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"Mentre il sindaco Pizzarotti annunciava l'arrivo in via Cavour delle panchine (simili a quelle sedute "tombali" che hanno già trasformato l'adiacente piazza Cesare Battisti nel principale ritrovo delle "baby-gang" nostrane), il mio appello per liberare Parma dall'incubo dei rifiuti raggiungeva e superava largamente le 1.500 firme in meno di una settimana.

Abbiamo atteso invano, dopo avergli offerto ampia e incondizionata ospitalità sulla pagina dell'appello, che il sindaco ci rispondesse sulla situazione dei rifiuti a Parma.

A questo punto, e a nome di tutti i firmatari di "Parma non è una discarica. Rifiutiamoci!", propongo al sindaco Pizzarotti un pubblico confronto. Da tenersi dove e quando riterrà più opportuno e condotto da un soggetto "terzo" di reciproco gradimento.

Libero ovviamente lui di rifiutare l'invito, o di non risponderci neanche stavolta. Ma liberi anche noi di pensare che il suo ostinato silenzio sia dettato dal più totale disprezzo verso la società civile e da una altrettanto totale mancanza di argomenti seri sul tema che più di ogni altro oggi sta a cuore a tutti i parmigiani. Se poi il sindaco preferirà continuare a occuparsi di panchine, faccia pure. Noi intanto andiamo avanti!".

Pino Agnetti, promotore dell'appello "Parma non è una discarica. Rifiutiamoci!"

Numero firmatari dell'appello: 1.574

(comunicto stampa)

Il contatore della pagina web "Parma non è una discarica. Rifiutiamoci!" si incrementa di ora in ora. La petizione web lanciata da Pino Agnetti ha già raccolto oltre 1.200 adesioni in soli 4 giorni, numeri che l'amministrazione comunale dovrà, in qualche modo, tenere in considerazione. La polemica continua nel silenzio del Sindaco.

A seguire la dichiarazione di Pino Agnetti sui primi risultati dell'iniziativa.

"Nessun trionfalismo. - dichiara Pino Agnetti - Ma avere raggiunto e superato in appena tre giorni le mille firme al mio appello "Parma non è una discarica. Rifiutiamoci!" è un risultato che si commenta da sé. Tenuto anche conto che, "dietro", non ci sono né partiti, né lobbies e interessi d'alcun genere. Ma solo quella Parma che da troppo tempo nessuno ascolta più e alla quale, come già per piazza Duomo, mi sono impegnato a dare voce. Torno a ripetere ancora una volta che noi non siamo "contro" la raccolta differenziata. Anzi! Ma contro un "sistema" che ha chiaramente fallito e che a questo punto rischia di provocare danni irreversibili. Oggi Parma - lo dicono e lo vedono tutti! - è un immondezzaio a cielo aperto, con i crescenti problemi di igiene pubblica e di più generale degrado ambientale che ciò comporta (penso anche ai mezzi per la raccolta antiquati e altamente inquinanti nonché fonte per tutto il giorno di grave disturbo alla quiete pubblica!). Se a questo si aggiungono le bollette alle stelle, il quadro è completo. Sarebbe dunque questo il "modello" da proporre e allargare al resto del Paese? Assurdo solo pensarlo! Ancor di più, averlo scritto in una lettera ufficiale al capo del governo! Una offesa bella e buona per una città già esasperata e che, giustamente, si è sentita presa in giro. L'inciviltà (sempre da condannare e nel caso sanzionare) nasce anche da qui. Dal sentirsi completamente abbandonati come cittadini. E dal rifiuto ostinato di chi li amministra di dare loro ascolto. Né le cose potranno certo migliorare ricorrendo a dei "correttivi" - tipo le "isole ecologiche" - destinati solo ad aumentare costi e disagi per i cittadini stessi. No, ciò che serve è un cambiamento radicale. Sapendo che un degrado così, di cui i rifiuti sono solo l'aspetto più evidente, a Parma non si era mai visto. Dall'America dove si trova il sindaco Pizzarotti tace. Noi però non ci rassegniamo. E finché qualcuno non deciderà di ascoltarci, andremo avanti!".

Pino Agnetti, promotore dell'appello "Parma non è una discarica. Rifiutiamoci!"

