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Il progetto coniuga l'eccellenza della tecnica fotografica con gli strumenti e gli standard informatici più recenti, per consentire una fruibilità globale delle immagini: dal computer al tablet agli smartphone -

 

Piacenza, 14 aprile 2014

 

Il progetto realizzato per il  Museo di Storia Naturale di Piacenza consente, a partire da oggi, la visita virtuale attraverso il sito www.msn.piacenza.it che
si compone di nove immagini panoramiche ad alta definizione interattive navigabili a 360 gradi, ad opera di Marco Stucchi: quattro realizzate all’interno del Museo, le altre cinque direttamente nei luoghi della provincia oggetto di approfondimento didattico e conoscitivo. Da sottolineare che due di queste immagini sono state realizzate ad altissima risoluzione con la sofisticata tecnica delle immagini gigapan sferiche. 

Il progetto coniuga l’eccellenza della tecnica fotografica con gli strumenti e gli standard informatici più recenti, per consentire una fruibilità globale delle immagini: dal computer al tablet agli smart phone. Il rispetto di questi standard consente di qualificare il progetto come multicanale e multipiattaforma.

La filosofia alla base del progetto é quella di consentire al visitatore di percorrere le sale del Museo di via Scalabrini con un elevatissimo dettaglio dei particolari grazie all’alta qualità delle immagini, ma l’elemento di grande innovazione – il primo in Italia per un Museo di Storia Naturale - è quello che consente al visitatore di spostarsi dalla sala del museo direttamente nei luoghi oggetto di approfondimento nella provincia piacentina. 

Ad esempio: dalla sala della Pianura è possibile spostarsi direttamente sul fiume Po per ammirare l’Isola de Pinedo con una suggestiva vista sull’acqua del grande fiume. Oppure, dalla sala della Collina è possibile spostarsi con un click sui calanchi del piacenziano  a Castell’Arquato e nella Valle a Canoa di Rocca d’Olgisio. E ancora, dalla sala della Montagna è possibile salire direttamente sulla Vetta del Monte Nero ed ammirare la vista mozzafiato del sottostante lago Nero e di tutta l’alta Val Nure. 

Tutte le immagini, sia interne che esterne, sono arricchite da numerosi punti informativi dai quali, con un click sull’icona, è possibile aprire una scheda di approfondimento. Gli elementi di approfondimento sono essenziali per descrivere con dettaglio visivo l’ambiente nel quale virtualmente il visitatore si muove. Ne consegue un aumento vertiginoso del legame e della spazialità tra il Museo e il territorio, di cui il progetto consente una rapida, efficace ed intuitiva conoscenza.

 

(Fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)

 

Al via l'approfondimento di fattibilità per le due proposte più votate – Oltre 300 le persone che hanno partecipato a Open urbe e alla definizione dell'agenda digitale locale – Sorteggiati 3 i-Pad tra i partecipanti al percorso.


Reggio Emilia, 4 aprile 2014 - di Ivan Rocchi -

Un portale georeferenziato degli eventi che si svolgono in città e una piattaforma per dare visibilità alle start up. Sono queste le proposte più votate dai partecipanti al percorso Open urbe, con cui il Comune di Reggio ha dato il via alla raccolta e selezione di proposte per provare a rendere la nostra città una Smart City e definire l'agenda digitale locale.
"I due bisogni scelti dai cittadini – ha detto ieri l'assessore comunale Natalia Maramotti presentando gli esiti del percorso – sono assolutamente in linea con le nostre politiche. La promozione di eventi e di socialità e il sostegno delle start up e dell'innovazione sono temi su cui abbiamo investito tanto, per esempio con la creazione del Tecnopolo nell'area ex Reggiane". All'incontro sono intervenuti anche Roberto Montagnani, dirigente del servizio Partecipazione e decentramento del Comune, la dirigente del Servizio comunicazione del Comune Nicoletta Levi, la responsabile del servizio Tecnologie e sistemi informativi Barbara Leoni e il responsabile di Fab Lab Reggio Emilia Francesco Bombardi.

 

 

Fine Open Urbe 2 rid

 

 

Sabato 10 maggio tre gruppi di lavoro composti da esperti del settore analizzeranno le due proposte più votate, occupandosi degli aspetti tecnico-informatici, giuridici e comunicativi. I gruppi di lavoro saranno scelti da Fab Lab, il laboratorio di progettazione e stampa 3D ospitato allo Spazio Gerra, sulla base di qualità e competenze nel settore. Poi la Giunta comunale verificherà modalità e tempi di realizzazione dei progetti. Nella classifica delle proposte più richieste dai reggiani si trovano anche: l'estensione della rete wi-fi comunale, la creazione di spazi per il co-working, l'installazione di cassonetti intelligenti, la costruzione di un'interfaccia unica per segnalare problemi e disservizi, l'implementazione di strumenti per favorire l'efficientamento energetico, la definizione di percorsi turistici digitali. Il Comune potrà comunque utilizzare tutte queste proposte come indirizzo per l'agenda digitale locale dei prossimi anni.

