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Smantellata un’associazione per delinquere dedita al traffico illecito di rifiuti

Nella mattinata dello socrso 23 gennaio, personale del N.O.E. di Perugia, coadiuvato dagli altri Reparti del Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale dislocati su tutto il territorio nazionale, nonché da personale dei Comandi Provinciali di Bari, Bologna, Monza, Padova, Parma, Perugia, Reggio Emilia, Roma, Siracusa, Treviso, Verona, e da militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Perugia, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Perugia con cui è stata disposta la custodia cautelare per sette soggetti, di cui due ai domiciliari, altri otto sottoposti ad obbligo di dimora con contestuale presentazione quotidiana alla P.G., cinque alla sola presentazione alla P.G., due imprenditori gravati da il divieto temporaneo di esercitare l’attività aziendale, tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alle attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, anche pericolosi, gestione illecita di rifiuti, traffico transfrontaliero illecito di rifiuti, auto-riciclaggio, contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi, altre condotte illecite a queste funzionali.

Nel contesto della complessa attività di indagine, coordinata dalla D.D.A. del capoluogo umbro, è stato inoltre disposto il sequestro preventivo di dodici strutture aziendali, tutte operanti nel settore del recupero dei rifiuti - in gran parte provenienti dalla dismissione di campi fotovoltaici - compresi i beni immobili e mobili strumentali allo svolgimento dell’attività d’impresa, per un valore complessivo stimato in oltre 40 milioni di euro, la perquisizione di ulteriori cinque impianti operanti nel medesimo settore, il riconoscimento della responsabilità amministrativa a carico di trentotto società connesse, nonché il deferimento in stato di libertà, per i medesimi reati, di ulteriori 71 settantuno soggetti, che hanno illecitamente operato per conseguire ingiusti profitti in favore delle aziende indagate.

Le indagini hanno consentito di scoprire e disarticolare un sistema assai complesso, dedito all’illecita gestione di ingenti quantitativi Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, i c.d. R.A.E.E., per lo più consistenti in pannelli fotovoltaici dismessi dai numerosi parchi solari in esercizio nella Penisola.
Le attività investigative hanno avuto origine da un sequestro eseguito alla fine del 2016 dal N.O.E. di Perugia, di oltre 300 tonnellate di rifiuti, anche pericolosi, rinvenuti all’interno di un’azienda priva di qualsivoglia autorizzazione ambientale, con sede in Gualdo Tadino (PG), grazie al quale sono stati raccolti i primi gravi indizi della più articolata attività criminale che gli indagati avevano architettato. In quella circostanza, i Carabinieri hanno rinvenuto un considerevole numero di pannelli fotovoltaici dismessi che l’azienda, esibendo documentazione di cui è stata poi accertata la falsità materiale e ideologica, aveva dichiarato distrutti per le conseguenti operazioni di recupero di R.A.E.E..

Tuttavia i dispositivi, che risultavano ancora funzionanti, venivano riciclati con dati identificativi appositamente alterati e nuovamente commercializzati prevalentemente su canali esteri, prediligendo le rotte africane di Senegal, Burkina Faso, Nigeria, Marocco, Mauritania, nonché Turchia e Siria.

Gli approfondimenti successivamente compiuti, sempre sotto la direzione della D.D.A. perugina, hanno permesso agli investigatori di comprendere che i pannelli fotovoltaici presenti presso l’azienda di Gualdo Tadino erano, in realtà, rifiuti speciali fraudolentemente spacciati come apparecchiature elettriche ed elettroniche vetuste, grazie all’opera svolta dagli appartenenti al gruppo criminale, secondo il ruolo da ciascuno rivestito nell’organizzazione.
L’ordinamento legislativo nazionale prevede che il pannello fotovoltaico a fine vita non debba essere più riutilizzato, ma demolito attraverso un ciclo che consenta il recupero di materia.

Per sostenere tale circuito virtuoso, il Gestore dei Servizi Energetici (G.S.E.), la S.p.A. a capitale pubblico che controlla anche il pagamento degli incentivi riconosciuti dallo Stato ai produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili (inclusi condomini e privati cittadini), ha adottato appositi regolamenti che, appunto al fine di scongiurare l’alimentazione di un mercato illegale di pannelli fotovoltaici dismessi, hanno introdotto un meccanismo per cui a pannello dismesso e dichiarato distrutto, con contestuale recupero di materia, consegue il riconoscimento di un incentivo per l’acquisto di uno nuovo. Le investigazioni eseguite, corroborate dall’analisi delle altre evidenze investigative nel frattempo raccolte, sono risultate determinanti per accertare l’esistenza di più associazioni per delinquere finalizzate all’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, anche transnazionale, al riciclaggio, all’auto-riciclaggio, alla falsificazione materiale e ideologica di documentazione.

