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Nel pomeriggio di oggi mi è arrivata, grazie alla preziosa segnalazione della collega Francesca Caggiati, la ferale notizia della improvvisa scomparsa di Luigi Lagrasta, spentosi nella mattinata di oggi, Sabato 22 Gennaio 2022, all’età di 73 anni.

Luigi Lagrasta era l’anima pulsante del Cinema D’Azeglio di Parma, il quale ha sempre ospitato con grande entusiasmo nella sua sala diverse serate che gli avevo proposto: la prima occasione per conoscerci personalmente fu in occasione della proiezione del cortometraggio di Luca Lucini “Pura Passione”, che Ringo, sponsor del Parma Femminile, aveva inizialmente pensato per celebrare, solo su YouTube, l’8 Marzo 2016 ( “a tutte donne che non smettono di inseguire i propri sogni”): quell’opera, però, con protagoniste le calciatrici Crociate, grazie al mio spirito di iniziativa e alla splendida complicità di Lagrasta, approdò sul grande schermo, con prima, appunto, al D’Azeglio dieci giorni dopo, venerdì 18 Marzo 2016. 

Non solo: di lì in poi, Pura Passione continuò ad essere proiettato a lungo non solo al D’Azeglio, ma anche in altre sale regionali, grazie agli ottimi uffici di Lagrasta, tipo al Cristallo di Reggio Emilia (oggi, commossa, Erika, che lo gestisce, ricorda lo scomparso con queste parole: “Il nostro amato Direttore Luigi Lagrasta ci ha lasciati questa mattina. Siamo devastati dal dolore. Sei stato il mio maestro, la mia guida per undici anni: devo a te la donna che sono oggi. Mi mancherai”), al Bellinzona di Bolognaal Don Fiorentini di Imola. Fu l’inizio, tra noi, di un felice sodalizio collaborativo recentemente sfociato a diversi eventi correlati al pluripremiato film “Volevo Nascondermi”, nel quale ho avuto la fortuna di interpretare un piccolo ruolo (il padrone del castello di Padernello, con tanto di frase tormentone rivolta a Ligabue: “Ma lei sa fare solo delle bestie?” inserita nel trailer ufficiale della pellicola): il Cine D’Azeglio, grazie a Luigi, ha infatti ospitato per ben due volte l’introduzione alla visione del film con “gli attori locali”, che di lì in poi avrebbero viaggiato a propria volta in ulteriori cinematografi per raccontare la propria straordinaria avventura. Con Luigi ci eravamo sentiti (e purtroppo lo avvertivo affaticato) e scritti anche di recente, in quanto avevamo la comune voglia di proiettare “La Spétnèda” e stavamo ragionando sulla possibilità di riuscirci.

Durante il periodo del primo lockdown spesso ci confrontavamo sulle problematiche per i cinema derivanti dalla pandemia e grazie ai suoi preziosi spunti abbiamo pubblicato sulle nostre colonne alcuni testi sulla ripartenza delle sale. Il rapporto con i dipendenti era splendido, come affranto lo ricorda Fabio: “Aveva sempre un pensiero per noi e per le nostre famiglie, ci coccolava portandoci dolci e torte, ci rassicurava anche nei momenti peggiori – fin quando ci sarò io il mio D’Azeglio lo terremo su – e non si tirava mai indietro quando si trattava di aiutare chi si trovava in difficoltà”.  Con la scomparsa di Luigi Lagrasta viene a mancare un punto di riferimento della vita culturale della città, queste le parole dell’assessore alla cultura Michele Guerra: “Mi colpisce nel profondo la scomparsa inattesa di Luigi Lagrasta. Un amico vero, prima di tutto, e un uomo cui la cultura cinematografica della Città di Parma deve moltissimo. Ci mancherai Luigi, grazie di cuore. Di tutto.” La Gazzetta di Parma racconta i suoi ultimi giorni: “Seppur malato, anche dal letto dell’ospedale in cui era ricoverato fino a qualche settimana fa, continuava a progettare rassegne, a cercare film di qualità e a guardare al futuro, oltre a una pandemia che mette a dura prova le sale”. Il consiglio direttivo dell’ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) Emilia Romagna, “riconoscente per l’impegno che Luigi ha profuso per l’associazione e per il cinema nella nostra Regione” ne ricorda il percorso: “è entrato nel collegio dei Revisori dei Conti nel Gennaio 2001, ricoprendo la carica di Presidente di tale Collegio fino al Maggio 2004. Il 12 Maggio 2004 è divenuto Delegato Regionale. Ha raccolto il testimone della lunga presidenza di Mons. Alfonso Bonetti dalle mani di Mons. Orlando Santi e l’ha guidata sino al Novembre 2019, per poi divenire Consigliere direttivo fino al Gennaio dello scorso anno, traghettando l’associazione in tempi complessi per l’esercizio cinematografico”.