Il progetto Open Urbe si è sviluppato in tre fasi: la raccolta on line di bisogni e richieste che possano essere soddisfatti attraverso le nuove tecnologie e che ha portato all'individuazione di 84 proposte. La successiva condivisione e discussione attraverso l'incontro partecipato, con metodologia Open Space Technology, dello scorso 15 febbraio che ha portato alla definizione di ulteriori 37 idee progettuali. Tutte le proposte raccolte sono state poi votate on line da oltre 250 persone, che hanno così contribuito alla creazione di una graduatoria degli interventi prioritari e che hanno partecipato ieri all'estrazione di tre i-Pad (uno per ciascuna fase del percorso). I vincitori sono Roberta Pedroni, Paolo Bedogni e Cristian Simonazzi.

 

Pubblicato in Cronaca Emilia
Lunedì, 24 Marzo 2014 08:48

8 Aprile: nuovo “Millennium Bug”?

 

Si prospetta un nuovo “Millennium Bug”. Microsoft Windows XP va in pensione e torna la paura del baco elettronico come fu alla vigilia del 2000.

di LGC - 

Parma 24 Marzo 2014 -- 

Molti ricorderanno la paura generalizzata che pervase il mondo alla vigilia dell’anno 2000. Il “Millennium Bug” avrebbe dovuto bloccare la gran parte dei computer mondiali, compresi quelli della sicurezza, delle banche e di ogni altra macchina custode dei nostri piccoli e grandi segreti e averi.  Dopo tanto clamore e tam tam elettronico, per fortuna, nulla accadde. Il così tanto temuto “Cambio di Data” non causò alcun problema.

14 anni dopo torna, almeno in rete, la notizia di una nuova data a rischio: 8 aprile. 

Forse è un tentativo di onorare il pensionamento del vetusto quanto robusto Microsoft Windows XP che proprio in quella data sarà definitivamente in disarmo, aggiornamenti di sicurezza compresi. 

La notizia del ritiro dal mercato di un programma informatico non avrebbe dovuto generare timori “mondiali” salvo il fatto che, stando alle cronache di rete, sembra che il 95% dei sistemi di prelevamento di contante “Bancomat” funzioni proprio su una specifica derivazione di Microsoft Windows XP (denominata Embedded) e che non siano stati aggiornati con sistemi operativi più recenti. 

L’8 di aprile quindi cosa accadrà? 

Molto probabilmente nulla, almeno c’è da augurarselo, ma la sicurezza sarà,  molto probabilmente, un po’ meno certa soprattutto per per la Pubblica Amministrazione (PA). 

Per la precisione, secondo quanto rilasciato all’ANSA da Carlo Mauceli, responsabile Microsoft Italia della digitalizzazione in rapporto alla PA e al governo, gli Istituti bancari hanno ottenuto per bancomat e Pos una scadenza posticipata “al 2016″. 

Più delicato invece il problema della PA dove, tra spending review e patto di stabilità, gli investimenti in sicurezza elettronica, sono molto probabilmente passati in secondo piano nonostante una promozione specifica che Microsoft aveva lanciato proprio per questo specifico settore pubblico.

Un problema a quanto pare però molto diffuso anche all’estero. Secondo il Wall Street Journal il sistema Windows XP è ancora presente su circa il 10% dei computer governativi Usa, cioè centinaia di migliaia. Per NetMarketShare ‘gira’ ancora sul 35-40% dei pc nel mondo, mentre per il sito Engadget è a bordo del 95% dei bancomat mondiali. 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia

 

 

Con Open Urbe l'agenda digitale la decidono i cittadini 

di Ivan Rocchi - 

Reggio Emilia 16 Febbraio 2014 -- --

Smart mobility, smart development, smart environment. Ma anche smart people, smart living e smart governance. L’importante è che contribuisca a rendere Reggio Emilia una vera e propria smart city. Con queste premesse il Comune ha dato il via al progetto Open Urbe, che si propone di raccogliere i suggerimenti e i bisogni di cittadini, aziende, associazioni ed enti per stabilire le priorità dell’agenda digitale locale. Terminata la fase della raccolta delle proposte on line, ieri mattina nella sede dell’Università in viale Allegri si è tenuto un incontro aperto a tutti i cittadini, che dopo aver discusso le varie proposte arrivate sul sito le hanno votate. Adesso basterà andare sul sito entro il 15 marzo e votare le priorità che faranno da indirizzo per l’agenda digitale del Comune.