I pericolosi sodalizi, per altro assai agguerriti nel reperimento dei pannelli fotovoltaici dismessi, sono risultati operativi dal Nord al Sud del territorio nazionale, isole comprese, avendo però come organizzatori, promotori e attori principali 5 imprenditori con aziende dislocate a Gualdo Tadino (PG), Traversetolo (PR), Casale sul Sile (TV), Crespano del Grappa (TV) e Siracusa. Con grande disinvoltura, gli odierni indagati ritiravano partite di pannelli fotovoltaici dismessi, dichiarati come rifiuti per il solo tempo necessario a coprire il tragitto tra il luogo in cui venivano smontati e prelevati e l’impianto di trattamento. Una volta ricevuti dagli stabilimenti, le aziende producevano delle dichiarazioni false che attestavano la loro distruzione e il contestuale recupero di materia (metalli vari, silicio, vetro, plastiche nobili e altre materie riutilizzabili), consegnando tale documentazione ai produttori originari del rifiuto che, del tutto ignari di ciò che accadeva una volta dismessi i vecchi pannelli, potevano chiudere il cerchio col G.S.E., riscuotendo il relativo incentivo.

Per contro, l’escamotage scoperto dai Carabinieri per la Tutela Ambientale prevedeva la redazione, da parte di altri associati, di false certificazioni attestanti che i pannelli, nel frattempo muniti di etichette false, erano apparecchiature elettriche ed elettroniche tecnologicamente sorpassate ma regolarmente funzionanti, circostanza che consentiva a tali rifiuti di aggirare il rigido sistema di controllo sia a livello nazionale che, attraverso il circuito doganale, sui canali esteri. Questo astuto sistema di riciclaggio assicurava agli appartenenti all’organizzazione un triplice guadagno: introitavano dapprima cospicue somme per il ritiro dei rifiuti dai produttori, successivamente eludevano i costi che avrebbero dovuto normalmente sostenere per il loro trattamento, infine rivendevano i pannelli fotovoltaici come apparecchiature elettriche usate ai paesi in via di sviluppo percependone il corrispettivo piuttosto che i costi di smaltimento del rifiuto.

 

 

Pubblicato in Cronaca Parma

Traffico illecito di rifiuti plastici verso la Cina:  33 denunciati dal NOE di Bologna – perquisizioni e sequestri in tutta Italia. Coinvolte due imprese parmigiane.

Bologna 12 dicembre 2019 - I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bologna, coordinati dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e coadiuvati dai NOE territorialmente competenti, hanno dato esecuzione - in numerose province del territorio nazionale - a 33 perquisizioni delegate dalla Procura della Repubblica di Bologna – D.D.A., nei confronti di altrettante sedi aziendali e relativi legali rappresentanti di società operanti a vario titolo nel settore dei rifiuti, al fine di reperire ulteriori indizi atti a documentare una rilevante attività organizzata finalizzata al traffico illecito di rifiuti plastici dall’Italia verso la Cina.

A seguito di una stretta collaborazione con l’Agenzia delle Dogane di Parma che segnalava talune anomalie, nel corso dei mesi di febbraio e marzo 2018 il NOE di Bologna procedeva a svolgere dei mirati accertamenti nei riguardi delle società parmigiane STARPLASTICK s.r.l. e GHIRARDI s.r.l. relativamente ad operazioni transfrontaliere finalizzate all’esportazione di rifiuti plastici verso la Cina Popolare, che consentivano di constatare come le predette - sprovviste della prevista licenza di esportazione rilasciata dall’amministrazione generale cinese per la “supervisione della qualità, ispezione e quarantena (A.Q.S.I.Q.)” - si erano affidate ad un intermediario bolognese - ECOLSUN COMMERCIALE s.r.l., riconducibile alla cittadina cinese SUN Yuefen - che era in possesso della citata autorizzazione, indispensabile all’esportazione in Cina e determinante ai fini della corretta qualificazione del rifiuto, delle sue caratteristiche e quindi dell’adeguato eventuale reimpiego e riciclo.

