iniziativa c’è la voglia di non arrendersi, c’è la speranza del futuro.

La figura dell’infermiere in corsia racchiude una serie di competenze non solamente inerenti le capacità tecniche, ma coinvolgono l’ambito psicologico e delle relazioni umane, particolarmente importanti quando si tratta di patologie croniche che coinvolgono pazienti dalla più tenera età. 

Con il loro rapporto più informale, diretto, confidente e libero, queste infermiere, si trovano a svolgere un ruolo di raccordo tra pazienti e medici per bisogni non espressi o domande di chiarimento non comunicate. Si tratta di una funzione importante per garantire un'assistenza ottimale ai pazienti, una dedizione che non si ferma all’interno dell’ospedale ma genera ammirevoli azioni solidali al di fuori di esso, come quella che prenderà vita a Noceto il 10 novembre. 

La Fibrosi Cistica è una grave patologia cronica, ancora oggi senza possibilità di guarigione. In Italia si contano 200 nuovi casi all'anno. L’Associazione Lega Italiana Fibrosi Cistica organizzazione di volontariato che favorisce solidarietà concreta verso le persone affette da fibrosi cistica, affianca questi pazienti nella loro legittima aspirazione a condurre una vita al pari degli altri: una voglia di normalità che deve misurarsi spesso con la fatica associata ai più piccoli gesti quotidiani.

Iscrizione, lotteria, cena di benvenuto: tante le iniziative collaterali per arricchire il dono consegnato alla struttura pediatrica del Maggiore.

Una gara particolare quella che si è disputata lo scorso 29 settembre al SalsoGolf sulle colline parmensi, una gara dove i numerosi partecipanti hanno aggiunto al tradizionale percorso da 18 buche un colpo d’eccezione: una gara benefica a favore dell’Ospedale dei bambini “Pietro Barilla” di Parma. E lo hanno centrato in pieno.

Il Memorial era dedicato a due amici, Cavazzini e Nicoli, – spiega Cesare Passeri, uno degli organizzatori – ma abbiamo voluto riservare un pensiero speciale ai pazienti dell’Ospedale dei bambini trasformando la gara benefica in una vera e propria festa di solidarietà che ha coinvolto i presenti nelle diverse iniziative, e devo dire che la risposta è stata generosa e corale”.

La consegna di questo trofeo benefico è avvenuta questa mattina nella colorata struttura pediatrica del Maggiore alla presenza di una delegazione di golfisti capitanata da Cesare Passeri e composta da Alessandro Carrara, direttore del SalsoGolf; Michele FerrariEugenio Dalfi Tanzi e Pierluigi Minari. Ad accoglierli la dottoressa Fabiola Fornaroli, in rappresentanza del direttore del dipartimento materno infantile Gianluigi de’ Angelis, che li ha ringraziati calorosamente perché “fa piacere sentire che l’ospedale dei bambini batte nel cuore di tanti amici”. Alle sue parole di ringraziamento si è unita Patrizia Bertolini, direttrice dell’Oncoematologia pediatrica che è stata il tramite della donazione, Emilio Casolari direttore della Chirurgia pediatrica, Valentina Maffini per la Pediatria generale e d’urgenza diretta da Icilio Dodi e una rappresentanza del personale infermieristico con la coordinatrice Maria Luisa Zou.

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È stato finanziato anche dai giovani soci modenesi di Emil Banca il pozzo d’acqua potabile costruito a Ngamwani Two, un villaggio del Malawi (Africa). Il villaggio è stato scelto dall’associazione malawiana Sotto Sopra, la quale collabora con l’associazione Cose dell’Altro Mondo di Formigine, impegnata da anni in progetti socio-sanitari in Malawi. 

La settimana scorsa sette giovani soci di Emil Banca, accompagnati dalla responsabile dell’areasoci e identità della banca, Giuliana Braido, sono stati nel Paese africano per inaugurare il pozzo finanziato grazie a una raccolta fondi promossa dai comitati giovani soci Emil Banca di Modena, Bologna, Ferrara e Reggio Emilia. 

Ngamwani Two è un villaggio rurale a mille metri di altitudine nel Sud-Est del Malawi. È abitato da da 540 famiglie, tra cui 88 orfani e 23 persone con disabilità: c’è una scuola, frequentata da oltre 2.100 alunni. L’accesso all’acqua fino a oggi avveniva solo raccogliendola da un piccolo ruscello distante oltre un chilometro dal villaggio, al quale le donne si recavano con piccoli recipienti per attingere acqua, ovviamente non potabile. Per questo la mortalità nel villaggio è molto elevata, soprattutto tra neonati e bambini. 

