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C'è anche la provincia di Modena tra le tappe del Grand Tour Emil Banca che, giunto alla nona edizione, per la prima volta tocca il nostro territorio

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L’indagine è stata promossa dal Comune di Formigine per individuare le “auto fantasma” utilizzate per commettere reati, contrastare l’evasione fiscale, il lavoro nero e individuare le agenzie compiacenti.

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La tragedia in via Fossa, dove un giovane è stato travolto da un Doblò lungo via Fossa. Sul posto un’ambulanza del 118 e l’Elisoccorso, ma per il ragazzo non c’è stato nulla da fare. 

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Il titolare di una delle due concessionarie era intestatario di 137 autovetture, ma non aveva mai presentato nessuna dichiarazione. Era anche destinatario del reddito di cittadinanza. Coinvolti anche due cittadini stranieri che facevano da prestanome per l’intestazione dei veicoli.

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Lunedì, 08 Febbraio 2021 17:56

Sessantenne ghanese trovato morto in un casolare

L’uomo, irregolare sul territorio, soffriva di patologie pregresse e negli ultimi mesi aveva trovato rifugio nello stabile abbandonato. A lanciare l’allarme un connazionale, che non avendo sue notizie, si era recato al casolare, dove lo ha trovato ormai privo di vita.

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CDP, Banco BPM ed UniCredit insieme per supportare il nuovo Piano industriale di Siti-B&T con un finanziamento da 30 milioni di euro
L’azienda di Formigine è leader nella produzione di impianti completi a servizio dell’industria ceramica mondiale e punta ad espandere nel lungo termine la propria presenza in Italia e nei mercati esteri. Con questa operazione, CDP conferma la propria attenzione alla crescita delle imprese italiane, eccellenze nel proprio settore di riferimento.

Non solo chiusure in attesa della ripresa delle attività

Sondaggio tra i 31 ristoratori aderenti al Consorzio Modena a Tavola. L’80% ha sospeso l’attività, ma c’è anche chi si è inventato il menù “antidepressivo” da consegnare ovviamente a casa e nel rigoroso rispetto delle regole. 

Si erano ritrovati il 3 marzo scorso, tutti insieme, capitanati da Massimo Bottura, per dare un messaggio pieno di positività, quando ancora l’emergenza sanitaria non era emersa in tutta la sua drammaticità e complessità. Dopo qualche giorno, anche i ristoratori del Consorzio Modena a Tavola, 31 in tutta la provincia, si erano dovuti arrendere, adeguandosi immediatamente alle regole restrittive volte a contenere il contagio, nell'interesse generale, con rigore e senso della comunità.

A qualche settimana dal lockdown la stragrande maggioranza di loro, l’80%, ha l’attività completamente ferma ma c’è anche chi si è da subito ingegnato per trovare soluzioni compatibili con la prosecuzione dell’attività, nel pieno rispetto delle regole stringenti attualmente in vigore. Ognuno ha fatto, sicuramente con difficoltà, la propria scelta cercando prima di tutto di rispettare le regole e di tutelare la salute. Tra chi ha deciso di tenere accesi i fornelli, sia pure con i fuochi al minimo, ci sono ad esempio lo storico ristorante di Carpi “L’incontro”, Il Calcagnino di Formigine, l’Osteria Emilia di Campogalliano, la Cucina del Museo e il Luppolo e l’Uva, entrambi di Modena. Ognuno di loro ha individuato una soluzione che si può a pieno titolo definire personale, perché profondamente legata alle caratteristiche del locale e della clientela che tradizionalmente lo frequenta. C’è in tutti e cinque i casi un denominatore comune: il desiderio di mantenere vivo il rapporto con la gente, portare nelle abitazioni e, almeno in alcuni casi, nelle aziende, quel calore che solo la buona tavola sa dare. Probabilmente anche per questo tutti i ristoratori che hanno deciso di continuare a cucinare preferiscono consegnare personalmente. Solo eccezionalmente si appoggiano a catene dedicate alla consegna a domicilio.

Per far sapere ai propri clienti della loro “apertura” tutti i ristoratori stanno facendo ampio uso dei canali digitali. Su Facebook, sui loro siti internet, attraverso Instagram, oppure riconvertendo le newsletter con cui ricordavano gli eventi e mettendo in evidenza le nuove opzioni a disposizione dei clienti. Da qualche giorno, per amplificare il messaggio alcuni hanno scelto di fare ricorso anche alla radio.