Ma che cosa rende furba e intelligente - qui si direbbe “sgaggia” – una città? Sul termine smart si gioca infatti una parte significativa della qualità della vita di una comunità, nelle scelte strategiche come nelle azioni di vita quotidiana. Da una parte significa rendere la città più appetibile, per esempio con un grande portale, un sito internet, dove si possano trovare tutti – ma proprio tutti - gli eventi artistici e culturali che si svolgono a Reggio. Ma vuole dire anche aumentarne l’accessibilità e la fruibilità per i cittadini, per esempio con un’app gestita dal Comune che dia informazioni dettagliate e in tempo reale sul traffico, sulle piste ciclabili, sui mezzi pubblici. Smart può essere sinonimo di ambiente, per esempio con un’app utilizzabile da tutti per fare le segnalazioni ambientali, oppure con dei cassonetti intelligenti che segnalino alla base quando è ora di ritirarli. Ma indica anche la possibilità di poter accedere ai servizi anagrafici attraverso il sito del Comune e scaricare in formato digitale tutti i propri documenti.

La metodologia dell’Ost (Open space technology), scelta per l’incontro di ieri, è semplice: si lavora in un’unica giornata, attraverso tavoli paralleli sugli asset individuati, coordinati da dirigenti comunali competenti in materia e da stakeholder significativi. All’interno dei diversi gruppi di lavoro, si sono così potuti approfondire i bisogni emersi dalla partecipazione online. Nella prima parte della mattinata è stato illustrato ai partecipanti il percorso complessivo e i contributi raccolti via web. Ogni cittadino ha quindi potuto scegliere a quale gruppo di lavoro specifico partecipare. I contributi raccolti e le priorità definite dall’assemblea verranno ora consegnati alla giunta comunale, che esaminerà quanto emerso dal percorso e farà confluire gli esiti del percorso partecipativo di Open Urbe nell'Agenda digitale locale, che individuerà le risposte ai bisogni e definirà formalmente la fattibilità e la priorità dei progetti selezionati. 

L’iniziativa Open Urbe è realizzata nell’ambito del progetto Madler ideato dalla nostra regione, a cui hanno già aderito altre amministrazioni pubbliche dell’Emilia-Romagna. Il progetto si inserisce dunque nelle politiche di sviluppo tecnologico regionali. A Reggio è promosso dal Comune e si avvale della collaborazione dell'Università degli studi di Modena e Reggio, del Club Digitale di Reggio e di Rei – Reggio Emilia Innovazione. Inoltre l’Agenda digitale è uno degli obiettivi prioritari del Governo italiano e una delle sette iniziative faro della strategia di Europa 2020, che fissa obiettivi per la crescita nell’Unione europea da raggiungere entro il 2020. L’Agenda digitale europea propone di sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict) per favorire l’innovazione, la crescita economica e il progresso.

I bisogni raccolti finora e che potranno essere votati sul sito openurbe.comune.re.it:

Smart Development (Sviluppo)

Social market pe aiutare le famiglie colpite dalla crisi; Coworking; Adempimenti fiscali in cloud; Fibra ottica; Vetrina virtuale per promuovere start up e idee innovative; Sito web per trovare e recensire artigiani; Crowdfunding; Sito web dedicato ai mercati biologici e a chilometro zero, arricchito dall’elenco dei produttori che vendono presso il loro domicilio.

Smart Living (Attrattività e opportunità culturali)

Orari dei negozi accessibili on line; Visita virtuale dei musei cittadini; Eventi on line; Piattaforma web per connettere gli sportivi; QR code sui monumenti cittadini per avere informazioni direttamente sullo smartphone; Sito web interattivo sulla Reggia di Rivalta integrato con QR code da posizionare all’interno della Reggia e nel parco; App che descriva eventi e luoghi adatti per famiglie e bambini.

Smart Governance (Rapporti con l’amministrazione pubblica)

Personale della pubblica amministrazione a domicilio; Procedimenti pubblico spettacolo on line; Portale unico del cittadino; Estensione Adsl a tutta la città; Open data; Sistema di autenticazione unico; Tecnologia open source per il Comune di Reggio Emilia; Estensione wifi in tutti i centri sociali.

Smart People (Cura delle persone e socialità)

Banca del tempo; Tessera del volontario (si ricarica facendo azioni di volontariato); Città della Scienza; App sugli asili reggiani; Nuove tecnologie nelle scuole applicate alla didattica.

Smart Mobility (Mobilità)

Car sharing; Infomobilità sugli autobus urbani ed extraurbani; Portabici intelligenti per contrasto ai furti; Ammodernamento tecnologico autobus; Disponibilità parcheggi a pagamento in tempo reale; Servizi mezzi pubblici via sms; Metropolitana di superficie da Rimini a Piacenza; Permessi ztl on line; App sulle piste ciclabili; App dedicata ai mezzi pubblici; Miglioramento app Sosta Facile; Informazioni sul traffico in tempo reale; Attraversamenti pedonali più sicuri; Misurazione del traffico sulle vie principali; Nuovi servizi e piattaforma ict per l’intermodalità; Rilevatori intelligenti di velocità.

Smart Environment (Tutela dell’ambiente e del territorio)

Segnalazioni ambientali; Cassonetti intelligenti; Fotovoltaico sui tetti degli edifici pubblici; Miglioramento app Parchi del Comune di Reggio Emilia; Dati su qualità dell’aria e situazione pollini su smartphone; Realizzare un’app sul Parco del Rodano. 

Ivan Rocchi

 

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