Grazie alla solidarietà dei giovani soci Emil Banca questa comunità può non solo sopravvivere, ma anche migliorare la qualità della vita. 

Il pozzo è stato realizzato da operatori locali con la supervisione dell’agenzia governativa per la gestione dell’acqua, dei capi villaggio e dei rappresentanti della popolazione locale.

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Ieri sera, presso l’Auditorium dell’Assistenza Pubblica, si è tenuto l’incontro dal titolo La parola chiAMA il silenzio”, organizzato da Telefono Amico Parma in occasione dei suoi 30 anni di servizio. Ospite speciale della serata la psicoterapeuta Maria Rita Parsi. 

 

L’incontro ha coinvolto i cittadini di Parma che hanno mostrato un forte interesse verso una tematica delicata. Oggi abbiamo perso l’abitudine di ascoltare, per questo, Telefono Amico Parma ha deciso di dedicare un evento alla diffusione della cultura dell’ascolto. 

 

«Ogni disturbo psicologico – ha affermato Maria Rita Parsi, Psicoterapeuta, Presidente della Fondazione Fabbrica della Pace e Movimento Bambino Onlus, già Membro del Comitato Onu dei Diritti del Fanciullo - è un disturbo della comunicazione. Telefono Amico sconfigge uno dei mali più grandi dell’uomo: la solitudine interiore. La solitudine è una violenza infinta che non trova risoluzione se non nell’ascolto. Chi ascolta consola e cura. Ascoltare è un’arte e, per farlo nel modo migliore possibile, è necessario conoscersi, solo così si può comprendere davvero chi ci parla dei propri problemi. Ascoltare significa dare una possibilità di rinascita al prossimo e a se stessi. Educare all’ascolto vuol dire anche riappropriarsi di sé».

 

«Quello dell’ascolto – ha detto Luca Bellingeri, presidente di Assistenza Pubblica Parma - è un tema tanto importante quanto complesso. Ascoltare il prossimo ci rende degli individui migliori. Telefono Amico è un servizio sociale in cui la Pubblica crede profondamente, siamo davvero onorati di poter celebrare i suoi 30 anni con questo incontro».

 

«Il silenzio – ha dichiarato Monica Petra, presidente di Telefono Amico Italia è un vero spazio di accoglienza. Rispondere al telefono per donare conforto è ciò che i volontari di Telefono Amico fanno in tutta Italia ogni giorno. Andiamo incontro agli altri ascoltandoli».

 

«Il 19 giugno 1989 – ha ricordato Francesca Anedda, consigliere dell’Assistenza Pubblica Parma con delega al Telefono Amico - nasceva Telefono Amico Parma, e da allora sono 267 le persone che hanno deciso di dedicare il proprio tempo a questo servizio. Oggi a Parma sono circa 40 gli operatori che rispondono a chi è, o chi si sente solo, ma anche a chi ha banalmente bisogno di parlare con qualcuno».

 

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“Non c’è nessuno così ricco che non abbia bisogno di ricevere, nessuno così povero che non abbia qualcosa da dare”, inizia così la conferenza stampa di inaugurazione del Fondo Roberta Venturini, svolta all’interno della Biblioteca Sociale di Via Venezia a Parma.

Il fondo, promosso dall’associazione parmigiana Intesa San Martino e gestito dalla Fondazione di comunità Munus, mira a reperire risorse finanziarie da destinare alle attività culturali e sociali, riservando un occhio particolare ai quartieri San Leonardo e Cortile San Martino. 

“Il San Leonardo è un quartiere che per la sua lunga storia e consistenza ha una grande solidità; nei processi di crescita di evoluzione urbanistica e industriale ha subito delle modifiche e lacerazioni che ne hanno mutato gli equilibri sociali. In questo contesto, l’apertura di un fondo che raccolga e metta a disposizione della cittadinanza finanziamenti per portare avanti eventi cultuali e sociali per il quartiere è l’espressione di quella che potremmo definire la cultura del dono, in cui ciò che si ha viene condiviso e che rappresenta il processo basilare di civiltà”, così interviene Don Luigi Valentini, vicario generale della Diocesi di Parma.