Ognuno a modo proprio
Entrando più nel dettaglio c’è chi come Paola Corradi, titolare della Cucina del Museo, che, dovendo scegliere di mettere in cassa integrazione i suoi collaboratori, ha prima arruolato la figlia, studentessa universitaria, per farsi aiutare sia in cucina sia nelle consegne. Successivamente ha pubblicato un menù completo con tante possibilità di scelta. “Noi siamo molto piccoli per cui ci rivolgiamo alle famiglie. Il riscontro è stato davvero positivo. Si tratta prevalentemente di clienti che già ci conoscono e che hanno molto apprezzato questa scelta. Abbiamo adattato il menù per trovare un punto di equilibrio tra la qualità, i tempi di consegna e la trasportabilità. Tutto in ogni caso viene preparato all'istante e subito consegnato a domicilio” racconta Paola.

Ancora più articolata è l’offerta de L’Incontro di Carpi, storico locale guidato da sempre da Gianfranco Zinani e dalla moglie. In questo caso hanno elaborato ben tre menù completi, uno per gli amanti della carne, scherzosamente ribattezzato Antidepressivo, un altro per gli amanti del pesce e infine una proposta definita vitaminica, rivolta a coloro che alla forma non vogliono rinunciare mai. 

È stata una piacevole sorpresa, la gente apprezza molto il servizio. L’altra sera ho fatto personal-mente una consegna e ho ricevuto un’accoglienza incredibile da una famiglia che per l’occasione si era vestita di tutto punto e aveva preparato una tavola sontuosamente apparecchiata. Mi hanno persino invitato ad entrare, ma ovviamente non è stato possibile. Le richieste, in questo caso per il pranzo, stanno arrivando anche dalle poche aziende che stanno proseguono la loro attività” spiega Carlo Gozzi, chef del ristorante carpigiano.

Per originalità e inventiva spiccano poi le proposte di Davide Forghieri della Osteria Emilia che nemmeno in questa occasione ha rinunciato al suo estro. Le soluzioni da lui proposte si dividono in piatti completi già pronti, o in soluzioni in cui l’ultimo tocco viene lasciato al cliente. Nel caso dei tortellini ad esempio, in una apposita vaschetta ci sono i tortellini, a parte il brodo e il parmigiano reggiano. “Tutto viene preparato espresso, utilizzando vaschette termiche sigillate con atmosfera modificata. In questo modo qualità e sicurezza sono garantite” spiega Davide Forghieri.

L’ultimo che si è aggiunto, sul piano cronologico, è il Calcagnino di Formigine. Loro in questa fase sono partiti proponendo un menù di Pasqua “ma stiamo già pensando di allargare l’offerta vista la buona accoglienza ricevuta” raccontano Claudio e Barbara.

A concludere questa breve rassegna Stefano Corghi che, oltre ad essere lo chef del Ristorante modenese il Luppolo e l’Uva, è anche presidente del Consorzio Modena a Tavola. La prima cosa che evidenzia è il calore umano e l’apprezzamento che questo tipo di iniziative stanno riscuotendo. “Le persone quando arriviamo a consegnare il pasto che hanno ordinato manifesta nei nostri confronti una grande gratitudine. È evidente che c’è voglia di normalità, di fare due chiacchiere in serenità” racconta Corghi tracciando un primo piccolo bilancio della sua esperienza personale.

Per quanto possa apparire paradossale, alcune aziende, che mi hanno chiesto di servire loro il pasto di mezzogiorno, mi hanno raccontato che stanno riscoprendo il piacere della pausa del pranzo di mezzogiorno, troppo spesso consumato in fretta, magari in piedi, mangiando un panino. Certo sono piccoli segnali, sicuramente insufficienti, ma l’emergenza, come sempre accade, obbliga a delle riflessioni e spinge a trovare soluzioni alternative che, magari, potranno essere valide anche quando avremo superato questa fase così complicata. Da soli però difficilmente riusciremo a rialzarci e a ripartire. Per questo confidiamo anche in aiuti e sostegni da parte del Governo e delle amministrazioni locali” conclude il presidente del Consorzio Modena a Tavola Stefano Corghi.

Gli animali erano detenuti in casa da una settantenne già nota ai Servizi Sociali come accumulatrice compulsiva e patologica di oggetti e animali. In seguito a un malore della donna, le Guardie Zoofile dell’OIPA sono riusciti a recuperare 13 gatti, affidati al gattile di Magreta. La donna è stata denunciata.

