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Martedì, 24 Febbraio 2015 15:10

Accoglienza estiva dei ragazzi Sahrawi a Novellara

Il 5 marzo un incontro pubblico per conoscere il progetto di accoglienza estiva. L'associazione reggiana Jaima Sahrawi è alla ricerca di nuove famiglie disposte ad aderire ed ospitare nel periodo estivo una bambina o un bambino proveniente dal Sahrawi. -

Novellara, 24 febbraio 2015 –

L'associazione Jaima Sahrawi di Reggio Emilia, desidera proseguire anche quest'estate il progetto Accoglienza "Jaima – Tenda 2015" a Novellara, vista l'attenta e calorosa disponibilità da parte delle famiglie, della Parrocchia di Santo Stefano e delle associazioni di volontariato novellaresi.
L'associazione reggiana è alla ricerca di nuove famiglie disposte ad aderire ed ospitare nel periodo estivo (dal 28 giugno al 19 luglio) una bambina o un bambino proveniente dal Sahrawi.

Per presentare in modo dettagliato il progetto e per ascoltare l'esperienza dirette di alcune famiglie novellaresi che hanno già ospitato questi piccoli ambasciatori di pace sarà organizzato un incontro pubblico il 5 marzo alle ore 21.00 in Sala Civica, alla presenza dell'amministrazione comunale che patrocina il progetto. Le disponibilità debbono pervenire entro metà marzo all'associazione chiamando il numero 333.4450028 o 333.6165604 oppure prendendo contatto con l'ufficio scuola presso il Millefiori in via Costituzione, 10 a Novellara.

L'obiettivo del soggiorno è far trascorrere a questi bambini (di un'età compresa tra gli 8 e i 12 anni accompagnati da un adulto Sahrawi) alcune settimane lontano dal cado torrido del deserto, svolgere gli opportuni screening sanitari offerti dalla Regione Emilia Romagna e fare scambi interculturali attraverso i campi estivi svolti sul territorio. Il soggiorno non è una semplice vacanza, ma consente loro di vivere esperienze e opportunità importanti, altrimenti precluse dalla difficile vita nei campi dei rifugiati.

Nel contempo si pone la dovuta attenzione sul dramma che il popolo Sahrawi sta vivendo da oltre 40 anni, esiliato nel deserto dell'Hammada nel sud dell'Algeria, in attesa di veder riconosciuto il proprio diritto all'autodeterminazione sancito dall' Onu. Tutt'ora la popolazione vive divisa tra i campi profughi e i territori del Sahara Occidentale occupato illegalmente dall'esercito Marocchino. Già ribadita e segnalata più volte la preoccupante situazione nei territori occupati dove quotidianamente la gente civile è costretta a subire gravi violazioni dei diritti umani testimoniate anche dai rapporti di Amnesty International, Human Rights Watch e dalla Fondazione R. Kennedy.
Per informazioni e per disponibilità tel 333.4450028 o 333.6165604 o scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

(fonte: ufficio stampa Comune di Novellara)

Venerdì, 20 Febbraio 2015 10:18

Indimenticato Augusto

A Novellara è tutto pronto per "Nomadincontro" e per il ventitreesimo tributo ad Augusto Daolio. -

di Federico Bonati -

Reggio Emilia, 20 febbraio 2015 –

Chi, almeno una volta nella vita, non ha ascoltato "Io vagabondo" dei Nomadi? Quell'aria iniziale inconfondibile che cede il passo lentamente all'incedere di quella voce calda e potente, la voce di Augusto Daolio. A ventitrè anni dalla scomparsa, Novellara e il "popolo Nomade" non dimenticano chi ha scritto, assieme all'inossidabile Beppe Carletti, pagine indelebili della musica italiana, e lo fa con Nomadincontro, una due giorni dedicata ad Augusto e a tutto il panorama musicale, e non solo, dei Nomadi.

Si comincia sabato 21 febbraio, quando alla Rocca dei Gonzaga, alle 17.00, saranno inaugurate le mostre "50 anni Nomadi" e "In arte, Augusto Daolio". Alle 20.30, presso il Teatro Tenda ci saranno gli opening act di Matteo Rovatti, Luca Anceschi con Francesca Scalari, iVideo per lasciare poi spazio ai Nomadi alle 21.30.