Nel corso delle indagini è emerso che la citata ECOLSUN, grazie alla propria autorizzazione all’esportazione, pur non qualificandosi mai come detentore di rifiuto e quindi senza mai avere contezza della sua qualità, ha favorito tra il 2016 ed il 2017 ingenti esportazioni di rifiuti plastici di ogni genere provenienti da impianti italiani e diretti ad aziende cinesi verosimilmente dedite ad attività di recupero, sul conto delle quali tuttavia sono spesso mancati i previsti riscontri sull’effettivo impianto di destinazione, con inevitabile perdita della tracciabilità del rifiuto e quindi della sua reale entità e corretto reimpiego.

Le condotte illecite descritte hanno così portato alla contestazione dei reati ex art. 259 c.1 del d.lgs 152/2006 (traffico illecito di rifiuti) e del più grave reato ex art. 452 quaterdecies c.p. (attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti), certificando l’esportazione di circa 10.000 tonnellate di rifiuti plastici per un fatturato complessivo di oltre 2.800.000 euro.

L’attività, tra le prime nel suo genere, riveste una particolare rilevanza nel settore atteso che proprio il bando della Cina verso l’importazione di numerose tipologie di rifiuti, in particolare plastici (la sola Cina assorbiva circa il 70% della plastica mondiale) avviato nel 2018 e successivamente ripreso anche da numerose nazioni asiatiche, ha comportato una evidente crisi di settore, soprattutto per i Paesi dell’Unione Europea che ne sono stati per anni i maggiori esportatori, provocando la formazione di stoccaggi fuori norma con il conseguente aumento, da parte di operatori senza scrupoli, di fenomeni di illecito smaltimento mediante operazioni transfrontaliere irregolari, abbondono di rifiuti in aree e capannoni in disuso, nonché – nei casi più gravi – ricorrendo all’incendio dei rifiuti stoccati presso gli impianti di gestione.

Ad esito delle perquisizioni svolte dai Carabinieri del NOE è stata acquisita numerosa documentazione - posta a disposizione della Procura della Repubblica/DDA di Bologna - che verrà ora analizzata allo scopo anche di ricostruire quantitativi e tipologie di rifiuti oggetto del traffico illecito.

 

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Pubblicato in Ambiente Emilia

Laura Cavandoli (Lega): “No all’aumento delle tasse, meglio istituire un fondo”.


Roma, 24 ottobre 2019 - “Dietro il suggestivo nome di ‘Legge Salvamare” si nasconde una fregatura che aumenterà la Tari agli italiani. Infatti il Disegno di Legge del Ministro Costa sul recupero dei rifiuti in mare, prevede che il costo di gestione e smaltimento dei Rifiuti Accidentalmente Pescati sia coperto da una specifica componente della Tariffa dei rifiuti urbani, che conseguentemente aumenterà per tutti. La Lega ha presentato più di un emendamento per far gravare questo costo su un fondo statale dedicato recuperando altre risorse ma senza aumentare la Tari. PD e 5Stelle gli hanno bocciati”, dice la parlamentare parmigiana della Lega Laura Cavandoli, segretaria della Commissione Finanze della Camera.
“Inoltre, le cose raccolte in mare vengono trattate diversamente in base al porto ove vengono conferiti: se approdano in porti turistici o piccoli verranno differenziati, se invece approdano in porti più grandi saranno considerati rifiuti speciali anche se si possono riciclare”.
Il governo giallorosso, quello del radioso futuro Green, dell’economia circolare, dello spreco zero – conclude Cavandoli - come primo atto in quel campo decide di mandare tutto in inceneritore e aumentare la Tari. L’idea che i PD-5Stelle hanno dell'ecologia è molto semplice e si riassume in una sola parola: Tasse. Non è una novità”.

Parma, 12 Agosto 2019 - Ferragosto è alle porte: ecco il vademecum della raccolta dei rifiuti in città e provincia.

A Parma i servizi di raccolta rifiuti saranno garantiti regolarmente, in base ai calendari distribuiti. Negli altri comuni della provincia serviti da Iren, ove previsto e come di consueto in occasione di festività, saranno raccolti il rifiuto residuo e la carta.