Ciao Luigi e grazie di tutto; alla moglie, ai famigliari e agli amici del D’Azeglio un abbraccio nel dolore e le più sentite condoglianze. Gabriele Majo

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E' giunta improvvisa la notizia della prematura scomparsa di Silvio Grassi (65 anni), presidente di Molino Grassi, di Italmopa e appassionato di sport.

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Cordoglio di Confcooperative Modena per la scomparsa di padre Romano Volpari, presidente della cooperativa sociale Fratelli Francescani.

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Giovedì, 12 Novembre 2020 16:46

Un nuovo angelo tra gli angeli.

Un grave lutto ha colpito i volontari City Angels di Parma. La loro collega e responsabile operativa BEA ha lasciato la vita terrena. Alla famiglia e ai volontari le condoglianze della redazione di gazzettadellemilia.it. A seguire l'annuncio postato sul profilo facebook dell'associazione.

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Martedì, 20 Ottobre 2020 10:09

Il Rumore del Lutto XIV edizione - “Verità”

La prima rassegna culturale in Italia e in Europa di ricerca sul tema del lutto  e della Death Education promossa da Segnali di Vita Aps - Direzione artistica Maria Angela Gelati e Marco Pipitone.  Parma, dal 17 ottobre al 7 novembre 2020 Finissage 11 novembre 2020

Pubblicato in Dove andiamo? Parma

Di redazione e immagini di Andrea Gavazzoli - Piacenza 9 settembre 2020 -  Incredulità e sorpresa sono i commenti più diffusi a Piacenza e non solo da quando ha cominciato a diffondersi la notizia della scomparsa di Fausto Zermani, Presidente del Consorzio di Bonifica.

Pubblicato in Cronaca Piacenza

Le Fiamme Gialle piangono la scomparsa del Maresciallo Ordinario Giovanni LAVALLE, investigatore d’eccellenza della Guardia di Finanza, stroncato ieri sera da un male incurabile.
Militare di assoluto valore, nato a Varese il 10 luglio 1986, si era arruolato nel Corpo a 24 anni, frequentando il corso di formazione in materia di polizia economica e finanziaria presso la Scuola Ispettori e Sovrintendenti di L’Aquila.

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Il Rettore Paolo Andrei: “La nostra Comunità accademica perde un amico sincero, una persona che ha saputo volere bene all’Università di Parma onorandola con il suo alto impegno e la sua opera intelligente”

Parma, 13 aprile 2020 – L’Università di Parma esprime profondo cordoglio per la scomparsa del prof Giuseppe Pelosio, stimato e apprezzato membro dell’Ateneo, del quale era stato dapprima docente di Paleontologia, poi Preside della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali e infine Rettore, dal 1983 al 1989.

«Desidero ricordare con affetto il Professore Giuseppe Pelosio, già Magnifico Rettore di questa Università: persona equilibrata e sapiente, ha dedicato la sua esistenza allo studio, alla ricerca, e al servizio agli studenti. La nostra Comunità accademica – commenta il Rettore Paolo Andrei - perde un amico sincero, una persona che ha saputo volere bene all’Università di Parma onorandola con il suo alto impegno e la sua opera intelligente».

