Si è insediato ieri il nuovo Comandante del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Parma, Tenente Colonnello Andrea Magliozzi, che subentra al Tenente Colonnello Carlo Pasquali, trasferito a Mantova, dove andrà a ricoprire lo stesso importante incarico.

Il Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza è un’unità ad alta specializzazione nell’investigazione tributaria, economica e finanziaria, posta alle dirette dipendenze del Comando Provinciale di Parma.

Il Tenente Colonnello Carlo Pasquali lascia il Comando del Nucleo di Polizia economico-finanziaria dopo quattro anni di proficuo lavoro, nel corso dei quali ha brillantemente diretto complesse attività operative nei settori delle frodi fiscali, della spesa pubblica e del contrasto al riciclaggio. In particolare, ha condotto l’operazione “Nemesi”, che ha consentito di sgominare un articolato sodalizio criminale dedito alle frodi fiscali ed alle indebite compensazioni di crediti fittizi, e di arrestare in Svizzera, con la collaborazione delle autorità elvetiche, i due responsabili che si erano, nel frattempo, resi irreperibili.

Nel suo ruolo di Comandante del Nucleo di Polizia economico-finanziaria è stato un punto di riferimento per la Procura della Repubblica nelle più delicate attività di polizia giudiziaria.

Il Tenente Colonnello Andrea Magliozzi, 46 anni, originario di Formia, coniugato con due figli, proviene da Macerata, dove ha retto, contemporaneamente, sia il locale Nucleo di Polizia economico-finanziaria che il Gruppo. Nei sui cinque anni di servizio a Macerata l’Ufficiale ha conseguito brillanti risultati operativi in tutti i settori istituzionali.

Dopo aver frequentato l’Accademia della Guardia di Finanza ha conseguito la laurea in Scienze della Sicurezza Economico Finanziaria ed in Giurisprudenza. Nel corso della sua carriera ha ricoperto importanti incarichi di natura operativa soprattutto nel settore del contrasto alla criminalità organizzata, presso il Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Napoli e, successivamente, come responsabile del Gruppo Investigativo del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata.

Il Comandante Provinciale, Colonnello t.ST Gianluca De Benedictis, ha dato il benvenuto al nuovo Ufficiale ed ha augurato, da parte di tutte le Fiamme Gialle di Parma, un sincero “in bocca al lupo” al Tenente Colonnello Carlo Pasquali per gli impegni professionali da intraprendere

Le Fiamme Gialle di Parma hanno celebrato oggi il 245° Anniversario della Fondazione della Guardia di Finanza, le cui origini risalgono al 5 ottobre 1774 quando il Re di Sardegna Vittorio Amedeo III costituì, in Piemonte, la Legione Truppe Leggere.

Nella prima mattinatadi ieri il Comandante Provinciale, Colonnello t.ST Gianluca DE BENEDICTIS, ha deposto una corona di alloro al monumento dei caduti del Corpo collocato all'interno del cimitero della "Villetta".

Poco dopo, presso la caserma "Generale Sante Laria" di via Torelli, ha avuto inizio la cerimonia celebrativa a carattere interno.

Dinanzi allo schieramento composto dagli ufficiali e dai militari del Comando Provinciale di Parma e dei Reparti dipendenti nonché da una rappresentanza dell'Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia, è stata data lettura del messaggio augurale del Presidente della Repubblica e dell'"ordine del giorno" del Comandante Generale del Corpo, Generale di Corpo d'Armata Giuseppe ZAFARANA.

Il Comandante Provinciale, dopo una breve personale allocuzione, ha quindi proceduto alla consegna di alcune ricompense per lodevole comportamento in servizio.