Saranno raccolte inoltre anche le seguenti frazioni:
a Calestano: Vetro Plastica e Barattolame nella zona GIALLA
a Langhirano: Vetro Plastica e Barattolame nella zona ARANCIO
a Lesignano: Vetro Plastica e Barattolame nella zona BLU
a Salsomaggiore Terme: Vetro Plastica e Barattolame nella zona GIALLA
a Corniglio: Plastica e Barattolame nella zona BLU
I Centri di Raccolta Rifiuti resteranno chiusi, mentre saranno attive le Ecostation e le Mini Ecostation. Nella giornata di Ferragosto il NUMERO VERDE 800-212607 e il Punto Ambiente di Parma resteranno chiusi.

Il NUMERO VERDE 800-212607 sarà attivo nelle giornate di venerdì 16 e sabato 17 negli orari consueti (venerdì dalle 8.00 alle 17.00 e il sabato dalle 8.00 alle 13.00)

Il PUNTO AMBIENTE di Strada S.Margherita a Parma sarà aperto il venerdì 16 nel solito orario (8.00 – 14.00) mentre resterà chiuso nella giornata di sabato 17 agosto.

Iren ha avviato una campagna informativa dedicata al servizio di prenotazione online per il ritiro dei rifiuti ingombranti, in un periodo, quello estivo, che tradizionalmente vede molti cittadini dedicarsi ad attività di sgombero e pulizia con un conseguente aumento dei rifiuti ingombranti da smaltire.

Chiunque abbia un rifiuto ingombrante da smaltire (da mobili ad elettrodomestici di grandi dimensioni, da materassi a sanitari…) ed è impossibilitato a portarlo nei centri di raccolta presenti in città, può scegliere la comoda e veloce prenotazione di ritiro a domicilio attraverso il canale telefonico 800-212607 e ora anche attraverso la prenotazione online, disponibile sul sito https://servizi.irenambiente.it.Le nuove tecnologie stanno progressivamente cambiando le modalità di contatto fra cittadini ed azienda, con una netta crescita di contatti attraverso il sito internet. Un dato che sta manifestando ulteriori segnali di crescita in questi primi mesi del 2019.

La campagna di comunicazione, veicolata sul web tramite banner pubblicitari, costituisce un richiamo a non abbandonare i propri rifiuti ingombranti per strada, con conseguenze negative sulla collettività. 

Pubblicato in Cronaca Emilia

Sovente capita che aree non strettamente situate vicino alla città, vengano dimenticate. Ne è esempio eloquente l'area antistante l'autogrill della strada provinciale 343 per Colorno. Il materiale fotografico del nostro membro di coordinamento, Fabrizio Giorgetti, non lascia adito a dubbi.

Nei pressi della ditta di logistica "Number One" è posizionato un rimorchio quasi del tutto bruciato, ormai utilizzato per bivacco e pernottamento. Insomma una simil stanza d'hotel forse a mezza stella, in cui è possibile trovare rifiuti indifferenziati di ogni sorta; dalle bottiglie di birra in vetro a sacchi neri carichi di spazzatura, da cassette di legno a materiale infiammabile.

E' pur vero che il container è già in parte incenerito, ma tale nascondiglio surrogato può essere parecchio insidioso per diversi motivi. Oltre a poter ulteriormente prendere fuoco, con un grosso problema per la viabilità, visto l'alto passaggio di veicoli che ogni giorno vi circola, non dimentichiamo il problema della sicurezza, in quanto non dovrebbero esserci zone franche nel nostro territorio.

Ci auguriamo che venga quanto prima provveduto a rimuovere la carcassa del container e che venga predisposta una seria sanificazione dell'area attualmente irrespirabile.

Il gruppo
Amo Colorno

Pubblicato in Cronaca Parma

Cresce ancora la raccolta differenziata di rifiuti in Emilia-Romagna: nel 2018 è arrivata al 68%, + 3,7%. Incrementi in tutte le province: 128 Comuni (il 39%) raggiungono con due anni di anticipo l'obiettivo del 73% fissato dal Piano regionale. In 93 oltre l'80%. I dati nei territori. L'assessore Gazzolo: "Risultato molto buono, frutto di un lavoro collettivo e delle politiche condivise con il Piano regionale. Il +3,7% rappresenta l'incremento più forte degli ultimi anni e con questo andamento supereremo agevolmente l'obiettivo fissato per il 2020".

Bologna – 

Cresce la raccolta differenziata dei rifiuti in Emilia-Romagna, che raggiunge in media il 68%, superando in diversi Comuni, con due anni di anticipo, gli obiettivi fissati dal Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr).