Nato a Bressanone il 6 giugno 1932, laureatosi (con 110/110 e lode) in Scienze geologiche all’Università di Parma nel novembre del 1958, da subito diventa Assistente straordinario all'Istituto di Geologia, Paleontologia e Geografia dello stesso Ateneo, come Professore incaricato di Paleontologia.
Dal 1963 diventa Assistente ordinario alla cattedra di Paleontologia e Libero Docente in Paleontologia nel 1971, quindi Professore straordinario di Paleontologia dal novembre 1975 e infine Professore ordinario di Paleontologia dal novembre 1978.
È stato Direttore dell'Istituto di Geologia, Paleontologia e Geografia dal gennaio 1978 al 31 dicembre 1996 (data di attivazione del Dipartimento di Scienze della Terra); è stato eletto Preside della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali per il triennio 1979-82, riconfermato per il triennio 1983-86, decadendo dalla carica il 31 ottobre 1983 a seguito della sua elezione a Rettore.
In qualità di Preside ha tenacemente perseguito l’obiettivo di ricompattare la Facoltà, grazie alla sua imparzialità e alle capacità di mediazione tra i numerosi (allora erano 7) diversi Corsi di Laurea, ottenendo l’importante risultato di farla apprezzare nella giusta misura sia nel Senato Accademico sia nell’intero Ateneo. Ha rispettato e condiviso le priorità già delineate dai predecessori, con particolare riguardo al problema edilizio e all'istituzione della Facoltà di Ingegneria, auspicata invano da vari decenni. A quei tempi l’edilizia nel nuovo insediamento di via Langhirano si limitava al solo edificio chimico, peraltro solo parzialmente completato, e all’edificio biologico, ancora del tutto inagibile.

In attesa di finanziamenti ministeriali che tardavano a venire, la Facoltà proseguì comunque alla progettualità propositiva, in ciò sempre incoraggiata dal Rettore Prof. Everardo Zanella, che in quegli anni stabilì con Pelosio un fattivo rapporto di collaborazione. Negli anni di Presidenza si dedicò alla valorizzazione delle peculiarità dei diversi gruppi, sempre nell’ottica di una crescita equilibrata e armonica dell’intera Facoltà. Nacque in quegli anni anche l’Istituto del Museo di Storia Naturale, che rilanciò definitivamente le potenzialità scientifiche e culturali della struttura. Da Preside il Prof Pelosio mantenne e potenziò i rapporti con le altre Facoltà, creando quel clima di considerazione e di fiducia che lo portò nel 1983 a essere eletto Rettore con il 90% dei voti.

Grazie all’opera congiunta Rettore-Preside e alla fruttuosa collaborazione instauratasi con l’allora Direttore Amministrativo Dott. Gian Paolo Usberti, nel 1984 l’Ateneo ottenne il primo finanziamento FIO (Fondo Investimento Occupazione del Ministero per la Programmazione Economica) di oltre 25 miliardi, che in tempi record consentirono il completamento degli edifici di Chimica e Biologia e la costruzione e messa in opera completa degli edifici di Fisica e di Scienze della Terra. Quell’investimento non solo consentì di dare collocazione ottimale alla didattica e alla ricerca di gruppi precedentemente compressi nell’area di Via d’Azeglio e in altre sedi cittadine, ma anche di iniziare una catena di scorrimenti a vantaggio di altre Facoltà. Così nel 1989 venne ripresentato un ulteriore progetto FIO per un importo di 80 miliardi, destinato non solo all’edificazione dell’Ingegneria scientifica e della nuova sede della Facoltà di Farmacia nell'Area delle Scienze di via Langhirano, ma anche alla costruzione del complesso Bio-Medico della Facoltà di Medicina e Chirurgia nell’area ospedaliera. Il progetto venne integralmente finanziato (la comunicazione ufficiale venne data dal successore del Rettore Pelosio, Prof. Nicola Occhiocupo, nel novembre del 1989, pochi giorni dopo la sua elezione). Sempre in relazione all'edilizia, nell’ambito della Legge 331 di finanziamento per l’edilizia universitaria, nel 1986 si ottenne un contributo di 27 miliardi, interamente destinati alla messa a norma degli stabili e degli impianti universitari, alla luce della nuova legislazione in materia.

Nel novembre 1986, nell’ambito del Piano Quadriennale di sviluppo dell’Università 1983/86, venne finalmente istituita la Facoltà di Ingegneria, con i Corsi di laurea in Ingegneria civile, Ingegneria elettronica e Ingegneria meccanica. Accogliendo con profonda sensibilità l’appello lanciato dal Rettore, nel maggio 1987 il Cav. Pietro Barilla ufficializzava la donazione di 4 miliardi per l’edificazione della sede didattica della neonata Facoltà nel nuovo insediamento. La sede veniva ufficialmente inaugurata il 15 ottobre 1988.
Nell’ambito del Piano Quadriennale di sviluppo 1987/89 veniva richiesta e ottenuta la re-istituzione della Facoltà di Lettere e Filosofia, già presente a Parma fino al 1860 e quindi soppressa dalla legge Farini.