Sono stati consegnati gli "encomi solenni", concessi dal Comandante Interregionale dell'Italia Centro Settentrionale della Guardia di Finanza, ai militari che si sono particolarmente distinti nell'operazione denominata "Cocktoil", complessa attività di polizia giudiziaria ed economico-finanziaria eseguita dal Gruppo di Parma nei confronti di un pericoloso sodalizio criminale operante in questa ed in altre province del territorio nazionale, nel settore del contrabbando di oli minerali. Gli indagati, attraverso la costituzione di varie imprese consorziate tra loro e la falsificazione della prescritta documentazione amministrativa di accompagnamento del prodotto petrolifero, hanno consumato in frode, quale carburante per autotrazione, 5,7 milioni di litri di olio lubrificante proveniente principalmente dall'estero, evadendo I.V.A. ed II.DD. per circa 7,4 milioni di euro nonché accise per circa 5,3 milioni di euro. Le indagini si sono concluse con l'esecuzione di 5 ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei principali sodali, la denuncia all'A.G. di 18 soggetti per il reato di associazione per delinquere finalizzata all'immissione in frode di prodotto energetico, alla bancarotta fraudolenta ed alla falsificazione di documenti. nonché con il sequestro di 3 società e di 3,5 milioni di euro in contanti.

Il Comandante Provinciale ha inoltre consegnato alcuni "encomi semplici", concessi dal Comandante Regionale Emilia Romagna della Guardia di Finanza, ai militari protagonisti dell'operazione "Daunia", un'articolata attività di polizia economico-finanziaria finalizzata al contrasto dell'economia sommersa svolta dalla Tenenza di Fidenza, nei confronti di un sodalizio criminoso dedito all'autoproduzione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

L'azione investigativa, che ha consentito di smascherare e delineare completamente l'artato sistema fraudolento, si è sostanziata nella proposta ai competenti Uffici Finanziari di recupero a tassazione di ricavi non dichiarati per € 1.313.282,00, elementi negativi di reddito ritenuti inesistenti per € 11.086.359,00, I.V.A. indetraibile per € 5.263.839,00 nonché nella denuncia all'A.G. di nr. 4 soggetti responsabili. È stata inoltre avanzata alla competente A.G. proposta di emissione del provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, dei tributi evasi, di beni per un valore complessivo pari ad € 8.673.740,00.

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La Guardia di Finanza di Parma, quale polizia economico-finanziaria, incentra la propria azione sul contrasto ai fenomeni illeciti più gravi e complessi, in grado di mettere a rischio contemporaneamente più interessi, economici e finanziari, nonché di sottrarre ingentissime risorse all'intera collettività.

Tra il gennaio del 2018 e il maggio del 2019 le Fiamme gialle di Parma hanno concluso 5.722 interventi ispettivi e 771 indagini delegate dalla magistratura ordinaria e contabile. Interventi mirati, calibrati rispetto al contesto territoriale di riferimento, indirizzati nei confronti di target accuratamente selezionati grazie ad attività di intelligence, al controllo economico del territorio e ad analisi di rischio. Quest'ultima attività, peraltro, è stata ulteriormente migliorata in ragione della potenziata interazione tra le banche dati a disposizione e all'introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria.

Nel territorio parmense, particolare attenzione viene rivolta alle frodi fiscali ed al fenomeno dell'intermediazione illecita di manodopera. Le attività investigative svolte hanno rivelato l'esistenza di articolati meccanismi di frode, attuati attraverso il ricorso a false fatturazioni, indebite compensazioni e altri artifici contabili che consentono a sodalizi criminali ben strutturati di azzerare il versamento delle imposte dovute allo Stato e dei contributi relativi alle maestranze assunte. L'utilizzo di tali meccanismi fraudolenti permette di fornire, nei processi produttivi "labour-intensive", forza lavoro a prezzi fuori mercato, in danno della libera concorrenza e degli operatori che rispettano le regole.

L'azione di contrasto a questi fenomeni, particolarmente pericolosi per l'equilibrio e la stabilità del sistema economico, si sviluppa attraverso l'esecuzione di mirati controlli lungo le filiere produttive del territorio, volti a verificare l'eventuale somministrazione illecita di manodopera mediante false cooperative di servizio, oppure attraverso lo svolgimento di attività investigative più complesse, sotto l'egida dell'Autorità Giudiziaria. Come, ad esempio, l'operazione "Nemesi", svolta dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria e diretta dalla Procura della Repubblica di Parma, che ha consentito di scoprire falsi crediti IVA per 14.000.000 di euro, di denunciare 59 responsabili e sequestrare beni per 4 milioni di euro. I due imprenditori organizzatori del sistema di frode, di origine campana, sono stati arrestati in Svizzera nell'agosto 2018, con la collaborazione della Polizia elvetica.