Numero dei firmatari dell'appello: 1.200

https://www.facebook.com/pino.agnetti

https://www.facebook.com/pages/Parma-non-%C3%A8-un-discarica/1615595672035841?ref=hl

Rifiutiamoci immagine sito

 

Pubblicato in Ambiente Parma
Domenica, 23 Agosto 2015 12:14

Il profumo della monnezza

Rifiuti: gestione del servizio sempre più oneroso e sempre meno efficiente. Gli italiani schiavi di sacchetti colorati e orari di consegna. Al disagio di un sempre più sofisticato ciclo casalingo di separazione il premio è un buon salasso.

di Lamberto Colla - Parma, 23 agosto 2015 -
Il vasetto dello yogurt deve essere lavato prima di riporlo nello speciale contenitore di raccolta della plastica, bisogna ricordare che la confezione delle merendine, almeno per la maggior parte, deve essere collocata nel recipiente della carta mentre è un po' più complicato smaltire le cartucce della stampante in quanto rifiuto speciale vanno riconsegnate al negoziante o portata all'isola ecologica attrezzata. E poi il vetro, le plastiche e l'umido.

Ormai la gestione dei rifiuti casalinghi è diventata una specialità familiare a metà tra la logistica e la chimica.
La tradizionale pattumiera posta sotto il lavabo è roba da preistoria. Adesso occorrerebbe una stanza dedicata alla separazione dei rifiuti. E fin qui ci si può arrivare, più sfiancante invece il doversi ricordare le giornate e gli orari di consegna dell'uno o dell'altro prodotto della separazione e guai a sbagliare, si rischia pure la multa.

E pensare che quando la raccolta differenziata venne promossa venne anche promessa una sensibile riduzione di costi a fronte del maggior onere richiesto al cittadino e il sensibile miglioramento delle performance delle aziende municipalizzate.

La solita fregatura.

Invece di diminuire le tariffe sono aumentate così come è notevolmente aumentato l'onere della gestione casalinga sia per quanto riguarda il tasso di specializzazione richiesto per la selezione sia per quanto concerne lo spazio che deve essere dedicato alla "differenziata". Per chi ha la fortuna di vivere in campagna un luogo isolato e nascosto alla vista e alle narici riesce a metterlo a disposizione, ma per chi vive in città la cosa si fa più complicata se non si ha la fortuna di avere un balcone.
E poi c'è la schiavitù dei tassativi orari di consegna calendariati dal lunedì alla domenica a seconda della categoria di rifiuto da consegnare.
Italiani diligenti come sempre, amanti dell'ambiente e sognatori di un mondo più pulito, primeggiano in coscienza civica ma subiscono l'ennesima fregatura.

La sensazione ormai ampiamente diffusa di essere oppressi e tartassati dalla gestione dei rifiuti è stata confermata dalla CGIA di Mestre, la potente organizzazione degli artigiani veneti specializzata nelle indagini socio economiche.

Mentre a Parma, nelle stesse ore, si è scatenata la protesta sulla raccolta "Porta a Porta" dando vita anche a una petizione web "Parma non è una discarica" che, nel corso delle prime 48 ore aveva già raccolto ben 800 adesioni mentre, al contrario, il Sindaco pentastellato Federico Pizzarotti, la proponeva come modello nazionale al premier Renzi, la CGIA di Mestre se ne usciva con la fotografia del Paese dei rifiuti che, manco a dirlo, è sempre più pesantemente onerosa per il cittadino mentre è una gallina dalle uova d'oro per le municipalità, sempre più in difficoltà per i tagli imposti dalla amministrazione centrale.

Termovalorizzatore di Parma

Un pozzo d'oro per i gestori e un salasso costante per il cittadino.
Tra il 2010 e il 2015, fa notare l'Ufficio studi della CGIA, una famiglia con 4 componenti che vive in un casa da 120 mq ha subito un aumento del prelievo relativo all'asporto rifiuti del 25,5 per cento, pari, in termini assoluti, ad un aggravio di ben 75 euro. Quest'anno dovrà versare al proprio Comune ben 368 euro di Tari. Un'altra di 3 componenti, che abita in un appartamento da 100 mq, ha subito un aumento del 23,5 per cento (+57 euro). Nel 2015 dovrà versare quasi 300 euro. Un nucleo di 3 persone che risiede in un'abitazione da 80 mq, invece, ha dovuto pagare il 18,2 per cento in più (+35 euro). In questo caso, l'importo complessivo che dovrà pagare per i rifiuti sarà pari a poco più di 227 euro.

Prelievo famiglie


Per le attività economiche, le cose sono andate anche peggio. Nonostante la forte riduzione del giro d'affari, ristoranti, pizzerie e pub con una superficie di 200 mq hanno subito un incremento medio del prelievo del 47,4 per cento, pari, in termini assoluti, a +1.414 euro. Un negozio di ortofrutta di 70 mq, invece, ha registrato un incremento del 42 per cento (+ 560 euro), mentre un bar di 60 mq ha dovuto versare il 35,2 per cento in più, pari ad un aggravio di 272 euro. Più contenuto, ma altrettanto pesante, l'aumento subito dal titolare di un negozio di parrucchiere (+23,2 per cento), dai proprietari degli alberghi (+17 per cento) e da un carrozziere (+15,8 per cento).