Mentre i suggestivi portici di Novellara ospiteranno una mostra temporanea dedicata ad Augusto, gli eventi proseguiranno anche domenica 22. Alle 8.30, presso la Collegiata S. Stefano, ci sarà una messa in suffragio di Augusto Daolio e Dante Pegreffi, dopo la quale, intorno alle 10.30 Beppe Carletti incontrerà i testimoni della Shoa al Teatro della Rocca dei Gonzaga nell'incontro intitolato "Ad Auschwitza c'era la neve, il fumo saliva lento, nel freddo giorno d'inverno e sono nel vento", condotto da Pierluigi Senatore.

Alle 14.00, al Teatro Tenda, sarà la volta di "Son", nella quale interverranno i vincitori dei concorsi dedicati ad Augusto, alla quale saranno presenti gli ospiti Martina Maccolini, Davide di Pietro, i Controtempo, Silvio Sacchi e il coro "È più bello insieme". Alle 15.45 Marco Barbieri presenterà l'associazione "Augusto per la vita", con la conseguente consegna del contributo al progetto di Ricerca "Caratterizzazione molecolare e nuovi approcci terapeutici nel trattamento del mesotelioma pleurico" svolto in collaborazione tra Università degli Studi Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma e I.R.S.T. (Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori) di Meldola.

Alle 16.00 sarà ancora la volta dei Nomadi, che concluderanno la rassegna novellarese proponendo il meglio del loro repertorio. Per entrambi i concerti della band, i biglietti sono in vendita al costo di 18 € in prevendita e 20 € in giorno del concerto.
Un'occasione speciale per ritrovarsi e far mantenere vivo il ricordo di chi non c'è più, anche e soprattutto, grazie alle sue canzoni.

La nota stampa del consigliere della Lega Nord Mauro Melli sul bando aperto per selezionare un addetto stampa all'Unione Bassa Reggiana: "Ci sono decine di impiegati che potrebbero fare la medesima attività" -

Reggio Emilia, 3 febbraio 2015 -

"E' aperta la selezione per un addetto stampa all'Unione Bassa Reggiana per un periodo di due anni, l'incarico richiederà poche ore al mese e verrà retribuito con 4700 € all'anno.
Questa cifra rapportata al bilancio dell'Unione è modestissima ma considerato che molte famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese mi chiedo se era proprio necessario spendere questi soldi quando negli 8 comuni abbiamo decine di impiegati che potrebbero fare la medesima attività.
Anche ad inizio 2014 venne selezionato un addetto stampa ma non saprei valutare il suo lavoro visto che ha prodotto poco, praticamente inesistente.
Noi consiglieri di minoranza siamo abituati a fare da soli, che imparino anche i nostri sindaci!"

Mauro Melli
consigliere Lega Nord Novellara

Bagno di folla per l'artista romana che ha presentato il suo film nell'ambito di "Teatro e Legalità" -

Reggio Emilia, 2 febbraio 2015  – di Federico Bonati -

Grande evento nell'ambito della terza edizione di "Teatro e Legalità" promossa e realizzata da Noveteatro: al teatro "Tagliavini" di Novellara è giunta Sabina Guzzanti a presentare il suo film "La trattativa", narrazione di una delle pagine più buie della storia nazionale: la trattativa Stato-mafia. Una serata, promossa in collaborazione con la Provincia di Reggio Emilia, con la Regione Emilia Romagna e con Coop Consumatori Nord-Est, che ha registrato un autentico sold-out: già durante la settimana i biglietti per l'evento erano andati esauriti.

A introdurre l'appuntamento sono stati l'assessore alla cultura Marco Battini e il sindaco Elena Carletti. Ed è proprio il sindaco a scansare la ritualità del discorso iniziale dicendo: "Quando si parla di legalità niente può essere di rito. Bisogna persistere sul tema della legalità, e quindi ben vengano le persone come Sabina Guzzanti, le quali ci aiutano a portare a casa qualcosa per reagire e per attivarci ognuno nel proprio singolo", con un palese riferimento ai recenti avvenimenti legati all'operazione "Aemilia.