Il meccanismo illecito, ideato con la compiacenza e l'ausilio di professionisti accondiscendenti, prevedeva che, nelle prime dichiarazioni fiscali presentate, i soggetti economici esponessero falsi crediti IVA, generati da costi (per centinaia di migliaia di euro) in realtà mai sostenuti, non documentati o addirittura supportati da false fatture.

I crediti fittizi così creati venivano ceduti - tramite atti notarili - ad altre società o cooperative effettivamente operanti, gestite di fatto dai due medesimi imprenditori, ed attive, in diverse province del Nord Italia, nel fornire personale per i settori della meccanica e dell'edilizia. Le società operative utilizzavano i crediti fittizi acquisiti per compensare reali debiti tributari e previdenziali maturati nel tempo, consentendo così di ridurre i versamenti dovuti nei confronti dell'Erario e di "monetizzare" il profitto dell'illecita condotta.

L'operazione "Paga globale", invece, svolta dalla Tenenza di Fidenza con la collaborazione del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Parma, su delega della Procura della Repubblica di Parma, nel corso del 2018, si è conclusa con l'esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di imprenditori e professionisti, nonché con il sequestro preventivo di 2.300.000 euro, per frode fiscale e truffa ai danni dello Stato. In questo caso, il sistematico ed illecito ricorso agli istituti della "malattia" e del "contratto di solidarietà" unitamente all'utilizzo dell'indebita compensazione di crediti fittizi, ha consentito ad un imprenditore operante nel settore della meccanica di abbattere illegittimamente il costo del lavoro e di proporsi sul mercato con prezzi artificiosamente competitivi.

Si riepilogano, di seguito, i risultati di servizio complessivamente conseguiti nell'ultimo anno e mezzo, distinti in macro-aree operative:

1. Lotta alle frodi fiscali, all'economia sommersa ed al gioco illegale.

In questo comparto rientrano le attività di verifica e controllo nei vari settori impositivi e le indagini nei confronti dei fenomeni evasivi più diffusi e pericolosi. In particolare, sono state concluse 205 indagini di polizia giudiziaria, cui si aggiungono 350 interventi, fra verifiche e controlli fiscali, a seguito dei quali sono stati scoperti 70 evasori totali che hanno occultato al fisco oltre 31,5 milioni di euro.

In materia di frodi all'IVA, sono stati condotti 15 interventi che hanno permesso di constatare l'evasione di 10 milioni di euro.

Nell'ambito del contrasto all'evasione fiscale internazionale, sono stati eseguiti 5 interventi; constatata una base imponibile sottratta a tassazione per 880mila euro.

Le adesioni al ravvedimento operoso sono state 10, di cui 6 totali, e gli importi pagati dai contribuenti che si sono avvalsi di tale strumento hanno superato 1 milione di euro.

Le persone denunciate per reati tributari sono state 160, di cui 13 in stato di arresto. Trattasi di reati quali emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta, occultamento di documentazione contabile ed indebita compensazione, frodi in materia di accise, a testimonianza dell'impegno del Corpo nei confronti dei fenomeni di frode ed evasione più complessi ed articolati.

Sequestrate disponibilità patrimoniali e finanziarie per il recupero delle imposte evase nei riguardi dei responsabili di frodi fiscali per circa 8,4 milioni di euro ed avanzate proposte di sequestro per quasi 59 milioni di euro.

Sul fronte della lotta al lavoro nero ed irregolare, sono stati svolti, anche in collaborazione con l'Ispettorato Territoriale del Lavoro, 123 interventi sulle filiere produttive maggiormente interessate dal fenomeno dell'intermediazione illecita nel lavoro; sono stati individuati 85 lavoratori non in regola e scoperte 23 aziende o imprenditori che utilizzavano manodopera irregolare.