Prelievo Attivita economiche

Questi risultati, sottolinea la CGIA, sono stati ottenuti dopo aver preso in esame le tariffe sui rifiuti applicate alle famiglie e alle imprese nei principali Comuni capoluogo di regione.

Con l'introduzione della Tari, è stato ulteriormente confermato il principio che il costo del servizio in capo all'azienda che raccoglie i rifiuti dev'essere interamente coperto dagli utenti, attraverso il pagamento della tassa. E il problema, purtroppo, sta proprio qui. Segnala Paolo Zabeo della CGIA:
"Queste aziende, di fatto, operano in condizioni di monopolio, con dei costi spesso fuori mercato che famiglie e imprese, nonostante la produzione dei rifiuti sia diminuita e la qualità del servizio offerto non sia migliorata, sono chiamate a coprire con importi che in molti casi sono del tutto ingiustificati. Proprio per evitare che il costo delle inefficienze gestionali vengano scaricate sui cittadini, la legge di Stabilità del 2014 ha ancorato, dal 2016, la determinazione delle tariffe ai fabbisogni standard. Grazie all'applicazione di questa nuova modalità, è probabile che dall'anno prossimo la tassa sui rifiuti diminuisca".

Produzione rifiuti

Sebbene in questi ultimi anni il costo economico sulle famiglie sia decisamente aumentato, dall'inizio della crisi ad oggi la produzione dei rifiuti urbani ha subito una forte contrazione. Se nel 2007 ogni cittadino italiano ne "produceva" quasi 557 kg, nel 2013 (ultimo dato disponibile) la quantità è scesa a poco più di 491 Kg per abitante. "In buona sostanza – conclude Zabeo - nonostante abbiamo prodotto meno rifiuti, la raccolta e lo smaltimento degli stessi ci sono costati di più".


In conclusione, con l'aumento del tasso di raccolta differenziata si è assistito a una impennata delle tariffe e delle imposte, un aumento del disagio familiare a fronte di un cospicuo arretramento sia della massa di rifiuti da smaltire sia della qualità del servizio.

In sintesi il risultato ottenuto è perfettamente il contrario di quanto vorrebbero logica e principi economici.

I soliti miracoli italiani.

Pubblicato in Politica Emilia

Ecco cosa prevede l'accordo tra Emilia e Liguria...

Piacenza, 11 agosto 2015 -

E' iniziato ufficialmente l'accordo che prevede il trasferimento di rifiuti dalla Liguria a Tecnoborgo, il termovalorizzatore di Piacenza.
Il primo carico arrivato in terra emiliana è di 200 tonnellate.
I viaggi verso Piacenza saranno sette: già lo scorso fine settimana è iniziato il primo test e ora il carico è salito a circa 400 tonnellate.
Si tratterebbe di una emergenza reale, che ha obbligato le due amministrazioni regionali a questo accordo.
"La Regione Emilia Romagna ha accolto la richiesta perché quella della Liguria è una condizione molto difficile - aveva affermato qualche giorno fa l'assessore all'ambiente dell'Emilia Romagna – . La decisione è stata presa con il coinvolgimento dei territori e dei capigruppo dell'Assemblea legislativa".

A.K.

Pubblicato in Cronaca Piacenza

Dalla Regione arriva la conferma ufficiale sulla questione rifiuti liguri: toccherà a Piacenza smaltire le 10mila tonnellate in 50 giorni. -

Piacenza, 28 Luglio 2015 -

Era già stato annunciato nei giorni scorsi, ma ora la Regione conferma ufficialmente l'arrivo in Emilia-Romagna dei rifiuti provenienti dalla Liguria. Toccherà alla provincia di Piacenza smaltire 200 tonnellate di rifiuti al giorno, per un totale di 50 giorni.

Le rassicurazioni arrivano dall'Assessore all'Ambiente Paola Gazzolo: «Piacenza è stata scelta per il principio di prossimità e lo smaltimento rientrerà comunque nei limiti provinciali autorizzati – e precisa - la Liguria pagherà la stessa tariffa dei cittadini piacentini, più un rimborso ambientale di 14 euro a tonnellata al Comune di Piacenza. Dobbiamo ricordare che quella della Liguria è un'emergenza vera. Come abbiamo sempre ribadito non prenderemo rifiuti da fuori regione a meno che non si tratti di emergenze conclamate e limitate nel tempo. Le scelte dell'Emilia-Romagna in materia di rifiuti sono chiare e coerenti con il progetto di legge da poco approvato dalla Giunta e che sarà in aula a settembre. Con quel testo puntiamo a superare il 70% di raccolta differenziata nel 2020 e a chiudere in prospettiva discariche e inceneritori».