Rino Basili, segretario di Intesa San Martino, nel descrivere l’attività quotidiana che l’associazione svolge sul territorio, ha sottolineato l’importanza di essere un modello virtuoso in grado di contagiare non solo il quartiere San Leonardo e Cortile San Martino, ma l’intera città: “Intesa San Martino e la Biblioteca Sociale Roberta Venturini, nata al suo interno, si spende quotidianamente attraverso l’apertura e il presidio della Biblioteca, assieme ad un nutrito programma di conferenze culturali, presentazione di libri, letture animate e vari progetti pensati per la tutela ed educazione dei minori e, spesso, nati proprio dall’idea di soggetti privati ed altre realtà che, credendo in noi, vengono a presentarci i loro progetti. Questo fondo rappresenta il nostro modo di compiere un piccolo passo per intervenire in un presente sempre più critico e contraddittorio”.

Il Fondo è gestito dalla Fondazione Munus, garante e gestore delle donazioni che, attraverso giustificazioni e rendicontazione rimangono nella disponibilità dell’associazione che userà per portare avanti i progetti culturali.

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Così Giorgio Del Sante, presidente della Fondazione di comunità parmigiana: “Munus deriva dal latino e significa dono, ma anche compito e responsabilità. L’apertura del fondo rappresenta un momento importante per il quartiere perché l’associazione Intesa San Martino, scegliendo noi come gestori del fondo, ha la possibilità di farsi conoscere e contribuire attivamente al benessere della collettività. Perché il più alto obiettivo è dare all’altro qualcosa di nostro in nome della gioia, della tolleranza e della conoscenza”.

Il Fondo Roberta Venturini è dedicato alla memoria della moglie del presidente Pasquale Leone Galimi ed è già attivo per la raccolta delle prime donazioni. Si potrà visionare il dettaglio sul sito della fondazione al link https://www.fondazionemunus.it/fondo-roberta-venturini/

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I suoi primi 40 anni Giulia li ha voluti festeggiare in compagnia di tanti amici ai quali non ha chiesto regali personali ma una donazione per la Pediatria generale e d’urgenza dell’Ospedale dei bambini “Pietro Barilla” di Parma. E la risposta è stata corale e generosa tanto che ha consentito a Giulia di arrivare questa mattina con le braccia cariche di doni.

Appena ne abbiamo occasione cerchiamo sempre di raccogliere fondi in favore dei bambini – spiega Giulia Ardenti Morini – quando mio marito ha festeggiato i suoi 40 anni abbiamo sostenuto un pozzo in Sierra Leone così come abbiamo cercato di portare il nostro contributo ad associazioni di cui conosciamo le preziose attività che svolgono. E per il mio compleanno abbiamo pensato all’Ospedale dei bambini. Nel nostro piccolo cerchiamo di essere dei donatori abituali”.

E così la festa si è prolungata nel reparto diretto da Icilio Dodi dove sono arrivate le apparecchiature per i più piccoli mostrate con orgoglio dalla coordinatrice infermieristica Giuseppina Nicosia: una bilancia con carrello pesa neonati, un saturimetro per rilevare i parametri vitali nei bambini, una centralina per misurare automaticamente la pressione arteriosa con manicotti di diverse misure, un set per affrontare le crisi respiratorie nei piccoli pazienti. “Sono strumenti per noi preziosi – ha spiegato Giuseppina Nicosia –che ci consentono di intervenire in casi d’emergenza o assistere più bambini contemporaneamente andando noi da loro senza spostarli dal letto. E di queste apparecchiature ne abbiamo sempre bisogno”.

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Lo conferma la ricerca sostenuta da Mozart14 in collaborazione con il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, svolta nel reparto pediatrico di Onco-ematologia.
 

I bambini e gli adolescenti ricoverati nel reparto di Onco-ematologia Pediatrica del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, traggono grande beneficio dai laboratori di musicoterapia Tamino sostenuti da Mozart14 APS. Ed è così anche per i loro genitori. Lo conferma oggi uno studio, recentemente concluso. Mozart14 ha infatti portato a termine, insieme al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, nel reparto di onco-ematologia pediatrica diretto dal Prof. Andrea Pession, un’osservazione coordinata dalla dottoressa Dorella Scarponi, medico specialista in psicologia clinica del reparto di onco-ematologia pediatrica e dalla Dottoressa Barbara Zanchi, presidente di Music Space Italy, che conduce per Mozart14 i laboratori Tamino nel reparto. Gli effetti osservati e quantificati nel corso dell’attività hanno mostrato come le interazioni sonoro-musicali, opportunamente realizzate all'interno di una relazione musicoterapeutica, possano incidere positivamente su elementi rilevanti per i pazienti ospedalizzati. Il fare delle scelte sonore, cercare la partecipazione con l'atro, sentirsi coinvolti in attività gratificanti e normalizzanti connesse alla musica, hanno attivato nei bambini maggiori possibilità di esercitare un controllo positivo sull'ambiente circostante, rimettendo in circolo emozioni positive capaci di distrarli dai vissuti carichi di paura, legati alla malattia e all'ospedalizzazione.