Arriva poi il momento del film. Si parte con l'esame di teologia in carcere dato da Gaspare Spatuzza e quella domanda sul tema della grazia. Da lì inizia un cronoracconto sugli avvenimenti e sulle figure che hanno macchiato di sangue le pagine dei giornali nazionali, vengono raccontate le stragi mafiose, e si delinea la questione della trattativa fra lo Stato e la mafia. È impossibile per lo spettatore non rendersi conto di quanto fosse complessa e intricata la ragnatela di contatti e sotterfugi fra uomini di potere, forze dell'ordine e mafiosi. Avvilente è invece il termine migliore per definire il momento nel quale si comprende come gli uomini della legalità quali Falcone, Borsellino, il colonnello Riccio, siano stati abbandonati dallo Stato che hanno servito nella lotta alla mafia, e ci si chiede perché, o meglio, come mai? Domanda retorica con una risposta eloquente, ma che si fa finta di non comprendere. "La trattativa" mostra un lato subdolo del nostro paese, il lato più subdolo e aberrante dell'Italia. L'elenco di nomi noti dei palazzi del potere è lunghissimo, e si comprende, infine, che la mafia non è più coppola e scacciapensieri, baffi folti e lupara: è giacca e cravatta, appalti, voti.

Standing ovation per l'autrice, che risponde alle domande di un pubblico novellarese curioso e interessato. Parla delle difficoltà che ha avuto il film ad essere prodotto, parla di collusione di forze dell'ordine quando la mancata cattura di Provenzano fece partire il processo Mori, parla di come il sindaco di Palermo, Orlando, pare abbia emesso una circolare per far vedere il film agli alunni delle scuole locali, mettendo a disposizione un cinema e un bus (un invito che la Guzzanti rivolge anche alla Carletti), e parla anche del neopresidente Mattarella, definendolo un uomo onesto che potrebbe riservare sorprese positive.

Al termine dello spettacolo, la Guzzanti ha risposto alle domande della Gazzetta dell'Emilia.

Come può lo Stato italiano liberarsi dalla mafia se i presupposti sono quelli presentati nel suo film?
Per debellare la mafia è necessario debellare un certo tipo di politica che vive seguendo logiche di cultura mafiosa.

In merito all'operazione "Aemilia" che ha scosso la nostra terra nei giorni scorsi, che insegnamento si può trarre da questa vicenda?
Questa è l'ennesima prova che la mafia è presente e forte anche al Nord. Bisogna rendersi conto che la mafia non è quello che si racconta al cinema, ma è un insieme di equilibri ognuno ugualmente mafioso e fondamentale. La parte armata è quella sempre meno in uso ormai, ora la mafia è molto più presente in ambiti legati alla finanza, alle alte sfere dirigenziali, all'edilizia.

Pubblicato in Cultura Reggio Emilia

La connessione telematica regionale SchoolNET prevede al più presto la realizzazione di un collegamento con la rete in fibra ottica alle scuole statali elementari e medie della città -

Novellara, 23 gennaio 2015 -

A fine dicembre la giunta comunale di Novellara ha dato il via libera al progetto di connessione telematica regionale SchoolNET, che prevede al più presto la realizzazione di un collegamento con la rete in fibra ottica alle scuole statali elementari e medie della città. L'obiettivo è quello di consentire un miglioramento della didattica e dell'offerta formativa dell'istituto comprensivo a vantaggio di insegnanti, studenti e personale scolastico.

Soddisfatto l'assessore comunale con delega all'innovazione tecnologica Alberto Razzini: "Con questo intervento l'istituto comprensivo avrà una connettività all'avanguardia per potere finalmente accedere alle nuove tecnologie senza alcuna limitazione, in linea con i più avanzati standard presenti in Europa".