In conclusione, sempre la Gazzolo aggiunge: «La decisione di oggi è stata presa con il coinvolgimento dei territori e dei capigruppo dell'Assemblea legislativa, tutti hanno condiviso il nostro approccio, ad eccezione del Movimento 5 stelle che ha perso l'occasione di dimostrare di condividere il valore della solidarietà. Complessivamente dalla Liguria arriveranno massimo 10.000 tonnellate di rifiuti. Una quantità facilmente gestibile se pensiamo che la sola provincia di Rimini produce nel mese di agosto quasi il doppio di rifiuti».

Sulla questione ha preso pozione anche l'Iren, i cui vertici che hanno in gestione il termovalorizzatore, hanno parlato durante una conferenza stampa a Borgoforte proprio per puntualizzare alcuni aspetti molto importanti, nonché per tranquillizzare la comunità. Ad intervenire è stato l'ingegner Claudio Mazzari, responsabile della struttura: «Partiamo col dire che è ingiusto chiamarlo inceneritore perché qui con i rifiuti produciamo energia elettrica». Da Iren precisano - «I nostri dipendenti questa preoccupazione non ce l'hanno, anzi, sono più preoccupati per l'ipotetica chiusura dell'impianto nel 2020, rispetto all'arrivo dei rifiuti dalla Liguria. Però è vero che l'impianto è saturo: stiamo smaltendo oltre 300 tonnellate al giorno di rifiuti urbani, quando il massimo possibile è poco sopra i 400».

«Noi facciamo quello che gli enti ci dicono – spiega invece l'amministratore delegato di Tecnoborgo Giovanni Chinosi -, a fronte di un ingresso dei rifiuti liguri, dovremo dirottare rifiuti speciali verso altre parti perché siamo pieni. Risolvere la situazione della Liguria per noi significa trovare impianti che possano recepire i nostri rifiuti speciali, visto che il nostro impianto è saturo. Dovremmo prendere i rifiuti speciali di Piacenza e portarli altrove. Va detto che gli impianti, per questi ultimi, idonei e pronti, sono più facili da trovare».

Pubblicato in Cronaca Piacenza

Pronto l'accordo per lo smaltimento di tonnellate di rifiuti provenienti dalla Liguria. La Giunta di Pizzarotti si è opposta e la scelta è ricaduta su Piacenza, la città più vicina al confine ligure. -

Parma, 23 luglio 2015 -

La Regione confinante con l'Emilia smaltirà 200 tonnellate al giorno di rifiuti dell'area metropolitana di Genova, che ha subito un duro colpo dopo l'emergenza alluvione e la chiusura della discarica di Scarpino, nel termovalorizzatore di Piacenza per un periodo limitato dai 70 ai 90 giorni e a parità di costo dell'impianto piemontese in cui sono stati portati fino a pochi giorni fa con una spesa di circa 100-120 euro a tonnellata.
 In queste ore dovrebbe essere siglata l'intesa tra le due Regioni.
 Lo ha detto l'assessore regionale della Regione Liguria Giacomo Giampedrone che ha motivato questa scelta a margine dei lavori del consiglio regionale.

La situazione si è venuta a creare a seguito del blocco delle autorizzazioni nell'impianto di smaltimento in Piemonte che accoglieva i rifiuti genovesi fino a pochi giorni fa e che li riaccoglierà appena sciolto il nodo dell'autorizzazione ambientale.
"Ora l'Emilia, poi il ritorno in Piemonte, ma a lungo termine bisognerà trovare nuove soluzioni, - sottolinea - la Liguria non smaltisce quasi nulla in casa, non ha grandi discariche disponibili".

Una normativa europea imporrebbe la possibilità di costruire nuovi termo-valorizzatori solo quando tutti gli impianti esistenti in Italia sono a regime. Gli impianti oggi esistenti basterebbero per coprire tutti i rifiuti prodotti nel nostro Paese. Con la scelta di Piacenza i rifiuti genovesi nei prossimi due-tre mesi non passerebbero così dall'inceneritore di Parma, perché il sindaco Federico Pizzarotti e la sua Giunta si sono opposti all'arrivo del residuo da fuori provincia a Parma. La Regione Emilia Romagna indirizzerà le tonnellate di rifiuti verso l'altra città emiliana più vicina al territorio genovese.
L' assessore all'Ambiente dell'Emilia Romagna Paola Gazzolo, ha chiarito che l'intesa riguarderebbe lo smaltimento di 200 tonnellate al giorno di rifiuti per 90 giorni e che da parte dei territori è stato espresso un orientamento positivo per la dimensione limitata dei rifiuti da smaltire, la scadenza certa e la non reiterabilità della richiesta.