Gli anni del Rettorato del Prof. Giuseppe Pelosio sono stati inoltre caratterizzati da un rinnovato potenziamento di corretti rapporti tra Università e Città, con una più attenta considerazione da parte degli Enti locali sul significato e il ruolo che l’Ateneo rappresenta per il territorio in cui opera, nel pieno rispetto della sua autonomia. In prima persona condusse in Regione, unitamente al Preside Prof. Carlo Chezzi, le difficili trattative riguardanti i rapporti tra l’allora USL e la Facoltà medica dell’Ateneo, ottenendo incoraggianti risultati.
Mantenne, anche nell’adempimento delle funzioni rettorali, le innate doti di buonsenso e di imparzialità nei riguardi delle diversificate realtà dell’Ateneo, creando nel contempo un clima di serena collaborazione e di reale responsabilizzazione individuale e collettiva negli apparati amministrativi.

Ha tenuto la carica di Rettore dell'Università di Parma per due mandati, dal novembre 1983 all’ottobre 1989.
Oltre ai numerosi attestati di benemerenza e titoli accademici, nel 1981 gli è stata conferita l'onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica Italiana e nel 1984 l'onorificenza di Grande Ufficiale al merito della Repubblica Italiana.
Nella sua pluridecennale attività accademica è stato autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche, molte delle quali incentrate sull’amato “limite Plio-Pleistocene” di varie località del Preappennino Parmense, Reggiano e Piacentino, tra cui di particolare rilievo la successione plio-pleistocenica del T. Stirone, diventata classica nella letteratura mondiale.
Il Prof. Pelosio è stato anche Segretario della Società Paleontologica Italiana nel triennio 1973-75 e suo Presidente nel triennio 1994-96.
Ha inoltre collaborato per decenni con il Consiglio Nazionale delle Ricerche quale membro di Commissioni, con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali dal 1995 al 1997 in qualità di Presidente del Gruppo di Lavoro per la Paleontologia e, negli anni 1998 e 1999, quale Presidente della Commissione Ministeriale "Paleontologia". In questo ruolo è stato Direttore responsabile di oltre trenta contributi e contratti di ricerca CNR, MPI e MURST.
Oltre alle ricerche personalmente svolte, ha seguito la formazione scientifica dei suoi allievi, indirizzandoli a una moderna ricerca paleontologica e paleoecologica; in entrambe i settori di ricerca gli allievi sono noti e apprezzati in campo nazionale e internazionale.
Dall'anno accademico 1959/60 al 1998/99 è stato relatore di oltre 100 tesi di laurea sperimentali in Paleontologia.
Il Prof. Giuseppe Pelosio ha cessato il suo servizio il 31 ottobre 1999, dopo oltre 40 anni di attività a servizio della sua amata Università e della Città.

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Il coronavirus si è portato via Cinzia Ferraroni, da FB il ricordo struggente del marito Francesco. Anche la redazione di "gazzettadellemilia.it" si unisce al dolore del marito, dei familiari e degli amici di Cinzia Ferraroni. 

di Gabriele Majo 06 Apr 2020, 08:00 (Gmajo) – Due messaggi Whatsapp in contemporanea nottetempo – uno della Maga Elia, l’altro di Fabrizio Pallini – mi han recato la ferale notizia della prematura scomparsa di Cinzia Ferraroni, persona molto conosciuta in città per la sua attività politica (era stata anche candidato sindaco) e per l’incessante impegno a favore dell’ambiente, ma che qui, piangendola sul mio Diario, ricordo soprattutto come conduttrice radiofonica nei felici tempi di Onda Emilia. Abbiamo percorso insieme un pezzo di vita, forse il più bello, divertendoci e costruendoci professionalmente per i successivi diversi sbocchi. Dal suo profilo Facebook lo struggente ricordo del carissimo marito Francesco, postato poco dopo il suo decesso, uccisa dal serial killer Coronavirus Covid 19. Ciao Cinzia!