La connessione sarà garantita da Lepida Spa, società in house della Regione Emilia-Romagna e degli enti locali regionali (della quale anche il Comune di Novellara è socio dal 2009) che gestisce la rete delle pubbliche amministrazioni di tutto il territorio emiliano-romagnolo. 

La giunta del sindaco Carletti ha accettato una delle tre proposte formulate da Lepida per il co-finanziamento (rispetto al contributo regionale) dell'intervento, quella che prevede l'erogazione di un contributo in conto capitale di 9.330 euro, spesa peraltro già prevista e stanziata nel bilancio 2014 del Comune novellarese.

Una soluzione che lascia la proprietà degli apparati tecnologici installati in mano a Lepida, ma che evita all'amministrazione comunale il pagamento di qualsiasi ulteriore canone mensile per il servizio di connettività a banda larga delle scuole.

 A Novellara sarà dunque la stessa Lepida, tramite le imprese affidatarie, a intervenire sugli immobili di proprietà comunale interessati dall'intervento: i lavori, in ogni caso, dovranno essere realizzati dal soggetto individuato da Lepida "senza arrecare alcun danno alle proprietà del Comune", come si legge nella delibera di giunta. Al termine dell'intervento, inoltre, dovranno essere realizzati i corretti ripristini secondo le indicazioni operative fornite man mano dall'ufficio tecnico comunale.

(Fonte: ufficio stampa Comune di Novellara)

Sabato, 24 Gennaio 2015 09:10

Io sono Youssef

Dall'interazione alla cittadinanza attiva, dalla politica alla religione, dall'estremismo alla cooperazione: intervista a Youssef Salmi, cittadino italiano di origine marocchina, esempio di integrazione -

di Federico Bonati -

Reggio Emilia, 24 gennaio 2015 –

È dal 2001, da quel fatidico 11 settembre, che il mondo intero si è trovato a fare i conti con l'estremismo jihadista islamico; da quel momento, nulla è stato più come prima. A seguito dei recenti fatti di cronaca, l'attentato alla sede di "Charlie Hebdo" e il massacro in Nigeria da parte di Boko Haram, la paura e la diffidenza nei confronti di chi professa la fede musulmana sono tornate d'attualità. Ma sono davvero tutti così? Esiste un grande numero di musulmani che hanno fatto dell'integrazione culturale e dell'interazione fra le persone il cardine della loro vita, sconfessando chi dice che: "Tanto a loro non interessa integrarsi". Queste persone sono molto numerose, anche in Italia. Una di queste, Youssef Salmi, cittadino italiano di origine marocchina, sposato con una donna italiana, e padre di due figli, ex assessore al comune di Novellara, ed esempio di integrazione, ha risposto alle domande della Gazzetta dell'Emilia.

Youssef, partiamo dal passato, dal tuo arrivo in Italia. Che speranze, che progetti e che sogni avevi in quel momento?

Era l'agosto del 1990, e in Italia erano da poco finiti i Mondiali. Fu proprio il sogno del calcio a farmi partire dal Marocco e ad arrivare in Italia, passando per la Francia. Tuttavia, per giocare a calcio, mi servivano i documenti, ed io avevo solo il passaporto. Quindi quello del calcio rimase un sogno, ma quello di vivere in un paese libero si realizzò. Da sempre il mio motto è: "Io sono libero in un paese libero, ma la mia libertà finisce dove inizia quella altrui". Quando arrivai a S. Giovanni di Novellara, fui subito accolto benissimo, c'è molta più solidarietà tra le persone nei paesi piccoli.

Poi il lavoro, la casa, la famiglia, l'integrazione. Hai mai sentito un clima di diffidenza nei tuoi confronti?

All'inizio mi sentivo "osservato", ma erano più che altro sguardi di curiosità. Alcuni avrebbero potuto interpretare quegli sguardi in modo negativo, ma non io. Nel corso della mia vita qui in Italia ho sempre cercato di mettere in atto una partecipazione attiva, attraverso la quale favorire un'interazione tra le culture, la mia e quella del paese in cui vivo. Purtroppo, ammetto che dopo quanto accaduto in Francia, gli sguardi sono diventati diversi, si percepisce islamofobia.