Nei giorni scorsi era stata effettivamente verificata anche la possibilità che i rifiuti fossero portati all'inceneritore di Parma dove la multiutility Iren ha richiesto l'autorizzazione per aumentare la capacità dell'impianto di Ugozzolo e di poter bruciare rifiuti da fuori.
Ma l'opposizione della Giunta è stata così tenace da far ripiegare su Piacenza.

Pubblicato in Cronaca Piacenza

Aldo Caffagnini porta d'esempio la vicenda dell'isola ecologica a Vittoria Apuana nel Comune di Forte dei Marmi. -

Parma, 21 luglio 2015 -

Forte dei Marmi, Versilia, ha da anni un efficace sistema di raccolta differenziata porta a porta.
Vengono recuperate a domicilio le frazioni di plastica, vetro, carta-cartone, tetrapack e indifferenziato.
A Vittoria Apuana insisteva però fino all'estate scorsa un'isola ecologica open air, che altro non era che una serie di cassonetti interrati con bocche esterne suddivise per tipologia di rifiuto.
I cosiddetti cassonetti intelligenti, quelli che a Parma l'opposizione indica come soluzione ottimale alla gestione dei rifiuti domestici.
Il top del top, secondo i fenomeni locali.
L'isola ecologica di Vittoria Apuana è stata immortalata innumerevoli volte letteralmente "sommersa" di rifiuti di ogni genere, che residenti e vacanzieri solerti collocavano alla rinfusa, in enormi cumuli maleodoranti.
I cassonetti intelligenti...
Talmente tali che quest'anno l'amministrazione ha preso una drastica decisione: chiudere l'isola.
Con tanto di avviso che indica nella maleducazione il casus belli che ha portato allo stop.
L'isola che non c'è più è ora transennata ma non mancano regali tardivi dei vacanzieri disattenti.
La soluzione dei rifiuti è nella nostra mani, nelle dieci dita che con poche e semplici manovre consentono di differenziare ciò di cui non abbiamo più bisogno avviandolo nella corretta corsia che porta al riciclo.
Ci sono ancora difetti, ma sono a monte.
Se si permette ancora di produrre materiali non riciclabili o di difficile gestione qualcosa rimarrà sempre.
Se non si ribalta il pensiero comprendendo che i rifiuti hanno ancora un valore economico non indifferente, li considereremo ancora ciò che non sono, scarti da gettar via.
O da bruciare.
Con conseguenze pesanti sul benessere nostro e dei nostri figli.

Aldo Caffagnini

L'assessore Folli chiarisce le modalità di raccolta dei pannolini nelle famiglie con bambini piccoli (sotto i 30 mesi) e di pannoloni e presidi sanitari per le famiglie con anziani o disabili. -

Parma, 14 luglio 2015 -

L'assessore Folli viste le numerose richieste di chiarimento pervenute sia all'Amministrazione sia al gestore del servizio (Iren), fa chiarezza sulla tariffa puntuale per le situazioni particolari, quali la raccolta dei pannolini nelle famiglie con bambini piccoli (sotto i 30 mesi) e di pannoloni e presidi sanitari per le famiglie con anziani o disabili, volendo confermare che il nuovo sistema introdotto a partire dal 1° luglio è migliorativo per le famiglie, non peggiorativo.

"Le famiglie che si trovano in queste situazioni hanno diritto ad agevolazioni. Nello specifico: possono usufruire del più ampio servizio possibile pagando il minimo della tariffa. Ciò significa che queste categorie di cittadini, oggettivamente più bisognose, sono agevolate e non penalizzate dal nuovo sistema. Non esiste un problema economico di rincaro della bolletta anzi, rispetto a prima, pagano una tariffa inferiore e usufruiscono dello stesso servizio." - dichiara Folli.

Bambini fino a 30 mesi

Le famiglie con bambini fino a 30 mesi possono usufruire del numero massimo di svuotamenti pagando il minimo della tariffa. L'agevolazione è automatica (dati registro di stato civile del Comune) e, pertanto, non va presentata alcuna documentazione per attestare la situazione familiare.