Nel comparto della tutela del monopolio statale del gioco, sono stati eseguiti 22 interventi nei confronti degli esercizi presso i quali sono installati apparecchi da intrattenimento (VLT) e di quelli in cui vengono effettuate scommesse; ciò al fine di verificare la presenza delle prescritte autorizzazioni e, soprattutto, il rispetto del divieto del gioco minorile.

2. Contrasto alle truffe sui fondi pubblici ed all'illegalità nella Pubblica Amministrazione.

Comprende le attività svolte per la prevenzione e repressione delle truffe in danno dei finanziamenti nazionali, comunitari e a carico dei bilanci delle Regioni e degli Enti locali, ivi comprese quelle relative alla spesa sanitaria ed alle prestazioni sociali agevolate, nonché le indagini nel settore della corruzione e degli altri reati contro la Pubblica Amministrazione e gli accertamenti in materia di danni erariali.

Proprio in quest'ultimo comparto è stato quantificato un danno erariale per oltre 7,8 milioni di euro.

In particolare nell'ambito di un progetto finalizzato a verificare il rispetto della disciplina del "tempo pieno" dei dipendenti pubblici, sono stati individuati n. 7 professori universitari che hanno svolto attività lavorative senza la preventiva autorizzazione della propria Amministrazione e, per tale comportamento, sono stati verbalizzati con sanzioni pecuniarie per un totale di circa € 1,9 milioni di euro.

È proseguita l'azione nel controllo della corretta attribuzione delle agevolazioni per il ticket sanitario, per l'attribuzione delle case popolari o per l'esenzione delle tasse universitarie. In particolare, sono stati eseguiti 94 controlli e scoperti 56 soggetti che hanno beneficiato di servizi pubblici ad un "prezzo" inferiore rispetto al dovuto o, addirittura, gratuitamente, dichiarando falsamente l'assenza di reddito.

3. Contrasto alla criminalità organizzata ed alla criminalità economico-finanziaria.

In tale macro-area sono compresi gli accertamenti patrimoniali antimafia, gli approfondimenti delle segnalazioni di operazioni sospette, i controlli e le ispezioni antiriciclaggio, i controlli sulla circolazione transfrontaliera di valuta nonché le investigazioni riguardanti i reati societari, fallimentari e finanziari.

Nel settore dei reati fallimentari, di concerto con la Procura della Repubblica di Parma, sono state denunciate a piede libero 55 persone, di cui 2 in stato di arresto. Accertate distrazioni per oltre 10,7 milioni di euro.

Sono stati svolti 30 accertamenti economico-patrimoniali volti ad individuare ed aggredire ogni forma di ricchezza illecita, anche con riferimento a contesti delinquenziali non espressamente riconducibili a delitti tipici di criminalità. In merito, sono state avanzate proposte di sequestro per 2,5 milioni di euro.

Nel periodo in riferimento, inoltre, sono state analizzate 185 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette.
Si tratta di soggetti domiciliati nella Provincia di Parma segnalati dagli intermediari finanziari, dai professionisti giuridico-contabili e da altri operatori, per aver effettuato movimentazioni di denaro o valori di dubbia provenienza con la finalità di reinvestire gli stessi nel circuito economico legale. È, questo, uno dei fenomeni più odiosi in quanto la disponibilità di denaro di provenienza illecita crea un indubbio vantaggio sul mercato a dispetto dell'imprenditore onesto.

4. Contrasto ai traffici illeciti.

Sono stati svolti specifici controlli "anticontraffazione" all'interno dei "mercati settimanali" - sia di Parma che nella provincia - a seguito dei quali sono stati sequestrati circa 2.000 prodotti contraffatti e denunciate alla competente Autorità Giudiziaria 15 persone.

In aderenza alle indicazioni fornite dalla locale Prefettura di Parma alle varie Forze dell'ordine per arginare il crescente fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, nel medesimo periodo sono stati intensificati i servizi di controllo "antidroga", svolti talora unitamente alle unità cinofile del Corpo nelle zone maggiormente interessate dallo spaccio; complessivamente sono state denunciate a piede libero 5 persone e segnalati alla locale Prefettura 44 consumatori.