È arrivato, in seguito, anche l'impegno politico nelle file del Partito Democratico. Credi che la politica stia facendo abbastanza per l'integrazione in Italia o che i risultati stiano ancora scarseggiando?

La politica sta facendo del suo meglio in questo senso, il problema vero è di carattere culturale. Stiamo assistendo ad una migrazione dall'Italia degli immigrati che arrivarono in Italia, e questo rappresenta il fallimento delle politiche attuate fino ad ora. Il cambiamento deve partire dall'educazione, dal sistema scolastico, in cui l'integrazione deve essere qualcosa di vitale. Bisogna combattere l'esclusione e l'emarginazione e investire maggiormente nella partecipazione attiva di tutti i soggetti in campo.

Che significato ha, per te, l'appartenenza allo Stato Italiano?

Io amo l'Italia. Ne ero innamorato per il calcio, poi mi sono innamorato della sua storia, dell'arte, della cultura. Ma ciò che maggiormente amo dell'Italia è stata la storia che ha condotto alla liberazione della Nazione e alla realizzazione della Costituzione, che gli anziani del paese mi hanno raccontato; in essi rivedevo mio nonno, e le sue lotte per la libertà in Marocco. Ricordo, inoltre, il caro amico, che ormai non c'è più, Dante Biliardi, che fu il primo a raccontarmi della storia del tricolore, nato a Reggio Emilia. Tutto questo è ciò che mi fa amare questo paese. Sarebbe bello se sapessimo valorizzare, davvero, tutta questa storia, quest'arte, questa cultura.

Tu sei musulmano. Come pensi siano visti i musulmani in Italia?

Non c'è abbastanza conoscenza sull'argomento. E la conoscenza è qualcosa di importante, perché quando conosci una cosa impari a rispettarla. La Costituzione stessa definisce l'Italia un paese in cui vige la libertà di culto, grazie alla quale è possibile vivere in armonia, perciò sta a noi musulmani far comprendere cos'è il vero Islam.

Chiederti di Charlie Hebdo è troppo semplice. Vorrei invece un tuo commento su Boko Haram. E poi, si può uccidere in nome di un Dio, qualunque esso sia?

Mai! Cito un versetto coranico: "Chi uccide un'anima è come se avesse ucciso l'umanità intera". Ciò che sta accadendo in Nigeria, come quanto è accaduto in Francia, è un abominio, è delinquenza allo stato puro. Spero vivamente che arrivi qualche governo, qualche capo di stato musulmano che urli a gran voce contro queste situazioni, facendo da megafono a tutti noi! Nessuno può immaginare come ci stiamo sentendo noi musulmani integrati, rispettosi e pacifici, in questo momento.

Quando senti parlare di ISIS, qual è il tuo primo pensiero?

Queste persone non hanno capito nulla di quello che è la nostra religione. Nelle nostre preghiere giornaliere c'è il richiamo al rispetto reciproco fra le fedi, mentre questi non sanno nemmeno lontanamente cosa sia il rispetto. Sfortunatamente, l'ISIS è figlia di chi ha voluto tutto ciò, dopo la caduta del regime di Saddam Hussein. Stiamo parlando di musulmani che massacrano altri musulmani e che, ancora peggio, arruolano bambini! Per questo devono essere duramente condannati, perché rappresentano l'ignoranza che cammina.

Che futuro immagini per i tuoi figli, che rappresentano la "seconda generazione"?

Immagino, e spero, un futuro roseo per loro, un futuro nel quale possano avere il caposaldo dei valori quali il rispetto e l'amore per il prossimo. E più di tutto spero possano trovare un futuro di pace, per loro e per i loro coetanei, tutti cittadini del mondo. Quando sono arrivato in Italia, sin da subito mi sono messo all'opera, lavorando per migliorare l'integrazione e l'interazione culturale di questo paese. Proprio con lo scopo di quel futuro di pace di cui ho detto.

Quando ti alzi al mattino, che speranze hai per il tuo paese, l'Italia?