Alcune precisazioni:

Doppio bidoncino

La situazione di cui sopra si riferisce alle famiglie che utilizzano un solo bidoncino per la raccolta del "residuo" (ovvero un solo bidoncino grigio). Pertanto, alle famiglie in possesso del secondo bidoncino grigio, richiesto in passato per la raccolta dei pannolini, si consiglia di non esporlo e di restituirlo entro il 31 luglio al punto ambiente Iren di Strada S. Margherita, onde evitare il pagamento di due quote, una per bidoncino.

Nel caso in cui l'esposizione di un solo contenitore non sia ritenuta sufficiente, le famiglie possono richiedere la doppia vuotatura settimanale (automatica in zona 0 e 1, a richiesta in zona 2) o un bidoncino più capiente (in zona 3). Il tutto senza costi aggiuntivi.

Doppia vuotatura

Per i residenti in Centro storico e Oltretorrente (ZONA 0 e 1): il servizio di doppia vuotatura settimanale del residuo è automatico, non va fatta nessuna richiesta, e coincide nei giorni di esposizione del residuo e dell'organico.

Per i residenti nell'area compresa tra i viali cittadini e la tangenziale (zona 2): il servizio di doppia vuotatura settimanale del residuo è a richiesta. E' necessario compilare l'apposito modulo (scaricabile dal sito servizi.irenambiente.it/index.php/tari  o disponibile al punto ambiente Iren di strada S. Margherita). Nessun costo aggiuntivo.

per i residenti nelle frazioni (ZONA 3): è possibile chiedere un contenitore più capiente, da 120 litri anziché da 40, (non la doppia frequenza) compilando l'apposito modulo (scaricabile al sito servizi.irenambiente.it/index.php/tari  o disponibile al punto ambiente Iren di strada S. Margherita). Nessun costo aggiuntivo.

Presidi sanitari

Dal 1 luglio 2015, a tutti coloro che avevano già presentato - a suo tempo, ad Iren - la domanda per servizi aggiuntivi legati all'uso di presidi sanitari viene inserita in modo automatico l'agevolazione che limita il pagamento della tariffa rifiuti alle sole vuotature minime. Pertanto, fino alla fine dell'anno in corso, queste famiglie beneficeranno automaticamente (senza presentare ulteriore documentazione) del massimo numero di vuotature al minimo della tariffa.

Si precisa che valgono le medesime condizioni "doppio bidoncino" e "doppia vuotatura" indicate nel caso dei neonati di cui sopra.

Per mantenere l'agevolazione anche per l'anno 2016 (e per tutte le nuove richieste), invece, è necessario che la condizione di bisogno della famiglia sia certificata dall'Asl e, pertanto, le utenze interessate - entro il 31.12.2015 - dovranno:

rivolgersi all'Asl per vedere riconosciuto il proprio stato attraverso apposita certificazione;

compilare e consegnare ad Iren il modulo di richiesta di agevolazione (scaricabile al sito servizi.irenambiente.it/index.php/tari/ o disponibile presso gli sportelli Iren di strada S. Margherita).

Tutte le informazioni sono comunque disponibili al seguente link: servizi.irenambiente.it/index.php/tari  

(Fonte: ufficio stampa Comune di Parma)

Il Sindaco di Parma Pizzarotti ha illustrato la "Proposta di atto di indirizzo dell'Assemblea in merito alla richiesta di Iren di adeguare l'autorizzazione integrata del PAIP aumentando la capacità di incenerimento dell'inceneritore di Ugozzolo dalle attuali 130.000 tonnellate/anno a 195.000 e di utilizzare rifiuti solidi urbani provenienti anche da bacini di raccolta extra-provinciali ed extra-regionali". Dal Prefetto Forlani buone notizie sulla sicurezza: calano del 13% i delitti nel Parmense nei primi dei mesi dell'anno. -

Parma, 10 luglio 2015 -

Dodici mesi per 30 ore la settimana, con un piccolo compenso mensile, per ragazzi 18 – 29 anni: è il Servizio Civile volontario nazionale e regionale, per cui ci sono ora maggiori possibilità di attivare progetti e opportunità perché sono aumentate le risorse a disposizione. Lo ha spiegato il Coordinamento Provinciale Enti Servizio Civile di Parma e provincia all'Assemblea dei Sindaci della Provincia di Parma che si è riunita oggi a Palazzo Giordani. Il Coordinamento, che supporta gli enti nell'organizzazione e promuove l'iniziativa presso i ragazzi, ha chiesto la collaborazione dei Comuni per la promozione e l'aumento di posti disponibili sul territorio.