5. Controllo economico del territorio.

Nell'ultimo anno e mezzo sono pervenute, al numero di pubblica utilità "117", 758 chiamate; trattasi, in particolare, di segnalazioni su possibili casi di evasione fiscale, lavoro nero, in materia disciplina prezzi, contraffazione marchi, professione abusiva e truffa.

Per il controllo economico del territorio sono state impiegate circa 2.040 pattuglie che hanno toccato il territorio di ogni Comune della provincia parmense.

In allegato il prospetto riepilogativo dei risultati conseguiti dal 1 gennaio 2018 al 31 maggio 2019.

 

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Parma: il Procuratore della Repubblica, dott. Alfonso D'Avino, in visita al comando provinciale della Guardia di Finanza.

Nella mattinata odierna, il Procuratore della Repubblica di Parma, dott. Alfonso D'AVINO, ha reso visita al Comando Provinciale della Guardia di Finanza, ove è stato accolto dal Comandante Provinciale, Col. t.ST Gianluca DE BENEDICTIS.

Quest'ultimo, nel corso di un briefing, alla presenza dei Comandanti di Reparto e degli Ufficiali, ha illustrato al Procuratore l'organizzazione della Guardia di Finanza nella provincia di Parma, soffermandosi sulle più rilevanti attività operative svolte: dal contrasto all'evasione ed all'elusione fiscale, agli interventi in materia di tutela della spesa pubblica, alle indagini in tutti i settori che evidenziano fenomeni di criminalità economico-finanziaria nonché al concorso al mantenimento della sicurezza pubblica.

Al termine dell'incontro, il Dott. D'AVINO ha voluto sottolineare il fondamentale ruolo del Corpo per la salvaguardia dell'economia legale ed ha espresso profondo apprezzamento per la preziosa collaborazione fornita dal Comando Provinciale nell'ambito delle numerose attività delegate, coordinate dalla Procura della Repubblica.

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Parma. celebrata una Messa In ricordo del Tenente Colonnello della Guardia Di Finanza Luigi Petese

Nella Chiesa parrocchiale del Corpus Domini di Parma è stata celebrata una Messa in ricordo del Tenente Colonnello Luigi Petese, prematuramente deceduto un mese fa, a soli 42 anni, a causa di una grave malattia.

L'Ufficiale era nato nel 1977 a Mesagne, nella provincia di Brindisi. Dall'estate 2015 comandava il Gruppo Tutela Economia del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Parma: nella città ducale si era distinto per avere condotto con successo - alla guida dei suoi uomini - importantissime operazioni di polizia giudiziaria.

Hanno partecipato alla Messa, officiata dal Cappellano militare della Guardia di Finanza, la signora Sara, moglie dell'Ufficiale, il Comandante Interregionale dell'Italia Centro-Settentrionale, Gen. C.A. Sebastiano GALDINO, il Comandante Regionale Emilia Romagna, Gen. D. Giuseppe GERLI, il Comandante Provinciale Col. t.ST Gianluca DE BENEDICTIS e le Autorità civili e militari della Provincia.
Presente anche una folta rappresentanza di colleghi in servizio ed in pensione che hanno avuto l'onore di conoscere ed apprezzare le straordinarie doti umane, la generosità e l'atteggiamento costantemente positivo, oltre che le rare e ragguardevoli qualità professionali, del collega ingiustamente scomparso.

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Parma: sequestro disposto a carico di un amministratore di condominio per distrazione di somme condominiali.

Nei giorni scorsi, i finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza di Parma hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di euro 40.000, disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Parma, nei confronti di L. O., amministratore di alcuni condomìni nella città di Parma.

Le indagini che hanno consentito l'adozione del provvedimento di sequestro, disposte e coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma, hanno preso avvio dalla querela presentata da alcuni condòmini, i quali, osservando la documentazione relativa alla gestione delle parti comuni, avevano sospettato la sussistenza di irregolarità.