Spero con tutto il cuore che il mio Paese si possa risvegliare. Quando tutti gli italiani si renderanno davvero conto di vivere in un paese splendido, ricco di risorse, pieno di storia e che funge da porta d'ingresso per l'Europa, allora saremo tutti davvero contenti. L'Italia, anche per la sua storia di migranti che lasciarono la patria per trasferirsi nel continente o oltreoceano, come fu per i genitori di Papa Francesco, che lasciarono il Piemonte per l'Argentina, deve far tesoro di questo suo passato, divenendo un valido interlocutore internazionale. Inoltre, anche memore di questa sua storia, deve lavorare maggiormente per favorire la convivenza, l'integrazione e l'interazione fra le culture, anche e soprattutto attraverso la partecipazione soggettiva di tutti, italiani e immigrati.

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

E' iniziata la nuova campagna sperimentale per promuovere ed incentivare l'utilizzo quotidiano dei pannolini lavabili. Tutte le famiglie novellaresi con bambini dai 0 ai 3 anni possono noleggiare e prendere in uso gratuitamente 2 kit  -

Novellara, 21 gennaio 2015 –

"Un altro pannolino...è possibile" la campagna sperimentale per promuovere ed incentivare l'utilizzo quotidiano dei pannolini lavabili da parte delle famiglie di Novellara è iniziata.
A lanciare il progetto è l'assessore all'ambiente Alberto Razzini che, dopo una serata informativa organizzata lo scorso dicembre, invita tutte le famiglie le novellaresi con bambini dai 0 ai 3 anni a noleggiare e prendere in uso 2 kit composti da 10 pannolini ognuno, in taglia regolabile, completi di: inserto supplementare, una mutandina impermeabile esterna microporosa e un rotolo di veli raccoglitori.

La durata del noleggio gratuito è di 24 mesi, rinnovabile per un ulteriore anno, dietro versamento di un deposito cauzionale pari a € 150.00, che verrà restituito al momento della riconsegna dei pannolini.

Sono tanti i vantaggi che si possono ottenere dall'uso quotidiano dei pannolini lavabili come spiega l'assessore Alberto Razzini: "questa iniziativa vuole sensibilizzare noi cittadini ad un approccio diverso per quanto riguarda la produzione di rifiuti, cercando di impattare il meno possibile nei confronti dell'ambiente. Altri aspetti molto importanti sono il maggiore benessere per la pelle del bambino, oltre all'aspetto economico che in questo periodo assume un peso non trascurabile". Rispetto ai pannolini usa e getta, i pannolini lavabili permettono, infatti, un risparmio del 70% dei costi totali.

Per ogni informazione rivolgersi all'URP del Comune di Novellara tel. 0522.655.417 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

(Fonte: ufficio stampa Comune di Novellara)

Il consigliere della Lega Nord, Mauro Melli, commenta il bando per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) -

Reggio Emilia, 19 gennaio 2015 -

Riceviamo e pubblichiamo -

"La precedente amministrazione novellarese nell'aprile scorso pubblicò il bando per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) ed ora, che il bando si è concluso, noto che su 30 persone ammesse in graduatoria ben 15 sono stranieri.
Il 50% degli alloggi pubblici verranno assegnati ad extracomunitari quando invece rappresentano solo il 16% dei novellaresi; tutto ciò grazie a dei parametri che non tengono in considerazione gli anni di residenza e discriminano gli autoctoni che vivono e pagano i tributi a Novellara da sempre.
Agli stranieri non viene nemmeno chiesto se possiedono beni in patria, tale verifica invece è d'obbligo in molti stati europei perché può capitare che l'extracomunitario nel suo paese di origine sia titolare di case e terreni.
La nuova amministrazione aveva promesso in campagna elettorale che avrebbe rivisto i criteri di assegnazione, fra due anni al prossimo bando vedremo se saranno di parola."