"Cara Cinzia, Amore mio
era venerdì di due settimane fa quando ti ho visto salire sull’ambulanza. Ho solo potuto salutarti da lontano senza riuscire a darti un bacio, nemmeno una carezza.
Però eri serena con la tua immancabile borsetta sottobraccio, un po’ ricurva sotto il peso di tutti i malanni che ti portavi addosso e che non ti lasciavano in pace, anche se non lo davi a vedere. Eravamo in pochi a sapere.
In queste due settimane, pur non potendo vederti ma solo scriverti, sei sempre stata forte e presente. Mai una lamentela, mai una negatività, piena di speranze, coraggiosa e orgogliosa come un guerriero spartano.
Abbiamo saputo anche che hai avuto la forza e la voglia di cantare “Il mio canto Libero”, da sotto quel casco opprimente.
Poi venerdì 3 aprile all’alba per la prima volta ci hai scritto “sono debole”. Solo due parole.
Allora noi abbiamo capito che improvvisamente stava succedendo qualcosa. Solo questo ci è bastato per sapere.
I tuoi Angeli, come li chiamavi tu, ci hanno concesso un ultimo saluto. Abbiamo lasciato dietro di noi la disperazione e siamo corsi.
Nel tuo letto di sofferenza ci credevi ancora, mi hai stretto forte la mano mentre i tuoi occhi spalancati mi guardavano per dirmi “senti che forza che ho ancora”.
Forza per tornare a casa, per tornare a lottare, lucida e combattiva, contro la malattia che ti opprimeva da anni. Sei riuscita con il tuo Amore e con il tuo coraggio a farci tornare a casa fiduciosi come sempre ci hai insegnato.
Poi oggi ci hai lasciato! Questo subdolo virus è riuscito là dove non erano riusciti i tumori. A sconfiggerti nel fisico, però non nello spirito.
Uno spirito che si nutriva del tuo immenso Amore per la famiglia, dell’orgoglio per le tue figlie e per i tuoi nipoti, della voglia di tornare a viaggiare in camper, la casa con le ruote come la chiamano loro, nella terra che più amiamo la Sardegna, della tua passione di sempre, la politica.
Anche per questo hai lottato fino all’ultimo combattendo non solo per te ma soprattutto per gli altri. Sempre con la schiena dritta, senza compromessi e lavorare. Credo che questo ti debba essere riconosciuto da tutti.
Potrei scrivere un libro sulla tua troppo breve ma intensa vita.
Ma prima di lasciarti devo confessarti che non mi perdonerò mai il fatto di non averti mandato, qualche sera fa, la foto del bellissimo tramonto che si vede da casa nostra e che tu postavi tutte le sere. Innocentemente non volevo farti invidia, né soffrire.
Così come non mi perdonerò mai di non potere condividere con te l’ultimo viaggio, un’ultima carezza. Di non accompagnarti come ho fatto per 45 anni, sempre.
E quando tutto sarà finito faremo una festa con i nostri amici, di quelle che piacciono a te.
Ho atteso in questi ultimi giorni il tuo solito buongiorno, sperando in un miracolo, invano. C’è chi dice che a volte accadono. Non a te, non a noi, non su questa terra.
E tutti i giorni per prendere forza da te andrò a leggermi questo mio ultimo saluto.
Ora ti lascio consapevole che io ho potuto grazie a te. Grazie all’Amore che mi hai donato in questi tanti, tanti anni ma pur sempre pochi.
Ciao Bella, un Bacio
Francesco"

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Nel corso della notte appena trascorsa, improvvisamente è venuto a mancare Giovanni Pinto, già Questore di Modena, Prefetto in quiescenza.


A capo della locale Questura dal 1° luglio 2011 al 31 ottobre 2012, promosso Dirigente Generale ha diretto la Questura di L’Aquila per poi essere nominato Direttore Centrale per l’Immigrazione e la Polizia delle Frontiere.
Conclusa la carriera nella Polizia di Stato nel settembre del 2017, Giovanni Pinto aveva scelto proprio Modena per trascorrere gli anni del meritato riposo.
Nel corso del suo mandato da Questore della Provincia di Modena, ha affrontato con grande impegno il difficile periodo del terremoto e ha definitivamente concluso la realizzazione del nuovo Ufficio Immigrazione da lui stesso inaugurato.
Le esequie si svolgeranno mercoledì 13 novembre p.v., alle ore 14.30, presso la Parrocchia di San Francesco d’Assisi, sita in Rua Frati Minori n. 19 (angolo Corso Canalchiaro) a Modena.
La camera ardente è stata allestita presso la sede di “Terracielo Funeral Home” di via Emilia Est, 1320.


Il Questore Maurizio Agricola, i funzionari ed il personale della Polizia di Stato modenese si stringono con accorato affetto alla famiglia in questo triste momento.

 

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