All'esito delle investigazioni delle Fiamme Gialle, sviluppate attraverso accertamenti bancari ed esami testimoniali, è emerso come l'amministratore in esame avesse sottratto sistematicamente, dai conti correnti dei condomìni interessati, consistenti somme di denaro, mediante prelevamenti di sportello e/o bonifici bancari disposti, con causali mendaci, a suo beneficio. Per giustificare i prelevamenti di fronte ai condòmini, l'amministratore esibiva anche documenti attestanti pagamenti ed esborsi in realtà mai sostenuti.

L'indagine in esame ha ad oggetto un settore (quale quello delle amministrazioni di condominio) che - a dispetto della condotta regolare ed ineccepibile della stragrande maggioranza dei professionisti del settore ­ negli ultimi tempi si è rivelato particolarmente esposto ad attività illecite, in città ed in provincia, tanto da far registrare diverse denunzie a carico di alcuni gestori infedeli, i quali, per anni, si sarebbero appropriati illecitamente di ingenti somme riscosse.

Tra i comportamenti indebiti più ricorrenti, il mancato pagamento di bollette e fatture passive mai onorate, le richieste di denaro non giustificate né tanto meno dovute, nonchè l'emissione di assegni, tratti da conti correnti condominiali, a favore proprio o di loro familiari.

Vittime di tale sistema, gli ignari proprietari ed affittuari -nonostante avessero delegato agli amministratori le incombenze della gestione e versato con regolarità gli importi relativi alle spese condominiali- non di rado sono stati costretti a nuovi esborsi di denaro per saldare i conti mai pagati.

Di qui l'esigenza -al fine di evitare gravi situazioni- di interessarsi costantemente alla gestione del condominio, richiedendo - quando ritenuto opportuno - l'esibizione delle fatture pagate ai fornitori nonché gli estratti dei conti correnti.

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Dall'inizio di quest'anno è in vigore la riforma dei Reparti territoriali della Guardia di Finanza, concepita per garantire una più diffusa presenza delle Fiamme Gialle sul territorio nello svolgimento della mission di polizia economico-finanziaria a tutela del bilancio pubblico, delle regioni, degli enti locali e dell'Unione europea.

«Innalzamento della qualità della presenza dei Reparti sull'intero territorio, ma anche e soprattutto crescita dei livelli di responsabilità, con tutte le unità operative affidate a militari di qualificata competenza». È l'obiettivo dichiarato del Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale di Corpo d'Armata Giorgio Toschi, nel rendere nota la riorganizzazione delle Fiamme Gialle. Una riforma che punta ad assicurare controlli sempre più mirati ed efficaci sul territorio.

La revisione fa seguito a quella che, a partire dal 2018, ha interessato i Reparti Speciali del Corpo rendendoli più snelli e operativi anche al fine di fornire maggiore collaborazione alle authority di riferimento.

Tante le novità introdotte con la nuova riforma, tra cui la soppressione delle Brigate, trasformate a livello di Tenenza e comandate ora da Luogotenenti in possesso di elevata esperienza di servizio o da giovani Tenenti che hanno frequentato i corsi presso l'Accademia, e l'istituzione di nuovi Gruppi territoriali, uno almeno per ogni provincia.

Sono stati, poi, rivisitati i Reparti specializzati Anti Terrorismo - Pronto Impiego che assicurano il contrasto ai traffici illeciti e il concorso al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica, e istituite nuove Stazioni del SAGF per l'attività di controllo dei territori alpestri nonché di soccorso in alta montagna e nei luoghi impervi o colpiti da calamità naturali.

Anche a Parma la riforma ha fatto sentire i suoi effetti; la soppressa Compagnia di Parma è stata elevata a rango di "Gruppo". La nuova struttura organizzativa permetterà al Reparto di esercitare una funzione più efficace di indirizzo e coordinamento dell'attività svolta nell'ambito del territorio di competenza, con particolare riferimento all'azione delle dipendenti Tenenze di Fidenza e di Fornovo di Taro.

Tutti questi Reparti continueranno ad operare in stretta collaborazione con il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Parma, anch'esso recentemente rivisitato.