Mauro Melli
consigliere Lega Nord Novellara

Domenica, 11 Gennaio 2015 14:35

Le cose cambiano: a teatro contro l'omofobia


Storie vere toccanti, irriverenti, capaci di far riflettere, portate in scena a Novellara

di Federico Bonati - Novellara (RE) 11 dicembre 2015 –
L'omofobia è una malattia silenziosa e violenta che negli ultimi anni si è insinuata in maniera sempre più dilagante nella società italiana. Spesso sorgono ai (dis)onori della cronaca storie di bullismo di matrice omofoba, compiute da ragazzi in età adolescenziale, le quali sono seguite da scie di menefreghismo e stemperamento sociale. Ma quello che si pone davanti è un problema serio: l'omofobia è una questione da affrontare impetuosamente e da risolvere, attraverso vari passi, primo fra tutti parlarne.

È quanto successo al Teatro "Tagliavini" di Novellara con lo spettacolo "Le cose cambiano", realizzato dal gruppo Etoile CTE, in collaborazione con l'amministrazione comunale, per la regia di Daniele Franci.

Nato da un'idea dello scrittore americano Dan Savage e del marito Terry Miller, fondatori della campagna web "It gets better", lo spettacolo raccoglie alcune storie italiane di ragazzi e ragazze omosessuali che, nel loro percorso di crescita come individui, si sono scontrati con una società accusante e giudicante, ma incapace di comprendere. Tuttavia, lo scopo che si pone lo show è quello di far capire a questi giovani che non sono soli e che le cose arriveranno a cambiare in positivo. Un cambiamento, quello preso in considerazione dagli attori in scena, che sta proprio nella normalità e nell'accettazione di essa. Proprio l'accettazione ed il suo rispetto sono un tema centrale che dovrebbe essere scontato, ma che così non è, in una società civile: giudicare una persona dal proprio orientamento sessuale è quanto di più deleterio e sconfortante possa essere fatto. Etero o gay non vi è alcuna differenza: si sta sempre parlando di persone.

Durante lo spettacolo ci sono momenti seri e momenti un po' più leggeri, momenti di riflessione e anche momenti toccanti ai quali non si può restare indifferenti. Perché è l'indifferenza la vera forza dell'omofobia. Il potere di questa aberrante azione non è tanto nell'epiteto frocio o ricchione, utilizzato come calunnia o come impenitente sfottò, ma nel silenzio complice di chi sa, di chi vede, ma che tace. Il silenzio è anche ciò che getta nello sconforto i ragazzi e le ragazze LGBT che subiscono vessazioni, ma che non trovano il coraggio o la spinta per confidarsi con qualcuno. Ignorano, a causa di questo silenzio, di non essere soli, arrivando poi a compiere gesti estremi.

"Imparare ad accettare le scelte altrui – dice l'assessore alla cultura Marco Battini – è il modo in cui le cose cambiano davvero", al quale fa eco l'assessore alla scuola del comune di Reggio Emilia Raffaella Curioni auspicando di poter far approdare nelle scuole progetti teatrali di questo tipo. Parole di elogio per lo spettacolo anche dal presidente di Arcigay Flavio Romani che sottolinea: "Le cose cambiano e bisogna resistere finchè esse non saranno cambiate del tutto. E se si sta per crollare, allora bisogna avere il coraggio di chiedere aiuto. Il cambiamento parte anche da lì".
La triste realtà delle vessazioni omofobe e la consapevolezza della propria omosessualità sono stati narrati con soffice rispetto e consapevolezza di essere portatori di un messaggio di assoluta positività: le cose cambiano.

Pubblicato in Cultura Reggio Emilia

Ferma condanna per l'attacco terroristico accaduto a Parigi al giornale Charlie Hebdo da parte di amministrazione comunale e rappresentati della comunità islamica Novellarese -

Novellara, 9 gennaio 2015 –

L'amministrazione comunale ed i rappresentati della comunità islamica Novellarese esprimono ferma condanna per l'attacco terroristico accaduto a Parigi al giornale Charlie Hebdo e lanciano un appello a favore del dialogo, dell'unione e della pace. La comunità musulmana non si riconosce nella violenza ed è contro a questi atti criminali. Inviamo le nostre sentite condoglianze ai famigliari delle vittime ed esprimiamo loro profonda solidarietà.

(Fonte: Ufficio comunicazione Comune di Novellara)