Il Prefetto di Parma Giuseppe Forlani, che già nei mesi scorsi ha incontrato i Sindaci del territorio sul tema della sicurezza, ha portato all'Assemblea i dati del 1° semestre 2015. C'è una riduzione del totale dei delitti denunciati del 13%, in particolare: diminuiscono del 7% i furti, del 19% i furti in abitazione, e calano anche rapine in banca e truffe. Aumentano invece i borseggi (934 nel 1° semestre rispetto al 733 dell'intero 2014). Numeri modesti (da 7 a 12) per le rapine in abitazione, e non si è mai registrato accanimento contro le vittime. Il furto di rame, in particolare delle linee elettriche, segnalato in questo primo semestre 2015, ha fatto segnalare un intervento particolarmente tempestivo delle Forze dell'ordine, e il fenomeno sembra essere scomparso.

Sono già state sperimentate positivamente forme di collaborazione per il controllo del territorio tra le varie forze dell'ordine, polizie municipali e carabinieri, polizia stradale, della Guardia di Finanza, con scambio di informazioni, anche di dati provenienti da videosorveglianza. Positivi i risultati del protocollo "Mille occhi sulla città", firmato a marzo da 26 Comuni, e anche delle segnalazioni da parte dei cittadini. Sono state 2163 le persone denunciate e 314 gli arrestati.

Buoni i risultati delle operazioni contro la contraffazione e l'abusivismo, nei mercati soprattutto. Infine, molto utili i 18 incontri con la cittadinanza, che continueranno. Per i controlli sulla criminalità organizzata, oltre all'operazione Aemilia, continua la collaborazione tra le forze dell'ordine sui contratti e le misure di prevenzione tra cui le indagini patrimoniali.
Positivi i commenti sul tema dei Sindaci di Berceto Lucchi, di Zibello Censi, di Fidenza Massari.

Il dirigente del Servizio Agricoltura della Provincia Antonello Barani ha poi spiegato le linee guida regionali sul contenimento delle nutrie. Non si può parlare più di eradicazione, ma ormai solo di contenimento di questo animale, che ha un unico nemico naturale - il freddo molto intenso- e si riproduce con ben 8 - 10 piccoli per volta. Dal 1999 la Provincia ha predisposto dei Piani di controllo in accordo con i Comuni e l'Ausl e dal '99 fino al 2013 sono state abbattute 50 mila nutrie; nel solo 2013 sono stati risarciti 10 mila euro di danni da nutrie nel Parmense. Ora però la nuova legge regionale le ha parificate ai ratti, quindi i danni non sono più risarcibili, e non sono più attuabili dalla Provincia i piani di controllo, che passano ora ai Comuni in collaborazione ai soggetti interessati, come Aipo e Consorzio di Bonifica.
Intervenuti sul tema: i sindaci Censi di Zibello e Azzali di Mezzani.

Il Sindaco di Parma Pizzarotti ha quindi illustrato la "Proposta di atto di indirizzo dell'Assemblea in merito alla richiesta di Iren di adeguare l'autorizzazione integrata del PAIP aumentando la capacità di incenerimento dell'inceneritore di Ugozzolo dalle attuali 130.000 tonnellate/anno a 195.000 e di utilizzare rifiuti solidi urbani provenienti anche da bacini di raccolta extra-provinciali ed extra-regionali".
"Ci sembra una beffa bruciare di più, dopo tutti gli sforzi fatti per incrementare la raccolta differenziata" ha affermato tra l'altro Pizzarotti, ricordando l'esempio dell'amianto per caldeggiare il principio di prudenza e l'importanza di salvaguardare innanzitutto la salute, ricordando che Iren è una società a maggioranza pubblica.
L'Assessore all'Ambiente del Comune di Parma Folli ha negato che la non saturazione dell'impianto debba tradursi necessariamente in un aumento delle tariffe.
Michela Canova sindaca di Colorno e Delegata provinciale all'Ambiente ha proposto alcuni emendamenti, sia di carattere tecnico sia di presa d'atto della nuova normativa. Ha richiesto, tra l'altro, di specificare che il nostro impianto non dovrebbe ricevere rifiuti speciali, in base a un atto dell'allora Giunta provinciale, e che Iren si impegni a rivedere profondamente le tariffe. Ha ricordato inoltre che tra gennaio e febbraio 1016 è attesa la Via (Valutazione di impatto ambientale), ma la competenza a quel punto potrebbe essere della Regione e non più della Provincia.