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GUARDIA DI FINANZA: CONCORSO, PER TITOLI ED ESAMI, PER IL RECLUTAMENTO DI 10 TENENTI DEL RUOLO TECNICO-LOGISTICO-AMMINISTRATIVO DEL CORPO.
Sulla Gazzetta Ufficiale - 4^ Serie Speciale – n. 96, del 4 dicembre 2018 è stato pubblicato il concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 10 tenenti in servizio permanente effettivo del "ruolo tecnico-logistico-amministrativo", per l'anno 2018.

Possono partecipare al concorso i cittadini italiani che, alla data del 1° gennaio 2018, non abbiano superato il giorno di compimento del trentacinquesimo anno di età (siano quindi nati in data non antecedente al 1° gennaio 1983) e siano in possesso di una laurea specialistica o di una laurea magistrale o titolo equipollente, richiesto per la specialità per la quale concorrono.
La presentazione delle domande dovrà avvenire entro le ore 12.00 del 4 gennaio 2019.

La domanda di partecipazione al concorso deve essere presentata esclusivamente mediante la procedura telematica disponibile sul portale attivo all'indirizzo " concorsi.gdf.gov.it " - dove è possibile acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio - seguendo le istruzioni del sistema automatizzato.

I concorrenti, che devono essere in possesso di un account di posta elettronica certificata (P.E.C.), dopo essersi registrati al portale, potranno accedere, tramite la propria area riservata, al format di compilazione della domanda di partecipazione.

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Il giorno 5 dicembre 2018 ha avuto luogo la cerimonia di inaugurazione della caserma, intitolata al Finanziere Scelto Carlo Matteucci, nuova sede della Tenenza della Guardia di Finanza di Fornovo di Taro.

Nel corso della manifestazione, alla quale hanno preso parte il Comandante Interregionale dell'Italia Centro-Settentrionale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Sebastiano Galdino, il Comandante Regionale dell'Emilia Romagna, Gen. D. Giuseppe Gerli e le locali Autorità militari, civili e religiose, si è proceduto all'alzabandiera nonché alla benedizione, all'inaugurazione ed all'intitolazione della Caserma al Finanziere Scelto Carlo MATTEUCCI.

Il Finanziere Scelto Carlo MATTEUCCI, nato a Berceto il 18 ottobre 1912 ed in servizio presso il Comando della Guardia di Finanza di Trieste, nei giorni 29 e 30 aprile 1945, pur consapevole dei gravi rischi ai quali si esponeva, partecipò, ispirato da altissimo spirito di sacrificio e amor di Patria, al movimento insurrezionale contro l'invasore tedesco. All'indomani della liberazione di Trieste dall'occupazione nazifascista, le truppe dell'esercito jugoslavo di Tito arrestarono con l'inganno i Finanzieri presenti nelle caserme. Molti di essi furono barbaramente uccisi ed i loro corpi, mai più ritrovati, probabilmente gettati nelle tristemente note "foibe". Altri furono deportati verso i campi di concentramento dell'ex Jugoslavia. Tra questi, il MATTEUCCI, il quale, il 21 maggio 1945 trovò la morte a Prestrane, vilmente fucilato a seguito di un tentativo di fuga.


Nell'anno 2017 il Presidente della Repubblica Italiana - in occasione del giorno del ricordo delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale - ha concesso un'onorificenza alla memoria del Finanziere scelto Carlo MATTEUCCI.

Presenti alla cerimonia alcuni nipoti del militare.
Nella circostanza è stata inoltre scoperta una stele dedicata al Corpo della Guardia di Finanza ed al Comune di Fornovo di Taro, realizzata da un noto artista locale, il Maestro Paolo PELOSI.

Al termine ha avuto luogo un'esibizione di alcune unità cinofile antidroga della Guardia di Finanza.

L'immobile di via Nazionale, che in passato ha ospitato gli uffici della Pretura e successivamente quelli del Giudice di Pace, è stato ampiamente ristrutturato ad opera dell'Amministrazione comunale, che ne è proprietaria. L'attuale sede della Tenenza di Fornovo di Taro restituisce agli occhi della comunità parmense una Guardia di Finanza vicina ai cittadini ed alle imprese che operano e producono nella legalità, in quanto assicura una tangibile presenza del Corpo in un territorio vivo ed operoso, ricco di passione e di eccellenze, il cui tessuto produttivo esige di essere tutelato dalle minacce della criminalità economica.