In particolare, 128 Comuni (il 39% dei 329 totali) hanno già raggiunto il target fissato dal Prgr, che prevede di arrivare al 73% di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani in Emilia-Romagna nel 2020. 

In 93 Comuni (il 30% degli enti), inoltre, tale soglia è stata raggiunta o superata, toccando o andando oltre quota 80% di raccolta differenziata, mentre in 14 Comuni (4%) si è arrivati al 90% e oltre.

Dai dati 2018, relativi a tutte le province dell’Emilia-Romagna, emerge che la raccolta differenziata dei rifiuti urbani è arrivata in media in regione al 68% (era il 64,3% nel 2017). Incrementi in tutte le province: in quella di Parma la differenziata si attesta al 78,3% (+0,7% sul 2017), a Reggio Emilia al 77% (+5,7%), Ferrara al 76,2% (+8,2%), Modena al 70,7% (+2,9%), Piacenza al 68,7% (+7,6%), Rimini al 66,6% (+3,1%), Bologna al 63,8% (+4,8%), Forlì-Cesena al 56,6% (+0,2%), Ravenna al 55,9% (+1,1).

In particolare, se la produzione totale dei rifiuti urbani nel 2018 è stata pari a 3 milioni di tonnellate (con un aumento contenuto rispetto al 2017) continua in maniera costante la crescita della raccolta differenziata che consente di recuperare oltre 2 milioni di tonnellate di rifiuti nel 2018, diminuendo in modo sensibile l’indifferenziato residuo

I dati registrano +3,7% sul 2017 e +6,8% sul 2016, anno di entrata in vigore del Piano regionale dei rifiuti. I rifiuti indifferenziati sono in calo del 6,8% rispetto al 2017.

“Si tratta di un risultato importante e molto buono, frutto anche delle politiche promosse dal Piano regionale”, sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo. “Un risultato al quale hanno lavorato da protagonisti i Comuni e i gestori, con la collaborazione attiva dei cittadini dell’Emilia-Romagna. Con questo andamento positivo raggiungeremo agevolmente l’obiettivo del Piano per il 2020”.

Guardando agli obiettivi del Prgr, sono positivi anche i risultati negli 81 Comuni che hanno applicato la tariffazione puntuale: sono 43 (sui 79 totali) quelli con l’80% o più di rifiuti differenziati e 11 (sui 14 totali) quelli che hanno raggiunto il 90% di raccolta differenziata.

Facendo, invece, riferimento agli obiettivi fissati nelle norme nazionali, il 54% dei Comuni dell’Emilia-Romagna ha già superato la quota del 65%.

Per quanto riguarda le diverse tipologie di rifiuto, si segnala un miglioramento generalizzato: la percentuale maggiore di differenziata riguarda il verde (21%), la carta (19,3%) e l’umido (15,4%). Seguono legno e vetro (8,6% ognuno); plastica (7,5%); rifiuti da costruzione e demolizioni (4,4%) e ingombranti (4,2%); i cosiddetti “altri rifiuti” come acidi, batterie, farmaci, oli, vernici, (3,7%); rifiuti derivanti dallo spazzamento delle strade (2,8%); metalli (1,5%); Raee (1,2%) e compostaggio domestico (1%). 

 

LA TRASFORMAZIONE DEI SERVIZI DI RACCOLTA A PIACENZA: UNA SFIDA PER IL FUTURO - 

In questi ultimi anni, il Comune di Piacenza ha avviato e sta portando avanti convintamente un'importante trasformazione nelle modalità di raccolta differenziata e del porta a porta nella nostra Città. Iren, gestore dei servizi ambientali, affianca il Comune nella sfida ambientale che sta coinvolgendo tutti a vario titolo. Oggigiorno il problema della produzione e della corretta gestione del ciclo dei rifiuti rappresenta uno dei temi centrali che il nostro mondo si trova ad affrontare. Pensare a tutelare il patrimonio più importante che abbiamo, l'ambiente, rappresenta una sfida non più procrastinabile e ciascuno di noi è chiamato a fare in concreto la sua parte, ogni giorno.

Piacenza è un importante capoluogo, oltre che polo logistico ed industriale con un elevato standard di innovazione e progresso: anche sul tema della sostenibilità è, quindi, necessario adottare soluzioni che vadano in questa direzione, sviluppando in tutti noi una sempre maggiore consapevolezza verso le tematiche ambientali. In questo Iren affianca il comune nelle sue scelte, che sono state quelle della corretta differenziazione dei rifiuti, che rientra appieno in questo percorso: infatti, tanto maggiore è la quantità di rifiuto differenziato che viene raccolto minore sarà il consumo di energia e di materie prime e maggiore la salvaguardia dell'ambiente.