“Perché tanti bambini – più di 4000 dall'inizio delle attività nel 2006 - possano avere sempre il supporto degli incontri di musicoterapia TAMINO, abbiamo bisogno del sostegno di tutti voi” dichiara Alessandra Abbado. “Le Giornate di TAMINO ci aiutano a richiamare l’attenzione di chi vuole conoscerci e aiutarci. Abbiamo scelto questo periodo perché il 15 novembre ricorre la Giornata Europea della Musicoterapia. Per i bambini ricoverati” prosegue la presidente di Mozart14 “organizziamo nei diversi reparti del Padiglione 13 una vera e propria staffetta musicale che affiancherà per l’occasione i consueti incontri di musicoterapia nel pomeriggio di mercoledì 20 novembre. E lo spettacolo di Gek Tessaro Teatro in musica, in cui i disegni dell’artista si animano a suon di musica, sempre al Padiglione 13, giovedì 21 novembre pomeriggio.

Abbiamo inoltre programmato in città una serie di concerti gratuiti aperti al pubblico (i posti sono limitati, è bene prenotare a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Chi vorrà potrà fare una donazione libera e consapevole a Mozart14, per sostenere i laboratori TAMINO di musicoterapia nei reparti pediatrici di Onco-ematologia, Terapia Intensiva Neonatale, Neonatologia, Chirurgia del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi”. 

 

 Ecco il programma: il 25 ottobre, alle ore 18.00 il Quartetto Mirus, con Federica Vignoni, Massimiliano Canneto - violini, Riccardo Savinelli – viola e Luca Bacelli – violoncello, si esibirà a Palazzo Magnani, sede UniCredit, in via Zamboni 20. Il 9 novembre, presso la sede della Chiesa Evangelica Metodista in Via Giacomo Venezian 1, alle ore 17.00 si terrà il concerto di Komos – Coro Lgbt di Bologna. Chiude la rassegna il concerto di Matteo Cimatti – violino e Marco Gaggini – pianoforte il 15 novembre, alle ore 18.00 presso la sede di UniCredit a Palazzo Magnani, in via Zamboni 20. I concerti realizzati presso Palazzo Magnani sono inseriti nel quadro del Progetto artistico di Fondazione del Monte e UniCredit.
Per info e prenotazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Le attività TAMINO di Mozart14 sono realizzate grazie al sostegno di Regione Emilia-Romagna, 8x1000 Chiesa Valdese, UniCredit, Alfasigma.

SCHEDA MOZART14
SCHEDA LABORATORI TAMINO

Martedì, 08 Ottobre 2019 07:02

I luoghi dell'anima

Perché il dolore è quel filo sottile che ci unisce gli uni agli altri e ci permette di ravvisare negli occhi di un altro qualcosa che ci appartiene più di noi stessi.

E’ allora di fronte alla tragedia dei finali si può rispondere. E’ questo il tema conduttore che lega, le storie raccontante nel libro.

Storie di donne, di uomini, di bambini di persone coraggiose che di fronte ‘al male’ non si sono arrese e hanno lottato sempre, fino alla fine, a volte vincendo, altre perdendo.

Ma questo fa parte della vita.

Non ci sono battaglie sempre vinte o sempre perse.

Il coraggio e la grandezza di queste persone non sono mai venute meno.

Nelle loro storie è sempre presente la dicotomia dolore-amore che trae dall’esistenza spunti e significati per arrivare ad una sintesi di profonda umanità.

E’ un libro intriso di un’alchimia interiore intesa come trasformazione, sublimazione e infine di catarsi sia del dolore che dell’amore, poiché in questi racconti chi

risponde al dolore, ha saputo spogliarsi della propria identità di donatore di amore per calarsi in quella di sofferente e cosi elevare entrambi a un nuovo divenire.

Pur raccontando storie di dolore, di disperazione, non è un libro di dolore o disperazione, ma di speranza.

Alla fine il lettore scopre che se la salute ci consente di gioire e vivere bene, la malattia ci aiuta a comprenderne meglio il significato.

Molte volte nella vita siamo noi che facciamo delle scelte, altre volte è la vita che sceglie per noi.

In questi casi dobbiamo essere pronti ad affrontare tutto con coraggio e determinazione.

Perché è vero quello che scrive il Dottor Leonardi, Direttore dell’Unita operativa di Oncologia Medica, che ha curato l’introduzione.