Intervenuti: i sindaci di Berceto Lucchi (sull'elevata entità delle tariffe), di Fornovo Grenti (sul ritardo con cui i sindaci sono stati coinvolti sul tema inceneritore, sull'importanza di ridurre i costi medi tra rifiuti urbani e speciali, e di salvaguardare le cooperative sociali che si occupano di gestione dei rifiuti), di Zibello Censi (sulla necessità di una nuova politica di "area vasta" che vada oltre le Province, in via di superamento per le politiche ambientali). Il Sindaco di Fontanellato Altieri ha poi proposto un rinvio di dieci giorni per la decisione per arrivare a votare un documento condiviso, e ha invitato all'unità, soprattutto nei confronti della Regione, il primo cittadino di Varsi Aramini ha ricordato i sacrifici fatti dai piccoli comuni, le cui discariche hanno servito negli anni anche quelli grandi, e per i quali i cui costi rischiano di lievitare ora del 30 – 40% . Il Sindaco di Sorbolo Cesari, non contrario ad incenerire i rifiuti di fuori, soprattutto di Reggio e Piacenza, soluzione migliore della costruzione di un altro inceneritore a Brescello o Lentigione, ha caldeggiato il rinvio della votazione.

Bricoli di Langhirano ha chiesto di inserire nel documento che le tariffe non aumentino, si inceneriscano solo Rsu (rifiuti solidi urbani) e Iren si assuma le sue responsabilità rispetto alla capacità di incenerimento autorizzata inizialmente.
Pizzarotti propone di non cambiare "tonnellaggio" con "carico termico" circa la capacità di smaltimento, ma ribadisce che la tariffa non deve essere la questione dirimente, il fattore ambientale sì. D'accordo che se Iren ha sbagliato i conti, paghi l'errore. Ma ha chiesto chiarezza agli altri sindaci.
Fritelli ha affermato di restare nel solco tracciato dai pronunciamenti del Pd provinciale e del gruppo Pd in Comune di Parma.

Al termine della riunione è stata rinviata di una decina di giorni la decisione in merito al documento, ed è stato aggiornato alla stessa data anche l'altro punto all'ordine del giorno, lo studio di fattibilità sulla costituzione di una società pubblica per la gestione del Servizio Idrico Integrato per i Comuni della provincia di Parma.

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Parma)

Sabato ci sarà la manifestazione promossa dal Comune di Parma per fermare l'applicazione dell'articolo 35 del decreto noto come "Sblocca Italia", che liberalizza il conferimento dei rifiuti anche al di fuori dei confini regionali, e soprattutto di stoppare la richiesta di Iren di incrementare la portata dell'inceneritore di Parma a 195.000 tonnellate l'anno. La nota stampa di Aldo Caffagnini: "Nessun Dorma, chissà che questo appello-invito non scuota anche le loro coscienze." -

Parma, 7 luglio 2015 -

Di fronte al rischio di trasformare Parma in una pattumiera dei più svariati rifiuti per qualità e provenienza, stupisce il silenzio di chi maggiormente dovrebbe essere sensibile e attento alla difesa del valore territoriale del nostro lembo d'Italia.
I consorzi di tutela, le piccole e grandi industrie dell'alimentare, fondano le loro fortune sul buono&sano, concetti che non stanno insieme con incenerisco&fumo.
Il silenzio di chi è colpevole.
Di aver lasciato crescere sulla propria terra un enorme, inutile, desueto, camino.
L'11 luglio ci si aspetterebbe anche da loro una presenza compatta e rumorosa, se non altro per difendere gli interessi minacciati da un business miope e lontano dal territorio.
Invece ad oggi dobbiamo registrare solo sospiri.
E mulini con le pale ferme, senza una parvenza di vento, nonostante il grande e possente motore nascosto sotto le pale.
Spiace dover constatare che i grandi temi e passioni green, su cui si investono molti quattrini, sono nella migliore delle ipotesi una buona intenzione, sbriciolatasi sul muro della concretezza.
Se mi presento al mondo come pasionario dei valori fondamentali come il diritto al cibo e l'attenzione per l'ambiente, non mi posso permettere l'assoluta indifferenza verso quello che sta succedendo sulla mia terra (addirittura a qualche centinaio di metri dalla mia fabbrica).
Il rischio di passare per ipocriti è molto alto.
Una candida bandierina sventolata in mezzo al nero pulviscolo smette presto il proprio lindore per uniformarsi al grigio circostante, diventando in breve tempo inconfondibile con il resto.
Il favore del pubblico non è un assioma definitivo ma un traguardo inseguito all'infinito con imponenti investimenti che cercano di mantenere costante l'immagine del prodotto e del produttore.
Chissà cosa succederà quando i consumatori metteranno sulla stessa prospettiva i due camini per capirne le differenze e la similitudini.
Nessun Dorma, chissà che questo appello-invito non scuota anche le loro coscienze.

Aldo Caffagnini

Pubblicato in Cronaca Parma