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Cento - professionista occultava il "nero" nel vano della ruota di scorta della propria auto. Scoperta evasione di oltre 630mila euro.

La Tenenza della Guardia di Finanza di Cento, al termine di un'attività di verifica effettuata a carico di un professionista centese, ha individuato un'evasione per oltre 630 mila euro.
L'attività è stata innescata a seguito di un mirato controllo economico del territorio, nel corso del quale il lavoratore autonomo veniva fermato alla guida della propria auto. Durante il controllo veniva rinvenuta, occultata all'interno del vano della ruota di scorta, una mole di documentazione di varia natura.

I preliminari accertamenti effettuati sul posto permettevano di verificare la stretta attinenza degli appunti e fogli rinvenuti con tanto di cifre e date, con l'attività dello studio, motivo per il quale i finanzieri centesi richiedevano alla Procura di Ferrara l'autorizzazione ad accedere sia presso l'abitazione del professionista sia presso i suoi studi ubicati nelle province di Ferrara e Modena. In tali luoghi veniva ritrovata altra e importante documentazione extra contabile relativa a prestazioni non fatturate, ragion per cui veniva aperta contestualmente una verifica fiscale per accertare la regolarità della posizione del contribuente.

Per quantificare l'effettiva entità dell'evasione perpetrata, i finanzieri hanno effettuato una specifica attività info-investigativa incrociando tutte le banche dati in uso al Corpo, con particolare attenzione alle informazioni presenti nell'applicativo "spesometro" dell'Anagrafe Tributaria e riscontrando i rapporti con clienti e fornitori dello studio professionale attraverso numerosi controlli incrociati.

Al termine dell'attività ispettiva, è stata effettuata una segnalazione all'Agenzia delle Entrate per il recupero delle imposte evase nonché per l'adozione delle misure cautelari sui beni immobili e mobili intestati al professionista a garanzia delle somme sottratte al fisco.

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Mercoledì, 07 Novembre 2018 10:08

La Guardia di Finanza a SKYPASS

Come da tradizione anche quest'anno, in occasione della 25^ edizione di Skipass – "Salone del Turismo e degli Sport Invernali" che si è svolta a Modena dal 1 al 4 novembre p.v., la Guardia di Finanza – ha partecipato all'evento con un proprio mezzo "VE.I.CO.LO" (Veicolo Itinerante di Comunicazione Locale) all'interno del quale sono stati proiettati video inerenti all'attività del Corpo.
Inoltre nei quattro giorni di manifestazione è stato possibile incontrare alcuni atleti del Gruppo Sciatori "Fiamme Gialle" premiati in varie competizioni internazionali.

In tema con la manifestazione sono state evidenziate alcune specificità del Corpo che, mediante l'impiego di Reparti specializzati "S.A.G.F." (Soccorso Alpino della Guardia di Finanza), istituiti nel 1965, effettua operazioni di soccorso in montagna utilizzando il personale qualificato in servizio presso le varie "Stazioni" dislocate sul territorio nazionale. La professionalità e l'abilità tecnica del citato personale viene acquisita e costantemente aggiornata attraverso la periodica attività addestrativa, organizzata e diretta dalla "Scuola Alpina" del Corpo con sede a Predazzo (TN).
L'Istituto, la più antica Scuola Militare Alpina al mondo, istituita alla fine del 1920 come distaccamento dipendente dalla Legione di Trento al fine di addestrare le giovani reclute alle fatiche della montagna, oltre a formare nuovi finanzieri da impiegare nel servizio d'istituto del Corpo è l'Organo tecnico preposto alla formazione ed all'addestramento dei militari del Soccorso Alpino, nonché sede del glorioso Gruppo Sciatori "Fiamme Gialle".

Per meglio perseguire l'obiettivo di garantire la sicurezza in montagna, il Corpo dal 24 settembre u.s. ha reso operativa una nuova "Stazione" S.A.G.F., con sede nel vicino comune di Abetone Cutigliano (PT).

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