Formigine (MO) –

Deteneva in casa propria una ventina di gatti in condizioni igienico sanitarie disastrose, tra rifiuti, escrementi e oggetti di ogni tipo accatastati in tutte le stanze. La situazione è venuta a galla in tutta la sua gravità quando la donna, una settantenne residente a Formigine, già nota ai Servizi Sociali come accumulatrice seriale, patologica e compulsiva di oggetti e animali ha avuto un malore ed è stata soccorsa dai sanitari.

Le Guardie Zoofile dell’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) hanno così potuto entrare e individuare venti gatti, stressati e traumatizzati per le condizioni precarie in cui erano costretti a vivere. Gli animali erano anche infestati da pulci e zecche, affetti da dermatiti, sporchi e con aree di pelo mancanti a causa dell’incuria di cui la proprietaria, a causa della patologia di cui soffre, non sembrava rendersi conto, rifiutando ogni sorta di aiuto.

Tredici dei venti gatti sono già stati sequestrati e messi in sicurezza al Gattile di Magreta dove, dopo le cure necessarie al loro recupero fisico e psicologico, verranno affidati a nuove famiglie. All’appello ne mancano ancora sette, che spaventati, si sono nascosti tra i rifiuti e l’enorme quantità di oggetti accumulati nelle stanze fino a formare dei veri e propri muri. 

I volontari del gattile hanno piazzato delle “gabbie trappola” per mettere anche loro in sicurezza prima dell’intervento di Hera, chiamata a bonificare gli ambienti a causa delle tremende condizioni igieniche pericolose sia per gli animali che per le persone. 

Oltre al sequestro degli animali per maltrattamento, la settantenne accumulatrice seriale è stata denunciata per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura.

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Giovedì, 12 Settembre 2019 15:27

Aspirante suicida salvato dai Carabinieri

Gli uomini dell’Arma sono stati avvertiti da alcuni conoscenti di un 60 enne con problemi di depressione, che non avevano notizie di lui. Hanno così sfondato la porta e lo hanno trovato riverso su una poltrona in un lago di sangue.

FORMIGINE (MO) –

Deve la vita all’intervento tempestivo dei Carabinieri un 60 enne di Formigine che ha tentato di togliersi la vita nella sua abitazione. 

Ad avvertire gli uomini dell’Arma alcuni conoscenti dell’uomo, che da tempo soffriva di depressione. Non avendo notizie di lui da qualche tempo si sono preoccupati.

I militari si sono quindi recati presso la sua abitazione, in un condominio del Comune modenese, hanno suonato il campanello ma non hanno ottenuto alcuna risposta. Così, senza indugi, hanno sfondato la porta e hanno trovato il 60 enne riverso sulla poltrona del salotto, privo di sensi in un lago di sangue, in seguito ad alcuni tagli che si era procurato con una lametta sulle braccia.

I Carabinieri hanno quindi applicato le tecniche di primo soccorso, bloccando l’emorragia. Nel frattempo hanno avvertito il 118. Il personale medico ha poi completato l’intervento e trasportato l’uomo in ospedale, salvandogli la vita.

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Giorgio Valle, 69 anni, originario di Sondrio, era ricercato da anni e deve scontare 5 anni e 6 mesi in carcere. Nella sua carriera di abile truffatore aveva assunto diversi alias, professioni e nazionalità, mettendo a segno colpi sia in Italia che all’estero. È stato fermato a Formigine, dove viveva da insospettabile.

FORMIGINE –

Banchiere, giornalista, uomo d’affari, con diversi alias, personalità e nazionalità in base alla truffa da mettere in atto. E, naturalmente, abile a fare perdere le proprie tracce, nonostante le diverse condanne e una pena di 5 anni e 6 mesi da scontare in carcere. 

Sembra uscita dal film con Leonardo di Caprio “Prova a prendermi”, la carriera criminale di Giorgio Valle, 69 anni, originario di Sondrio, basata su truffe e raggiri. Ma questa volta, a prenderlo ci hanno pensato i Carabinieri di Formigine, che lo hanno rintracciato in una zona inaspettata del Comune in provincia di Modena, dove Valle si era recentemente trasferito, “interpretando” la parte del tranquillo e insospettabile vicino.

A mettere gli uomini dell’Arma sulle sue tracce è stata la segnalazione di un’azienda del comprensorio ceramico, probabile prossimo “bersaglio” del truffatore. Insospettiti da alcuni suoi atteggiamenti poco chiari, si sono rivolti ai Carabinieri, che dopo alcune approfondite indagini e accertamenti, sono riusciti a individuarlo e ad arrestarlo, mettendo così fine alla sua carriera criminale “da film”.

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