Il progetto di trasformazione delle modalità di raccolta, approvato dalla Amministrazione Comunale, prevede una progressiva estensione del "porta a porta" ed è in linea con gli obiettivi dettati dal Piano d'Ambito della Provincia di Piacenza, deliberato il 25 settembre 2015, che prevede al 2020 il conseguimento di sfidanti risultati quali l'estensione della raccolta domiciliare al 92,9% degli abitanti (con solo il restante 7,1% che manterrà il modello di raccolta di prossimità) ed il raggiungimento della percentuale di raccolta differenziata pari a 67,9% (nel 2018 siamo saliti significativamente già oltre al 67%) oltre ad una produzione massima pro capite annuale di rifiuto indifferenziato di 150 Kg.

Ed è proprio lo stesso Piano che specifica le tipologie di rifiuto oggetto della raccolta domiciliare. In questa direzione si colloca il processo che vede l'assegnazione di set di contenitori (privati o condominiali) per la raccolta domiciliare delle varie frazioni e la contestuale progressiva rimozione dei cassonetti per la raccolta stradale dei rifiuti indifferenziati. Una soluzione tecnica che, come dimostra l'esperienza degli altri quartieri dove il sistema è già stato introdotto, si è rivelata efficace per incrementare le percentuali di differenziata. Per anni la città di Piacenza è rimasta ferma con una raccolta prevalentemente stradale che non ha mai consentito di raggiungere percentuali elevate, ci si attestava sul 59%. Nella primavera 2018, di concerto con l'Amministrazione Comunale, è stata introdotta la raccolta porta a porta nella zona limitrofa a Viale Dante: questa trasformazione ha comportato effetti positivi sulle percentuali di differenziata. Al 31 dicembre 2018 Piacenza ha chiuso con 61,5% di raccolta differenziata (64% con proiezione annuale). Soluzioni tecniche simili sono state adottate ed ancora oggi in uso in contesti territoriali vicini e simili che hanno consentito di raggiungere e oltrepassare soglie prossime all'80% di raccolta differenziata.

Non va inoltre dimenticato che, a supporto della raccolta differenziata e del servizio di raccolta domiciliare, nel Capoluogo sono presenti tre Centri di Raccolta, situati in via XXV Maggio, via Pastore e Strada Valnure, presso i quali è possibile conferire i rifiuti differenziati.

Informazioni e segnalazioni: quali sono i canali diretti di contatto?

L'introduzione della raccolta porta a porta è stata preceduta da una massiva e capillare campagna di informazione: incontri pubblici, lettere alla cittadinanza, distribuzione di materiale informativo, affissioni di manifesti stradali, allestimento di un Punto Informativo, incontri con gli amministratori e con le associazioni, banner sui siti dei media web locali, comunicati stampa. Per avvisare la cittadinanza a partire dal 29 aprile è stata anche realizzata una campagna di affissioni; sono state effettuate inserzioni sulle testate on-line e sul quotidiano Libertà e distribuite locandine negli esercizi pubblici e nei condomini.

Il materiale presentato agli incontri e distribuito ad ogni famiglia comprende il Calendario di raccolta per conoscere i giorni e gli orari in ogni zona e via, l'Opuscolo per sapere cosa va differenziato e il Rifiutologo che presenta in ordine alfabetico diversi oggetti affinché possano essere conferiti correttamente. E' stato anche realizzato un depliant, "La raccolta differenziata parla tutte le lingue", che attraverso le immagini risolve i dubbi sul "dove lo butto?" ed è tradotto in inglese, francese, spagnolo, rumeno, cinese, arabo.

Il tutto con un unico scopo, quello di informare compiutamente i cittadini sui fini della nuova raccolta e sulle modalità operative.

Filo diretto con Iren: per informazioni, richieste e segnalazioni relative ai servizi di raccolta differenziata e igiene urbana è disponibile il Customer Care Ambientale Iren, contattabile al Numero Verde 800-212607, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8:00 alle ore 17:00 e il sabato delle ore 8:00 alle ore 13:00. È anche possibile inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Fase di messa a punto del servizio: i tecnici di Iren sono a disposizione per individuare le migliori soluzioni rapportate alla specifica natura dei luoghi, tenendo conto, per quanto possibile, delle esigenze dei singoli e di concerto con la Amministrazione Comunale.