‘Non possiamo ipotecare il futuro, né possiamo governarlo. Possiamo solo decidere come vivere il presente’

Da ultimo si puo’ concludere con un pensiero di Don Antonio Mazzi che ha scritto la prefazione.

‘Dopo la lettura di questo libro, fatemi immaginare che da sempre, da qualche parte, i luoghi e i tempi sono albe e tramonti per noi, uomini di tanta ragione e di poca fede'.

Gli autori del libro Raffaele Balsano e Marco Alfredo Arcidiacono hanno deciso di devolvere il ricavato per la costruzione del ‘NUOVO CENTRO ONCOLOGICO DI PARMA’

Curiosa e originale l’idea che ogni lettera iniziale dei protagonisti dei racconti sono evidenziate in rosso e tutte alla fine compongono una frase.

Tocca al lettore scoprire quale.

 

 

I Luoghi dell'Anima - Editore RUPE MUTEVOLE

In vendita a Parma

Libreria La Bancarella – Str Giuseppe Garibaldi 7/B

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E possibile acquistarlo anche presso tutte le librerie, prenotandolo con consegna dopo qualche giorno

Pubblicato in Salute e Benessere Parma
Consegnati ad Emporio Solidale i prodotti acquistati con il ricavato del torneo di calcio a 5 organizzato dall'Istituto "Camillo Rondani" in collaborazione con la Consulta Provinciale degli Studenti e il Comune di Parma
 
Il torneo, disputato nella palestra del Bodoni, aveva visto la partecipazione e la collaborazione di tanti 'giocatori non professionisti' che hanno indossato scarpette da calcio e si sono messi in gioco nel segno della solidarietà. Le squadre Comune, Consiglio degli Studenti dell'Università, Ciac, Giornalisti, Va Pensiero e Consulta degli Studenti si erano affrontate lo scorso febbraio per un pomeriggio di sport e divertimento all'insegna della beneficenza. 
 
"Queste iniziative ideate e realizzate insieme alla Consulta provinciale degli Studenti uniscono all'aspetto della socializzazione e del divertimento, la solidarietà, questo è un elemento molto interessante perché testimonia l'interesse di una parte della città che sta crescendo ai bisogni della comunità. Sono questo tipo di sensibilità che testimoniano l'attenzione verso l'altro e trasformano le comunità in qualcosa di ricco e di non scontato. Come Istituzioni dobbiamo sostenere e accogliere questo desiderio delle nuove generazioni di voltare lo sguardo alla solidarietà e farne patrimonio dell'intera comunità" ha detto il Presidente del Consiglio Alessandro Tassi-Carboni.
 
"Come consigliere Incaricato alle Partecipazione Giovanile del Comune di Parma abbiamo rafforzato la rete delle relazioni con i giovani e con gli studenti che sono sempre pronti a mettersi in gioco. L'Istituto "Camillo Rondani" e la Consulta Provinciale degli Studenti sono per noi dei partner attenti e propositivi, insieme riusciamo a realizzare iniziative benefiche importanti" ha detto Leonardo Spadi.

Per Giacomo Vezzani, presidente di Emporio Solidale, è sempre una gioia accogliere le iniziative degli studenti e delle scuole che sono da sempre una rete di soggetti che sostengono Emporio con diverse azioni e gesti. "Abbiamo un ruolo importante anche nell'educazione dei nostri ragazzi, renderli protagonisti, accoglierli e permettere loro di conoscere la nostra realtà li renderà adulti consapevoli e attenti al prossimo".
 
Giulio Bricoli presidente della Consulta Provinciale degli Studenti ha portato la testimonianza di tutti i suoi compagni: "Eravamo in tantissimi anche sugli spalti durante il torneo, tutti presenti per contribuire alla causa. Queste iniziative permettono a tutti di conoscere certe realtà che ai più rimangono sconosciute. Tutte le scuole anche del territorio hanno contribuito chi mettendo a disposizione dei giocatori, chi venendo a tifare sugli spalti nel segno della solidarietà". 

L'Ufficio Scolastico Provinciale rappresentato da Simonetta Franzoni, ha sottolineato quanto gli Istituti siano attenti e solidali e rispondano alle iniziative sempre con grande entusiasmo. 

Giorgio Piva, Dirigente Scolastico Istituto "Camillo Rondani",  "ancora una volta siamo in prima linea per la solidarietà. I nostri studenti sono sempre molto fieri di partecipare e di collaborare. Queste iniziative rientrano negli aspetti formative della nostra offerta ed è un modo per restituire alla comunità quanto abbiamo fatto e questo ha un valore doppio per i nostri ragazzi perchè è fatto da loro".
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