Quanti sono gli abitanti coinvolti nell'anello del centro storico?

La raccolta porta a porta è stata attivata nell'anello del centro storico di Piacenza, e coinvolge circa 12.500 abitanti. Dal 23 aprile al 25 maggio sono state consegnate le dotazioni condominiali/famigliari: circa 2.000 contenitori per l'indifferenziato (da mastelle 40 lt a volumetrie maggiori, 1100 lt) e circa 5.000 contenitori per le differenziate (organico, pb e carta). Parallelamente alla raccolta porta a porta nella zona dell'anello del centro storico, in accordo con l'Amministrazione Comunale, è partita l'attività di raccolta di Plastica e Barattolame in un unico contenitore.

Cosa è cambiato per i residenti del dentro monumentale?

Nulla è cambiato per i residenti del centro monumentale nel quale è stata mantenuta la raccolta porta a porta preesistente. Nel centro storico monumentale la raccolta differenziata di rifiuto indifferenziato (bisettimanale), carta (settimanale), plastica e barattolame (bisettimanale) è attiva dal 2009. Il rifiuto indifferenziato non viene raccolto in contenitori, ma in sacchi neri forniti da Iren. Nel centro storico monumentale - ovvero nel perimetro compreso tra via Roma, via Cavour, via Cittadella, primo tratto di via Borghetto (fino all'incrocio con via Poggiali), via sant'Eufemia, via Taverna dal civico 771 (dispari) e 74 (pari), via Nova, via San Siro, via Scalabrini fino a Piazzetta San Paolo, Via Alberoni dopo incrocio con Via Tibini - la raccolta prosegue quindi con le modalità già in vigore.

Cosa accade dopo la raccolta differenziata?

Tutte le frazioni differenziate sono avviate al recupero tramite i Consorzi di filiera. La commistione di rifiuti a valle delle raccolte differenziate è impossibile: ogni filiera è separata dall'altra e viene indirizzata al riciclo.

Consorzi di Filiera: Il CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi collabora con i Comuni in base a specifiche convenzioni regolate dall'Accordo quadro nazionale ANCI-CONAI e rappresenta per i cittadini la garanzia che i materiali provenienti dalla raccolta differenziata trovino pieno utilizzo attraverso corretti processi di recupero e riciclo. Il CONAI indirizza l'attività e garantisce i risultati di recupero di 6 Consorzi dei materiali: acciaio (Ricrea), alluminio (Cial), carta/cartone (Comieco), legno (Rilegno), plastica (Corepla), vetro (Coreve). Altri consorzi di filiera, per citarne alcuni, sono COBAT Raee per la gestione dei rifiuti elettronici, COBAT Tyre per la gestione dei pneumatici in disuso, COBAT Ripa per la gestione delle pile e degli accumulatori esausti, CONOU Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, CONOE Consorzio Nazionale per la raccolta e smaltimento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti.

Agenti Accertatori: chi sono e cosa fanno?

La figura degli Agenti Accertatori è prevista dalla Legge Regionale sull'economia circolare (16/2015) per potenziare le azioni di informazione, vigilanza e controllo sul territorio regionale. Essi non sono semplici dipendenti di Iren. Per divenire Agente occorre frequentare un corso di formazione tenuto da ATERSIR. Al termine del corso i candidati devono superare una prova di esame. Solo a seguito del superamento dell'esame i candidati assumono la qualifica di Agente Accertatore e si affiancano ai Vigili del Corpo della Polizia Municipale, ai Vigili Ambientali, e alle Guardie Ecologiche Volontarie come ulteriore punto di riferimento sul territorio. A Piacenza gli agenti accertatori sono due.

Essi esercitano una azione di controllo sul territorio, innanzitutto in chiave formativa ed informativa. Favoriscono le corrette modalità di gestione dei rifiuti ed i comportamenti ecovirtuosi. Riducono i fenomeni di degrado legati alla mancanza di rispetto delle regole che sono, ad esempio, alla base dei sistemi di raccolta differenziata porta a porta. Capita spesso che gli Utenti - nonostante le pervasive e insistenti campagne di informazione - non abbiano compreso appieno la portata delle innovazioni introdotte dai nuovi sistemi di raccolta e le relative regole tecniche. Gli Agenti Accertatori intervengono per informare e formare le persone alle nuove forme di raccolta. Solo in caso di renitenza e di deliberata inosservanza delle norme, gli Agenti intervengono in chiave sanzionatoria, applicando quanto previsto dai regolamenti comunali e da Atersir. In questa loro funzione gli Agenti Accertatori sono pubblici ufficiali ed hanno piena potestà ispettiva sugli abbandoni dei rifiuti e sugli errati conferimenti, al pari delle altre forze dell'ordine. Hanno dunque anche il dovere di notificare i verbali di contestazione ai sanzionati e assolvere le pratiche per l'applicazione delle sanzioni.

I carabinieri del gruppo forestale di Parma hanno denunciato in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica un imprenditore ed un collaboratore di questi, entrambi parmigiani, per l'esercizio di attività di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione o comunicazione, reato previsto dall'art. 256 comma 1 del d. lgs 152/2006.

Nel dettaglio, i militari hanno sorpreso il conducente di un autocarro mentre scaricava rifiuti speciali in un terreno nel comune di Fontevivo, in uso all'impresa della quale il conducente stesso è dipendente.
Nel sito i Carabinieri Forestali hanno rinvenuto altri cumuli di rifiuti presumibilmente non pericolosi consistenti in residui da demolizioni, di manufatti, di materiali plastici e metallici, residui di coperture isolanti e bancali in legno, il tutto stoccato illegalmente.
I militari hanno quindi provveduto al sequestro probatorio del materiale e dell'autocarro peraltro non autorizzato al traporto di rifiuti.

Pubblicato in Ambiente Parma
In occasione delle festività pasquali, per tutte le zone di Parma che prevedono la raccolta dei rifiuti, il servizio di raccolta rifiuti porta a porta verrà EFFETTUATO REGOLARMENTE, come indicato nei calendari distribuiti agli Utenti.
Per agevolare i cittadini nelle operazioni di raccolta sono attive nuove Ecostation, ovvero ecostazioni fisse di conferimento dei rifiuti a servizio di tutte le utenze, sia domestiche sia non domestiche. Le Ecostation sono collocate presso il parcheggio della Villetta, il parcheggio scambiatore Est, il parcheggio scambiatore Ovest, il parcheggio San Leonardo, in via I.Bocchi, in largo Cesare Beccaria, in via Calabria e in via Pertini.  In Centro storico a Parma sono anche attive le Mini Ecostation, che permettono il conferimento di rifiuto residuo e plastica/barattolame. Queste strutture rappresentano un ausilio fondamentale per soddisfare le esigenze dei cittadini che si trovino in difficoltà a conferire i rifiuti secondo il normale calendario per le esigenze più svariate (ferie, week-end, pendolari, turnisti, etc).

Ecostation e Mini Ecostation funzionano tramite l'utilizzo dell’ecocard (quella utilizzata per l’accesso ai centri di raccolta) o della tessera sanitaria dell’intestatario del contratto di igiene urbana, e sono dotate di sportelli per il conferimento dei materiali. Per il rifiuto residuo possono essere utilizzati comunissimi sacchi neri o borsine della spesa di volume non superiore ai 40 litri, compatibilmente con le dimensioni della bocchetta di conferimento.
Negli altri comuni della Provincia serviti da Irenove previsto e come di consueto in occasione di festività, saranno raccolti residuo e carta. Inoltre saranno raccolte le seguenti frazioni:
LUNEDI 22 APRILE (Lunedi dell’Angelo) - Vetro Plastica e Barattolame
  • Calestano zona BLU
  • Corniglio zona BLU
GIOVEDI 25 APRILE (Festa della Liberazione) - Vetro Plastica e Barattolame
  • Calestano zona GIALLA 
  • Langhirano zona ARANCIO
  • Lesignano zona BLU
  • Salsomaggiore Terme zona GIALLA
GIOVEDI 25 APRILE (Festa della Liberazione) - Organico
Nei comuni della Provincia serviti da Iren in cui la raccolta dell’organico è prevista da calendario nelle giornate di Lunedì 22 Aprile (Lunedi dell’Angelo) e Giovedì 25 Aprile (Festa della Liberazione), verrà garantita la raccolta straordinaria nella giornata di Giovedì 25 Aprile.
DOMENICA 21, LUNEDI 22 E GIOVEDI 25 APRILE i CENTRI DI RACCOLTA e il Numero Verde 800 212607 resteranno CHIUSI. 
 
Fonte: Comune di Parma

 

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